Voce debole, affanno, tosse, facilità ad ammalarsi… i volti del deficit di Qi del Polmone

deficit di Qi del Polmone

Secondo la medicina cinese, il deficit di Qi del Polmone rappresenta la sindrome più importante di questo organo Zang.

Il Polmone ha, infatti, il ruolo di  “maestro del Qi” e la sua funzione principale è proprio quella di governare il Qi.

Cos’è il Qi?

Il Qi rappresenta l’energia vitale, ciò che ci da vita e vigore tanto che:

  • quando è abbondante ci sentiamo forti, tranquilli ed equilibrati
  • quando è insufficiente ci sentiamo spossati, stanchi

Il Qi nel nostro organismo è unico. Nonostante ciò, possiamo immaginare che il nostro organismo sia animato da “tanti tipi di Qi” a seconda del tipo di funzioni svolte.

Il Qi del Polmone è uno di questi Qi e rappresenta l’energia di cui questo organo Zang è dotato per assolvere le sue funzioni vitali.

Se il Polmone soffre per una insufficienza o deficit di Qi si possono avere sintomi anche molto limitanti che segnalano questa difficoltà.

affanno voce bassa

Sintomi del deficit di Qi di Polmone

Il deficit di Qi di Polmone si manifesta tipicamente con sintomi legati alla difficoltà respiratoria, all’incapacità di riscaldare la pelle, di chiudere i pori e difendere l’organismo dai patogeni esterni.

I sintomi del deficit del Qi di Polmone possono essere sintetizzati nei punti seguenti:

  • respiro corto (soprattutto durante l’attività fisica come camminare, salire le scale etc)
  • tosse (il Qi del Polmone non riesce a scendere)
  • voce debole e avversione a parlare (tono e forza della voce sono espressione della forza del Qi del torace, che a sua volta dipende dal Qi di Polmone)
  • sudorazione immotivata (il Qi non controlla la chiusura dei pori)
  • avversione al freddo (Wei Qiè debole e non esegue la sua funzione di riscaldare la pelle e i muscoli)
  • facilità ad ammalarsi (Wei Qi è debole e non protegge adeguatamente dall’invasione dei patogeni esterni)
  • carnagione biancastra

Cause del deficit di Qi del Polmone

Le cause principali alla base di un deficit del Qi del Polmone sono le seguenti:

  • deficit del Qi di Milza e/o di Cuore
  • debolezza del cielo anteriore
  • stress emotivo ed emozioni
  • abitudini di vita
  • alimentazione

Deficit del Qi di Milza e/o di Cuore

Il deficit di Polmone origina spesso da un deficit del Qi di Milza.

Secondo la teoria dei cinque elementi, infatti, la Terra (a cui appartiene la Milza) è la madre del Metallo (a cui appartiene il Polmone).

A livello di organi Zang, in medicina cinese abbiamo quindi che:

  • così come nella terra si generano i minerali
  • allo stesso modo nella Terra del nostro organismo (la Milza-pancreas) si genera il nutrimento per il Metallo del nostro organismo (il Polmone)

Se la Milza è in deficit, non avrà, pertanto, sufficiente energia per nutrire l’organo figlio, il Polmone. Il Polmone ne soffrirà, manifestando, a sua volta, un deficit di energia.

Oltre che per un deficit del Qi di Milza, il deficit del Qi di Polmone può originarsi anche da un deficit di Qi di Cuore in considerazione della stretta relazione nel torace tra questi due Organi Zang (eziologia spesso connessa ad uno stress emotivo).

Debolezza del “cielo anteriore”

In medicina cinese il termine “cielo anteriore” indica la nostra energia determinata prima ancora del primo vagito, quindi anteriormente alla nostra nascita.

Questo tipo di energia si determina dalla combinazione di infiniti fattori che vanno dall’unione dell’energia dei nostri genitori (e dei nostri avi) all’energia cosmica al momento del concepimento, al vissuto gestazionale.

L’energia del cielo anteriore è diversa per ognuno di noi ed è determinata alla nascita senza alcuna possibilità di essere modificata e integrata.

Il deficit di Qi può essere connesso  “debolezza ereditaria” del Qi del Polmone.

In questo caso non si potrà “tonificare” questo deficit, ma si potranno ottenere ottimi risultati corroborando l’energia del “cielo posteriore” mediante le più idonee pratiche per la coltivazione di sé.

Stress emotivo ed emozioni

Le emozioni sono prese in grande considerazione dalla medicina cinese e sono ritenute a tutti gli effetti potenziali “causa di malattia”.

In relazione al Polmone in particolare, lo stress emotivo causa affanno e tristezza, tende a consumare il Qi del Polmone e nel tempo ne provoca la stasi (stasi di Qi e deficit di Qi possono essere concomitanti).

Più in generale, tra le emozioni, tristezza e afflizione sono particolarmente lesive per il Polmone e disperdono il suo Qi.

deficit del qi di polmone

Abitudini di vita

Anche alcune abitudini di vita possono incidere sull’energia del Polmone e generare un deficit.

Mantenere a lungo posizioni che limitano la respirazione può essere uno dei fattori predisponenti il deficit del Qi del Polmone.

Per esempio  restare a lungo seduti in posizione curva (per esempio nel lavoro e nello studio) può indebolire il Qi di Polmone in quanto determina la chiusura del torace e la conseguente riduzione di ampiezza del respiro.

La stessa chiusura del torace e limitazione del respiro si può avere a causa di una scorretta postura o di tensioni muscolari croniche che bloccano il diaframma e limitano il respiro anche inconsapevolmente, a volte anche con apnee ricorrenti ed involontarie.

Anche un uso eccessivo della voce può condurre al deficit del Qi del Polmone, situazione questa tipica soprattutto nel caso degli insegnanti.

Infine, particolarmente dannoso per il Qi del Polmone è il fumo di sigaretta. Questo danneggia lo Yin del Polmone (prosciuga e danneggia i liquidi) e nel tempo ne lede il Qi.

Alimentazione

Dal punto di vista dell’alimentazione, il Polmone soffre per il consumo eccessivo di cibi freddi e crudi e cibi derivati dal latte.

Più precisamente, questo tipo di alimenti va ad inibire il lavoro di trasformazione e trasporto da parte di Milza causando accumuli che il Polmone manifesta con catarri e abbondante espettorato.

Per questa relazione tra Milza e Polmone in medicina cinese si dice che la Milza genera i catarri e il Polmone li accumula.

Altre sindromi importanti del Polmone connesse ai patogeni esterni

Il Polmone può essere interessato anche da sindromi connesse a patogeni esterni come il vento, il freddo, il calore, la secchezza e l’umidità.

Del resto il Polmone è un organo Zang “di frontiera”, in connessione diretta con l’esterno tramite le vie respiratorie.

Attacco da Vento, Freddo, Calore

Queste sono, per così dire, più superficiali e riguardano il rapporto tra il Polmone e l’esterno (sindromi esterne).

Il Polmone è l’unico organo Zang ad avere un contatto diretto con l’esterno e per questo risulta particolarmente esposto ai patogeni esterni come il Vento, il Freddo o il Calore  (singolarmente ed in associazione tra loro).

Questi patogeni esterni colpiscono, in realtà, non direttamente l’Organo Zang ma la Wei Qi, ovvero l’energia esterna, difensiva, controllata dal Polmone stesso.

Colpendo la Wei Qi, i patogeni compromettono in ogni caso i movimenti del Qi del Polmone, il quale non riesce più a garantire i movimenti funzionali alle sue funzioni.

La conseguenza è in una serie di sintomi tipici da raffreddamento, come cefalea, dolori diffusi nel corpo, avversione al freddo, starnuti, tosse, ostruzione nasale e così via.

deficit di Qi del Polmone

Secchezza e Umidità

Il Polmone è facilmente colpito dalla Secchezza. Ha, piuttosto, bisogno di umidità per lavorare in modo adeguato.

