Il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore

Sappiamo che l’operatore tuina, durante ogni trattamento, entra inevitabilmente “in connessione” con l’energia del ricevente.

Ciò ha diverse implicazioni, alcune piuttosto evidenti, altre più implicite. In questo articolo cerchiamo di riflettere su questi aspetti proponendo un punto di vista diverso dal solito: il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore.

Riflettiamo, in altri termini, su quale sia l’azione energetica che ciascun trattamento genera nell’operatore tuina tenendo conto che nel suo lavoro c’è un aspetto tecnico e fisico ma anche un’aspetto sottile e mentale che guida il lavoro e aggiunge senso e significato al trattamento stesso.

Interazione come lavoro sul Qi

In senso lato, dal punto di vista della medicina cinese potremmo dire che tutto ciò che è interazione con l’altra persona prevede un lavoro sul Qi.

Questo avviene non solo nell’attività “tecnica” esercitata durante un trattamento tuina ma, in vario modo, anche nelle interazioni umane di ogni giorno.

La consapevolezza di quanto l’interazione preveda un vero e proprio “lavoro sul Qi” non è immediata e nasce dalla sensibilità e dall’esperienza.

Nel lavoro dell’operatore tuina questa consapevolezza è il complemento insostituibile al lavoro meramente “tecnico” di manipolazione lungo i Meridiani energetici ed i loro agopunti.

Per quanto l’applicazione delle tecniche e la scelta delle aree e dei punti da stimolare costituisca il cuore del tuina, infatti, la consapevolezza del contatto energetico operatore-ricevente e la sensibilità rispetto all’azione esercitata sul Qi con consapevolezza ed intenzione è un aspetto decisivo.

 

Il Qi dell’operatore durante il tuina

Assodato che il trattamento tuina genera trasformazioni non solo nel ricevente ma anche nell’operatore, riflettiamo sull’azione generata su quest’ultimo, in particolare a livello del Qi.

Tuina e Wei Qi dell’operatore

Durante il trattamento tuina, l’operatore stimola ampiamente quello che la medicina cinese chiama  Wei Qi, ovvero il Qi superficiale e difensivo.

Più precisamente, possiamo dire che durante il trattamento l’operatore attiva molte funzioni della Wei Qi a livello di:

  • pelle (contatto)
  • organi di senso (tatto, vista, olfatto, udito…)
  • contrattilità muscolare
  • energia della percezione (“sesto senso”)
  • energia dell’istinto (riflesso involontario)

Wei Qi è energia Yang e governa anche la postura tramite i Meridiani tendino-muscolari di Tai Yang (posizione eretta), Shao Yang (torsione) e Yang Ming (protezione/chiusura rispetto ai livelli Yin).

Nel tuina, con la pratica delle tecniche (contatto, pressione etc) e il continuo muovere il proprio corpo adottando posizioni funzionali al lavoro che sta svolgendo, l’operatore stimola pertanto continuamente la sua energia a livello Wei.

In condizioni di equilibrio energetico generale, questa stimolazione è generalmente benefica in inverno, in quanto si contrappone allo Yin della stagione. Più problematica potrebbe essere, invece, in estate, in concomitanza con il forte caldo. In questo caso è necessario fare attenzione per non spostare troppo l’asse sul versante Yang, soprattutto se si consumano i liquidi. In questo caso l’attivazione della Wei Qi, se eccessiva o prolungata, può infatti generare uno squilibrio energetico (Eccesso Yang, Deficit Yin).

Tuina e Ying Qi dell’operatore

In modo meno evidente, ma ugualmente significativo, il trattamento stimola non solo l’energia più superficiale dell’operatore, ma anche la sua energia nutritiva, detta Ying Qi.

Per spiegare questo occorre una piccola parentesi.

Secondo la medicina cinese, l’energia nutritiva Ying Qi nasce nel riscaldatore medio grazie al lavoro di elaborazione e raffinamento operato da Milza-stomaco. Più precisamente, avviene con l’estrazione delle essenze pure dagli alimenti e la loro “fusione” con le essenze dell’aria nel contempo estratte dal Polmone.

Ying Qi così costituito è il Qi che circola all’interno dei vasi e dei Meridiani energetici, inseparabile dal sangue del quale, in un certo senso, è il “motore” (attivazione).

