Il respiro nella camminata, nella corsa e nella vita quotidiana

respiro camminata corsa

L’atto respiratorio è involontario e ci accompagna per tutta la vita in modo ritmico e puntuale: la nostra vita inizia con una inspirazione e termina con una espirazione.

Il respiro è sempre presente e diventa ben percepibile in numerose situazioni di quotidiana “normalità”.

Nei momenti di gioia intensa, di ansia, di fatica… il respiro cambia in base alle emozioni e alle nostre azioni e accompagna la nostra vita in modo coerente e coordinato.

Per quanto atto involontario e costante, la respirazione è spesso soggetta a condizionamenti ed abitudini che modificano le sue caratteristiche complessive a causa di diversi fattori, non ultime le tensioni emozionali.

Questo, inevitabilmente, influisce sul benessere generale della persona.

Dal punto di vista energetico, respirare in modo inadeguato può portare a molti problemi che nel tempo portano a disagi di diverso tipo a causa del mancato “nutrimento” da parte del Qi atmosferico inalato.

respiro

In medicina cinese, il respiro è infatti, assieme all’alimentazione, di fondamentale importanza per la costruzione della nostra energia vitale.

 

 

Il respiro nell’attività fisica. Corsa camminata 

Nell’attività fisica – per esempio nella camminata veloce e nella corsa – la respirazione ha un ruolo cruciale che si riflette non solo nelle prestazioni, ma anche nel benessere complessivo della persona durante e successivamente l’attività.

Una respirazione corretta ed equilibrata consente di godere appieno della corsa/camminata e non solo.

Nell’attività il respiro sostiene il movimento e ci rende forti.

Proprio in considerazione di questa importanza, dal punto di vista tecnico sono molte i suggerimenti su come è più opportuno respirare, per esempio, durante la corsa.

Il respiro viene posto in relazione al ritmo dai tecnici di questo sport con diverse regole e tecniche (in generale 3-3, 2-2 etc…).

In questo articolo non entreremo nel merito di questi aspetti tecnici sui quali puoi, del resto, trovare ampia letteratura.

Nell’ottica energetica, oggetto di interesse di questo articolo è il ruolo del respiro che accompagna l’attività in ogni passo e stabilisce un contatto importantissimo di scambio interno-esterno.

respiro corsa

Il respiro come connessione

Quando il respiro è a disagio, i messaggio che il nostro corpo ci invia è quello di cambiare il ritmo, diminuire la velocità per poi magari riprendere, con pazienza e senza giudizio.

È, infatti, il respiro che dà energia al corpo, non il corpo a spingere oltre il respiro.

La cosa migliore da fare è, allora, ascoltare il respiro, il suo fluire.

L’aria che entra ed esce ad ogni passo.

 

Respiro come ancora della mente

Il respiro è una formidabile ancora per la nostra mente.

La percezione consapevole del respiro che ci accompagna nella camminata veloce e nella corsa ci aiuta a restare nel qui e ora.

Ogni volta che la mente si allontana dal respiro riportiamola quindi ad esso, dolcemente.

Non pensiamo al tempo, alla velocità, alle condizioni metereologiche… lasciamo le preoccupazioni e i pensieri.

respiro consapevolezzaPortiamo l’attenzione al respiro.

Attraverso il respiro entriamo in contatto con il presente, l’istante in cui ci siamo noi, il corpo che corre o cammina e il respiro che lo sostiene.

 

Respiro come consapevolezza

Osserviamo il respiro, sentiamo come l’aria entra nel naso e raggiunge i polmoni.

Seguiamo il suo percorso.

Poi sentiamo il percorso inverso, quando dai polmoni l’aria torna al naso.

Lasciamo che il ritmo sia tranquillo e che il respiro lo accompagni in modo non affrettato.

 

Come lavorare sul respiro

Ti consiglio di lavorare sul respiro quotidianamente, non solo quando, eventualmente, pratichi corsa o camminata.

Il lavoro sul respiro è, infatti, connesso alla tua consapevolezza e il momento in cui entri in contatto con il respiro durante l’attività fisica è solo un’occasione aggiuntiva.

Un modo per lavorare sul respiro è la meditazione.

Se ancora non l’hai ascoltato, ti consiglio, in particolare, il mio podcast (in formato mp3 scaricabile sul tuo smartphone): “Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente

Altra occasione di approfondimento sono le “meditazioni del Polmone” illustrate nel mio libro dedicato alla meditazione degli Organi.

Lavorare sul respiro ogni girono, con presenza e consapevolezza, avrà un’azione che ti stupirà sul tuo benessere a 360 gradi.

medicina cinese

Torace, respiro ed emozioni. Aspetti simbolici e psicosomatici

torace respiro

Torace, respiro ed emozioni sono tra loro strettamente connessi.

In questo articolo vedremo gli aspetti simbolici e psicosomatici connessi a questo distretto corporeo.

Il torace (dal latino thorax, greco ϑώραξ, “corazza, torace”) è la regione del tronco compresa tra il collo e l’addome (definizione Treccani).

Al torace corrisponde la gabbia toracica, ovvero quella parte del nostro corpo che contiene ossa e muscoli con specifica funzione di proteggere il cuore e i polmoni.

Sappiamo tutti che torace è il centro del respiro ma anche il centro dell’espressione verbale.

E’, infatti, grazie al respiro generato nel torace e alla colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, che nasce la voce.

Il torace nella tradizione popolare

Il torace è la “dimora del cuore” e, quindi, nel senso comune, è la dimora delle emozioni.

Il torace (o anche il petto) è per questo considerato, a livello popolare:

  • il luogo di concentrazione del sentimento (“avere in petto”)
  • il luogo di raccolta del senso di responsabilità ed individualità (“battersi il petto” in segno di pentimento).

Altri riferimenti rintracciabili nei detti popolari si riferiscono al ruolo del torace nella fonazione (“do di petto” inteso come virtuosismo nel canto e quindi, per traslato, come simbolo di azione brillante, ben riuscita) e al suo essere esposto nell’azione quando questa viene intrapresa con determinazione e risolutezza (“prendere di petto” un problema o una persona).

Tra i modi di dire più diffusi riguardanti il petto-torace troviamo:

  • avere in petto”: avere in animo, avere in mente, vedendo il petto come sede del cuore e quindi dei sentimenti. Usato principalmente per un sentimento, ma anche per un’idea, un’intenzione, soprattutto se non si esterna o che non si vuole rivelare agli altri
  • battersi il petto”: pentirsi, manifestare pentimento riconoscendo le proprie responsabilità. Richiama il gesto dei penitenti mentre ripetevano il “Domine non sum dignus”. Permane ancora nella preghiera cattolica in cui si confessano genericamente i propri peccati assumendosene la colpa davanti a Dio
  • do di petto”: si riferisce ad un’azione brillante, particolarmente ben riuscita. Deriva dal canto, al do acuto della voce di tenore, e allude alla difficoltà dell’emissione vocale di questa nota
  • prendere di petto”: affrontare direttamente e con decisione una persona, un problema, una situazione e così via. Sottintende l’intenzione di risolvere una questione sospesa, di arrivare a un chiarimento, di mettere fine a qualcosa, pur sapendo di andare così incontro alla possibilità di liti o fatiche

Il linguaggio del corpo tra psicologia sociale e psicosomatica

L’aspetto culturale ha, indubbiamente, un ruolo significativo nella capacità di comunicazione non verbale di quest’area corporea.

