Miglio e radicchio con semi di sesamo bianco. Una ricetta con benefiche virtù

La medicina cinese considera il cibo come un vero e proprio “farmaco”. Classifica gli alimenti in base alle loro caratteristiche energetiche e li combina tra loro in modo da ottenere ricette in grado di stimolare l’energia dell’individuo riequilibrandola.

La ricetta che analizziamo in questo articolo mette insieme due alimenti dalle caratteristiche energetiche in un certo senso complementari in grado di potenziarsi l’una con l’altra: miglio e radicchio con semi di sesamo bianco.

La ricetta è molto semplice.

Consiste nel lessare il miglio e, nel frattempo, soffocare per pochi minuti in una padella con acqua e poco olio extravergine d’oliva il radicchio tagliato a striscioline con l’aggiunta, se gradita, di poca cipolla.

Una volta cotto il miglio, aggiungerlo nella padella con il radicchio amalgamando il tutto ed impiattare.

Una volta nel piatto, aggiungere una spolverata di semi di sesamo bianco. Questi hanno natura fresca e sapore dolce, nutrono e sostengono il Sangue, lo Yin e i Liquidi organici.

Vediamo ora nei dettagli le proprietà del miglio e del radicchio per comprendere più chiaramente la loro azione combinata.

Il miglio

Il miglio viene spesso identificato come mangime per uccelli. In realtà ha ottime proprietà dal punto di vista energetico ed ha una tradizione antica anche sulle nostre tavole.

Pare che il miglio sia stato addirittura il primo cereale ad essere coltivato diverse migliaia di anni fa in Cina e in Europa.

Non contiene glutine.

Caratteristiche energetiche del miglio

La dietetica cinese classifica le caratteristiche energetiche del miglio, così come degli altri alimenti, in base tre parametri principali che sono il Sapore, la Natura e il Tropismo.

Con riferimento a questi tre aspetti, il miglio si definisce per:

L’azione del miglio sulla nostra energia è molto ampia e articolata.

Il miglio, innanzitutto, armonizza il jiao Medio (sistema digestivo).

In particolare, dirige il qi ribelle verso il basso ed è indicato, quindi, in presenza di nausea, vomito, assenza di voglia di mangiare.

Tonifica Milza-pancreas e il Rene ed è quindi indicato anche nei periodi di convalescenza da malattie debilitanti.

Trasforma l’Umidità interna ed ha proprietà diuretiche, aspetti che lo rendono estremamente utile in presenza di disuria e ritenzione di liquidi.

L’azione sull’Umidità, combinata alla sua natura fresca e alla capacità di ridurre il Calore patogeno, rendono il consumo di miglio estremamente indicato in presenza anche di Calore in vescica (minzione urente) e candidosi. La sua azione di eliminazione del Calore in eccesso dallo Stomaco lo rende utile in presenza di afte, sete e bocca secca.

 

Radicchio rosso

Il radicchio noto a noi oggi deriva da una varietà spontanea che affonda le sue radici nella storia greca e romana, nonché nella nostra tradizione contadina.

Per quanto esistano lievi differenze tra le diverse varietà di radicchio, il sapore di questo vegetale è per definizione amaro e questo lo rende particolarmente attivo nel purificare il Calore.

Questa azione è particolarmente spiccata nel radicchio di Treviso, più amarognolo, di meno nel radicchio di Verona, più dolce.

Caratteristiche energetiche del radicchio

Le proprietà del radicchio lo rendono ideale per purificare il Calore con azione anche dissolvente sui Tan.

Ciò lo rende particolarmente indicato in presenza di catarri densi, per es. in presenza di tosse con catarri densi difficili da espettorare.

Proprietà generali della ricetta dal punto di vista energetico

Le caratteristiche energetiche degli ingredienti principali di questa ricetta (il miglio e il radicchio) la rendono potenzialmente molto utile nel periodo invernale, in presenza di tosse con catarri gialli e densi che ostruiscono il polmone (Tan).
Molto utile anche in presenza di Umidità o Umidità-Calore nel jiao inferiore, la quale si manifesta spesso, per esempio, con  candidosi cistiti.

Questa ricetta può essere utile, indipendentemente dalla stagione, anche in presenza di Calore in eccesso a livello dello Stomaco. Questo si può manifestare con disturbi digestivi oltre che, per esempio, con afte, alitosi e nausea.

Al di là delle indicazioni energetiche che ci offre la medicina cinese, questa ricetta può entrare comunemente nella nostra cucina in quanto di veloce preparazione e, dal punto di vista occidentale, con documentate proprietà toniche, nutritive e rimineralizzanti.

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Il potere dei cereali in chicco e una ricetta da provare

cereali in medicina cinese

I cereali in chicco rappresentano un alimento su cui storicamente si basa la dieta di buona parte della popolazione mondiale.

La dieta mediterranea è basata sul grano, quella cinese sul riso, quella delle popolazioni amerindie sul mais… storicamente, in sostanza, il cereale costituisce il pilastro dell’alimentazione di numerose culture.

Possiamo dire che oggi la principale fonte energetica alimentare mondiale è costituita proprio dai cereali.

 

I cereali nella tradizione cinese

Nella cultura cinese il cereale è il vero e proprio pilastro dell’alimentazione.

