Alleviare il dolore alle spalle con i punti riflessi

medicina cinese

Il dolore alle spalle può sopraggiungere per motivi diversi, anche non di origine traumatica, ed è sempre bene rivolgerci al proprio medico di fiducia per un parere nel caso di un dolore persistente.

La spalla è la parte dell’organismo umano che connette l’arto superiore e il tronco.

Può compiere numerosi movimenti:

  • adduzione (l’avvicinamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • abduzione (l’allontanamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • rotazione,

La maggior parte degli animali  di specie diversa da quella umana non può compiere questi movimenti, molti dei quali connessi proprio all’impegno nel compiere un’azione.

Le spalle e la comunicazione sociale

Le spalle costituiscono un’area di grandissima comunicazione sociale.

Si trovano tra il torace ed elementi altamente espressivi come le braccia e le mani: tutti aspetti collegati al fare, al dare, al ricevere e al comunicare.

Per quanto nella comunicazione non verbale il ruolo principale sia attribuito alla mimica facciale (espressioni del volto), le spalle offrono un ulteriore importante sistema di comunicazione non verbale.

Si pensi, per esempio all’atto di “alzare le spalle” (“fare spallucce”) come eloquente atteggiamento di disinteresse rispetto ad una situazione.

L’atteggiamento delle spalle costituisce, inoltre, un segnale sociale in grado di rivelare agli altri le nostre emozioni e il nostro benessere generale.

Il modo di atteggiare le spalle esprime propensione alla dominanza piuttosto che alla sottomissione.

Alcuni antropologici (D. Morris, D. Givens) hanno, per esempio, evidenziato come le spalle ampie (con forma a “V”) comunichino forza, autorevolezza, vigore e per questo risultano maggiormente attraenti, al punto da condizionare la moda (si pensi all’uso degli spallini imbottiti per alcune giacche).

alleviare dolore alle spalle

Le spalle nella tradizione popolare

Nell’imaginario popolare, le spalle rappresentano una parte del corpo estremamente robusta e resistente, su cui si può contare per caricare eventuali pesi fisici e non solo fisici (si pensi ai modi di dire come “avere le spalle grosse”, “gettare sulle spalle…”).

Dall’analisi dei modi di dire popolari possiamo individuare tre dimensioni di significato simbolico particolarmente interessanti che rappresentano le spalle come:

  1. luogo corporeo in cui si concentra il carico fisico ed emozionale (avere le spalle grosse, avere sulle spalle, gravare sulle spalle…)
  2. espressione di capacità/incapacità di prendere in carico (avere le spalle quadre/avere le spalle tonde)
  3. efficace canale di comunicazione non verbale (alzare le spalle/fare spallucce)

Altri modi di dire si riferiscono in vario modo alle spalle prevalentemente come distretto corporeo che decide l’attenzione o la consapevolezza del soggetto (“voltare le spalle”, “agire dietro le spalle”, “guardarsi alle spalle”, “gettarsi alle spalle”) o la blocca a volte drammaticamente (“avere le spalle al muro”).

Elenco dei modi di dire riguardanti le spalle:

  • alzare le spalle / fare spallucce / stringersi nelle spalle: manifestare impotenza e rassegnazione, indifferenza o noncuranza
  • assalire alle spalle: colpire a tradimento
  • avere la testa sulle spalle: essere responsabili, riflessivi, affidabili
  • avere le spalle al muro: essere in una posizione di difficoltà, dalla quale non si può sfuggire. Essere impossibilitati ad agire liberamente
  • avere le spalle grosse: essere in grado di sopportare disagi, fatiche, responsabilità ma anche dolori, frustrazioni, incarichi gravosi
  • avere le spalle quadre: essere affidabile, solida, non lasciarsi fuorviare da elementi emozionali o simili, come una persona dalle spalle robuste non barcolla sotto un carico
  • avere le spalle tonde: non aver voglia di lavorare. Chi ha le spalle tonde non può portare grossi carichi, scivolerebbero via
  • avere sulle spalle: sopportare un peso, una responsabilità
  • dietro le spalle: all’insaputa di qualcuno, in sua assenza. Agire dietro le spalle (in modo che l’interessato non venga a saperlo), ridere alle spalle (beffarsi di qualcuno)
  • fare da spalla: aiutare qualcuno, sostenerlo, dare il proprio appoggio
  • gettare sulle spalle: addossare a qualcuno responsabilità o fatiche
  • gettarsi dietro le spalle: dimenticare qualcosa, non pensarci più
  • gravare sulle spalle, vivere alle spalle di qualcuno: essere un peso per qualcuno
  • guardarsi alle spalle: stare in guardia, cautelarsi di fronte ad attacchi a sorpresa
  • voltare le spalle: fuggire voltando le spalle al nemico, girarsi per non guardare più in faccia una persona, abbandonare o disconoscere qualcuno con cui non si vogliono più avere rapporti. Anche abbandonare qualcuno nel momento del bisogno

alleviare dolore alle spalle

Le spalle in psicosomatica

In psicologia psicosomatica, le spalle rappresentano la nostra capacità di portare i fardelli.

Rappresentano la nostra capacità di sostenere il peso delle responsabilità, il carico di problemi.

La zona del trapezio può essere coinvolta, in particolare, in presenza di emozioni connesse a paura, la quale promuove una tendenza a tenere sollevate le spalle.

Altra condizione emotiva connessa ad un coinvolgimento del trapezio deriva dall’attitudine a farsi carico di incarichi e responsabilità eccessivi, eventualmente anche a seguito della paura stessa (paura di un rifiuto, paura della reazione dell’altro di fronte ad una nostra richiesta di aiuto).

Secondo Giacconi, spalle rigide e inarcate possono essere collegate all’interiorizzazione della paura e alle modalità con cui l’individuo “carica” su di sé le proprie responsabilità, cercando di non mostrare la propria sensibilità e iperproteggendosi dalla sofferenza emotiva.

dolore alle spalle

Anche Fiammetti, similmente, indica come spalle rientrate, in avanti o sollevate possano tradurre lo stato mentale e il carattere introverso o estroverso dell’individuo.

Lowen nella sua analisi distingue diverse condizioni emotive in grado di manifestarsi nell’atteggiamento delle spalle siano queste retratte, rialzate, squadrate e così via:

la posizione e la motilità delle spalle sono significative per le funzioni dell’Io quanto le gambe e il bacino lo sono per le funzioni sessuali. Si possono facilmente discernere parecchie attitudini. Le spalle retratte rappresentano la collera repressa, il trattenersi dall’impulso di colpire; le spalle rialzate sono connesse alla paura; le spalle quadrate esprimono principalmente un atteggiamento virile nell’assumersi le proprie responsabilità; le spalle ricurve comunicano il senso di un peso, di un fardello” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Nell’interpretazione di Lowen, le spalle e le braccia sono il mondo in cui ci muoviamo, lo strumento attraverso il quale siamo in grado di manipolare e modificare il mondo come meglio è per noi.

La portata e l’estensione delle braccia può, quindi, rappresentare una misura dell’Io:

poiché nei primati la funzione fondamentale delle braccia è di allungarsi per prendere o dare, per afferrare o colpire, la portata e la qualità dell’estensione sono una misura dell’Io” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Il dolore alle spalle

In considerazione degli aspetti simbolici connessi a questo distretto corporeo, il dolore apparentemente immotivato alle spalle potrebbe indicare, in chiave psicosomatica, che stiamo portando un peso eccessivo, siamo sovraccarichi di lavoro o di responsabilità.

dolore alle spalle

Può, quindi, far interrogare su alcuni aspetti della propria vita come:

  • mi sento sotto stress?
  • Mi sento sovraccaricato di responsabilità, aspettative, incarichi?
  • Mi faccio carico dei problemi degli altri (familiari, amici…) al punto di sentirmi responsabile, con le mie scelte, della loro felicità? (Rainville).

