Attività fisica in primavera: cammina verso il benessere, passo dopo passo

 La medicina cinese presta particolare attenzione alla ciclicità delle stagioni.

(leggi il mio articolo “Ciclicità stagionale e ritmi vitali. Indicazioni per armonizzarsi con le stagioni“). 

Nella teoria medica cinese, ogni stagione risuona di un’energia diversa e questa entra in relazione con il nostro organismo e con i nostri organi e visceri.

La primavera, in particolare, è in relazione all’elemento Legno e si connette al Fegato e alla vescica biliare.

Anche se siamo abituati a vivere in ambienti artificiali in cui possiamo fare luce se è buio e possiamo fare calore se è freddo, è importante comprendere e vivere appieno la ciclicità stagionale nella quotidianità della nostra vita.

L’uomo è il microcosmo all’interno del macrocosmo e ne condivide regole e armonie. L’energia espressa dalla stagione stimola l’uomo a connettersi al macrocosmo, lo invita ad adeguarsi nelle abitudini.

Adeguarsi ai “soffi della stagione” significa difendersi dalle intemperie, adattare l’intensità dell’attività e del riposo, riconoscere e accogliere lo Yin e lo Yang espressi dalla natura.

L’energia della primavera

L’energia della primavera è ricca di esplosiva vitalità:

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare; Cielo e terra insieme producono la vita, i Diecimila esseri ne risplendono

La primavera rappresenta  il passaggio dallo Yin dell’inverno allo Yang dell’estate.

Una trasformazione che vede un progressivo e dirompente impiego di energia Yang.

La luce inizia a prevalere sul buio, il tepore inizia a prendere il posto del freddo. La natura mostra le molte trasformazioni tipiche di questa stagione.

In primavera l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello Yangqi, dovrebbe essere aperto e a proprio agio, offrendosi alla rinascita della vita e della natura.

Nel Suwen si trova l’invito a svegliarsi presto, camminare con ampi passi con i capelli sciolti e il corpo in libertà.

Questa modalità esprime l’energia in espansione del Legno, associato alla stagione primaverile e connesso al Fegato come organo Zang.

Ignorare l’impulso primaverile potrebbe danneggiare l’energia del Fegato e potrebbe, inoltre, creare problemi nella stagione successiva.

Si legge infatti nel Suwen:

Andare controcorrente porterebbe danno al fegato causando, in estate lesioni dovute al freddo, per insufficienza di apporto alla crescita

Attività fisica in primavera

Le caratteristiche energetiche della primavera ne fanno una stagione ideale per il movimento e l’attività fisica.

Lo “zampillare” e il “dispiegare” caratteristico dei soffi primaverili si coniuga perfettamente con il camminare ad ampi passi o il correre a velocità moderata, favorendo così al massimo l’espressione del movimento amata dal Legno.

Camminare velocemente e correre sono attività particolarmente amate da questo Elemento per la loro espressione naturale ed istintiva e per la loro capacità di mantenere fluidi e armonici i movimenti del Qi e del Sangue, scongiurandone la stasi.

Camminare verso il benessere

Camminare è uno dei gesti più naturali e spontanei che appartengono alla nostra natura, fin dalla primissima infanzia.

La camminata può essere considerata un’attività aerobica che gode di molti vantaggi e riduce alcuni svantaggi tipici di attività aerobiche più impegnative, prima tra tutte proprio la corsa.

La camminata viene a volte sottovalutata da chi corre in quanto ritenuta poco impegnativa ed efficace.

Di fatto, numerose ricerche dimostrano come il camminare possa rappresentare un’attività fisica a basso rischio e grande beneficio.

L’OMS suggerisce che l’unità di misura a garanzia di un benessere complessivo dovrebbe essere pari a diecimila passi al giorno.

Questo impegno fisico avrebbe la funzione di proteggere efficacemente il cuore e scongiurare il rischio di infarto e di diabete.

E’ evidente che diecimila passi al giorno possono rappresentare un obiettivo di attività difficilmente raggiungibile da molte persone.

Del resto, negli ultimi decenni tutto è stato orientato ad “accorciare le distanze”, “rendere rapidi gli spostamenti”, “aumentare la produttività”…

Nella nostra quotidianità, tendiamo a favorire abitualmente l’uso dell’automobile e dei mezzi di trasporto più veloci, dell’ascensore e del tapis rouland.

Forse però queste abitudini, anche se ci fanno risparmiare tempo e ci fanno fare più cose durante il girono, ci stanno togliendo qualcosa in termini di benessere.

Se pensi anche tu questo, potresti provare ad apportare dei cambiamenti nelle tue giornate, modificando le tue abitudini.

La primavera può essere l’occasione giusta per provare a modificare i ritmi delle nostre giornate e scoprire che questi ritmi a volte non sono stati scelti in modo consapevole, ma sono il risultato di routine ed automatismi.

Le possibilità per portare un cambiamento possono essere diverse e possiamo procedere per gradi.

Possiamo iniziare preferendo le scale all’ascensore, andando più spesso a piedi per piccole commissioni o anche, se possibile, per andare a lavoro.

Se ci rechiamo a lavoro con autobus o metropolitana, possiamo decidere di scendere una fermata prima oppure di riprenderlo, al ritorno, una fermata più in là.

L’ideale sarebbe potersi ritagliare un’ora in un momento qualsiasi della giornata per poter semplicemente camminare, al passo desiderato, magari in un ambiente naturale.

L’importante è creare l’occasione per il movimento che è sempre fondamentale per il nostro benessere, più che mai in questa stagione.

 

La camminata dal punto di vista energetico

Da punto di vista energetico, camminare ha un’azione molto utile a livello di mobilizzazione del Qi e del Sangue.

Quando questa attività viene svolta con costanza e regolarità, consente di ridurre la stasi tipica in questo periodo di passaggio dallo Yin dell’inverno allo Yang dell’estate.

A giovarne è in primis il Qi epatico (che in questo periodo teme particolarmente le stasi), ma non solo.

Secondo la medicina cinese, infatti, la circolazione armonica e senza interruzioni del Qi è una delle condizioni migliori per il nostro benessere ed è una premessa ideale ai fini della tonificazione della nostra energia.

Anche in condizioni di deficit di Qi, infatti, il movimento è un toccasana in quanto il Qi, anche se scarso, grazie al movimento circola meglio, raggiunge meglio il jiao medio e il jiao superiore, garantendo una più efficace produzione di nutrienti (Qi di Milza e stomaco) e una loro migliore diffusione (Qi di Polmone e Cuore).

Proprio per questo, l’attività di mobilizzazione del Qi è utile non solo in presenza di stasi (eccesso), ma anche in presenza di moderato deficit (insufficienza).

In questo secondo caso (deficit) si dovrà, naturalmente, prestare particolare prudenza nella pratica che dovrà essere condotta in modo molto blando e assolutamente “non stancante” e “non richiedente”.

Cosa aspetti quindi?

E’ primavera, il momento giusto per allacciare le scarpe ed iniziare!

Questa potrà diventare una sana abitudine da mantenere in ogni stagione, riequilibrando la tua energia, passo dopo passo.

 

 

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

fasi della vita

L’energia nel nostro organismo vive trasformazioni costanti durante l’arco di tutta la nostra vita.

Secondo la medicina cinese, le regole che governano questa trasformazione sono naturali e sono comuni tanto all’uomo (microcosmo) quanto al mondo naturale (macrocosmo).

Le fasi energetiche nell’uomo e nel cosmo

Nel corso della sua vita, l’uomo attraversa naturalmente tre importanti fasi energetiche caratterizzate da:

  • un’esplosiva vitalità (infanzia)
  • una consolidata energia (età adulta)
  • un progressivo declino (età matura)

Questa stessa tendenza energetica può essere osservata comunemente in natura.

Pensiamo alla trasformazione quotidiana più evidente a cui ogni giorno assistiamo.

Ogni giorno:

  • il sole sorge brillante e luminoso (alba)
  • resta alto nel cielo riscaldando ed illuminando la terra (mezzogiorno)
  • scende poi lentamente, meno caldo e luminoso ma tingendo tutto del meraviglioso colore del tramonto (sera) lasciando poi spazio alla notte

Si tratta, semplificando al massimo, della naturale e costante trasformazione dallo Yin (notte) allo Yang (giorno) e poi di nuovo allo Yin… in un ciclo continuo.

fasi della vita

La diversa energia espressa dal giorno nei diversi momenti coincide, metaforicamente, con la diversa energia espressa dall’uomo nelle varie fasi della sua vita considerando l’alba come l’infanzia e il tramonto come l’età matura.

 

Le fasi della vita secondo i cinque Elementi

Rifacendoci al pensiero cinese, queste fasi possono essere interpretate anche alla luce della teoria dei cinque Elementi.

