Autotrattamento energetico in medicina cinese

autotrattamento

Nelle discipline olistiche si parla spesso di trattamento energetico.

Questo accade, per esempio, del tuina (massaggio energetico cinese) o del suo “cugino” shiatsu.

Che cos’è il trattamento energetico?

Il trattamento energetico è una sequenza di tecniche finalizzate a ripristinare o mantenere un equilibrioenergetico nella persona trattata.

Si tratta di una pratica per la quale è necessario fare un percorso di formazione, generalmente di durata almeno triennale.

L’effetto immediato del trattamento energetico è spesso una sensazione di benessere e spesso di rilassamento, espressione di questa armonizzazione profonda.

Durante il trattamento, infatti, il compito dell’operatore è quello di bilanciare l’energia del ricevente (bilanciare lo yin e lo yang) attivando le risorse del ricevente stesso, grazie alla stimolazione di Meridiani, agopunti e zone energetiche.

Per quanto riguarda il tuina, pratica facente parte della medicina cinese, il trattamento energetico prende avvio a partire dalla valutazione energetica condotta sull’individuo.

Ad essere trattati sono, quindi, quei Meridiani e quei punti e zone la cui stimolazione è coerente con il quadro ed è in grado di sostenere il benessere della persona in quel determinato momento della sua vita.

Ciò richiede studio ed esperienza e la capacità di definire una sorta di “strategia di trattamento” sempre diversa, di persona in persona e di momento in momento, e non protocollabile.

Bisogna specificare, fuor di equivoco, che il  trattamento energetico non è una pratica sanitaria e non si sostituisce alle cure mediche.

Per questo, parlando di trattamento energetico è assolutamente da evitare l’uso di termini come “terapia” o “cura” o “salute“.

Personalmente, consiglio di tenersi a distanza dai professionisti che utilizzano questi termini praticando discipline olistiche in quanto contravvengono ad un principio di chiarezza e di deontologia professionale importante.

Che cos’è l’autotrattamento energetico?

Se il trattamento energetico è cosa piuttosto nota e semplice da spiegare a chi non ne ha conoscenza, altrettanto non possiamo dire dell’autotrattamento energetico.

O meglio, dalla definizione “autotrattamento” può darsi anche che sia comprensibile a cosa ci riferiamo, ma a non essere chiaro è probabilmente il significato più profondo di questo termine e, più che altro, di questa pratica.

Questo forse anche perché nella nostra tradizione e cultura non è diffusa l’idea di “prendersi cura di sé” in modo abituale e quotidiano.

La cura di sé è, spesso, sacrificata dai tanti impegni e riesce a farsi strada parzialmente solo in occasioni “speciali” come le vacanze o, nei casi più fortunati, la domenica.

Siamo spesso come centometristi che si misurano su distanze da maratoneti e che si fermano di tanto in tanto a prendere fiato, per poi riprendere la folle corsa.

Possiamo intendere il senso dell’autotrattamento con l’idea di prendersi cura di sé ed, in particolare, prendersi cura della propria energia.

In tal senso, l’autotrattamento è una pratica volta a coltivare la propria energia con consapevolezza e presenza.

L’autotrattamento non può sostituirsi al trattamento energetico da parte di un professionista ma può affiancarlo ed aumentarne l’efficacia nel lungo periodo, agendo anche in prevenzione.

autunno in medicina cinese

L’autotrattamento richiede capacità di ascolto rivolta a se stessi e sensibilità.

Non ultimo, la pratica di autotrattamento richiede l’acquisizione di conoscenza e pratica.

Tutte queste attività vanno allenate e coltivate. In parte a livello personale (è il caso di ascolto e sensibilità), in parte con applicazione e un poco di studio. Uno studio che non sarà pari a quello di chi si occupa di trattamenti energetici per professione, ma che potrà svilupparsi pian piano nel tempo, in base alla pratica (imparare facendo).

automassaggio del piede

Autotrattamento come ascolto e contatto

Un aspetto di grande importanza che è nella pratica di autotrattamento riguarda l’attivazione di un rapporto privilegiato con noi stessi.

Un rapporto in cui ascolto e contatto sono i grandi protagonisti.

La nostra quotidianità è spesso ricca di attività e distrazioni. Le nostre giornate sono spesso veloci e operative.

Tutto questo ci orienta verso l’esterno, verso le esigenze degli altri e le soluzioni ai possibili problemi di ogni giorno. Allo stesso tempo, ci allontana inevitabilmente da noi stessi.

Questo stile di vita abbassa la nostra sensibilità e la nostra capacità di cogliere i messaggi che ci invia il nostro organismo, nella sua indivisibilità e nella sua totalità corpo-mente.