Le condizioni atmosferiche molto secche e il clima generato da alcuni tipi di riscaldamento artificiale colpiscono il Polmone generando tosse secca, gola secca e pelle secca.

L’Umidità, di per se, non rappresenta invece un patogeno importante per il Polmone e generalmente non interferisce con la sua fisiologia, a patto che non sia combinata al Vento.

Nel caso l’Umidità sia combinata al Vento possono essere inibite le funzioni di dispersione e di discesa del Polmone, come anche la funzione di regolazione dei passaggi dell’Acqua (edema al viso).

In sintesi, come tonificare il Qi del Polmone

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la tonificazione del Qi di Polmone.

Per tonificare il Qi del Polmone la medicina cinese consiglia di limitare al massimo l’assunzione di cibi freddi e crudi e l’assunzione di cibi umidificanti (zucchero, succhi di frutta…).

Da favorire, perché particolarmente indicati per la tonificazione  del Qi del Polmone, sono invece gli alimenti come il riso, l’amaranto, le mandorle, le arachidi, le noci, i semi di zucca, il miele e la liquirizia.

Utile anche il sapore piccante, sapore tonico del Polmone, associato all’elemento Metallo. Si può, quindi, aggiungere all’alimentazione una moderata quantità di porro, scalogna, cipolla, anice.

Tra le proteine animali, sono particolarmente indicati l’ombrina, la sogliola, l’uovo d’oca e il polmone di animali.

E’ consigliabile il consumo di alimenti freschi, evitando cibi industriali.

La cottura con alcool è particolarmente indicata per la sua qualità di aggiungere un sapore lievemente “piccante” al cibo.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

L’azione energetica dello sport secondo la medicina cinese

azione energetica dello sport

Ti sei mai chiesto quale sia l’azione energetica dello sport sul tuo organismo?

Non sto parlando degli effetti della pratica sportiva sui muscoli o sul sistema cardiocircolatorio o su altri apparati anatomici e funzionali. Su questo c’è ampia letteratura e basta cercare su google.

Mi riferisco, invece, ad effetti più sottili e meno misurabili, eppure molto importanti. Qualcosa che potremmo tradurre con il termine energia e che include, sintetizzando al massimo, quello che i cinesi chiamano Qi (energia vitale).

Sappiamo bene che ogni sport ha caratteristiche specifiche e lavora in modo a volte anche molto selettivo su alcuni distretti corporei.

Al di là di questo aspetto tecnico e “anatomico”, proviamo ora a prendere in considerazione lo sport in base alle sue caratteristiche, per così dire, “energetiche” desumibili dal modo in cui esso si pone in relazione con il nostro organismo nella sua totalità.

Sport come nutrimento del corpo e della mente

Dal punto di vista della medicina cinese, lo sport e l’attività fisica in generale sono una parte molto importante per la costruzione e il mantenimento del nostro benessere.

Gli effetti di questa pratica riguarda non solo il corpo, ma anche la mente, in virtù del fatto che in medicina cinese corpo e mente sono parte dell’unità-uomo.

In questo scenario, l’attività fisica abituale viene ritenuta un vero e proprio nutrimento che è bene ci accompagni per tutta la vita.

Così come nell’alimentazione, così anche nell’attività fisica, il “nutrimento” apportato deve tener conto delle nostre caratteristiche vitali, con flessibilità strategica, a partire dalla nostra sensibilità e dai nostri effettivi bisogni.

Per questo è necessario cercare di adeguare l’attività fisica ai cambiamenti della nostra energia.

Siamo abituati a pensare allo sport come ad un’attività che “fa bene”ed è “salutare”, sempre e comunque.

Quello che, invece, siamo meno abituati a pensare è:

  • quale: quale sport fa bene (o meno bene)
  • come: a quali livelli di pratica in termini di “richiesta” energetica al nostro organismo
  • a chi: soprattutto a quali tipi di persone
  • quando: in quale momento-fase della loro vita

Con questo articolo iniziamo una riflessione che prende avvio da questi tema, concentrando l’attenzione sull’azione dello sport secondo la logica energetica della medicina cinese.

Lo sport nelle diverse fasi della vita 

Secondo la medicina cinese, la nostra energia cambia costantemente durante la nostra vita, a seconda della nostra età e del nostro vissuto.

L’uomo è il microcosmo che appartiene al macrocosmo, rispondendo delle stesse regole.

Per questo, la nostra energia è molto diversa quando siamo bambini, adulti o in età più avanzata.

sport

Il ciclo della nostra energia nella vita coincide con il ciclo naturale di cui siamo spettatori ogni giorno.

Pensiamo, per esempio, al ciclo che ha il sole  durante la giornata:

  • il sole sorge brillante e luminoso (alba)
  • resta alto nel cielo riscaldando e illuminando la terra (mezzogiorno)
  • scende poi lentamente, meno caldo e luminoso ma tingendo tutto del meraviglioso colore del tramonto (sera) lasciando poi spazio alla notte

In più, tutto questo può accadere in una giornata senza nubi o in una giornata in cui il cielo è coperto o, ancora, in una giornata di temporale…

Allo stesso modo, nella nostra vita, la nostra energia attraversa fasi fisiologiche legate alla nostra età (alba-pubertà, mezzogiorno-età adulta, tramonto-maturità) ma anche al nostro specifico vissuto (emozioni, possibili traumi o malattie…)

Lo sport e l’attività fisica in generale possono accompagnarci in tutte le fasi della nostra vita, sostenendoci  al meglio.

E’ importante, però, scegliere in modo coerente tra le infinite possibilità di movimento e pratica.

Quale sport scegliere?

Il punto di vista cinese

La cultura cinese ha una visione molto precisa dell’attività fisica che nell’antica tradizione trova espressione in pratiche come il taijiquan e il qi gong. Queste attività non possono essere definite sport in senso occidentale, ma coinvolgono il corpo la mente e lo spirito in un percorso che mira alla consapevolezza e all’equilibrio complessivo.

Il punto di vista occidentale

L’attività fisica a cui facciamo riferimento in questo articolo è, tuttavia, lo sport così come lo intendiamo oggi in occidente, amatoriale o professionistico, declinabile in una serie numerosissima di attività, aerobiche o meno.

Costituzione energetica, condizione energetica e sport

Ognuno di noi ha caratteristiche specifiche che lo rendono unico.

Sappiamo che esistono precisi parametri fisici che rendono una persona più o meno idonea ad una determinata pratica sportiva (la corsa, il nuoto, il basket…).

azione energetica sport

Al di là di questi noti parametri per così dire anatomici, riflettiamo ora su parametri energetici che possiamo riferire a:

  1. costituzione energetica (determinata alla nascita)
  2. condizione energetica (diversa nei diversi momenti della vita)

1) Costituzione energetica e sport

Nel caso della costituzione energetica, pensiamo per esempio alle costituzioni in base ai cinque Elementi e al il rapporto con lo sport che ci si può aspettare da parte di un tipo Legno o, al contrario, da un tipo Acqua.

Pur considerando queste tipizzazioni con estrema flessibilità, possiamo dire che:

  • il tipo Legno si caratterizzerà tendenzialmente per un’energia dinamica e vivace, per la resistenza fisica e la tendenza a muoversi in modo frettoloso. La sua espressione migliore potrà essere in attività come la corsa, nelle sue numerose declinazioni

corsa

  • al contrario, il tipo Acqua avrà tendenzialmente un incedere cadenzato e quasi militare ed esprimerà un’energia calma e quieta, con una propensione ad attività più tranquille e di strategia come, per esempio, il golf

azione energetica sport

2) Condizione energetica e sport

Nel caso della condizione energetica rientrano, invece, innumerevoli fattori.

