Sport a 50 anni e oltre. I consigli della medicina cinese

sport a 50 anni

Lo sport a 50 anni e oltre è una grande occasione per mantenere il nostro corpo attivo ed efficiente e per migliorare il nostro benessere complessivo.

A quale età è meglio fare sport?

Lo sport e l’attività fisica in generale sono associati, nell’immaginario collettivo, all’età giovanile, alle performance, all’efficienza fisica e alla competizione.

Di fatto, il nostro organismo ha bisogno di essere sostenuto e stimolato non solo in giovane età, ma anche nella maturità, in modo da mantenere sempre alto il livello di benessere.

Se è vero che lo sport è di vitale importanza quando siamo giovani, in quanto aiuta a costruire la struttura che poi sarà il nostro bagaglio per tutta la vita, è anche vero che questa pratica è utilissima sempre, anche in età molto avanzata.

Vivere a lungo, vivere in salute

Sappiamo che l’età media in Italia è aumentata moltissimo negli ultimi.

Tra il 1960 e il 2010 l’attesa di vita è cresciuta di circa 14 anni.

Di riflesso, sempre più spesso ci troviamo a confrontarci con problematiche, di tipo motorio, cognitivo, cardiocircolatorio e per patologie connesse agli organi in generale.

Vivere a lungo non significa necessariamente vivere “bene”, in salute.

La necessità attuale è, quindi, fare in modo che l’innalzamento delle aspettative di vita si accompagni all’innalzamento delle aspettative in termini di qualità della vita.

Vivere più a lungo e, contemporaneamente, vivere gli anni in più in una condizione di effettiva autosufficienza e benessere generale.

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Effetto dello sport sul corpo e la mente

L’attività fisica può essere la chiave per favorire il benessere ad ogni età, non solo a livello fisico ma anche mentale.

Secondo la medicina cinese, il movimento corporeo coerente e armonico favorisce la corretta circolazione del Qi e del Sangue e riduce eventuali stasi energetiche.

Il beneficio è non solo per il corpo ma anche per la mente.

Corpo e mente, del resto sono due aspetti della stessa unità: l’uomo:

  • se il nostro corpo si indebolisce, ha dolore, soffre per l’incapacità di fare alcuni movimenti, anche la nostra mente sarà provata
  • viceversa, se emotivamente vivremo in una condizione di instabilità, chiusura o paura, anche fisicamente proveremo disagio con tensioni muscolari croniche, dolori in varie aree del corpo.

Ciò vale non solo a livello osteomuscolare, ma anche a livello viscerale.

Nella teoria medica cinese, infatti gli organi e visceri sono in relazione tra loro e sono, infatti, in relazione con i diversi apparati del nostro corpo.

Lavorare sul corpo stimola, quindi, non solo il corpo stesso ma anche la mente e, infine, stimola gli organi e i visceri (Zang fu).

Ciò non solo con riferimento agli organi direttamente coinvolti nell’attività stessa (per esempio il polmone e il cuore nell’attività aerobica), ma anche con riferimento tutti gli altri organi, in uno scenario di relazioni più ampio che è alla base delle antiche discipline cinesi per la coltivazione della vita (qi gong, ginnastica energetica).

Senza entrare nei dettagli della medicina cinese, di fatto, a seconda dell’attività fisica che intraprendiamo avremo una diversa attivazione della nostra energia e, anche, una diversa stimolazione di quello che potremmo definire il nostro potenziale.

Resistenza fisica, forza, equilibrio, flessibilità, concentrazione… tutti questi aspetti possono essere variamente stimolati e rafforzati grazie all’attività fisica eseguita in modo attento.

Questa opportunità è disponibile per noi per tutta la vita e va colta soprattutto in età matura, quando cioè il nostro organismo vede fisiologicamente diminuire alcune sue abilità.

Quando inizia l’invecchiamento secondo la medicina cinese?

La fase della vita in cui il nostro organismo inizia ad “invecchiare, per i cinesi, è piuttosto precoce rispetto a quello che ci aspetteremmo e inizia già all’età di 35 anni.

I segni di questo inizio di “invecchiamento” si manifestano, tuttavia, in modo a noi più chiaro ed evidente attorno ai 50 anni di età.

Riportiamo di seguito un celebre passo del Suwen in cui vengono descritte le trasformazioni dell’energia della donna con cicli di sette anni (per l’uomo la medicina cinese indica trasformazioni per cicli di 8 anni).

