Sport in oriente e in occidente

Oriente e occidente hanno culturalmente approcci differenti rispetto allo sport, così come anche rispetto a moltissimi aspetti della vita.

Ho sempre praticato sport nella mia vita e per me il movimento è sempre stato vitale.

Da “giovane” posso dire di aver praticato tutte le attività di fitness proposte nei centri sportivi, anche le più insolite. Mi sono poi appassionata al pattinaggio, all’hockey su rotelle, alla danza caraibica e – per finire – alla corsa.

La corsa è lo sport che tra tutti ho forse amato di più e quello a cui ancora oggi guardo con piacere, sperimentando anche una nuova pratica e una nuova sensazione (ne parlavamo qualche tempo fa sul mio Gruppo Facebook).

sport oriente occidente

Negli ultimi 16 anni c’è stato un cambiamento importante e mi sono dedicata quasi interamente al taijiquan e al qi gong.

taijiquan

Questo, da un lato è sicuramente successo perché  la pratica di queste discipline richiede molto tempo ed impegno e “prende la mente” oltre che il corpo. La mia concentrazione, in sostanza, è stata riservata a queste attività e non avevo interesse a disperderla su altro.

Da un altro lato, però, è successo forse perché, contemporaneamente, c’è stato un cambiamento in me, nel mio modo di pensare e vivere l’attività fisica.

Oggi sento che il mio approccio è molto diverso da quello di 16 anni fa e risente, inevitabilmente, dell’esperienza fatta nelle arti marziali cinesi.

L’approccio occidentale allo sport

In occidente siamo abituati a considerare lo sport come attività benefica, in grado di  allenare ed irrobustire i muscoli anche in modo mirato.

Gli allenamenti sono programmati generalmente in modo da aumentare lo sforzo.

Si scrivono interi manuali per ottimizzare i risultati modificando stile di vita, alimentazione e mille altri piccoli-grandi aspetti.

Si punta molto sulla resistenza, cercando di superare ogni volta di un poco il proprio limite con l’obiettivo di  potenziare ogni volta ulteriormente le abilità acquisite.

La competizione è con se stessi ma anche e soprattutto con l’altro, in un contesto anche internazionale di confronto.

Nell’ottica occidentale, la “salute” viene misurata in base alla forza muscolare ottenuta e ai risultati sportivi sempre più brillanti nella pratica e nella competizione.

L’approccio cinese allo sport

L’approccio cinese allo sport e all’attività fisica è molto diverso da quello occidentale.

Mi riferisco in questo articolo non all’approccio moderno, in cui molti giovani atleti (e atlete) cinesi si sottopongono ad allenamenti durissimi pur di perseguire un risultato importante.

Mi riferisco all’approccio di antica tradizione, derivante dalla cultura e dalla visione medica cinese, in cui l’allenamento muscolare eccessivo può risultare dannoso per la nostra energia.

Questo secondo tipo di approccio considera l’allenamento come un’occasione per rafforzare il proprio organismo più che per ottenere risultati di performance, magari resistendo al dolore e alla fatica intensi.

Anche solo sudare in eccesso o stressare l’organismo con attività a cui non si è abituati senza il dovuto riposo può, in chiave medica cinese, essere molto dannoso per alcune persone e peggiorare alcuni quadri energetici importanti.

Per esempio, in presenza di un deficit di Qi e Sangue, oppure in età avanzata, questo tipo di impegno per l’organismo è decisamente sconsigliabile e pone le premesse di indebolimento dell’organismo.

Ogni “stagione” della vita può richiedere, in ogni caso, un approccio diverso ed un esercizio diverso per la nostra energia.

Sarà diverso quindi, per esempio, l’esercizio utile e benefico per l’energia di un bambino (puro Yang) e quello per l’energia di un adulto o, anche, di un anziano.

Ancora diverso potrà essere l’esercizio richiesto per migliorare il benessere nel caso di un uomo o di una donna a seconda della fase di vita che attraversa.

sport oriente occidente

Allenamento sportivo ed equilibrio

L’allenamento fisico, secondo la medicina cinese, è una pratica finalizzata in gran parte al rilassamento (auto-ascolto e riduzione di tensioni croniche involontarie…) e all’uso controllato e consapevole del corpo (equilibrio, propriocezione…).

Nell’approccio cinese, un muscolo contratto e teso ostacola il flusso del Qi e ne causa il ristagno. Con il Qi, anche il Sangue ha problemi di circolazione e questo causa uno stress continuo su legamenti, tendini e articolazioni.

L’attività fisica dovrebbe, pertanto, essere finalizzata sì ad irrobustire il corpo ma – ancor prima – a bilanciare la mente, riducendo le aree di tensione e favorendo un percorso di consapevolezza psico-fisica.

Il qi gong e il taijiquan

Nella cultura cinese la “pratica fisica” è tradizionalmente molto centrata sull’esercizio individuale con il taijiquan e il qi gong.