In questo scenario, l’autotrattamento è un’opportunità di incontro con noi stessi. Un’occasione per riportare al centro l’attenzione, sospendendo ogni altra attività.

 

Se stai pensando che “non ne hai il tempo” posso dirti che nella maggior parte dei casi si tratta di una scelta di priorità, anche se non ne siamo consapevoli.

meditazione del Rene

Nella tua giornata, per quanto serrata di impegni, hai certamente il tempo di fare una doccia o lavarti i denti. Allo stesso modo, puoi trovare spazio per un’attività di cura per la tua persona che ti consentirà poi di sentirti più in energia e, al tempo stesso, ti farà sentire più “connessa” con te stessa, consentendoti di affrontare meglio la vita stessa.

Se non riesci a riservarti 10-15 minuti al giorno per il tuo autotrattamento chiediti perché e rivedi le tue priorità. Potrebbe essere che non lo ritieni importante o addirittura lo ritieni un rallentamento per le tue attività, qualcosa che ti fa sentire in colpa perché ti fa perdere tempo.

Autotrattamento come cura di sé

L’autotrattamento energetico è in primo luogo cura di sé. E’ entrare in contatto con se stessi nella dimensione corpo-mente.

L’importanza dell’autotrattamento, quindi, non è solo per gli effetti derivanti dalla pratica di stimolazione energetica in se e per se, ma anche per l’attenzione che è in grado di attivare nella persona che la pratica.

In questo senso, l’autotrattamento è prima di tutto una forma di attenzione alle proprie esigenze e alla capacità di “sentire” queste stesse esigenze, connettendosi con esse.

Gli strumenti dell’autotrattamento

Quando parliamo di strumenti utili per l’autotrattamento apriamo un capitolo immenso. Sono, infatti, numerosissime le tecniche e le strategie che possiamo utilizzare per migliorare il nostro benessere anche solo limitatamente alla medicina cinese.

Il primo aspetto a cui si pensa parlando di autotrattamento è indubbiamente la stimolazione degli agopunti e l’automassaggio.

Questo è sicuramente un aspetto di grandissima importanza che consente di ottenere grandi vantaggi. Parliamo di stimolazione degli agopunti dei Meridiani, di percussione dei Meridiani, automassaggio del viso (riflessologia facciale), automassaggio dell’orecchio (riflessologia auricolare), moxibustione, guasha

moxibustione

Ma anche, se vogliamo, appartiene all’autotrattamento anche l’esercizio di pratiche più sottili come il qi gong, ovvero la ginnastica energetica cinese.

La stessa alimentazione, letta nella chiave energetica caratteristica della medicina cinese, può essere pensata come una forma di “autotrattamento” in quanto consente di riequilibrare la propria energia scegliendo gli alimenti più indicati per il proprio quadro energetico.

In tutti questi casi, non c’è una persona che attiva la nostra energia ma siamo noi stessi ad attivarla utilizzando le tecniche corporee, esercizi di movimento o quiete oppure anche, semplicemente, scegliendo alimenti appropriati per noi dal punto di vista energetico.

L’utilizzo di questi strumenti richiede la conoscenza dei principi di base della medicina cinese e l’apprendimento di alcune tecniche.

Molti dei miei articoli pubblicati su questo blog sono volti proprio a divulgare queste tecniche. Parliamo di autotrattamento come routine per mantenere il proprio riequilibrio energetico oppure, anche, di routine da mettere in pratica in presenza di uno squilibrio o disagio.

Puoi leggere, per esempio:

Sul sito puoi trovare molti altri articoli inserendo la parola-chiave nella lente di ingrandimento.

Se poi vuoi saperne ancora di più, ti invito a partecipare ai miei corsi e seminari per fare tue queste pratiche, oppure ti invito ad iscriverti al corso online Protagonista del tuo benessere, un corso che non scade mai e che prevede momenti di condivisione e confronto.

Quando fare autotrattamento?

Quando allora è utile l’autotrattamento? La risposta è… sempre.

L’autotrattamento è la cura personale quotidiana che ci consente di potenziare il nostro benessere e di entrare in connessione costantemente con la nostra energia.

Non è necessario avere un problema per prendersi cura di sé.

Siamo abituati nella nostra cultura a prenderci cura del nostro corpo e della nostra mente solo quando ci sono difficoltà. In questo modo tutto diventa una faticosa limitazione, un ostacolo.

Un’attenzione quotidiana alla propria energia consente di stabilire un rapporto diverso con il nostro organismo non basato sull’emergenza e sul disagio.