Forza, superiorità, sensualità

Nella cultura occidentale, in particolare, la zona toracica tende ad essere esaltata per esprimere forza, superiorità o anche sensualità.

Il sesso maschile ama esibire dei pettorali robusti.

torace

Il sesso femminile, di contro, sceglie abiti che possano valorizzare il décolleté, ritenuto in grado di valorizzare la propria femminilità.

torace, respiro emozioni

Non solo.

Ci sono altri numerosi aspetti significativi nella comunicazione non verbale relativa a questo distretto corporeo.

Atteggiamenti psichici ed emozioni

L’ampiezza delle spalle e della cassa toracica, la postura, la tonicità – o la atonicità – e il modo in cui viene mosso il torace sono in grado di comunicare – silenziosamente ma efficacemente – atteggiamenti psichici ed emozioni.

Come evidenziano gli psicologi psicosomatici:

  • in presenza di rabbia, il petto potrà mostrarsi gonfio e “tronfio”
  • in presenza di ansia, la respirazione si farà alta e il petto si alzerà e si abbasserà velocemente o anche in modo irregolare, sospendendo il respiro
  • in caso di paurail busto potrà essere scosso da tremori e le spalle potranno essere sollevate, come a proteggersi, il torace potrà essere gonfio, come per assicurarsi abbastanza aria
  • nell’eccitazione emotiva o sessuale, il busto potrà apparire molto tonico e proteso in avanti
  • al contrario, nella rilassatezza, il corpo sarà generalmente adagiato su uno schienale o, in caso di posizione eretta, apparirà disteso, ostentando un respiro lento e regolare.

La forma del torace

Un aspetto interessante riguarda anche l’osservazione della “forma” del torace.

L’area del torace, infatti, può presentare – sia anteriormente che posteriormente, quindi in corrispondenza dell’area dorsale – asimmetrie, ipo-iperertrofie, tensioni, blocchi etc i quali possono essere il risultato di un determinato vissuto emozionale.

Il blocco e la corazza muscolare. Reich e Lowen

Su questo specifico aspetto, riflessioni assai significative ci derivano da Reich e da Lowen.

Dai loro studi emerge, infatti, il fatto che quando subiamo qualche aggressione emotiva e proviamo sofferenza, la zona anteriore del torace si contrae come per proteggere il cuore.

Questo genera progressivamente quella che Reich definisce la “corazza muscolare” sia davanti (protezione dalla sofferenza) che dietro (difesa rispetto all’aggressività degli altri) che, anche, al di sotto, a livello del diaframma, il quale, a sua volta, si irrigidisce.

Questa tensione o blocco a livello muscolare genera un blocco ancora più ampio, a livello di capacità e possibilità di comunicare le proprie emozioni, nonché, anche, a livello di capacità nell’eseguire in modo pieno e fluido l’atto respiratorio.

Le caratteristiche morfologiche del torace (ampio, rigido, rilassato, rigonfio…) si dimostrano strettamente connesse, quindi, alle caratteristiche funzionali dell’atto respiratorio (unità o meno della cassa toracica, del diaframma e dell’addome) e, secondo Lowen, si connettono anche alle caratteristiche dell’Io:

“osserviamo se il petto è ampio, se è rigido o morbido e rilassato. Un torace rigonfio è invariabilmente concomitante con un Io gonfiato (…) d’altro canto, un petto morbido, sebbene connesso a maggiori sensazioni, non è necessariamente un segno di buona salute; si trova in certi caratteri impulsivi con struttura pregenitale. Quella che cerchiamo è una struttura rilassata in cui i movimenti respiratori mostrino l’unità della cassa toracica, del diaframma e dell’addome nell’inspirazione e nell’espirazione”(Lowen, Linguaggio del corpo, p.90)

Il respiro come connessione e scambio

E veniamo quindi, in tal modo, al secondo aspetto importante che riguarda quest’importante area corporea: il respiro.

torace

Il respiro rappresenta, tecnicamente, il movimento ritmico di immissione e di emissione dell’aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione.

Un’azione automatica e naturale che costituisce il mezzo di connessione, comunicazione e scambio tra l’interno (Io) e l’esterno (l’ambiente, l’altro da me).

Nell’esecuzione dell’atto respiratorio, il torace gestisce la sua funzione in modi sempre diversi a seconda di fattori ambientali ed emozionali.

Il respiro e il rapporto con il mondo

La difficoltà nel rapporto con il mondo, con l’altro da sé, può rendere difficoltosa la respirazione, in particolare con riferimento all’atto inspiratorio che rappresenta l’accoglienza e la ricezione.

Allo stesso tempo, la paura fa gonfiare il torace per assicurare “abbastanza aria” e infondere sicurezza.

Scrive al riguardo Lowen:

“il torace gonfio è una difesa contro il senso di panico, che è in relazione con la paura di non riuscire ad assicurarsi abbastanza aria. Allorché una persona in queste condizioni fa uscire completamente l’aria, ha un momento di panico, al quale reagisce inspirando e gonfiando di nuovo il torace. Il torace gonfio, mantiene un’ampia riserva di aria per misura di sicurezza. Il soggetto ha paura di abbandonare tale senso illusorio di sicurezza. D’altro canto chi ha paura di protendersi verso il mondo attivamente ha difficoltà nell’inspirare”(Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.32)

L’aspetto funzionale (atto respiratorio) e quello fisico-morfologico (aspetto e forma del torace) entrano in tal modo in connessione profonda tra loro.

Questi due aspetti, inoltre, sono in connessione, a loro volta, con le caratteristiche psico-emotive dell’individuo (Giacconi).

Di fatto, sia un’ipo-espansione sia un’iper-espansione del torace suggeriscono una mancata consapevolezza rispetto al proprio respiro, il quale subisce condizionamenti in base a fattori di contesto, e costituiscono premessa di squilibrio a più livelli.