La tensione in questa zona può, inoltre, rimandare ad una sofferenza a carico di una rabbia trattenuta:

“Molti individui hanno gravi tensioni muscolari nella parte superiore della schiena e nelle spalle. Queste tensioni sono connesse alla repressione della rabbia e non possono essere sciolte finché gli impulsi repressi non trovano espressione.”(Lowen, Arrendersi al corpo p.85).

Diversi autori segnalano, inoltre, come problemi a livello delle spalle non restino circoscritti a quest’area con la manifestazione del dolore ma possano arrivare ad interessare le funzioni respiratorie:

Le spalle hanno un ruolo importante nella motilità del torace, perché il cingolo scapolare si estende dalla colonna vertebrale attraverso i muscoli romboidi fino allo sterno attraverso i muscoli pettorali e quindi i disturbi del cingolo scapolare influenzano la funzione respiratoria” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Come alleviare il dolore alle spalle con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore alle spalle.

In autotrattamento, è particolarmente utile la stimolazione di alcune aree riflesse del viso e dell’orecchio.

Nella riflessologia facciale vietnamita Dien Chan una delle aree più importanti in relazione alle spalle coincide con l’area subito al di sopra delle sopracciglia.

alleviare dolore alle spalle

In presenza di dolore alle spalle è utile stimolare quest’area massaggiandola con le dita, con pressione e sfregamento.

In tal modo si favorirà la mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area delle spalle, ovvero l’area riflessa corrispondente.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dal cerchio rosso nella foto.

dolore alle spalle

Quest’area può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.


 

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Automassaggio dell’addome con la pallina da tennis (con video)

automassaggio addome

L’addome è una delle zone più delicate e vitali del nostro organismo.

E’ sede degli organi che ci garantiscono la vita come lo stomaco, l’intestino, la milza, il fegato e la colecisti (vescica biliare o cistifellea).

automassaggio addome

In medicina cinese l’addome è un centro energetico  prioritario ed ha un ruolo decisivo sia dal punto di vista fisico che psichico.

In medicina cinese, infatti, l’addome (la “pancia”) assume un alto valore simbolico e supera la dimensione fisica deputata alla digestione degli alimenti.

Lo stomaco “digerisce i cibi” ma “digerisce” (o non digerisce) anche il vissuto, le emozioni, le contrarietà.

Molti disturbi che si manifestano in questa area del nostro organismo possono essere interpretati alla luce di questa osservazione che mette luce sia sul corpo che sulla mente, nella loro indisgiungibile connessione.

L’addome in medicina cinese

L’addome è il baricentro, il luogo delle trasformazioni, luogo d’elezione per la costruzione della nostra energia del cielo posteriore.

E’ anche il luogo in cui si incontra lo yin e lo yang, in cui il basso e l’alto entrano in comunicazione grazie anche al movimento del diaframma.

Per questo viene anche definito il punto di incontro tra il Cielo e la Terra.

Così come vedremo nella parte pratica dedicata all’autotrattamento dell’addome, l’addome è percorso da Canali energetici (o Meridiani) ed è disseminato di punti energetici (agopunti) stimolando i quali possiamo avere grande beneficio.

Ultimo ma non ultimo, l’addome in medicina cinese è importante per il medico-operatore di medicina cinese ed utilizzato ai fini della valutazione energetica.

L’osservazione dell’addome può darci preziose informazioni. Un addome con ipotonia muscolare e freddo al tatto, per esempio, suggerirà un quadro energetico di deficit a carico dello Zang cinese Milza-pancreas.

Oltre all’osservazione, anche la palpazione dell’addome può offrire utili informazioni con riferimento alle caratteristiche delle aree connesse agli Elementi (Milza-Terra al centro, Fegato-Legno a sinistra, Cuore-Fuoco in alto e così via).

Automassaggio dell’addome

L’automassaggio dell’addome è una pratica molto antica e molto semplice, con una tradizione che affonda nella pratica popolare.

Dal punto di vista del trattamento professionale  ci sono molte interpretazioni e differenze tecniche nelle pratiche olistiche complementari (tuina, shiatsu, ayurveda…).

Nonostante queste differenze, comunque, il massaggio dell’addome rappresenta sempre un’attività che mette in contatto con una dimensione delicata, intima e profonda della persona ed ha contatto con il cuore della vitalità e dell’energia.

Con l’automassaggio dell’addome, così come proposto in questo articolo, siamo nell’ambito dell’automassaggio non professionale finalizzato a migliorare il proprio benessere.

Questo tipo di massaggio ha il pregio di mettere la persona che lo pratica su se stesso in contatto con la sua parte più intima e profonda dal punto di vista energetico.

Mentre, da un certo senso, il massaggio ad opera di un operatore specializzato ha il pregio di essere condotto in modo “tecnicamente” coerente, l’automassaggio può non avere l’eccellenza tecnica ma ha l’inestimabile pregio di favorire il contatto con il proprio corpo e con la propria dimensione più profonda.

Questo è un grandissimo vantaggio, soprattutto in un contesto culturale in cui l’addome viene vissuto in modo a volte tormentato, costretto in stretti indumenti al fine di ridurne l’espansione a fini estetici, oppure contratto, bloccato dai muscoli per fattori emozionali più o meno consapevoli.

automassaggio addome

Benefici dell’automassaggio dell’addome

L’azione generale dell’automassaggio dell’addome è molto semplice e intuitiva e può essere ricondotta ad una generica azione di “mobilizzazione”.

La vita sedentaria ed altri fattori (non ultimo lo stress emozionale) possono, infatti, ridurre la capacità dei nostri visceri di lavorare e di svuotarsi e ciò può creare fastidi e disagi.

L’intestino crasso è uno dei visceri che soffre di più per questo, manifestando disturbi anche in termini di motilità intestinale.

Oltre all’intestino anche lo stomaco può soffrire al punto da fare male il suo lavoro di elaborazione e trasformazione dei cibi.

In questo caso lo stomaco può avere difficoltà a compiere i processi che gli sono propri (digestione) con conseguente disagio fisico (qualcosa resta sullo stomaco) e, ancora peggio, difficoltà nella produzione di energia vitale (conseguente senso di stanchezza, debolezza fisica, in particolare alle gambe…).

Anche il Fegato e la colecisti hanno ospitalità in questa zona e traggono giovamento dal massaggio.

La stimolazione dell’area corrispondente a questi organi e visceri (Zang fu), nonché l’area degli ipocondri che la medicina cinese gli attribuisce, favorisce la funzionalità energetica corrispondente.

Gli effetti sono benefici a livello digestivo e non solo, sia per quanto riguarda il Fegato che per quanto riguarda la colecisti.

Perché un automassaggio con la pallina da tennis? Posso usare anche le mani?

automassaggio addome

L’automassaggio ideale dell’addome  è quello effettuato utilizzando le dita e il palmo. Ciò perché queste aree sono particolarmente sensibili e sono in grado di cogliere con attenzione i segnali provenienti dall’addome.

La “densità” del tessuto e dell’area sottostante relativa al viscere, la temperatura e il grado di umidità della pelle ed altri aspetti ancora sono tutti apprezzabili con l’uso delle mani e non di altri strumenti.

Allo stesso tempo, però, l’uso della pallina rende più semplice la pratica dell’automassaggio nella routine quotidiana, magari anche accompagnata dal contatto con il palmo prima e dopo l’automassaggio stesso.

Utilizzando la pallina da tennis, è sufficiente una lieve pressione per avere già una buona azione sulla zona.

