Testa in medicina cinese. Connessioni energetiche e aspetti simbolici

testa in medicina cinese

La testa rappresenta, nell’uomo, la zona più alta del corpo, più esposta e visibile. Contiene il cervello, diversi organi di senso e il tratto iniziale dell’apparato digerente e respiratorio

Il viso, con le sue caratteristiche assolutamente personali (i tratti somatici), con le sue regolarità e imperfezioni, rappresenta simbolicamente l’espressione più caratteristica della nostra individualità.

La sua esposizione continua agli altri rende il viso anche uno strumento importantissimo nella comunicazione non verbale e nei rapporti sociali.

Con la sua capacità espressiva, il viso è un filtro tra noi e gli altri tanto comunicativo da andare, a volte, anche ben oltre le nostre stesse intenzioni espressive (“non puoi fingere, ti si legge in faccia”).

testa in medicina cinese

Parlando della testa nel suo insieme (viso e capo), va indubbiamente evidenziato, innanzitutto, come questa possa essere il simbolo:

  • della nostra autonomia, della capacità di pensare (contiene il cervello)
  • di “percepire” (contiene gli organi di senso, gli orifizi)
  • e, quindi, di decidere in modo ponderato, “con senno” e sulla base dell’elaborazione delle informazioni acquisite.

La testa è, in un certo senso, il “centro di comando” al quale pervengono gli stimoli esterni tramite gli organi di senso e nel quale vengono elaborati pensieri e decisioni che coinvolgono propositi ed azioni.

La testa in medicina cinese

La testa in medicina cinese rappresenta la parte più Yang del corpo umano: è la “sommità” del corpo, l’apice, la sua parte più alta.

testa in medicina cinese

Questa caratteristica conferisce alla testa particolare esposizione ai patogeni esterni.

La testa è, in particolare, la zona di “attacco preferenziale” per il patogeno Vento, definito in medicina cinese “comandante delle 100 malattie” proprio per la sua capacità di penetrare nell’organismo (spesso in associazione ad altri patogeni come il Freddo e il Calore) turbandone l’equilibrio.

Molti agopunti tra quelli presenti sul volto e sul capo sono, del resto, utilizzati in agopuntura e nel tuina (massaggio energetico cinese) proprio per la loro azione nella prevenzione e nel trattamento dei più comuni disturbi da “aggressione di patogeno esterno”.

Connessione energetica tra la testa e i Meridiani energetici

Dal punto di vista dei Meridiani energetici, la prima evidenza è il fatto che la testa costituisce un punto di partenza o di arrivo ditutti sei Meridiani Yang, ovvero:

  1. Stomaco (ST), che inizia al punto ST1 Chengqi “vaso delle lacrime”
  2. Colecisti o Vescica biliare (GB), che inizia al punto GB1 Tongzijiao “osso della pupilla”
  3. Vescica urinaria (BL), che inizia al punto BL1 Jingming “pupilla splendente”
  4. Intestino tenue (SI), che termina al punto SI19 Tinggong “palazzo dell’udito”
  5. Sanjiao o Triplice energizzatore (TE), che termina al punto TE23 Sizhukong “foro del bambù”
  6. Intestino crasso (LI), che termina al punto LI20 Yingxiang “accoglienza degli odori”

In tema di agopunti, va evidenziato che la testa e il viso sono, inoltre, anche sede:

  • di alcuni punti extra-Meridiano (Taiyang, Yintang, Sishencong solo per citarne alcuni)
  • del Meridiano Straordinario Vaso Governatore (dal punto GV15 Yamen al punto GV28 Yinjiao)
  • del Meridiano Straordinario Vaso Concezione (CV24 Chengjiang)

Testa e viso hanno connessioni non solo con questi Meridiani ed agopunti, ma hanno anche connessioni importanti con i tre Meridiani Yin della gamba, ovvero i Meridiani di Milza, Fegato e Rene (“i tre Yin della gamba”).

In particolare:

  • il Meridiano della Milza arriva alla base della lingua. Un ramo secondario del Meridiano della Milza si collega con il Meridiano dello stomaco e con esso arriva alla testa
  • il Meridiano del Fegato arriva nella profondità dell’occhio ed entra nel cervello. Un altro ramo esce dall’occhio e arriva all’apice del cranio
  • un ramo del Meridiano del Rene va a circolare insieme al Vaso governatore all’interno della colonna vertebrale e attraverso questa raggiunge la testa (i Reni generano i midolli che “salgono al cervello” tramite il Vaso Governatore)

 

La testa. La costellazione degli agopunti dei Meridiani principali e punti riflessi nella riflessologia facciale

Dal punto di vista energetico, quindi, la testa è un’area cruciale per la nostra energia sia a livello Yang che a livello Yin.

Complessivamente, nell’area testa-viso-collo possiamo contare oltre 100 punti di agopuntura.

Se ci spostiamo dal sistema dei Meridiani principali al sistema della riflessologia facciale vietnamita (Dien Chan), sul solo volto possiamo contare ben 600 punti, i quali sono punti riflessi in connessione con tutti gli organi e gli apparati dell’intero organismo!

testa in medicina cinese
foto di Laura Vanni medicina cinese

Tutto questo assegna alla testa e al viso un posto di primaria importanza per la nostra energia complessiva.

Ma non è ancora tutto.

 

Testa in medicina cinese: organi di senso, connessione con gli Organi e i Visceri (Zang fu)

Parlare di testa in medicina cinese significa parlare anche di organi di senso.

Questi, oltre ad essere deputati all’acquisizione di informazioni dall’ambiente esterno, sono anche – secondo la medicina cinese – in connessione energetica diretta con gli Organi vitali (Zang). Infatti:

Il naso

Il naso è considerato l’apertura del Polmone (“cancello del Polmone”).

Dal momento che immettere l’aria è indispensabile alla vita e alla costituzione del Qi vitale, il naso viene considerato il “centro della Terra”, fonte indispensabile del Qi post-natale (del cielo posteriore)

Gli occhi

Gli occhi sono collegati con l’energia del Fegato e della Colecisti.

Riflettono, inoltre, lo stato dello Shen. Al di là dell’appartenenza di questo organo di senso al Fegato, in medicina cinese differenti parti dell’occhio sono collegate a diversi organi Zang:

  • gli angoli interni ed esterni pertengono al Cuore
  • la sclera al Polmone
  • la pupilla al Rene
  • la palpebra superiore alla Milza
  • la palpebra inferiore allo Stomaco

Nella zona dell’occhio si localizzano, inoltre, diversi agopunti riferibili ai Meridiani di

  • Vescica urinaria (BL1 Jingming)
  • Stomaco (ST1 Chengqi, ST2 Sibai)
  • Colecisti (GB1 Tongzijiao)
  • Sanjiao (SJ23 Sizhukong)

Le orecchie

Le orecchie sono in relazione con i Reni e ne sono l’orifizio privilegiato.

Le orecchie sono connesse al Jing renale: se questo è carente si possono avere manifestazioni come acufeni, ipoacusia, o sordità (Il Jing renale diminuisce fisiologicamente con l’età. Si spiega così perché gli anziani spesso lamentano problemi di udito).

Nella zona delle orecchie si localizzano, inoltre, diversi agopunti riferibili ai Meridiani di Colecisti, Intestino tenue, Sanjiao oltre ad alcuni punti Extra-Meridiano.

La bocca

La bocca è l’orifizio della Milza.

Tramite la bocca, la Milza è in rapporto con le labbra e con la lingua nonché con la saliva e con il gusto che, secondo la medicina cinese, è governato dalla Milza (“la Milza comanda i cinque sapori”).

