Quando parliamo di tecniche di rilassamento, spesso immaginiamo qualcosa da ottenere.
Come se il rilassamento fosse un obiettivo da raggiungere con l’impegno, la volontà, lo sforzo.
Nella tradizione cinese, invece, il rilassamento viene visto in modo molto diverso.
Non come qualcosa da forzare, ma come qualcosa a cui lasciare spazio.
Questa differenza di prospettiva è fondamentale, perché cambia completamente il nostro modo di stare nel corpo e di praticare.
Il rilassamento come “non fare”
Uno degli aspetti più importanti delle pratiche di rilassamento di origine cinese riguarda l’atteggiamento mentale.
Nella cultura occidentale siamo spesso abituati a “fare qualcosa” per ottenere un risultato.
Anche quando vogliamo rilassarci, rischiamo di trasformare il rilassamento stesso in una prestazione.
La tradizione cinese ci invita invece ad allontanarci dall’idea di voler rilassarsi a tutti i costi.
Perché ogni sforzo, anche solo mentale, è l’opposto dello stato che stiamo cercando.
Qui entra in gioco un concetto chiave del pensiero taoista: il wu wei, il “non fare”.
Non significa non fare nulla.
Significa non forzare, non spingere, non anticipare il risultato.
Il rilassamento nasce quando ci poniamo in uno stato di disponibilità tranquilla e fiduciosa.
Quando smettiamo di controllare e permettiamo al corpo di fare ciò che sa già fare.
Il Vuoto come spazio di possibilità
Alla base di questo atteggiamento c’è anche il concetto di Vuoto.
Nella visione taoista, il Vuoto non è assenza.
È spazio.
Quando smettiamo di riempire corpo e mente di tensioni, aspettative e controlli, qualcosa può finalmente accadere.
Il rilassamento non si crea, quindi.
Emerge.
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Concentrazione senza sforzo
Un altro elemento centrale di queste pratiche è la concentrazione.
Ma attenzione: concentrarsi non significa focalizzarsi con rigidità e fatica.
Si tratta piuttosto di una presenza gentile, morbida, senza sforzo.
Una forma di ascolto.
Ascolto del tono muscolare, delle micro-tensioni, delle sensazioni sottili del corpo.
Fiducia nelle risorse del corpo e nella sua intelligenza.
Con il tempo, questa capacità ci permette di rilassarci ovunque e in qualsiasi momento.
All’inizio, però, è importante creare le condizioni giuste.
Le condizioni ideali per la pratica del rilassamento
Per praticare il rilassamento, soprattutto agli inizi, è utile scegliere:
- un luogo tranquillo
- possibilmente in penombra
- senza rumori o distrazioni
- indossando abiti comodi
Molte persone chiedono: “Per quanto tempo devo praticare?”
Non esiste una regola valida per tutti.
È più efficace praticare poco ma spesso, piuttosto che raramente e a lungo.
Anche pochi minuti, più volte al giorno, possono fare una grande differenza.
All’inizio può essere utile dedicare anche mezz’ora, se ci è possibile.
Con la pratica, però, il corpo impara a rilassarsi più rapidamente, fino ad arrivare, col tempo, a uno stato in cui il rilassamento diventa quasi immediato.
O, meglio ancora, a una condizione di rilassamento senza sforzo, accompagnata da una consapevolezza il più possibile presente del corpo e della mente.
Nella vita occidentale — soprattutto in contesti urbani — questo richiede un certo impegno. Ma i benefici in termini di qualità della vita sono profondi.
E valgono davvero la pena.
Rilassarsi in piedi: una postura chiave nella tradizione cinese
Le posizioni di rilassamento possono essere molte: seduti, sdraiati, a terra, in piedi. La scelta dipende dalla persona e dal momento.
In questo articolo ci soffermiamo su una pratica in posizione eretta.
Può sembrare strano pensare di rilassarsi stando in piedi… Eppure, questa è una delle posture più utilizzate nella tradizione cinese. Permette di lavorare in modo diretto e semplice sulla postura, sull’equilibrio e sulla relazione tra Cielo e Terra.
Pratica guidata di rilassamento in piedi
Mettiti in piedi, con i piedi separati più o meno alla larghezza delle spalle.
Porta l’attenzione alla pianta dei piedi.
Senti il peso del corpo distribuirsi in modo equilibrato su entrambi i piedi e su tutta la superficie della pianta.
Le ginocchia sono morbide, non rigide.
Il bacino è rilassato e perpendicolare al terreno.
Il busto è eretto, ma senza rigidità.
Le spalle scendono naturalmente verso il basso.
Le braccia sono abbandonate lungo i fianchi, senza tensione.
Il collo e la testa sono eretti.
La mandibola è rilassata.
Il mento leggermente abbassato, in modo da allineare le vertebre cervicali.
Gli occhi possono essere chiusi o socchiusi.
Ora immagina un filo che parte dall’apice della testa e tira dolcemente verso il cielo, allungando la colonna vertebrale.
E un altro filo che, dalla punta del coccige, tira dolcemente il bacino verso la terra.
La sensazione è quella di un elastico: tirato verso l’alto dal cielo e verso il basso dalla terra.
Tu stai nel mezzo.
Presente.
Disponibile.
Senza fare nulla.
Ti mostro la pratica nel video qui sotto, al minuto 3,47 circa
Il movimento come strumento di regolazione energetica
Questa pratica è solo un punto di partenza.
Nella visione della medicina cinese, il movimento non è mai solo esercizio fisico. È uno strumento di regolazione profonda: del corpo, della mente e dell’energia.
Nel Corso Yangsheng Movimento e attività fisica approfondisco proprio questo aspetto: come il movimento agisce a livello energetico, come può diventare una pratica gentile e consapevole, e come costruire un rapporto più intelligente con il proprio corpo.
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