Secondo questa teoria, ci sono cinque Elementi da cui deriva tutto ciò che esiste.

Questi Elementi sono: il Legno, il Fuoco, la Terra, il Metallo e l’Acqua.

Questi Elementi hanno caratteristiche energetiche ben definite e sono in relazione tra loro.

Una di queste relazioni, la più significativa, consiste in un rapporto sequenziale di generazione tale per cui:

  • il Legno genera il Fuoco (può ardere)
  • il Fuoco genera la Terra (formando la cenere)
  • la Terra genera il Metallo (nella terra si formano i minerali)
  • il Metallo genera l’Acqua (arricchisce l’acqua coi minerali)
  • l’Acqua genera il Legno (lo nutre)

L’energia espressa dai cinque Elementi ha, pertanto, una ciclicità che prende avvio dalla forza vitale e dinamica del Legno e si conclude (per poi ricominciare) con l’energia profonda e consolidante dell’Acqua.

L’energia degli Elementi nell’uomo

In sintesi:

  • l’Elemento Legno rappresenta l’energia propulsiva della nascita, il primo vagito, il piccolo Yang che cresce e che si manifesta con la vitalità dei bambini (definiti “puro Yang”). L’energia del Legno, nell’uomo, è associata al Fegato e alla rabbia
  • l’Elemento Fuoco rappresenta l’energia piena del giovane adulto. E’ la fase della vita in cui si è in grande attività. Lo studio e il lavoro sono in progressiva e vigorosa affermazione, la vita affettiva inizia a definirsi, si stabiliscono relazioni significative, si prendono decisioni per la propria vita. L’energia del Fuoco, nell’uomo, è associata al Cuore e alla gioia
  • l’Elemento Terra è l’età adulta. E’ il momento in cui gli studi si definiscono o si concludono, il lavoro si definisce in un modo o nell’altro, le relazioni significative sviluppano in qualcosa di più stabile e concreto. Questa è l’età tipica della procreazione. Si fanno figli, si lavora per continuare a “seminare” su quanto già si è iniziato nella fase precedente. L’energia della Terra, nell’uomo, è associata alla Milza e alla preoccupazione
  • l’Elemento Metallo rappresenta l’età matura. Ora i figli sono cresciuti, gli studi e il lavoro hanno avuto compimento, si raccolgono i frutti, si osserva restando un po’ in disparte, a volte con animo malinconico. L’energia del Metallo, nell’uomo, è associata al Polmone e alla tristezza
  • l’Elemento Acqua si associa alla senescenza, alla fase ultima della vita, il massimo dello Yin. L’Acqua è la chiusura del ciclo vitale e, allo stesso tempo, l’avvio di un nuovo ciclo (l’Acqua nutre il Legno che rappresenta la nascita e lo Yang che cresce). L’energia dell’Acqua, nell’uomo, è associata al Rene e alla paura

 

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

Dal punto di vista energetico, quindi, la fase della vita che stiamo vivendo favorisce in modo naturale l’esplosione della vitalità (età giovanile, Legno, Yang che cresce) oppure la concentrazione e la stasi (età matura, Elemento Acqua, massimo dello Yin).

Mentre da giovanissimi esprimiamo vitalità e flessibilità, tanto da essere paragonabili ad un “legno verde”, nella maturità tendiamo ad irrigidirci.

Un grande contributo in questa direzione può offrirla l’attività fisica che dovrà opportunamente calibrarsi nell’intensità e nelle caratteristiche in funzione della fase della nostra vita.

L’attività fisica più utile, in sostanza, è quella che valorizza e lascia esprimere le potenzialità di ciascuna fase della vita sfruttandone le caratteristiche per ottenere i risultati migliori in termini di benessere.

Semplificando al massimo:

  • la vitalità dei bambini è tale che essi vengono definiti dalla medicina cinese “puro Yang” (fase Legno). Questo Yang si esprime in modo naturale con la loro costante voglia di muoversi ed il loro entusiasmo. L’energia del Legno in questa fase è dominante, lo Yang del Fegato è esuberante. In questa situazione l’attività fisica ideale è quella che consente la libera espressione della vitalità, così come si conviene all’energia del Legno che teme ogni contenimento. Correre, giocare, saltare… sono tutte attività che liberano l’energia epatica e consentono un riequilibrio profondo. Laddove questa espressione non fosse consentita si avrebbe compressione dello Yang, stasi e, infine, produzione di un calore patogeno che si potrebbe manifestare in diversi modi (mal di testa, aggressività, disturbi del sonno, sbalzi d’umore…)

  • nel giovane adulto l’energia si riequilibria (Fase Fuoco-Terra). Diminuisce l’esplosività Yang tipica dell’infanzia, lo sport può rappresentare una modalità efficace per esprimere se stessi, a volte anche ad alti livelli nella pratica sportiva stessa

fasi della vita

  • nell’anziano la struttura tende ad irrigidirsi (fase Metallo-Acqua). I tendini, le articolazioni, i muscoli… persino il carattere tende alla rigidità! L’obiettivo dell’attività sarà quello di mantenere la flessibilità e l’elasticità, contrastando l’irrigidimento progressivo

In ciascuna di queste fasi, l’attività fisica dovrà essere orientata rispettivamente a:

  • liberare lo Yang in abbondanza
  • esprimere in modo equilibrato la sua energia (potenzialità e attitudini)
  • ammorbidire e rendere flessibile, contrastando la fisiologica tendenza allo Yin

 

Menopausa in medicina cinese

menopausa in medicina cinese

Menopausa in medicina cinese: interruzione o rinascita?

Il termine menopausa deriva dal greco e significa cessazione del ciclo mensile.  Questa definizione è chiara e non lascia spazio ad equivoci. Ogni volta che parliamo di menopausa, quindi, descriviamo questo evento  fisiologico, meramente oggettivo, di cessazione del ciclo mestruale.

Ma è davvero tutto qui?

La medicina cinese ci dice che potrebbe esserci dell’altro.

La menopausa in medicina cinese viene vista come evento di cessazione del ciclo mensile, fisiologicamente semplice da descrivere, di fatto, ha in sé un significato simbolico profondo.

Ciò si coglie già dalla definizione che la medicina cinese sceglie per indicare questa fase.

La fase della vita della donna successiva all’interruzione delle mestruazioni (dette “flusso dell’acqua celeste”) viene chiamata, infatti, “seconda primavera”.

menopausa in medicina cinese

Secondo la tradizione medica cinese, la seconda primavera è una fase importante della vita riproduttiva della donna.

Semplificando la massimo, in particolare, la seconda primavera rappresenta la trasformazione naturale dell’organismo per rallentare il processo di invecchiamento e ristabilire il giusto equilibrio negli anni successivi.

In quanto trasformazione, la menopausa è necessariamente una rinascita. E’ associata all’Elemento Metallo e all’Elemento Acqua come percorso di compimento del ciclo dei cinque Elementi. Ma è, allo stesso tempo, anche associata in modo sottile all’Elemento Legno per il concetto di trasformazione (da cui anche la definizione di “seconda primavera”):

poiché non si ha più una perdita mensile di Sangue ed Essenza, l’energia che prima veniva utilizzata per garantire un adeguato apporto di Sangue ora può essere impiegata nel modo che desideriamo. Di conseguenza, ci sentiamo ringiovanite e rinvigorite da un nuovo potenziale: ecco cos’è la Seconda Primavera” (Xiaolan Zhao, L’energia vitale della donna, p.202)

La menopausa in medicina cinese ci offre, quindi , l’immagine di una donna che vive pertanto, un’energia duale che incarna i principi dello yin e dello yang:

  • da un lato (yin), un momento di chiusura, di “ritorno”, in cui il Sangue che prima veniva destinato ad una possibile gravidanza, viene tenuto all’interno e destinato a sostenere l’organismo con rinnovata energia (yin)
  • dall’altro (yang), un momento di espansione, di rinnovamento, in cui il Sangue non più destinato all’utero viene destinato a nutrire una dimensione più sottile, meno fisica e corporea. Per molte donne questo significa avere più energia per l’aspetto mentale ed emozionale (in medicina cinese legati al Sangue). Significa anche acquisire una diversa sensibilità, acquisire la capacità di cogliere aspetti fino a questo momento ignorati.

menopausa in medicina cinese

Potremmo dire, in sostanza, che la menopausa in medicina cinese vede la donna impegnata in una ridefinizione importante di se stessa. Una ridefinizione che prende avvio da un fenomeno fisico, concreto ed oggettivo (l’interruzione del ciclo mestruale) ma che lo supera di gran lunga abbracciando dimensioni sottili, connesse all’energia Shen.

