Menopausa in medicina cinese

menopausa in medicina cinese

Menopausa in medicina cinese: interruzione o rinascita?

Il termine menopausa deriva dal greco e significa cessazione del ciclo mensile.  Questa definizione è chiara e non lascia spazio ad equivoci. Ogni volta che parliamo di menopausa, quindi, descriviamo questo evento  fisiologico, meramente oggettivo, di cessazione del ciclo mestruale.

Ma è davvero tutto qui?

La medicina cinese ci dice che potrebbe esserci dell’altro.

La menopausa in medicina cinese viene vista come evento di cessazione del ciclo mensile, fisiologicamente semplice da descrivere, di fatto, ha in sé un significato simbolico profondo.

Ciò si coglie già dalla definizione che la medicina cinese sceglie per indicare questa fase.

La fase della vita della donna successiva all’interruzione delle mestruazioni (dette “flusso dell’acqua celeste”) viene chiamata, infatti, “seconda primavera”.

menopausa in medicina cinese

Secondo la tradizione medica cinese, la seconda primavera è una fase importante della vita riproduttiva della donna.

Semplificando la massimo, in particolare, la seconda primavera rappresenta la trasformazione naturale dell’organismo per rallentare il processo di invecchiamento e ristabilire il giusto equilibrio negli anni successivi.

In quanto trasformazione, la menopausa è necessariamente una rinascita. E’ associata all’Elemento Metallo e all’Elemento Acqua come percorso di compimento del ciclo dei cinque Elementi. Ma è, allo stesso tempo, anche associata in modo sottile all’Elemento Legno per il concetto di trasformazione (da cui anche la definizione di “seconda primavera”):

poiché non si ha più una perdita mensile di Sangue ed Essenza, l’energia che prima veniva utilizzata per garantire un adeguato apporto di Sangue ora può essere impiegata nel modo che desideriamo. Di conseguenza, ci sentiamo ringiovanite e rinvigorite da un nuovo potenziale: ecco cos’è la Seconda Primavera” (Xiaolan Zhao, L’energia vitale della donna, p.202)

La menopausa in medicina cinese ci offre, quindi , l’immagine di una donna che vive pertanto, un’energia duale che incarna i principi dello yin e dello yang:

  • da un lato (yin), un momento di chiusura, di “ritorno”, in cui il Sangue che prima veniva destinato ad una possibile gravidanza, viene tenuto all’interno e destinato a sostenere l’organismo con rinnovata energia (yin)
  • dall’altro (yang), un momento di espansione, di rinnovamento, in cui il Sangue non più destinato all’utero viene destinato a nutrire una dimensione più sottile, meno fisica e corporea. Per molte donne questo significa avere più energia per l’aspetto mentale ed emozionale (in medicina cinese legati al Sangue). Significa anche acquisire una diversa sensibilità, acquisire la capacità di cogliere aspetti fino a questo momento ignorati.

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Potremmo dire, in sostanza, che la menopausa in medicina cinese vede la donna impegnata in una ridefinizione importante di se stessa. Una ridefinizione che prende avvio da un fenomeno fisico, concreto ed oggettivo (l’interruzione del ciclo mestruale) ma che lo supera di gran lunga abbracciando dimensioni sottili, connesse all’energia Shen.

In tal senso il periodo della menopausa a momento ideale in cui la donna può più facilmente comprendere e realizzare i propri desideri. Da questa comprensione può nascere il desiderio di esprimere i propri pensieri liberamente ed ottenere ciò che il cuore (più della ragione) desidera.

In tal modo, la menopausa in medicina cinese diventa non un inverno freddo, una seconda primavera. E’ il momento ideale, nel ciclo di vita di una donna, per realizzare se stesse, con determinazione e coraggio, coerentemente con il famoso detto che recita:

a trent’anni la donna è una lupa, a quarant’anni è una tigre, a cinquant’anni è un drago”.

menopausa in medicina cinese

La menopausa, i cambiamenti e le trasformazioni del corpo e della mente

Per quanto, come abbiamo visto, gli aspetti evolutivi della seconda primavera evidenzino dei vantaggi, nella vita della donna, l’arrivo della menopausa coincide generalmente con l’arrivo di vari disturbi fisici ed emotivi, più o meno intensi.

Ciò è dovuto alle profonde trasformazioni che interessano la fisiologia femminile in questo periodo, soprattutto nelle prime fasi di transizione.

Da un punto di vista clinico, si evidenziano vari problemi, come un più alto rischio di malattie cardiovascolari, la demineralizzazione ossea e così via.

In più, avvengono trasformazioni che si manifestano in modo evidente anche nell’aspetto esteriore.