Oppressione toracica e fatica a respirare. Il punto di vista energetico

Uno dei disturbi più diffusi a livello toracico è indubbiamente la dispnea (difficoltà a respirare) con senso di oppressione toracica che può arrivare al dolore.

torace

In letteratura si evidenzia come questa condizione si associ a due condizioni tipiche:

  • un blocco o stasi a livello del torace, spesso associata a condizioni emozionali molto intense di vulnerabilità  (ansia, paura…)
  • un torace iper-espanso, in condizioni di aggressività e impetuosità. In questo caso l’energia si blocca al livello del petto generando un senso di pienezza che si può manifestare a livello psichico (ansia) e fisico (ipertensione).  La postura con l’iperestensione del torace favorisce, inoltre, l’irrigidimento del ventre e del diaframma, bloccando il contatto con l’intestino. Le emozioni che hanno inizio nel ventre faticano così ad ascendere attraverso il petto, restano compresse, non riescono ad essere trasformate ed espresse in parole, azioni, emozioni manifeste

In medicina cinese queste condizioni di difficoltà a livello del torace possono essere comuni a diversi quadri. Per differenziare tra questi quadri ed intraprendere il giusto percorso di trattamento  è indispensabile la valutazione da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

Un agopunto che spesso può essere di aiuto in queste condizioni è PC6 Neiguan, localizzato  tre dita in linea sopra la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

toracetorace, respiro emozioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stimolazione di questo agopunto va fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

Stimolato con costanza, PC6  aiuta ad “aprire il torace”, a muovere il Qi e il Sangue ed ha, inoltre, azione calmante (calma lo Shen)

Al minuto 2.35 del video seguente dedicato alla digitopressione in caso di ansia, puoi vedere la localizzazione e la stimolazione in autotrattamento di questo agopunto.

Dopo aver visto il video non dimenticare di iscriverti al Canale YouTube per non perdere gli aggiornamenti!

 



Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Voce debole, affanno, tosse, facilità ad ammalarsi… i volti del deficit di Qi del Polmone

deficit di Qi del Polmone

Secondo la medicina cinese, il deficit di Qi del Polmone rappresenta la sindrome più importante di questo organo Zang.

Il Polmone ha, infatti, il ruolo di  “maestro del Qi” e la sua funzione principale è proprio quella di governare il Qi.

Cos’è il Qi?

Il Qi rappresenta l’energia indispensabile per la vita, ciò che ci anima e ci dà vigore tanto che:

  • quando è abbondante ci sentiamo forti, tranquilli ed equilibrati
  • quando è insufficiente ci sentiamo spossati, stanchi

Il Qi nel nostro organismo è unico.

Nonostante ciò, possiamo immaginare che il nostro organismo sia animato da “tanti tipi di Qi” a seconda del tipo di funzioni svolte.

Il Qi del Polmone è uno di questi Qi e rappresenta l’energia di cui questo organo Zang è dotato per assolvere le sue funzioni vitali.

Se il Polmone soffre per una insufficienza o deficit di Qi si possono avere sintomi anche molto limitanti che segnalano questa difficoltà.

affanno voce bassa

Sintomi del deficit di Qi di Polmone

Il deficit di Qi di Polmone si manifesta tipicamente con sintomi legati alla difficoltà respiratoria, all’incapacità di riscaldare la pelle, di chiudere i pori e difendere l’organismo dai patogeni esterni.

I sintomi del deficit del Qi di Polmone possono essere sintetizzati nei punti seguenti:

  • respiro corto (soprattutto durante l’attività fisica come camminare, salire le scale etc)
  • tosse (il Qi del Polmone non riesce a scendere)
  • voce debole e avversione a parlare (tono e forza della voce sono espressione della forza del Qi del torace, che a sua volta dipende dal Qi di Polmone)
  • sudorazione immotivata (il Qi non controlla la chiusura dei pori)
  • avversione al freddo (Wei Qi è debole e non esegue la sua funzione di riscaldare la pelle e i muscoli)
  • facilità ad ammalarsi (Wei Qi è debole e non protegge adeguatamente dall’invasione dei patogeni esterni)
  • carnagione biancastra

Cause del deficit di Qi del Polmone

Le cause principali alla base di un deficit del Qi del Polmone sono le seguenti:

  • deficit del Qi di Milza e/o di Cuore
  • debolezza del cielo anteriore
  • stress emotivo ed emozioni
  • abitudini di vita
  • alimentazione

Deficit del Qi di Milza e/o di Cuore

Il deficit di Polmone origina spesso da un deficit del Qi di Milza.

Secondo la teoria dei cinque elementi, infatti, la Terra (a cui appartiene la Milza) è la madre del Metallo (a cui appartiene il Polmone).

A livello di organi Zang, in medicina cinese abbiamo quindi che:

  • così come nella terra si generano i minerali
  • allo stesso modo nella Terra del nostro organismo (la Milza-pancreas) si genera il nutrimento per il Metallo del nostro organismo (il Polmone)

Se la Milza è in deficit, non avrà, pertanto, sufficiente energia per nutrire l’organo figlio, il Polmone. Il Polmone ne soffrirà, manifestando, a sua volta, un deficit di energia.

Oltre che per un deficit del Qi di Milza, il deficit del Qi di Polmone può originarsi anche da un deficit di Qi di Cuore in considerazione della stretta relazione nel torace tra questi due Organi Zang (eziologia spesso connessa ad uno stress emotivo).

Debolezza del “cielo anteriore”

In medicina cinese il termine “cielo anteriore” indica la nostra energia determinata prima ancora del primo vagito, quindi anteriormente alla nostra nascita.

Questo tipo di energia si determina dalla combinazione di infiniti fattori che vanno dall’unione dell’energia dei nostri genitori (e dei nostri avi) all’energia cosmica al momento del concepimento, al vissuto gestazionale.

L’energia del cielo anteriore è diversa per ognuno di noi ed è determinata alla nascita senza alcuna possibilità di essere modificata e integrata.

Il deficit di Qi può essere connesso  “debolezza ereditaria” del Qi del Polmone.

In questo caso non si potrà “tonificare” questo deficit, ma si potranno ottenere ottimi risultati corroborando l’energia del “cielo posteriore” mediante le più idonee pratiche per la coltivazione di sé.

Stress emotivo ed emozioni

Le emozioni sono prese in grande considerazione dalla medicina cinese e sono ritenute a tutti gli effetti potenziali “causa di malattia”.

In relazione al Polmone in particolare, lo stress emotivo causa affanno e tristezza, tende a consumare il Qi del Polmone e nel tempo ne provoca la stasi (stasi di Qi e deficit di Qi possono essere concomitanti).

Più in generale, tra le emozioni, tristezza e afflizione sono particolarmente lesive per il Polmone e disperdono il suo Qi.

deficit del qi di polmone

Abitudini di vita

Anche alcune abitudini di vita possono incidere sull’energia del Polmone e generare un deficit.

Mantenere a lungo posizioni che limitano la respirazione può essere uno dei fattori predisponenti il deficit del Qi del Polmone.