In tal senso il periodo della menopausa a momento ideale in cui la donna può più facilmente comprendere e realizzare i propri desideri. Da questa comprensione può nascere il desiderio di esprimere i propri pensieri liberamente ed ottenere ciò che il cuore (più della ragione) desidera.

In tal modo, la menopausa in medicina cinese diventa non un inverno freddo, una seconda primavera. E’ il momento ideale, nel ciclo di vita di una donna, per realizzare se stesse, con determinazione e coraggio, coerentemente con il famoso detto che recita:

a trent’anni la donna è una lupa, a quarant’anni è una tigre, a cinquant’anni è un drago”.

menopausa in medicina cinese

La menopausa, i cambiamenti e le trasformazioni del corpo e della mente

Per quanto, come abbiamo visto, gli aspetti evolutivi della seconda primavera evidenzino dei vantaggi, nella vita della donna, l’arrivo della menopausa coincide generalmente con l’arrivo di vari disturbi fisici ed emotivi, più o meno intensi.

Ciò è dovuto alle profonde trasformazioni che interessano la fisiologia femminile in questo periodo, soprattutto nelle prime fasi di transizione.

Da un punto di vista clinico, si evidenziano vari problemi, come un più alto rischio di malattie cardiovascolari, la demineralizzazione ossea e così via.

In più, avvengono trasformazioni che si manifestano in modo evidente anche nell’aspetto esteriore.

Queste ultime trasformazioni, in particolare, possono avere un impatto particolarmente forte nel vissuto femminile:

  • cambia il “metabolismo basale”, ovvero il numero di calorie consumate dall’organismo. Ciò vuol dire che, a parità di attività fisica, sono necessarie meno calorie (tendenza al sovrappeso)
  • cambia la massa muscolare, che perde tonicità, anche a causa del venir meno di estrogeni e progesterone (atonicità muscolare e dei tessuti, rughe, riduzione della forza e dell’agilità…)
  • cambia il metabolismo del calcio e della vitamina D e, in particolare, rallenta il ricambio cellulare, rendendo molto più fragile la struttura ossea (osteoporosi)

Cambia, in sostanza, la “forma” del corpo a causa del grasso che tende ad accumularsi in determinate zone (pancia, fianchi…), della muscolatura che riduce la sua tonicità e la sua elasticità, dell’ingrigimento dei capelli sempre più diffuso…

Tutti questi cambiamenti avvengono lentamente ma inesorabilmente e vengono vissuti spesso con sentimento di sconforto dalla donna.

L’impatto psico-emotivo di questa trasformazione fisica è tale che tra i disagi legati a questa fase della vita, si segnalano spesso anche disturbi dell’umore importanti e, addirittura, depressione.

menopausa in medicina cinese

Il ricorso alla chirurgia estetica o alle diverse soluzioni cosmetiche è la risposta più frequente al disagio di fronte al corpo che cambia e alla difficoltà di accettare questi suoi cambiamenti.

L’attaccamento all’immagine giovane di sé è tale che ogni segnale di maturità (il capello bianco, la ruga…) viene colto come il segnale di un piccolo lutto o abbandono.

L’attenzione è concentrata su quello che si sta allontanando da noi (giovinezza) lasciando i segni di una maturità a cui la nostra società non è abituata ad attribuire alcun valore. Anzi, semmai è abituata a denigrare.

La donna tonica, snella e soda

Per comprendere i motivi profondi di questo disagio bisogna fare un passo indietro, o meglio “all’interno” del vissuto sociale e culturale che ci appartiene, come donne,  fin dalla nascita.

Un vissuto in cui, nell’immagine sociale della donna, risuona lo stereotipo che vuole la donna tonica, snella e soda.

menopausa in medicina cinese

La bellezza, la grazia e la femminilità, sapientemente coniugate ad efficienza ed emancipazione, sono il “valore” che la donna “sceglie” spesso di mantenere alto per tutta la vita, fin dall’adolescenza, sempre e comunque.

menopausa in medicina cinese

Le trasformazioni fisiche della menopausa, in questo scenario, arrivano per tradire questo modello e disorientano la donna.

E le trasformazioni non sono solo fisiche.

I cambiamenti legati al naturale ciclo della vita “disinnescano”, proprio in questa fase della vita, alcuni meccanismi centrali nella definizione del ruolo della donna.

La sua dimensione di supporto, efficienza ed emancipazione si ridimensiona molto.

I figli sono cresciuti, il lavoro è ormai in una fase stazionaria, generalmente non è richiesto più un investimento importante nella propria formazione

Tutto questo concorre a creare un momento di vera e propria “rottura” con il passato, tanto dal punto di vista del corpo quanto dal punto di vista della mente.

Che cosa sta succedendo? Cosa ne è della donna che eravamo?

Questo momento di rottura può, in realtà, essere vissuto come una grande opportunità di rinascita, coerentemente con il concetto cinese di “seconda primavera”.

Gli aspetti apparentemente negativi della propria condizione possono costituire uno stimolo e un’occasione unica per prendersi finalmente cura di se stesse in prima persona ed intraprendere un percorso di crescita ulteriore nella direzione del proprio benessere psico-fisico.

Recuperare le passioni finora soffocate dall’urgenza continua del quotidiano, curare le relazioni troppo spesso trascurate, lasciare che le proprie attitudini possano esprimersi, magari frequentando un corso o approfondendo autonomamente qualche interesse personale.

All’interno di questo percorso di ridefinizione, un ruolo importante è dato dallo sport e dall’attività fisica.

menopausa in medicina cinese

La pratica regolare di uno sport può, infatti, non solo offrire grandi vantaggi in termini di benessere, ma può anche accompagnare la donna ad un livello di conoscenza di sé più profondo.

Ho già dedicato un articolo in tema di sport over50 e uno sullo  sport al femminile. Ti invito a leggere questi articoli per riflettere su questo aspetto e scoprire quali attività sono da preferire per ottenere benefici a livello di corpo-mente in questa particolare fase della vita.

© Laura Vanni 2018


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Sport e donne. L’energia femminile e i suoi equilibri

sport e donne

Sport e donne sono due termini che possono essere utilizzati insieme a fasi alterne nella nostra storia e cultura.

Lo sport e l’immagine femminile

La pratica sportiva è stata spesso interpretata, nelle diverse epoche e culture, come un’attività simbolicamente connessa alla forza fisica e alla competizione.

Questi sono aspetti poco femminili e poco coerenti con il modello di “donna di casa”, madre, figura tradizionalmente dedita alla famiglia e all’accudimento dei figli.

Questa immagine femminile potrà sembrare strana alle donne emancipate che al giorno d’oggi hanno una vita piena e all’insegna della “libertà” di essere e realizzare. Di fatto, però, questa condizione di libertà è limitata ad una piccola porzione dell’universo femminile.

La gran parte delle donne occidentali oggi si trova ancora a misurarsi quotidianamente con i limiti imposti da retaggi culturali e stereotipi sociali.

In tema di sport, si pensi che, nel 1912 Pierre de Coubertin (noto per aver riportato in vita la tradizione dei giochi Olimpici nel 1896), parlando di partecipazione femminile alle pratiche Olimpiche dichiarò che

la partecipazione femminile sarebbe poco pratica, priva di interesse, anti-estetica e scorretta”.

Per vedere le donne ammesse ufficialmente a partecipare a gare di atletica leggera e inserite nelle principali discipline olimpiche dovremo arrivare al 1928 (Berlino). Ovviamente una partecipazione modesta e timida, in schiacciante minoranza numerica rispetto alla partecipazione maschile. Ma pur sempre una partecipazione importante che ha segnato un cambiamento.

sport e donne

Ancora oggi è innegabile che la partecipazione alla pratica sportiva sia più comune per gli uomini che per le donne e che gli sport maschili siano più rilevanti sia economicamente che culturalmente.

Il ruolo dello sport nella vita della donna

Il ruolo dello sport nella vita della donna è cambiato nella storia ed ha conosciuto diverse interpretazioni alla luce del contesto storico, sociale e culturale.

Per limitarci al mondo romano e greco possiamo osservare grandissime differenze:

  • nei dipinti dell’epoca romana si ritrovano figure femminili impegnate nelle pratiche sportive
  • le donne ateniesi, al contrario, erano estranee alle pratiche sportive sia come atlete che come spettatrici
  • le donne spartane, diversamente dalle donne ateniesi, partecipavano alle attività sportive al pari degli uomini, gareggiando nude (come era costume allora) accanto agli atleti di sesso maschile negli esercizi ginnici, nella lotta, nella corsa a piedi e a cavallo.

Al di là dello sport inteso in senso agonistico, l’attività sportiva rappresenta un importante aspetto nella vita di un uomo quanto di una donna.