Queste ultime trasformazioni, in particolare, possono avere un impatto particolarmente forte nel vissuto femminile:

  • cambia il “metabolismo basale”, ovvero il numero di calorie consumate dall’organismo. Ciò vuol dire che, a parità di attività fisica, sono necessarie meno calorie (tendenza al sovrappeso)
  • cambia la massa muscolare, che perde tonicità, anche a causa del venir meno di estrogeni e progesterone (atonicità muscolare e dei tessuti, rughe, riduzione della forza e dell’agilità…)
  • cambia il metabolismo del calcio e della vitamina D e, in particolare, rallenta il ricambio cellulare, rendendo molto più fragile la struttura ossea (osteoporosi)

Cambia, in sostanza, la “forma” del corpo a causa del grasso che tende ad accumularsi in determinate zone (pancia, fianchi…), della muscolatura che riduce la sua tonicità e la sua elasticità, dell’ingrigimento dei capelli sempre più diffuso…

Tutti questi cambiamenti avvengono lentamente ma inesorabilmente e vengono vissuti spesso con sentimento di sconforto dalla donna.

L’impatto psico-emotivo di questa trasformazione fisica è tale che tra i disagi legati a questa fase della vita, si segnalano spesso anche disturbi dell’umore importanti e, addirittura, depressione.

menopausa in medicina cinese

Il ricorso alla chirurgia estetica o alle diverse soluzioni cosmetiche è la risposta più frequente al disagio di fronte al corpo che cambia e alla difficoltà di accettare questi suoi cambiamenti.

L’attaccamento all’immagine giovane di sé è tale che ogni segnale di maturità (il capello bianco, la ruga…) viene colto come il segnale di un piccolo lutto o abbandono.

L’attenzione è concentrata su quello che si sta allontanando da noi (giovinezza) lasciando i segni di una maturità a cui la nostra società non è abituata ad attribuire alcun valore. Anzi, semmai è abituata a denigrare.

La donna tonica, snella e soda

Per comprendere i motivi profondi di questo disagio bisogna fare un passo indietro, o meglio “all’interno” del vissuto sociale e culturale che ci appartiene, come donne,  fin dalla nascita.

Un vissuto in cui, nell’immagine sociale della donna, risuona lo stereotipo che vuole la donna tonica, snella e soda.

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La bellezza, la grazia e la femminilità, sapientemente coniugate ad efficienza ed emancipazione, sono il “valore” che la donna “sceglie” spesso di mantenere alto per tutta la vita, fin dall’adolescenza, sempre e comunque.

menopausa in medicina cinese

Le trasformazioni fisiche della menopausa, in questo scenario, arrivano per tradire questo modello e disorientano la donna.

E le trasformazioni non sono solo fisiche.

I cambiamenti legati al naturale ciclo della vita “disinnescano”, proprio in questa fase della vita, alcuni meccanismi centrali nella definizione del ruolo della donna.

La sua dimensione di supporto, efficienza ed emancipazione si ridimensiona molto.

I figli sono cresciuti, il lavoro è ormai in una fase stazionaria, generalmente non è richiesto più un investimento importante nella propria formazione

Tutto questo concorre a creare un momento di vera e propria “rottura” con il passato, tanto dal punto di vista del corpo quanto dal punto di vista della mente.

Che cosa sta succedendo? Cosa ne è della donna che eravamo?

Questo momento di rottura può, in realtà, essere vissuto come una grande opportunità di rinascita, coerentemente con il concetto cinese di “seconda primavera”.

Gli aspetti apparentemente negativi della propria condizione possono costituire uno stimolo e un’occasione unica per prendersi finalmente cura di se stesse in prima persona ed intraprendere un percorso di crescita ulteriore nella direzione del proprio benessere psico-fisico.

Recuperare le passioni finora soffocate dall’urgenza continua del quotidiano, curare le relazioni troppo spesso trascurate, lasciare che le proprie attitudini possano esprimersi, magari frequentando un corso o approfondendo autonomamente qualche interesse personale.

All’interno di questo percorso di ridefinizione, un ruolo importante è dato dallo sport e dall’attività fisica.

menopausa in medicina cinese

La pratica regolare di uno sport può, infatti, non solo offrire grandi vantaggi in termini di benessere, ma può anche accompagnare la donna ad un livello di conoscenza di sé più profondo.

Ho già dedicato un articolo in tema di sport over50 e uno sullo  sport al femminile. Ti invito a leggere questi articoli per riflettere su questo aspetto e scoprire quali attività sono da preferire per ottenere benefici a livello di corpo-mente in questa particolare fase della vita.