La via migliore è quella di definire una piccola routine quotidiana per il benessere da inserire nelle pratiche abituali. Un esempio tra tutti può essere la veloce routine di automassaggio del viso che trovi sul mio Canale Youtube e puoi praticare ogni giorno al mattino.

autotrattamento

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Automassaggio dell’addome con la pallina da tennis (con video)

automassaggio addome

L’addome è una delle zone più delicate e vitali del nostro organismo.

E’ sede degli organi che ci garantiscono la vita come lo stomaco, l’intestino, la milza, il fegato e la colecisti (vescica biliare o cistifellea).

automassaggio addome

In medicina cinese l’addome è un centro energetico  prioritario ed ha un ruolo decisivo sia dal punto di vista fisico che psichico.

In medicina cinese, infatti, l’addome (la “pancia”) assume un alto valore simbolico e supera la dimensione fisica deputata alla digestione degli alimenti.

Lo stomaco “digerisce i cibi” ma “digerisce” (o non digerisce) anche il vissuto, le emozioni, le contrarietà.

Molti disturbi che si manifestano in questa area del nostro organismo possono essere interpretati alla luce di questa osservazione che mette luce sia sul corpo che sulla mente, nella loro indisgiungibile connessione.

L’addome in medicina cinese

L’addome è il baricentro, il luogo delle trasformazioni, luogo d’elezione per la costruzione della nostra energia del cielo posteriore.

E’ anche il luogo in cui si incontra lo yin e lo yang, in cui il basso e l’alto entrano in comunicazione grazie anche al movimento del diaframma.

Per questo viene anche definito il punto di incontro tra il Cielo e la Terra.

Così come vedremo nella parte pratica dedicata all’autotrattamento dell’addome, l’addome è percorso da Canali energetici (o Meridiani) ed è disseminato di punti energetici (agopunti) stimolando i quali possiamo avere grande beneficio.

Ultimo ma non ultimo, l’addome in medicina cinese è importante per il medico-operatore di medicina cinese ed utilizzato ai fini della valutazione energetica.

L’osservazione dell’addome può darci preziose informazioni. Un addome con ipotonia muscolare e freddo al tatto, per esempio, suggerirà un quadro energetico di deficit a carico dello Zang cinese Milza-pancreas.

Oltre all’osservazione, anche la palpazione dell’addome può offrire utili informazioni con riferimento alle caratteristiche delle aree connesse agli Elementi (Milza-Terra al centro, Fegato-Legno a sinistra, Cuore-Fuoco in alto e così via).

Automassaggio dell’addome

L’automassaggio dell’addome è una pratica molto antica e molto semplice, con una tradizione che affonda nella pratica popolare.

Dal punto di vista del trattamento professionale  ci sono molte interpretazioni e differenze tecniche nelle pratiche olistiche complementari (tuina, shiatsu, ayurveda…).

Nonostante queste differenze, comunque, il massaggio dell’addome rappresenta sempre un’attività che mette in contatto con una dimensione delicata, intima e profonda della persona ed ha contatto con il cuore della vitalità e dell’energia.

Con l’automassaggio dell’addome, così come proposto in questo articolo, siamo nell’ambito dell’automassaggio non professionale finalizzato a migliorare il proprio benessere.

Questo tipo di massaggio ha il pregio di mettere la persona che lo pratica su se stesso in contatto con la sua parte più intima e profonda dal punto di vista energetico.

Mentre, da un certo senso, il massaggio ad opera di un operatore specializzato ha il pregio di essere condotto in modo “tecnicamente” coerente, l’automassaggio può non avere l’eccellenza tecnica ma ha l’inestimabile pregio di favorire il contatto con il proprio corpo e con la propria dimensione più profonda.

Questo è un grandissimo vantaggio, soprattutto in un contesto culturale in cui l’addome viene vissuto in modo a volte tormentato, costretto in stretti indumenti al fine di ridurne l’espansione a fini estetici, oppure contratto, bloccato dai muscoli per fattori emozionali più o meno consapevoli.

automassaggio addome

Benefici dell’automassaggio dell’addome

L’azione generale dell’automassaggio dell’addome è molto semplice e intuitiva e può essere ricondotta ad una generica azione di “mobilizzazione”.

La vita sedentaria ed altri fattori (non ultimo lo stress emozionale) possono, infatti, ridurre la capacità dei nostri visceri di lavorare e di svuotarsi e ciò può creare fastidi e disagi.

L’intestino crasso è uno dei visceri che soffre di più per questo, manifestando disturbi anche in termini di motilità intestinale.

Oltre all’intestino anche lo stomaco può soffrire al punto da fare male il suo lavoro di elaborazione e trasformazione dei cibi.