Entrambe queste discipline – ognuna a suo modo – forniscono un’occasione di allenamento quotidiano basato sul respiro, la consapevolezza del corpo e il rilassamento della postura.

L’attività fisica dal punto di vista della medicina cinese rappresenta uno  strumento  per favorire una circolazione energetica più armonica, riducendo stasi e tensioni.

A tal fine,  un alleato importante è il respiro, il quale aiuta a condurre il Qi, a nutrire gli organi e a sciogliere stasi e tensioni.

Questo da un punto di vista energetico è molto importante.

Quando la muscolatura si rilassa e il Qi scende, il respiro si abbassa e guadagna il dantien diventando sempre più profondo e calmo.



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Rabbia trattenuta in medicina cinese

rabbia trattenuta

Si parla spesso di rabbia trattenuta. Ma che cosa si intende, prima di tutto, con rabbia? Da cosa dipende la rabbia?

Quale disarmonia o difficoltà può segnalare secondo la medicina cinese?

Secondo la medicina cinese la rabbia è un’emozione connessa all’organo Zang Fegato.

Il Fegato in medicina cinese ha numerose funzioni. Una delle più importanti è quella di armonizzare i movimenti del Qi nel nostro organismo.

Quando si prova rabbia, questa si manifesta nel corpo con un moto repentino e irruento del Qi verso l’alto.

Quando la rabbia viene repressa, invece, genera una pressione interna.  Questo causa blocchi di Qi e genera a livello emozionale frustrazione e senso di insoddisfazione.

Quando la pressione accumulata è troppa, per così dire si “esplode”, manifestandosi con sintomi fisici ed emozionali.

Sangue e Qi sono portati prepotentemente verso l’alto (viso rosso, cefalee, vertigini, ipertensione, acufeni…).

Questa è la situazione in cui la rabbia repressa trova sfogo non essendo stato possibile fino a quel momento scaricarla.

Consigli per scaricare la rabbia

Nel video che segue puoi approfondire il tema della rabbia in medicina cinese e puoi trovare alcuni consigli per aiutare la tua energia a tornare in equilibrio quando l’emozione della rabbia diventa troppo forte.

 


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Respiro superficiale: fattori emozionali e conseguenze energetiche

respiro superficiale

La respirazione è una funzione naturale, che avviene indipendentemente dalla nostra volontà.

Alla nascita il respiro è ampio, pieno, libero.

Progressivamente questa ampiezza si riduce.

Spesso nell’età adulta si arriva ad usare meno di un sesto della nostra capacità respiratoria, limitandola per lo più alla zona toracica.

Come a dire che nasciamo tutti con la capacità di respirare pienamente e profondamente, poi nel tempo questa capacità si riduce in modo variabile di persona in persona.

Spesso la respirazione che abitualmente consideriamo “normale” è, in realtà, un tipo di respirazione parziale, limitata, che non consente un’ossigenazione appropriata.

Questa modalità di respirare tende ad usare solo un settore polmonare ed in maniera superficiale, limitando così l’acquisizione di Qi atmosferico e favorendo la stagnazione energetica a vari livelli.

Cause del respiro superficiale

Ma perché respiriamo in modo superficiale?

Il linguaggio popolare è ricco di espressioni che sottolineano la connessione tra il respiro e gli aspetti emozionali:

  • quando qualcuno parla con foga eccessiva, lo si esorta a “riprendere fiato”.
  • nei momenti di forte emotività il respiro si fa più intenso, mentre in condizioni di rilassamento si fa profondo e tranquillo
  • dopo situazioni di stress e tensione, magari dopo una discussione animata svolta in un luogo chiuso, in cui inconsapevolmente ci sentiamo “bloccati” e “contenuti”, usciamo all’aperto e “respiriamo a pieni polmoni”.

respiro superficiale

Il respiro viene quindi inconsciamente (e culturalmente) utilizzato per “liberarci” da qualcosa che si è sviluppato a livello psichico (Rudger Dahke, Andreas Neumann), che ci opprime e ci limita.

Scrive Lowen:

“se respirassimo tutti come fanno con naturalezza gli animali, il nostro livello energetico sarebbe alto e soffriremmo raramente di stanchezza o depressione cronica. Ma nella nostra cultura il respiro è per lo più poco profondo e si ha la tendenza a trattenerlo. peggio ancora, non ci si accorge neppure di avere problemi di respirazione. Ci si butta invece a capofitto nella vita, fermandosi di quando in quando solo per dire agli altri che “si ha appena il tempo di respirare” (Lowen, “la spiritualità del corpo” p.37)

respiro

Qi gong e respiro

Tra le possibili modalità di azione, la medicina cinese propone, per lavorare sul respiro, l’antica pratica del qi gong.