Questo stesso processo avviene, con modalità diverse, anche con riferimento alle esperienze e al vissuto.

In medicina cinese, infatti, il nutrimento si associa sì al “nutrimento in senso stretto“, legato all’alimentazione, ma anche al “nutrimento in senso ampio”, legato alle esperienze, alle emozioni e al vissuto.

E’ appena il caso di dire che – in qualche modo – questo concetto apparentemente estraneo alla nostra cultura è presente nella nostra tradizione popolare… pensiamo ai modi di dire come “ha la musica nel sangue” oppure “questa esperienza mi ha fatto avvelenare il sangue”.

 

Tuina come opportunità di connessione a 360 gradi

Durante il trattamento tuina, l’operatore può mettere in atto una serie di azioni al fine di connettersi nel modo migliore con l’energia del ricevente e, al tempo stesso, connettersi con la propria stessa energia, migliorandone costantemente la qualità.

In tal modo, ogni trattamento non sarà “disperdente” per l’operatore, ma sarà l’occasione per entrare in connessione, oltre che con il ricevente, anche con se stesso e con il macrocosmo.

Ogni trattamento sarà, inoltre, un’occasione per lavorare sul proprio Qi migliorando, nel contempo, le proprie abilità energetiche nel trattamento, con immediati benefici per i suoi riceventi.

Questa azione di connessione in senso ampio richiede pratica e coinvolge la capacità dell’operatore di “sentire” e di utilizzare Yi (aspetto psichico connesso a Milza che si riferisce al pensiero e alla riflessione) al fine di potenziare la propria intenzione nel trattamento tuina.

Parte di questi aspetti sono già sviluppati nell’articolo “Intenzione nel tuina: il pensiero che guida l’azione“.  Altri aspetti, se graditi, saranno oggetti di un prossimo articolo. Per non perdere gli eventuali aggiornamenti iscriviti alla mia newsletter.


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Intenzione nel tuina. Il pensiero che guida l’azione

intenzione nel tuina

Quando parliamo di intenzione in medicina cinese intendiamo una funzione psichica chiamata Yi.

Yi è concentrazione, memorizzazione, messa a fuoco delle situazioni, capacità di elaborare le informazioni e comprenderle.

Dal punto di vista energetico, l’intenzione è connessa allo Zang Milza e alla sua capacità di trasformare.

Si tratta di un meccanismo di “trasformazione” e si “assimilazione” del pensiero uguale a quello comune ai cibi, attraverso il sistema digestivo.

L’intenzione ha il potere di connettere mente e corpo, pensiero e azione.

L’intenzione è volontà e determinazione finalizzata al compimento di un’azione precedentemente progettata.

Questa funzione psichica è di enorme importanza nella nostra vita ed influenza la qualità della nostra energia.

Un’intenzione forte si associa ad un Qi di Milza forte, quindi alla capacità di “digerire” cibi e vissuto (emozionale e non), elaborare, trasformare, assorbire…

L’intenzione è di fondamentale importanza anche nella pratica del tuina.

Infatti, per avere il massimo dell’efficacia, occorre che l’azione sia guidata da questa energia che aggiunge potenza ed efficacia al mero gesto tecnico.

L’intenzione e la tecnica

L’intenzione è di prioritaria importanza durante l’esecuzione di un trattamento tuina. Costituisce, infatti, il “motore” della tecnica stessa, l’energia che consente alla tecnica di agire in profondità lungo i Canali energetici, muovendo in essi l’energia come l’acqua sul letto di un fiume.

Il punto di partenza per un operatore, dal punto di vista pratico, è la visualizzazione dei Canali (o Meridiani). E’ infatti su questi che fisicamente andrà a lavorare adottando una o più tecniche di manipolazione (pressione, pressione rotatoria, impastamento, rotolamento…).

Altrettanto basilare, nel trattamento, è l‘intenzione adottata ai fini di agire sui Meridiani stessi e sugli agopunti.

In questo caso si tratta di imprimere una specifica direzione al Qi, stimolarlo in modo coerente alle necessità, rispetto alla valutazione energetica iniziale: tonificare, disperdere, “rettificare”, armonizzare… portare in alto o in basso… portare al centro o verso l’esterno.