Per esempio  restare a lungo seduti in posizione curva (per esempio nel lavoro e nello studio) può indebolire il Qi di Polmone in quanto determina la chiusura del torace e la conseguente riduzione di ampiezza del respiro.

La stessa chiusura del torace e limitazione del respiro si può avere a causa di una scorretta postura o di tensioni muscolari croniche che bloccano il diaframma e limitano il respiro anche inconsapevolmente, a volte anche con apnee ricorrenti ed involontarie.

Anche un uso eccessivo della voce può condurre al deficit del Qi del Polmone, situazione questa tipica soprattutto nel caso degli insegnanti.

Infine, particolarmente dannoso per il Qi del Polmone è il fumo di sigaretta. Questo danneggia lo Yin del Polmone (prosciuga e danneggia i liquidi) e nel tempo ne lede il Qi.

Alimentazione

Dal punto di vista dell’alimentazione, il Polmone soffre per il consumo eccessivo di cibi freddi e crudi e cibi derivati dal latte.

Più precisamente, questo tipo di alimenti va ad inibire il lavoro di trasformazione e trasporto da parte di Milza causando accumuli che il Polmone manifesta con catarri e abbondante espettorato.

Per questa relazione tra Milza e Polmone in medicina cinese si dice che la Milza genera i catarri e il Polmone li accumula.

Altre sindromi importanti del Polmone connesse ai patogeni esterni

Il Polmone può essere interessato anche da sindromi connesse a patogeni esterni come il Vento, il Freddo, il Calore, la Secchezza e l’Umidità.

Del resto il Polmone è un organo Zang “di frontiera”, in connessione diretta con l’esterno tramite le vie respiratorie.

Attacco da Vento, Freddo, Calore

Queste sono, per così dire, più superficiali e riguardano il rapporto tra il Polmone e l’esterno (sindromi esterne).

Il Polmone è l’unico organo Zang ad avere un contatto diretto con l’esterno e per questo risulta particolarmente esposto ai patogeni esterni come il Vento, il Freddo o il Calore  (singolarmente ed in associazione tra loro).

Questi patogeni esterni colpiscono, in realtà, non direttamente l’Organo Zang ma la Wei Qi, ovvero l’energia esterna, difensiva, controllata dal Polmone stesso.

Colpendo la Wei Qi, i patogeni compromettono in ogni caso i movimenti del Qi del Polmone, il quale non riesce più a garantire i movimenti funzionali alle sue funzioni.

La conseguenza è in una serie di sintomi tipici da raffreddamento, come cefalea, dolori diffusi nel corpo, avversione al freddo, starnuti, tosse, ostruzione nasale e così via.

deficit di Qi del Polmone

Secchezza e Umidità

Il Polmone è facilmente colpito dalla Secchezza. Ha, piuttosto, bisogno di umidità per lavorare in modo adeguato.

Le condizioni atmosferiche molto secche e il clima generato da alcuni tipi di riscaldamento artificiale colpiscono il Polmone generando tosse secca, gola secca e pelle secca.

L’Umidità, di per se, non rappresenta invece un patogeno importante per il Polmone e generalmente non interferisce con la sua fisiologia, a patto che non sia combinata al Vento.

Nel caso l’Umidità sia combinata al Vento possono essere inibite le funzioni di dispersione e di discesa del Polmone, come anche la funzione di regolazione dei passaggi dell’Acqua (edema al viso).

In sintesi, come tonificare il Qi del Polmone

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la tonificazione del Qi di Polmone.

Per tonificare il Qi del Polmone la medicina cinese consiglia di limitare al massimo l’assunzione di cibi freddi e crudi e l’assunzione di cibi umidificanti (zucchero, succhi di frutta…).

Da favorire, perché particolarmente indicati per la tonificazione  del Qi del Polmone, sono invece gli alimenti come il riso, l’amaranto, le mandorle, le arachidi, le noci, i semi di zucca, il miele e la liquirizia.

Utile anche il sapore piccante, sapore tonico del Polmone, associato all’elemento Metallo. Si può, quindi, aggiungere all’alimentazione una moderata quantità di porro, scalogno, cipolla, anice.

Tra le proteine animali, sono particolarmente indicati l’ombrina, la sogliola, l’uovo d’oca e il polmone di animali.

E’ consigliabile il consumo di alimenti freschi, evitando cibi industriali.

La cottura con alcool è particolarmente indicata per la sua qualità di aggiungere un sapore lievemente “piccante” al cibo.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Meditazione degli organi: meditazione del Polmone

meditazione degli organi

I Polmoni sono l’organo della respirazione. Per quanto i Polmoni siano, di fatto, due, secondo la medicina cinese costituiscono un organo unico. Per questo motivo in medicina cinese si parla di Polmone, al singolare.

Il Polmone è collocato nel torace, delimitato dalla parete toracica e dal diaframma.

meditazione polmone

Il Polmone destro e quello sinistro accolgono al centro il Cuore. Il Polmone di sinistra presenta due lobi mentre quello di destra ne presenta tre.

Il Polmone, ovvero il ministro e cancelliere, Maestro del Qi

La medicina cinese offre una metafora che vede il nostro organismo come un regno in cui i diversi Organi Zang hanno un ruolo ed una funzione ben definita.

In questo regno il Polmone è  il “ministro e cancelliere” che ha a sinistra ha un lobo in meno proprio per fare spazio al Cuore Imperatore.

Il suo incarico è proprio quello di espandersi e contrarsi e favorire i movimenti del Qi (di cui è “maestro”) in tutto il “regno” (il corpo, gli Organi-sudditi) fino ai suoi confini (la pelle), portando il comando (battito) dell’imperatore (il Cuore).

In medicina cinese, il Polmone è l’Organo Zang che presiede alla formazione dell’energia del “cielo posteriore” (posteriore alla nascita, generata ogni giorno grazie a respirazione ed alimentazione), grazie all’energia atmosferica acquisita con il respiro e grazie al contributo di Milza che gli invia l’energia estratta dagli alimenti (per approfondire le funzioni del Polmone come organo Zang vedi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018, par.3.6.1) .

Il Polmone e il respiro

Come ben sappiamo, l’azione del Polmone è strettamente connessa all’atto respiratorio. Questo Organo ha un tessuto elastico e spugnoso che consente una significativa variazione di volume durante l’atto respiratorio.

Il respiro apporta ossigeno a tutte le nostre cellule e consente la vita. Avviene con frequenza e costanza, quotidianamente: in una giornata inspiriamo ed espiriamo, mediamente, 20.000 volte. Un’azione che compiamo costantemente, ma spesso in piena inconsapevolezza, a volte in modo parziale e distratto.