Il qi gong può essere un valido aiuto per lavorare sul proprio respiro e prevede un percorso di progressiva consapevolezza che coinvolge allo stesso tempo il corpo e la mente.

Uno degli obiettivi di questa antica arte è, infatti, proprio quello di “regolare il respiro” (tiao xi), favorendo una respirazione profonda ma nel contempo spontanea. Questo viene ottenuto attraverso la pratica di esercizi statici e dinamici in grado di favorire un movimento armonico del Qi.

© Laura Vanni

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Cosa sono le emozioni e da cosa dipendono secondo la medicina cinese

cosa sono le emozioni

Cosa sono le emozioni? In medicina cinese non esiste la possibilità di considerare un aspetto fisico prescindendo da quello psichico e viceversa.

Psiche e soma (mente e corpo) sono quindi aspetti di un’unica unità-Uomo.

Gli aspetti emozionali hanno corrispondenze fisiche negli organi (Zang).

Il rapporto è tra emozione ed organo ma anche, nel senso inverso, tra organo ed  emozione.

Cosa sono le emozioni? Da cosa dipendono?

In generale, le emozioni possono essere definite risposte fisiologiche agli stimoli del mondo esterno.

Per capire il punto di vista della medicina cinese partiamo dal presupposto che alla base della vita in medicina cinese c’è il concetto di Energia (Qi).

Il QI ed i suoi movimenti nell’uomo regolano ogni cosa:

  • gli aspetti più materiali e concreti legati alla fisiologia di organi e visceri
  • gli aspetti più “immateriali” ed impalpabili come, appunto, le emozioni.

Cinque emozioni secondo la medicina cinese

La medicina cinese individua cinque emozioni di base da cui derivano tutte le altre emozioni.

Queste cinque emozioni sono associate ai cinque Organi Zang in questo modo:

• la Rabbia corrisponde al Fegato
• la Gioia corrisponde al Cuore
• il Pensiero-preoccupazione corrisponde alla Milza
• la Tristezza corrisponde al Polmone
• la Paura corrisponde al Rene

Guarda il video seguente per approfondire i concetti principali di questa teoria e approfondisci gli altri temi della medicina cinese guardando gli altri video sul mio Canale YouTube.

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La schiena e la sua energia

schiena

La schiena, o “dorso”,  coincide con la parte posteriore del corpo umano.

E’ formata dalla colonna vertebrale, situata sulla linea mediana del corpo: una “pila” di segmenti ossei articolati tra loro da dischi cartilaginei interposti: le vertebre.

Le vertebre hanno dimensione diverse: più piccole in alto (vertebre cervicali e toraciche), più grandi in basso (vertebre lombari, sacrali e coccigee), dove la funzione di sostegno del peso corporeo è più importante.

Sono in numero di 33-34 distinte in cervicali (7), toraciche o dorsali (12), lombari (5), sacrali (5) e coccigee (4-5).

Mentre le vertebre cervicali, dorsali e lombari restano tra loro indipendenti, le vertebre sacrali e le coccigee si saldano a costituire il sacro e il coccige.

schiena ed energia

La schiena come colonna a sostegno della nostra vita

La funzione prioritaria della schiena è chiara già a partire dalla sua denominazione quando parliamo di colonna vertebrale.

Il termine “colonna” fa, infatti, chiaramente riferimento all’azione di sostegno e di supporto verticale tipica di questo apparato.

La colonna vertebrale è l’asse più importante del corpo, un vero e proprio pilastro osseo e muscolare che offre vitalità e resistenza.

La tradizione popolare riconosce alla colonna – e, più genericamente, alla schiena – la capacità di esprimere concetti di grande intensità:

  • forza e vigore: la forza della schiena si associa alla capacità di eseguire lavori duri e faticosi (fisici ma no solo), fino allo stremo delle forze (“spaccarsi la schiena”)
  • rassegnazione e sottomissione: la schiena senza forza esprime l’incapacità di ribellarsi e reagire, quindi il piegarsi al potere o alla prepotenza altrui, con atteggiamento generalmente umile, sottomesso (“curvare la schiena”)
  • debolezza, fragilità: la schiena è la zona “nascosta” del corpo, quella su cui abbiamo inevitabilmente poca attenzione e controllo ed è per questo associata ad una zona bersaglio nel tradimento e nell’inganno (“pugnalare alla schiena”), alla fuga e all’abbandono nel momento del bisogno (“voltare la schiena a qualcuno”)

La schiena dal punto di vista psicosomatico

Da un punto di vista psicosomatico, la schiena viene associata comunemente a queste aree di significato espresse dalla tradizione popolare, in particolare le prime due:

  1. forza e vigore vs  rassegnazione e sottomissione
  2. capacità di sopportare carichi non solo fisici, ma anche emozionali, ciò anche a scapito, a volte, dell’aspetto funzionale, con possibili (frequenti) manifestazioni di dolore, tensione muscolare cronica e così via.