In questo caso lo stomaco può avere difficoltà a compiere i processi che gli sono propri (digestione) con conseguente disagio fisico (qualcosa resta sullo stomaco) e, ancora peggio, difficoltà nella produzione di energia vitale (conseguente senso di stanchezza, debolezza fisica, in particolare alle gambe…).

Anche il Fegato e la colecisti hanno ospitalità in questa zona e traggono giovamento dal massaggio.

La stimolazione dell’area corrispondente a questi organi e visceri (Zang fu), nonché l’area degli ipocondri che la medicina cinese gli attribuisce, favorisce la funzionalità energetica corrispondente.

Gli effetti sono benefici a livello digestivo e non solo, sia per quanto riguarda il Fegato che per quanto riguarda la colecisti.

Perché un automassaggio con la pallina da tennis? Posso usare anche le mani?

automassaggio addome

L’automassaggio ideale dell’addome  è quello effettuato utilizzando le dita e il palmo. Ciò perché queste aree sono particolarmente sensibili e sono in grado di cogliere con attenzione i segnali provenienti dall’addome.

La “densità” del tessuto e dell’area sottostante relativa al viscere, la temperatura e il grado di umidità della pelle ed altri aspetti ancora sono tutti apprezzabili con l’uso delle mani e non di altri strumenti.

Allo stesso tempo, però, l’uso della pallina rende più semplice la pratica dell’automassaggio nella routine quotidiana, magari anche accompagnata dal contatto con il palmo prima e dopo l’automassaggio stesso.

Utilizzando la pallina da tennis, è sufficiente una lieve pressione per avere già una buona azione sulla zona.

L’uso della pallina da tennis è, per questo, particolarmente utile anche nel caso in cui si abbia difficoltà o dolore nell’uso delle dita o del palmo.

Come massaggiare l’addome. Teoria e pratica di automassaggio

Ci sono molti modi di massaggiare l’addome.

Nella pratica dell’automassaggio dell’addome proposta in questo articolo (e nel video corrispondente riportato più in basso) sono coinvolti, in particolare, alcuni punti di Meridiani che percorrono la zona ventrale, ovvero i Meridiani principali di Stomaco e Milza e il Meridiano straordinario Vaso concezione (Ren mai).

automassaggio addome

L’automassaggio dell’addome interessa, inoltre, direttamente il viscere dell’intestino in quanto si esegue nell’area corrispondente dell’addome, eseguendo movimenti  lungo il percorso fisiologico per l’eliminazione da parte dell’intestino crasso.

Aree e punti trattati

L’automassaggio proposto stimola le aree corrispondenti a:

  • intestino
  • stomaco
  • basso addome (area al di sotto dell’ombelico)
  • ipocondri

Intestino

L’attenzione principale dell’automassaggio è rivolta all’intestino crasso. L’automassaggio proposto stimola la sua energia e lo supporta nel lavoro di far avanzare gli scarti alimentari ai fini dell’eliminazione.

Questa azione viene favorita dal movimento lungo il percorso di intestino crasso e dalla stimolazione in pressione e pressione rotatoria di due importanti agopunti appartenenti, rispettivamente, ai Meridiani di Stomaco e Milza:

  • ST25 Tianshu  (cerniera celeste) punto Mu del grosso intestino, utile quindi per trattare sindromi da pienezza di questo viscere. Tra le sue azioni principali c’è la capacità di purificare il Calore da intestino e stomaco, dissolvere l’Umidità e abbassare il Qi di stomaco. Due cun lateralmente all’ombelico
  • SP15 Daheng (grande incrocio), con azione di mobilizzazione del Qi e rimozione delle ostruzioni nel Meridiano, con regolazione dell’intestino soprattutto in presenza di stasi del Qi. 
automassaggio addome
ST25 Tianshu
automassaggio addome
SP15 Daheng

Tecnica di automassaggio sui punti ST25 e SP15:

  • pressione e pressione rotatoria sui punti (vedi il video per la localizzazione)
  • pressione abbinata alla respirazione in modo da aumentare l’effetto di mobilizzazione-“dispersione”:
    • inspiro gonfiando l’addome e premendo con la palla sul punto
    • espiro sgonfiando l’addome e lasciando la pressione

Oltre alla stimolazione di questi due importanti agopunti, abbiamo il trattamento dell’area dell’addome che circonda l’ombelico da destra a sinistra, coincidente con il percorso dell’intestino crasso.