© Laura Vanni 2018


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Sport e donne. L’energia femminile e i suoi equilibri

sport e donne

Sport e donne sono due termini che possono essere utilizzati insieme a fasi alterne nella nostra storia e cultura.

Lo sport e l’immagine femminile

La pratica sportiva è stata spesso interpretata, nelle diverse epoche e culture, come un’attività simbolicamente connessa alla forza fisica e alla competizione.

Questi sono aspetti poco femminili e poco coerenti con il modello di “donna di casa”, madre, figura tradizionalmente dedita alla famiglia e all’accudimento dei figli.

Questa immagine femminile potrà sembrare strana alle donne emancipate che al giorno d’oggi hanno una vita piena e all’insegna della “libertà” di essere e realizzare. Di fatto, però, questa condizione di libertà è limitata ad una piccola porzione dell’universo femminile.

La gran parte delle donne occidentali oggi si trova ancora a misurarsi quotidianamente con i limiti imposti da retaggi culturali e stereotipi sociali.

In tema di sport, si pensi che, nel 1912 Pierre de Coubertin (noto per aver riportato in vita la tradizione dei giochi Olimpici nel 1896), parlando di partecipazione femminile alle pratiche Olimpiche dichiarò che

la partecipazione femminile sarebbe poco pratica, priva di interesse, anti-estetica e scorretta”.

Per vedere le donne ammesse ufficialmente a partecipare a gare di atletica leggera e inserite nelle principali discipline olimpiche dovremo arrivare al 1928 (Berlino). Ovviamente una partecipazione modesta e timida, in schiacciante minoranza numerica rispetto alla partecipazione maschile. Ma pur sempre una partecipazione importante che ha segnato un cambiamento.

sport e donne

Ancora oggi è innegabile che la partecipazione alla pratica sportiva sia più comune per gli uomini che per le donne e che gli sport maschili siano più rilevanti sia economicamente che culturalmente.

Il ruolo dello sport nella vita della donna

Il ruolo dello sport nella vita della donna è cambiato nella storia ed ha conosciuto diverse interpretazioni alla luce del contesto storico, sociale e culturale.

Per limitarci al mondo romano e greco possiamo osservare grandissime differenze:

  • nei dipinti dell’epoca romana si ritrovano figure femminili impegnate nelle pratiche sportive
  • le donne ateniesi, al contrario, erano estranee alle pratiche sportive sia come atlete che come spettatrici
  • le donne spartane, diversamente dalle donne ateniesi, partecipavano alle attività sportive al pari degli uomini, gareggiando nude (come era costume allora) accanto agli atleti di sesso maschile negli esercizi ginnici, nella lotta, nella corsa a piedi e a cavallo.

Al di là dello sport inteso in senso agonistico, l’attività sportiva rappresenta un importante aspetto nella vita di un uomo quanto di una donna.

Lo sport è, infatti, in grado di apportare benefici sensibili a livello fisico e psichico migliorando, quindi, complessivamente la qualità della vita dell’individuo.

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Sport e donne. Stereotipi sociali legati alle differenze di genere

Il modo di vivere lo sport conosce ancora oggi, nella nostra cultura, differenze sostanziali tra uomo e donna a partire dalle differenziazioni fisiche ma anche psico-sociali.

Molte di queste differenze affondano le proprie radici in fattori culturali profondi di cui non siamo sempre completamente consapevoli.

Sono differenze che condizionano la scelta delle attività oltre che la regolarità nella loro pratica in senso stretto.

E’, per esempio, comune per una bambina essere iniziata ad attività coerenti con uno spirito di grazia e femminilità (danza, ginnastica artistica…).

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E’, allo stesso modo, comune, per un bambino, essere avviato ad attività connesse a forza e potenza (calcio, rugby, lotta…).

sport donne

Lo sport nella nostra cultura ha una funzione prioritaria in età puberale ed ha grande rilievo anche in fase adolescenziale. Tuttavia, possiamo notare come, man mano che la bambina diventa donna, l’attività sportiva tende a ridimensionarsi rispetto ai coetanei di sesso maschile.

Da uno studio recente emerge come il 67% delle ragazze interrompe l’attività sportiva entro la fine della pubertà.

Mentre la ragazza si avvia a definire la sua immagine di donna (seducente, “debole” o legata alla cura della casa e della famiglia), il ragazzo inizia a scolpire la sua immagine di successo e performante.

In età adulta, la distanza tra i due sessi tende ad accentuarsi ancora.

Dai dati Istat emerge che il 28,3% degli uomini pratica regolarmente uno sport contro una percentuale che scende al 19,5% nel caso delle donne.

Di fatto, la vita della donna conosce cambiamenti e trasformazioni importanti. Alcun ciclici e prevedibili (mestruazioni) , altri più straordinari (maternità).