In linea generale, le labbra riflettono lo stato della Milza mentre la bocca riflette complessivamente quello della Milza e dello Stomaco.

 

Il mal di testa in medicina cinese

Una manifestazione assai frequente che interessa questa zona del corpo è senza dubbio il mal di testin tutte le sue molteplici espressioni (cefalea da cervicalgia, cefalea frontale, cefalea con o senza interessamento della zona oculare …).

testa in medicina cinese

Dal punto di vista della medicina cinese, i fattori alla base del mal di testa (tou tong) possono essere molteplici.

E non potrebbe, del resto, essere diversamente, considerato che – come abbiamo visto – a livello della testa si manifestano a vario titolo le energie di tutti gli Organi ed è quindi possibile che attraverso il dolore alla testa si manifesti una disarmonia a carico di uno di essi.

In linea generale, la medicina cinese distingue prima di tutto tra:

  • “situazione acuta” derivante da fattori di origine esterna (in particolare Vento Freddo, Vento Caldo e Vento Umido
  • “situazione cronica” derivante da fattori di origine interna (per esempio insufficienza di Qi e Sangue, stasi di Qi epatico, Umidità interna e Tan…)

All’interno di queste due grandi categorie, è compito dell’operatore-medico cinese differenziare in base al quadro energetico complessivo del soggetto e alle caratteristiche specifiche del sintomo lamentato (vedi valutazione energetica).

 

Postura della testa e aspetti simbolici

Dal punto di vista anatomico, la testa può essere vista come un vero e proprio “peso” da mantenere in equilibrio sul corpo, sostenuta magistralmente dal collo esattamente al centro tra le due spalle.

Se la paragoniamo al resto del corpo, la testa costituisce un’area estremamente limitata in termini di estensione, eppure relativamente pesante, sostenuta da un pilastro di ossa (vertebre cervicali) e da numerosi muscoli in grado di garantirle al tempo stesso stabilità, equilibrio dinamico e mobilità.

Secondo numerosi psicologi, l’atteggiamento della testa ed i problemi ad essa eventualmente connessi (dolore) può essere ampiamente condizionato da fattori emozionali.

Abbiamo, per esempio, che:

  • una persona rigida, decisa o eccessivamente responsabile potrebbe mostrare una postura eccessivamente eretta del capo
  • una persona indecisa, timorosa e facile a scoraggiarsi potrebbe mostrare una postura del capo reclinata
  • una persona confusa, che tende ad una riflessione eccessiva potrebbe mostrare un atteggiamento della testa in postura inclinata (una sorta di atteggiamento riflessivo e pensoso)
  • una persona instabile caratterialmente potrebbe mostrare un atteggiamento del capo “oscillante” (una sorta di dondolamento)

Interessanti riflessioni al riguardo si devono allo psicoterapeuta Alexander Lowen, il quale nei suoi pazienti ha in più occasioni registrato relazioni tra la postura del capo ed atteggiamenti caratteriali ben precisi.

 

Agopunti principali della testa e del volto

Parlare di testa in medicina cinese significa anche parlare di agopunti collocati in questa importante area del nostro corpo.

Vediamo di seguito una selezione dei punti più importanti collocati sul viso e sulla testa. Di ciascuno si riporta localizzazione e principali indicazioni.
Per una localizzazione precisa può essere molto utile consultare mappe di agopuntura o un Atlante di agopuntura.

testa in medicina cinese

Yintang (stanza dei sigilli)

Localizzazione: al centro della linea che collega le estremità interne delle sopracciglia (sulla linea del DUMAI).

Indicazioni:

  • azione calmante
  • cefalea, capogiri
  • rossore, gonfiore, dolore degli occhi
  • infiammazioni del naso (rinite, sinusite)

 

GV24 Shenting (tribunale dello Shen)

Localizzazione: sulla linea mediana del cranio, 0,5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli.

Indicazioni:

  • sottomette lo Yang, sottomette il Vento.
  • nervosismo, agitazione
  • cefalea
  • vertigini insonnia
  • spasmi

 

TE23 Sizhukong (spazio del bambu sottile)

Localizzazione: nella fossetta all’estremità laterale del sopracciglio

Indicazioni:

  • patologie oculari
  • cefalea, emicrania
  • tic del volto
  • paralisi facciale

 

Taiyang (grande Yang)

Localizzazione: sulla tempia, in una fossetta tra l’estremità laterale del sopracciglio e la commessura esterna dell’occhio, un dito indietro.

Indicazioni:

  • cefalea, emicrania, giramenti di testa (punto importante)
  • nevralgia del trigemino, odontalgia
  • disturbi oculari: rossore, gonfiore, dolore agli occhi
  • paralisi facciale

BL1 Jingming (pupilla splendente)

Localizzazione: in una fossetta supero-mediale alla commessura palpebrale interna.

Indicazioni:

  • dolore e rossore degli occhi
  • miopia, strabismo
  • atrofia ottica
  • cataratta (stadio iniziale)

 

BL2 Chuanzhu (Il bambu riunito)

Localizzazione: in una fossetta all’estremità interna delle sopracciglia, dove spesso c’è una vertigine delle sopracciglia che ricorda un fascio di bambu (da cui il nome).

Indicazioni:

  • patologie oculari (dolore, rossore, vista disturbata, lacrimazione da aggressione di patogeno esterno…)
  • patologie del naso (rinite, sinusite, epistassi)
  • cefalea frontale (punto importante)
  • nevralgia del trigemino (primo ramo)
  • paralisi facciale
  • singhiozzo
  • lombalgia acuta

 

Yuyao (cintura del pesce)

Localizzazione: al centro del sopracciglio, in una piccola depressione, direttamente al di sopra della pupilla quando lo sguardo è dritto davanti a se.

Indicazioni:

  • dolore e bruciore agli occhi
  • tic agli occhi

 

ST2 Sibai (le quattro chiarezze)

Localizzazione: 1 cun sotto la pupilla, quando lo sguardo è dritto avanti, nella depressione del foramen infraorbitale.

Indicazioni:

  • patologie oculari: infiammazione, orzaiolo (punto importante)
  • paresi facciale
  • nevralgia del trigemino (secondo ramo)

 

TE17 Yifeng (riparo dal vento)

Localizzazione: dietro al lobo auricolare, in una fossetta a metà strada tra il processo mastoideo e l’angolo mandibolare

Indicazioni:

Patologie dell’orecchio

  • paralisi facciale, nevralgia del trigemino, tic (Vento)
  • odontalgia, blocco mandibolare, parotite, laringo-faringite

 

LI20 Yingxiang (accoglienza dei profumi)

Localizzazione: 0,5 cun dal centro del margine esterno dell’ala del naso

Indicazioni:

  • patologie del naso: occlusione nasale, anosmia, sinusite, rinite, epistassi
  • paresi facciale
  • nevralgia del trigemino

 

GV16 Fengfu (Il palazzo del Vento)

Localizzazione: nella fossetta sotto la protuberanza occipitale, 1 cun sopra il punto centrale dell’attaccatura posteriore dei capelli

Indicazioni:

  • cefalea e vertigini
  • disturbi psichici: ansia, depressione, epilessia, crisi maniacali
  • afasia (anche post-ictus o disturbi psichici)

 

BL10 Tianzhu (la colonna celeste)

Localizzazione: 1,3 cun lateralmente al punto DUMAI 15 (sotto Ia 1^ vertebra cervicale, 0,5 cun sopra il punto centrale dell’attaccatura posteriore dei capelli), sul bordo del muscolo del trapezio

Indicazioni:

  • cefalea occipitale (soprattutto da cervicalgia)
  • cervicalgia (ottimo in associazione a SI 3 e LU 7)
  • torcicollo
  • dolore zona scapolare