Lo sport è, infatti, in grado di apportare benefici sensibili a livello fisico e psichico migliorando, quindi, complessivamente la qualità della vita dell’individuo.

sport e donne

Sport e donne. Stereotipi sociali legati alle differenze di genere

Il modo di vivere lo sport conosce ancora oggi, nella nostra cultura, differenze sostanziali tra uomo e donna a partire dalle differenziazioni fisiche ma anche psico-sociali.

Molte di queste differenze affondano le proprie radici in fattori culturali profondi di cui non siamo sempre completamente consapevoli.

Sono differenze che condizionano la scelta delle attività oltre che la regolarità nella loro pratica in senso stretto.

E’, per esempio, comune per una bambina essere iniziata ad attività coerenti con uno spirito di grazia e femminilità (danza, ginnastica artistica…).

sport e donne

E’, allo stesso modo, comune, per un bambino, essere avviato ad attività connesse a forza e potenza (calcio, rugby, lotta…).

sport donne

Lo sport nella nostra cultura ha una funzione prioritaria in età puberale ed ha grande rilievo anche in fase adolescenziale. Tuttavia, possiamo notare come, man mano che la bambina diventa donna, l’attività sportiva tende a ridimensionarsi rispetto ai coetanei di sesso maschile.

Da uno studio recente emerge come il 67% delle ragazze interrompe l’attività sportiva entro la fine della pubertà.

Mentre la ragazza si avvia a definire la sua immagine di donna (seducente, “debole” o legata alla cura della casa e della famiglia), il ragazzo inizia a scolpire la sua immagine di successo e performante.

In età adulta, la distanza tra i due sessi tende ad accentuarsi ancora.

Dai dati Istat emerge che il 28,3% degli uomini pratica regolarmente uno sport contro una percentuale che scende al 19,5% nel caso delle donne.

Di fatto, la vita della donna conosce cambiamenti e trasformazioni importanti. Alcun ciclici e prevedibili (mestruazioni) , altri più straordinari (maternità).

Questi  eventi modificano inevitabilmente non solo l’energia femminile ma anche i ritmi del vissuto femminile nella quotidianità. Di questo è opportuno tener conto.

Sport, donne, mestruazioni. La ciclicità dell’energia femminile 

I media promuovono l’immagine della donna che non si lascia condizionare dai giorni del ciclo per prendere impegni ed accettare sfide sportive.

Le pubblicità mostrano i tanti rimedi farmacologici per “silenziare” i disturbi connessi, in alcune donne, alle mestruazioni.

Mal di pancia, sbalzi d’umore, difficoltà digestive, mal di testa… tutto ha un rimedio che consente di continuare a fare quello che si deve o si vuole fare. Anche fare gare sportive, con ottimi rendimenti.

sport e donne

Di fatto, però, è bene essere consapevoli che le mestruazioni costituiscono un importante appuntamento con la propria femminilità che va vissuto con consapevolezza e flessibilità.

La medicina cinese ci dice che, dal punto di vista energetico, la donna conosce diverse fasi a livello fisico e psichico connesse alla ciclicità mestruale ed è inevitabile che essa sia più o meno incline a determinate attività.

In particolare, la donna si sentirà naturalmente più attiva a livello fisico e mentale in fase post ovulatoria, meno attiva in fase mestruale (Vuoi approfondire l’aspetto dell’energia della donna durante le mestruazioni? Ti invito a leggere l’articolo della mia amica e collega Francesca Cassini: Ciclo mestruale in medicina cinese in una prospettiva olistica)

Non è, pertanto, rinunciando o rifiutando questo che è possibile fare un passo avanti nella direzione dell’emancipazione femminile!

Il ciclo mestruale come indicatore di benessere

Il ciclo mestruale è anche un’importante “spia” che ci avvisa quando stiamo superando il limite.

Quando l’attività sportiva si fa troppo impegnativa, per esempio, possono subentrare amenorrea, irregolarità di diverso tipo legate al ritmo o alle caratteristiche del flusso oppure, in fase puberale, può non comparire affatto il menarca.

Questo è soprattutto il caso di sport di resistenza o anche di attività in cui è richiesta leggerezza fisica che può favorire un regime alimentare privante (danza, pattinaggio artistico…).

sport donne

In ogni caso, si tratta di situazioni in cui l’organismo femminile viene stressato al massimo con attività non idonee a favorirne il benessere.

L’interruzione del ciclo mestruale rappresenta simbolicamente, in questo caso, l’interruzione delle funzioni procreative che non potrebbero essere garantite e una “messa a riserva” da parte dell’organismo femminile che richiede energia e mette in “stand by” tutto ciò che è aggiuntivo alle funzioni vitali.

Nella fase della menopausa, poi, si cercheranno ancora altri equilibri nell’energia femminile. Lo sport dopo i 50 anni sarà vissuto non più come  terreno di confronto e di prova, ma luogo di pratica personale esclusivamente per il proprio benessere.

sport e donne

In conclusione, il corpo e la mente femminile ha bisogno di attività fisica tanto quanto l’uomo e in alcune fasi della vita, forse, ne ha ancora più bisogno. Ciononostante, l’attività fisica deve tener conto delle intime differenze tra uomo e donna e rispettare la natura di quest’ultima, valorizzandone le caratteristiche di unicità.

Sport e donne. La maternità

Altro importante momento di trasformazione per la donna è quello della gravidanza e della maternità.

Con la maternità, in particolare, la donna si trova per la prima volta veramente immersa in tante nuove incombenze e responsabilità.

sport donne

Le giornate si fanno spesso piene di difficili equilibri tra famiglia e lavoro, l’identità femminile è inevitabilmente in ridefinizione.

In questa fase, la donna torna necessariamente alla dimensione domestica più utile al suo ruolo di mamma e si allontana inevitabilmente dallo sport e dall’attività fisica.

Si riavvicinerà alla pratica sportiva eventualmente in un secondo momento, quando i figli saranno cresciuti almeno un po’.

Si riavvicinerà per migliorare il proprio benessere e, magari, per recuperare una forma fisica perduta più che per ottenere risultati e traguardi sportivi.

Questo riavvicinamento non è, tuttavia, scontato, qualunque fossero le abitudini sportive della donna prima della maternità.

Alcune ricerche hanno dimostrato, infatti, che l’accesso allo sport da parte delle donne in questa fase è condizionato da variabili connesse alla classe sociale.

Sono, in particolare, le donne che esercitano attività lavorative ad avere un tasso più alto di partecipazione alle attività sportive. Questo sposta l’attenzione alle dinamiche connesse alla discriminazione non solo di genere ma anche di classe.

Sport e donne. Verso la valorizzazione di differenze di genere “naturali”

L’uomo e la donna hanno una risposta equivalente da parte dell’organismo all’allenamento ed hanno un’identica attivazione dei meccanismi biochimici.

La loro struttura fisica, tuttavia, ha differenze “naturali” a partire dalle quali ci si attendono diverse attitudini e performance.

Fino ai primi del novecento le differenze tra uomo e donna sono state interpretate in una chiave riduzionista che ha attribuito alle donne una connotazione di fragilità fisica.

In realtà, a ben guardare, le differenze di genere non sono sempre a favore degli uomini nella pratica sportiva.

Gli uomini, grazie alla maggiore quantità di testosterone e di massa muscolare, hanno più forza e questa forza è maggiormente “esplosiva”.

sport e donne

Dal canto loro le donne, grazie al loro metabolismo e alla maggiore quantità di grasso, hanno più attitudine per le attività di resistenza, come è stato dimostrato dai risultati nella corsa su lunga o lunghissima distanza (Sport science perspective for women, 1988).

sport donne

Se il corpo maschile, quindi, ha maggiore qualità di forza e potenza, il corpo femminile ha maggiore qualità di elasticità, resistenza e coordinazione.

Anche dal punto di vista psicologico si registrano significative differenze tra i due generi.

Numerose ricerche evidenziano come l’identità maschile nello sport sia spesso focalizzata su dimensioni di forza fisica e autoaffermazione. Sono in tal senso particolarmente apprezzati gli sport di contatto, i quali danno libera espressione alla competizione e all’aggressività, fino ai limiti della violenza.

Questa dimensione dello sport è bene espressa, comunemente, anche dalla tendenza a considerare lo sport amatoriale come “valvola di sfogo” in adolescenza così come in età adulta.

L’identità femminile nello sport appare, al contrario, meno aggressiva, anche per i più bassi livelli di testosterone rispetto agli uomini. La donna appare, nello sport, più centrata sull’aspetto psichico e mentale.

E’, inoltre, spesso incline ad una dimensione collaborativa ed empatica, a favore delle relazioni, fatto questo che può favorire lo sport di squadra.

Riconoscere ed apprezzare queste differenze, senza cercare necessariamente il confronto nella competizione tra i due sessi, è la chiave per una interpretazione della pratica sportiva che sia equilibrata ed armonica con la natura del praticante.