La schiena, con le sue caratteristiche morfologiche e funzionali, assume un ruolo molto importante nella psicoterapia a mediazione corporea, come l’analisi bioenergetica.

Scrive Lowen:

Quale importante elemento strutturale del corpo, la debolezza della spina dorsale deve riflettersi in un grave disturbo della personalità. L’individuo con la spina dorsale curva non può avere la forza dell’Io di una persona la cui spina dorsale è dritta. D’altro canto, la rigidità della spina dorsale, mentre aumenta la forza per sorreggersi, diminuisce la flessibilità. Inoltre, tali individui spesso provano dolore nella parte inferiore della schiena” (Il linguaggio del corpo).

schiena

La schiena dal punto di vista energetico

Dal punto di vista energetico, la colonna vertebrale è il “tronco dell’albero”, il pilastro che unisce Cielo e Terra e sul quale si costruisce la nostra intera struttura.

Rappresenta l’asse verticale dell’individuo, gli offre solidità fisica e psichica e riflette il suo generale equilibrio Yin-Yang: l’eccessiva convessità implica un eccesso di Yang, mentre la concavità esasperata indica un accumulo di Yin.

Nella tradizione taoista, la schiena costituisce una sorta di “scala a pioli” lungo la quale si strutturano le esperienze della vita e si realizza il passaggio dell’uomo nella sua crescita spirituale, dalla Terra verso il Cielo.

Grazie alla sua solidità, in altri termini, la schiena indica la struttura lungo la quale “ascendere”, crescere spiritualmente andando dalla Terra verso il Cielo.

In quanto asse portante, con la sua caratteristica di flessibilità, la colonna simboleggia la “resistenza come adattamento” piuttosto che la “resistenza come rigidità”.

Rappresenta la necessità di porsi in modo dinamico di fronte alle avversità e alle difficoltà, rispondendo con un continuo aggiustamento alle sollecitazioni esterne (movimenti di inclinazione, flessione e rotazione…).

La schiena e i Meridiani energetici

Se entriamo nel dettaglio dei Meridiani energetici, la schiena si rivela un luogo denso di contenuti.

Lungo la colonna vertebrale corre il Meridiano straordinario Du Mai, che riconduce all’“individualità” e all’espressione di Sé.

Grazie all’attività della cerniera lombo-sacrale – area corrispondente al punto GV4 Mingmen (Porta della Vita) – del resto, riusciamo, da bambini, a metterci in piedi e a camminare iniziando ad esplorare il mondo, avviando il processo di individualità che proseguirà poi – in vario modo – per tutta la vita.

Subito a fianco del Meridiano straordinario Du Mai corre il Meridiano Principale di vescica urinaria Zu Tai Yang.

Questo Meridiano è il più lungo dei dodici Meridiani principali:

  • lungo il suo ramo interno – poco distante dalla colonna e ad esso parallelo – ha localizzati importanti punti riflessi (“punti comando”) di tutti gli Organi Zang e visceri Fu (punti Shu del dorso)
  • lungo il suo ramo esterno – parallelo al primo ramo ed in linea con il margine interno delle scapole – ha altrettanti importanti punti connessi agli stessi organi (secondo alcuni autori inerenti all’energia (jing) acquisita, secondo altri alle emozioni connesse agli organi associati).

La schiena come luogo simbolico espressione della propria individualità

Tenuto conto di ciò, possiamo, quindi, dire che la schiena contiene da un punto di vista energetico le informazioni riguardanti un individuo (Meridiano di vescica urinaria) e la sua guida nel personale processo di individuazione (Meridiano Du Mai).

Turbe in un determinato tratto della colonna possono, quindi, essere indizio di sofferenza fisica, psichica (conscia ed inconscia) così come anche di problemi viscerali.

Per finire, la colonna vertebrale ha una funzione – oltre che di sostegno dell’intera struttura uomo – anche di protezione del midollo spinale, importante ramificazione del sistema nervoso centrale che passa al suo interno.

Il midollo in essa contenuto ha un’importanza prioritaria in medicina cinese, in quanto è classificato tra i cosiddetti “Visceri straordinari”, connessi al processo di crescita ed evoluzione individuale (trasformazione dell’essenza Jing in Shen).

Ciò rafforza ulteriormente l’immagine della schiena come luogo simbolicamente connesso all’espressione della propria individualità e della sua costante trasformazione.

© Laura Vanni 2018


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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi

tensione muscolare collo

La tensione muscolare cronica al collo è uno dei disturbi più comuni.

Uno di quei fastidi che, per così dire,  “non si negano a nessuno”, seppure con livelli diversi di limitazione motoria ed intensità dal punto di vista del dolore.

Tensione muscolare cronica al collo

Di fatto, questa zona è sottoposta a molteplici stimoli e micro traumi e, a volte, paga il conto di una serie di squilibri posturali o di abitudini errate.

