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La conquista del momento presente

La conquista del momento presente dovrebbe essere uno degli obiettivi più alti perché è potenzialmente in grado di generare benessere e serenità.

L’uomo dedica molto del suo tempo al pensare. Pensa al passato, rivivendo la gioia ma anche il turbamento degli eventi trascorsi. A volte resta anche “prigioniero” del passato, rimuginando episodi e lasciando che questi condizionino il suo presente e il suo futuro.

Pensa al futuro, immaginando situazioni che potrebbero accadere (ma anche che potrebbero non accadere mai), programmando e pianificando a volte nei minimi dettagli. Oppure anche, semplicemente, riflette sulle cose da fare a breve (cosa fare appena arrivati a lavoro, cosa prendere al supermercato, quando fare una certa telefonata…).

Durante la giornata, ma direi forse anche durante la nostra intera vita, il “pensare” e lo “stare nella testa” è forse la nostra attività più ricorrente quando non stiamo dormendo. Questo almeno in gran parte dell’occidente industrializzato.

Questa caratteristica è per l’essere umano un indubbio elemento di distinzione dagli altri animali. Se hai un animale domestico ti sarà capitato di osservare le sue abitudini. Il mio cane Polly, per esempio, passa il suo tempo ad annusare, a mangiare e dormire, a cercare lucertole con precisa intenzione e focalizzazione su quello che sta facendo, senza distrazione. Quando cammina in natura lo fa con tutti i suoi sensi, affondando il naso nelle foglie e osservando in ogni angolo con curiosità. E’ completamente immersa nel momento presente.

 

Il momento presente

La nostra vita è fatta di istanti. Alcuni di questi sono nella nostra memoria (il passato), altri sono nei nostri progetti e nella nostra immaginazione (futuro), altri sono nel momento che stiamo vivendo. La domanda è: in quale di questi istanti possiamo identificare la nostra vita?

Il momento presente è, nei fatti, l’unico momento che esiste.

Questo potrà sembrare strano perché il momento presente, per uno scherzo del destino, è anche quello meno percepito, meno sentito.

Vivere il momento presente significa essere consapevoli di ciò che accade in questo preciso istante, esserci. Percepire consapevolmente odori, colori, suoni, sensazioni… tutto ciò che è presente ora (esempio: la sedia su cui siamo seduti, il tavolo davanti a noi, i rumori nella stanza o in strada…).

Quante volte nell’arco della nostra giornata possiamo dire di essere presenti nella percezione di tutto questo? Quante volte siamo fisicamente in un luogo mentre la nostra mente fugge via irrequieta in altre dimensioni, nel passato o nel futuro?

I cinesi parlano della nostra mente come di una scimmia impazzita e ubriaca che si agita e salta di ramo in ramo. Possiamo immaginarla mentre salta sul ramo del passato e del futuro e non riesce a stare ferma… nel presente.

Di fatto, la nostra mente si proietta spesso altrove. La vita ci appare come di un cammino in avanti, un percorso in cui la nostra attenzione e la nostra intenzione è costantemente proiettata al futuro.

Il futuro spesso concentra tutte le nostre energie e il nostro impegno.

Ci richiama come le sirene di Ulisse, ci parla di obiettivi e risultati concreti da conseguire, magari entro un certo momento stabilito. Ottenere una promozione sul lavoro, acquistare qualcosa, trovare un uomo/donna con i requisiti che desideriamo, avere un figlio… appaiono come piccoli traguardi. Come caselle speciali di un grande “gioco dell’oca”, caselle da raggiungere per tempo, senza stare fermi neanche un giro.

Il presente a confronto diventa allora un limbo in cui restiamo in attesa impazienti e pieni di speranza in attesa che il domani ci porti quell’obiettivo che aneliamo.

A volte addirittura speriamo che il presente passi in fretta perché l’attesa è frustrazione e noia, oppure perché stiamo soffrendo e vogliamo che tutto finisca.