Il respiro alterna costantemente due fasi:

  • l’inspirazione (fase attiva della respirazione), in cui la gabbia toracica si espande;
  • l’espirazione (fase passiva), in cui si ha il rilasciamento dei muscoli inspiratori.

Inevitabilmente, con il respiro prendiamo dall’esterno e cediamo all’esterno in un processo ritmico costante.

E questo avviene in ogni momento della nostra vita, dalla nascita alla morte: nasciamo inspirando e moriamo espirando.

meditazione polmone

Dal punto di vista simbolico, il respiro è scambio e comunicazione.

Siamo nella stessa stanza, respiriamo la stessa aria.

Se l’ambiente in cui mi trovo mi è ostile oppure non è un ambiente che mi fa stare bene, potrei avere resistenze a respirare profondamente, quindi ad assorbire la sua atmosfera (energia) vitale.

Può subentrare respirazione superficiale, irregolare o anche frequenti ed inconsapevoli apnee che, a lungo andare, mettono a dura prova l’energia vitale della persona.

La meditazione degli organi focalizzata sul Polmone è sempre utile ma può aiutare molto proprio in queste situazioni – molto frequenti – in cui il respiro viene inconsapevolmente condizionato dal vissuto.

Il tipo di meditazione che proponiamo in questo articolo pone grande attenzione sulla respirazione –  già importante di per se stessa per ogni pratica di meditazione – in quanto si concentra sull’organo origine del respiro: il Polmone.

Si propone, inoltre, di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti che, secondo la medicina cinese, sono connessi all’energia di questo Organo Zang e che possono, quindi, favorire il suo riequilibrio energetico.

Meditazione del Polmone. La pratica

La preparazione per la meditazione del Polmone è comune alla preparazione per ogni tipo di meditazione, così come indicato anche nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale. Consentiamo al Polmone di espandersi, senza fretta, nella gabbia toracica.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle

Le mani sono ben appoggiate sulla coscia, morbidamente. I piedi sono ben poggiati a terra, su tutta la pianta del piede. Gli occhi sono chiusi, immaginando comunque di guardare avanti a noi , verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti. Percepiamo gli abiti sul nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul qui e ora, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente, lo riprenderemo più tardi.

Respiro

Iniziamo ora a prestare attenzione al nostro modo di respirare:

  • in che modo in che modo l’aria fluisce nel mio polmone?
  • in che modo per poi defluisce verso l’esterno?
  • il movimento di inspirazione-espirazione è fluido?
  • l’inspirazione o l’espirazione sono movimenti “simmetrici” o abbiamo l’impressione che uno dei due movimenti sia più rapido oppure meno completo dell’altro?
  • ci sentiamo in sintonia con il nostro respiro?

Osserviamo ma senza giudicare.

Prendiamo coscienza e consapevolezza senza valutare o cercare di correggere.

Può essere utile appoggiare una mano sul torace e l’altra sull’addome per comprendere ancora meglio le caratteristiche del respiro su cui ci stiamo concentrando.

meditazione polmone

Fin dove arriva il nostro respiro?

Ogni respiro ora riempie non solo il Polmone, ma scende anche più giù, più in profondità, fino a raggiungere l’addome.

Portiamo in profondità il respiro, fino al dantien inferiore (area energetica al di sotto dell’ombelico).

Prendiamo tutto il tempo che serve per entrare in sintonia con il nostro respiro.

Continuiamo a respirare e proviamo a coinvolgere nella respirazione tutto il corpo.

Respiriamo con tutto il nostro corpo, come se tutto il nostro corpo fosse esso stesso un grande Polmone.

La pelle respira assieme al Polmone. Tutto il corpo si espande e tutto il corpo si contrae, impercettibilmente, ad ogni atto respiratorio.

Siamo un’unità.

Visualizzazioni

Il Polmone in medicina cinese appartiene all’Elemento Metallo.

Il suo colore corrispondente è il colore bianco, il suo movimento è discendente lento e inesorabile, come quello di una foglia che cade (la sua stagione associata è l’autunno) o del sole che scende al tramonto (la sua direzione è l’ovest).

Durante la meditazione può essere utile praticare alcune visualizzazioni ispirate proprio a questi principi. Ciò consente di concentrare la propria attenzione sull’energia di questo Organo e sulle sue caratteristiche energetiche più profonde.

Propongo di seguito due opzioni da sperimentare per la vostra pratica:

L’aria che inspiro è di colore bianco

meditazione polmone

L’aria entra dal naso, bianca e fresca, penetra nel Polmone e lo “dipinge” di bianco per poi uscirne lasciando spazio, dopo poco, a nuova aria acquisita. Il colore bianco nutre il mio Polmone.

Sono spettatore di un meraviglioso tramonto

meditazione polmone

Il sole scende lentamente sulla terra, così come scende l’energia del Polmone nel mio organismo. Un tramonto malinconico ma sublime, che emoziona per la sua bellezza e ci fa sentire connessi con l’universo.

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

 


Per approfondire la meditazione degli Organi leggi:

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

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co.

Il Meridiano principale del Polmone

Meridiano del polmone

Per comprendere la funzione assolta dal Polmone in medicina cinese è utile introdurre la suggestiva metafora tramandata dalla cultura medica cinese.

In questa metafora, il corpo umano viene equiparato ad un Impero.

In questo Impero – caratterizzato da una rigida gerarchia militare e da una chiara distribuzione dei compiti – gli Organi e i Visceri assumono la funzione di burocrati e funzionari.

Al vertice di questo Impero si trova il Cuore imperatore e, intorno a lui, ci sono i sudditi, ovvero i diversi Organi e Visceri, ciascuno con il suo personale incarico.

Così come nell’Impero cinese i funzionari si danno da fare per mantenere ordine e armonia, allo stesso modo nel nostro organismo gli Organi e i Visceri eseguono le proprie funzioni lavorando in modo coordinato per il mantenimento del benessere.

Meridiano del polmone

In questo Impero, in particolare, il Polmoneha la carica di ministro e cancelliere”.

Organo ritmico, come il Cuore, il Polmone gli siede accanto nel petto, ogni giorno ne riceve ordini e direttive (battito) per garantire l’ordine nel Regno fino ai suoi confini (la pelle).

Ogni giorno, assolvendo alla sua funzione, il Polmone “emana la regolazione delle trasmissioni”.

A livello di Organo Zang, il Polmone ha incarichi molto importanti.

Tra questi ricordiamo che il Polmone è Maestro del Qi: attraverso la respirazione (“il Polmone è l’origine del respiro”), esso assorbe il “Qi puro” dal mondo naturale ed espelle il “Qi impuro”.

Regola, inoltre, i movimenti del Qi di tutto l’organismo.

E’ il Centro dell’energia acquisita: è il luogo principale per la formazione dell’energia del “cielo posteriore”, grazie all’energia atmosferica acquisita con il respiro e grazie al contributo di Milza che gli invia l’energia estratta dagli alimenti.