La condizione energetica cambia in ogni momento della nostra vita, condizionata dalla nostra capacità di costruire quotidianamente una buona energia del cielo posteriore e dalla possibilità di sottrarci ai patogeni esterni o interni (emozioni).

In medicina cinese parliamo, in particolare, di equilibrio energetico oppure di squilibrio energetico. Quest’ultimo può esprimersi in una serie innumerevoli di condizioni che vanno dall’Eccesso (a cui appartiene anche la stasi) al Deficit.

In questa chiave, alcuni sport saranno più o meno indicati a seconda dei casi.

Uno sport svolto in modo particolarmente “richiedente” ed impegnativo non sarà appropriato in una condizione di Deficit di Qi/Sangue in quanto tenderà a peggiorare il quadro.

Diversamente potrà essere di utilità in una condizione di Eccesso (per esempio Calore o stasi).

Per esempio, l’attività aerobica sarà ideale per muovere il Qi e il Sangue e ridurne le stasi, ma dovrà essere svolta in modo equilibrato al fine di non consumare in eccesso il Qi e il Sangue, soprattutto se il soggetto ha una condizione energetica che può facilmente condurre all’instaurarsi questo Deficit.

Sarà, inoltre, sempre da svolgere in modo coerente in rapporto all’alimentazione la quale, a sua volta, avrà la funzione di reintegrare e corroborare.

Lo sport giusto, nel modo giusto, al momento giusto

Mentre i parametri fisici, quindi, sono importanti per capire se una persona è “nata” per un certo tipo di sport e potrebbe ottenere risultati importanti minimizzando lo sforzo (informazione utile in ambiente agonistico), i parametri energetici sono importanti sempre, (anche e soprattutto nella pratica amatoriale) perché ci aiutano a scegliere il meglio per noi, in ogni momento della nostra vita.

In generale ci saranno momenti in cui la stessa persona avrà più bisogno :

  • di armonizzare i movimenti della propria energia vitale, sbloccandone le stasi, “liberare energia” e “portare fuori”
  • di “raccogliere e conservare” energia e “portare all’interno”

Il movimento costitutivo della pratica sportiva, se vissuto con consapevolezza, può essere letto, quindi, come opportunità di sfogo-dispersione o di raccolta-tonificazione.

azione energetica sport

L’orario migliore per lo sport

Secondo la medicina cinese esiste un momento della giornata ideale per fare sport tenendo conto del flusso energetico nelle 24 ore.

In base a questo “orologio energetico”, abbiamo che l’orario ideale per l’attività sportiva è, di fatto, difficilmente utilizzabile nella norma dei quotidiani ritmi lavorativi.

E’, infatti, compreso tra le ore 15 e le ore 17.

Questo è l’orario in cui il Qi attraversa la vescica urinaria e, terminata la fase di assimilazione delle sostanze nutritive assunte con il pranzo, si è pronti a riprendere le attività con buona energia fisica (se ci si è nutriti in modo adeguato).

Per esigenze concrete, tuttavia, molti si dedicano allo sport in tutt’altri orari:

  • nelle prime ore del mattino, ovvero quando sarebbe invece ideale dedicarci al nutrimento (dalle 7 alle 9, fascia oraria dello stomaco)
  • la sera, di ritorno dal lavoro, nell’orario indicato dalla medicina cinese per mangiare moderatamente dedicandosi allo svago e alla convivialità (dalle 19 alle 21, momento del maestro del cuore o Pericardio).

La pratica sportiva per il benessere a 360 gradi

La pratica sportiva è in grado di stimolare il nostro organismo con un’azione energetica molto vigorosa e differenziata.

Un determinato sport, praticato con costanza e regolarità, può modificare profondamente l’energia del nostro organismo e può, pertanto, avere azione da molti punti di vista, sia fisici che mentali.

Ma se noi cambiamo continuamente, questo significa che dobbiamo anche cambiare continuamente lo sport da praticare?

In realtà questo non è affatto necessario.

Se si ama uno sport, questo è certamente “giusto” e “nutriente” per noi, in ogni fase della vita.

E’ necessario, però, prendere alcune decisioniaffinché la sua pratica sia sempre portatrice di benessere.

Possiamo, in altre parole, dire che la pratica sportiva andrebbe condotta con flessibilità e sensibilità rispetto al nostro sentire e al nostro essere in ogni determinato momento della vita.

Se intendiamo ottenere il meglio dall’attività fisica dal punto di vista non della prestazione sportiva ma del nostro benessere a 360 gradi è conveniente, pertanto, modificare il livello di pratica o l’intensità.

Questa non sarà una limitazione ma un’opportunità che consentirà di sviluppare anche altre dimensioni (non ultime quelle psichiche) della pratica sportiva stessa.



Attenzione:

Ogni attività sportiva, a qualsiasi livello venga svolta, è impegnativa per l’organismo e richiede preventivamente un  controllo medico.

Ogni attività sportiva richiede, inoltre, un allenamento progressivo che preveda anche esercizi preparatori o di recupero dopo l’attività, così da sostenere l’organismo nel cambiamento e prevenire i possibili infortuni.


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Qui e ora. Cinque esercizi per imparare a vivere il momento presente

momento presente

L’uomo dedica molto del suo tempo al pensare.

Pensa al passato, rivivendo la gioia ma anche il turbamento degli eventi trascorsi.

A volte resta “prigioniero” del passato, rimuginando episodi e lasciando che questi condizionino il suo presente e il suo futuro.

Pensa al futuro, immaginando situazioni che potrebbero accadere (ma anche che potrebbero non accadere mai), programmando e pianificando a volte nei minimi dettagli.

Oppure anche, semplicemente, riflette sulle cose da fare a breve (cosa fare appena arrivati a lavoro, cosa prendere al supermercato, quando fare una certa telefonata…).

Durante la giornata, ma direi forse anche durante la sua intera vita, il “pensare” è forse l’attività più ricorrente compiuta dall’uomo quando non sta dormendo.

Questa caratteristica è per l’essere umano un indubbio elemento di distinzione dagli altri animali.

Ma questa è una cosa positiva o negativa?

Possiamo iniziare col dire che è un grande potere e come tale va “governato”. Può quindi essere al tempo spesso una cosa meravigliosa e benefica ma anche una cosa terribile e nociva.

La mente che vaga

La mente dell’uomo, al contrario della mente degli altri animali, è in grado di vagare senza stimoli esterni ben definiti. Vaga, cioè, indipendentemente dalle condizioni ambientali, diretta verso le mete più disparate e a volte meno prevedibili.

Accade così che l’uomo può compiere una qualsiasi azione mentre pensa a tutt’altro, senza la necessità di essere presente all’azione che egli stesso sta compiendo nel momento presente.

Cosa diversa accade all’animale.

L’animale – per motivi anche legati alla sopravvivenza – è sempre attento al momento presente (ci sono prese o predatori? C’è del cibo nei paraggi?).

Tutti i suoi sensi sono costantemente attivi e attenti, ricettivi e vigili.

momento presente

Vivere il momento presente

Il flusso dei nostri pensieri ci porta costantemente in direzioni che esistono, di fatto, solo nella nostra mente: il  futuro e il passato.

Quando con la nostra mente siamo nelle dimensioni del futuro e del passato, non siamo (necessariamente) nel presente.

E il presente è, in realtà, l’unica dimensione “realmente esistente”.

Ciò non significa che il passato non conti nulla e che non bisogna mai pensarci, così come non significa che non bisogna mai pensare al futuro.

Tornare con la mente ad episodi trascorsi o proiettarsi nei momenti futuri può essere utile per metabolizzare, elaborare ed anche progettare la propria vita. Inoltre, avere la memoria del nostro passato ci aiuta a vivere ogni giorno senza ripetere gli errori già commessi.