Allo stesso tempo, insistere su un unico modello sportivo – quello maschile – conduce alla situazione tipica di emulazione in cui le donne cercano di somigliare agli uomini stressando i proprio organismo, sottoponendosi ad allenamenti eccessivi e desessualizzando il proprio corpo e la propria mente.

Accogliere la diversità consente, al contrario, la migliore espressione di sé, delle proprie attitudini naturali vissute nella consapevolezza e nella presenza.

© Laura Vanni 2018

Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Sport a 50 anni e oltre. I consigli della medicina cinese

sport a 50 anni

Lo sport a 50 anni e oltre è una grande occasione per mantenere il nostro corpo attivo ed efficiente e per migliorare il nostro benessere complessivo.

A quale età è meglio fare sport?

Lo sport e l’attività fisica in generale sono associati, nell’immaginario collettivo, all’età giovanile, alle performance, all’efficienza fisica e alla competizione.

Di fatto, il nostro organismo ha bisogno di essere sostenuto e stimolato non solo in giovane età, ma anche nella maturità, in modo da mantenere sempre alto il livello di benessere.

Se è vero che lo sport è di vitale importanza quando siamo giovani, in quanto aiuta a costruire la struttura che poi sarà il nostro bagaglio per tutta la vita, è anche vero che questa pratica è utilissima sempre, anche in età molto avanzata.

Vivere a lungo, vivere in salute

Sappiamo che l’età media in Italia è aumentata moltissimo negli ultimi.

Tra il 1960 e il 2010 l’attesa di vita è cresciuta di circa 14 anni.

Di riflesso, sempre più spesso ci troviamo a confrontarci con problematiche, di tipo motorio, cognitivo, cardiocircolatorio e per patologie connesse agli organi in generale.

Vivere a lungo non significa necessariamente vivere “bene”, in salute.

La necessità attuale è, quindi, fare in modo che l’innalzamento delle aspettative di vita si accompagni all’innalzamento delle aspettative in termini di qualità della vita.

Vivere più a lungo e, contemporaneamente, vivere gli anni in più in una condizione di effettiva autosufficienza e benessere generale.

sport 50 anni

Effetto dello sport sul corpo e la mente

L’attività fisica può essere la chiave per favorire il benessere ad ogni età, non solo a livello fisico ma anche mentale.

Secondo la medicina cinese, il movimento corporeo coerente e armonico favorisce la corretta circolazione del Qi e del Sangue e riduce eventuali stasi energetiche.

Il beneficio è non solo per il corpo ma anche per la mente.

Corpo e mente, del resto sono due aspetti della stessa unità: l’uomo:

  • se il nostro corpo si indebolisce, ha dolore, soffre per l’incapacità di fare alcuni movimenti, anche la nostra mente sarà provata
  • viceversa, se emotivamente vivremo in una condizione di instabilità, chiusura o paura, anche fisicamente proveremo disagio con tensioni muscolari croniche, dolori in varie aree del corpo.

Ciò vale non solo a livello osteomuscolare, ma anche a livello viscerale.

Nella teoria medica cinese, infatti gli organi e visceri sono in relazione tra loro e sono, infatti, in relazione con i diversi apparati del nostro corpo.

Lavorare sul corpo stimola, quindi, non solo il corpo stesso ma anche la mente e, infine, stimola gli organi e i visceri (Zang fu).

Ciò non solo con riferimento agli organi direttamente coinvolti nell’attività stessa (per esempio il polmone e il cuore nell’attività aerobica), ma anche con riferimento tutti gli altri organi, in uno scenario di relazioni più ampio che è alla base delle antiche discipline cinesi per la coltivazione della vita (qi gong, ginnastica energetica).

Senza entrare nei dettagli della medicina cinese, di fatto, a seconda dell’attività fisica che intraprendiamo avremo una diversa attivazione della nostra energia e, anche, una diversa stimolazione di quello che potremmo definire il nostro potenziale.

Resistenza fisica, forza, equilibrio, flessibilità, concentrazione… tutti questi aspetti possono essere variamente stimolati e rafforzati grazie all’attività fisica eseguita in modo attento.

Questa opportunità è disponibile per noi per tutta la vita e va colta soprattutto in età matura, quando cioè il nostro organismo vede fisiologicamente diminuire alcune sue abilità.

Quando inizia l’invecchiamento secondo la medicina cinese?

La fase della vita in cui il nostro organismo inizia ad “invecchiare, per i cinesi, è piuttosto precoce rispetto a quello che ci aspetteremmo e inizia già all’età di 35 anni.

I segni di questo inizio di “invecchiamento” si manifestano, tuttavia, in modo a noi più chiaro ed evidente attorno ai 50 anni di età.

Riportiamo di seguito un celebre passo del Suwen in cui vengono descritte le trasformazioni dell’energia della donna con cicli di sette anni (per l’uomo la medicina cinese indica trasformazioni per cicli di 8 anni).

sport 50 anni

In questo passo viene descritto come, di sette anni in sette anni, la donna passa dalla pubertà alla fertilità, attraversa diverse fasi fino ad arrivare, progressivamente, alla sterilità:

(…) Nelle bambine all’età di 7 anni, l’energia dei Reni si manifesta; capelli e denti hanno il loro pieno sviluppo /

All’età di 14 anni (due volte sette), esse raggiungono la pubertà, le ovaie incominciano a funzionare, compaiono i mestrui e la fanciulla è fertile. In questo momento l’energia di Ren Mai [Meridiano straordinario Vaso Concezione che collega tutti i Meridiani Yin. Governa il sistema riproduttivo femminile ndr] circola con abbondanza e Chong Mai [Meridiano straordinario che costituisce un serbatoio energetico per tutti i Meridiani Yin e Yang ndr] è prospero /

All’età di 21 anni (tre volte sette) l’energia dei Reni è pienamente funzionante, spuntano i denti del giudizio /

All’età di 28 anni (quattro volte sette), le ossa e i muscoli divengono forti e il corpo è più robusto /

All’età di 35 anni (cinque volte sette), l’energia degli organi della digestione incomincia a indebolirsi. Sul viso iniziano a comparire le rughe e i capelli a indebolirsi /

All’età di 42 anni (sei volte sette), l’energia dei sei Meridiani yang diminuisce nella parte superiore del corpo, i viso tende ad asciugarsi e i capelli ad ingrigire /

All’età di 49 anni (sette volte sette), l’energia dei Meridiani curiosi Ren mai e Chong mai è indebolita, gli ormoni genitali esausti e la donna diviene sterile (…)

Il riferimento diretto alla fertilità/sterilità può stupire.

In realtà questo è un aspetto ricorrente in medicina cinese, considerato riflesso diretto della qualità di un’energia molto importante conservata nel nostro organismo: il jing.

Il jing è uno dei cosiddetti “tre tesori”, assieme a Qi e Shen.

Si tratta di un’energia preziosa ed essenziale in parte innata, in parte generata quotidianamente dalle nostre abitudini (alimentazione, respiro, stile di vita…), connessa al benessere e alla longevità.

Il progressivo consumarsi del jing coincide, in sostanza, con l’invecchiamento.

Cosa succede dopo i cinquant’anni?

La medicina cinese ci dice, quindi, che arrivati a cinquant’anni  il nostro organismo vive l’indebolimento dell’energia connessa alla procreazione.

L’energia che finora era stata destinata alla fertilità è ormai indebolita, non più utile a tal fine. Viene, quindi, recuperata, rientra in parte nell’organismo per essere riservata ad altre attività.

Secondo la medicina cinese, arrivati a cinquant’anni (ma, in realtà, già dopo i quaranta) il metabolismo rallenta  e le risposte dell’organismo iniziano ad essere più lente.

Questa situazione vale anche per la medicina occidentale.

Attorno ai cinquant’anni la nostra struttura fisica diventa meno pronta al recupero e alla “riparazione” (per esempio in caso di trauma), i suoi ritmi si rallentano.

I tessuti, in particolare, cambiano in modo sostanziale ed iniziano a perdere energia, richiedendo maggiormente la nostra attenzione.

Le ossa

Le ossa dopo i cinquant’anni perdono progressivamente di densità in modo silente e progressivo.

Ciò vale soprattutto per le donne (1 su 3 dopo la menopausa) ma anche gli uomini (1 su 5 dopo i 60 anni). Oltre i 75 anni la perdita di densità ossea interessa il 43% delle donne (20% degli uomini) e dopo gli 85 anni il 65% delle donne (40% degli uomini).

Per riparare a questa perdita progressiva è utile fare attività fisica.

Lo stress meccanico su una determinata parte dello scheletro, infatti, tende ad aumentare la densità ossea in quella zona. Il braccio dominante del tennista ha, per esempio, il 30% di massa ossea in più rispetto all’arto controlaterale).