Tecnica di automassaggio:  pressione rotatoria lungo il percorso di intestino crasso. La rotazione lungo il percorso di intestino crasso va ripetuta un numero minimo di tre-cinque volte.

automassaggio addome

La stimolazione di questa area e di questi agopunti, unitamente alla stimolazione dell’area dell’intestino crasso ha queste azioni importanti:

  • allevia i problemi di costipazione con sensazione di tensione e “nodo” soprattutto legati allo stress
  • decongestiona
  • migliora il transito
  • migliora il flusso del qi e del sangue nella zona

Stomaco

Nell’automassaggio dell’addome non può mancare la stimolazione di un punto vitale importantissimo per l’energia dello stomaco: CV12 Zhongwan.

automassaggio addome

La stimolazione di questo agopunto tonifica l’energia dello stomaco e in un certo senso “attiva” la capacità di “separare il puro dall’impuro” propria di questo viscere e caratteristica anche degli intestini.

Tecnica di automassaggio: pressione e pressione rotatoria sul punto in senso antiorario.

Basso addome

Oltre che mediante la stimolazione dell’agopunto CV12 Zhongwan, l’energia vitale viene coinvolta da questo automassaggio attraverso la stimolazione dei punti situati al basso addome:

  • CV8 Shenque (torre di guardia dello Shen) punto di tonificazione e rafforzamento già visto in relazione alla moxibustione con cono. Coincide con l’ombelico
  • CV6 Qihai (mare del Qi), punto con forte azione tonica sul Qi. indicato in tutti i casi di deficit (quando “qualsiasi cosa è uno sforzo”). Sulla linea mediana dell’addome, 1,5 cun sotto l’ombelico
  • CV4 Guanyuan (la barriera dell’energia originaria) punto Mu del piccolo intestino. E’ uno dei punti più importanti e potenti per tonificare il Qi e il Sangue e rafforzare l’intero organismo. Sulla linea mediana dell’addome, 2 cun sopra la sinfisi pubica, 3 cun sotto l’ombelico

automassaggio addome

Tecnica di automassaggio: pressione e pressione rotatoria sui punti e nell’area compresa tra l’ombelico e il bordo superiore della sinfisi pubica.

Spinta lungo l’area sotto le costole e area ipocondri

A conclusione dell’automassaggio dell’addome è utile stimolare l’area degli ipocondri controllata dagli Zang fu Fegato-colecisti.

In questo caso la pallina viene fatta rotolare lungo l’area sottostante la gabbia toracica, dal centro alla periferia (dall’interno all’esterno), sia a sinistra che a destra.

automassaggio addome

Rimbalzare la palla sull’addome

In prossimità della conclusione dell’automassaggio è utile lasciar cadere la pallina da tennis sulle varie aree dell’addome provocando lievi vibrazioni benefiche con azione simile ad un leggero picchettamento.

Palmo sull’ombelico

A conclusione dell’automassaggio poni il centro del palmo (coincidente con l’agopunto PC8 Laogong) sull’ombelico (agopunto CV8 Shenque).

Respira profondamente e concentra per alcuni minuti la tua intenzione e attenzione su questa zona del corpo.

automassaggio addome

Per approfondire vedi il video e iscriviti al mio Canale YouTube 

Automassaggio dell’addome. Quante volte applicare e ripetere le tecniche

L’intera sequenza mostrata nel video è pensata per essere ripetuta quotidianamente, come piccola routine per il benessere.

Può essere eseguita in tutta comodità, quando si è nel letto la sera prima di addormentarsi oppure al mattino, appena svegli. In ogni caso, a distanza di almeno due ore dall’ultimo pasto.

Può essere felicemente abbinata alla stimolazione del piede, sempre con la pallina da tennis, come abbiamo visto in un video tempo fa. Questo avrà un effetto di benessere ancora più intenso:

  • quando esegui l’automassaggio la sera, potrai usare la pallina sotto la pianta del piede (punto KI1 Yongquan) prima ancora di coricarti
  • quando esegui l’automassaggio la mattina, invece, userai la pallina sotto la pianta del piede una volta finito l’automassaggio dell’addome, quando ti alzerai per iniziare la giornata.
riflessologia
Ki1 Yongquan

Attenzione

In caso di problemi importanti a carico dell’area addominale consultare il proprio medico. In presenza di dolore interrompere immediatamente l’automassaggio e consultare il medico.

 


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Automassaggio per ridurre le rughe (e non solo) con la riflessologia [con video]

ridurre rughe

Le rughe sono solchi che si formano sulla nostra pelle, in particolare sulla pelle del viso.

Nella nostra cultura sono da sempre considerate inestetismi, nemiche numero uno delle donne.

Nemiche in particolare delle donne, perché le rughe rappresentano, per definizione, un segno inequivocabile dell’invecchiamento e, nella nostra cultura, i segni dell’invecchiamento (rughe, ma anche capelli bianchi) vanno il più possibile nascosti, soprattutto per le donne.

Ci hai mai pensato?