 

GB20 Fengchi (lo stagno del Vento)

Localizzazione: sull’osso occipitale, allo stesso livello di DM16 nella fossetta tra i muscoli trapezio e sternocleidomastoideo

Indicazioni:

  • cefalea, emicrania vertigini, ipertensione (vento epatico) – importante
  • disturbi delle “5 aperture” (occhi, naso, orecchie)
  • patologie a livello del volto (nevralgia del trigemino, spasmi facciali…)
  • raffreddore e influenza
  • cervicalgia e torcicollo
  • azione calmante per nervosismo ed insonnia

 

GV13 Benshen (la radice della mente)

Localizzazione: sulla fronte, 3 cun lateralmente a DUMAI 24, 0,5 cun sopra il margine del cuoio capelluto

Indicazioni:

  • disturbi psichici: insonnia, ansia, depressione, epilessia (Shen)
  • cefalea e vertigini

 

 


Atlante di agopuntura  Hoepli

atlante agopuntura

Il collo e i suoi significati simbolici. Dolore cervicale in medicina cinese

dolore cervicale

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo assume diverse funzioni di connessione ed espressione che possiamo riassumere nei punti seguenti:

  1. connessione tra Zang fu e orifizi
  2. raccordo tra midollo spinale e cervello
  3. luogo di attraversamento dei Meridiani principali
  4. sede dei punti “finestra del cielo”
  5. sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento
  6. luogo di somatizzazione delle emozioni

Vediamo ciascuna funzione nel dettaglio.

 

1) Collo come connessione tra Zang fu e orifizi corrispondenti

La medicina cinese assegna ad ogni Organo Zang un orifizio associato, il quale è in connessione con l’energia dell’Organo stesso.

Per approfondire leggi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018

In considerazione della sua localizzazione, il collo costituisce un’importante via di connessione tra gli Organi vitali (Zang fu) e gli orifizi dell’alto a loro corrispondenti.

In questo scenario, il collo è, quindi, ponte di connessione tra:

  • la bocca e la coppia Milza-stomaco
  • le orecchie e i Reni
  • il naso e il Polmone
  • l’occhio e il Fegato

 

2) Collo come raccordo tra midollo spinale e il cervello

dolore cervicaleIl collo costituisce il luogo di raccordo tra il cervello (viscere straordinario definito dalla medicina cinese “palazzo del midollo”) e il midollo spinale.

Il midollo spinale, in particolare, raggiunge il capo proprio grazie alla colonna vertebrale e grazie alle vertebre cervicali.

 

3) Collo come luogo di attraversamento dei Meridiani principali

Il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali nel loro percorso esterno.

In particolare dai Meridiani di:

E’ attraversato, inoltre, dagli unici due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri:

  • Vaso Concezione (o Renmai)
  • Vaso Governatore (o Dumai)

 

4) Collo come sede dei punti finestra del cielo

Il collo è sede dei cosiddetti “punti finestra del cielo”.

Ad eccezione di due agopunti (LU3 e PC1), infatti, tutti i punti finestra del cielo sono collocati nell’area del collo.

Nel dettaglio, questi sono: LI18, ST9, SJ16, SI16, SI17, BL10, GV16, CV22.

I punti finestra del cielo sono importanti punti di comunicazione e di passaggio della nostra energia.

Essi, in particolare, favoriscono la comunicazione tra la testa e il tronco, regolando la circolazione del Sangue e del Qi e ponendosi come punti strategici per garantire il passaggio dello Yin (Jin puri) alla testa e il buon funzionamento degli Organi di senso.

 

5) Collo come sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento

La medicina cinese assegna alle sette vertebre cervicali un significato simbolico connesso alla realizzazione di sé.

dolore cervicale

Il sette (sette vertebre cervicali) rappresenta il numero associato dalla cultura cinese all’Uomo in quanto unione di tre (numero del Cielo) e quattro (numero della Terra).

Le cinque vertebre cervicali più basse, anatomicamente molto simili tra di loro, vengono da alcuni autori poste in relazione con l’aspetto più materiale della vita.

Al di sopra di queste troviamo l’epistrofeo, il cui significato etimologico è quello di “ritornare, far ritorno” e la cui forma fa pensare ad un dito puntato verso l’alto ad indicare la via del Dao (Mollard Y.).

In questo scenario, quindi, le sette vertebre cervicali rappresenterebbero una via energetica utile per il compimento di questa realizzazione.

Gli eventuali blocchi a questo livello rappresenterebbero le difficoltà incontrate in questo cammino.

 

6) Collo come luogo di somatizzazione delle emozioni

Il collo tende a concentrare numerose somatizzazioni, prima tra tutte quelle a carico di emozioni come ansia e paura.

In presenza di queste emozioni, mentre la porzione posteriore del collo può manifestare tensione e rigidità (tensione muscolare cronica come corazza), la parte anteriore del collo può essere interessata da manifestazioni disfunzionali legate alla difficoltà di esprimere le emozioni accettate ed elaborate.

In questo modello, il collo è, in un certo senso, “zona di frontiera”, luogo cruciale per la realizzazione di due processi:

  • da un lato, il processo di “accoglienza” ed “elaborazione”, in grado di rendere consapevoli le emozioni
  • dall’altro, il processo di “trasformazione”, in grado di tradurre queste emozioni in pensiero, parola e azione (cambiamento)

Quando questo processo di accoglienza, elaborazione e trasformazione avviene, la circolazione dell’energia vitale si mantiene è armonica.

Quando questo processo è inibito, si manifestano sintomi derivanti da stasi di Qi e Sangue a livello del collo sia posteriormente (rigidità nella zona cervicale, dolore…) che anteriormente (sensazione di “nodo in gola”, in medicina occidentale spesso connessione con disarmonie a livello tiroideo…).

Alcuni problemi a livello del collo rappresenterebbero, pertanto, il risultato:

  • da un lato, del tentativo inconscio di impedire alle emozioni indesiderate più profonde di arrivare alla testa e diventare, quindi, consapevoli (cosa che renderebbe indispensabile decisione, azione e cambiamento)
  • dall’altro, della difficoltà di tradurre le emozioni consapevoli in altrettanto consapevoli intenti ed azioni

 

Quando le emozioni non raggiungono la testa….

Le emozioni che non raggiungono la testa restano per così dire inibite.

In questi casi, l’agire non sarà il prodotto del sentire, ma sarà il prodotto della “testa” (ragione) senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri Organi Zang.

Ogni Organo Zang, in medicina cinese, ha funzioni che coinvolgono anche la sfera psichica ed emozionale. Abbiamo quindi queste corrispondenze Organo-emozione:

Se l’emozione non raggiunge la testa, l’agire sarà, in un certo senso, un agire “formale” dettato da razionalità e moralità (Giacconi).

Questo allontanamento dal sentire più autentico e più connesso con la nostra natura, potrà generare, nel tempo, uno stato di allarme. Si potranno, quindi aggiungere alle manifestazioni fisiche più diffuse (tensioni muscolari croniche, dolore…) anche manifestazioni psichiche ed emozionali a volte urgenti (agitazione, ansia…).

E’ stupefacente leggere in Lowen (che da quel che sappiamo non studiò medicina cinese!) la descrizione di un fenomeno estremamente affine a questo appena descritto, facendo riferimento alla difficoltà per il cuore (sede delle emozioni per Lowen così come anche per la medicina cinese) di comunicare:

“(…) una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione (…)”(Lowen, Bioenergetica).

Il Dolore cervicale

Il dolore cervicale è uno dei disturbi più diffusi a livello del collo.