Questi  eventi modificano inevitabilmente non solo l’energia femminile ma anche i ritmi del vissuto femminile nella quotidianità. Di questo è opportuno tener conto.

Sport, donne, mestruazioni. La ciclicità dell’energia femminile 

I media promuovono l’immagine della donna che non si lascia condizionare dai giorni del ciclo per prendere impegni ed accettare sfide sportive.

Le pubblicità mostrano i tanti rimedi farmacologici per “silenziare” i disturbi connessi, in alcune donne, alle mestruazioni.

Mal di pancia, sbalzi d’umore, difficoltà digestive, mal di testa… tutto ha un rimedio che consente di continuare a fare quello che si deve o si vuole fare. Anche fare gare sportive, con ottimi rendimenti.

sport e donne

Di fatto, però, è bene essere consapevoli che le mestruazioni costituiscono un importante appuntamento con la propria femminilità che va vissuto con consapevolezza e flessibilità.

La medicina cinese ci dice che, dal punto di vista energetico, la donna conosce diverse fasi a livello fisico e psichico connesse alla ciclicità mestruale ed è inevitabile che essa sia più o meno incline a determinate attività.

In particolare, la donna si sentirà naturalmente più attiva a livello fisico e mentale in fase post ovulatoria, meno attiva in fase mestruale (Vuoi approfondire l’aspetto dell’energia della donna durante le mestruazioni? Ti invito a leggere l’articolo della mia amica e collega Francesca Cassini: Ciclo mestruale in medicina cinese in una prospettiva olistica)

Non è, pertanto, rinunciando o rifiutando questo che è possibile fare un passo avanti nella direzione dell’emancipazione femminile!

Il ciclo mestruale come indicatore di benessere

Il ciclo mestruale è anche un’importante “spia” che ci avvisa quando stiamo superando il limite.

Quando l’attività sportiva si fa troppo impegnativa, per esempio, possono subentrare amenorrea, irregolarità di diverso tipo legate al ritmo o alle caratteristiche del flusso oppure, in fase puberale, può non comparire affatto il menarca.

Questo è soprattutto il caso di sport di resistenza o anche di attività in cui è richiesta leggerezza fisica che può favorire un regime alimentare privante (danza, pattinaggio artistico…).

sport donne

In ogni caso, si tratta di situazioni in cui l’organismo femminile viene stressato al massimo con attività non idonee a favorirne il benessere.

L’interruzione del ciclo mestruale rappresenta simbolicamente, in questo caso, l’interruzione delle funzioni procreative che non potrebbero essere garantite e una “messa a riserva” da parte dell’organismo femminile che richiede energia e mette in “stand by” tutto ciò che è aggiuntivo alle funzioni vitali.

Nella fase della menopausa, poi, si cercheranno ancora altri equilibri nell’energia femminile. Lo sport dopo i 50 anni sarà vissuto non più come  terreno di confronto e di prova, ma luogo di pratica personale esclusivamente per il proprio benessere.

sport e donne

In conclusione, il corpo e la mente femminile ha bisogno di attività fisica tanto quanto l’uomo e in alcune fasi della vita, forse, ne ha ancora più bisogno. Ciononostante, l’attività fisica deve tener conto delle intime differenze tra uomo e donna e rispettare la natura di quest’ultima, valorizzandone le caratteristiche di unicità.

Sport e donne. La maternità

Altro importante momento di trasformazione per la donna è quello della gravidanza e della maternità.

Con la maternità, in particolare, la donna si trova per la prima volta veramente immersa in tante nuove incombenze e responsabilità.

sport donne

Le giornate si fanno spesso piene di difficili equilibri tra famiglia e lavoro, l’identità femminile è inevitabilmente in ridefinizione.

In questa fase, la donna torna necessariamente alla dimensione domestica più utile al suo ruolo di mamma e si allontana inevitabilmente dallo sport e dall’attività fisica.

Si riavvicinerà alla pratica sportiva eventualmente in un secondo momento, quando i figli saranno cresciuti almeno un po’.

Si riavvicinerà per migliorare il proprio benessere e, magari, per recuperare una forma fisica perduta più che per ottenere risultati e traguardi sportivi.

Questo riavvicinamento non è, tuttavia, scontato, qualunque fossero le abitudini sportive della donna prima della maternità.

Alcune ricerche hanno dimostrato, infatti, che l’accesso allo sport da parte delle donne in questa fase è condizionato da variabili connesse alla classe sociale.

Sono, in particolare, le donne che esercitano attività lavorative ad avere un tasso più alto di partecipazione alle attività sportive. Questo sposta l’attenzione alle dinamiche connesse alla discriminazione non solo di genere ma anche di classe.