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In questo passo viene descritto come, di sette anni in sette anni, la donna passa dalla pubertà alla fertilità, attraversa diverse fasi fino ad arrivare, progressivamente, alla sterilità:

(…) Nelle bambine all’età di 7 anni, l’energia dei Reni si manifesta; capelli e denti hanno il loro pieno sviluppo /

All’età di 14 anni (due volte sette), esse raggiungono la pubertà, le ovaie incominciano a funzionare, compaiono i mestrui e la fanciulla è fertile. In questo momento l’energia di Ren Mai [Meridiano straordinario Vaso Concezione che collega tutti i Meridiani Yin. Governa il sistema riproduttivo femminile ndr] circola con abbondanza e Chong Mai [Meridiano straordinario che costituisce un serbatoio energetico per tutti i Meridiani Yin e Yang ndr] è prospero /

All’età di 21 anni (tre volte sette) l’energia dei Reni è pienamente funzionante, spuntano i denti del giudizio /

All’età di 28 anni (quattro volte sette), le ossa e i muscoli divengono forti e il corpo è più robusto /

All’età di 35 anni (cinque volte sette), l’energia degli organi della digestione incomincia a indebolirsi. Sul viso iniziano a comparire le rughe e i capelli a indebolirsi /

All’età di 42 anni (sei volte sette), l’energia dei sei Meridiani yang diminuisce nella parte superiore del corpo, i viso tende ad asciugarsi e i capelli ad ingrigire /

All’età di 49 anni (sette volte sette), l’energia dei Meridiani curiosi Ren mai e Chong mai è indebolita, gli ormoni genitali esausti e la donna diviene sterile (…)

Il riferimento diretto alla fertilità/sterilità può stupire.

In realtà questo è un aspetto ricorrente in medicina cinese, considerato riflesso diretto della qualità di un’energia molto importante conservata nel nostro organismo: il jing.

Il jing è uno dei cosiddetti “tre tesori”, assieme a Qi e Shen.

Si tratta di un’energia preziosa ed essenziale in parte innata, in parte generata quotidianamente dalle nostre abitudini (alimentazione, respiro, stile di vita…), connessa al benessere e alla longevità.

Il progressivo consumarsi del jing coincide, in sostanza, con l’invecchiamento.

Cosa succede dopo i cinquant’anni?

La medicina cinese ci dice, quindi, che arrivati a cinquant’anni  il nostro organismo vive l’indebolimento dell’energia connessa alla procreazione.

L’energia che finora era stata destinata alla fertilità è ormai indebolita, non più utile a tal fine. Viene, quindi, recuperata, rientra in parte nell’organismo per essere riservata ad altre attività.

Secondo la medicina cinese, arrivati a cinquant’anni (ma, in realtà, già dopo i quaranta) il metabolismo rallenta  e le risposte dell’organismo iniziano ad essere più lente.

Questa situazione vale anche per la medicina occidentale.

Attorno ai cinquant’anni la nostra struttura fisica diventa meno pronta al recupero e alla “riparazione” (per esempio in caso di trauma), i suoi ritmi si rallentano.

I tessuti, in particolare, cambiano in modo sostanziale ed iniziano a perdere energia, richiedendo maggiormente la nostra attenzione.

Le ossa

Le ossa dopo i cinquant’anni perdono progressivamente di densità in modo silente e progressivo.

Ciò vale soprattutto per le donne (1 su 3 dopo la menopausa) ma anche gli uomini (1 su 5 dopo i 60 anni). Oltre i 75 anni la perdita di densità ossea interessa il 43% delle donne (20% degli uomini) e dopo gli 85 anni il 65% delle donne (40% degli uomini).

Per riparare a questa perdita progressiva è utile fare attività fisica.

Lo stress meccanico su una determinata parte dello scheletro, infatti, tende ad aumentare la densità ossea in quella zona. Il braccio dominante del tennista ha, per esempio, il 30% di massa ossea in più rispetto all’arto controlaterale).

I muscoli 

La massa muscolare dopo i cinquant’anni diminuisce.

Ogni dieci anni, dai 40 ai 70 anni, perdiamo l’8% di massa muscolare. Dopo i 70 anni questa percentuale sale al 15% (fonte Grimby and Saltin, Clinical Phisiology, 1983; Janssen et al, Journal of Applied Physiology, 2000).

Nel tempo il muscolo perde, in sostanza, la sua capacità di produrre e consumare energia.

Va, inoltre, incontro ad un minore rendimento e ad una maggiore vulnerabilità (affaticamento, contrattura, stiramento, strappo). Lo sport ha sul muscolo effetto anabolico-vascolare, trofico ed elasticizzante.

I tendini

I tendini  trasmettono la forza esercitata dai muscoli alle strutture alle quali sono connessi. I tendini per loro natura sono, inoltre, scarsamente vascolarizzati. Questo li rende particolarmente esposti ai traumi (tendinopatie).

L’adattamento e il rinnovamento dei tendini ai carichi di lavoro è un processo lento rispetto a quello muscolare e dell’osso e bisogna tenerne conto

Ciò soprattutto superati i 50 anni di età, quando l’adattamento avviene in modo meno efficiente, soprattutto se si è stati sempre sedentari.