In termini occidentali, in presenza di dolore cervicale (o cervicalgia) si parla di una difficoltà a livello meccanico delle vertebre cervicali le quali, in seguito a traumi dei tessuti molli della zona cervicale di natura acuta o cronica, non riescono a mantenere l’equilibrio corretto, causando alterazioni come sporgenze o allineamenti scorretti che influenzano i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli dando vita a una serie di diversi sintomi.

Questo tipo di disturbo è di rilievo non solo per il malessere localizzato che causa a chi ne soffre, ma anche perché coinvolge una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

Il dolore, per quanto localizzato principalmente al collo, può, inoltre, estendersi alla zona del braccio e della scapola e può associarsi ad altri sintomi come nausea, vertigini, emicranie e così via.

 

In questo articolo parliamo del dolore cervicale ma non dal punto di vista medico. Esploriamo, invece, i possibili aspetti simbolici ed energetici connessi a questo tipo di dolore.

dolore cervicale

In presenza di dolore nella zona cervicale è bene rivolgersi ad un medico, il quale prescriverà gli esami di routine per appurare le cause del dolore e valutare una eventuale terapia.

 

Il dolore cervicale secondo la medicina cinese

In medicina cinese le cause del dolore cervicale vengono attribuite a:

  1. penetrazione di patogeno esterno Vento e Umidità a livello del collo
  2. traumi esterni della zona il cervicale
  3. mantenimento prolungato di posture scorrette, che causano irrigidimenti e contrazioni dei muscoli della zona cervicale inducendo una riduzione degli spazi intervertebrali e dei fori intertrasversali, coinvolgendo nervi e vasi sanguigni

Sia il trauma che il mantenimento prolungato di posture scorrette rimandano ad una situazione di stasi di Qi e Sangue.

Da un punto di vista simbolico, la zona del collo secondo la medicina cinese rappresenta il tramite di collegamento tra Uomo (torace e braccia) e Cielo (testa).

L’azione delle emozioni sulla zona del collo può essere determinante e generare tensione e rigidità importanti.

 

Dolore cervicale ed emozioni

La medicina occidentale ha riconosciuto che, dal punto di vista neurovegetativo, determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è tra le più interessate da questo meccanismo.

La tensione si manifesta soprattutto alla base del cranio e a volte può formare un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che, per dirlo con le parole di Lowen, funziona “come un cappio”:

(…) [questa postura è] chiamata “il capestro” perché (…) assomiglia a quella di un impiccato. Il capo pende leggermente di lato come se la connessione con il resto del corpo fosse interrotta (…) ma il fatto più significativo è che in questa struttura l’area chiave delle tensioni sia alla base del cranio: è questa tensione che spacca in due la personalità.  Le tensioni muscolari presenti in questa zona formano un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Alcuni autori segnalano come questa condizione si manifesti tipicamente in chi vive situazioni di difficoltà nella vita sociale o familiare, in particolare in chi vive problemi di adattamento all’ambiente o alle persone, con una sorta di difficoltà a vivere il quotidiano (Lomuscio).

E’ la situazione tipica dell’uomo maturo, sovraccaricato da responsabilità difficili oppure alla ricerca del suo ruolo e identità nella società o nella famiglia (per esempio il pensionato, il disoccupato, la donna in età matura…).

Ugualmente, in alcune circostanze, può interessare il giovane, laddove questo si trovi a disagio, disorientato circa la direzione da prendere nella sua vita, senza sufficiente energia per gestire le eventuali avversità.

Da un punto di vista psicosomatico, i problemi al tratto cervicale possono sinteticamente essere associati a condizioni in cui:

  • la persona rifiuta di vedere le coseda diverse prospettive(il “blocco” a livello cervicale ci pone in una condizione di limitazione del movimento)
  • la persona ha un vissuto di umiliazione e sconfitta (deviazioni  posturali), oppure di eccessiva ostinazione (rigidità), con difficoltà a lasciarsi andare alla richiesta delle proprie emozioni

Indipendentemente dalle cause, le tensioni muscolari croniche rendono il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

dolore cervicale

Nel tempo, queste tensioni – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali anche molto importanti.

Per di più, rispetto all’assetto generale del corpo, le tensioni muscolari che si manifestano a questo livello rappresentano una stasi e un restringimento disfunzionale e generano disagi a vario livello che finiscono per coinvolgere anche la respirazione e l’emissione della voce.

Ciò è molto bene descritto da Lowen nel passo seguente:

(…) L’anello di tensione che si sviluppa in questa regione è anche naturale e funzionale e riguarda essenzialmente i muscoli scaleni anteriore, mediano e posteriore. Questo anello di tensione protegge l’apertura che porta alla cavità toracica e dunque al cuore. Quando sono affetti da una contrazione cronica, questi muscoli elevano e immobilizzano le costole superiori, restringendo l’apertura che porta al petto. Ciò interferisce con i movimenti naturali della respirazione e dunque influenza fortemente la produzione della voce (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Leggi anche: “Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi”

 


Per approfondire:

Laura Vanni,
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Postura e medicina cinese. La forma del corpo e il suo rapporto con la mente

postura e medicina cinese

Vi è mai capitato di osservare le persone che camminano in strada o che sono in attesa alla fermata dell’autobus?

Avete mai fatto caso a come ognuno abbia tratti fisici e soprattutto posturali distintivi?

Chi grasso, chi magro, chi con le spalle ampie e robuste, chi dall’aspetto gracile e delicato, chi “iperesteso” e con una schiena atteggiata in modo rigido e chi – al contrario – chino e apparentemente quasi sbilanciato in avanti…

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La forma del corpo

Da cosa dipende, oltre che dalla genetica, la “forma” che il nostro corpo prende negli anni?

Da cosa dipende, oltre che dalla meccanica, il modo in cui noi “teniamo in piedi” il nostro corpo, quali muscoli decidiamo di far lavorare soprattutto per mantenerci eretti, lottando contro la forza di gravità a volte in modo insolito?

Cosa può spiegare quella che è la nostra postura, il modo in cui le ossa, i muscoli, i tendini e ogni struttura ci “disegna” e ci rende unici, in modo da essere riconoscibili anche da lontano, dalla silhouette o dal nostro modo di camminare?

postura e medicina cinese

I fattori ambientali che “forgiano”.

Il contributo di Lowen nella psicoterapia

Spesso la persona non ha piena consapevolezza delle aree di tensione e le percepisce solo al tocco.

Spesso nel lavoro sui Meridiani e sulle zone energetiche che coinvolgono l’area in tensione la persona compie un respiro profondo, come se il respiro fosse stato fino a quel momento bloccato nella tensione e nella mancata consapevolezza di essa.

Si avverte spesso una sorta di sconnessione tra il corpo e la mente che si riduce nel momento in cui le mani dell’operatore vanno anche solo a toccare l’area interessata.

La psicoterapia fornisce interessanti letture di questo fenomeno evidenziando come siano numerosi i fattori che contribuiscono a “bloccare” alcune aree del corpo arrivando a “forgiarci” nel tempo.

Si parla di fattori ambientali, ovvero di fattori psicologici, sociali e, più ampiamente,  culturali.

Questo ambito è stato brillantemente indagato e documentato da Alexander Lowen, psicoterapeuta degli anni 40 padre della bioenergetica.

Osservando i propri pazienti, egli si rese conto come questi avessero spesso blocchi muscolari, un diaframma cronicamente contratto e – così come lui stesso lo definì – un “flusso energetico bloccato”, con una associata condizione di depressione.

Era, in sostanza, come se essi portassero sul corpo i segni della propria sofferenza emotiva.