L’uso della pallina da tennis è, per questo, particolarmente utile anche nel caso in cui si abbia difficoltà o dolore nell’uso delle dita o del palmo.

Come massaggiare l’addome. Teoria e pratica di automassaggio

Ci sono molti modi di massaggiare l’addome.

Nella pratica dell’automassaggio dell’addome proposta in questo articolo (e nel video corrispondente riportato più in basso) sono coinvolti, in particolare, alcuni punti di Meridiani che percorrono la zona ventrale, ovvero i Meridiani principali di Stomaco e Milza e il Meridiano straordinario Vaso concezione (Ren mai).

automassaggio addome

L’automassaggio dell’addome interessa, inoltre, direttamente il viscere dell’intestino in quanto si esegue nell’area corrispondente dell’addome, eseguendo movimenti  lungo il percorso fisiologico per l’eliminazione da parte dell’intestino crasso.

Aree e punti trattati

L’automassaggio proposto stimola le aree corrispondenti a:

  • intestino
  • stomaco
  • basso addome (area al di sotto dell’ombelico)
  • ipocondri

Intestino

L’attenzione principale dell’automassaggio è rivolta all’intestino crasso. L’automassaggio proposto stimola la sua energia e lo supporta nel lavoro di far avanzare gli scarti alimentari ai fini dell’eliminazione.

Questa azione viene favorita dal movimento lungo il percorso di intestino crasso e dalla stimolazione in pressione e pressione rotatoria di due importanti agopunti appartenenti, rispettivamente, ai Meridiani di Stomaco e Milza:

  • ST25 Tianshu  (cerniera celeste) punto Mu del grosso intestino, utile quindi per trattare sindromi da pienezza di questo viscere. Tra le sue azioni principali c’è la capacità di purificare il Calore da intestino e stomaco, dissolvere l’Umidità e abbassare il Qi di stomaco. Due cun lateralmente all’ombelico
  • SP15 Daheng (grande incrocio), con azione di mobilizzazione del Qi e rimozione delle ostruzioni nel Meridiano, con regolazione dell’intestino soprattutto in presenza di stasi del Qi. 
automassaggio addome
ST25 Tianshu
automassaggio addome
SP15 Daheng

Tecnica di automassaggio sui punti ST25 e SP15:

  • pressione e pressione rotatoria sui punti (vedi il video per la localizzazione)
  • pressione abbinata alla respirazione in modo da aumentare l’effetto di mobilizzazione-“dispersione”:
    • inspiro gonfiando l’addome e premendo con la palla sul punto
    • espiro sgonfiando l’addome e lasciando la pressione

Oltre alla stimolazione di questi due importanti agopunti, abbiamo il trattamento dell’area dell’addome che circonda l’ombelico da destra a sinistra, coincidente con il percorso dell’intestino crasso.

Tecnica di automassaggio:  pressione rotatoria lungo il percorso di intestino crasso. La rotazione lungo il percorso di intestino crasso va ripetuta un numero minimo di tre-cinque volte.

automassaggio addome

La stimolazione di questa area e di questi agopunti, unitamente alla stimolazione dell’area dell’intestino crasso ha queste azioni importanti:

  • allevia i problemi di costipazione con sensazione di tensione e “nodo” soprattutto legati allo stress
  • decongestiona
  • migliora il transito
  • migliora il flusso del qi e del sangue nella zona

Stomaco

Nell’automassaggio dell’addome non può mancare la stimolazione di un punto vitale importantissimo per l’energia dello stomaco: CV12 Zhongwan.

automassaggio addome

La stimolazione di questo agopunto tonifica l’energia dello stomaco e in un certo senso “attiva” la capacità di “separare il puro dall’impuro” propria di questo viscere e caratteristica anche degli intestini.

Tecnica di automassaggio: pressione e pressione rotatoria sul punto in senso antiorario.

Basso addome

Oltre che mediante la stimolazione dell’agopunto CV12 Zhongwan, l’energia vitale viene coinvolta da questo automassaggio attraverso la stimolazione dei punti situati al basso addome:

  • CV8 Shenque (torre di guardia dello Shen) punto di tonificazione e rafforzamento già visto in relazione alla moxibustione con cono. Coincide con l’ombelico
  • CV6 Qihai (mare del Qi), punto con forte azione tonica sul Qi. indicato in tutti i casi di deficit (quando “qualsiasi cosa è uno sforzo”). Sulla linea mediana dell’addome, 1,5 cun sotto l’ombelico
  • CV4 Guanyuan (la barriera dell’energia originaria) punto Mu del piccolo intestino. E’ uno dei punti più importanti e potenti per tonificare il Qi e il Sangue e rafforzare l’intero organismo. Sulla linea mediana dell’addome, 2 cun sopra la sinfisi pubica, 3 cun sotto l’ombelico

automassaggio addome

Tecnica di automassaggio: pressione e pressione rotatoria sui punti e nell’area compresa tra l’ombelico e il bordo superiore della sinfisi pubica.

Spinta lungo l’area sotto le costole e area ipocondri

A conclusione dell’automassaggio dell’addome è utile stimolare l’area degli ipocondri controllata dagli Zang fu Fegato-colecisti.

In questo caso la pallina viene fatta rotolare lungo l’area sottostante la gabbia toracica, dal centro alla periferia (dall’interno all’esterno), sia a sinistra che a destra.

automassaggio addome

Rimbalzare la palla sull’addome

In prossimità della conclusione dell’automassaggio è utile lasciar cadere la pallina da tennis sulle varie aree dell’addome provocando lievi vibrazioni benefiche con azione simile ad un leggero picchettamento.

Palmo sull’ombelico

A conclusione dell’automassaggio poni il centro del palmo (coincidente con l’agopunto PC8 Laogong) sull’ombelico (agopunto CV8 Shenque).

Respira profondamente e concentra per alcuni minuti la tua intenzione e attenzione su questa zona del corpo.

automassaggio addome

Per approfondire vedi il video e iscriviti al mio Canale YouTube 

Automassaggio dell’addome. Quante volte applicare e ripetere le tecniche

L’intera sequenza mostrata nel video è pensata per essere ripetuta quotidianamente, come piccola routine per il benessere.

Può essere eseguita in tutta comodità, quando si è nel letto la sera prima di addormentarsi oppure al mattino, appena svegli. In ogni caso, a distanza di almeno due ore dall’ultimo pasto.

Può essere felicemente abbinata alla stimolazione del piede, sempre con la pallina da tennis, come abbiamo visto in un video tempo fa. Questo avrà un effetto di benessere ancora più intenso:

  • quando esegui l’automassaggio la sera, potrai usare la pallina sotto la pianta del piede (punto KI1 Yongquan) prima ancora di coricarti
  • quando esegui l’automassaggio la mattina, invece, userai la pallina sotto la pianta del piede una volta finito l’automassaggio dell’addome, quando ti alzerai per iniziare la giornata.
riflessologia
Ki1 Yongquan

Attenzione

In caso di problemi importanti a carico dell’area addominale consultare il proprio medico. In presenza di dolore interrompere immediatamente l’automassaggio e consultare il medico.

 

© Laura Vanni 2018


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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Stasi del Qi del fegato: sintomi, cause e rimedi con alimentazione e digitopressione (con video)

stasi del qi del fegato

La stasi del Qi del Fegato (anche detta stasi del Qi epatico) rientra all’interno di una delle sindromi più diffuse nella pratica della medicina cinese (la stasi, appunto).

Questa stasi può presentarsi in diverse forme, le quali possono anche combinarsi tra loro.

Tra le principali forme di stasi troviamo:

  • Stasi di Qi
  • Stasi di Sangue
  • Stasi di Umidità
  • Stasi di Freddo

La stasi di Qi epatico è una delle stasi energetiche più comuni, anche se la stasi di Qi può interessare anche altri Organi Zang come il Polmone, Milza-pancreas, Cuore e anche i visceri Fu (in particolare stomaco e intestino).