Perché dopo i cinquant’anni il nostro organismo cambia?

Dal punto di vista energetico, la diminuzione di efficienza da parte del nostro organismo si può spiegare anche con la possibile riduzione di energia a livello degli organi Zang.

Secondo la medicina cinese, infatti, ogni organo Zang ha una connessione diretta con un tessuto il quale viene “nutrito” dall’organo stesso.

Da questo punto di vista:

  • il trofismo muscolare pertiene alla Milza
  • le ossa pertengono al Rene
  • i tendini pertengono al Fegato

La cura della propria energia vitale a 360 gradi grazie allo sport ma anche all’alimentazione, al respiro, al riposo e alla cura degli aspetti emozionali è, pertanto, molto importante per mantenere al meglio i tessuti stessi.

Vantaggi e rischi dello sport over50

La medicina occidentale è molto chiara su quelli che sono i benefici dello sport per gli over50.

Benefici dello sport over50

Possiamo sintetizzare i benefici dello sport over50 in otto punti:

  1. riduce il rischio di malattie cardiovascolari e ipertensive
  2. contrasta il sovrappeso e l’obesità
  3. abbassa il rischio di sviluppare il diabete mellito, in quanto aiuta a regolare i livelli glicemici nel sangue
  4. rende il corpo più flessibile e robusto riducendo il rischio di cadute
  5. rallenta l’invecchiamento combattendo i radicali liberi
  6. incrementa la densità ossea riducendo la demineralizzazione scheletrica e prevenendo l’osteoporosi
  7. riduce il rischio di alcuni tipi di tumori
  8. stimola il cervello impegnandolo su movimenti e situazioni diverse

L’attività fisica ha un’azione non solo sul corpo ma anche sulla mente e variano gli effetti anche in base al modo in cui viene svolta.

Una ricerca inglese pubblicata su Environmental Science and Technology,per esempio, ha evidenziato che attività aerobiche come la corsa o la camminata svolte all’aria aperta sono preferibili a quelle svolte  al chiuso, in palestra.

Non è, quindi, solo il movimento ma anche il contesto e il vissuto del movimento stesso che ha un impatto sul nostro benessere.

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Rischi dello sport over50

Per quanto lo sport over50 sia un vero toccasana, è necessario prestare attenzione ad alcuni aspetti di vitale importanza che possono potenzialmente essere fonte di rischio.

Consultare il medico

In primo luogo è indispensabile consultare il proprio medico e fare una serie di accertamenti sulla propria condizione fisica prima di iniziare a praticare attività fisica.

Ciò è valido in assoluto, anche in giovane età. E’ ancora più valido e importante dopo i 50 anni, soprattutto se non si è praticato sport con assiduità in passato.

Curare l’alimentazione

Bisogna considerare che i nostri muscoli e il nostro organismo hanno bisogno di nutrimento di qualità.

L’attività fisica deve, quindi, coniugarsi con l’attenzione in cucina nella scelta di cibi sani e naturali e nella cura dell’alimentazione in modo più ampio (quantità, orari…).

Questo è sempre importante e lo è ancor di più in età non più giovanile. In questa fase della nostra vita, infatti, è importante trarre il massimo beneficio ed energia dal cibo per costruire quotidianamente il nostro fabbisogno energetico (cielo posteriore) e preservare al massimo un energia più profonda, nostra fin dalla nascita, connessa alla nostra longevità (cielo anteriore).

In altri termini: quanto minore sarà l’energia acquisita dal cibo, tanto maggiore sarà l’energia originaria consumata per la nostra sopravvivenza. Questo accelererà inevitabilmente l’invecchiamento e ci esporrà a malattie.

Attenzione alla sfida

Lo sport può generare una sorta di eccitazione  che, mista ad entusiasmo, può portare ad esagerare nella pratica fino ad arrivare ad una sorta di sfida con se stessi e con gli altri.

Questo porta ad esagerare con l’attività fisica con conseguenze negative sul nostro organismo.

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Si consideri che gli infortuni muscolari rappresentano la percentuale più alta degli infortuni nello sport (fino al 55%). La percentuale è più alta quanto più si sale con l’età.

In linea generale, negli sportivi over50 possono rientrare in due categorie:

  • gli sportivi da sempre. Hanno sempre praticato sport, sono competenti dal punto di vista tecnico in qualche disciplina sportiva, hanno spesso avuto patologie da traumi o da sovraccarico, non stanno mai a riposo. Superati i 50 anni non si rassegnano a cambiare ritmo e a modificare le proprie abitudini sportive
  • gli sportivi neofiti, gli ex sedentari. Non praticano sport da tantissimo tempo o non lo hanno mai praticato. Non conoscono le reazioni del loro corpo alle sollecitazioni sportive, non hanno alcuna competenza tecnica, sono entusiasti e tendono a strafare. Possono avere pregresse condizioni patologiche che possono riemergere con lo sport

Lo sport ideale over50 secondo la medicina occidentale

Gli sport più consigliati per gli over50 sono mirati a potenziare la capacità aerobica ma anche il movimento e rafforzamento muscolare.

