Al momento stai visualizzando Emozioni in medicina cinese e loro connessione con gli organi

Emozioni in medicina cinese e loro connessione con gli organi

In medicina cinese, gli organi non sono solo entità fisiche, ma rappresentano anche funzioni emotive e psichiche che influenzano il benessere globale della persona.

Esiste una stretta connessione tra il corpo e le emozioni e attraverso lo yangsheng — l’arte cinese di “coltivare la vita”— è possibile vivere in modo più consapevole questa relazione, imparando a sentire e armonizzare il qi.

Ho approfondito questo tema in un capitolo del libro “Il segreto dell’energia vitale” e ti consiglio di partire da qui se vuoi iniziare ad esplorare il ruolo delle emozioni nella medicina cinese. Potrai sperimentare in prima persona, grazie anche a tanti esercizi.

In tutte le librerie fisiche e online

Relazione tra organi ed emozioni

In medicina cinese ogni organo è connesso ad una specifica emozione. Vediamo insieme una sintesi di queste relazioni.

Fegato

Il fegato è associato al pensiero intuitivo, alla risposta reattiva e senza troppe “briglie”, a quell’attitudine che influenza anche il progettare e il pianificare la vita.

E’ detto “la dimora degli Hun” (anima eterea), ovvero di Spiriti che conferiscono ispirazione, immaginazione, creatività che porta ad invenzione e scoperta.

Si dice che lo Hun influenzi la capacità di pianificare la vita, di darle un senso e una direzione. Lo Hun è stretta in relazione con il sangue del fegato e in questa relazione si ritrova la dialettica yin-yang: lo Hun è lo yang che ha bisogno di essere radicato nello yin (Sangue) per non disperdersi.

Quando il sangue del fegato (yin) è fiorente, lo Hun (yang) può essere ben radicato, favorendo la nostra capacità di programmare la vita con saggezza e lungimiranza.

Dal punto di vista emozionale, l’energia del fegato è connessa all’emozione della rabbia.

Per rabbia intendiamo lo “scoppio di rabbia” ma anche rabbia trattenuta ed emozioni meno visibili e a volte meno consapevoli come rancore e risentimento.

Queste emozioni sono dannose per il fegato e tendono a bloccare il suo lavoro di organizzazione e direzione del qi. Tendono, inoltre, a spingere il qi e il sangue ad una salita anomala, immediata e incontrollabile verso l’alto e verso l’esterno.

Le manifestazioni conseguenti possono essere sia fisiche (cefalea, ipertensione, tensioni muscolari a livello del collo e delle spalle…) che psichiche (irascibilità o malumore, tensione emotiva continua…).

Questa condizione di eccesso (pieno) energetico da parte del fegato può facilmente trasmettersi al cuore (secondo la teoria dei cinque elementi “il legno genera il fuoco”) con sintomi come irrequietezza, sonno agitato ed altre turbe emozionali (troppo legno genera troppo fuoco).

meditazione fegato

Cuore

Il cuore è sede dello Shen, ovvero del nostro equilibrio psichico-emozionale. E’ al tempo stesso sintesi e comando delle funzioni psichiche di tutti gli altri organi.

Lo Shen rappresenta lo spirito vitale, l’intelligenza emotiva, la capacità di “capire” ad un livello più elevato e profondo.

Coerentemente con l’elemento fuoco a cui appartiene, lo Shen è proiezione verso il mondo esterno, verso gli altri (vita di relazione). Allo stesso tempo, però, è anche proiezione verso il mondo interno, verso se stessi (percezione e consapevolezza delle proprie sensazioni).

L’emozione associata al cuore è la gioia.

In condizioni di equilibrio, il cuore risponde alle sollecitazioni esterne in modo positivo, calmo e sereno (gioia intesa come emozione positiva, intensa serenità d’animo).

La gioia eccessiva ed incontrollata (euforia) induce, al contrario, un’energia yang che danneggia il cuore (elemento fuoco, organo espressione del massimo yang) sottoponendolo ad una stimolazione eccessiva.

Oltre che per la gioia eccessiva, il cuore soffre per ogni tipo di eccesso emozionale in quanto – in qualità di Sovrano Imperatore – ha un ruolo supremo nel controllo dell’equilibrio psichico di tutti i sudditi (gli organi) del Regno (l’organismo intero).

I sudditi, dal canto loro, si rivolgono all’Imperatore in caso di reale necessità. Gli chiedono, in un certo senso, aiuto.

amore nel cuore

Milza

La milza è connessa al pensiero, la riflessione (Yi).

La memorizzazione, lo studio, la “messa a fuoco” dei problemi… Tutte queste funzioni psichiche sono connesse a ciò che i cinesi chiamano Yi (pensiero, riflessione)..

Lo Yi è il piano psichico sul quale avvengono tutte le mutazioni. Regola la capacità di “digerire” gli eventi, di assimilare, di crescere intellettualmente, di relazionarsi con l’ambiente e di modificarlo per renderlo più vivibile.

In tal senso, lo Yi è una dimensione psichica perfettamente coerente con le funzioni di elaborazione e trasformazione caratteristiche di questo organo.

Yi è strettamente legato a Shen (“quando il cuore si applica si parlerà di proposito Yi”).

Dal punto di vista emozionale la milza è associata alla preoccupazione, al rimuginìo e al pensiero ossessivo.

Questi si presentano in particolare quando milza è in difficoltà con l’esercizio delle sue funzioni di riflessione ed elaborazione.

Elaborare e trasformare i cibi equivale, per la medicina cinese, ad elaborare e trasformare il pensiero.