E’ l’Organo più alto (il “tetto” o “coperchio” degli organi) ed è l’unico ad avere accesso diretto con l’esterno, attraverso le vie respiratorie e la pelle, a cui questo organo è connesso.

Il Meridiano principale del Polmone

Il Meridiano Principale del Polmone è costituito da 11 agopunti ed appartiene al livello energetico Tai Yin.

E’ connesso al Meridiano del Grosso intestino crasso (intestino crasso) ed il suo orario di massimo energetico è dalle ore 3 alle ore 5 del mattino.

Percorso interno del Meridiano principale di Polmone

Il Meridiano del Polmone nel suo tragitto interno nasce nel jiao medio (CV12 Zhongwan) e si connette con i Polmoni dopo aver attraversato il diaframma, raggiungendo poi trachea e gola.  Un ramo secondario del Meridiano raggiunge, inoltre, il naso.

Percorso esterno del Meridiano principale di Polmone

La direzione energetica del Meridiano di Polmone è centrifuga: il primo punto è collocato al torace (LU1 Zhongfu, sul bordo infero-esterno della II costa, 1,5 cun sotto la clavicola), l’ultimo punto al dito pollice della mano (LU11 Shaoshang, sul lato radiale del pollice, 0,1 cun dietro l’angolo ungueale).

Il Meridiano percorre il braccio lungo la zona antero-laterale, fino alla piega del gomito, sul bordo esterno del bicipite.

Percorre poi l’avambraccio lateralizzandosi fino a raggiungere l’apofisi stiloide del radio.

Passa, quindi, per il solco dell’arteria radiale attraversa l’eminenza tenar e termina all’angolo ungueale esterno del primo dito (pollice).

Meridiano del polmone

Immagine Creative Commons. Autore Dimitrius

Dall’agopunto LU7 Lieque un ramo interno scende verso l’eminenza tenar, ne costeggia il bordo interno e raggiunge il secondo dito nel punto LI1 Shangyang (primo agopunto del Meridiano del grosso intestino).

Funzioni energetiche e agopunti importanti del Meridiano di Polmone

Il Meridiano del Polmone ha 11 agopunti tutti ugualmente importanti. Tra questi ne abbiamo scelto uno per ogni azione di rilievo in relazione a queste funzioni del Polmone:

  • Tonificare il Qi
  • Sbloccare le stasi di Qi nel torace
  • Regolare il Qi ribelle di Polmone
  • Liberare l’esterno
  • Purificare il Calore

Tonificare il Qi

Un punto di prioritaria importanza per tonificare il Qi di Polmone sul Meridiano è LU9 Taiyuan (punto Yuan, punto Hui delle arterie e delle vene).

E’ il punto in cui si percepisce la pulsazione dell’arteria.

Punto principale specie nelle patologie croniche.

E’ un punto Shu ruscello, Punto Terra.

La Terra è la madre del Metallo.

Quindi tonificare questo punto significa tonificare il Qi originario del Polmone. Per questo, è ideale per trattare le sindromi da Vuoto e deficit del Qi di Polmone (voce bassa, affanno, alcuni tipi di tosse e asma…). Può essere trattato in digitopressione con pressione e pressione rotatoria.

Sbloccare la stasi di Qi al torace

In caso di pienezza al torace, soprattutto in presenza di catarri, tosse grassa e sensazione di oppressione/pienezza al torace, scegliere LU1 Zhongfu (punto Mu del Polmone, punto di riunione con il Meridiano principale di Milza).

Questo agopunto può essere trattato seguendo le istruzioni illustrate nel video contenuto nel mio articolo”un punto da trattare in caso di difficoltà respiratorie”.

NB: la tensione al torace e il senso di oppressione possono derivare da fattori diversi da valutare di volta in volta coinvolgendo anche altri Meridiani (per esempio il Meridiano del Pericardio)

Trattare il Qi ribelle di Polmone (tosse, asma) e favorire la discesa del Qi al Rene

Un punto utile per favorire la discesa del Qi di Polmone è il punto LU7 Lieque. Questo è punto Luo, punto di apertura del Meridiano straordinario Renmai e favorisce favorisce la discesa del Qi di Polmone stimolando il Rene ad afferrarlo.

Liberare l’esterno (raffreddamento)

Il punto LU7 Lieque già citato nel punto precedente per trattare il Qi ribelle di polmone è particolarmente efficace anche per liberare l’esterno.

LU7, infatti, oltre a stimolare la discesa del Qi di Polmone espelle il Vento esterno, fa circolare il Qi difensivo (Wei Qi) e “libera l’esterno”. Per ottenere questa azione è necessario stimolare il punto in “dispersione”.

Purificare il Calore (bronchite acuta, tracheite, faringite, laringite, gola secca, raucedine, afonia…)

L’agopunto più attivo per purificare il Calore/pienezza nel Polmone nelle sindromi acute è LU10 Yuji (punto Ying Fonte, punto Fuoco del Meridiano).

Stimolare sempre “in dispersione” con tecniche come pressione, pressione rotatoria, oscillazione e spinta.

Osservazioni teoriche generali

Ogni agopunto, in medicina cinese, può avere più azioni e la stessa azione può essere svolta da più agopunti.

Inoltre, ogni azione può essere potenziata da una combinazione di punti che sono collocati non solo sul Meridiano interessato (in questo caso il Meridiano del Polmone) ma anche su altri Meridiani.

Per questo, nonostante la stimolazione in autotrattamento dei singoli agopunti sia sempre valida ed efficace, un trattamento energetico condotto da un operatore-medico cinese coinvolge in genere non un solo Meridiano ma più Meridiani e/o agopunti (singolarmente o in associazione tra loro), stimolati in modo diverso a seconda delle necessità da valutare di volta in volta.

Meridiano del polmone

 

Aspetti fisici ed emotivi relativi all’energia del Polmone

In medicina cinese corpo e mente sono strettamente correlate. Gli Organi Zang hanno funzioni energetiche che riguardano tanto l’aspetto funzionale-fisico, quanto l’aspetto psichico-emotivo.

Il Polmone in medicina cinese appartiene all’Elemento Metallo ed è l’emblema della capacità organizzativa, della precisione e del senso di giustizia.

Il Polmone rappresenta anche la capacità di entrare in contatto con il mondo (inspirazione), l’accettazione della realtà, il lasciar andare/perdonare (espirazione).

Un eventuale squilibrio energetico a carico del Polmone inteso nell’accezione cinese può essere appurato esclusivamente mediante un’accurata valutazione energetica da parte di un operatore-medico di medicina cinese, secondo i principi della medicina cinese (osservazione, analisi polsi, lingua, anamnesi… Se sei interessato ad approfondire questi aspetti, scarica il PDF sull’osservazione della lingua contenuto nella pagina “risorse” di questo sito).

