Respiro ed energia secondo la medicina cinese

Respiro ed energia secondo la medicina cinese

Parlare di respiro in medicina cinese significa concentrarsi sugli aspetti energetici.

Iniziamo col dire che l’atto respiratorio si associa in medicina cinese come nella medicina occidentale, al Polmone. La respirazione che consente lo scambio di ossigeno e anidride carbonica ma anche la respirazione cellulare.

Polmone e non Polmoni perché in mtc il Polmone è un organo impari. E’ unico non doppio.

È l’unico organo a “nascere” nella sua funzionalità con il primo vagito… il cuore batte già, il rene drena, il fegato già è attivo… il Polmone si attiva con il primo vagito, alla nascita.

 

Polmone, “maestro del Qi”

Si dice che la vita inizia con un soffio (il vagito) e termina in un soffio (esalare l’ultimo respiro). In mezzo c’è un incessante lavoro, un’attività ritmica sostenuta dal polmone in ogni momento per tutta la durata della nostra vita.

Il riferimento al respiro, al soffio come origine della vita è costante nella nostra cultura e in tutte le tradizioni. È presente anche nelle sacre scritture… spesso si identifica il soffio con l’anima, la parte più sottile della nostra essenza, la parte spirituale. Così come il soffio (il respiro), l’anima è collegata al corpo ma lo trascende quasi… è distinta dalla parte fisica.

Nella cultura cinese e in quella orientale in generale il respiro (soffio) si identifica con quella energia vitale definita appunto soffio vitale, Qi

Qi è un termine di difficile traduzione… Tutto è Qi, come dicono i cinesi

Ogni cosa manifesta è Qi. La sua traduzione più nota è “energia”. Il Qi tiene tutto in comunicazione, garantisce il contatto, la connessione, lo spostamento dei liquidi preziosi nel corpo…

L’organo che gestisce e distribuisce il Qi nel corpo è proprio il Polmone, “maestro del Qi”.

 

Dispensa n.4 “Il Meridiano del Polmone in breve.
Piccola guida alle funzioni, agli agopunti e alle disarmonie

Meridiano del Polmone

 

Il Polmone svolge, in questo suo incarico, un ruolo fondamentale nella produzione, trasformazione e diffusione del Qi attraverso proprio il respiro.

Permette che il Qi prodotto circoli in modo fluido e costante nel corpo nutrendo tutti gli organi e i tessuti. E’ stato paragonato in alcuni testi antichi ad un “grande mantice”  per questa sua funzione.

La medicina cinese dedica molta attenzione a quest’organo con il massaggio/agopuntura, con alimentazione ed erbe, con la ginnastica medica (si pensi al secondo esercizio degli otto pezzi di broccato)… il fine di queste pratiche è favorire le sue funzioni, eliminare i blocchi fisici ed emotivi.

Otto pezzi di broccato: Qi gong per il tuo benessere

Otto pezzi di broccato - Laura Vanni

 

Emozione e respiro

Con il tema dei blocchi emotivi arriviamo ad un punto importante. Sappiamo, infatti, che la medicina cinese non scinde corpo e mente. Negli organi intesi nell’accezione della medicina cinese ci sono, quindi, anche gli aspetti emozionali.

Nel Polmone, secondo la medicina cinese, c’è connessione con l’emozione del lutto, della tristezza, dell’abbandono, della malinconia… queste emozioni possono avere interazione con l’energia del Polmone, limitarla ed ostacolarla nelle sue funzioni di diffusione.

E qui veniamo ad un tema importante: il rapporto tra il respiro e le emozioni.

 

Respiro ed emozioni

Il respiro si associa alle emozioni, ne risente e a volte, può favorirle o “limitarle”.

Nella visione cinese l’essere umano è un’unità. Mente e corpo sono uniti, dialogano costantemente e questo rende la sensazione di unità (sentirsi “uno”), di armonia. Molte pratiche cinesi, ma anche la meditazione per es. che ha tradizioni anche diverse, ha l’obiettivo di raggiungere questa unità. Percepirsi “uno”.

In questo esercizio c’è un concetto di fondo: il respiro è un atto involontario e automatico (ce lo insegnano fin dalle elementari) ma è anche un atto che possiamo dotare di consapevolezza. La consapevolezza dona al respiro la capacità di connettere il corpo e la mente. Consente di sperimentare la propria interiorità, il proprio mondo spirituale.

Queste parole vorrei che non fossero comprese in una accezione mistica, religiosa né quanto meno newage.

Il senso di spirituale che voglio rendere qui è quello proprio al taoismo. La dimensione spirituale è connessa quindi alla nostra “”vera natura”, al nostro potenziale a cui possiamo attingere. Come dire: siamo qui per questo. Siamo qui per attingere al nostro vero potenziale e tornare a noi stessi.

Per questo, nelle migliaia di anni che ci hanno preceduto sono nate pratiche, sviluppati metodi… c’è stato e c’è ancora molto studio… Non c’è un punto di arrivo e la ricerca delle pratiche per coltivare questo potenziale è costante.

 

Radicarsi, stabilizzarsi, centrarsi

Ognuno di noi ha la possibilità di radicarsi, stabilizzarsi, centrarsi. Le emozioni, i pensieri ci allontanano da questo (abbiamo dedicato a questo tema anche un meeting che ora è su Visione di Insieme).

Il respiro si è dimostrato fondamentale per questo percorso.