Un uomo con i capelli bianchi e le rughe appare con il fascino del “brizzolato maturo”, la donna con i capelli bianchi e le rughe viene spesso etichettata come “massaia trasandata”.

Ma qui sconfiniamo in un tema sociologico che, per quanto di mia competenza (prima di scegliere la medicina cinese lavoravo come sociologo), non può trovare posto in questo articolo e che riguarda le differenze di genere (uomo-donna) e il vissuto di queste differenze nella nostra cultura a 360 gradi.

Cosa sono le rughe e come possiamo ridurle

Entriamo quindi nel vivo del nostro tema:

  • cosa sono le rughe secondo la medicina cinese?
  • come possiamo ridurle migliorando anche il nostro benessere generale?

Le rughe in medicina cinese

Secondo la teoria degli Zang fu, la pelle è connessa direttamente al  Polmone.

Cambiamenti della pelle possono, quindi, connettersi a condizioni energetiche a carico di questo organo Zang.

Per esempio, abbiamo che:

  • l’ispessimento della pelle può esprimere un desiderio di separazione dal mondo esterno, rifiuto di contatto, egocentrismo (anche tipico di alcuni anziani) – turba del Po
  • la comparsa di rughe profonde in breve tempo può essere il risultato di emozioni molto forti legate a lutto, separazione abbandono

Dal punto di vista energetico, il viso è particolarmente esposto alla manifestazione di turbe tanto fisiche quanto emozionali (turbe dei sentimenti), con il manifestarsi di segni di Calore interno, stasi e anomalie della circolazione del Qi e del Sangue.

Essendo attraversato dai Meridiani Yang (oltre che raggiunto da rami interni anche dai Meridiani Yin), il volto è,  inoltre, particolarmente esposto alle “turbe” generate dall’ambiente (patogeni esterni) che possono generare, a loro volta, stasi e disarmonie a livello di circolazione del Qi e del Sangue.

ridurre rughe

Tipi di rughe

In dermatologia si distinguono diversi tipi di rughe che possono essere classificate in questo modo:

  • rughe d’espressione
  • rughe gravitazionali
  • rughe attiniche (“di vecchiaia”)
  • rughe da sonno

Vediamo quali sono i fattori che originano questi diversi tipi di rughe in medicina cinese e come possono essere interpretate.

I diversi tipi di rughe e relative “cause” secondo la medicina cinese

Rughe d’espressione

Ogni emozione ha una rappresentazione nel nostro corpo e sul nostro volto.

Questo fa sì che si creino a volte cambiamenti anche molto evidenti nella nostra struttura fisica.

E’ il caso, per esempio, della tristezza che fa chiudere le spalle e il petto, o della paura che fa tenere sollevate e contratte le spalle.

A livello del viso, le emozioni si concretizzano con la mimica degli occhi, della fronte o della bocca… la rabbia fa aggrottare le ciglia, la preoccupazione fa increspare la fronte, la gioia fa socchiudere gli occhi (per via del sorriso) e così via.

ridurre rughe

Questo, nel tempo, genera delle “fissità” espressive che, secondo l’ottica cinese, rallentano i movimenti del Qi e del Sangue in alcune aree.

Questi rallentamenti (a volte anche stasi) di energia fanno sì che la pelle si nutra in misura minore in alcune zone e modifica, inevitabilmente, anche la “forma” e la consistenza dei tessuti.

In sostanza, vivere per lungo tempo determinati tipi di emozione “lascia i segni” sul nostro volto, cambia in modo indelebile il modo in cui la nostra energia e il nostro Sangue circolano nel nostro organismo e “ci cambia i connotati” modificando in parte i lineamenti del volto.

Non è solo il tempo che passa, a disegnare le rughe sul volto, bensì i dolori che si provano nella vita” (R. Battaglia)

Rughe “gravitazionali”

Questo tipo di rughe sono determinate dalla “naturale” forza di gravità a cui tutti noi siamo sottoposti.

Ma avrai fatto caso che per alcune persone questa forza di gravità agisce di più, per altre di meno.

Da cosa dipende questo?

Dipende dalla resistenza che i tessuti riescono ad opporre alla forza di gravità stessa.

Più i tessuti sono atonici, meno riescono a resistere alla forza di gravità.

ridurre rughe

La lassità dei tessuti è, quindi, la responsabile numero uno delle cosiddette “rughe gravitazionali” mentre, al contrario, la tonicità dei tessuti e dei muscoli limita il manifestarsi di questo inestetismo.

La tonicità della pelle e dei muscoli in generale dipende, in medicina cinese, dall’energia della Milza. Questo organo Zang ha, infatti, il compito di  “mantenere in sede” gli organi, il sangue, ma anche ogni altro apparato del nostro organismo, opponendosi alla forza di gravità.