Il problema nasce quando tutto questo viene fatto in modo quasi ossessivo, in modo – comunque – da limitare la propria presenza nel momento presente.

Vivere il momento presente, inoltre, non significa “vivere alla giornata”, come viene, senza fare progetti, aspettando che le cose arrivino da sole.

Molte discipline filosofiche ci insegnano che la felicità è nel vivere il momento presente (carpe diem).

Nella cultura cinese l’attenzione al momento presente è prioritaria ed è il fondamento senza il quale non si può avere equilibrio:

Se sei depresso stai vivendo nel passato.
Se sei ansioso, stai vivendo nel futuro.
Se sei in pace, stai vivendo nel presente
(Lao Tzu)

E’ importante, quindi, imparare a prestare attenzione al momento presente. Prestare attenzione alle sensazioni provenienti dal nostro corpo, dai nostri sensi, dal vivere nel qui e ora, interrompendo il vagare continuo della mente.

Alcune ricerche dimostrano, del resto, che quando compiamo un’azione, siamo più “felici” quando siamo concentrati su questa azione, comprendendone il senso.

Essere nel qui e ora è, quindi, una condizione desiderabile per il nostro benessere.

Ma allora perché nella pratica è così difficile ottenere questa condizione?

Cosa possiamo fare (o non fare) per conseguire questo risultato?

vivere momento presente

“Qui e ora” nella pratica. Primi due passi verso la consapevolezza 

Non si può costringere la mente a non pensare. Sarebbe già questo un pensiero costante fonte di stress.

È, invece, utile instaurare un’abitudine nella gestione del proprio pensiero, rendendolo sempre più consapevole e attento.

Tutto questo è un vero e proprio allenamento per la mente, così come l’attività fisica è un allenamento per il corpo.

Possiamo quindi immaginare la consapevolezza come se fosse un muscolo. Il nostro compito è allenarlo con pazienza.

Primo passo: accorgersi che la mente vaga

Il primo passo è lavorare sulla propria sensibilità per accorgersi che il proprio pensiero sta vagando.

Sembra scontato e facile, ma di fatto può non essere così e può capitare di vivere un’intera giornata senza essere presenti a se stessi, impegnati semplicemente nelle tante cose da fare.

Per questo, ogni volta che ci rendiamo conto della nostra assenza possiamo congratularci con noi, in quanto questo è già un primo successo!

Secondo passo: riportare l’attenzione al presente

Il secondo passo è imparare a riportare ogni volta l’attenzione al momento che stiamo vivendo. Dolcemente e senza giudizio.

Quando ci sorprendiamo a vagare con la mente sulle attività che seguiranno o altri pensieri non attinenti a quello che stiamo facendo, fermiamoci e torniamo al presente.

E’ chiaro che questo per alcuni può essere anche molto difficile.

Pensiamo solo ai nostri smartphone: in ogni momento della giornata richiamano la nostra attenzione con notifiche, promemoria o anche, semplicemente, con l’abitudine a scorrere lo schermo dei social per leggere e commentare.

Siamo connessi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, ma nel frattempo possiamo paradossalmente essere sconnessi da noi stessi nel momento presente e dalla “vita reale”, che si compie mentre la nostra mente evade.

momento presente

Non abbiamo il tempo per noi, facciamo mille cose, di corsa, ogni volta pensando alla successiva cosa da fare, arrivando letteralmente senza fiato alla sera, stanchi e desolati.

Tanto fare, poco essere.

Ma anche tanta distrazione e dispersione di energia.

Cinque esercizi per iniziare a vivere il presente

Primo esercizio: stabilire un contatto diretto con il tuo corpo (coscienza corporea)

Stabilire un contatto consapevole con il tuo corpo è prioritario per prendere contatto con la tua mente.

Il modo migliore per iniziare è lavorare con il proprio respiro (respiro consapevole).

Il respiro è spesso il nostro gesto più naturale e al tempo spesso meno consapevole.

Molto spesso il respiro risente di tensioni emotive e della nostra inconsapevolezza. Il respiro diventa quindi un respiro superficiale e riempie i polmoni nella parte più alta. L’addome resta bloccato. L’ossigenazione è minima, così come il nutrimento che si trae dall’ambiente circostante.

vivere momento presente

Prenditi un momento per te.

Appoggia una mano sul torace e una sull’addome.

Presta attenzione al respiro, all’aria fresca che entra nel naso e a quella calda che ne riesce poi; al vento sulla pelle, agli abiti (sono comodi? Sono stretti?)…

Presta attenzione ai tuoi sensi: ai tuoi sensi: ai suoni, agli odori, ai sapori… senti il tuo corpo nel movimento, nei gesti, nello spazio che occupa.

Secondo esercizio: presenza nelle cose che fai

Come secondo esercizio, prova a concentrare la tua attenzione al massimo sulle cose che fai.

Anche le piccole cose di ogni giorno, fin da quando ti svegli al mattino.

Poni attenzione alle sensazioni mentre fai la doccia, mentre prepari la colazione. Senti gli odori, i sapori, i suoni…

momento presente

Terzo esercizio: sperimenta il Vuoto

Cerca “il Vuoto” per qualche minuto ogni giorno. Seduto in un angolo tranquillo, spegni il telefono, diventa irreperibile, respira e lascia che la mente si svuoti.

Prova ad esercitare questo “Vuoto” ogni volta che puoi, senza sentirti in colpa perché stai perdendo tempo. In realtà stai “guadagnando energia”.

vivere momento presente

Questo è il primo passo per avvicinarti alla pratica della meditazione nelle sue innumerevoli modalità.

Quarto esercizio: uscire dagli schemi

Un modo pratico di acquisire maggiore consapevolezza sul momento presente è quello di uscire dagli schemi.

Non necessariamente fare cose eclatanti, ma boicottare la routine in modo da attivare la nostra attenzione e presenza su una nuova esperienza:

  • cambiare strada per andare a lavoro
  • cambiare supermercato per fare la spesa
  • parlare con un amico durante una pausa…
  • in una parola, cambiare il copione di ogni giorno è recitare un ruolo almeno in parte nuovo

Questo uscire dagli schemi programmati aiuta nell’evoluzione personale e asseconda la propria natura, spesso ignota o dimenticata.

Quinto esercizio: guardarsi allo specchio

Il titolo di questo esercizio è metaforico, ma può essere utile anche farlo davvero davanti ad uno specchio, guardandosi negli occhi.

Chiediamoci solo tre cose ma importanti:

  • quando è stata l’ultima volta ho sorriso o riso a crepapelle, magari con un amico?
  • ho mai avuto un hobby o una passione? Quando è stata l’ultima volta che le ho dedicato del tempo?
  • quando è stata l’ultima volta che ho preso una decisione che ha cambiato la mia routine quotidiana?

Per ora fatti solo le domande.

Pian piano troverai l’energia giusta per rispondere ed iniziare anche a riflettere, magari iniziando a cambiare qualcosa nella tua vita.

Il cambiamento ti fa paura? Leggi questo altro mio articolo dedicato al cambiamento come soluzione per “stare nel flusso”. 


Laura Vanni, “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018 


medicina cinese

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Cosa sono i meridiani energetici secondo la medicina cinese

meridiani energetici

Secondo la medicina cinese il nostro corpo è attraversato da una rete molto fitta di canali detti Meridiani energetici.

Questi possiamo immaginarli come se fossero vere e proprie strade lungo le quali può scorrere l’energia vitale detta Qi.

