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Quando la notizia urla: telegiornali, allarme continuo e impatto sul benessere

Telegiornali, notizie online, aggiornamenti costanti ci tengono collegati a ciò che accade nel mondo, ma non sempre questo flusso informativo sostiene il nostro benessere mentale ed energetico.

Sempre più persone avvertono una sensazione di stanchezza, tensione o sovraccarico dopo l’esposizione alle notizie e questo dipende consolo dalle notizie in se ma anche e sopratutto dal modo in cui vengono comunicati.

Questo articolo nasce per osservare con attenzione l’impatto delle notizie urlate e dei telegiornali allarmistici sulla nostra energia vitale, intrecciando osservazione della vita contemporanea e medicina cinese.

Informazione e allerta: una questione di forma

Il telegiornale moderno è costruito per catturare l’attenzione.
Immagini rapide, parole evocative, titoli urgenti, tono della voce coinvolgente.

Dal punto di vista della comunicazione, è una strategia efficace. Dal punto di vista del nostro benessere, però, questo stile informativo ci mantiene in uno stato di allerta costante.

In medicina cinese diremmo che lo yang viene continuamente sollecitato, mentre lo Shen (la mente-cuore) fatica a trovare stabilità.
Un’attivazione è continua può farci vivere un senso di agitazione costante e può impedire alla nostra energia di raccogliersi e di andare in profondità rendendo il riposo superficiale e insufficiente a farci sentire realmente rigenerati.

Quando la notizia viene urlata

Un elemento centrale a cui dovremmo prestare attenzione è il linguaggio. Parole come tragedia, guerra, conflitto, emergenza vengono spesso utilizzate nei telegiornali e spesso anche per fatti che non riguardano reali eventi bellici o catastrofi.

Ti sei mai chiesto/a perché succede questo?
La risposta è che l’uso di questi termini attiva una risposta emotiva immediata, crea coinvolgimento e, quindi, trattiene i telespettatori. Per questo viene utilizzata così tanto.

Solo che tutto questo ha un costo… L’empatia è una risorsa umana preziosa. Stimolarla costantemente per trattenerci davanti allo schermo ha un costo. Nel tempo può trasformarsi in vera e propria desensibilizzazione emotiva.

Quando l’allarme diventa abituale, la nostra soglia di reazione si alza, tendiamo ad “abituarci” ad immagini e contenuti sempre più forti e le facciamo diventare “normali”. Finisce così che possiamo tranquillamente pranzare mentre in TV scorrono immagini di guerra, dolore e morte.

Il fatto è che tutti noi abbiamo diritto all’informazione, ma non al coinvolgimento emotivo forzato.

Anche le notizie si digeriscono

In medicina cinese, elaborazione dei cibi ed elaborazione delle emozioni sono profondamente collegate.

L’energia che utilizziamo per digerire il cibo, trasformarlo e distribuirlo nel corpo è quella di milza-stomaco; la stessa energia che usiamo per elaborare ciò che vediamo, ascoltiamo e apprendiamo.

Quando questa energia è impegnata in allarme, shock visivo o coinvolgimento emotivo intenso, la digestione si indebolisce, il cibo viene trasformato con difficoltà, la nostra energia vitale si disperde.

Per questo, nello yangsheng, è fondamentale rispettare il momento: esiste un tempo per nutrirsi e un tempo per informarsi. Anche se nella nostra società occidentale è molto comune guardare il telegiornale mentre si pranza o si cena, mescolare informazione e alimentazione ha un impatto negativo sul nostro benessere.

Informarsi sì, ma come?

Ora ti starai dicendo: “allora non dovremmo informarci su ciò che accade nel mondo?” La risposta è no. Informarsi è necessario e, anzi, è un nostro dovere. Ma non tutte le forme di informazione sono uguali.

Il problema non è informarsi, ma come, quando e con quale intensità informarsi.

Come informarsi senza consumarsi

Ecco alcuni suggerimenti pratici per ridurre lo stress da notizie se desideri continuare a guardare i telegiornali:

  • sceglierne uno solo
  • evita la visione serale
  • non usarli come sottofondo in casa
  • limita la ripetizione degli stessi contenuti
  • evitarli nei momenti di stanchezza

Ecco ora alcune idee alternative per informarsi in modo più protetto e meno drenante per la nostra energia:

  • preferire l’informazione scritta a quella visiva
  • leggere newsletter gratuite di sintesi e approfondimento
  • ascoltare podcast con tono di voce non basato sull’urgenza ma sull’informazione
  • scegliere un ritmo settimanale in cui informarsi, evitando di cercare continuamente notizie ogni giorno

telegiornale

Informazione come pratica di coltivazione della vita

Anche il modo in cui ci informiamo è una pratica di cura di sé perché la qualità dell’informazione che assumiamo influisce direttamente sulla qualità della nostra energia.

Coltivare la vita (yangsheng)  non significa chiudersi al mondo, ma restare presenti senza consumarsi.
Significa osservare le proprie reazioni, riconoscere quando l’informazione nutre e quando, invece, svuota.

Conclusione

Viviamo in un mondo denso di stimoli e siamo costantemente raggiunti da aggiornamenti e notifiche. Abbiamo il dovere di creare una protezione da questo, nella consapevolezza che a lungo andare questo ritmo ci indebolisce.  Questo non significa “uscire dal mondo” ma entrarci in modo protetto e consapevole. Non possiamo controllare tutto ciò che accade, ma possiamo scegliere come entra in noi.

Prendersi cura del proprio rapporto con le notizie è parte integrante dell’arte di coltivare la vita.

Laura Vanni

Condivido risorse per coltivare benessere e consapevolezza nella vita quotidiana. Integro medicina cinese, sociologia e scienze umane per lavorare su corpo e mente, con uno sguardo attento alla complessità della società contemporanea. Credo profondamente che prendersi cura di sé sia un gesto rivoluzionario, e che ognuno possa imparare a farlo con strumenti semplici, naturali ed efficaci.

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