La tradizione cinese classifica i cinque cereali all’interno dei cinque Elementi (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) suddividendoli in base al Sapore:

  • Acido (Legno): mais
  • Amaro (Fuoco): fieno greco
  • Dolce (Terra): riso
  • Piccante (Metallo): miglio
  • Salato (Acqua): avena

Il grano è assimilato ai cereali e al sapore dolce, l’orzo a quello salato. L’amaranto e il farro non erano noti nella Cina antica e non sono in questa classificazione. All’amaranto viene, comunque attribuito un sapore Dolce-Amaro e il farro Dolce.

Al di là di queste classificazioni, possiamo dire che tutti i cereali hanno, in un certo senso, azione tonica su Milza-pancreas e questo ne fa un alimento insostituibile nell’alimentazione dell’uomo.

L’azione tonica su Milza rende, infatti, i cereali ideali per sostenere la costituzione del Qi acquisito e quindi l’energia complessiva della persona.

Ogni cereale, poi, ha specifiche caratteristiche che lo contraddistinguono e possono farlo preferire ad altri in determinate situazioni.

Il Farro per esempio…

Oltre ad avere Sapore dolce, come visto sopra, il farro ha anche natura neutra, appena tiepida ed un tropismo mirato sugli Zang fu (organi-visceri cinesi) Milza-pancreas, Stomaco e Fegato.

Il farro è un buon tonico per Milza-pancreas, nutre lo yin e il Sangue e non è, allo stesso tempo, troppo umidificante. Questo lo rende particolarmente utile soprattutto per le persone che presentano quadri di umidità interna.

Dal punto di vista occidentale, aggiungiamo che il farro contiene numerose vitamine (A, B, C, E), è ricco di fibre ed ricco di minerali, tra cui il  ferro, il sodio, il fosforo e il calcio. La raffinazione riduce molti di questi elementi nutritivi ma preserva gli aminoacidi e alcuni importanti sali minerali e oligoelementi.

I cereali nella nostra tradizione

Nella nostra tradizione, i cereali hanno una diffusione ampissima, anche se non in forma di chicco.

Nonostante la grande varietà di cereali, infatti, nella nostra cultura vengono preferiti sostanzialmente il grano il riso e il mais, con prevalenza soprattutto del primo (il grano) sotto forma di pane, pizza e pasta.

Questi cereali, inoltre, sono consumati per lo più nella loro forma più raffinata, quindi impoverita di fibre e di elementi nutritivi importanti.

Tutto ciò ha, in parte, radici nelle abitudini e nello stile di vita tipico della nostra società, il quale fa prediligere alimenti dal consumo veloce e facile.

Il cereale integrale, diversamente dalla sua versione raffinata, ha bisogno di tempo per la cottura ed anche per l’assunzione (richiede una più lunga masticazione).

Questi aspetti connessi alla preparazione e al consumo del cereale sono estremamente utili per il nostro benessere, sono sazianti e beneficano, tra l’altro, alle funzioni intestinali e all’assorbimento dal punto di vista biochimico (risposta insulinica ridotta).

Va detto, comunque, che il consumo di cereali integrali, per quanto massimamente salutare, può essere controindicato in persone che hanno difficoltà digestive o, detto in termini di medicina cinese, hanno un Qi della Milza debole. Questo deficit, infatti, non consente loro di trasformare in modo efficiente l’alimento, finisce per richiedere eccessiva energia e creare ristagni.

Per evitare di sbagliare, in assenza di una valutazione energetica su misura per comprendere quale livello di raffinazione del cereale possiamo meglio tollerare, può essere ideale sperimentare in prima persona iniziando con il cereale semi-integrale e prestando attenzione alle sensazioni che ci invia il nostro corpo per spostarci poi sul versante raffinato o integrale come ci sembra più opportuno.

Diversamente dal consumo di cereali in chicco, il consumo di cereali sotto forma di pasta o pane al contrario, sovraccarica sempre il nostro sistema energetico, impegnando Milza-pancreas anziché sostenendola.

L’impegno di Milza nell’attività di estrazione di nutrimento si traduce spesso in accumulo di umidità interna e nella richiesta di energia aggiuntiva per la trasformazione, tutti aspetti che impegnano il nostro organismo in modo eccessivo in funzione poi dell’energia che si riuscirà ad estrarre dal cibo estremamente raffinato.

Oltre a nutrire di meno, quindi, questi alimenti portano anche un danno che finirà per far diminuire le capacità “estrattive” di Milza e, quindi, la capacità di generare Qi e Sangue.

Una ricetta da provare

Per dimostrare quanto può essere rapida la preparazione del cereale in chicco vi racconto del mio pranzo di oggi

Non si tratta di una ricetta speciale, ma di un piatto semplice e veloce a base di farro, carota, foglie del cavolfiore, sedano e foglie verdi del porro.

Il farro era pronto da ieri sera, conservato in frigo in un contenitore di vetro. Sì, perché questo è un altro aspetto comodissimo dei cereali in chicco: si possono preparare in anticipo, a differenza, per esempio, della pasta!

Ho tagliato velocemente gli alimenti indicati sopra e li ho messi in una padella con poco olio extravergine d’oliva e dell’acqua facendoli cuocere con il coperchio. Dopo qualche minuto, aggiungendo acqua calda, ho aggiunto anche  il farro già pronto e ho lasciato riscaldare ancora per qualche minuto finché la densità non è stata di mio gradimento (non troppo asciutto, non troppo “minestra”).

Gli ingredienti scelti sono ideali in inverno e varierebbero, naturalmente, in estate, nel rispetto della stagionalità degli alimenti. Il procedimento potrebbe, tuttavia, essere lo stesso, magari scegliendo in estate un cereale di natura più fresca (l’orzo o il miglio, per esempio).

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