Aspetti socio-psicologici associati alla tensione muscolare cronica al collo

Quali sono i fattori che possono influire sulla tensione muscolare cronica al collo?

In molti si sono fatti questo interrogativo e non è possibile rispondere in modo semplice e uguale per tutti.

Personalmente sono sempre stata molto attratta dagli aspetti socio-psicologici, forse per via della mia formazione di sociologo antecedente a quella in medicina cinese.

La lettura di Lowen mi ha aperto molti orizzonti in proposito.  Le assonanze con quanto c’è nei suoi scritti e quanto c’è nel mio lavoro di operatore di medicina cinese mi hanno portato, qualche anno fa, a scrivere un articolo proprio sul rapporto tra bioenergetica, tuina e qi gong.

In questo articolo iniziamo ad approfondire la dimensione simbolica ed emozionale connessa al collo ed esploriamo l’aiuto che può darci la medicina cinese.

Il collo nell’immaginario popolare

Il collo rappresenta una zona corporea di vitale importanza ed incarna, in un certo senso,  nella nostra cultura soprattutto messaggi connessi all’urgenza/difficoltà e all’esercizio di potere.

L’analisi dei modi di dire popolari che si riferiscono al collo, infatti, riconduce a due dimensioni principali che sono (in ordine di importanza/frequenza):

  1. Collo come zona di emergenza, distretto corporeo per lo più connesso ad una condizione di allarme, difficoltà ed urgenza (essere nei guai fino al colloavere il cappio al colloessere immersi fino al colloavere il fiato sul collorompersi l’osso del collo, a rotta di collo, obtorto collo)
  2. Collo come zona di espressione dell’autorità, distretto per esercitare la proprio potere sugli altri (tirare il colloprendere per il collo)

tensioni muscolari croniche

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo costituisce un’importante connessione tra gli Organi Zang e gli orifizi a loro corrispondenti, ovvero: tra la bocca e lo stomaco, le orecchie e i Reni, il naso e il Polmone, l’occhio e il Fegato.

Quest’area è una vera e propria “cerniera” (“cerniera cervicale“), ristretto punto di passaggio  tra il corpo e la testa, luogo di raccordo tra il cervello (“Mare del midollo”) e midollo spinale.

Da un punto di vista meridianico, il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali e dai due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri: il Ren Mai e Du Mai (quest’ultimo di particolare importanza anche per aspetti inerenti la “struttura” e la postura, in quanto localizzato a livello della colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza, vertebre cervicali incluse).

Da un punto di vista energetico possiamo certamente dire, prima di tutto, che la tensione muscolare cronica nell’area  del collo ed il movimento ridotto che ne deriva riducono fortemente il flusso di energia tra il corpo e la testa.  Allo stesso tempo, una circolazione energetica difficoltosa nei Meridiani interessati a questa zona, può generare tensione e dolore.

Il collo e le emozioni

Una circolazione energetica rallentata o bloccata a livello del collo ha come conseguenza non solo il dolore (“dove c’è stasi c’è dolore”), ma anche tutta una serie di effetti a livello del sistema corpo-mente.

Tra questi effetti ci sono quelli connessi alle emozioni, considerate anch’esse –  dalla medicina cinese – “movimenti di Qi”.

Lungo il collo transita l’energia che ascende dal ventre e dal petto.

Il passaggio dal ventre o dal petto attraverso il collo in direzione della testa è considerato dal punto di vista energetico anche un passaggio di “elaborazione” e “trasformazione”: le emozioni (che la medicina cinese attribuisce agli organi e ai visceri, ciascuno per propria competenza, vedi tabella successiva) diventano consapevoli e si manifestano con il pensiero o la parola.

In tal senso, le tensioni muscolari a livello del collo possono bloccare queste emozioni nel loro percorso verso l’alto, generando uno stato di allarme.

Tensione muscolare cronica al collo

In altri contesti energetici, questo concetto lo leggiamo anche in Lowen quando in Bioenergetica scrive:

una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione” (Lowen)

Da questo blocco può nascere, oltre a rigidità muscolare, anche cefalea tensiva e dolori muscolari.

Secondo questa lettura, l’obiettivo inconsapevole ed incontrollabile sarebbe quello di inibire gli stimoli che salgono dal basso: non lascio che le mie emozioni più profonde arrivino alla testa diventando consapevoli e richiedendo, a quel punto, un’azione coerente con esse (cambiamento).

Per far ciò, oltre a bloccare l’energia che ascende, si troveranno altre soluzioni:

l’agire non sarà il prodotto del sentire (emozione) ma sarà il prodotto della “testa” senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri organi (agire razionale, agire morale)” (Giacconi).