I muscoli 

La massa muscolare dopo i cinquant’anni diminuisce.

Ogni dieci anni, dai 40 ai 70 anni, perdiamo l’8% di massa muscolare. Dopo i 70 anni questa percentuale sale al 15% (fonte Grimby and Saltin, Clinical Phisiology, 1983; Janssen et al, Journal of Applied Physiology, 2000).

Nel tempo il muscolo perde, in sostanza, la sua capacità di produrre e consumare energia.

Va, inoltre, incontro ad un minore rendimento e ad una maggiore vulnerabilità (affaticamento, contrattura, stiramento, strappo). Lo sport ha sul muscolo effetto anabolico-vascolare, trofico ed elasticizzante.

I tendini

I tendini  trasmettono la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi. I tendini per loro natura sono, inoltre, scarsamente vascolarizzati. Questo li rende particolarmente esposti ai traumi (tendinopatie).

L’adattamento e il rinnovamento dei tendini ai carichi di lavoro è un processo lento rispetto a quello muscolare e dell’osso e bisogna tenerne conto

Ciò soprattutto superati i 50 anni di età, quando l’adattamento avviene in modo meno efficiente, soprattutto se si è stati sempre sedentari.

Perché dopo i cinquant’anni il nostro organismo cambia?

Dal punto di vista energetico, la diminuzione di efficienza da parte del nostro organismo si può spiegare anche con la possibile riduzione di energia a livello degli organi Zang.

Secondo la medicina cinese, infatti, ogni organo Zang ha una connessione diretta con un tessuto il quale viene “nutrito” dall’organo stesso.

Da questo punto di vista:

  • il trofismo muscolare pertiene alla Milza
  • le ossa pertengono al Rene
  • i tendini pertengono al Fegato

La cura della propria energia vitale a 360 gradi grazie allo sport ma anche all’alimentazione, al respiro, al riposo e alla cura degli aspetti emozionali è, pertanto, molto importante per mantenere al meglio i tessuti stessi.

Vantaggi e rischi dello sport over50

La medicina occidentale è molto chiara su quelli che sono i benefici dello sport per gli over50.

Benefici dello sport over50

Possiamo sintetizzare i benefici dello sport over50 in otto punti:

  1. riduce il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensive
  2. contrasta il sovrappeso e l’obesità
  3. abbassa il rischio di sviluppare il diabete mellito, in quanto aiuta a regolare i livelli glicemici nel sangue
  4. rende il corpo più flessibile e robusto riducendo il rischio di cadute
  5. rallenta l’invecchiamento combattendo i radicali liberi
  6. incrementa la densità ossea riducendo la demineralizzazione scheletrica e prevenendo l’osteoporosi
  7. riduce il rischio di alcuni tipi di tumori
  8. stimola il cervello impegnandolo su movimenti e situazioni diverse

L’attività fisica ha un’azione non solo sul corpo ma anche sulla mente e variano gli effetti anche in base al modo in cui viene svolta.

Una ricerca inglese pubblicata su Environmental Science and Technology,per esempio, ha evidenziato che attività aerobiche come la corsa o la camminata svolte all’aria aperta sono preferibili a quelle svolte  al chiuso, in palestra.

Non è, quindi, solo il movimento ma anche il contesto e il vissuto del movimento stesso che ha un impatto sul nostro benessere.

sport 50 anni

Rischi dello sport over50

Per quanto lo sport over50 sia un vero toccasana, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti di vitale importanza che possono potenzialmente essere fonte di rischio.

Consultare il medico

In primo luogo è indispensabile consultare il proprio medico e fare una serie di accertamenti sulla propria condizione fisica prima di iniziare a praticare attività fisica.

Ciò è valido in assoluto, anche in giovane età. E’ ancora più valido e importante dopo i 50 anni, soprattutto se non si è praticato sport con assiduità in passato.

Curare l’alimentazione

Bisogna considerare che i nostri muscoli e il nostro organismo hanno bisogno di nutrimento di qualità.

L’attività fisica deve, quindi, coniugarsi con l’attenzione in cucina nella scelta di cibi sani e naturali e nella cura dell’alimentazione in modo più ampio (quantità, orari…).

Questo è sempre importante e lo è ancor di più in età non più giovanile. In questa fase della nostra vita, infatti, è importante trarre il massimo beneficio ed energia dal cibo per costruire quotidianamente il nostro fabbisogno energetico (cielo posteriore) e preservare al massimo un energia più profonda, nostra fin dalla nascita, connessa alla nostra longevità (cielo anteriore).

In altri termini: quanto minore sarà l’energia acquisita dal cibo, tanto maggiore sarà l’energia originaria consumata per la nostra sopravvivenza. Questo accelererà inevitabilmente l’invecchiamento e ci esporrà a malattie.

Attenzione alla sfida

Lo sport può generare una sorta di eccitazione  che, mista ad entusiasmo, può portare ad esagerare nella pratica fino ad arrivare ad una sorta di sfida con se stessi e con gli altri.

Questo porta ad esagerare con l’attività fisica con conseguenze negative sul nostro organismo.

sport 50 anni

Si consideri che gli infortuni muscolari rappresentano la percentuale più alta degli infortuni nello sport (fino al 55%). La percentuale è più alta quanto più si sale con l’età.

In linea generale, negli sportivi over50 possono rientrare in due categorie:

  • gli sportivi da sempre. Hanno sempre praticato sport, sono competenti dal punto di vista tecnico in qualche disciplina sportiva, hanno spesso avuto patologie da traumi o da sovraccarico, non stanno mai a riposo. Superati i 50 anni non si rassegnano a cambiare ritmo e a modificare le proprie abitudini sportive
  • gli sportivi neofiti, gli ex sedentari. Non praticano sport da tantissimo tempo o non lo hanno mai praticato. Non conoscono le reazioni del loro corpo alle sollecitazioni sportive, non hanno alcuna competenza tecnica, sono entusiasti e tendono a strafare. Possono avere pregresse condizioni patologiche che possono riemergere con lo sport

Lo sport ideale over50 secondo la medicina occidentale

Gli sport più consigliati per gli over50 sono mirati a potenziare la capacità aerobica ma anche il movimento e rafforzamento muscolare.

Da uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicineè emerso che l’attività aerobica ha particolare beneficio sulle funzioni del cervello, rafforzando la capacità di ragionare e creare collegamenti.

Gli sport anaerobici, invece come il sollevamento pesi, a lungo andare potenziano la memoria.

In particolare, tra i più consigliati sono:

  • il nuoto: l’assenza di gravità protegge le articolazioni dai traumi ed è ideale per chi è eventualmente in sovrappeso o ha problemi a livello della colonna vertebrale

sport 50 anni

  • la camminata veloce o corsa leggera per i più allenati (eventualmente alternando corsa e camminata), possibilmente in un ambiente naturale, coerentemente con la stagione

sport 50 anni

  • l’allenamento con i pesi (moderata intensità): particolarmente utile soprattutto per le donne, in considerazione dell’azione esercitata dal muscolo sulla struttura ossea (prevenzione dell’osteoporosi)

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  • il ballo: attività che garantisce movimento muscolare e stimola il sistema cardiovascolare ma con ritmi relativamente bassi, garantendo recupero. In più rallegra e crea occasioni sociali

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La via cinese: il taijiquan

Per quanto non possa definirsi propriamente come “sport”, in numerosi studi si evidenzia, inoltre, come la pratica del taijiquan (o tai chi chuansia estremamente vantaggiosa ad ogni età e, soprattutto, sia estremamente utile  in età avanzata.

sport 50 anni
Allenamento all’aperto – Hung Sing Kung fu Academy

Il taijiquan  è un’arte marziale, più precisamente uno stile interno di kung fu.

E’ una pratica finalizzata all’allenamento della forza interna (mentale, rafforzamento dell’energia vitale) più che della forza esterna (muscolare, rafforzamento della struttura).

Si basa, quindi, sull’addestramento della forza interiore e  sull’armonizzazione dell’energia interna.

Diversamente dagli altri stili di kung fu, il taijiquan non allena velocità e forza, anche se queste possono essere considerate il prodotto ultimo della sua pratica.

I movimenti nel taijiquan sono un lento fluire, calmo e rilassato.

I movimenti sono misurati e controllati nelle loro esecuzioni.

Il respiro è consapevole e regolato.

Iniziare a fare sport a 50 anni?

A questo punto il messaggio dovrebbe essere chiaro. Con l’avanzare dell’età deve crescere la nostra attenzione per il corpo oltre che per la mente.

Il nostro impegno nell’attività fisica deve fornire il giusto nutrimento alla nostra energia che si trasforma, stimolando e sostenendo il nostro organismo nella sua totalità.