Sport e donne. Verso la valorizzazione di differenze di genere “naturali”

L’uomo e la donna hanno una risposta equivalente da parte dell’organismo all’allenamento ed hanno un’identica attivazione dei meccanismi biochimici.

La loro struttura fisica, tuttavia, ha differenze “naturali” a partire dalle quali ci si attendono diverse attitudini e performance.

Fino ai primi del novecento le differenze tra uomo e donna sono state interpretate in una chiave riduzionista che ha attribuito alle donne una connotazione di fragilità fisica.

In realtà, a ben guardare, le differenze di genere non sono sempre a favore degli uomini nella pratica sportiva.

Gli uomini, grazie alla maggiore quantità di testosterone e di massa muscolare, hanno più forza e questa forza è maggiormente “esplosiva”.

sport e donne

Dal canto loro le donne, grazie al loro metabolismo e alla maggiore quantità di grasso, hanno più attitudine per le attività di resistenza, come è stato dimostrato dai risultati nella corsa su lunga o lunghissima distanza (Sport science perspective for women, 1988).

sport donne

Se il corpo maschile, quindi, ha maggiore qualità di forza e potenza, il corpo femminile ha maggiore qualità di elasticità, resistenza e coordinazione.

Anche dal punto di vista psicologico si registrano significative differenze tra i due generi.

Numerose ricerche evidenziano come l’identità maschile nello sport sia spesso focalizzata su dimensioni di forza fisica e autoaffermazione. Sono in tal senso particolarmente apprezzati gli sport di contatto, i quali danno libera espressione alla competizione e all’aggressività, fino ai limiti della violenza.

Questa dimensione dello sport è bene espressa, comunemente, anche dalla tendenza a considerare lo sport amatoriale come “valvola di sfogo” in adolescenza così come in età adulta.

L’identità femminile nello sport appare, al contrario, meno aggressiva, anche per i più bassi livelli di testosterone rispetto agli uomini. La donna appare, nello sport, più centrata sull’aspetto psichico e mentale.

E’, inoltre, spesso incline ad una dimensione collaborativa ed empatica, a favore delle relazioni, fatto questo che può favorire lo sport di squadra.

Riconoscere ed apprezzare queste differenze, senza cercare necessariamente il confronto nella competizione tra i due sessi, è la chiave per una interpretazione della pratica sportiva che sia equilibrata ed armonica con la natura del praticante.

Allo stesso tempo, insistere su un unico modello sportivo – quello maschile – conduce alla situazione tipica di emulazione in cui le donne cercano di somigliare agli uomini stressando i proprio organismo, sottoponendosi ad allenamenti eccessivi e desessualizzando il proprio corpo e la propria mente.

Accogliere la diversità consente, al contrario, la migliore espressione di sé, delle proprie attitudini naturali vissute nella consapevolezza e nella presenza.

© Laura Vanni 2018

Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Il Dao femminile: il tempo ciclico dell’andata e del ritorno

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Con la parola Dao (道, a volte trascritta in italiano come Tao) nel pensiero cinese taoista si intende la via naturale che seguono le cose, se lasciate alla loro spontaneità. Quale sarebbe allora il Dao femminile?

Come donna, questa è una domanda che mi sono posta e che sicuramente non ha una risposta facile: ognuna di noi infatti è diversa per carattere, costituzione, famiglia di nascita, inclinazioni, attitudini.

Se c’è un tratto comune che ci lega tutte, però, è la nostra fisiologia, che è segnata da una serie di qualità e caratteristiche specifiche e proprie solo di noi donne.

In questo articolo vorrei analizzare il Dao femminile dal punto di vista della medicina cinese, che ha sempre dato grande importanza alla fisiologia della donna.

Il Dao femminile: nutrire con il sangue, ritmare con il qi

Come per tutti gli esseri viventi, la fisiologia della donna è basata sull’equilibrio fra yin e yang, i due principi alla base di tutto ciò che esiste, complementari e opposti, in perpetua alternanza: buio e luce, basso e alto, riposo e attività, ricezione e azione, radicamento e movimento, materia e energia, inverno e estate, freddo e caldo, morte e nascita, contrazione e espansione…

Come si esprimono e si armonizzano però questi due principi così universali nella fisiologia della donna?