Sintomi caratteristici della stasi di Qi

Il sintomo più caratteristico della stasi di Qi è indubbiamente la sensazione di gonfioredolore, chiara manifestazione del ristagno energetico.

Questa sensazione si manifesta tipicamente all’addome, al torace, all’epigastrio, ma sono possibili altre aree significative.

Può essere una sensazione a livello di distensione e gonfiore, oppure arrivare fino alla sensazione di accumulo fisico, con una massa vera e propria.

stasi-qi-fegato-sintomi-cause-rimedi

Questo dolore non è ben localizzabile, riguarda un’area più che un punto, e spesso è anche migrante.

Questi aspetti differenziano la stasi di Qi dalla stasi di Sangue (dolore acuto, trafittivo, fisso), altra sindrome importante in parte connessa alla stasi di Sangue.

Quando parliamo di stasi di Qi, infatti, in parte parliamo anche di stasi di Sangue in quanto Qi e Sangue viaggiano insieme (“Il Qi è il motore del Sangue”).

Quando il Qi ristagna, inevitabilmente interferisce, in un modo o nell’altro, con una circolazione del Sangue senza ostacoli.  Ciò diventa però evidente solo quando la stasi diventa piuttosto importante o si protrae molto a lungo nel tempo.

Il quadro energetico che trattiamo in questo articolo concentra l’attenzione sulla stasi di Qi non “complicata” da stasi di Sangue.

Sintomi tipici della stasi del Qi epatico

Oltre ai sintomi generali di gonfiore e ristagno comuni ad ogni stasi di Qi, la stasi di Qi epatico si caratterizza per alcune particolarità.

Nel mio lavoro di operatrice tuina, mi capita frequentemente di trovare questo quadro come “radice” di una serie di manifestazioni lamentate dalla persona.

In particolare, in un quadro di stasi di Qi epatico si possono avere sintomi come:

  • sensazione di distensione addominale
  • senso di tensione e dolore agli ipocondri e ai fianchi
  • oppressione toracica
  • sensazione di corpo estraneo in gola (nodo alla gola)
  • alterazioni dell’umore con facilità all’irritabilità e alle turbe depressive
  • disturbi del sonno
  • disturbi digestivi
  • cefalea
  • nella donna: tensione al seno in fase premestruale, dolori mestruali all’inizio del flusso o immediatamente precedenti al flusso, irregolarità mestruali

stasi del qi del fegato

La stasi di Qi di Fegato può impedire anche le attività funzionali del Polmone portando ad una sensazione di fastidio-oppressione al petto e a sospiri frequenti (il Fegato-Legno si ribella al Polmone-Metallo).

Cause della stasi di Qi epatico

La causa principale della stasi del Qi epatico riguarda aspetti emozionali: emozioni troppo intense, troppo prolungate nel tempo, non espresse liberamente ma “bloccate” e “compresse”.

stasi del qi del fegato

L’emozione che maggiormente può avere azione nel determinare la stasi di Qi epatico è la rabbia repressa e trattenuta, il risentimento, il rancore

Questo stato emotivo blocca il lavoro del Fegato e ciò causa un ristagno più ampio, sia a livello emozionale (frustrazione, insoddisfazione, depressione) che fisico (dolore, senso di distensione…).

Come ridurre la stasi del Qi epatico

Alimentazione

La medicina cinese pone molta attenzione all’alimentazione ed utilizza gli alimenti come veri e propri farmaci, in grado di modificare le caratteristiche della nostra energia nel medio e lungo termine.

In presenza di stasi del Qi epatico, secondo i principi di dietetica cinese, l’alimentazione dovrebbe favorire il dinamismo e la diffusione, quindi aspetti tipicamente Yang.

Sarà opportuno favorire il consumo di cibi cotti e tiepidi, riscaldanti e dal sapore lievemente piccante in modo da mobilizzare il Qi e il Sangue, favorendone la circolazione.

stasi del qi del fegato

E’ necessario prestare attenzione che non si sia sviluppato anche del Calore interno. Questo in genere tende a svilupparsi quando la stasi è particolarmente grave o particolarmente protratta nel tempo.

In questo caso sarà bene non eccedere con gli alimenti riscaldanti ed inserire, invece, nell’alimentazione alimenti amari, moderatamente dolci e di natura neutra o rinfrescante.

In generale, si consiglia di limitare al massimo alimenti astringenti e alimenti fortemente umidificanti.

In entrambi i casi si avrebbe un’azione di rallentamento dell’energia, con tendenza a contrastare la diffusione bloccandola (cibi astringenti) o limitandola fortemente (cibi umidificanti).

Alimenti da limitare:

  • latticini
  • frutta (in particolare fragole, mirtilli, melone, cachi)
  • farine
  • grano
  • lardo e grassi animali
  • calamari

A meno che il quadro non sia complicato dalla presenza di Calore interno, evitare in particolare cibi di natura eccessivamente Fredda come: formaggi freschi, yogurt, vongole, soia, cetrioli, funghi champignon, anguria, pompelmo, te verde

Alimenti da favorire:

  • cibi caldi e cucinati
  • spezie a piccole dosi
  • alimenti con azione mobilizzante sul Qi come: sedano, scarola, porro, peperone verde, cipolla, cavolo, aglio, rucola, ravanello, semi di finocchio, erba cipollina, timo, salvia, prezzemolo, peperoncino, noce moscata, menta, maggiorana, ginepro, curcuma, cumino, chiodo di garofano, cappero, basilico, anice, alloro, zafferano, prugna, uva, pesca, kumquat, scorza di agrumi anche in formato di tisana-decotto (arancia, limone, mandarino ma prestare attenzione che provengano da coltivazione biologica, per evitare l’assunzione di pesticidi), camomilla

Autotrattamento con la digitopressione e l’automassaggio

Un aiuto concreto può arrivare dalla pratica dell’autotrattamento dei punti dei Meridiani e, in parte, dai Meridiani stessi lungo porzioni del loro percorso.

Questo autotrattamento è finalizzato a disperdere la stasi del Qi epatico ripristinandone la circolazione e dovrebbe essere svolto ogni giorno in presenza di stasi del Qi epatico.

stasi del qi del fegato

Picchettare il lato esterno della gamba

Il picchettamento lungo la parte esterna della gamba consente di stimolare la zona percorsa dal Meridiano di colecisti (viscere associato al Fegato), il quale ha una azione significativa sull’attivazione dei movimenti del Qi.

Il modo più semplice per procedere è chiudere le mani a pugno mantenendo morbido e rilassato il pugno in modo che possa entrarvi un dito (cosiddetto “pugno di cotone” o “pugno vuoto”).

Con il pugno – mantenendo morbido anche il polso – procedere dando colpi vivaci e superficiali lungo i fianchi, dall’anca fino ai piedi, lungo la parte esterna della gamba. Ripetere per 10 volte il percorso su entrambe le gambe.

Questo movimento può essere fatto in due modi:

  • in piedi, gambe leggermente divaricate, scendendo con la schiena e allungandosi quindi progressivamente verso il pavimento picchettando nel contempo entrambe le gambe. Mantenere le ginocchia leggermente flesse per non gravare sulla schiena
  • in piedi, appoggiando un piede stabilmente su un muro basso o una sedia e picchettando lungo la gamba, ripetendo poi la stessa cosa con l’altra gamba. Questa seconda modalità è preferibile soprattutto se ci sono problemi a livello motorio o difficoltà a scendere con la schiena “in sicurezza”

In questo video ti illustro entrambe le alternative di trattamento:

Stimolare il terzo punto del Meridiano del Fegato (LR3 Taichong)

Il terzo punto del Meridiano del Fegato (LR3) è noto (tra l’altro)  per la sua azione dinamizzante sul Qi ed è il punto ideale da stimolare in presenza di una stasi del Qi epatico.

