Deficit Yang in medicina cinese. Freddolosità, stanchezza e metabolismo lento

Con deficit dello Yang in medicina cinese si intende una situazione di sofferenza dell’energia Yang del nostro organismo, ovvero di quell’energia che esprime il dinamismo e l’eccitazione in grado di attivare i meccanismi fisiologici, di muovere i Liquidi corporei e il Sangue.

Secondo la medicina cinese, l’energia Yang è, per il nostro organismo, il calore di attivazione per ogni funzione corporea.

Quando c’è un deficit dello Yang, si ha una diminuzione delle funzioni organiche e compaiono segni di freddo interno.

freddo

Con il deficit dello Yang, diminuisce la capacità del nostro organismo di trasformare e trasportare le sostanze e così il Sangue e i Liquidi organici hanno difficoltà a diffondersi.

La vitalità della persona è più bassa, il metabolismo più lento, si percepisce freddo e si manifestano facilmente ristagni (edema) e accumuli (sovrappeso).

 

Sintomi generali del deficit dello Yang

I sintomi più diffusi del deficit dello Yang sono in linea generale:

  • indebolimento e rallentamento delle funzioni organiche
  • pallore
  • senso di freddo (soprattutto alle estremità)
  • dolore nel corpo ed altri sintomi che possono sempre essere associati ad un prevalere di Freddo/stasi nel corpo

Il deficit dello Yang nel nostro organismo interessa principalmente (spesso anche congiuntamente) gli Organi Zang di Milza e Rene. Un terzo Organo Zang interessato dal deficit di Yang è il Cuore, spesso in modo secondario per la sua relazione con Milza e Rene.

In questo articolo prenderemo in considerazione le sindromi di

  • deficit di Yang della Milza
  • deficit di Yang del Rene

Per entrambi i casi descriveremo i sintomi prevalenti e suggeriremo poi alcuni rimedi in termini di abitudini e alimentazione energetica.

E’ necessario tener conto del fatto che in medicina cinese uno stesso sintomo può riferirsi a sindromi diverse e rimandare, quindi, a quadri diversi.

Il solo sintomo non è, pertanto, sufficiente per definire con sicurezza una condizione. Nel caso in cui, quindi, vi riconosciate nei quadri successivi e vogliate affrontare nel modo migliore la situazione, è necessario che vi rivolgiate ad un medico o operatore qualificato per una valutazione energetica.

 

A proposito! Se non lo sai già, offro una valutazione energetica gratuita
nel mio studio  
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Deficit dello Yang della Milza. Gonfiore addominale, sovrappeso, arti freddi…

Il deficit dello Yang della Milza si manifesta tipicamente con sintomi di freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo.

Le manifestazioni principali sono:

  • mancanza di appetito
  • gonfiore addominale dopo i pasti
  • apatia, astenia, desiderio di sdraiarsi
  • pallore
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • freddolosità
  • arti freddi
  • edema (quasi sempre presente. I liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle)

deficit dello yang

Deficit dello Yang dei Reni. Sensazione di freddo alla schiena e alle ginocchia, mancanza di vitalità fisica e mentale…

Il deficit dello Yang si caratterizza tipicamente per i sintomi di Freddo interno e la  sensazione di Freddo percepita soprattutto a livello  schiena (specie zona lombare) e alle ginocchia.

Quando lo Yang dei Reni è in deficit, non c’è energia sufficiente per dare forza alle ossa e alla schiena (lombalgia, gambe e ginocchia deboli), non c’è abbastanza calore per riscaldare, per attivare l’energia sessuale, né per trasformare i liquidi che si accumulano (urine abbondanti e chiare, edema soprattutto alle gambe).

Inoltre, se lo Yang dei Reni è in Deficit, anche Milza ne soffrirà: i muscoli mancheranno, quindi, di nutrimento e si avrà stanchezza, apatia e altre sintomi connesse al deficit di Yang della Milza.

deficit yang rene

Il deficit dello Yang dei Reni inciderà anche nell’aspetto mentale, con la riduzione della forza di volontà (Zhi) e di voglia di vivere, aspetto psichico legato al Rene. Non rischiarando il Cervello (“mare dei midolli”), lo Yang dei Reni in Deficit potrà manifestarsi, inoltre, anche con vertigini.