Se non hai mai praticato sport sappi che non è mai troppo tardi per cominciare, con prudenza e in progressione.

La cosa più importante, è quella di consultare il proprio medico per una visita di controllo e un elettrocardiogramma anche sotto sforzo.

Sarà l’occasione di un appuntamento con te stesso, un momento per definire obiettivi e possibilità delle attività che andrai a fare poi.

sport 50 anni

Così come prima di partire per un lungo viaggio facciamo controllare la nostra auto, allo stesso modo dobbiamo fare con il nostro corpo quando iniziamo un’attività sportiva.

Affidiamoci al medico, controlliamo tutto ciò che è importante, se necessario interveniamo con le opportune “revisioni” integrando il nostro “equipaggiamento”. Dopo potremo partire e il viaggio sarà lungo e piacevole.


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L’azione energetica dello sport secondo la medicina cinese

azione energetica dello sport

Ti sei mai chiesto quale sia l’azione energetica dello sport sul tuo organismo?

Non sto parlando degli effetti della pratica sportiva sui muscoli o sul sistema cardiocircolatorio o su altri apparati anatomici e funzionali. Su questo c’è ampia letteratura e basta cercare su google.

Mi riferisco, invece, ad effetti più sottili e meno misurabili, eppure molto importanti. Qualcosa che potremmo tradurre con il termine energia e che include, sintetizzando al massimo, quello che i cinesi chiamano Qi (energia vitale).

Sappiamo bene che ogni sport ha caratteristiche specifiche e lavora in modo a volte anche molto selettivo su alcuni distretti corporei.

Al di là di questo aspetto tecnico e “anatomico”, proviamo ora a prendere in considerazione lo sport in base alle sue caratteristiche, per così dire, “energetiche” desumibili dal modo in cui esso si pone in relazione con il nostro organismo nella sua totalità.

Sport come nutrimento del corpo e della mente

Dal punto di vista della medicina cinese, lo sport e l’attività fisica in generale sono una parte molto importante per la costruzione e il mantenimento del nostro benessere.

Gli effetti di questa pratica riguarda non solo il corpo, ma anche la mente, in virtù del fatto che in medicina cinese corpo e mente sono parte dell’unità-uomo.

In questo scenario, l’attività fisica abituale viene ritenuta un vero e proprio nutrimento che è bene ci accompagni per tutta la vita.

Così come nell’alimentazione, così anche nell’attività fisica, il “nutrimento” apportato deve tener conto delle nostre caratteristiche vitali, con flessibilità strategica, a partire dalla nostra sensibilità e dai nostri effettivi bisogni.

Per questo è necessario cercare di adeguare l’attività fisica ai cambiamenti della nostra energia.

Siamo abituati a pensare allo sport come ad un’attività che “fa bene”ed è “salutare”, sempre e comunque.

Quello che, invece, siamo meno abituati a pensare è:

  • quale: quale sport fa bene (o meno bene)
  • come: a quali livelli di pratica in termini di “richiesta” energetica al nostro organismo
  • a chi: soprattutto a quali tipi di persone
  • quando: in quale momento-fase della loro vita

Con questo articolo iniziamo una riflessione che prende avvio da questi tema, concentrando l’attenzione sull’azione dello sport secondo la logica energetica della medicina cinese.

Lo sport nelle diverse fasi della vita 

Secondo la medicina cinese, la nostra energia cambia costantemente durante la nostra vita, a seconda della nostra età e del nostro vissuto.

L’uomo è il microcosmo che appartiene al macrocosmo, rispondendo delle stesse regole.

Per questo, la nostra energia è molto diversa quando siamo bambini, adulti o in età più avanzata.

sport

Il ciclo della nostra energia nella vita coincide con il ciclo naturale di cui siamo spettatori ogni giorno.

Pensiamo, per esempio, al ciclo che ha il sole  durante la giornata:

  • il sole sorge brillante e luminoso (alba)
  • resta alto nel cielo riscaldando e illuminando la terra (mezzogiorno)
  • scende poi lentamente, meno caldo e luminoso ma tingendo tutto del meraviglioso colore del tramonto (sera) lasciando poi spazio alla notte

In più, tutto questo può accadere in una giornata senza nubi o in una giornata in cui il cielo è coperto o, ancora, in una giornata di temporale…

Allo stesso modo, nella nostra vita, la nostra energia attraversa fasi fisiologiche legate alla nostra età (alba-pubertà, mezzogiorno-età adulta, tramonto-maturità) ma anche al nostro specifico vissuto (emozioni, possibili traumi o malattie…)

Lo sport e l’attività fisica in generale possono accompagnarci in tutte le fasi della nostra vita, sostenendoci  al meglio.

E’ importante, però, scegliere in modo coerente tra le infinite possibilità di movimento e pratica.

Quale sport scegliere?

Il punto di vista cinese

La cultura cinese ha una visione molto precisa dell’attività fisica che nell’antica tradizione trova espressione in pratiche come il taijiquan e il qi gong. Queste attività non possono essere definite sport in senso occidentale, ma coinvolgono il corpo la mente e lo spirito in un percorso che mira alla consapevolezza e all’equilibrio complessivo.

Il punto di vista occidentale

L’attività fisica a cui facciamo riferimento in questo articolo è, tuttavia, lo sport così come lo intendiamo oggi in occidente, amatoriale o professionistico, declinabile in una serie numerosissima di attività, aerobiche o meno.

Costituzione energetica, condizione energetica e sport

Ognuno di noi ha caratteristiche specifiche che lo rendono unico.

Sappiamo che esistono precisi parametri fisici che rendono una persona più o meno idonea ad una determinata pratica sportiva (la corsa, il nuoto, il basket…).

azione energetica sport

Al di là di questi noti parametri per così dire anatomici, riflettiamo ora su parametri energetici che possiamo riferire a:

  1. costituzione energetica (determinata alla nascita)
  2. condizione energetica (diversa nei diversi momenti della vita)

1) Costituzione energetica e sport

Nel caso della costituzione energetica, pensiamo per esempio alle costituzioni in base ai cinque Elementi e al il rapporto con lo sport che ci si può aspettare da parte di un tipo Legno o, al contrario, da un tipo Acqua.

Pur considerando queste tipizzazioni con estrema flessibilità, possiamo dire che:

  • il tipo Legno si caratterizzerà tendenzialmente per un’energia dinamica e vivace, per la resistenza fisica e la tendenza a muoversi in modo frettoloso. La sua espressione migliore potrà essere in attività come la corsa, nelle sue numerose declinazioni

corsa

  • al contrario, il tipo Acqua avrà tendenzialmente un incedere cadenzato e quasi militare ed esprimerà un’energia calma e quieta, con una propensione ad attività più tranquille e di strategia come, per esempio, il golf

azione energetica sport

2) Condizione energetica e sport

Nel caso della condizione energetica rientrano, invece, innumerevoli fattori.

La condizione energetica cambia in ogni momento della nostra vita, condizionata dalla nostra capacità di costruire quotidianamente una buona energia del cielo posteriore e dalla possibilità di sottrarci ai patogeni esterni o interni (emozioni).

In medicina cinese parliamo, in particolare, di equilibrio energetico oppure di squilibrio energetico. Quest’ultimo può esprimersi in una serie innumerevoli di condizioni che vanno dall’Eccesso (a cui appartiene anche la stasi) al Deficit.

In questa chiave, alcuni sport saranno più o meno indicati a seconda dei casi.

Uno sport svolto in modo particolarmente “richiedente” ed impegnativo non sarà appropriato in una condizione di Deficit di Qi/Sangue in quanto tenderà a peggiorare il quadro.

Diversamente potrà essere di utilità in una condizione di Eccesso (per esempio Calore o stasi).

Per esempio, l’attività aerobica sarà ideale per muovere il Qi e il Sangue e ridurne le stasi, ma dovrà essere svolta in modo equilibrato al fine di non consumare in eccesso il Qi e il Sangue, soprattutto se il soggetto ha una condizione energetica che può facilmente condurre all’instaurarsi questo Deficit.

Sarà, inoltre, sempre da svolgere in modo coerente in rapporto all’alimentazione la quale, a sua volta, avrà la funzione di reintegrare e corroborare.

Lo sport giusto, nel modo giusto, al momento giusto

Mentre i parametri fisici, quindi, sono importanti per capire se una persona è “nata” per un certo tipo di sport e potrebbe ottenere risultati importanti minimizzando lo sforzo (informazione utile in ambiente agonistico), i parametri energetici sono importanti sempre, (anche e soprattutto nella pratica amatoriale) perché ci aiutano a scegliere il meglio per noi, in ogni momento della nostra vita.