L’intenzione agisce per muovere l’energia del ricevente in modo sottile ma potente, consente di agire per stimolare un cambiamento:

Se la persona arriva chiusa e bloccata, è troppo contenuta. Dobbiamo creare un’apertura.
Se arriva sbracciando e parlando a voce alta, il qi è troppo sparso (tipico degli elementi Fuoco), quindi dobbiamo contenere il qi.
E’ troppo denso? Dobbiamo disperderlo
Se è depresso, dobbiamo rinvigorire
Se sale troppo, lo faremo scendere
Se il qi scende troppo, lo solleviamo, se manca ed è insufficiente lo raccogliamo.
Una parola che amo del tuina è “drenare”. Drenare come i canali pieni di detriti (Sara Pritchard, Master tuina avanzato tecniche, pratica, intenzione, 24-25 novembre 2018 Scuolatao, Milano)

Intenzione e postura nel trattamento tuina

Il trattamento tuina  richiede una grande attenzione alla postura da parte dell’operatore in quanto una postura scorretta:

  • potrebbe essere dannosa per l’operatore stesso (per es. alla schiena, al collo o altri distretti che vengono compressi o irrigiditi)
  • potrebbe rendere meno efficace il trattamento stesso

Per quanto sia facile comprendere il motivo della postura scorretta dannosa per l’operatore, potrebbe essere meno facile comprendere come una postura scorretta possa rendere meno efficace un trattamento.

Il motivo è nell’uso del corpo per veicolare l’intenzione.

In questo senso, la postura rappresenta il tramite attraverso il quale il pensiero dell’operatore si trasforma efficacemente in azione (applicazione della tecnica) e si trasferisce al ricevente.

Più nel dettaglio, una postura corretta consente all’operatore di eseguire le tecniche tuina in modo  rilassato e armonico, consente al suo Qi e al suo Sangue di fluire in modo fluido e senza ostacoli.

Questo porta beneficio al trattamento e rende più incisiva l’azione sul Qi del ricevente. Allo stesso tempo agisce anche sul Qi dell’operatore stesso, creando un’occasione costante di rafforzamento e radicamento.

Aspetti di base di una corretta postura durante il trattamento

Premesse fondamentali per una corretta postura dell’operatore durante un trattamento tuina riguardano aspetti come i piedi ben radicati a terra, la testa eretta e – ogni volta che è possibile – con l’apice (GV20) orientato verso il cielo, il collo e le spalle rilassati…

Altrettanto importante è il fatto di adeguare costantemente la posizione delle gambe per trovare il giusto assetto, curare la retroversione del bacino… tutti questi aspetti sono il punto di riferimento insostituibile per consentire all’intenzione di esprimersi nel lavoro dell’operatore tuina e favoriscono un approccio intenso ed efficace.

Concentrazione sul gesto e sulla persona che riceve. Mente vuota, pronta ad accogliere, corpo rilassato e allineato, respiro armonizzato.

In questo, il lavoro dell’operatore tuina è molto simile al lavoro interno tipico del qi gong o anche del taijiquan.

Nella mia esperienza personale, la pratica di queste antiche discipline cinesi può, senz’altro, essere di grande aiuto per coltivare la pratica tuina con il massimo beneficio per il ricevente e per l’operatore stesso.


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Qi gong, tuina e bioenergetica

bioenergetica qi gong

Qi gong, tuina e bioenergetica sono discipline tra loro ben distinte, eppure hanno tra loro punti di contatto molto importanti.

Come forse sai già bene se leggi abitualmente il mio blog, il qi gong e il tuina sono due delle cinque tecniche della medicina tradizionale cinese, assieme ad agopuntura, fitoterapia ed alimentazione energetica.

Si tratta di due pratiche orientate, ognuna a suo modo, alla stimolazione dell’energia vitale (qi) nei Meridiani e nell’intero organismo attraverso il massaggio (tuina), l’intenzione e il movimento (qi gong).

La bioenergetica, invece, nasce in tutt’altro contesto e cultura.

La bioenergetica nasce, infatti, negli Stati Uniti negli anni 50, ad opera di Alexander Lowen.  Si tratta di una psicoterapia corporea che si basa su un approccio analitico-caratteriale e somatico-relazionale utilizzato anche nella psicoterapia di gruppo.