LR3 Taichong è localizzato sul dorso del piede, tra il primo e il secondo dito del piede (primo spazio metatarsale).

stasi del qi del fegato

Una volta localizzato il punto, premere con la punta del dito (pollice) e compiere piccole rotazioni per almeno un minuto.

stasi del qi del fegato

Attività fisica

L’attività fisica regolare è estremamente efficace per mantenere attivo il Qi epatico e ridurre le possibili stasi.

La corsa, la camminata veloce, il ballo, il trekking, la bicicletta… tutte queste (e molte altre) possono essere valide opportunità per il benessere energetico del nostro Fegato.

stasi del qi del fegato

La medicina cinese propone, tra le attività, il Qi gong e il Taiji le quali sono in grado di rispondere a diverse esigenze energetiche, non solo quelle relative alla stasi del Qi epatico.

Anche gli esercizi di rilassamento e meditazione possono essere utili. Questi riducono la sensazione di stress e migliorano, nel tempo, la capacità della persona di gestire la pressione emotiva, allenando anche la respirazione profonda e completa (anch’essa importante per favorire un movimento energetico armonico e fluido).

stasi del qi del fegato

Infine: attenzione allo stile di vita

Un aspetto importante per ridurre la stasi di Qi epatico e prevenirne il formarsi è quello di prendere in esame il proprio stile di vita valutando se ci sono aspetti che si possono migliorare.

L’energia del Fegato si blocca in presenza di senso di costrizione, obbligo, routine, burocrazia, adempimenti ritenuti non importanti. Risente, inoltre, di emozioni legate alla rabbia trattenuta, risentimento, rancore.

Prendersi cura del proprio stato emozionale è assolutamente prioritario per la nostra energia epatica.

L’alimentazione, l’autotrattamento e l’attività fisica potranno aiutarci molto, ma l’aiuto più grande possiamo darlo solo noi, apportando nel tempo piccoli o grandi cambiamenti nella nostra vita, in modo da poter ridurre lo stress, esprimendo le nostre qualità e le nostre passioni, nel rispetto della nostra più profonda natura.

stasi del qi del fegato

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Il Meridiano principale dell’intestino crasso

meridiano principale intestino crasso

Il Meridiano principale dell’intestino crasso è costituito da 20 agopunti ed appartiene al livello energetico Yang Ming.

E’ connesso al Meridiano Principale del Polmone ed il suo  orario di massimo energetico è dalle ore 5 alle ore 7 del mattino.

Meridiano principale dell’intestino crasso

Percorso interno del Meridiano principale dell’intestino crasso

Nel suo percorso interno, il Meridiano principale dell’intestino crasso nasce all’agopunto ST12 Quepen, situato nella fossa sopraclavicolare.

Da qui, il Meridiano scende e – dopo essere penetrato nel Polmone e aver attraversato il diaframma – giunge a prendere contatto nell’addome con il viscere corrispondente dell’intestino crasso.

Si dirige poi ancora verso il basso, lungo l’arto inferiore, dove emerge in corrispondenza dell’agopunto ST37 Shangjuxu (Punto Mare inferiore del Meridiano dell’Intestino crasso).

Percorso esterno del Meridiano principale dell’intestino crasso

Il percorso esterno del Meridiano principale dell’intestino crasso origina all’angolo ungueale esterno del secondo dito della mano (indice), risale lungo il bordo esterno del dito e sulla faccia dorsale della mano per proseguire lungo il bordo radiale dell’avambraccio e la regione antero-esterna del braccio.

Arrivato in corrispondenza della spalla, il Meridiano si dirige posteriormente fino ad arrivare all’apofisi spinosa della settima vertebra cervicale (GV14 Dazhui) e ritorna poi anteriormente alla fossa sopraclavicolare (in corrispondenza di ST12 Quepen) per risalire lungo la regione antero-esterna del collo.

Raggiunge la mandibola, risale verso il labbro superiore, attraversa la linea mediana anteriore e termina nel solco naso-genieno del lato opposto.

Funzioni energetiche e agopunti importanti del Meridiano di intestino crasso

Le funzioni prioritarie del Meridiano di intestino crasso sono sintetizzabili nei seguenti tre punti:

  1. controlla i liquidi corporei Jin (liquidi fluidi)
  2. dissipa Vento e Calore
  3. ha azione sulla pelle

Descriviamo di seguito queste tre funzioni energetiche, indicando alcuni agopunti utili scelti lungo il Meridiano Principale di intestino crasso.

1) Controlla i liquidi Jin (fluidi)

Fanno capo al Meridiano principale dell’intestino crasso i liquidi corporei fluidi (sudore, lacrime, saliva, idratazione cutanea…).

In questa funzione di gestione dei liquidi  l’intestino crasso si armonizza con lo Stomaco: mentre, infatti, lo Stomaco genera i liquidi, l’intestino crasso li distribuisce.

Il Calore nel Meridiano si manifesta spesso con Secchezza sulla parte alta del corpo e sul viso.

Meridiano principale dell’intestino crasso

In caso di calore acuto che genera secchezza (occhi rossi, tremori, tic, eczemi, bruciore della gola, febbre, feci secche…) è indicato il trattamento di LI2 Erjian (punto Acqua, punto di dispersione).

Stimolare  “in dispersione” con tecniche come pressione, pressione rotatoria, oscillazione.

2) Dissipa il Vento Calore

Il trattamento del Meridiano dell’intestino crasso è molto efficace per dissipare il Vento Calore, ovvero per liberarlo e sbloccarlo.

Quando il Vento Calore è a lungo “imprigionato” nel Meridiano di intestino crasso si possono avere varie manifestazioni come: gola chiusa, bruciante, gonfia, difficoltà a deglutire, mani gonfie e calde, problemi a denti e bocca (ascessi dentari e odontalgia); rash cutanei, arrossamenti, eritemi…

Meridiano principale dell’intestino crasso

Se la situazione di Vento Calore si aggrava possono manifestarsi, inoltre, spasmi, tremori, tic, oltre a sfoghi anche importanti sul viso.

Un punto importante per dissipare la superficie dal Vento Calore è LI11 Quchi.

Se è presente Vento Calore al viso (spasmi, tic, eritemi…) trattare anche l’agopunto LI4 Hegu che ha azioni simili e specifico tropismo per il viso.

3)  Tratta la pelle

Il Meridiano di intestino crasso ha un ruolo centrale nel trattamento delle patologie dermatologiche.

Un agopunto del Meridiano molto importante per trattare la pelle (soprattutto nelle dermatiti e nelle psoriasi) è LI11 Quchi già citato per la dissipazione del Vento Calore.

Tra le sue numerose azioni, infatti, questo agopunto ha anche quella di rinfrescare il Sangue (Xue), con conseguente effetto sulla pelle.

Meridiano principale dell’intestino crasso

Stimolare  “in dispersione” con tecniche come pressione e pressione rotatoria.

Osservazioni teoriche generali

Ogni agopunto, in medicina cinese, può avere più azioni e la stessa azione può essere svolta da più agopunti.

Inoltre, ogni azione può essere potenziata da una combinazione di punti che sono collocati non solo sul Meridiano interessato (in questo caso il Meridiano dell’intestino crasso) ma anche su altri Meridiani.

Per questo, nonostante la stimolazione in autotrattamento dei singoli agopunti sia sempre valida ed efficace, un trattamento energetico condotto da un operatore-medico cinese coinvolge in genere non un solo Meridiano ma più Meridiani e/o agopunti (singolarmente o in associazione tra loro), stimolati in modo diverso a seconda delle necessità da valutare di volta in volta.