Da ciò derivò che il modo di sentirsi e di essere della persona ha una connessione con il suo “essere” nel corpo.

Secondo Lowen, fin da bambini ricorriamo ad una strategia inconscia per controllare movimenti che porterebbero a rifiuto e disapprovazione.

Questo controllo (o meglio, più spesso, inibizione) ci rende socialmente desiderabili, ma allo stesso tempo blocca permanentemente i muscoli coinvolti con tensioni inconsce che si cronicizzano nel tempo. E’ il caso, per esempio, del blocco della gola e della mascella per inibire il piangere o il gridare (ma, ahimè anche di urlare di gioia) o dei blocchi nelle spalle e nelle braccia per inibire il desiderio di aggredire o colpire (ma, ahimè, anche di abbracciare).

postura e medicina cinese

Il punto di vista della medicina cinese.

Le tensioni muscolari croniche e il loro rapporto con il Qi e il Sangue

Nel mio lavoro di operatore tuina osservo quotidianamente come un atteggiamento posturale protratto nel tempo generi tensioni muscolari croniche le quali – a volte – sviluppano in  condizioni di dolore quando non anche in vere e proprie patologie a carico dell’apparato osteomuscolare.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi e dove c’è stasi c’è dolore”.

Le tensioni muscolari croniche, quindi, con la loro dolorabilità più o meno intensa, rappresentano segnali di blocco e di rallentamento della circolazione del Qi e del Sangue nel nostro organismo.

Questa stasi va ad interessare aree energetiche più o meno estese, aree coincidenti con agopunti e Meridiani energetici coinvolgendo, quindi, potenzialmente, in modo ampio non solo la zona del corpo interessata ma anche organi ed apparati.

I fattori che favoriscono queste stasi possono essere di diversa natura, tanto fisici (mantenimento di posizioni scorrette) quanto emozionali (emozioni intense e particolarmente persistenti come tristezza, paura, rabbia o preoccupazione oppure – anche – la loro compressione in grado da generare una stasi).

L’obiettivo della medicina cinese nelle sue diverse espressioni (tuina, agopuntura, qi gong, fitoterapia, alimentazione energetica) va, in ogni caso, nella direzione di rendere fluidi e armonici i movimenti di energia, risolvendo le eventuali stasi e prevenendone l’eventuale formarsi.

postura e medicina cinese

La via cinese per la connessione corpo-mente

Dal punto di vista della medicina cinese, uno strumento insostituibile ai fini della connessione corpo-mente è dato dalla ginnastica energetica e dal Qi gong.

Attraverso questa antica pratica psico-corporea è possibile favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nei Meridiani energetici, aumentare la consapevolezza del proprio corpo, favorire la connessione tra il corpo stesso e la mente migliorando la propriocezione.

Risultati molto validi in termini di armonico fluire possono essere forniti anche dalla pratica del taijiquan, antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti, armonici e fluidi che aiutano a sviluppare nel praticante flessibilità e morbidezza.

postura e medicina cinese

Molto utile, infine, è la pratica della meditazione, in grado di favorire consapevolezza e presenza e di creare una relazione a volte molto stretta tra il corpo e la mente a livelli diversi (vedi anche la meditazione degli organi).

Tutto ciò conduce, nel tempo, alla conquista di una postura equilibrata e priva di tensioni.

In questa chiave, la forma del corpo e quella che chiamiamo abitualmente “postura” può rappresentare, quindi, l’espressione più visibile del rapporto di equilibrio-squilibrio tra mente e corpo.


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Torace, respiro ed emozioni. Aspetti simbolici e psicosomatici

torace respiro

Torace, respiro ed emozioni sono tra loro strettamente connessi.

In questo articolo vedremo gli aspetti simbolici e psicosomatici connessi a questo distretto corporeo.

Il torace (dal latino thorax, greco ϑώραξ, “corazza, torace”) è la regione del tronco compresa tra il collo e l’addome (definizione Treccani).

Al torace corrisponde la gabbia toracica, ovvero quella parte del nostro corpo che contiene ossa e muscoli con specifica funzione di proteggere il cuore e i polmoni.

Sappiamo tutti che torace è il centro del respiro ma anche il centro dell’espressione verbale.

E’, infatti, grazie al respiro generato nel torace e alla colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, che nasce la voce.

Il torace nella tradizione popolare

Il torace è la “dimora del cuore” e, quindi, nel senso comune, è la dimora delle emozioni.

Il torace (o anche il petto) è per questo considerato, a livello popolare:

  • il luogo di concentrazione del sentimento (“avere in petto”)
  • il luogo di raccolta del senso di responsabilità ed individualità (“battersi il petto” in segno di pentimento).

Altri riferimenti rintracciabili nei detti popolari si riferiscono al ruolo del torace nella fonazione (“do di petto” inteso come virtuosismo nel canto e quindi, per traslato, come simbolo di azione brillante, ben riuscita) e al suo essere esposto nell’azione quando questa viene intrapresa con determinazione e risolutezza (“prendere di petto” un problema o una persona).

Tra i modi di dire più diffusi riguardanti il petto-torace troviamo:

  • avere in petto”: avere in animo, avere in mente, vedendo il petto come sede del cuore e quindi dei sentimenti. Usato principalmente per un sentimento, ma anche per un’idea, un’intenzione, soprattutto se non si esterna o che non si vuole rivelare agli altri
  • battersi il petto”: pentirsi, manifestare pentimento riconoscendo le proprie responsabilità. Richiama il gesto dei penitenti mentre ripetevano il “Domine non sum dignus”. Permane ancora nella preghiera cattolica in cui si confessano genericamente i propri peccati assumendosene la colpa davanti a Dio
  • do di petto”: si riferisce ad un’azione brillante, particolarmente ben riuscita. Deriva dal canto, al do acuto della voce di tenore, e allude alla difficoltà dell’emissione vocale di questa nota
  • prendere di petto”: affrontare direttamente e con decisione una persona, un problema, una situazione e così via. Sottintende l’intenzione di risolvere una questione sospesa, di arrivare a un chiarimento, di mettere fine a qualcosa, pur sapendo di andare così incontro alla possibilità di liti o fatiche

Il linguaggio del corpo tra psicologia sociale e psicosomatica

L’aspetto culturale ha, indubbiamente, un ruolo significativo nella capacità di comunicazione non verbale di quest’area corporea.

Forza, superiorità, sensualità

Nella cultura occidentale, in particolare, la zona toracica tende ad essere esaltata per esprimere forza, superiorità o anche sensualità.

Il sesso maschile ama esibire dei pettorali robusti.

torace

Il sesso femminile, di contro, sceglie abiti che possano valorizzare il décolleté, ritenuto in grado di valorizzare la propria femminilità.

torace, respiro emozioni

Non solo.

Ci sono altri numerosi aspetti significativi nella comunicazione non verbale relativa a questo distretto corporeo.

Atteggiamenti psichici ed emozioni

L’ampiezza delle spalle e della cassa toracica, la postura, la tonicità – o la atonicità – e il modo in cui viene mosso il torace sono in grado di comunicare – silenziosamente ma efficacemente – atteggiamenti psichici ed emozioni.

Come evidenziano gli psicologi psicosomatici:

  • in presenza di rabbia, il petto potrà mostrarsi gonfio e “tronfio”
  • in presenza di ansia, la respirazione si farà alta e il petto si alzerà e si abbasserà velocemente o anche in modo irregolare, sospendendo il respiro
  • in caso di paurail busto potrà essere scosso da tremori e le spalle potranno essere sollevate, come a proteggersi, il torace potrà essere gonfio, come per assicurarsi abbastanza aria
  • nell’eccitazione emotiva o sessuale, il busto potrà apparire molto tonico e proteso in avanti
  • al contrario, nella rilassatezza, il corpo sarà generalmente adagiato su uno schienale o, in caso di posizione eretta, apparirà disteso, ostentando un respiro lento e regolare.