Il mio incontro con gli scritti di Lowen e con la sua bioenergetica è avvenuto qualche anno fa, durante uno dei miei consueti studi in tema di discipline psico-corporee.

La lettura degli scritti di Lowen mi ha subito colpito per i temi e i contenuti affini a quelli della medicina cinese in tema di rapporto corpo-mente e di pratica psico-corporea.

Da qui il desiderio di approfondire la relazione tra medicina cinese e bioenergetica.  Un approfondimento che continua ancora oggi, con grande interesse e che ho in parte proposto nell’articolo “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla (scarica il PDF nella sezione “risorse” del mio sito).

Gli esercizi di bioenergetica e il qi gong

Gli esercizi di bioenergetica proposti da Lowen hanno come punti di riferimento due aspetti importanti:

  • il rilassamento
  • il radicamento

Questi due aspetti sono perfettamente condivisi dalla pratica di base del qi gong.

Approfondendo l’aspetto pratico, vediamo poi che anche l’esecuzione di alcuni esercizi pensati per conseguire questi due risultati è alquanto affine a quella di alcuni esercizi di qi gong.

In particolare, grazie alla mia attività di istruttore di qi gong, ho notato una somiglianza stupefacente tra l’esercizio dell’arco illustrato da Lowen nei suoi scritti e uno degli esercizi  degli otto pezzi di broccato (scarica l’abstract con la descrizione dell’esercizio dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinesenell’area risorse del mio sito).

medicina cinese e bioenergetica
“Metti le mani al suolo e afferra le punte” – Qi gong – Otto pezzi di broccato

Per quanto entrambe le discipline mantengano la propria individualità, è indubbio che gli obiettivi comuni abbiano condotto a pratiche psico-corporee in alcuni casi parzialmente simili.

Il massaggio della bioenergetica e il massaggio tuina

Nella bioenergetica, Lowen introduce il contatto fisico con il paziente. Questa è una grande novità nella terapia psicoanalitica e fa del “massaggio” una pratica costitutiva della terapia stessa.

Il massaggio della bioenergetica non è un massaggio per così dire “tecnico”. Rappresenta, più che altro, un contatto fisico finalizzato ad allentare tensioni muscolari, soprattutto a livello della mascella, delle spalle, dell’addome.

medicina cinese e bioenergetica

L’uso del massaggio che fa Lowen prevede una partecipazione molto attiva da parte dello psicoterapeuta, con una grande propensione al sentire e al percepire. In qualità di operatore tuina, direi che questi aspetti sono indubbiamente presenti tanto nella pratica della bioenergetica quanto nella pratica tuina.

Nel tuina, infatti, oltre all’aspetto meramente tecnico (scelta dei Meridiani e degli agopunti, tecniche di stimolazione degli stessi…), ha una grande importanza l’uso della presenza e dell’intenzione. Per questo, la pratica tuina si avvicina molto, in alcuni casi, alla pratica qi gong.

In relazione al massaggio nella bioenergetica, c’è poi da osservare che la necessità che spinge Lowen a massaggiare il paziente in alcune zone in tensione cronica per “sciogliere” la muscolatura nasce da qualcosa che è molto simile al concetto cinese di “muovere il Qi e il Sangue in stasi” per ridurre la contrattura cronica, con effetti di rilassamento e di rilascio emozionale variamente descritti.

Verso l’approfondimento e l’integrazione

Per quanto la Bioenergetica mantenga la sua specificità e la sua identità nell’ambito della psicoterapia in cui è nata, il contributo di Lowen è ancora oggi indubbiamente importante in una dimensione che supera il confine specialistico in cui è nato.

Le intuizioni di Lowen e le relative applicazioni “risuonano”, infatti, almeno in parte, familiari a chi si occupa di discipline energetiche cinesi e questo può creare il presupposto per un cammino comune.

In altri termini

Questa corrispondenza – lungi dal rappresentare una sovrapposizione di intenti e di pratiche – apre la via ad un percorso di ricerca finalizzato a valutare le possibilità di approfondimento ed integrazione (“Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”)

© Laura Vanni 2018


Se ti interessa approfondire:

  • leggi il mio articolo completo su “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla. Puoi scaricarlo liberamente nella sezione “risorse” del mio sito
  • carica l’abstract dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese” “Metti le mani al suolo e afferra le punte”, 2017 nella sezione “risorse” del mio sito.