In medicina cinese si dice che l’equilibrio femminile è basato sulla relazione fra qi (“energia”) e sangue:

  • Qi: la sostanza-energia unitaria dell’organismo. Indica in particolare le funzioni fisiologiche di organi e visceri, oltre che l’energia della persona e la capacità di comunicazione, movimento, riscaldamento, protezione, attivazione, distribuzione, produzione di tutte le sostanze del corpo (vedi Qi, “energia”: funzione, trasformazione, comunicazione).
  • Sangue: la sostanza liquida e rossa che scorre all’interno dei vasi, mossa dal qi; secondo la medicina cinese, non ha solo proprietà nutrienti e umidificanti, ma è anche in grado di sostenere e radicare la nostra vita mentale, psichica ed emotiva (shen).

Il sangue è la sostanza fondamentale per la donna: è infatti indispensabile per nutrire l’utero, sostenere la crescita del feto in caso di gravidanza, permettere la produzione del latte materno.

Tutte noi donne abbiamo un rapporto diretto con il sangue, di cui facciamo esperienza ogni mese durante il ciclo mestruale.

Molte di noi sono infastidite da questo momento, alcune addirittura si sentono sporche (anche per motivi culturali, che hanno radici millenarie).

Per la medicina cinese, invece, il sangue mestruale non ha nulla di sporco, ma è semplicemente sangue “vecchio”, non più utile all’organismo, che esce per lasciare posto al nuovo.

Il sangue quindi è la base della nostra fisiologia, ma non è sufficiente da solo per garantirla. Il sangue infatti se lasciato a se stesso come tutti i liquidi tende a ristagnare e a raccogliersi in basso: c’è bisogno del qi (“energia”) per muoverlo, distribuirlo, spingerlo fuori quando è necessario… insomma, per dargli un ritmo.

Si dice infatti che l’equilibrio della donna è basato sul sangue, ma è ritmato dal qi, che permette il compimento e la regolarità delle fasi e dei cicli femminili: prima mestruazione, ritmo mensile del ciclo, fasi della gravidanza, inizio e svolgimento della menopausa.

fisiologia femminile

Il tempo ciclico: il Dao femminile nelle mestruazioni

Il Dao femminile è basato su fasi e cicli molto evidenti: il tempo della donna non è lineare (come quello del pensiero moderno), ma ciclico (come quello del pensiero antico, non solo cinese).

Se pensiamo allo svolgimento temporale della nostra vita, infatti, questo è scandito dal ritmo quasi mensile dei nostri cicli mestruali: mestruazione, fase post mestruale, ovulazione, fase premestruale, nuova mestruazione… sono altrettante tappe lungo le quali ci muoviamo e che segnano il ripetersi di cambiamenti non solo a livello fisico, ma anche a livello emotivo e mentale.

Le acque lunari – le mestruazioni – sono il cuore della fisiologia della donna e della ginecologia, uno strumento basilare con cui l’essere femminile – corpo e mente – si esprime all’esterno in un messaggio… (Gulì, Le acque lunari)

La medicina cinese riconosce da sempre l’esistenza di quattro fasi del ciclo, con caratteristiche opposte e complementari:

  • fase mestruale (“del sangue”) – giorni 1-7: è il momento in cui il vecchio esce per fare posto al nuovo. Secondo la medicina classica di stampo taoista, l’impulso all’avvio del ciclo viene dato dal polmone che per la medicina cinese si occupa di “espellere il vecchio e prendere il nuovo”.  A livello fisico infatti il ciclo mestruale è considerato il momento in cui l’utero si svuota, per preparasi a riempirsi di nuovo e ad accogliere un’eventuale nuova vita. A livello emotivo avviene la stessa cosa: come ho accennato sopra, il sangue nutre e àncora la nostra parte emotiva e con l’uscita mensile del sangue noi donne possiamo liberarci di emozioni “vecchie” e indesiderate. Questo è uno dei motivi per cui con l’inizio delle mestruazioni il nervosismo che spesso accompagna la fase premestruale sparisce
  • fase post mestruale (“dello yin”) – giorni 8-14: è il momento in cui l’utero, ormai vuoto, inizia a riempirsi di sostanze yin, ossia nutrienti, umidificanti, fertilizzanti: liquidi, sangue nuovo (che corrisponde alla crescita dell’endometrio), tiangui (“rugiada celeste”, ritenuta indispensabile alla fertilità femminile). In questa fase la donna è particolarmente ricettiva e capace di accogliere, sia a livello fisico che a livello mentale ed emotivo. L’ottavo giorno del ciclo è considerato il più fertile, perché corrisponde al momento di massimo vuoto dell’utero, in cui la capacità di accogliere e lasciar annidare più elevata. Per il pensiero cinese, infatti, il vuoto è un prerequisito indispensabile per generare la vita e per vivere con pienezza.
  • ovulazione: non è una vera e propria fase, ma un momento di passaggio fra il massimo dello yin (utero “pieno” di sostanze fertili, ricettivo, ma in quiete) e il massimo dello yang (utero “attivato” e riscaldato per fare germogliare ed evolvere la nuova vita). È un momento delicato, in cui la parola chiave è trasformazione.
  • fase post ovulatoria (“dello yang”) – giorni 15-21: la trasformazione ha avuto luogo: quiete e umidificazione lasciano il posto a movimento e aumento del calore (visibile nei picchi della temperatura basale) per permettere lo sviluppo dell’embrione in caso di fecondazione. In questo momento le nostre energie e la nostra capacità di essere attive e creative sono al loro massimo.
  • fase premestruale (“del qi”) – giorni 22-28: se il concepimento non è avvenuto, il qi (“energia”) si raccoglie nella zona dell’utero e si prepara a spingere fuori il sangue “vecchio”, per iniziare un nuovo ciclo. In un certo senso, è un momento di attesa e di preparazione, che però non deve essere troppo statico e quieto per non smorzare il dinamismo indispensabile per chiudere il ciclo in corso e iniziane uno nuovo.