La forma del torace

Un aspetto interessante riguarda anche l’osservazione della “forma” del torace.

L’area del torace, infatti, può presentare – sia anteriormente che posteriormente, quindi in corrispondenza dell’area dorsale – asimmetrie, ipo-iperertrofie, tensioni, blocchi etc i quali possono essere il risultato di un determinato vissuto emozionale.

Il blocco e la corazza muscolare. Reich e Lowen

Su questo specifico aspetto, riflessioni assai significative ci derivano da Reich e da Lowen.

Dai loro studi emerge, infatti, il fatto che quando subiamo qualche aggressione emotiva e proviamo sofferenza, la zona anteriore del torace si contrae come per proteggere il cuore.

Questo genera progressivamente quella che Reich definisce la “corazza muscolare” sia davanti (protezione dalla sofferenza) che dietro (difesa rispetto all’aggressività degli altri) che, anche, al di sotto, a livello del diaframma, il quale, a sua volta, si irrigidisce.

Questa tensione o blocco a livello muscolare genera un blocco ancora più ampio, a livello di capacità e possibilità di comunicare le proprie emozioni, nonché, anche, a livello di capacità nell’eseguire in modo pieno e fluido l’atto respiratorio.

Le caratteristiche morfologiche del torace (ampio, rigido, rilassato, rigonfio…) si dimostrano strettamente connesse, quindi, alle caratteristiche funzionali dell’atto respiratorio (unità o meno della cassa toracica, del diaframma e dell’addome) e, secondo Lowen, si connettono anche alle caratteristiche dell’Io:

“osserviamo se il petto è ampio, se è rigido o morbido e rilassato. Un torace rigonfio è invariabilmente concomitante con un Io gonfiato (…) d’altro canto, un petto morbido, sebbene connesso a maggiori sensazioni, non è necessariamente un segno di buona salute; si trova in certi caratteri impulsivi con struttura pregenitale. Quella che cerchiamo è una struttura rilassata in cui i movimenti respiratori mostrino l’unità della cassa toracica, del diaframma e dell’addome nell’inspirazione e nell’espirazione”(Lowen, Linguaggio del corpo, p.90)

Il respiro come connessione e scambio

E veniamo quindi, in tal modo, al secondo aspetto importante che riguarda quest’importante area corporea: il respiro.

torace

Il respiro rappresenta, tecnicamente, il movimento ritmico di immissione e di emissione dell’aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione.

Un’azione automatica e naturale che costituisce il mezzo di connessione, comunicazione e scambio tra l’interno (Io) e l’esterno (l’ambiente, l’altro da me).

Nell’esecuzione dell’atto respiratorio, il torace gestisce la sua funzione in modi sempre diversi a seconda di fattori ambientali ed emozionali.

Il respiro e il rapporto con il mondo

La difficoltà nel rapporto con il mondo, con l’altro da sé, può rendere difficoltosa la respirazione, in particolare con riferimento all’atto inspiratorio che rappresenta l’accoglienza e la ricezione.

Allo stesso tempo, la paura fa gonfiare il torace per assicurare “abbastanza aria” e infondere sicurezza.

Scrive al riguardo Lowen:

“il torace gonfio è una difesa contro il senso di panico, che è in relazione con la paura di non riuscire ad assicurarsi abbastanza aria. Allorché una persona in queste condizioni fa uscire completamente l’aria, ha un momento di panico, al quale reagisce inspirando e gonfiando di nuovo il torace. Il torace gonfio, mantiene un’ampia riserva di aria per misura di sicurezza. Il soggetto ha paura di abbandonare tale senso illusorio di sicurezza. D’altro canto chi ha paura di protendersi verso il mondo attivamente ha difficoltà nell’inspirare”(Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.32)

L’aspetto funzionale (atto respiratorio) e quello fisico-morfologico (aspetto e forma del torace) entrano in tal modo in connessione profonda tra loro.

Questi due aspetti, inoltre, sono in connessione, a loro volta, con le caratteristiche psico-emotive dell’individuo (Giacconi).

Di fatto, sia un’ipo-espansione sia un’iper-espansione del torace suggeriscono una mancata consapevolezza rispetto al proprio respiro, il quale subisce condizionamenti in base a fattori di contesto, e costituiscono premessa di squilibrio a più livelli.

Oppressione toracica e fatica a respirare. Il punto di vista energetico

Uno dei disturbi più diffusi a livello toracico è indubbiamente la dispnea (difficoltà a respirare) con senso di oppressione toracica che può arrivare al dolore.

torace

In letteratura si evidenzia come questa condizione si associ a due condizioni tipiche:

  • un blocco o stasi a livello del torace, spesso associata a condizioni emozionali molto intense di vulnerabilità  (ansia, paura…)
  • un torace iper-espanso, in condizioni di aggressività e impetuosità. In questo caso l’energia si blocca al livello del petto generando un senso di pienezza che si può manifestare a livello psichico (ansia) e fisico (ipertensione).  La postura con l’iperestensione del torace favorisce, inoltre, l’irrigidimento del ventre e del diaframma, bloccando il contatto con l’intestino. Le emozioni che hanno inizio nel ventre faticano così ad ascendere attraverso il petto, restano compresse, non riescono ad essere trasformate ed espresse in parole, azioni, emozioni manifeste

In medicina cinese queste condizioni di difficoltà a livello del torace possono essere comuni a diversi quadri. Per differenziare tra questi quadri ed intraprendere il giusto percorso di trattamento  è indispensabile la valutazione da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

Un agopunto che spesso può essere di aiuto in queste condizioni è PC6 Neiguan, localizzato  tre dita in linea sopra la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

toracetorace, respiro emozioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stimolazione di questo agopunto va fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

Stimolato con costanza, PC6  aiuta ad “aprire il torace”, a muovere il Qi e il Sangue ed ha, inoltre, azione calmante (calma lo Shen)

Al minuto 2.35 del video seguente dedicato alla digitopressione in caso di ansia, puoi vedere la localizzazione e la stimolazione in autotrattamento di questo agopunto.

Dopo aver visto il video non dimenticare di iscriverti al Canale YouTube per non perdere gli aggiornamenti!

 



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Alleviare il dolore alle spalle con i punti riflessi

medicina cinese

Il dolore alle spalle può sopraggiungere per motivi diversi, anche non di origine traumatica, ed è sempre bene rivolgerci al proprio medico di fiducia per un parere nel caso di un dolore persistente.

La spalla è la parte dell’organismo umano che connette l’arto superiore e il tronco.

Può compiere numerosi movimenti:

  • adduzione (l’avvicinamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • abduzione (l’allontanamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • rotazione,

La maggior parte degli animali  di specie diversa da quella umana non può compiere questi movimenti, molti dei quali connessi proprio all’impegno nel compiere un’azione.

Le spalle e la comunicazione sociale

Le spalle costituiscono un’area di grandissima comunicazione sociale.

Si trovano tra il torace ed elementi altamente espressivi come le braccia e le mani: tutti aspetti collegati al fare, al dare, al ricevere e al comunicare.

Per quanto nella comunicazione non verbale il ruolo principale sia attribuito alla mimica facciale (espressioni del volto), le spalle offrono un ulteriore importante sistema di comunicazione non verbale.

Si pensi, per esempio all’atto di “alzare le spalle” (“fare spallucce”) come eloquente atteggiamento di disinteresse rispetto ad una situazione.