Le eventuali difficoltà di milza relativamente alla sua funzione di trasformazione si esprimono, pertanto, nel nostro organismo, tanto con manifestazioni a livello fisico (gonfiore addominale, difficoltà digestive…) quanto con manifestazioni a livello psichico ed emozionale (rimuginìo).

deficit qi della milza

Polmone

Il polmone “è la sede del Po”, ovvero è “l’anima sensitiva”. Questa si esprime con commozione e sensibilità di fronte alla bellezza e alla precarietà del creato e della vita.

Si tratta di una sensibilità che, in condizioni di equilibrio, esprime serenità, anche se è connessa alla percezione del tempo che scorre e non può tornare indietro, all’idea dell’uomo che invecchia, del tempo perduto e della memoria.

Il Po governa tutti gli automatismi del corpo, sia quelli della specie che quelli acquisiti. E’ la memoria genetica dei processi (istinto) e la memoria delle esperienze acquisite attraverso la ripetizione e la memorizzazione.

Come a livello fisico il polmone porta dentro il respiro, così a livello del Po porta dentro e interiorizza ciò che ha assimilato o appreso dall’esterno (le esperienze).

L’emozione collegata al polmone è la tristezza intesa come angoscia, disperazione, incapacità di reazione.

Si tratta di stati d’animo differenti, ma i cui effetti sull’organismo sono gli stessi da un punto di vista energetico, ovvero un’azione di esaurimento del qi.

Il rapporto è – come sempre – reciproco: la tristezza e la disperazione danneggiano il qi del polmone. Viceversa, un deficit del qi polmonare tende a ridurre la capacità di reazione ad eventi esterni negativi e a favorire l’insorgere di emozioni negative come tristezza e disperazione.

L’energia del polmone può soffrire non solo per un deficit ma anche per un Eccesso.

Un lutto, un abbandono possono “bloccare” la sua energia causando un accumulo nel torace con ripercussioni sulla fisiologia polmonare e sulla postura (chiusura delle spalle, tendenza a piegarsi in avanti).

Meridiano del polmone

Rene

La funzione psichica associata al Rene è la Volontà Zhi (“I Reni alloggiano la Volontà”).

Zhi indica la forza, la motivazione e la determinazione nel portare a compimento i propri progetti.

Lo Zhi indica anche il desiderio di affermarsi come individuo, di realizzarsi e di avere riconoscimenti.

L’emozione corrispondente del Rene è la paura.

Per paura intendiamo sia una condizione cronica di paura, una sensazione di smarrimento, sia uno spavento o uno stato improvviso di panico.

La paura sollecita negativamente l’organismo. Come ogni emozione, anche la paura quando è in eccesso incide negativamente sui regolari movimenti del qi e sulla sua circolazione.

Quando proviamo paura il nostro qi si dirige verso il basso. Ad essere coinvolto è il sistema funzionale del rene che, al contrario, ha natura ascendente e “consolidante”.

Se l’emozione della paura è vissuta troppo spesso o con eccessiva intensità, il rene viene stimolato eccessivamente da questa discesa di qi e si indebolirà.

Ciò può condurre a manifestazioni come incontinenza o enuresi, dolore nella zona lombare e delle ginocchia, invecchiamento precoce o repentino (si pensi al modo di dire “far venire i capelli bianchi per la paura”).

Anche lo spavento agisce danneggiando la nostra energia.

Si tratta in questo caso di una reazione improvvisa e violenta. Lo spavento improvviso causa il disordine della circolazione del qi e la perdita del controllo mentale e dei movimenti.

La paura e lo spavento sono reazioni emozionali con azioni negative simili sull’energia dei reni: la sollecitano negativamente, ne turbano i movimenti del qi e alla lunga danneggiano i reni (si pensi al detto popolare che associa un forte spavento al fatto di perdere urine o feci in modo incontrollato: “farsela sotto dalla paura”).

 

Vuoi approfondire il tema delle emozioni in medicina cinese?  

Entra nel corso Emozioni del programma Yangsheng360

Emozioni in medicina cinese

 

 

Conclusione: ruolo dello yangsheng nel vissuto delle emozioni

Lo Yangsheng ci insegna a prenderci cura della nostra energia vitale e a vivere in armonia con le nostre emozioni riconoscendole e armonizzandole.

Le emozioni dovrebbero essere come il sole, la pioggia, il freddo o il caldo nelle stagioni della nostra vita.

Rabbia, paura, tristezza, preoccupazione e gioia dovrebbero influenzare i movimenti del nostro qi in modo equilibrato e armonico.

Quando un’emozione persiste a lungo tanto da diventare una nostra caratteristica fissa si ha una situazione simile a quella che si crea in natura quando il cielo è sempre coperto di nubi oppure c’è sempre il sole.

Le emozioni dovrebbero, in sostanza, arrivare e andare così come fanno le nubi nel cielo di primavera. Nessuna fissità è benefica e solo il continuo fluire tra le diverse condizioni e stati d’animo consente veramente l’equilibrio.

Mantenere nelle nostre emozioni le caratteristiche del cielo di primavera richiede attenzione e pazienza. E’ necessario riconoscere le nostre emozioni e comprendere i meccanismi energetici di ognuna, imparare a “sentirla” nel corpo e imparare a “liberarla” attraverso attraverso un uso consapevole del corpo e del respiro.

 

Questo articolo ha contenuti estratti dal mio libro

MEDICINA TRADIZIONALE CINESE.
Teorie di base per i primi passi”

libro medicina cinese

Laura Vanni

Condivido risorse per coltivare benessere e consapevolezza nella vita quotidiana. Integro medicina cinese, sociologia e scienze umane per lavorare su corpo e mente, con uno sguardo attento alla complessità della società contemporanea. Credo profondamente che prendersi cura di sé sia un gesto rivoluzionario, e che ognuno possa imparare a farlo con strumenti semplici, naturali ed efficaci.

Lascia un commento