Attraverso la nostra esperienza mestruale stiamo ricamando la nostra creatività (Alexandra Pope)

Anche se siamo culturalmente abituate a vedere l’inizio di qualcosa come un’espressione di massimo dinamismo e positività, mentre la chiusura di un ciclo ci sembra sempre triste, negativa e priva di energie, è interessante pensare a come il nostro ciclo femminile ribalti questo stereotipo.

La fase di massima attivazione, infatti, è quella terminale del ciclo mestruale, mentre quella iniziale corrisponde a un graduale spostarsi verso la quiete. Questo accade proprio perché il tempo del Dao femminile non è lineare (inizio – svolgimento – fine definitiva), ma circolare (inizio – svolgimento – fine – inizio – svolgimento…): per chiudere e riaprire servono molta più energia e dinamismo che per cominciare da zero.

In termini di medicina cinese, è un continuo e fluido passaggio dal massimo dello yin al massimo dello yang e ritorno.

Il ciclo è quindi un po’ l’emblema del nostro essere donne ed esprime la nostra potenziale capacità di lasciare andare e ricominciarci più e più volte, fisiologicamente.

Dao femminile

Il flusso senza ostacoli del Dao femminile

Il movimento descritto qui sopra si svolge quindi ininterrottamente fra due stati opposti e complementari, fluido e senza ostacoli: in questo modo il ciclo femminile si sviluppa appieno e può essere caratterizzato da benessere, consapevolezza e fertilità.

Per la medicina cinese, infatti, i prerequisiti per la generazione (fisica e mentale / psichica) sono principalmente tre:

  • il vuoto (cui abbiamo accennato prima) come stato in cui tutto può manifestarsi, senza alcun ingombro a limitare le possibilità
  • il nutrimento, che nella donna corrisponde al sangue
  • il libero flusso, ossia l’assenza di ostacoli al movimento naturale e spontaneo

Questo è vero sia per la nostra componente mentale / psichica / emotiva (shen), perché le idee e la consapevolezza possono manifestarsi appieno solo se mente e cuore sono sgombri da schemi mentali rigidi, pensieri fissi, emozioni che richiamano tutta la nostra attenzione, sia per la nostra componente fisica.

In altre parole, il nostro ciclo mestruale sarà fisiologico solo

  • se l’utero non è ingombro (di residui di sangue “vecchio” non espulso, di freddo penetrato dall’esterno, di corpi estranei come la spirale…)
  • se c’è sufficiente nutrimento (la giusta quantità di sangue, veicolata dalla giusta quantità di qi)
  • se il flusso del qi e del sangue è libero, senza ostacoli

Quando una di queste condizioni non è soddisfatta, ecco che compaiono dolore o ritmo alterato (cicli corti, cicli lunghi, cicli irregolari).

La medicina cinese, infatti, ritiene che non sia normale avere dolore o disturbi vari al ciclo, che è l’espressione fisiologica della nostra femminilità.

Quando il flusso non è libero (perché l’utero non è vuoto, perché qi e sangue non hanno forza sufficiente per scorrere o perché il movimento del qi è bloccato a livello sistemico) ecco quindi che compaiono sindrome premestruale, ciclo doloroso o irregolare, assenza di mestruazioni, perdite fra un mestruo e l’altro, difficoltà a concepire, eccetera.

Per ritornare a uno stato fisiologico bisognerà inquadrare la “radice”, ossia capire perché l’equilibrio si è rotto grazie alla valutazione energetica in medicina cinese.