Una insufficienza dell’energia della Milza si manifesta con sintomi associati a stanchezza, disturbi intestinali e gonfiore addominale, flaccidità muscolare. Sintomi più importanti sono varie forme di prolasso, emorragie e diarrea (o comunque feci malformate).

Rughe attiniche (o rughe da tramatura cutanea)

Sono le cosiddette rughe di “vecchiaia”

Queste rughe derivano da un processo di fotoinvecchiamento e costituiscono un fisiologico incresparsi della pelle tipico dell’età avanzata.

In questo caso, si può avere anche solo una “increspatura” superficiale, con piccole rughe poco profonde ma fitte e ravvicinate tra loro.

rughe medicina cinese

Queste si concentrano soprattutto nelle aree di contorno degli occhi, della bocca e si associano ad una ridotta elasticità cutanea.

Questo tipo di rughe sono connesse, secondo la medicina cinese, al fisiologico decadimento dell’energia del Rene, radice dei nostri processi vitali, dalla nascita, alla maturità, all’invecchiamento.

Rughe del sonno

Quest’ultimo tipo di rughe rientra in un discorso associabile alle rughe della mimica facciale. Anche in questo caso come nel caso delle rughe d’espressione, infatti, la ruga si crea a causa di un mancato nutrimento.

La compressione della pelle a causa di una posizione protratta a lungo (pressione sul cuscino per esempio) genera un cambiamento nella pelle che inizialmente è temporaneo e, nel tempo, se si mantiene inalterato, genera cambiamenti permanenti nelle caratteristiche della pelle.

Si ha quindi, in questo caso, una vera e propria “stasi di Qi e Sangue” più o meno grave a seconda del tipo di compressione.

Rughe e autotrattamento

La medicina cinese propone diverse soluzioni per contrastare il formarsi delle rughe.

La fitoterapia, il tuina o l’agopuntura – solo per citare alcune tecniche – sono indubbiamente punti di riferimento validi.

Tutte queste modalità richiedono l’intervento di un medico-operatore specializzato in grado di indicare la giusta composizione fitoterapica o di stimolare nel modo corretto Meridiani e agopunti (non necessariamente ed esclusivamente collocati sul viso) al fine di tonificare lo Yin (il Sangue e i Liquidi organici), favorire i liberi movimenti dell’energia, nutrire la pelle e così via.

Questo tipo di intervento qualificato coinvolge sempre l’intero organismo e non è limitato alla pelle del viso.

La luminosità e l’elasticità della pelle del viso sono, infatti – secondo la medicina cinese – l’effetto ultimo di una condizione di equilibrio interno che coinvolge la nostra energia.

Non sono, quindi, le rughe che dovrebbero preoccuparci, ma lo squilibrio energetico che, eventualmente, le ha generate.

Autotrattamento non professionale del viso

I punti di forza dell’autotrattamento che ti consiglierò in questo articolo sono nel fatto che è:

  • estremamente semplice da fare
  • praticabile ogni giorno, inserendolo nella nostra routine quotidiana (come lavarsi i denti)
  • economico
  • estremamente efficace non solo per l’aspetto “estetico” ma anche a livello più profondo

Il viso è interessato dai Meridiani di agopuntura e conta numerosi agopunti. In più, altri sistemi riflessi individuano sul viso un numero incredibile di punti riflessi i quali hanno un contatto diretto con i vari organi e apparati del nostro organismo.

rughe medicina cinese

La riflessologia facciale vietnamita, per esempio, conta sul viso ben 600 punti attivi e numerose aree riflesse sulle quali è possibile lavorare in modo semplice ed efficace!

Obiettivi dell’autotrattamento del viso

L’autotrattamento facciale che ti consiglierò in questo articolo si pone l’obiettivo di migliorare la circolazione del Qi e del Sangue a livello del viso favorendo, nel tempo, il nutrimento della pelle e la sua elasticità.

Abbiamo visto che le rughe possono essere viste come un “segno” di disarmonia più profonda. Per lavorare in modo profondo ed incisivo, occorre differenziare i diversi quadri da cui possono originare le rughe stesse e questo è possibile solo mediante una valutazione energetica personalizzata.

Per questo, il lavoro che andremo a fare, per quanto molto efficace, lavora esclusivamente a livello locale, stimolando le aree del viso interessate dall’inestetismo delle rughe ed alcune aree energetiche importanti sempre a questo fine.

Strumenti: cucchiaino di ceramica 

L’autotrattamento del viso non professionale può essere effettuato in diversi modi (automassaggio con le dita, autotrattamento con oggetti dotati di una punta arrotondata, impiego di piccolissime coppette in silicone…).