In linea generale, possiamo indicare come connessi ad uno squilibrio energetico a carico del Polmone aspetti fisici ed emotivi come:

  • tristezza
  • manie
  • difficoltà dell’apparato respiratorio (asma, rinite, polpi nasali)
  • difficoltà a comunicare
  • difficoltà intestinali
  • problemi di pelle (eczema, psoriasi…)
  • dolori nella zona scapolo-dorsale, spalle, braccio lungo il percorso del Meridiano
  • problemi alle mani (vedi anche il Meridiano Luo di Polmone)

Meridiano del polmone

Con specifico riferimento alla dimensione psico-emotiva, in caso di Eccesso tenderanno a manifestarsi:

In caso di Deficit potremo, invece, avere:

  • tendenza a chiudersi e ad isolarsi
  • malinconia
  • scarsa autostima
  • mancata apertura al mondo
  • postura chiusa in avanti (chiusura delle spalle, atteggiamento ricurvo in avanti)

Sia nell’Eccesso che nel Deficit, il soggetto avrà facilmente suscettibilità alle correnti d’aria (condizionatori…).

Quando è utile trattare il Polmone in medicina cinese

Per quanto visto fin qui, il Meridiano del Polmone rappresenta per il medico-operatore di medicina cinese un punto di riferimento indispensabile ogni volta che è utile:

  • rafforzare/tonificare il Qi di Polmone (varie manifestazioni come per esempio astenia, difficoltà respiratoria, alcuni tipi di stipsi…)
  • intervenire sulle sue funzioni in caso di “Eccesso” energetico da perverso (raffreddore, bronchite, laringite…)
  • trattare il Qi ribelle di Polmone (dispnea, asma, tosse…)
  • eliminare patogeni esterni penetrati nella difesa superficiale (“liberare l’esterno”)
  • favorire l’apertura del soggetto verso il mondo esterno

 


Per approfondire leggi anche il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Un punto da trattare in caso di difficoltà respiratorie  

difficoltà respiratorie

Quando parliamo di difficoltà respiratorie (o dispnea) intendiamo una mancanza d’aria all’apparato respiratorio che provoca una difficoltà ad ossigenare l’organismo.

La persona può avvertire affanno, fame d’aria, tosse o oppressione al petto.

Attenzione!

I medici ci spiegano che le difficoltà respiratorie possono segnalare un problema a livello polmonare come l’asma, la polmonite, la broncopneumopatia ostruttiva e l’embolia polmonare.

L’affanno, quindi, può essere il campanello d’allarme di qualcosa di più serio e non va sottovalutato. Anzi, va affrontato tempestivamente con il proprio medico per evitare guai e a volte salvarci la vita.

difficoltà respiratorie

Fatta questa importante premessa, in questo articolo vedremo il punto di vista della medicina cinese in tema di difficoltà respiratorie e impareremo a stimolare da soli un agopunto con azione benefica sul polmone.

Polmone tetto degli Organi, scudo del nostro organismo

Il Polmone è l’Organo (Zang) situato nella posizione più alta, meritando, per questo, in medicina cinese, il nome di “tetto” o “coperchio” di tutti gli Organi.

E’, inoltre, l’unico Organo ad avere contatto diretto con l’esterno sia attraverso le vie respiratorie che attraverso la pelle, a cui è connesso.

Ciò lo rende particolarmente esposto alle aggressioni da parte dei patogeni esterni e, allo stesso tempo, lo rende una sorta di “scudo” a difesa del nostro organismo.

Governa, infatti, l’energia difensiva (Wei Qi) che ha il compito di proteggere l’organismo dai patogeni esterni.

difficoltà respiratorie

Polmone Direttore del Qi (Maestro del Soffio)

Il Polmone è detto “Direttore del Qi” (Maestro del Soffio).

È “l’origine del respiro” e attraverso la respirazione esso assorbe il “Qi puro” dal mondo naturale ed espelle il “Qi impuro” dall’organismo.

Le sue funzioni sono di prioritaria importanza per la nostra  energia vitale, assieme a quelle del sistema digestivo.

Respirazione ed alimentazione sono infatti le fondamenta per la quotidiana costruzione del nostro Qi e del nostro Sangue.

Il Meridiano del Polmone

Secondo la medicina cinese il nostro organismo è percorso da Canali energetici o Meridiani.

Questi attraversano tutto il nostro corpo dal basso all’alto e dall’alto al basso come autostrade invisibili su cui corre l’energia vitale (Qi).

I Meridiani principali, in particolare, hanno un percorso interno che attraversa organi e visceri e un percorso esterno lungo il quale sono collocati un numero di punti (agopunti) di numero sempre diverso a seconda del Meridiano.

Tutti i Meridiani principali sono bilaterali e simmetrici.

difficoltà respiratorie

Il Meridiano del Polmone conta 11 agopunti.

Il percorso esterno di questo Meridiano inizia al torace, al punto LU1 Zhongfu  sotto la clavicola e termina – dopo aver percorso il lato interno del braccio – al punto LU11 Shaoshang, sul lato radiale del pollice, dietro l’angolo ungueale.

Il trattamento del Meridiano principale di Polmone è utile in caso di ogni tipo di disarmonia di quest’organo (bronchite, tosse, laringite…) sia in eccesso che in deficit.

Ognuno dei suoi 11 agopunti ha una azione diversa sulla nostra energia e sono, pertanto, diverse le indicazioni di impiego.

In questo articolo prendiamo in considerazione l’agopunto LU1 Zhongfu (dimora centrale), primo punto del Meridiano.

LU1 ZHONGFU: un agopunto per liberare il torace

LU1 Zhongfu è un agopunto in cui il Qi dell’Organo Zang Polmone è particolarmente forte (classificato come “Punto MU” del Polmone) ed è per questo di particolare efficacia per trattare i problemi polmonari.

La sua azione sul torace è volta a ripristinare la funzionalità del Polmone.

In particolare:

  • Apre il petto, elimina la pienezza dal torace
  • Stimola la discesa del Qi polmonare e del Qi di stomaco
  • Espelle il Tan (stasi di liquidi, catarri, ammassi patologici)

Per queste sue azioni questo agopunto è indicato ogni volta che si è in presenza di:

  • Dispnea, sibili
  • Tosse (no tosse secca), nausea e vomito
  • Catarro, sensazione di oppressione al torace, pienezza e dolore al torace, dolore alla spalla, linfonodi ingrossati

In agopuntura e nel tuina questo punto viene utilizzato per disperdere la pienezza del Polmone e purificare il Calore negli stadi successivi a invasione di patogeno esterno (Xie) nel Polmone.