Aspetti fisici ed emotivi relativi all’energia dell’intestino crasso

In medicina cinese corpo e mente sono strettamente correlate. Gli Organi Zang hanno funzioni energetiche che riguardano tanto l’aspetto funzionale-fisico, quanto l’aspetto psichico-emotivo.

Dal punto di vista psichico, l’intestino crasso soffre molto le situazioni di stress in cui è necessario doversi adattare ad una situazione assolutamente non congeniale o non compresa fino in fondo (colite cronica, colite spastica, colite ulcerativa…).

Ha la regolazione delle eliminazioni. Questo riguarda le sostanze di rifiuto derivanti dai cibi ma anche, metaforicamente, ciò che concerne il vissuto. L’Intestino crasso è, quindi, in relazione sia fisicamente che psichicamente all’accogliere, lasciar transitare ed eliminare quanto non è più utile per la nostra energia (anzi è tossico e potenzialmente dannoso).

Meridiano principale dell’intestino crasso

Quando è utile trattare il Meridiano dell’intestino crasso

Per quanto visto fin qui, il Meridiano dell’intestino crasso rappresenta per il medico-operatore di medicina cinese un punto di riferimento indispensabile in caso sia necessario:

  • regolare disarmonie connesse ai liquidi organici (secchezza soprattutto in alto…)
  • espellere un patogeno (Xie Qi) persistente, in particolare dissipare Vento e Calore (mal di gola, mal di denti, ascessi…)
  • trattare manifestazioni alla pelle connesse a Vento-Calore

 


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Ridurre il mal di gola con la digitopressione (con video)

rimedi mal di gola

Il mal di gola è un fastidio molto comune che possiamo trattare con la digitopressione tornando più velocemente in forma.

In medicina occidentale, il mal di gola viene definito come un’infiammazione acuta delle mucose della faringe, della laringe, delle tonsille o delle corde vocali.

Può essere di natura virale o batterica ed essere più o meno accompagnato da altre manifestazioni come raffreddore, tosse o febbre.

Il mal di gola non è una manifestazione “grave” di per sé.

Anche se non è grave, è un sintomo molto fastidioso che si associa a dolore, difficoltà a deglutire e bruciore che può essere anche intenso.

Inoltre, se trascurato, può peggiorare nei sintomi e può degenerare in un quadro più complesso.

Il mal di gola in medicina cinese

Il mal di gola in medicina cinese deriva dall’aggressione da parte di agenti climatici (vento, freddo…) che penetrano nella nostra difesa superficiale innescando una reazione da parte della nostra energia difensiva.

L’obiettivo del medico cinese, ai fini di ripristinare l’equilibrio Yin-Yang nell’organismo, è quello di eliminare il patogeno ed in particolare eliminare il Calore che si manifesta nel nostro organismo.

Ciò può essere fatto in diversi modi e grazie a numerosi strumenti. In questo articolo ci concentriamo su due agopunti estremamente efficaci a ridurre o risolvere il Calore associato al mal di gola.

Questi agopunti sono entrambi collocati sul Meridiano del Polmone, il quale ha una connessione con la gola ed ha funzioni di protezione e difesa dai patogeni esterni.

mal di gola in medicina cinese
Autore Dimitrius

Due agopunti per il mal di gola 

Abbiamo già parlato del Polmone recentemente.

Nell’articolo “Il Polmone in medicina cinese” ne abbiamo visto il percorso e le funzioni energetiche più importanti.

Oggi parliamo, invece, due agopunti di questo stesso Meridiano particolarmente utili in caso di mal di gola acuto.

Gli agopunti sono:

  • LU10 Yuji (dorso del pesce)
  • LU11 Shaoshang (giovane mercante)

Questi agopunti sono, rispettivamente, il decimo e l’undicesimo (ed ultimo) punto del Meridiano.

 

LU10 Yuji. Un punto per purificare il Calore

Yuji significa “dorso del pesce”. Questo punto è così chiamato per via della sua localizzazione.

Si trova a metà del lato radiale del primo metacarpo, sulla linea di giunzione tra la cute dorsale e la cute palmare.

Il muscolo flessore del pollice è paragonato alla schiena del pesce e il punto è situato sul suo bordo.

ridurre mal di gola digitopressione

Si tratta di un “punto Fuoco”, particolarmente adatto, quindi, ad eliminare il Calore e la Pienezza nel Polmone, soprattutto nelle situazioni acute.

Oltre all’applicazione in caso di faringite, laringite e gola con secchezza, questo agopunto viene utilizzato anche per tosse, emottisi , raucedine, cordite ed afonia.

Il trattamento sul punto LU10 può essere effettuato con pressione, pressione rotatoria, oscillazione e spinta.

LU11 Shaoshang

Il punto LU11 Shaoshang (“giovane mercante”) è localizzato all’angolo ungueale radiale del primo dito della mano (pollice).

mal di gola in medicina cinese

Si tratta di un “punto Pozzo”, in particolare dell’ultimo punto del Meridiano del Polmone.

I punti Pozzo sono collocati a livello delle estremità delle dita delle mani e dei piedi. Ogni Meridiano ne ha uno che corrisponde al suo primo o al suo ultimo agopunto (come nel caso del meridiano del Polmone).

La caratteristica comune a tutti i Punti Pozzo è quella di avere un’energia che “porta all’esterno”.

Stimolando il punto pozzo del Meridiano, in altri termini, è più facile espellere i patogeni, svuotando (“disperdendo”) il sovraccarico energetico in caso di aggressione di Xie Qi (Energia perversa).

LU11 Shaoshang è, inoltre, un punto Legno (utile quindi anche in caso di Vento interno come spasmi, epilessia… in associazione ad altri punti).

Tra le caratteristiche più importanti di questo punto c’è quella di espellere il Vento/Calore di origine esterna.

E’, quindi, ideale per trattare la gola nelle tonsilliti e tracheo-bronchiti acute.

E’ particolarmente utile in presenza di gonfiore alla gola (invasione di Vento Calore).

La tecnica di stimolazione per questo punto, come sempre avviene per i punti Pozzo, prevede il rollio digitale e la pressione ungueale.

In autotrattamento, tuttavia, è possibile (e consigliabile) stimolare il punto comodamente con l’aiuto della punta di una penna o di una matita.

Nel video seguente sono mostrate le tecniche di stimolazione di questi agopunti.

Mal di gola acuto e mal di gola cronico

Questo articolo si riferisce alle manifestazioni di mal di gola acuto.

In caso di mal di gola cronico è necessaria una valutazione energetica e l’impostazione di un diverso sistema di trattamento in base alla situazione.

I quadri prevalenti in questo caso possono rimandare, generalmente, ad una condizione di secchezza del Polmone da deficit dello Yin oppure ad una stasi di Qi.

© Laura Vanni 2018



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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Un punto da trattare in caso di difficoltà respiratorie  

difficoltà respiratorie

Quando parliamo di difficoltà respiratorie (o dispnea) intendiamo una mancanza d’aria all’apparato respiratorio che provoca una difficoltà ad ossigenare l’organismo.

La persona può avvertire affanno, fame d’aria, tosse o oppressione al petto.

Attenzione!

I medici ci spiegano che le difficoltà respiratorie possono segnalare un problema a livello polmonare come l’asma, la polmonite, la broncopneumopatia ostruttiva e l’embolia polmonare.