Alcune di queste strade sono vere e proprie autostrade, altre sono meno grandi (come fossero strade statali), altre, ancora sono strade urbane fino ad arrivare a sentieri di campagna, più piccoli ma sempre utili per mettere in connessione punti diversi.

meridiani energetici

Qualunque sia la dimensione di queste strade, queste rappresentano sempre una via attraverso la quale il Qi raggiunge ogni parte del corpo, percorrendolo numerose volte dalla testa ai piedi e dai piedi alla testa, dal centro alla periferia e dalla periferia al centro.

La teoria dei Meridiani energetici

La teoria dei Meridiani energetici esamina le funzioni fisiologiche dei Meridiani nell’organismo umano, nonché i loro rapporti con gli Organi e Visceri (Zang fu).

Questa teoria dei Meridiani si è formata sulla base dell’esperienza clinica di migliaia di anni, nel campo dell’agopuntura, del tuina e del qi gong.

Quello dei Meridiani energetici un sistema caratteristico della medicina cinese. Non trova nessuna corrispondenza nell’odierna medicina occidentale nella quale, invece, si riconoscono sistemi di conduzione “fisici” e basati su un supporto organico ben preciso, come il sistema linfatico, del sangue o del sistema nervoso.

I Meridiani energetici, al contrario, sono “percorsi di energia” che non hanno un preciso substrato anatomico.

Anche se sono strettamente legati ad altri sistemi di conduzione del nostro organismo tanto da essere in parte sovrapponibili (per esempio a quello del sistema circolatorio sanguigno, linfatico o nervoso), i Meridiani energetici non si possono né vedere né toccare, perché di fatto “non esistono” fisicamente ed autonomamente da altre strutture del nostro corpo a cui si “appoggiano”.

Quanti tipi di Meridiani energetici esistono e quali sono

Abbiamo detto che il sistema dei Meridiani è un sistema complesso ed articolato all’interno del quale si muove il Qi.

Questo sistema comprende vari tipi di Meridiani energetici, ognuno con una sua specifica funzione energetica.

Meridiani principali

I Meridiani principali sono, per così dire, ­ la colonna portante del sistema e sono anche i Meridiani più noti alle persone comuni.

Sono in tutto dodici, ognuno collegato ad un Organo-­Viscere (Zang fu), ognuno con un percorso “interno” (connesso con gli Zang fu) ed “esterno” (più vicino alla superficie cutanea).

Essi sono:

  1. Meridiano principale del Polmone
  2. Meridiani principale del Grosso intestino
  3. Meridiani principale dello Stomaco
  4. Meridiani principale della Milza
  5. Meridiani principale del Cuore
  6. Meridiani principale del Piccolo intestino
  7. Meridiani principale della Vescica urinaria
  8. Meridiani principale del Rene
  9. Meridiani principale del Pericardio
  10. Meridiani principale del Sanjiao (Triplice riscaldatore)
  11. Meridiani principale della Vescica biliare (colecisti)
  12. Meridiani principale del Fegato

Nel tragitto “esterno” dei Meridiani principali è stata individuata dalla medicina Cinese una serie di punti (agopunti) che possiedono funzioni diverse e che sono in numero differente per ciascun Meridiano.

La stimolazione di questi agopunti – scelti in base a determinati criteri – è compito del medico-operatore di medicina cinese (tuina, agopuntura) ed ha l’obiettivo di agire sulla nostra l’energia.

meridiani energetici

Meridiani straordinari o Curiosi

I Meridiani straordinari unzionano come “riserve energetiche”, in contatto con il Qi originario (Yuan Qi).

I Meridiani straordinari  non sono collegati ai singoli Zang fu (come i Meridiani principali) ma hanno origine tutti – direttamente o indirettamente – dal Rene.

Rappresentano il nostro “assetto costituzionale” tanto a livello fisico, quanto a livello energetico e psichico e sono utili in caso di malattie congenite.

I Meridiani straordinari sono in tutto otto:

  1. Du Mai (Vaso governatore)
  2. Ren Mai (Vaso concezione)
  3. Chong Mai (Vaso strategico)
  4. Dai Mai (Vaso cintura)
  5. Yin Qiao Mai
  6. Yang Qiao Mai
  7. Yin Wei Mai
  8. Yang Wei Mai

Meridiani Distinti

I Meridiani distinti hanno la funzione di rafforzare il collegamento Organo-Viscere di ciascun Meridiano principale con il suo Meridiano di coppia, estendendo la rete di connessione anche agli Organi alle zone del corpo con cui non hanno un rapporto diretto.

Sono dodici e devono il loro nome e i loro rapporti di dipendenza ai Meridiani principali con cui sono in relazione.

Sono spesso scelti nel trattamento energetico in presenza di  malattie  che hanno ormai attaccato la costituzione.

Meridiani Luo longitudinali

I Meridiani Luo longitudinali formano una rete per lo più trasversale e sfumata di collegamento che garantisce la distribuzione capillare del Qi e Sangue.

I Meridiani Luo longitudinali sono quindici e sono diramazioni dei Meridiani principali (hanno origine nel punto Luo dei Meridiani principali), seguendone in parte il percorso, restando però più esterni e superficiali.

Si collocano nello spazio tra la pelle ed i muscoli e rappresentano la prima barriera ai fattori patogeni esterni.

Meridiani tendino­-muscolari

I Meridiani tendino-muscolari sono dodici e il loro tragitto si sovrappone in buona parte con quello dei Meridiani principali. Diversamente da questi, però, i Meridiani tendino­-muscolari non entrano in profondità negli Zang fu, restano più superficiali ed interessano aree più ampie percorrendo anche regioni non raggiunte dai Meridiani Principali.

Il loro Qi si raccoglie in aree in genere a livello delle articolazioni e il loro decorso comprende gruppi muscolari, tendini e legamenti.

Sono in stretta relazione con il movimento e la loro funzione principale è regolare e distribuire Qi e Sangue a tendini e muscoli.

Sono generalmente impiegati per trattare disarmonie a livello del movimento, della postura e del dolore. Utili anche per favorire l’espulsione dei patogeni climatici, alcune disarmonie che si manifestano a livello della pelle ed aspetti psicocaratteriali di cui non si ha coscienza.

Applicazioni della teoria dei Meridiani

La teoria dei Meridiani, integrata con altre importanti teorie della medicina cinese (teoria degli Zang fu, del Qi, del Sangue, dei Liquidi organici…) rappresenta il punto di riferimento di ogni medico-operatore di medicina cinese.

Costituisce lo scenario energetico in cui si esprime la fisiologia e la fisiopatologia umana secondo la medicina cinese.

Nelle sue implicazioni pratiche, costituisce lo “strumento” (concettuale e operativo) indispensabile per ogni trattamento energetico con il massaggio tuina e l’agopuntura.

Nelle sue applicazioni, la conoscenza di base della teoria dei Meridiani energetici è il primo passo anche per praticare un buon autotrattamento dei Meridiani in digitopressione o mediante altre tecniche (percussione, moxibustione e così via).


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Che cos’è il Qi secondo la medicina cinese

qi

Il Qi rappresenta, nella cultura cinese, l’energia che permea il cosmo intero e si manifesta in tutti gli esseri viventi.

Il Qi indica l’elemento grazie al quale sono generati tutti gli esseri e le sostanze dell’universo (la “nascita delle diecimila cose”).

L’ideogramma

L’ideogramma completo che rappresenta il Qi è formato da vapore e riso. Contiene, quindi due concetti:

  • l’idea di un’energia leggera e sottile che si alza e si diffonde (il vapore: lo Yang, che si trasforma dall’acqua per mezzo del fuoco, simbolo di forza e dinamismo in grado di meravigliare)
  • l’idea di qualcosa di fisico e sostanziale (il riso: lo Yin, fonte primaria di alimentazione per i cinesi e rappresentato mentre cuoce, producendo il vapore-Yang)

A partire dall’interpretazione dell’ideogramma potremmo, quindi, dire che il Qi è l’energia del vapore (energia Yang, per definizione dinamica, calda, mobile) che si genera dal riso (energia Yin, per definizione statica, fredda, immobile) quando cuoce.