Non viene utilizzato quando questo è ancora a livello superficiale, esterno al Polmone in quanto in questo caso sono efficaci altri agopunti deputati a “liberare l’esterno”.

Autotrattamento

Per stimolare l’agopunto LU1 Zhongfu è possibile agire in autotrattamento in tre modi:

  1. esercitare una pressione con impastamento sull’area utilizzando la punta dei polpastrelli
  2. esercitare una spinta obliqua verso l’ascella utilizzando il pollice
  3. picchettare l’area utilizzando la punta delle dita (mano a “becco di gru”)

Nel video che segue puoi vedere l’applicazione di queste tecniche.

PS: Questo agopunto può essere “dolente” quando il Polmone è in difficoltà. Anche in questo caso (anzi direi soprattutto in questo caso) è utile il trattamento proposto.


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Respiro superficiale: fattori emozionali e conseguenze energetiche

respiro superficiale

La respirazione è una funzione naturale, che avviene indipendentemente dalla nostra volontà.

Alla nascita il respiro è ampio, pieno, libero.

Progressivamente questa ampiezza si riduce.

Spesso nell’età adulta si arriva ad usare meno di un sesto della nostra capacità respiratoria, limitandola per lo più alla zona toracica.

Come a dire che nasciamo tutti con la capacità di respirare pienamente e profondamente, poi nel tempo questa capacità si riduce in modo variabile di persona in persona.

Spesso la respirazione che abitualmente consideriamo “normale” è, in realtà, un tipo di respirazione parziale, limitata, che non consente un’ossigenazione appropriata.

Questa modalità di respirare tende ad usare solo un settore polmonare ed in maniera superficiale, limitando così l’acquisizione di Qi atmosferico e favorendo la stagnazione energetica a vari livelli.

Cause del respiro superficiale

Ma perché respiriamo in modo superficiale?

Il linguaggio popolare è ricco di espressioni che sottolineano la connessione tra il respiro e gli aspetti emozionali:

  • quando qualcuno parla con foga eccessiva, lo si esorta a “riprendere fiato”.
  • nei momenti di forte emotività il respiro si fa più intenso, mentre in condizioni di rilassamento si fa profondo e tranquillo
  • dopo situazioni di stress e tensione, magari dopo una discussione animata svolta in un luogo chiuso, in cui inconsapevolmente ci sentiamo “bloccati” e “contenuti”, usciamo all’aperto e “respiriamo a pieni polmoni”.

respiro superficiale

Il respiro viene quindi inconsciamente (e culturalmente) utilizzato per “liberarci” da qualcosa che si è sviluppato a livello psichico (Rudger Dahke, Andreas Neumann), che ci opprime e ci limita.

Scrive Lowen:

“se respirassimo tutti come fanno con naturalezza gli animali, il nostro livello energetico sarebbe alto e soffriremmo raramente di stanchezza o depressione cronica. Ma nella nostra cultura il respiro è per lo più poco profondo e si ha la tendenza a trattenerlo. peggio ancora, non ci si accorge neppure di avere problemi di respirazione. Ci si butta invece a capofitto nella vita, fermandosi di quando in quando solo per dire agli altri che “si ha appena il tempo di respirare” (Lowen, “la spiritualità del corpo” p.37)

respiro

Qi gong e respiro

Tra le possibili modalità di azione, la medicina cinese propone, per lavorare sul respiro, l’antica pratica del qi gong.

Il qi gong può essere un valido aiuto per lavorare sul proprio respiro e prevede un percorso di progressiva consapevolezza che coinvolge allo stesso tempo il corpo e la mente.

Uno degli obiettivi di questa antica arte è, infatti, proprio quello di “regolare il respiro” (tiao xi), favorendo una respirazione profonda ma nel contempo spontanea. Questo viene ottenuto attraverso la pratica di esercizi statici e dinamici in grado di favorire un movimento armonico del Qi.

 

 

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Il Polmone e il respiro

il Polmone è l’origine del respiro

La respirazione è la funzione prioritaria associata al Polmone.

Secondo la medicina cinese, in ogni atto respiratorio il Polmone consente di acquisireQi puro atmosferico” (che servirà poi per costruire la nostra Energia) e di espellereQi torbido”, non più utilizzabile e anzi ormai dannoso per l’organismo.

Grazie a questa funzione, il Polmone regola i movimenti del Qi di tutto l’organismo ed assume in sé il titolo di “Maestro del Qi“.

polmone e respiro

Il respiro. Aspetti simbolici

E’ ormai comunemente accettato che il ritmo e le caratteristiche del respiro possono dipendere sia da fattori legati alla fisiologia dell’organo Polmone, sia da fattori psicologici, connessi a determinati vissuti emozionali.

Da un punto di vista simbolico possiamo considerare che durante l’inspirazione assorbiamo l’energia dell’ambiente circostante (vivere l’attimo presente).

Se ciò che è intorno a noi “non ci piace” si può creare una resistenza e una costrizione a livello del petto e si può modificare il ritmo respiratorio in modo spesso inconsapevole.

Il respiro sarà corto e superficiale e porterà meno energia al nostro organismo.

Allo stesso tempo, l’espirazione può essere condizionata dalle nostre condizioni emotive.

Se ci si sente stressati, impauriti e tesi, difficilmente si riuscirà a “lasciar andare” il respiro in modo completo e incondizionato.

Tutto ciò conduce generalmente ed inconsapevolmente ad apnee involontarie, incapacità di inspirare profondamente e, altrettanto, di espirare.

Respiro ed energia

Il Polmone è, in medicina cinese,  il luogo principale per la formazione dell’energia del “cielo posteriore”, grazie all’energia atmosferica acquisita proprio con il respiro e grazie al contributo di Milza che gli invia l’energia estratta dagli alimenti.

Un respiro ridotto e superficiale, nel tempo diminuisce quindi la capacità del Polmone di di generare energia ed incide sul nostro complessivo equilibrio energetico.

Gli organi in medicina cinese hanno una diretta connessione con l’aspetto psichico ed emozionale.

Un respiro ridotto potrà generare nel tempo un sentimento di tristezza (emozione associata al Polmone), con progressiva postura “chiusa”, in particolare con chiusura delle spalle e del torace.

polmone e respiro

Sarà probabilmente compromessa la capacità di godere la vita (inspirazione) e lasciar andare quello che non è buono per noi (espirazione).

Potranno, infine, esserci anche altre manifestazioni, in quanto il Polmone svolge, secondo la medicina cinese, altre importanti funzioni meno visibili.

Si potrà, per esempio, avere la pelle molto secca (manca la diffusione del Qi e dei fluidi verso la pelle), problemi urinari o anche intestinali come la stipsi.

In medicina cinese, infatti, Polmone e Intestino crasso sono connessi ed il Polmone ha un importante ruolo nel favorire il transito e lo svuotamento dell’intestino.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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