In generale ci saranno momenti in cui la stessa persona avrà più bisogno :

  • di armonizzare i movimenti della propria energia vitale, sbloccandone le stasi, “liberare energia” e “portare fuori”
  • di “raccogliere e conservare” energia e “portare all’interno”

Il movimento costitutivo della pratica sportiva, se vissuto con consapevolezza, può essere letto, quindi, come opportunità di sfogo-dispersione o di raccolta-tonificazione.

azione energetica sport

L’orario migliore per lo sport

Secondo la medicina cinese esiste un momento della giornata ideale per fare sport tenendo conto del flusso energetico nelle 24 ore.

In base a questo “orologio energetico”, abbiamo che l’orario ideale per l’attività sportiva è, di fatto, difficilmente utilizzabile nella norma dei quotidiani ritmi lavorativi.

E’, infatti, compreso tra le ore 15 e le ore 17.

Questo è l’orario in cui il Qi attraversa la vescica urinaria e, terminata la fase di assimilazione delle sostanze nutritive assunte con il pranzo, si è pronti a riprendere le attività con buona energia fisica (se ci si è nutriti in modo adeguato).

Per esigenze concrete, tuttavia, molti si dedicano allo sport in tutt’altri orari:

  • nelle prime ore del mattino, ovvero quando sarebbe invece ideale dedicarci al nutrimento (dalle 7 alle 9, fascia oraria dello stomaco)
  • la sera, di ritorno dal lavoro, nell’orario indicato dalla medicina cinese per mangiare moderatamente dedicandosi allo svago e alla convivialità (dalle 19 alle 21, momento del maestro del cuore o Pericardio).

La pratica sportiva per il benessere a 360 gradi

La pratica sportiva è in grado di stimolare il nostro organismo con un’azione energetica molto vigorosa e differenziata.

Un determinato sport, praticato con costanza e regolarità, può modificare profondamente l’energia del nostro organismo e può, pertanto, avere azione da molti punti di vista, sia fisici che mentali.

Ma se noi cambiamo continuamente, questo significa che dobbiamo anche cambiare continuamente lo sport da praticare?

In realtà questo non è affatto necessario.

Se si ama uno sport, questo è certamente “giusto” e “nutriente” per noi, in ogni fase della vita.

E’ necessario, però, prendere alcune decisioniaffinché la sua pratica sia sempre portatrice di benessere.

Possiamo, in altre parole, dire che la pratica sportiva andrebbe condotta con flessibilità e sensibilità rispetto al nostro sentire e al nostro essere in ogni determinato momento della vita.

Se intendiamo ottenere il meglio dall’attività fisica dal punto di vista non della prestazione sportiva ma del nostro benessere a 360 gradi è conveniente, pertanto, modificare il livello di pratica o l’intensità.

Questa non sarà una limitazione ma un’opportunità che consentirà di sviluppare anche altre dimensioni (non ultime quelle psichiche) della pratica sportiva stessa.



Attenzione:

Ogni attività sportiva, a qualsiasi livello venga svolta, è impegnativa per l’organismo e richiede preventivamente un  controllo medico.

Ogni attività sportiva richiede, inoltre, un allenamento progressivo che preveda anche esercizi preparatori o di recupero dopo l’attività, così da sostenere l’organismo nel cambiamento e prevenire i possibili infortuni.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Sport in oriente e in occidente

Oriente e occidente hanno culturalmente approcci differenti rispetto allo sport, così come anche rispetto a moltissimi aspetti della vita.

Ho sempre praticato sport nella mia vita e per me il movimento è sempre stato vitale.

Da “giovane” posso dire di aver praticato tutte le attività di fitness proposte nei centri sportivi, anche le più insolite. Mi sono poi appassionata al pattinaggio, all’hockey su rotelle, alla danza caraibica e – per finire – alla corsa.

La corsa è lo sport che tra tutti ho forse amato di più e quello a cui ancora oggi guardo con piacere, sperimentando anche una nuova pratica e una nuova sensazione (ne parlavamo qualche tempo fa sul mio Gruppo Facebook).

sport oriente occidente

Negli ultimi 16 anni c’è stato un cambiamento importante e mi sono dedicata quasi interamente al taijiquan e al qi gong.

taijiquan

Questo, da un lato è sicuramente successo perché  la pratica di queste discipline richiede molto tempo ed impegno e “prende la mente” oltre che il corpo. La mia concentrazione, in sostanza, è stata riservata a queste attività e non avevo interesse a disperderla su altro.

Da un altro lato, però, è successo forse perché, contemporaneamente, c’è stato un cambiamento in me, nel mio modo di pensare e vivere l’attività fisica.

Oggi sento che il mio approccio è molto diverso da quello di 16 anni fa e risente, inevitabilmente, dell’esperienza fatta nelle arti marziali cinesi.

L’approccio occidentale allo sport

In occidente siamo abituati a considerare lo sport come attività benefica, in grado di  allenare ed irrobustire i muscoli anche in modo mirato.

Gli allenamenti sono programmati generalmente in modo da aumentare lo sforzo.

Si scrivono interi manuali per ottimizzare i risultati modificando stile di vita, alimentazione e mille altri piccoli-grandi aspetti.

Si punta molto sulla resistenza, cercando di superare ogni volta di un poco il proprio limite con l’obiettivo di  potenziare ogni volta ulteriormente le abilità acquisite.

La competizione è con se stessi ma anche e soprattutto con l’altro, in un contesto anche internazionale di confronto.

Nell’ottica occidentale, la “salute” viene misurata in base alla forza muscolare ottenuta e ai risultati sportivi sempre più brillanti nella pratica e nella competizione.

L’approccio cinese allo sport

L’approccio cinese allo sport e all’attività fisica è molto diverso da quello occidentale.

Mi riferisco in questo articolo non all’approccio moderno, in cui molti giovani atleti (e atlete) cinesi si sottopongono ad allenamenti durissimi pur di perseguire un risultato importante.

Mi riferisco all’approccio di antica tradizione, derivante dalla cultura e dalla visione medica cinese, in cui l’allenamento muscolare eccessivo può risultare dannoso per la nostra energia.

Questo secondo tipo di approccio considera l’allenamento come un’occasione per rafforzare il proprio organismo più che per ottenere risultati di performance, magari resistendo al dolore e alla fatica intensi.

Anche solo sudare in eccesso o stressare l’organismo con attività a cui non si è abituati senza il dovuto riposo può, in chiave medica cinese, essere molto dannoso per alcune persone e peggiorare alcuni quadri energetici importanti.

Per esempio, in presenza di un deficit di Qi e Sangue, oppure in età avanzata, questo tipo di impegno per l’organismo è decisamente sconsigliabile e pone le premesse di indebolimento dell’organismo.

Ogni “stagione” della vita può richiedere, in ogni caso, un approccio diverso ed un esercizio diverso per la nostra energia.

Sarà diverso quindi, per esempio, l’esercizio utile e benefico per l’energia di un bambino (puro Yang) e quello per l’energia di un adulto o, anche, di un anziano.

Ancora diverso potrà essere l’esercizio richiesto per migliorare il benessere nel caso di un uomo o di una donna a seconda della fase di vita che attraversa.

sport oriente occidente

Allenamento sportivo ed equilibrio

L’allenamento fisico, secondo la medicina cinese, è una pratica finalizzata in gran parte al rilassamento (auto-ascolto e riduzione di tensioni croniche involontarie…) e all’uso controllato e consapevole del corpo (equilibrio, propriocezione…).

Nell’approccio cinese, un muscolo contratto e teso ostacola il flusso del Qi e ne causa il ristagno. Con il Qi, anche il Sangue ha problemi di circolazione e questo causa uno stress continuo su legamenti, tendini e articolazioni.

L’attività fisica dovrebbe, pertanto, essere finalizzata sì ad irrobustire il corpo ma – ancor prima – a bilanciare la mente, riducendo le aree di tensione e favorendo un percorso di consapevolezza psico-fisica.

Il qi gong e il taijiquan

Nella cultura cinese la “pratica fisica” è tradizionalmente molto centrata sull’esercizio individuale con il taijiquan e il qi gong.

Entrambe queste discipline – ognuna a suo modo – forniscono un’occasione di allenamento quotidiano basato sul respiro, la consapevolezza del corpo e il rilassamento della postura.

L’attività fisica dal punto di vista della medicina cinese rappresenta uno  strumento  per favorire una circolazione energetica più armonica, riducendo stasi e tensioni.

A tal fine,  un alleato importante è il respiro, il quale aiuta a condurre il Qi, a nutrire gli organi e a sciogliere stasi e tensioni.

Questo da un punto di vista energetico è molto importante.

Quando la muscolatura si rilassa e il Qi scende, il respiro si abbassa e guadagna il dantien diventando sempre più profondo e calmo.



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