L’affanno, quindi, può essere il campanello d’allarme di qualcosa di più serio e non va sottovalutato. Anzi, va affrontato tempestivamente con il proprio medico per evitare guai e a volte salvarci la vita.

difficoltà respiratorie

Fatta questa importante premessa, in questo articolo vedremo il punto di vista della medicina cinese in tema di difficoltà respiratorie e impareremo a stimolare da soli un agopunto con azione benefica sul polmone.

Polmone tetto degli Organi, scudo del nostro organismo

Il Polmone è l’Organo (Zang) situato nella posizione più alta, meritando, per questo, in medicina cinese, il nome di “tetto” o “coperchio” di tutti gli Organi.

E’, inoltre, l’unico Organo ad avere contatto diretto con l’esterno sia attraverso le vie respiratorie che attraverso la pelle, a cui è connesso.

Ciò lo rende particolarmente esposto alle aggressioni da parte dei patogeni esterni e, allo stesso tempo, lo rende una sorta di “scudo” a difesa del nostro organismo.

Governa, infatti, l’energia difensiva (Wei Qi) che ha il compito di proteggere l’organismo dai patogeni esterni.

difficoltà respiratorie

Polmone Direttore del Qi (Maestro del Soffio)

Il Polmone è detto “Direttore del Qi” (Maestro del Soffio).

È “l’origine del respiro” e attraverso la respirazione esso assorbe il “Qi puro” dal mondo naturale ed espelle il “Qi impuro” dall’organismo.

Le sue funzioni sono di prioritaria importanza per la nostra  energia vitale, assieme a quelle del sistema digestivo.

Respirazione ed alimentazione sono infatti le fondamenta per la quotidiana costruzione del nostro Qi e del nostro Sangue.

Il Meridiano del Polmone

Secondo la medicina cinese il nostro organismo è percorso da Canali energetici o Meridiani.

Questi attraversano tutto il nostro corpo dal basso all’alto e dall’alto al basso come autostrade invisibili su cui corre l’energia vitale (Qi).

I Meridiani principali, in particolare, hanno un percorso interno che attraversa organi e visceri e un percorso esterno lungo il quale sono collocati un numero di punti (agopunti) di numero sempre diverso a seconda del Meridiano.

Tutti i Meridiani principali sono bilaterali e simmetrici.

difficoltà respiratorie

Il Meridiano del Polmone conta 11 agopunti.

Il percorso esterno di questo Meridiano inizia al torace, al punto LU1 Zhongfu  sotto la clavicola e termina – dopo aver percorso il lato interno del braccio – al punto LU11 Shaoshang, sul lato radiale del pollice, dietro l’angolo ungueale.

Il trattamento del Meridiano principale di Polmone è utile in caso di ogni tipo di disarmonia di quest’organo (bronchite, tosse, laringite…) sia in eccesso che in deficit.

Ognuno dei suoi 11 agopunti ha una azione diversa sulla nostra energia e sono, pertanto, diverse le indicazioni di impiego.

In questo articolo prendiamo in considerazione l’agopunto LU1 Zhongfu (dimora centrale), primo punto del Meridiano.

LU1 ZHONGFU: un agopunto per liberare il torace

LU1 Zhongfu è un agopunto in cui il Qi dell’Organo Zang Polmone è particolarmente forte (classificato come “Punto MU” del Polmone) ed è per questo di particolare efficacia per trattare i problemi polmonari.

La sua azione sul torace è volta a ripristinare la funzionalità del Polmone.

In particolare:

  • Apre il petto, elimina la pienezza dal torace
  • Stimola la discesa del Qi polmonare e del Qi di stomaco
  • Espelle il Tan (stasi di liquidi, catarri, ammassi patologici)

Per queste sue azioni questo agopunto è indicato ogni volta che si è in presenza di:

  • Dispnea, sibili
  • Tosse (no tosse secca), nausea e vomito
  • Catarro, sensazione di oppressione al torace, pienezza e dolore al torace, dolore alla spalla, linfonodi ingrossati

In agopuntura e nel tuina questo punto viene utilizzato per disperdere la pienezza del Polmone e purificare il Calore negli stadi successivi a invasione di patogeno esterno (Xie) nel Polmone.

Non viene utilizzato quando questo è ancora a livello superficiale, esterno al Polmone in quanto in questo caso sono efficaci altri agopunti deputati a “liberare l’esterno”.

Autotrattamento

Per stimolare l’agopunto LU1 Zhongfu è possibile agire in autotrattamento in tre modi:

  1. esercitare una pressione con impastamento sull’area utilizzando la punta dei polpastrelli
  2. esercitare una spinta obliqua verso l’ascella utilizzando il pollice
  3. picchettare l’area utilizzando la punta delle dita (mano a “becco di gru”)

Nel video che segue puoi vedere l’applicazione di queste tecniche.

PS: Questo agopunto può essere “dolente” quando il Polmone è in difficoltà. Anche in questo caso (anzi direi soprattutto in questo caso) è utile il trattamento proposto.


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Ridurre la nausea con la digitopressione

ridurre nausea con digitopressione

La nausea è un disturbo piuttosto frequente. Di per se non è un disturbo grave, ma certamente è molto fastidioso.

Intanto chiariamo subito che la nausea è un sintomo, non una malattia.

Si tratta di un malessere indefinito che riguarda la parte superiore dello stomaco, spesso associato ad un senso di vomito.

ridurre-nausea-con-digitopressione

Anche se in genere si tratta di un sintomo sopportabile, è bene non ignorarlo ma considerare che è un segnale, un campanello di allarme che ci dice che c’è qualcosa che non va.

Prima di preoccuparti quindi di trovare il rimedio per far passare la nausea, cerca di capire qual è la sua causa e parlane con il medico se occorre.

Da cosa dipende la nausea?

In medicina occidentale le cause della nausea possono essere diverse. Da problemi a livello del sistema nervoso o dei centri dell’equilibrio dell’orecchio interno a problemi dell’apparato gastrointestinale.

E’ il caso di preoccuparci se la nausea si associa ad altri sintomi come un forte dolore addominale, forte debolezza, vomito con sangue, febbre alta, stato di confusione o anche a seguito di un trauma alla testa.

In situazioni come queste è necessario rivolgersi subito ad un medico.

Negli altri casi, la nausea è un sintomo tipico in situazioni anche comuni come per esempio:

  • il mal d’auto o mal di mare
  • condizioni di stress e tensione emotiva (ansia, rabbia…)
  • sostanze farmacologiche (effetti collaterali)
  • condizioni ormonali (nelle donne è nota la nausea in gravidanza e la nausea durante le mestruazioni)

ridurre-nausea-con-digitopressione

Nausea in medicina cinese

La nausea in medicina cinese è un sintomo di energia (Qi) ribelle dello stomaco.

In sostanza, lo stomaco per la sua natura ha la funzione di inviare il bolo alimentare verso il basso (verso l’intestino). La nausea segnala che questo invio verso il basso non sta avvenendo.

Quando abbiamo nausea significa che l’energia dello stomaco non sta scendendo come dovrebbe ma, al contrario, sta salendo verso l’alto (Qi ribelle di stomaco) in modo più o meno grave, fino ad arrivare anche al vomito.

Eccesso o deficit?

Le cause della nausea in medicina cinese sono diverse e possono essere collegate a eccesso o deficit (pieno o vuoto):

  • situazioni di Eccesso (come Calore o Freddo dello stomaco)
  • situazioni di Deficit (come un Deficit di Yin dello stomaco).

Per differenziare tra le due situazioni è necessaria la valutazione energetica da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

In linea generale però si può considerare che :

  • in condizioni di Eccesso, il Qi si ribella attivamente con sintomi a volte violenti (vomito)
  • in condizioni di Deficit, invece, esso smette di scendere (nausea blanda e prolungata)

Cosa fare in caso di nausea?