L’atteggiamento delle spalle costituisce, inoltre, un segnale sociale in grado di rivelare agli altri le nostre emozioni e il nostro benessere generale.

Il modo di atteggiare le spalle esprime propensione alla dominanza piuttosto che alla sottomissione.

Alcuni antropologici (D. Morris, D. Givens) hanno, per esempio, evidenziato come le spalle ampie (con forma a “V”) comunichino forza, autorevolezza, vigore e per questo risultano maggiormente attraenti, al punto da condizionare la moda (si pensi all’uso degli spallini imbottiti per alcune giacche).

alleviare dolore alle spalle

Le spalle nella tradizione popolare

Nell’imaginario popolare, le spalle rappresentano una parte del corpo estremamente robusta e resistente, su cui si può contare per caricare eventuali pesi fisici e non solo fisici (si pensi ai modi di dire come “avere le spalle grosse”, “gettare sulle spalle…”).

Dall’analisi dei modi di dire popolari possiamo individuare tre dimensioni di significato simbolico particolarmente interessanti che rappresentano le spalle come:

  1. luogo corporeo in cui si concentra il carico fisico ed emozionale (avere le spalle grosse, avere sulle spalle, gravare sulle spalle…)
  2. espressione di capacità/incapacità di prendere in carico (avere le spalle quadre/avere le spalle tonde)
  3. efficace canale di comunicazione non verbale (alzare le spalle/fare spallucce)

Altri modi di dire si riferiscono in vario modo alle spalle prevalentemente come distretto corporeo che decide l’attenzione o la consapevolezza del soggetto (“voltare le spalle”, “agire dietro le spalle”, “guardarsi alle spalle”, “gettarsi alle spalle”) o la blocca a volte drammaticamente (“avere le spalle al muro”).

Elenco dei modi di dire riguardanti le spalle:

  • alzare le spalle / fare spallucce / stringersi nelle spalle: manifestare impotenza e rassegnazione, indifferenza o noncuranza
  • assalire alle spalle: colpire a tradimento
  • avere la testa sulle spalle: essere responsabili, riflessivi, affidabili
  • avere le spalle al muro: essere in una posizione di difficoltà, dalla quale non si può sfuggire. Essere impossibilitati ad agire liberamente
  • avere le spalle grosse: essere in grado di sopportare disagi, fatiche, responsabilità ma anche dolori, frustrazioni, incarichi gravosi
  • avere le spalle quadre: essere affidabile, solida, non lasciarsi fuorviare da elementi emozionali o simili, come una persona dalle spalle robuste non barcolla sotto un carico
  • avere le spalle tonde: non aver voglia di lavorare. Chi ha le spalle tonde non può portare grossi carichi, scivolerebbero via
  • avere sulle spalle: sopportare un peso, una responsabilità
  • dietro le spalle: all’insaputa di qualcuno, in sua assenza. Agire dietro le spalle (in modo che l’interessato non venga a saperlo), ridere alle spalle (beffarsi di qualcuno)
  • fare da spalla: aiutare qualcuno, sostenerlo, dare il proprio appoggio
  • gettare sulle spalle: addossare a qualcuno responsabilità o fatiche
  • gettarsi dietro le spalle: dimenticare qualcosa, non pensarci più
  • gravare sulle spalle, vivere alle spalle di qualcuno: essere un peso per qualcuno
  • guardarsi alle spalle: stare in guardia, cautelarsi di fronte ad attacchi a sorpresa
  • voltare le spalle: fuggire voltando le spalle al nemico, girarsi per non guardare più in faccia una persona, abbandonare o disconoscere qualcuno con cui non si vogliono più avere rapporti. Anche abbandonare qualcuno nel momento del bisogno

alleviare dolore alle spalle

Le spalle in psicosomatica

In psicologia psicosomatica, le spalle rappresentano la nostra capacità di portare i fardelli.

Rappresentano la nostra capacità di sostenere il peso delle responsabilità, il carico di problemi.

La zona del trapezio può essere coinvolta, in particolare, in presenza di emozioni connesse a paura, la quale promuove una tendenza a tenere sollevate le spalle.

Altra condizione emotiva connessa ad un coinvolgimento del trapezio deriva dall’attitudine a farsi carico di incarichi e responsabilità eccessivi, eventualmente anche a seguito della paura stessa (paura di un rifiuto, paura della reazione dell’altro di fronte ad una nostra richiesta di aiuto).

Secondo Giacconi, spalle rigide e inarcate possono essere collegate all’interiorizzazione della paura e alle modalità con cui l’individuo “carica” su di sé le proprie responsabilità, cercando di non mostrare la propria sensibilità e iperproteggendosi dalla sofferenza emotiva.

dolore alle spalle

Anche Fiammetti, similmente, indica come spalle rientrate, in avanti o sollevate possano tradurre lo stato mentale e il carattere introverso o estroverso dell’individuo.

Lowen nella sua analisi distingue diverse condizioni emotive in grado di manifestarsi nell’atteggiamento delle spalle siano queste retratte, rialzate, squadrate e così via:

la posizione e la motilità delle spalle sono significative per le funzioni dell’Io quanto le gambe e il bacino lo sono per le funzioni sessuali. Si possono facilmente discernere parecchie attitudini. Le spalle retratte rappresentano la collera repressa, il trattenersi dall’impulso di colpire; le spalle rialzate sono connesse alla paura; le spalle quadrate esprimono principalmente un atteggiamento virile nell’assumersi le proprie responsabilità; le spalle ricurve comunicano il senso di un peso, di un fardello” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Nell’interpretazione di Lowen, le spalle e le braccia sono il mondo in cui ci muoviamo, lo strumento attraverso il quale siamo in grado di manipolare e modificare il mondo come meglio è per noi.

La portata e l’estensione delle braccia può, quindi, rappresentare una misura dell’Io:

poiché nei primati la funzione fondamentale delle braccia è di allungarsi per prendere o dare, per afferrare o colpire, la portata e la qualità dell’estensione sono una misura dell’Io” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Il dolore alle spalle

In considerazione degli aspetti simbolici connessi a questo distretto corporeo, il dolore apparentemente immotivato alle spalle potrebbe indicare, in chiave psicosomatica, che stiamo portando un peso eccessivo, siamo sovraccarichi di lavoro o di responsabilità.

dolore alle spalle

Può, quindi, far interrogare su alcuni aspetti della propria vita come:

  • mi sento sotto stress?
  • Mi sento sovraccaricato di responsabilità, aspettative, incarichi?
  • Mi faccio carico dei problemi degli altri (familiari, amici…) al punto di sentirmi responsabile, con le mie scelte, della loro felicità? (Rainville).

La tensione in questa zona può, inoltre, rimandare ad una sofferenza a carico di una rabbia trattenuta:

“Molti individui hanno gravi tensioni muscolari nella parte superiore della schiena e nelle spalle. Queste tensioni sono connesse alla repressione della rabbia e non possono essere sciolte finché gli impulsi repressi non trovano espressione.”(Lowen, Arrendersi al corpo p.85).

Diversi autori segnalano, inoltre, come problemi a livello delle spalle non restino circoscritti a quest’area con la manifestazione del dolore ma possano arrivare ad interessare le funzioni respiratorie:

Le spalle hanno un ruolo importante nella motilità del torace, perché il cingolo scapolare si estende dalla colonna vertebrale attraverso i muscoli romboidi fino allo sterno attraverso i muscoli pettorali e quindi i disturbi del cingolo scapolare influenzano la funzione respiratoria” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Come alleviare il dolore alle spalle con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore alle spalle.