Da uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicineè emerso che l’attività aerobica ha particolare beneficio sulle funzioni del cervello, rafforzando la capacità di ragionare e creare collegamenti.

Gli sport anaerobici, invece come il sollevamento pesi, a lungo andare potenziano la memoria.

In particolare, tra i più consigliati sono:

  • il nuoto: l’assenza di gravità protegge le articolazioni dai traumi ed è ideale per chi è eventualmente in sovrappeso o ha problemi a livello della colonna vertebrale

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  • la camminata veloce o corsa leggera per i più allenati (eventualmente alternando corsa e camminata), possibilmente in un ambiente naturale, coerentemente con la stagione

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  • l’allenamento con i pesi (moderata intensità): particolarmente utile soprattutto per le donne, in considerazione dell’azione esercitata dal muscolo sulla struttura ossea (prevenzione dell’osteoporosi)

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  • il ballo: attività che garantisce movimento muscolare e stimola il sistema cardiovascolare ma con ritmi relativamente bassi, garantendo recupero. In più rallegra e crea occasioni sociali

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La via cinese: il taijiquan

Per quanto non possa definirsi propriamente come “sport”, in numerosi studi si evidenzia, inoltre, come la pratica del taijiquan (o tai chi chuansia estremamente vantaggiosa ad ogni età e, soprattutto, sia estremamente utile  in età avanzata.

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Allenamento all’aperto – Hung Sing Kung fu Academy

Il taijiquan  è un’arte marziale, più precisamente uno stile interno di kung fu.

E’ una pratica finalizzata all’allenamento della forza interna (mentale, rafforzamento dell’energia vitale) più che della forza esterna (muscolare, rafforzamento della struttura).

Si basa, quindi, sull’addestramento della forza interiore e  sull’armonizzazione dell’energia interna.

Diversamente dagli altri stili di kung fu, il taijiquan non allena velocità e forza, anche se queste possono essere considerate il prodotto ultimo della sua pratica.

I movimenti nel taijiquan sono un lento fluire, calmo e rilassato.

I movimenti sono misurati e controllati nelle loro esecuzioni.

Il respiro è consapevole e regolato.

Iniziare a fare sport a 50 anni?

A questo punto il messaggio dovrebbe essere chiaro. Con l’avanzare dell’età deve crescere la nostra attenzione per il corpo oltre che per la mente.

Il nostro impegno nell’attività fisica deve fornire il giusto nutrimento alla nostra energia che si trasforma, stimolando e sostenendo il nostro organismo nella sua totalità.

Se non hai mai praticato sport sappi che non è mai troppo tardi per cominciare, con prudenza e in progressione.

La cosa più importante, è quella di consultare il proprio medico per una visita di controllo e un elettrocardiogramma anche sotto sforzo.

Sarà l’occasione di un appuntamento con te stesso, un momento per definire obiettivi e possibilità delle attività che andrai a fare poi.

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Così come prima di partire per un lungo viaggio facciamo controllare la nostra auto, allo stesso modo dobbiamo fare con il nostro corpo quando iniziamo un’attività sportiva.

Affidiamoci al medico, controlliamo tutto ciò che è importante, se necessario interveniamo con le opportune “revisioni” integrando il nostro “equipaggiamento”. Dopo potremo partire e il viaggio sarà lungo e piacevole.


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Il Dao femminile: il tempo ciclico dell’andata e del ritorno

dao femminile

Con la parola Dao (道, a volte trascritta in italiano come Tao) nel pensiero cinese taoista si intende la via naturale che seguono le cose, se lasciate alla loro spontaneità. Quale sarebbe allora il Dao femminile?

Come donna, questa è una domanda che mi sono posta e che sicuramente non ha una risposta facile: ognuna di noi infatti è diversa per carattere, costituzione, famiglia di nascita, inclinazioni, attitudini.

Se c’è un tratto comune che ci lega tutte, però, è la nostra fisiologia, che è segnata da una serie di qualità e caratteristiche specifiche e proprie solo di noi donne.

In questo articolo vorrei analizzare il Dao femminile dal punto di vista della medicina cinese, che ha sempre dato grande importanza alla fisiologia della donna.