Per quanto si tratti di un sintomo quasi mai urgente, la nausea può rendere la vita difficile.

Vediamo i possibili rimedi per affrontare la nausea in medicina cinese, in particolare con alimentazione e digitopressione.

Alimentazione

Alcuni facili rimedi possono derivare dall’alimentazione.

Intanto è il caso di seguire alcune regole base:

  • evitare di bere caffè, te e alcolici,
  • cercare di non riempire eccessivamente lo stomaco
  • mangiare cibi facilmente digeribili

Un rimedio naturale per ridurre la nausea e molto caro alla dietetica cinese è lo zenzero.

ridurre-nausea-con-digitopressione

In assenza di bruciori allo stomaco, un decotto di zenzero fresco può essere di aiuto e può essere preparato facilmente facendo sobbollire per 5 minuti un pezzetto di questo rizoma nell’acqua.

Digitopressione 

La digitopressione può venirci in grande aiuto in presenza di nausea.

Di seguito ti illustro alcuni punti energetici che puoi stimolare in caso di necessità.

Agopunto PC6 NEIGUAN

ridurre-nausea-con-digitopressione

Un agopunto molto efficace per fermare la nausea è collocato sul Meridiano del Pericardio. Si chiama PC6 Neiguan (barriera interna).

Per localizzarlo basta porre tre dita in linea con la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

ridurre-nausea-con-digitopressioneLa stimolazione di questo agopunto è molto semplice e può essere fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

L’efficacia di questo agopunto lo ha reso noto anche al di fuori degli ambienti della medicina cinese. Se cerchi una stimolazione ancora più comoda, infatti, puoi trovare facilmente anche on line pratici polsini antinausea.

Questi polsini (noti con il nome P6 nausea control), una volta indossati come fossero polsini da tennista, assicurano un effetto simile a quello della digitopressione.

Io ho provato personalmente questi polsini su mia figlia, quando era molto piccola (esistono, infatti, anche polsini antinausea pediatrici).

Soffriva, infatti, terribilmente di mal d’auto e ogni spostamento era una sofferenza. Mi sono stati di grandissimo aiuto e mi sento di consigliarli.

L’importante è indossare correttamente i polsini prestando attenzione a dove si colloca il “bottone” per la stimolazione dell’agopunto.

In tutti i casi, la stimolazione di PC6 sarà molto utile per ridurre la nausea, qualunque sia il motivo che l’ha causata.

Alla fine di questo articolo troverai un video dimostrativo tratto dal mio Canale YouTube, ma per il momento ti consiglio di continuare a leggere perché c’è un altro punto che può tornare utile per risolvere la nausea ed è collocato sull’orecchio.

Un punto sull’orecchio per fermare nausea e vomito

Un altro punto che possiamo stimolare per ridurre il senso di nausea si trova sull’orecchio, nella zona dell’antitrago, ed è quello indicato nella foto con il punto rosso.

ridurre-nausea-con-digitopressione

Nell’auricoloterapia questo punto ha il nome di Zhen-AT3 (occipite) e viene stimolato con piccoli aghi oppure con piccoli semi tondi (semi di vaccaria) applicati tramite cerotti.

Al di là di questa applicazione professionale, avremo sollievo a stimolare questo punto anche in autotrattamento, utilizzando semplicemente le dita premendo l’area tra indice e pollice o massaggiando a lungo la zona utilizzando le dita.

Questo punto, oltre a fermare nausea e vomito, ha azione anche su altre manifestazioni che in medicina cinese sono associate al cosiddetto “vento interno”, ovvero:

  • eccitazione
  • alcuni tipi di tosse e asma
  • prurito
  • alcuni tipi di problemi agli occhi
  • alcuni tipi di cefalea e di problemi cervicali

Guarda il video “nausea stop con la digitopressione” sul mio canale YouTube!

© Laura Vanni 2018



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medicina cinese


Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

La paura secondo la medicina cinese

paura in medicina cinese

La paura in la medicina cinese è l’emozione associata ai Reni e coinvolge l’asse Acqua-Fuoco ovvero Rene-Cuore (Shao-Yin).

La paura sollecita negativamente l’organismo, come ogni emozione, quando è in eccesso incide negativamente sui regolari movimenti del Qi e sulla sua circolazione.

In particolare, quando proviamo paura, il nostro Qi si dirige verso il basso. Ad essere coinvolto è il sistema funzionale del Rene che, al contrario, ha natura ascendente e “consolidante”.

paura in medicina cinese

Cosa succede se proviamo paura

Se l’emozione della paura è vissuta troppo spesso o con eccessiva intensità, il Rene viene stimolato eccessivamente da questa discesa di Qi e si indebolirà.

Ciò può condurre a manifestazioni come incontinenza o enuresi, dolore nella zona lombare e delle ginocchia, invecchiamento precoce o repentino (si pensi al modo di dire “capelli bianchi per la paura”…).

L’indebolimento del Rene coinvolge anche la sua relazione con il Cuore, interrompendo l’equilibrio dell’asse Acqua-Fuoco (Rene-Cuore).

Potranno manifestarsi quindi anche vertigini, acufeni, perdita di udito, grave ansia, palpitazioni

La paura ha, inoltre, la capacità di bloccare. Questa emozione riesce a far rallentare la circolazione del Qi e del Sangue, causa contrazioni involontarie e croniche dei muscoli, compreso il diaframma, con effetti a vari livelli (digestivo, respiratorio etc).

Anche lo spavento agisce danneggiando la nostra energia.

paura in medicina cinese

Si tratta in questo caso di una reazione inconsapevole, improvvisa e violenta. Lo spavento improvviso causa il disordine della circolazione del Qi e la perdita del controllo mentale e dei movimenti.

La paura e lo spavento sono reazioni emozionali con azioni negative simili sull’energia dei Reni: la sollecitano negativamente, ne turbano i movimenti del Qi e alla lunga danneggiano i Reni (spavento urinare in modo incontrollato).

Il Rene in medicina cinese rappresenta la nostra energia più profonda.

E’ l’energia del cielo anteriore (congenito) che “sostiene il cielo posteriore (l’acquisito). E’ il fondamento della vita.

La paura danneggia il Rene.

Allo stesso tempo, però, in caso di debolezza energetica, l’energia del Rene genera paura intesa come emozione di smarrimento, assenza di gioia di vivere per mancanza di uno scopo da realizzare.

Che fare?

Per non restare bloccati dalla paura la medicina cinese invita a nutrire lo spirito e la mente.

Restare calmi, positivi, non focalizzarsi su obiettivi eccessivamente difficili, prendersi cura di sé.

Questi sono i principi ispiratori, risultati di un percorso personale.

Un percorso personale che può essere facilitato dalla pratica di esercizi mirati alla consapevolezza psicofisica come per esempio con la pratica del qi gong e della meditazione.

Autotrattamento

La digitopressione ci può venire in aiuto. La scelta degli agopunti non può prescindere dalla valutazione del caso personale.

In ogni caso, in presenza di tendenza depressiva, apprensione, paura che possa accadere qualcosa, può essere per tutti utile:

  • nutrire e rafforzare il Qi del Rene con KI3 Taixi 
  • nutrire lo Yin e il Rene in generale con KI7 Fuliu

Se è presente anche grave ansia, palpitazioni, punta della lingua rossa (Fuoco del Cuore) è utile aggiungere anche i punti:

Nel video “La paura in medicina cinese” qui di seguito trovi tutte le spiegazioni sulla localizzazione e sul modo in cui stimolare questi agopunti.

——–

Approfondimenti:

In un video precedente ho parlato delle  emozioni dal punto di vista della medicina cinese.

Ho, inoltre, già parlato di preoccupazione,di rabbia  e di ansia e come ridurla utilizzando la digitopressione.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.