In autotrattamento, è particolarmente utile la stimolazione di alcune aree riflesse del viso e dell’orecchio.

Nella riflessologia facciale vietnamita Dien Chan una delle aree più importanti in relazione alle spalle coincide con l’area subito al di sopra delle sopracciglia.

alleviare dolore alle spalle

In presenza di dolore alle spalle è utile stimolare quest’area massaggiandola con le dita, con pressione e sfregamento.

In tal modo si favorirà la mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area delle spalle, ovvero l’area riflessa corrispondente.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dal cerchio rosso nella foto.

dolore alle spalle

Quest’area può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.


 

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La schiena e la sua energia

schiena

La schiena, o “dorso”,  coincide con la parte posteriore del corpo umano.

E’ formata dalla colonna vertebrale, situata sulla linea mediana del corpo: una “pila” di segmenti ossei articolati tra loro da dischi cartilaginei interposti: le vertebre.

Le vertebre hanno dimensione diverse: più piccole in alto (vertebre cervicali e toraciche), più grandi in basso (vertebre lombari, sacrali e coccigee), dove la funzione di sostegno del peso corporeo è più importante.

Sono in numero di 33-34 distinte in cervicali (7), toraciche o dorsali (12), lombari (5), sacrali (5) e coccigee (4-5).

Mentre le vertebre cervicali, dorsali e lombari restano tra loro indipendenti, le vertebre sacrali e le coccigee si saldano a costituire il sacro e il coccige.

schiena ed energia

La schiena come colonna a sostegno della nostra vita

La funzione prioritaria della schiena è chiara già a partire dalla sua denominazione quando parliamo di colonna vertebrale.

Il termine “colonna” fa, infatti, chiaramente riferimento all’azione di sostegno e di supporto verticale tipica di questo apparato.

La colonna vertebrale è l’asse più importante del corpo, un vero e proprio pilastro osseo e muscolare che offre vitalità e resistenza.

La tradizione popolare riconosce alla colonna – e, più genericamente, alla schiena – la capacità di esprimere concetti di grande intensità:

  • forza e vigore: la forza della schiena si associa alla capacità di eseguire lavori duri e faticosi (fisici ma no solo), fino allo stremo delle forze (“spaccarsi la schiena”)
  • rassegnazione e sottomissione: la schiena senza forza esprime l’incapacità di ribellarsi e reagire, quindi il piegarsi al potere o alla prepotenza altrui, con atteggiamento generalmente umile, sottomesso (“curvare la schiena”)
  • debolezza, fragilità: la schiena è la zona “nascosta” del corpo, quella su cui abbiamo inevitabilmente poca attenzione e controllo ed è per questo associata ad una zona bersaglio nel tradimento e nell’inganno (“pugnalare alla schiena”), alla fuga e all’abbandono nel momento del bisogno (“voltare la schiena a qualcuno”)

La schiena dal punto di vista psicosomatico

Da un punto di vista psicosomatico, la schiena viene associata comunemente a queste aree di significato espresse dalla tradizione popolare, in particolare le prime due:

  1. forza e vigore vs  rassegnazione e sottomissione
  2. capacità di sopportare carichi non solo fisici, ma anche emozionali, ciò anche a scapito, a volte, dell’aspetto funzionale, con possibili (frequenti) manifestazioni di dolore, tensione muscolare cronica e così via.

La schiena, con le sue caratteristiche morfologiche e funzionali, assume un ruolo molto importante nella psicoterapia a mediazione corporea, come l’analisi bioenergetica.

Scrive Lowen:

Quale importante elemento strutturale del corpo, la debolezza della spina dorsale deve riflettersi in un grave disturbo della personalità. L’individuo con la spina dorsale curva non può avere la forza dell’Io di una persona la cui spina dorsale è dritta. D’altro canto, la rigidità della spina dorsale, mentre aumenta la forza per sorreggersi, diminuisce la flessibilità. Inoltre, tali individui spesso provano dolore nella parte inferiore della schiena” (Il linguaggio del corpo).

schiena

La schiena dal punto di vista energetico

Dal punto di vista energetico, la colonna vertebrale è il “tronco dell’albero”, il pilastro che unisce Cielo e Terra e sul quale si costruisce la nostra intera struttura.

Rappresenta l’asse verticale dell’individuo, gli offre solidità fisica e psichica e riflette il suo generale equilibrio Yin-Yang: l’eccessiva convessità implica un eccesso di Yang, mentre la concavità esasperata indica un accumulo di Yin.

Nella tradizione taoista, la schiena costituisce una sorta di “scala a pioli” lungo la quale si strutturano le esperienze della vita e si realizza il passaggio dell’uomo nella sua crescita spirituale, dalla Terra verso il Cielo.

Grazie alla sua solidità, in altri termini, la schiena indica la struttura lungo la quale “ascendere”, crescere spiritualmente andando dalla Terra verso il Cielo.

In quanto asse portante, con la sua caratteristica di flessibilità, la colonna simboleggia la “resistenza come adattamento” piuttosto che la “resistenza come rigidità”.

Rappresenta la necessità di porsi in modo dinamico di fronte alle avversità e alle difficoltà, rispondendo con un continuo aggiustamento alle sollecitazioni esterne (movimenti di inclinazione, flessione e rotazione…).

La schiena e i Meridiani energetici

Se entriamo nel dettaglio dei Meridiani energetici, la schiena si rivela un luogo denso di contenuti.

Lungo la colonna vertebrale corre il Meridiano straordinario Du Mai, che riconduce all’“individualità” e all’espressione di Sé.

Grazie all’attività della cerniera lombo-sacrale – area corrispondente al punto GV4 Mingmen (Porta della Vita) – del resto, riusciamo, da bambini, a metterci in piedi e a camminare iniziando ad esplorare il mondo, avviando il processo di individualità che proseguirà poi – in vario modo – per tutta la vita.

Subito a fianco del Meridiano straordinario Du Mai corre il Meridiano Principale di vescica urinaria Zu Tai Yang.

Questo Meridiano è il più lungo dei dodici Meridiani principali:

  • lungo il suo ramo interno – poco distante dalla colonna e ad esso parallelo – ha localizzati importanti punti riflessi (“punti comando”) di tutti gli Organi Zang e visceri Fu (punti Shu del dorso)
  • lungo il suo ramo esterno – parallelo al primo ramo ed in linea con il margine interno delle scapole – ha altrettanti importanti punti connessi agli stessi organi (secondo alcuni autori inerenti all’energia (jing) acquisita, secondo altri alle emozioni connesse agli organi associati).

La schiena come luogo simbolico espressione della propria individualità

Tenuto conto di ciò, possiamo, quindi, dire che la schiena contiene da un punto di vista energetico le informazioni riguardanti un individuo (Meridiano di vescica urinaria) e la sua guida nel personale processo di individuazione (Meridiano Du Mai).

Turbe in un determinato tratto della colonna possono, quindi, essere indizio di sofferenza fisica, psichica (conscia ed inconscia) così come anche di problemi viscerali.

Per finire, la colonna vertebrale ha una funzione – oltre che di sostegno dell’intera struttura uomo – anche di protezione del midollo spinale, importante ramificazione del sistema nervoso centrale che passa al suo interno.

Il midollo in essa contenuto ha un’importanza prioritaria in medicina cinese, in quanto è classificato tra i cosiddetti “Visceri straordinari”, connessi al processo di crescita ed evoluzione individuale (trasformazione dell’essenza Jing in Shen).

Ciò rafforza ulteriormente l’immagine della schiena come luogo simbolicamente connesso all’espressione della propria individualità e della sua costante trasformazione.

© Laura Vanni 2018


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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.