Ma ci sta sfuggendo così che la vita è proprio in quel presente. E che a volte è necessario stare esattamente dove siamo.

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Vivere nel passato, proiettarsi nel futuro, non avere percezione del momento presente

Non essere consapevoli della nostra tendenza a vivere nel passato o nel futuro piuttosto che essere presenti nel momento presente può creare confusione, inquietudine. I cinesi direbbero che può “agitare lo shen” dove per shen intendiamo la nostra preziosa sfera psichica ed emozionale.

La frustrazione che si genera da questo meccanismo in cui non siamo mai presenti alla nostra vita nel momento in cui questa accade può in particolare danneggiare il libero movimento del qi del fegato.

Il legno (fegato) ama la libera espansione e si trova, invece, costretto. Costretto in un presente vissuto come momento di sacrificio, di mancata espressione di sé, di attesa senza scadenza. Costretto nella frustrazione dell’attesa e della mancata realizzazione dei propri obiettivi (quando accadrà quello che desidero?) o anche nella rabbia per gli imprevisti, gli ostacoli che non riusciamo a togliere di mezzo dal nostro cammino e che deviano il nostro flusso o lo bloccano, mentre assistiamo ai successi degli altri, magari per come li vediamo sui social.

La stasi del qi di fegato genera disagio emotivo (aggressività, nervosismo, senso di depressione…) ma anche fisico (disturbi mestruali nella donna, insonnia, bruciore stomaco e reflusso, tensioni muscolari croniche…).

Abbiamo la sensazione di restare fermi mentre vorremmo andare avanti. Ci sentiamo bloccati. Ma in che direzione va la nostra vita? In che direzione va il tempo che passa?

momento presente

La percezione del tempo che va in avanti

Gli scienziati spiegano che il tempo non si muove in avanti, ma piuttosto è sempre presente.

Noi percepiamo che il tempo scorre, ma in realtà il tempo è sempre li, semplicemente “è”.

Quando viviamo emozioni di ansia o depressione come risultato di eventi passati o futuri, quindi, in realtà questi si riferiscono ad una realtà che non esiste ma è una proiezione della nostra mente.

Le nostre preoccupazioni in merito al passato e al futuro ci impediscono di essere sensibili al flusso costante del presente. Non ci fanno cogliere opportunità e segnali. Ci ingabbiano in un’altra dimensione. Restare bloccati con il pensiero nel passato o nel futuro è un po’ come stare in riva al fiume e pensare costantemente alla barca che è passata ieri oppure a quella che passerà domani e ignorare quella che sta passando ora.

Questo può accadere in modo molto semplice nella quotidianità ed è molto comune.

Possiamo facilmente lasciar trascorrere infinite giornate nello scontento e nell’insoddisfazione di una situazione presente che non ci piace (il lavoro, una relazione…) proiettati nel futuro in cui finalmente cambieremo lavoro oppure nel passato in cui la nostra relazione portava valore nella nostra vita.

Giorno dopo giorno lasciamo che il momento presente trascorra e scivoli nell’indifferenza e nell’insoddisfazione. Giorno dopo giorno lasciamo che il presente continui ad essere come non desideriamo che sia, in attesa di un futuro cambiamento. Un cambiamento che probabilmente non arriverà mai perché nel presente restiamo con la speranza, senza fare nulla per cambiare la situazione in cui siamo, inconsapevoli del potere che ha davvero il momento presente.

 

Consapevolezza del momento presente

Di fatto, non esiste altro che un eterno momento presente. Se entriamo in questa consapevolezza riusciamo a liberarci dal condizionamento del tempo e possiamo iniziare a sperimentare uno stato interiore di quiete, dove tutto ciò che accade va bene così com’è. Che non significa rassegnazione, ma presa di consapevolezza e accettazione di ciò che è ora.

Il momento presente è la condizione in cui possiamo essere consapevolmente. Essere nel “qui e ora”, senza giudicare, diventando presenti a se stessi.