Qui c’è il concetto di regolare il respiro, noto nelle pratiche meditative e nel qi gong, come regolazione principale prima ancora di pensare qualsiasi altra pratica come esercizi codificati etc.

 

Regolazione del respiro, emozioni, postura

In occidente la respirazione è ritenuta un “atto automatico e involontario” che non richiede alcuna attenzione: avviene comunque e sempre, se siamo vivi.

L’approccio orientale da questo punto di vista è molto diverso. Il respiro viene considerato base di tutte le trasformazioni. L’ascolto del respiro coincide con il contatto con se stessi e viene coltivato tradizionalmente.

Nel nostro vivere comune e anche nel mio lavoro di operatore tuina, spesso l’attenzione va al respiro.

La respirazione appare spesso distratta, superficiale,  spesso si parla di respirazione bloccata, (il respiro è bloccato nel petto. Il plesso è chiuso, la gola strozzata…), apnea involontaria e inconsapevole, diaframma bloccato, affanno e rigidità anche muscolare. Tutto questo senza che la persona ne abbia pienamente consapevolezza.

Abbiamo parlato molto di quanto le emozioni siano in relazione al respiro (vedi i meeting dedicati alle emozioni e al rapporto corpo-mente che ora sono in Visione di Insieme).

Quando siamo agitati o arrabbiati respiriamo più velocemente, siamo in affanno.

Quando siamo spaventati siamo in apnea.

Quando siamo preoccupati il nostro respiro diventa corto, superficiale.

Le emozioni sono movimenti di Qi, vanno di pari passo con il respiro. E il respiro a sua volta influenza il nostro modo di sentirci. È il modo in cui circola la nostra energia, non potrebbe essere altrimenti.

In più, il respiro condiziona la postura.  Il Qi può bloccarsi, può annodarsi, può sprofondare, può salire in modo ribelle, contro corrente… questo agisce non solo a livello “yang” ma anche a livello “yin”, ovvero sulla materia. L’energia trasforma quindi la materia, così come il vento trasforma le montagne in natura.

Dispensa n.5
“Emozioni in medicina cinese. Definizione ed azione energetica”

emozioni in medicina cinese

 

Le emozioni possono sconvolgere il fluire del Qi. Ed ecco allora che iniziano sintomi fisici.

Non è propriamente quello che definiamo psicosomatica… è proprio l’aspetto Yin (materiale) dello Yang (emozionale). Due facce identiche della medaglia, non due facce diverse.

E allora abbiamo che il respiro si blocca in alto, trattiene la nostra energia nel torace… ci fa percepire tensione e pienezza al torace, difficoltà a far scendere l’energia… a farla scendere in basso, verso il Rene, l’addome, la pelvi…  Una parte del corpo resta in pienezza, l’altra non viene nutrita e alimentata.

Tutto questo è a partire dalle emozioni.

Di per se infatti il respiro “naturale” non prevede queste turbe.

Pensiamo ai neonati, al modo in cui respirano. Respirano con l’addome e con tutto il corpo. il neonato non ha condizionamenti esterni, non ha emozioni trattenute. Respira liberamente, con la pancia. La respirazione naturale è quella della nostra nascita. Dovremmo recuperare quel tipo di respirazione.

Nella respirazione naturale c’è fluidità. Significa che il respiro è profondo, nel nostro baricentro (dantian) che ha un ruolo importante anche nella meditazione.

Dobbiamo recuperare la capacità di respirare. Per fare questo dobbiamo eliminare l’accumulo del pensiero e delle emozioni.

Eliminare i blocchi di qi.

Il respiro ci collega alla vita. Nasciamo respirando. Il respiro ci suggerisce il ritmo che dovrebbe avere la nostra vita… La pausa che è tra ogni respiro. Stessa pausa è nel battito cardiaco.

Tutto il nostro sistema ci ricorda, quindi,  le pause che dovrebbero esserci nella nostra vita. Noi spesso invece riempiamo tutte le pause. Abbiamo bisogno di riempirci di impegni, riempiamo tutti gli spazi. E quando siamo con tempo vuoto, magari in attesa, lo riempiamo leggendo, rispondendo a messaggi, telefonando.

In questa situazione anche il nostro respiro tende a ridurre le sue pause.

La pausa di cui abbiamo bisogno non è una pausa attiva (leggo mentre aspetto qualcosa, vado in palestra tra il lavoro e il supermercato).

La pausa di cui abbiamo bisogno è quella non attiva. Un momento in cui ci fermiamo e non ci sono richieste di nessun tipo. In quelle pause semplicemente respiriamo in modo libero,  nel silenzio.

Queste pause ci proiettano in una dimensione più profonda.

Ci proiettano nel dao.

Uno sviluppo ulteriore di questo tema c’è stato in meeting zoom realizzato nel novembre 2020.
Puoi accedere a questo meeting e altre decine di meeting divulgativi in tema di medicina cinese abbonandoti a Visione di Insieme

Laura Vanni

Divulgatrice di medicina cinese, operatrice Tuina, insegnante di Qi gong e Taijiquan con certificato SNaQ (sistema nazionale di qualifiche degli operatori sportivi adottato dal CONI). Autrice di numerose pubblicazioni in tema di medicina cinese (vedi pagina "libri" del sito)

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. TERESA

    Grazie mille dolcissima amica!
    Ottimi spunti di riflessione
    Teresa

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