Il Dao femminile: nutrire con il sangue, ritmare con il qi

Come per tutti gli esseri viventi, la fisiologia della donna è basata sull’equilibrio fra yin e yang, i due principi alla base di tutto ciò che esiste, complementari e opposti, in perpetua alternanza: buio e luce, basso e alto, riposo e attività, ricezione e azione, radicamento e movimento, materia e energia, inverno e estate, freddo e caldo, morte e nascita, contrazione e espansione…

Come si esprimono e si armonizzano però questi due principi così universali nella fisiologia della donna?

In medicina cinese si dice che l’equilibrio femminile è basato sulla relazione fra qi (“energia”) e sangue:

  • Qi: la sostanza-energia unitaria dell’organismo. Indica in particolare le funzioni fisiologiche di organi e visceri, oltre che l’energia della persona e la capacità di comunicazione, movimento, riscaldamento, protezione, attivazione, distribuzione, produzione di tutte le sostanze del corpo (vedi Qi, “energia”: funzione, trasformazione, comunicazione).
  • Sangue: la sostanza liquida e rossa che scorre all’interno dei vasi, mossa dal qi; secondo la medicina cinese, non ha solo proprietà nutrienti e umidificanti, ma è anche in grado di sostenere e radicare la nostra vita mentale, psichica ed emotiva (shen).

Il sangue è la sostanza fondamentale per la donna: è infatti indispensabile per nutrire l’utero, sostenere la crescita del feto in caso di gravidanza, permettere la produzione del latte materno.

Tutte noi donne abbiamo un rapporto diretto con il sangue, di cui facciamo esperienza ogni mese durante il ciclo mestruale.

Molte di noi sono infastidite da questo momento, alcune addirittura si sentono sporche (anche per motivi culturali, che hanno radici millenarie).

Per la medicina cinese, invece, il sangue mestruale non ha nulla di sporco, ma è semplicemente sangue “vecchio”, non più utile all’organismo, che esce per lasciare posto al nuovo.

Il sangue quindi è la base della nostra fisiologia, ma non è sufficiente da solo per garantirla. Il sangue infatti se lasciato a se stesso come tutti i liquidi tende a ristagnare e a raccogliersi in basso: c’è bisogno del qi (“energia”) per muoverlo, distribuirlo, spingerlo fuori quando è necessario… insomma, per dargli un ritmo.

Si dice infatti che l’equilibrio della donna è basato sul sangue, ma è ritmato dal qi, che permette il compimento e la regolarità delle fasi e dei cicli femminili: prima mestruazione, ritmo mensile del ciclo, fasi della gravidanza, inizio e svolgimento della menopausa.

fisiologia femminile

Il tempo ciclico: il Dao femminile nelle mestruazioni

Il Dao femminile è basato su fasi e cicli molto evidenti: il tempo della donna non è lineare (come quello del pensiero moderno), ma ciclico (come quello del pensiero antico, non solo cinese).

Se pensiamo allo svolgimento temporale della nostra vita, infatti, questo è scandito dal ritmo quasi mensile dei nostri cicli mestruali: mestruazione, fase post mestruale, ovulazione, fase premestruale, nuova mestruazione… sono altrettante tappe lungo le quali ci muoviamo e che segnano il ripetersi di cambiamenti non solo a livello fisico, ma anche a livello emotivo e mentale.

Le acque lunari – le mestruazioni – sono il cuore della fisiologia della donna e della ginecologia, uno strumento basilare con cui l’essere femminile – corpo e mente – si esprime all’esterno in un messaggio… (Gulì, Le acque lunari)

La medicina cinese riconosce da sempre l’esistenza di quattro fasi del ciclo, con caratteristiche opposte e complementari:

  • fase mestruale (“del sangue”) – giorni 1-7: è il momento in cui il vecchio esce per fare posto al nuovo. Secondo la medicina classica di stampo taoista, l’impulso all’avvio del ciclo viene dato dal polmone che per la medicina cinese si occupa di “espellere il vecchio e prendere il nuovo”.  A livello fisico infatti il ciclo mestruale è considerato il momento in cui l’utero si svuota, per preparasi a riempirsi di nuovo e ad accogliere un’eventuale nuova vita. A livello emotivo avviene la stessa cosa: come ho accennato sopra, il sangue nutre e àncora la nostra parte emotiva e con l’uscita mensile del sangue noi donne possiamo liberarci di emozioni “vecchie” e indesiderate. Questo è uno dei motivi per cui con l’inizio delle mestruazioni il nervosismo che spesso accompagna la fase premestruale sparisce
  • fase post mestruale (“dello yin”) – giorni 8-14: è il momento in cui l’utero, ormai vuoto, inizia a riempirsi di sostanze yin, ossia nutrienti, umidificanti, fertilizzanti: liquidi, sangue nuovo (che corrisponde alla crescita dell’endometrio), tiangui (“rugiada celeste”, ritenuta indispensabile alla fertilità femminile). In questa fase la donna è particolarmente ricettiva e capace di accogliere, sia a livello fisico che a livello mentale ed emotivo. L’ottavo giorno del ciclo è considerato il più fertile, perché corrisponde al momento di massimo vuoto dell’utero, in cui la capacità di accogliere e lasciar annidare più elevata. Per il pensiero cinese, infatti, il vuoto è un prerequisito indispensabile per generare la vita e per vivere con pienezza.
  • ovulazione: non è una vera e propria fase, ma un momento di passaggio fra il massimo dello yin (utero “pieno” di sostanze fertili, ricettivo, ma in quiete) e il massimo dello yang (utero “attivato” e riscaldato per fare germogliare ed evolvere la nuova vita). È un momento delicato, in cui la parola chiave è trasformazione.
  • fase post ovulatoria (“dello yang”) – giorni 15-21: la trasformazione ha avuto luogo: quiete e umidificazione lasciano il posto a movimento e aumento del calore (visibile nei picchi della temperatura basale) per permettere lo sviluppo dell’embrione in caso di fecondazione. In questo momento le nostre energie e la nostra capacità di essere attive e creative sono al loro massimo.
  • fase premestruale (“del qi”) – giorni 22-28: se il concepimento non è avvenuto, il qi (“energia”) si raccoglie nella zona dell’utero e si prepara a spingere fuori il sangue “vecchio”, per iniziare un nuovo ciclo. In un certo senso, è un momento di attesa e di preparazione, che però non deve essere troppo statico e quieto per non smorzare il dinamismo indispensabile per chiudere il ciclo in corso e iniziane uno nuovo.

Attraverso la nostra esperienza mestruale stiamo ricamando la nostra creatività (Alexandra Pope)

Anche se siamo culturalmente abituate a vedere l’inizio di qualcosa come un’espressione di massimo dinamismo e positività, mentre la chiusura di un ciclo ci sembra sempre triste, negativa e priva di energie, è interessante pensare a come il nostro ciclo femminile ribalti questo stereotipo.

La fase di massima attivazione, infatti, è quella terminale del ciclo mestruale, mentre quella iniziale corrisponde a un graduale spostarsi verso la quiete. Questo accade proprio perché il tempo del Dao femminile non è lineare (inizio – svolgimento – fine definitiva), ma circolare (inizio – svolgimento – fine – inizio – svolgimento…): per chiudere e riaprire servono molta più energia e dinamismo che per cominciare da zero.

In termini di medicina cinese, è un continuo e fluido passaggio dal massimo dello yin al massimo dello yang e ritorno.

Il ciclo è quindi un po’ l’emblema del nostro essere donne ed esprime la nostra potenziale capacità di lasciare andare e ricominciarci più e più volte, fisiologicamente.

Dao femminile

Il flusso senza ostacoli del Dao femminile

Il movimento descritto qui sopra si svolge quindi ininterrottamente fra due stati opposti e complementari, fluido e senza ostacoli: in questo modo il ciclo femminile si sviluppa appieno e può essere caratterizzato da benessere, consapevolezza e fertilità.

Per la medicina cinese, infatti, i prerequisiti per la generazione (fisica e mentale / psichica) sono principalmente tre:

  • il vuoto (cui abbiamo accennato prima) come stato in cui tutto può manifestarsi, senza alcun ingombro a limitare le possibilità
  • il nutrimento, che nella donna corrisponde al sangue
  • il libero flusso, ossia l’assenza di ostacoli al movimento naturale e spontaneo

Questo è vero sia per la nostra componente mentale / psichica / emotiva (shen), perché le idee e la consapevolezza possono manifestarsi appieno solo se mente e cuore sono sgombri da schemi mentali rigidi, pensieri fissi, emozioni che richiamano tutta la nostra attenzione, sia per la nostra componente fisica.

In altre parole, il nostro ciclo mestruale sarà fisiologico solo

  • se l’utero non è ingombro (di residui di sangue “vecchio” non espulso, di freddo penetrato dall’esterno, di corpi estranei come la spirale…)
  • se c’è sufficiente nutrimento (la giusta quantità di sangue, veicolata dalla giusta quantità di qi)
  • se il flusso del qi e del sangue è libero, senza ostacoli

Quando una di queste condizioni non è soddisfatta, ecco che compaiono dolore o ritmo alterato (cicli corti, cicli lunghi, cicli irregolari).

La medicina cinese, infatti, ritiene che non sia normale avere dolore o disturbi vari al ciclo, che è l’espressione fisiologica della nostra femminilità.