Qi

Cosa significa Qi

Non esiste un termine occidentale che possa tradurre esattamente il concetto di Qi. Generalmente lo indichiamo con il termine Energia, Energia vitale, Soffio vitale.

Il Qi è l’Energia vitale dell’Universo. Non è visibile, ma è in grado di produrre cambiamento e movimento, quindi di manifestarsi con effetti materiali e visibili.

Il sole che brilla, le onde del mare che si infrangono sugli scogli, il vento che soffia, i petali di un fiore che si aprono… sono tutte manifestazioni del Qi della natura.

Nella teoria medica cinese l’uomo è un prodotto della natura e nel suo organismo il Qi è un elemento costituente altrettanto fondamentale.

Si manifesta con il sangue che scorre nei vasi, con il cuore che pulsa come anche con l’azione di tutti i meccanismi fisiologici (respirazione, digestione…), inclusi gli aspetti emozionali (paura, rabbia, tristezza…).

La vita nell’organismo umano è, in sostanza, regolata da “movimenti del Qi” tanto quanto la vita nel cosmo e risponde alle stesse regole in un rapporto che viene spesso definito microcosmo/macrocosmo.

 

Il Qi in medicina cinese

Se scendiamo più nel dettaglio, vediamo che la medicina cinese classifica il Qi nel più ampio contesto di quelle che definisce Sostanze vitali e ne definisce ampiamente caratteristiche e funzioni.

Il detto cinese

quando il Qi si raccoglie, si forma l’organismo; quando il Qi si disperde, il corpo muore

rende conto del fatto che, secondo il sistema medico cinese, il Qi influisce direttamente sulla nostra salute e su tutto ciò che facciamo.

Il Qi stimola l’azione, il movimento, la capacità di digerire, pensare, camminare; muove il sangue che nutre l’intero organismo:

  • quando il Qi nel nostro organismo è abbondante e il suo movimento è armonico, ci sentiamo forti, tranquilli ed equilibrati
  • quando è insufficiente, ci sentiamo stanchi e spossati; se ristagna, potremmo avere dolori acuti nel corpo o un umore depresso.

 

Il Qi e i Meridiani energetici

Nel nostro organismo, il Qi si forma a partire dall’alimentazione e dalla respirazione. Scorre ininterrottamente attraversando tutto il corpo – come un fiume sotterraneo rapido e silenzioso – utilizzando Canali detti anche Meridiani.

Qi

I Meridiani costituiscono una vera e propria rete di collegamento e trasporto con diverse funzioni, dal connettere le varie parte del corpo, al nutrirle, al proteggere l’interno dall’aggressione di eventuali patogeni esterni.

 

Come preservare ed incrementare il Qi

La medicina cinese offre diverse pratiche per preservare ed incrementare il Qi o Energia vitale.

Tra queste il Qi gong è una pratica di antica tradizione il cui obiettivo è proprio il lavoro su questa Energia, attraverso una serie di esercizi statici e dinamici condotti in modo coerente agli obiettivi energetici del praticante.

Qi

Indispensabile, inoltre, instaurare buone abitudini in termini di attività durante la giornata, nel rispetto del flusso energetico del Qi nei Meridiani, in modo da non disperdere inutilmente energie ma, anzi, in modo da rafforzarle e tonificarle.

Anche l’autotrattamento sui punti di agopuntura o sui punti di altri sistemi riflessi anche con semplice digitopressione può essere di grandissimo aiuto. In particolare, è possibile rafforzare l’energia dello stomaco a partire dalla quale si genera il Qi e il Sangue.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Orologio energetico. Come circola il Qi nel nostro organismo

orologio energetico

Secondo la medicina cinese, il Qi fluisce nel nostro organismo secondo una sorta di orologio energetico che ha un ciclo di 24 ore.

In questo arco di tempo, in tutto il nostro corpo il Qi si diffonde nell’intero organismo, grazie ad una rete di Canali o Meridiani i quali raggiungono organi, visceri e tutti gli apparati, garantendo la vita.

Hai fame soprattutto di mattina?

Ti senti stanco soprattutto in un certo momento della giornata?

Ti svegli sempre di notte allo stesso orario?

Tutti questi eventi apparentemente inspiegabili potrebbero dipendere dalle caratteristiche della circolazione energetica all’interno del tuo organismo e, in particolare, a qualche disarmonia a carico di un determinato meridiano-organo.

Conoscere i ritmi scanditi dal nostro orologio energetico potrebbe essere utile per comprendere alcune manifestazioni che si presentano abitualmente in un orario o, anche, per fare piccole modifiche al nostro stile di vita in modo da migliorare il nostro benessere.

La teoria

Secondo la teoria medica cinese il Qi si muove nel nostro organismo – durante il ciclo di 24 ore –  con uno schema preciso che

  • parte dal primo agopunto del meridiano del Polmone  LU1 (Zhong Fu)
  • arriva all’ultimo punto del Meridiano del Fegato, l’agopunto LV14 (Qi Men)

per poi ricominciare da capo, secondo le regole dell’orologio energetico che vedremo più avanti.

orologio energetico

Anche se il Qi è sempre presente in tutti i Meridiani (premessa indispensabile per la vita), ciclicamente e per una durata di 2 ore si concentra specificamente su un singolo Meridiano alla volta, per poi passare a quello successivo.

Questo momento viene definito periodo di massima attività in cui il Meridiano e l’Organo-Viscere associato viene maggiormente nutrito dal Qi.

Esattamente 12 ore dopo, l’Organo-Viscere si troverà nel periodo in cui l’energia è, invece, al suo minimo.

L’intero processo viene chiamato circolazione energetica o anche  “marea energetica“.

Vediamo di seguito quali sono le funzioni della circolazione energetica svolte nelle 24 ore e quali sono le attività che possiamo provare a favorire per il nostro benessere.

L’orologio energetico nelle 24 ore

3.00 > 5.00 – Dallo Yin allo Yang. Il Polmone raccoglie il Qi e lo invia verso il basso

orologio energetico

La circolazione energetica si avvia alle 3 del mattino.

Il Polmone è il Meridiano che per primo viene coinvolto dal flusso di Qi per due ore in un orario in cui noi  ancora dormiamo ma la notte si sta trasformando già in giorno.

Questo è il momento in cui si passa dallo Yin (notte) allo Yang (giorno).

Il Polmone “raduna i 100 mai“, ovvero tutti i Meridiani, gli organi, apparati etc  e stabilisce il ritmo della futura giornata.

Il Polmone (“Maestro del Qi“) invia il Qi verso il basso affinché possa essere accolto dal Rene ed essere distribuito a tutti gli Zang fu.

L’energia del Polmone diffonde il Qi e con esso il Sangue in tutto l’organismo. Lo nutre e lo prepara per la nuova giornata.

La qualità del sonno è determinante per consentire al Polmone di raccogliere l’energia necessaria alle sue funzioni. Per questo è necessario dormire in modo sufficiente in termini di ore e di “qualità” (sonno profondo).

Essere svegli ed attivi in questa fascia oraria è molto dannoso per la nostra salute.

Anche nel caso in cui ci si svegli in questo orario, il consiglio è di restare comunque a letto, fare esercizi di rilassamento e respirazione profonda.

5.00 > 7.00 – Eliminare le scorie prima di iniziare la giornata

orologio energetico

Alle 5 del mattino e fino alle 7 il Qi riempie di energia il viscere del grosso intestino.