Le motivazioni possono essere diverse: un disequilibrio degli organi e visceri, emozioni non bilanciate, stile di vita non adatto o errori di alimentazione, penetrazione di fattori climatici / ambientali a livello dell’utero…

Rimuovere le cause (modificando abitudini, alimentazione e stile di vita) e agire sulla disarmonia (con trattamenti tuina e pratica del qigong, ad esempio) aiuta a ripristinare un flusso libero e, quindi, a vivere l’intero ciclo mestruale senza malessere.

La libertà del flusso, caratteristica chiave del Dao femminile, è fondamentale non solo per il ciclo mestruale, ma per tutti gli aspetti della fisiologia della donna, ad esempio il concepimento, la gravidanza e l’ingresso in menopausa.

menopausa

La menopausa: il movimento di ritorno del Dao femminile

Se nella nostra cultura la menopausa è vista come una sorta di capolinea della vita di una donna e discussa solo per i suoi antipatici “effetti collaterali” (vampate, secchezza, ansia, rallentamento del metabolismo, calo del desiderio, perdita di tono della pelle…), per la medicina cinese è invece un altro aspetto in cui si esprime il libero flusso del Dao femminile.

Il movimento ciclico caratteristico del ciclo mestruale, infatti, si applica a tutta la nostra vita di donne: dalla nascita fino alla morte.

E’ caratterizzato da un’andata (prima mestruazione, maturità fisica e sessuale con ciclo mestruale) e da un ritorno (premenopausa e menopausa), in cui il sangue è presente sempre ma in modi diversi, a volte esplicitamente e a volte implicitamente.

Il corpo della donna comunica attraverso il sangue. Esso irrompe nella vita dell’adolescente, si nasconde nel tempo della maternità, si ritira come la bassa marea nell’età della “meditazione” (Gulì, Le acque lunari, p. 94)

Secondo la medicina cinese, infatti, la menopausa non corrisponde a un momento in cui viene meno “ciò che ci rende donne” (la fertilità), ma al contrario è un meccanismo di auto protezione messo in atto dal nostro organismo per dedicare interamente a noi stesse le risorse che abbiamo generosamente elargito durante tutta la nostra vita, dalla prima mestruazione in avanti.

La donna, che per decenni ha perso sangue e sostanze yin ogni mese, inizia a tenere per sé le proprie riserve, in modo da non consumarle eccessivamente in vista dell’invecchiamento.

Il movimento di ritorno del Dao femminile è proprio questo:

  • quando ancora non abbiamo il ciclo mestruale il sangue viene tenuto all’interno e destinato alle necessità di un organismo in crescita e in maturazione (fase di “chiusura”, yin)
  • dopo la prima mestruazione, il sangue si manifesta all’esterno e la donna è pronta ad accogliere, se lo desidera, un’eventuale gravidanza, donando in questo caso il proprio sangue al feto che accoglie in sé (fase di “apertura”, yang)
  • con la menopausa, il sangue viene di nuovo tenuto all’interno e destinato alle necessità dell’organismo tipiche di questa fase della vita (nuova “chiusura”, yin)

Non sarebbe realistico dire che durante la menopausa si ha la stessa vitalità dell’infanzia… ma è anche vero che chi arriva a questo momento senza “disturbi collaterali” ha a propria disposizione molte più energie di prima, dal momento che la cessazione del ciclo mestruale permette di sospendere la perdita mensile di qi (“energia”) e sangue.

La menopausa dovrebbe essere quindi caratterizzata da un leggero miglioramento della propria qualità di vita a livello fisico e da un netto miglioramento delle energie mentali ed emotive, che sono più legate al sangue.

La realtà, nella società italiana moderna, è invece che spesso si vive l’ingresso in menopausa non solo con un senso di lutto, ma anche in modo travagliato per i tanti disturbi che l’accompagnano e che rendono la vita più difficile.

Per la medicina cinese, questi sono un segno che nell’equilibrio femminile qualcosa non è in armonia e, quindi, il rapporto fra sangue e qi (“energia”), fra yin e yang non è più ben regolato. In altre parole, il libero fluire che caratterizza la fisiologia della donna non è più così libero e questo si manifesta con fastidi fisici e mentali.

Naturalmente, è sempre possibile recuperare l’equilibrio: l’autotrattamento specifico, ad esempio, è un ottimo modo per agire sulle cause dei disturbi della menopausa e per entrare in contatto con noi stesse.

Ritagliarci uno spazio per lavorare sul nostro corpo è la maniera migliore per ricollegarci al Dao femminile, alle nostre risorse interne e per riprendere di nuovo tempo e spazio per lasciar fluire la nostra vitalità senza ostacoli.

Francesca Cassini

Operatrice e insegnante di Tuina

www.benesseredonne.it/