Quando il flusso non è libero (perché l’utero non è vuoto, perché qi e sangue non hanno forza sufficiente per scorrere o perché il movimento del qi è bloccato a livello sistemico) ecco quindi che compaiono sindrome premestruale, ciclo doloroso o irregolare, assenza di mestruazioni, perdite fra un mestruo e l’altro, difficoltà a concepire, eccetera.

Per ritornare a uno stato fisiologico bisognerà inquadrare la “radice”, ossia capire perché l’equilibrio si è rotto grazie alla valutazione energetica in medicina cinese.

Le motivazioni possono essere diverse: un disequilibrio degli organi e visceri, emozioni non bilanciate, stile di vita non adatto o errori di alimentazione, penetrazione di fattori climatici / ambientali a livello dell’utero…

Rimuovere le cause (modificando abitudini, alimentazione e stile di vita) e agire sulla disarmonia (con trattamenti tuina e pratica del qigong, ad esempio) aiuta a ripristinare un flusso libero e, quindi, a vivere l’intero ciclo mestruale senza malessere.

La libertà del flusso, caratteristica chiave del Dao femminile, è fondamentale non solo per il ciclo mestruale, ma per tutti gli aspetti della fisiologia della donna, ad esempio il concepimento, la gravidanza e l’ingresso in menopausa.

menopausa

La menopausa: il movimento di ritorno del Dao femminile

Se nella nostra cultura la menopausa è vista come una sorta di capolinea della vita di una donna e discussa solo per i suoi antipatici “effetti collaterali” (vampate, secchezza, ansia, rallentamento del metabolismo, calo del desiderio, perdita di tono della pelle…), per la medicina cinese è invece un altro aspetto in cui si esprime il libero flusso del Dao femminile.

Il movimento ciclico caratteristico del ciclo mestruale, infatti, si applica a tutta la nostra vita di donne: dalla nascita fino alla morte.

E’ caratterizzato da un’andata (prima mestruazione, maturità fisica e sessuale con ciclo mestruale) e da un ritorno (premenopausa e menopausa), in cui il sangue è presente sempre ma in modi diversi, a volte esplicitamente e a volte implicitamente.

Il corpo della donna comunica attraverso il sangue. Esso irrompe nella vita dell’adolescente, si nasconde nel tempo della maternità, si ritira come la bassa marea nell’età della “meditazione” (Gulì, Le acque lunari, p. 94)

Secondo la medicina cinese, infatti, la menopausa non corrisponde a un momento in cui viene meno “ciò che ci rende donne” (la fertilità), ma al contrario è un meccanismo di auto protezione messo in atto dal nostro organismo per dedicare interamente a noi stesse le risorse che abbiamo generosamente elargito durante tutta la nostra vita, dalla prima mestruazione in avanti.

La donna, che per decenni ha perso sangue e sostanze yin ogni mese, inizia a tenere per sé le proprie riserve, in modo da non consumarle eccessivamente in vista dell’invecchiamento.

Il movimento di ritorno del Dao femminile è proprio questo:

  • quando ancora non abbiamo il ciclo mestruale il sangue viene tenuto all’interno e destinato alle necessità di un organismo in crescita e in maturazione (fase di “chiusura”, yin)
  • dopo la prima mestruazione, il sangue si manifesta all’esterno e la donna è pronta ad accogliere, se lo desidera, un’eventuale gravidanza, donando in questo caso il proprio sangue al feto che accoglie in sé (fase di “apertura”, yang)
  • con la menopausa, il sangue viene di nuovo tenuto all’interno e destinato alle necessità dell’organismo tipiche di questa fase della vita (nuova “chiusura”, yin)

Non sarebbe realistico dire che durante la menopausa si ha la stessa vitalità dell’infanzia… ma è anche vero che chi arriva a questo momento senza “disturbi collaterali” ha a propria disposizione molte più energie di prima, dal momento che la cessazione del ciclo mestruale permette di sospendere la perdita mensile di qi (“energia”) e sangue.

La menopausa dovrebbe essere quindi caratterizzata da un leggero miglioramento della propria qualità di vita a livello fisico e da un netto miglioramento delle energie mentali ed emotive, che sono più legate al sangue.

La realtà, nella società italiana moderna, è invece che spesso si vive l’ingresso in menopausa non solo con un senso di lutto, ma anche in modo travagliato per i tanti disturbi che l’accompagnano e che rendono la vita più difficile.

Per la medicina cinese, questi sono un segno che nell’equilibrio femminile qualcosa non è in armonia e, quindi, il rapporto fra sangue e qi (“energia”), fra yin e yang non è più ben regolato. In altre parole, il libero fluire che caratterizza la fisiologia della donna non è più così libero e questo si manifesta con fastidi fisici e mentali.

Naturalmente, è sempre possibile recuperare l’equilibrio: l’autotrattamento specifico, ad esempio, è un ottimo modo per agire sulle cause dei disturbi della menopausa e per entrare in contatto con noi stesse.