Queste ore del mattino sono quelle deputate all’eliminazione delle scorie attraverso la regolarità intestinale. Questa regolarità sarà favorita anche dal lavoro del Polmone svolto dalle 3 alle 5: se il Polmone non ha ben diffuso il Qi , infatti, si potrà avere stipsi.

In medicina cinese, Polmone e intestino crasso sono entrambi appartenenti all’Elemento Metallo, sono connessi nelle loro funzioni di ricezione ed eliminazione e sono in collegamento diretto tramite i Meridiani energetici.

7.00 > 9.00 – Nutrire il corpo con un’adeguata colazione

orologio energetico

Dalle 7 alle 9 di mattina la circolazione energetica è nella fascia oraria dello Stomaco.

Questo e il momento migliore per la colazione e il nutrimento del corpo.

Il sole è ormai sorto, inizia a crescere l’energia Yang, la stessa che aiuta il nostro organismo a trasformare e assorbire i nutrimenti.

Secondo la medicina cinese la colazione è un pasto fondamentale e dovrebbe essere abbondante, varia e cucinata. Una sorta di vero e proprio pranzo, quando possibile.

Un pasto frettoloso, fatto al bar, magari a base di lieviti, zuccheri, latte e caffè viene considerato inappropriato a fornire la giusta energia all’organismo e, a lungo andare, addirittura dannoso per il nostro benessere.

Il cibo assunto in questa fascia oraria sarà trasformato in energia e sangue da utilizzare per tutta la giornata e non solo. Giorno dopo giorno sarà la base del nostro benessere generale.

Non avere appetito in questo orario potrebbe indicare difficoltà dello stomaco.

9.00 > 11.00 – Elaborazione, estrazione dei nutrimenti… un gran lavoro!

orologio energetico

Dalle 9 alle 11 la circolazione energetica interessa la Milza.

Il suo ruolo è importantissimo in medicina cinese: essa ha l’incarico di rielaborare “ciò che è buono” dalla massa di cibo ricevuta da stomaco.

Se non abbiamo mangiato a colazione o abbiamo buttato giù un caffè e un cornetto, Milza non troverà il giusto “materiale” da cui estrarre nutrimento.

Potremmo allora sentirci particolarmente stanchi, avere raptus di fame eccessiva e nervosismo.

Si potrebbero manifestare anche gonfiori ed edema.  Stiamo perdendo l’occasione di generare nel nostro organismo energia e sangue e stiamo utilizzando un’energia “di scorta” per poter comunque continuare a lavorare, camminare e svolgere le attività del mattino.

Consumare questa energia “di scorta” non ci farà dimagrire! Anzi, probabilmente, al contrario, favorirà il sovrappeso. Metterà, infatti, il nostro organismo in una condizione di emergenza estremamente dannosa energicamente.

11.00 > 13.00 – E’ il momento di riposarsi un poco e introdurre nuovo nutrimento

orologio energetico

Dalle ore 11 alle ore 13 è il momento del Cuore.

La circolazione energetica è ora nel momento più Yang della giornata che coinvolte l’organo più Yang (il Cuore appartiene all’Elemento Fuoco).

In questa fascia oraria la nostra energia scorre rapida e se le condizioni sono avverse potrebbe essere eccessivamente impetuosa.  Sono da evitare, per esempio, in questa fascia oraria, situazioni particolarmente stressanti, emozioni eccessive, incontri di lavoro che ci agitano particolarmente .

Questa fascia oraria segna anche il  passaggio dello Yang allo Yin.

Un momento di riposo in questa fascia oraria aiuta a riequilibrare la nostra energia. In più, in questa fascia oraria offriremo di nuovo nutrimento al nostro organismo.

E’ il momento del pranzo che dovrà essere nutriente ma non eccessivo.

13.00 > 15.00 – Assimilare il “puro” 

orologio energetico

Dalle 13 alle 15 è la volta del Piccolo Intestino.

Questa è la fase dell’assimilazione del pranzo. Attraverso il Piccolo Intestino si assimilano e si trasformano le parti più importanti del cibo.

L’attività in questa fase dovrebbe essere non eccessivamente faticosa o impegnativa per il corpo.

Anche lo studio e la lettura, se svolti con eccessiva intensità, possono danneggiare questo processo di assimilazione in quanto coinvolge lo stesso tipo di energia.

Questo è il momento ideale per la cosiddetta “siesta” pomeridiana. La nostra energia, infatti è tutta impegnata dell’assorbimento dei nutrimenti.

15.00 > 17.00 – E’ il momento di fare. Siamo carichi di energia

Orologio energetico

Dalle 15 alle 17 la circolazione energetica interessa la vescica urinaria.

Terminata la fase di riposo e recupero, assicurata la trasformazione ed assimilazione delle sostanze nutritive, possiamo riprendere le nostre attività.

Questa fascia oraria rappresenta  il momento migliore della giornata per le attività che coinvolgono il corpo e la menteinclusa l‘attività sportiva.

Se si avrà avuto una buona condotta negli orari precedenti, tutto il corpo sarà connesso e ben nutrito e ci si sentirà vivaci, tonici e carichi di energia (il meridiano della Vescica collega il Cervello a tutti gli Organi).

Questo sarà valido soprattutto in inverno, quando successivamente a questo orario lo Yin inizierà ad avanzare e prevarrà il buio sulla luce. In estate, soprattutto nel caso si preferiscono attività all’aria aperta (come sarebbe anche preferibile fare) si tenga conto del caldo e ci si regoli slittando di conseguenza, con flessibilità, gli orari per l’attività fisica.

17.00 > 19.00 – Preservare il Rene

orologio energetico

Dalle 17 alle 19 la circolazione energetica si avvia verso la fase conclusiva e il nostro organismo inizia a fare un resoconto della giornata trascorsa.

Anche se nelle nostre metropoli uffici e attività commerciali lavorano ancora a pieno regime, siamo in realtà energicamente alla fine del giorno.

Specie in inverno il cielo è già buio e la nostra energia interessa in modo prioritario il Rene, organo di prioritaria importanza in medicina cinese, sede dello Yin e dello Yang di tutti gli organi.

In questa fascia oraria le energie iniziano a rientrare in profondità. Se non nutriamo in modo corretto il nostro cielo posteriore con le indicazioni viste fin qui, avremo consumato l’energia del cielo anteriore, il nostro Jing sarà ogni giorno più debole e ci sentiremo stanchi, in particolare in questa fascia oraria.

19.00 > 21.00 – Mangiare con moderazione e dedicarsi allo svago

orologio energetico

Dalle 19 alle 21 è il momento del Maestro del Cuore o Pericardio.

In questo momento serale (Yin) è bene bilanciare con aspetti che possono essere costituiti da momenti di convivialità e svago, con amici o in famiglia (Yang).

Si consiglia di mangiare con moderazione considerato che si è ormai nella fase Yin della giornata. In questa fase della giornata c’è difficoltà, da parte degli organi deputati alla trasformazione e all’assimilazione del cibo, di lavorare in modo efficace.

Inoltre, mangiare in eccesso in questa fascia oraria ostacolerebbe i movimenti del Qi e del Sangue che, invece, sono favoriti dalle situazioni di allegria e convivialità consigliate.

21.00 > 23.00 – Attività rilassanti. Prepariamoci per poter avere un sonno profondo

orologio energetico

Dalle 21 alle 23 la circolazione energetica sta concludendo il suo percorso e coinvolge il triplice riscaldatore o sanjiao.

Siamo alla chiusura della giornata, quindi di ciclo vero e proprio. E’ il momento della tranquillità, del riposo, dei rapporti familiari.

Lo  Yang in questa fascia oraria è pochissimo e non va consumato con attività che impegnano eccessivamente. Più opportuno, invece, dedicarsi ad attività rilassanti in grado di favorire un sonno profondo e senza interruzioni.