Organi Zang ed emozioni associate secondo la medicina cinese

Organo Zang

Emozione

Fegato

Rabbia

Cuore

Gioia

Milza

Preoccupazione

Polmone

Tristezza

Rene

Paura

Il collo nella psicosomatica

La connessione tra emozioni e tensione muscolare cronica è ormai assodata in ambito psicologico.

Dal punto di vista neurovegetativo è, infatti, ormai noto che determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa tensione si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è particolarmente interessata da questo meccanismo, con manifestazioni che si concentrano soprattutto alla base del cranio e che a volte possono formare

“un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio” (Lowen).

In psicosomatica, il collo assume il senso di colpa e l’autorecriminazione, la negazione, la testardaggine, la scarsa flessibilità.

A livello simbolico, l’attività della cerniera cervicale permette i movimenti di rotazione della testa e si connette per questo alla possibilità di esplorare e conoscere il mondo, guardare più aspetti e prospettive di una determinata situazione, orientarsi, anche grazie la percezione consentita da sensi collocati proprio a livello della testa (percezione di suoni, immagini, odori).

Il collo rappresenta anche, in secondo luogo, la capacità di esprimere umiltà, chinando il capo o anche – in un’accezione dai risvolti più problematici – l’atto di sottomettersi (Rainville).

In tal senso, i problemi al tratto cervicale sono associati da alcuni autori ad una condizione in cui la persona rifiuta di vedere le cose da diverse prospettive (ruotare la testa consente del resto di osservare il mondo, spaziando a 180 gradi) oppure situazioni di umiliazione e sconfitta.

Indipendentemente dalla causa, da un punto di vista strettamente meccanico queste tensioni muscolari – se protratte nel tempo – si cronicizzano rendendo il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

Nel tempo, questa stessa tensione muscolare cronica – spesso estesa alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – può arrivare a generare problemi strutturali molto importanti come la rettilineizzazione del rachide cervicale, con la riduzione o la perdita della normale lordosi di questo tratto della colonna vertebrale, fino ad arrivare a vere e proprie discopatie (Bagnoli, Squaiella).

Rimedi della medicina cinese per la tensione muscolare al collo

In presenza di tensione muscolare cronica al collo, la medicina cinese offre diversi rimedi. Vediamo di seguito la ginnastica energetica (qi gong), il massaggio tuina e l’autotrattamento dei punti riflessi.

Ginnastica energetica

Gli esercizi di ginnastica energetica sono finalizzati a favorire il rilassamento muscolare e – nel tempo – a consentire lo sblocco della cerniera cervicale.

Si tratta di esercizi eseguiti lentamente, portando attenzione e consapevolezza alla zona interessata, stimolando nel contempo l’energia dei Meridiani coinvolti a seconda dei casi.

Uno degli esercizi di qi gong che appartengono agli “otto pezzi di broccato” lavora in modo specifico sulla zona cervicale e può essere di grande aiuto nel tempo per mantenere libere le vertebre cervicale e ridurre le stasi in questa zona.

Tensione muscolare cronica al collo

Tensione muscolare cronica al collo
Esercizio tratto dal libro “Otto pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese”

Massaggio tuina e autotrattamento riflesso

Attraverso il massaggio tuina è possibile  portare consapevolezza sulle principali aree di tensione muscolare e “sciogliere” i nodi più importanti.

Inoltre, è possibile stimolare agopunti e canali energetici interessati riducendo la stasi di Qi e sangue e riducendo, quindi, la sensazione di  dolore.

I Meridiani direttamente interessati dal trattamento in presenza di tensione muscolare cronica al collo sono generalmente quelli di vescica urinaria e vescica biliare, con estensione ai Meridiani Yang del braccio (grosso e piccolo intestino, sanjiao).

Oltre al trattamento da parte di un operatore professionale, possiamo fare molto anche in autotrattamento, ricorrendo alla riflessologia facciale e alla riflessologia auricolare.

Come alleviare il dolore al collo con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore al collo.

Così come abbiamo visto già nel caso delle spalle, è possibile stimolare alcune zone riflesse del viso e dell’orecchio corrispondenti alla riflessologia facciale vietnamita e alla riflessologia auricolare.

Nella riflessologia facciale vietnamita una delle aree più importanti in connessione con il collo e l’area cervicale corrisponde all’area al centro delle sopracciglia.

tensione muscolare cronica collo

In presenza di tensione muscolare o rigidità al collo è molto utile stimolare questa zona massaggiandola con le dita oppure utilizzando un piccolo strumento arrotondato (per esempio una matita nel lato opposto alla punta).

Questa stimolazione avrà un’azione di mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area del collo e nel tempo gioverà anche alla sensazione di dolore, riducendola.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dai cerchi rossi nella foto.

tensione muscolare cronica collo

Quest’area corrisponde al collo e all’area cervicale e può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.