 

Passato, futuro, presente

Ma questo significa quindi che non dovremmo fare progetti o non dovremmo avere ricordi? Certamente no!

Prima di agire nel presente è normale e “giusto” immaginare il risultato delle nostre azioni (futuro) e fare progetti facendo tesoro delle nostre esperienze (passato).

Nel momento in cui siamo consapevoli e la nostra coscienza è presente, possiamo scorrere con la mente lungo l’arco temporale del tempo (passato, presente e futuro) a nostro piacimento e senza timore di restare bloccati in una di queste dimensioni.

La presenza consapevole è indispensabile per vivere passato e futuro senza il rischio più comune che è

  • per il passato, quello della limitazione delle nostre azioni (se sono convinto di non saper fare qualcosa mi limiterò e cambierò la mia vita senza accorgermene con scelte di un certo tipo)
  • per il futuro quello delle preoccupazioni inutili su fatti non accaduti e che mai accadranno (inutile che io mi preoccupi per il meteo in vacanza perché non posso cambiarlo, inutile preoccuparsi per un esame una volta fatto perché non potrò cambiare i risultati dati ai test).

Vivere il momento presente significa non significa dimenticare il passato e non pensare al futuro ma, semplicemente, non farsi condizionare dal passato e dal giudizio che deriva dal passato. Se avevamo un lavoro ed ora non c’è più, un’amicizia, un amore, un esame andato male, etc. impariamo a delimitarli e a non collocarli oltre quei confini; delimitiamoli come esperienze.

Le esperienze, anche quelle traumatiche, possono aiutarci a vivere meglio, a patto non arrivino a condizionare il nostro futuro facendo prevalere il giudizio (se mi ha lasciato, allora tutti gli altri mi lasceranno e quindi meglio stare soli; io non valgo…).

 

Iniziare a vivere con presenza mentale

Se desideri iniziare a vivere il momento presente preparati ad avere pazienza. Riuscirai sicuramente ma dovrai darti tempo. Il cambiamento che dovrai fare richiederà un coinvolgimento lento e progressivo. Del resto in natura i cambiamenti più utili sono lenti e progressivi; quelli repentini e immediati spesso sono veri cataclismi. C’è quindi bisogno di cambiare lentamente i tuoi equilibri, di spostare pian piano l’asse della tua attenzione e della tua sensibilità.

Una chiave per imparare a vivere il momento presente è iniziare a mettere attenzione ad ogni singola attività che fai e iniziare a portare attenzione sui cinque sensi in ogni azione  che compi, ad iniziare da quelle più semplici e comuni della tua giornata. In questa pratica sono preziosi gli insegnamenti di Tich Nath Han e puoi approfondire leggendo i suoi libri, a partire da quello sul miracolo della presenza mentale di cui ti parlo in quest’altro articolo.

Ti lascio a questo punto con un detto attribuito a Lao Tsu che spiega l’importanza di vivere il momento presente e le conseguenze di vivere nel passato, imprigionati del rimorzo o rimpianto, oppure nel futuro, prigionieri del rimuginio e dei pensieri di anticipazione:  

Se si è depressi si vive nel passato.
Se si è ansiosi si vive nel futuro.
Se si è in pace si vive nel presente.

Rifletti su questo antico detto perché contiene molta verità. E poi chiediti: tu in quale tempo stai vivendo? Il passato, il presente o il futuro?

 

Laura Vanni

Laura Vanni lavora per anni come sociologa ricercatrice nell’ambito delle politiche socio-sanitarie finché non scopre la medicina cinese e decide di farne il suo nuovo lavoro. La sua missione è rendere ognuno protagonista del proprio benessere grazie agli strumenti dello yangsheng cinese, rielaborati per essere utilizzati nella società occidentale degli anni 2000. E’ operatrice tuina e istruttrice di qi gong e taijiquan e ha scritto numerosi libri divulgativi. Oggi Laura dialoga con una grande community di persone, promuove corsi online e ritiri ed è presente sui principali social come Laura Vanni Medicina Cinese.

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