Ritagliarci uno spazio per lavorare sul nostro corpo è la maniera migliore per ricollegarci al Dao femminile, alle nostre risorse interne e per riprendere di nuovo tempo e spazio per lasciar fluire la nostra vitalità senza ostacoli.

Francesca Cassini

Operatrice e insegnante di Tuina

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Come cambia il nostro organismo ogni 7 anni

La medicina cinese afferma da migliaia di anni che la nostra energia vitale si rinnova con cicli di sette anni per le donne e di otto anni per gli uomini.

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Questo principio viene oggi confermato dalla moderna biologia secondo la quale il nostro organismo rinnova completamente le sue cellule (ad eccezione di quelle del sistema nervoso centrale) con un ritmo proprio di sette anni circa.

Allo scadere di ogni settimo anno, quindi, possiamo dire che il nostro corpo fisico non è più lo stesso ma è “ricostruito” con i mattoni che gli avremo saputo fornire grazie all’alimentazione, alle abitudini di vita e – non ultimo – al nostro vissuto emozionale.

Inoltre, secondo la medicina cinese, ogni sette anni la donna (e ogni otto anni l’uomo) vive profondi cambiamenti fisici e psichici legati anche all’inevitabilmente invecchiamento.

Rispetto a questi cambiamenti fisiologici, nei classici viene descritto il processo che trasforma una bambina di 7 anni (una volta sette) in una donna di 49 (sette volte sette).

Come cambia il nostro organismo ogni 7 anni?

Si tratta di un processo che conduce dalla pubertà (menarca) alla senescenza (menopausa):

“(…) a sette anni le bambine manifestano la vitalità dell’energia del Rene e capelli e denti hanno il loro pieno sviluppo,

all’età di 14 anni (due volte sette) la fecondità sopraggiunge (compaiono i mestrui) e vi è grande prosperità;

a 21 anni (tre volte sette) l’energia dei Reni è pienamente matura, spuntano i denti del giudizio;

a 28 anni (quattro volte sette) ossa e muscoli sono sodi, i capelli al massimo della loro crescita, il corpo e ben sviluppato e robusto;

a 35 anni (cinque volte sette), l’energia digestiva inizia ad indebolirsi e questo indebolisce l’energia intera, sul viso iniziano a comparire rughe, i capelli iniziano ad indebolirsi;

a 42 anni (sei volte sette) l’energia diminuisce nella parte superiore del corpo (meridiani Yang), il viso tende ad asciugarsi e i capelli ad ingrigire;

a 49 anni (sette volte sette) l’energia legata alla capacità di procreare declina, la fecondità è esaurita (menopausa) (…)”

Con le dovute variazioni, la stessa cosa vale per i rappresentanti di sesso maschile.

Il cambiamento fisico e spirituale

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Ogni ciclo di sette anni, quindi, ci cambia profondamente
dal punto di vista fisico.

Ci cambia, però anche da un punto di vista emotivo e spirituale

Fasi della vita

Nella vita si attraversano fasi molto diverse:

  • l’immaturità dell’infanzia, in cui l’energia è instabile e dinamica ed è massima la concentrazione su se stessi
  • la maturità e massima energia dell’età adulta, momento ideale per la procreazione (massima attenzione alla vita di relazione)
  • l’età – infine – dell’invecchiamento, caratterizzata da un’energia più profonda e stabile. Questa è la fase in cui trova più facilmente spazio la riflessione spirituale, la consapevolezza e il ritorno a se stessi.

Ciascuna fase della vita ha un ruolo importante nell’evoluzione umana fisica e mentale.

Migliorare la qualità della nostra vita e del nostro invecchiamento

La vita prevede un ineluttabile percorso di trasformazione le cui caratteristiche dipendono anche da fattori su cui possiamo agire, migliorando molto la nostra qualità della vita.

Questi fattori secondo la medicina cinese sono: l’alimentazione, la respirazione, le abitudini di vita e, non ultimo, il nostro vissuto emozionale.

E’ possibile, inoltre, intervenire sulla propria energia stimolandola grazie al qi gong, alle ginnastiche mediche cinesi, al massaggio tuina e all’agopuntura: tutte pratiche che fanno parte della medicina cinese e che hanno il comune obiettivo di aiutare l’uomo a “coltivare e nutrire la vita”.

Tutto questo ha un ruolo determinante per costituire, in ogni momento della nostra vita, quello che i cinesi chiamano “energia del cielo posteriore”.

L’energia del cielo posteriore è l’energia successiva alla nascita; quella che ci costruiamo “mattone dopo mattone” a partire dalle nostre scelte di vita, indipendentemente dal contributo genetico che avremo avuto la fortuna di ricevere dai nostri genitori.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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