23.00 > 1.00 – Dormire profondamente per rigenerare la nostra energia

Orologio energetico

Dalle 23 all’1 del mattino è il momento della Vescica biliare. Questa fascia oraria è “a cavallo” della mezzanotte e segna il passaggio dallo Yin allo Yang.

Si dice che il Legno (Elemento corrispondente a questo viscere e al Fegato che lo segue nel ciclo energetico) non dovrebbe trovarci svegli, altrimenti si pregiudica il riposo notturno.

Il Legno è simbolo di attività e dinamismo, se ci trova svegli ci fornisce eccessiva energia e vitalità e sarà più difficile dormire profondamente ed un numero di ore sufficienti al line di recuperare pienamente  le energie.

1.00 > 3.00 – Proteggere il Sangue del Fegato

Dall’1 alle 3 del mattino è il momento del Fegato.

L’energia Yang nel cosmo e nel nostro organismo (connesso al cosmo) inizia a crescere. Bisogna, però, stare attenti a non sprecarla. Occorre nutrire il sangue del Fegato (Yin) se si vuole evitare manifestazioni come irrequietezza, insonnia, sonno leggero e disturbato (Yang vuoto da deficit di Yin).

Orologio energetico e attività consigliate nelle 24 ore

L’immagine successiva riassume le attività consigliate dalla medicina cinese nelle 24 ore.

orologio energetico

L’osservazione degli orari di flusso energetico è molto importante.

Nella pratica degli operatori del settore viene spesso presa in considerazione nella fase di valutazione energetica, quando alcuni disturbi si presentano sempre agli stessi orari. Questo può, infatti, essere un indizio di disarmonia a carico del Meridiano-organo interessato in quella fascia oraria o nella fascia oraria opposta (12 ore successive).

Quando possibile, è anche utile prendere in considerazione l’orologio energetico al fine del trattamento tuina o con agopuntura. Infatti, il fatto che un Meridiano sia “pieno” o “vuoto” di energia in un determinato orario offre un’occasione per rendere più efficaci i trattamenti secondo la regola che consiglia di trattare “la Pienezza” nell’ora di flusso e “il Vuoto” nell’ora di deflusso.

orologio energetico

Per esempio, in Cina si da molta importanza all’ora che va dalle 5 alle 7  del mattino: questa è l’ora di deflusso del Polmone (la cui ora di flusso è appunto dalle 3 alle 5), l’ora ideale, pertanto, per tonificare questo importante Organo con ginnastica ed esercizi studiati appositamente (si pensi al taijiquan e qi gong eseguiti al mattino nelle piazze cinesi).

L’ora di deflusso del Polmone (dalle 5 alle 7), poi, è anche l’ora di “flusso” dell’intestino crasso ed è per questo il “momento energetico” ideale per disperdere questo viscere regolarizzandone le funzioni.

 


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Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla Medicina Cinese

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Il qi gong è un’antica pratica che fa parte della medicina cinese.

Il qi gong si basa sull’esecuzione di esercizi studiati per favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nel nostro organismo, rafforzare la nostra energia riequilibrandola e favorendo il benessere.

Il significato del termine qi gong è molto ampio.

Semplificando al massimo possiamo dire che qi gong significa lavoro sul Qi, o anche abilità nella gestione del Qi acquisita con il duro lavoro.

La pratica di questa disciplina è molto di più di un mero esercizio fisico: mira ad un movimento che è più sottile e meno visibile di quello muscolare: il movimento interno dell’energia vitale (Qi).

Cosa sono gli Otto Pezzi di Broccato?

Gli otto pezzi di broccato sono esercizi di qi gong di antica tradizione.

Gli otto pezzi di broccato sono, in particolare, un set di esercizi di qi gong dinamico.

Il nome attribuito a questi esercizi rende ben conto del loro prezioso contenuto. Il broccato indica, infatti, un tessuto a base di seta, intrecciato di fili d’oro e pietre preziose.

Tanto ricco e pregiato è questo tessuto, quanto rilevante è il beneficio che la costante esecuzione di questi esercizi dona al praticante.

Esecuzione degli esercizi

L’esecuzione degli esercizi degli otto pezzi di broccato non richiede particolari abilità e non ha controindicazioni.

I movimenti vengono eseguiti lentamente prestando attenzione ad aspetti per così dire “meccanici” ed “energetici”.

Ciascuno degli otto esercizi ha un obiettivo ben preciso e stimola il nostro organismo (Meridiani, agopunti…)  in modo mirato.

Il modo migliore per praticare questi esercizi è quello studiare attentamente l’azione energetica dei singoli esercizi. In questo modo l’esecuzione è consapevole e ancora più efficace.

Nel mio libro  “Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il Benessere dalla Medicina Cinese” vengono descritti i principi meccanici, energetici e simbolici di ciascun esercizio.

Sono spiegati, inoltre, in forma sintetica e semplificata, i principi di base della medicina cinese sottesi al singolo esercizio.

A titolo esemplificativo, ti invito a scaricare l’estratto che descrive l’ottavo esercizio (“metti le mani al suolo e afferra le punte”). Lo trovi in questo articolo di Medicina Cinese News.

Per qualche notizia in più guarda anche il video sul mio Canale YouTube:

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I ritmi stagionali e la nostra Energia

ritmi stagionali

I ritmi stagionali sono sempre stati presi in grande considerazione dalla medicina cinese.

L’uomo e la natura vivono in un rapporto molto stretto di cui l’uomo non sempre ha piena consapevolezza.

Ogni stagione ha precise caratteristiche energetiche che da migliaia di anni sono osservate e prese in considerazione dalla cultura tradizionale cinese.

Durante le stagioni si passa dal massimo dello Yin (inverno) al massimo dello Yang (estate) e poi, viceversa, ciclicamente, dal massimo dello Yang al massimo dello Yin.

Anche l’uomo vive questa continua trasformazione e la sua energia accompagna la trasformazione della natura.

ritmi stagionali

I ritmi stagionali nell’antica Cina e nel nostro quotidiano

Nell’antica Cina rurale, sole e luna, pioggia e siccità avevano un ruolo vitale.

Per questo, l’alternanza delle stagioni era presa in grande considerazione da tutti: medici e persone comuni (agricoltori soprattutto).

Con il tempo, l’industrializzazione ha di sicuro ridotto questa connessione con la natura e l’ha resa meno determinante.

Nel nostro quotidiano, infatti, viviamo in ambienti che riproducono in modo “artificiale” tutto quello che può esserci utile.

Non abbiamo bisogno del giorno per avere la luce, dell’estate per avere il calore o dell’inverno per avere il freddo… possiamo avere tutto questo in casa in ogni momento.

ritmi stagionali

Questo, in parte, ha i suoi aspetti positivi, ma in altra parte è un grandissimo limite per noi, in particolare per la nostra energia.

Tanto grande quanto poco valutato nelle nostre abitudini occidentali.

Connettersi al mondo naturale

Secondo la medicina cinese, per essere in equilibrio l’uomo ha bisogno di connettersi al mondo naturale e quindi ha bisogno di vivere “in profondità” la trasformazione delle stagioni, altrimenti può ammalarsi addirittura.

L’uomo è il microcosmo nel macrocosmo.

Non può sottrarsi dalle regole della natura che lo riguardano al 100%, nel bene e nel male.

Il mondo moderno in parte limitano questa connessione e creano un ambiente artificiale che ci allontana dall’energia naturale.

Per approfondire ti consiglio di guardare il video “L’uomo e la natura. I ritmi stagionali e la nostra energia”.

Il video è sul mio Canale YouTube in cui puoi trovare molti altri contenuti. Iscriviti al Canale per essere sempre aggiornato!

© Laura Vanni 2018



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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.