Considerata la prossimità, questo autotrattamento  dell’area corrispondente al collo può essere associata all’autotrattamento dell’area corrispondente alle spalle apportando beneficio (vedi articolo sull’autotrattamento della zona delle spalle).

© Laura Vanni 2018


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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Il rapporto corpo-mente nella medicina cinese

corpo-mente in medicina cinese

Per comprendere il modo in cui la medicina cinese considera la rapporto corpo-mente dobbiamo partire da un concetto base: il concetto di energia (qi).

Il Qi ed i suoi movimenti nell’uomo regolano ogni cosa: dagli aspetti più materiali e concreti legati alla fisiologia ed alla funzionalità degli Organi, agli aspetti più “immateriali” ed impalpabili come, per esempio, le emozioni.

Organi (corpo) ed emozioni (mente) hanno la stessa natura, anche se si manifestano ai nostri occhi in modo completamente diverso.

In particolare, il corpo e la mente sono, per la medicina cinese, livelli di aggregazione diversa della stessa energia (Qi) e sono in costante relazione tra loro.

Questo significa che una determinata condizione a livello fisico, per esempio a livello di Organi, si può manifestare a livello emozionale e viceversa: una condizione emozionale si può manifestare a livello fisico, nel corpo.

Precisiamo che quando parliamo di Organi in medicina cinese parliamo di qualcosa che supera l’Organo inteso in senso anatomico ed ha connessioni con vari distretti corporei, funzioni e, appunto, emozioni (se vuoi approfondire questo concetto ti consiglio di leggere il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”).

Organi Zang ed emozioni

In Medicina Cinese si parla di 5 emozioni: rabbia, gioia, preoccupazione, tristezza e paura.

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Questi sono considerati “movimenti primari”, radice di tutti gli aspetti emozionali che popolano l’animo umano.

La medicina cinese individua un collegamento preciso tra ognuna di queste emozioni e gli Organi detti “Organi Zang”.

Per esempio, l’emozione della rabbia è connessa al Fegato. In tal senso il detto popolare “rodersi il fegato dalla rabbia” è quanto mai attuale anche nella tradizione cinese.

Altre connessioni emozione-Organo sono:

Tra Organo Zang ed emozione c’è una relazione biunivoca nel senso una data emozione – particolarmente intensa o protratta nel tempo – può influenzare la funzionalità energetica dell’Organo Zang corrispondente.

Allo stesso tempo, un deficit o un eccesso energetico a carico dell’Organo Zang  può avere manifestazioni emozionali secondo le corrispondenze viste sopra (e non solo).

Quando il corpo e la mente non sono insieme

Mente e corpo nascono insieme e vivono insieme.

Questo è il punto fermo di tutto il pensiero cinese e da cui prendono avvio pratiche millenarie volte, in un modo o nell’altro, ad armonizzare queste due dimensioni (si pensi anche solo al qi gong e al taijiquan).

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Nella nostra cultura questa unione è, di fatto, poco considerata nella quotidianità. Spesso ci troviamo a compiere azioni “avendo la testa altrove” ed è difficile, nella routine del vivere, mantenere la presenza mentale che consente di “vivere il momento” con consapevolezza.

Ciò conduce ad una sorta di “scollamento” tra soma e psiche,  ovvero tra corpo e mente e ad un senso di estraneità rispetto ad emozioni, sensazioni e stati d’animo.

Inoltre, lo stesso senso di estraneità si ha quando il corpo ha disturbi che non riusciamo a comprendere.

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Una tensione muscolare cronica al collo o alle spalle, una mascella serrata in modo involontario che ci causa dolore… sono tanti gli esempi in cui il corpo – ad un certo punto – sembra inviare un messaggio “dall’interno”.

Un messaggio che, però, a volte non riusciamo a comprendere da soli.

Su questo molti psicoterapeuti lavorano abitualmente avendo ormai chiaro il “potere della mente” nell’indurre disagi fisici (psicosomatica).

Lowen, con la sua bioenergetica, dedicò l’intera vita professionale allo studio di queste espressioni corporee e all’osservazione delle interrelazioni tra corpo e mente.

In sostanza, possiamo dire che quando corpo e mente non sono insieme possono sorgere disagi fisici e psichici.
La medicina cinese sostiene questo da migliaia di anni e propone pratiche finalizzate proprio a coltivare questo senso di unità.

Il qi gong è una di queste.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

medicina cinese

Qi gong, tuina e bioenergetica

bioenergetica qi gong

Qi gong, tuina e bioenergetica sono discipline tra loro ben distinte, eppure hanno tra loro punti di contatto molto importanti.

Come forse sai già bene se leggi abitualmente il mio blog, il qi gong e il tuina sono due delle cinque tecniche della medicina tradizionale cinese, assieme ad agopuntura, fitoterapia ed alimentazione energetica.