In questo articolo prendiamo in considerazione l’autotrattamento effettuato utilizzando un cucchiaino di ceramica.

Il cucchiaino di ceramica ha il vantaggio di avere i bordi arrotondati, ideali per il tipo di automassaggio che andiamo a fare sul viso.

rughe in medicina cinese

Io lo utilizzo abitualmente per stimolare diverse aree del viso (non solo con l’obiettivo di ridurre le rughe) ed è ormai una sensazione a cui non riesco a fare a meno al mattino.

Puoi trovare i cucchiaini in ceramica in piccoli bazar o mercatini o anche come accessorio nei negozi di bomboniere.

Pratica di automassaggio del viso con il cucchiaino di ceramica

Utilizza il cucchiaino di ceramica dopo aver applicato un poco di crema o olio sul viso, percorrendo alcune linee così come ti mostro nel video che segue.

Questa tecnica di “sfregamento” va eseguita in modo molto “soft”, prestando attenzione alla propria sensibilità sulle aree che si stanno trattando.

La pelle può arrossarsi un poco, soprattutto in alcune aree.  Consiglio di esercitare con prudenza l’azione del cucchiaino di ceramica, soprattutto nelle prime applicazioni.

Infine, durante l’autotrattamento presta attenzione alla tua postura.

Nella mia esperienza ho notato che molto spesso nel praticare l’automassaggio le persone tendono a sollevare e contrarre le spalle.

Una soluzione può essere quella di fare l’autotrattamento almeno inizialmente mentre sei sdraiata comodamente. In questo modo la schiena e le spalle resteranno rilassate.

Sensazioni durante e dopo l’autotrattamento

Il sistema riflesso del viso è molto complesso. Alcune aree che andrai a stimolare potrebbero risultare dolenti.

Questo avviene in quanto il sistema facciale è un “sistema multiriflesso“:  una stessa area ha connessione con più apparati.

L’area corrispondente al margine interno delle sopracciglia, per esempio, corrisponde all’area del collo-cervicale e quella al di sopra le sopracciglia corrisponde alle braccia. Se hai tensione in queste aree avvertirai un dolore massaggiando questa zona.

Altre aree, per esempio sulla fronte, son variamente connesse agli organi interni. Se hai disturbi o squilibri che si manifestano su questi organi anche in questo caso potresti avvertire dolore più o meno intenso stimolando quella determinata zona.

Questo sarà un motivo in più per praticare l’autotrattamento: stimolando le aree dolenti stimolerai anche la zona riflessa con indubbio beneficio.

Successivamente il trattamento potrai avvertire una sensazione di “vitalità” sul viso e la pelle potrà apparire leggermente arrossata.

In entrambi i casi si tratta di due effetti molto positivi: il sangue è stato richiamato in superficie e sta irrorando la pelle nutrendola.

 

 

Osservare le rughe per conoscerci meglio

Da quel che abbiamo visto, secondo la medicina cinese il manifestarsi improvviso o apparentemente immotivato delle rughe può darci informazioni importanti.

Le rughe possono, infatti, essere l’espressione di una disarmonia a livello del Qi e del Sangue o, anche, di una turba emozionale.

In altri termini, le rughe disegnano sul nostro volto i movimenti della nostra energia.

La storia della nostra vita è disegnata sul nostro viso e altrettanto evidente può essere il nostro vissuto emozionale nel presente o il nostro stile di vita.

Questi sono aspetti importanti a cui potremmo iniziare a prestare ancora più attenzione, non solo per migliorare il nostro aspetto estetico ma anche per migliorare il nostro benessere generale e il nostro senso di realizzazione nella vita.

L’eterna giovinezza

In un contesto culturale che premia l’efficienza e la velocità, l’apparire giovani è un vero e proprio Valore (con la “V” maiuscola).

Di questo si sono accorti anche gli sviluppatori delle moderne applicazioni per smartphone, proponendo  filtri di tutti i tipi, insostituibili per migliorare ogni tipo di selfie e trasformare la  cinquantenne dalla pelle non più brillante a ventenne dalla pelle setosa. Tutto  in pochi clic e con l’approvazione di tutti dopo la condivisione sui Social.

Se ne sono accorti anche i produttori di cosmesi, chirurgia estetica o di integratori “per l’eterna giovinezza”…

Tutto va, in sostanza, nella direzione di nascondere, camuffare o “rimediare” al “problema estetico” delle rughe.

A questo punto, ti lancio una domanda forse un po’ provocatoria (ma davvero senza alcuna polemica!): le rughe sono  davvero un problema estetico?

La percezione della ruga come “problema” in che misura è connesso ad aspetti che coinvolgono autostima, ego e attaccamento?

ridurre rughe


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