Si tratta di due pratiche orientate, ognuna a suo modo, alla stimolazione dell’energia vitale (qi) nei Meridiani e nell’intero organismo attraverso il massaggio (tuina), l’intenzione e il movimento (qi gong).

La bioenergetica, invece, nasce in tutt’altro contesto e cultura.

La bioenergetica nasce, infatti, negli Stati Uniti negli anni 50, ad opera di Alexander Lowen.  Si tratta di una psicoterapia corporea che si basa su un approccio analitico-caratteriale e somatico-relazionale utilizzato anche nella psicoterapia di gruppo.

Il mio incontro con gli scritti di Lowen e con la sua bioenergetica è avvenuto qualche anno fa, durante uno dei miei consueti studi in tema di discipline psico-corporee.

La lettura degli scritti di Lowen mi ha subito colpito per i temi e i contenuti affini a quelli della medicina cinese in tema di rapporto corpo-mente e di pratica psico-corporea.

Da qui il desiderio di approfondire la relazione tra medicina cinese e bioenergetica.  Un approfondimento che continua ancora oggi, con grande interesse e che ho in parte proposto nell’articolo “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla (scarica il PDF nella sezione “risorse” del mio sito).

Gli esercizi di bioenergetica e il qi gong

Gli esercizi di bioenergetica proposti da Lowen hanno come punti di riferimento due aspetti importanti:

  • il rilassamento
  • il radicamento

Questi due aspetti sono perfettamente condivisi dalla pratica di base del qi gong.

Approfondendo l’aspetto pratico, vediamo poi che anche l’esecuzione di alcuni esercizi pensati per conseguire questi due risultati è alquanto affine a quella di alcuni esercizi di qi gong.

In particolare, grazie alla mia attività di istruttore di qi gong, ho notato una somiglianza stupefacente tra l’esercizio dell’arco illustrato da Lowen nei suoi scritti e uno degli esercizi  degli otto pezzi di broccato (scarica l’abstract con la descrizione dell’esercizio dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinesenell’area risorse del mio sito).

medicina cinese e bioenergetica
“Metti le mani al suolo e afferra le punte” – Qi gong – Otto pezzi di broccato

Per quanto entrambe le discipline mantengano la propria individualità, è indubbio che gli obiettivi comuni abbiano condotto a pratiche psico-corporee in alcuni casi parzialmente simili.

Il massaggio della bioenergetica e il massaggio tuina

Nella bioenergetica, Lowen introduce il contatto fisico con il paziente. Questa è una grande novità nella terapia psicoanalitica e fa del “massaggio” una pratica costitutiva della terapia stessa.

Il massaggio della bioenergetica non è un massaggio per così dire “tecnico”. Rappresenta, più che altro, un contatto fisico finalizzato ad allentare tensioni muscolari, soprattutto a livello della mascella, delle spalle, dell’addome.

medicina cinese e bioenergetica

L’uso del massaggio che fa Lowen prevede una partecipazione molto attiva da parte dello psicoterapeuta, con una grande propensione al sentire e al percepire. In qualità di operatore tuina, direi che questi aspetti sono indubbiamente presenti tanto nella pratica della bioenergetica quanto nella pratica tuina.

Nel tuina, infatti, oltre all’aspetto meramente tecnico (scelta dei Meridiani e degli agopunti, tecniche di stimolazione degli stessi…), ha una grande importanza l’uso della presenza e dell’intenzione. Per questo, la pratica tuina si avvicina molto, in alcuni casi, alla pratica qi gong.

In relazione al massaggio nella bioenergetica, c’è poi da osservare che la necessità che spinge Lowen a massaggiare il paziente in alcune zone in tensione cronica per “sciogliere” la muscolatura nasce da qualcosa che è molto simile al concetto cinese di “muovere il Qi e il Sangue in stasi” per ridurre la contrattura cronica, con effetti di rilassamento e di rilascio emozionale variamente descritti.

Verso l’approfondimento e l’integrazione

Per quanto la Bioenergetica mantenga la sua specificità e la sua identità nell’ambito della psicoterapia in cui è nata, il contributo di Lowen è ancora oggi indubbiamente importante in una dimensione che supera il confine specialistico in cui è nato.

Le intuizioni di Lowen e le relative applicazioni “risuonano”, infatti, almeno in parte, familiari a chi si occupa di discipline energetiche cinesi e questo può creare il presupposto per un cammino comune.

In altri termini

Questa corrispondenza – lungi dal rappresentare una sovrapposizione di intenti e di pratiche – apre la via ad un percorso di ricerca finalizzato a valutare le possibilità di approfondimento ed integrazione (“Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”)

© Laura Vanni 2018


Se ti interessa approfondire:

  • leggi il mio articolo completo su “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla. Puoi scaricarlo liberamente nella sezione “risorse” del mio sito
  • carica l’abstract dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese” “Metti le mani al suolo e afferra le punte”, 2017 nella sezione “risorse” del mio sito.