In sintesi, il Deficit di Yang di Rene si manifesta principalmente con sintomi come:

  • lombalgia
  • vertigini
  • acufeni
  • ginocchia fredde e deboli
  • sensazione di freddo alla schiena, freddolosità diffusa
  • gambe deboli
  • astenia, apatia, letargia, depressione
  • urina chiara e abbondante
  • edema alle gambe
  • sterilità nelle donne, impotenza, eiaculazione precoce, diminuzione della libido
  • feci mal formate

 

Cause del deficit dello Yang

In linea generale, il deficit dello Yang può essere favorito da diversi fattori relativi a  condizioni ambientali,  abitudini alimentari e abitudini che potremmo attribuire allo stile di vita.

In particolare, sarà particolarmente predisponente a questo tipo di deficit il fatto di essere esposti ad un ambiente freddo e umido.

Questa esposizione ai patogeni esterni tenderà inevitabimente, nel tempo, a ledere lo Yang e a ridurne la capacità fisiologica nel nostro organismo.

Anche l’alimentazione ha un ruolo decisivo in questo.

Un eccessivo consumo di cibi crudi o di natura fredda per esempio, può danneggiare fortemente lo Yang della Milza, specie in determinate condizioni. Queste condizioni ruotano attorno alle caratteristiche energetiche anche tipologiche della persona (che potrebbe non avere sufficiente “energia di trasformazione”), alle fasi stagionali (in inverno è preferibile scegliere cibi cotti e caldi per bilanciare lo yin/freddo espresso dalla stagione) o altro (fase della giornata, età, fase mestruale nella donna e così via).

Con riferimento, in particolare, allo Yang del Rene, sono, inoltre, da considerare particolarmente lesive le malattie croniche (molto richiedenti per l’energia del Rene) e il lavoro fisico eccessivo. Anche l’eccessiva attività sessuale è considerata lesiva per lo Yang del Rene, in particolare per l’uomo.

 

Rimedi per il deficit dello Yang secondo la medicina cinese

In presenza di un deficit dello Yang, il nostro obiettivo è quello di “riscaldare” e riattivare, disperdendo il freddo.

La prima regola è abituarsi a tenere il corpo al caldo e non esporlo al freddo esterno. In particolare coprire zona lombare (Yang del Rene) e addominale (Yang della Milza).

freddolosa

Il Deficit dello Yang è, per definizione, un quadro cronico. E’ indispensabile, quindi, intervenire con pazienza modificando a volte in modo significativo alcune abitudini, prima di tutto le abitudini alimentari.

Sarà bene assumere esclusivamente bevande calde o tiepide (anche in caso di semplice acqua, riscaldarla raggiungendo almeno la temperatura corporea interna).

Preferire cibi cotti e assunti ancora caldi (preferibilmente anche a colazione), meglio se sottoposti a cotture prolungate o di tipo yang (per esempio cottura al forno o griglia).

Mangiare lentamente, a ritmi regolari, moderati in quantità e ben ritmati nella giornata.

Di seguito riportiamo alcune indicazioni fornite dalla medicina cinese in termini di alimentazione in presenza di deficit dello Yang.

Si tenga sempre presente che lo Yang origina, comunque dallo Yin.

L’alimentazione non dovrà, quindi, dovrà, sì, favorire lo Yang ma essere anche armonizzata. Non si dovrà, in particolare, eccedere (nell’intensità e nel protrarsi nel tempo) a favore dello Yang e del calore. La condizione generale dello Yang dovrà essere valutata periodicamente, in modo da adeguare progressivamente l’alimentazione. Per questo sarà indispensabile ricorrere al contributo di uno specialista che possa valutare ricorrendo alla metodologia tradizionale cinese comprensiva dell’esame della lingua e dei polsi.

 

Deficit dello Yang e alimentazione

Secondo la medicina cinese, in presenza di un deficit dello Yang l’alimentazione deve avere proprietà riscaldanti e tonificanti.

In considerazione della ridotta capacità dell’organismo di trasformare e metabolizzare i cibi, è bene masticare a lungo gli alimenti, fare pasti non troppo abbondanti assumendo poca o nulla acqua durante il pasto. Bere bevande calde, secondo la propria sensazione di sete.

deficit yang rimedi

Alimenti da evitare o limitare al massimo in presenza di un deficit dello Yang

In presenza di un deficit dello Yang la medicina cinese indica di evitare al massimo il consumo di cibi freddi o eccessivamente umidificanti e, comunque, di cibi di natura fredda come:

  • latte e latticini
  • farine
  • zuccheri
  • tra le verdure: insalata belga, scarola, tarassaco, cicoria di campo, funghi champignon, germogli di bambu e di soia, cetriolo, alghe marine
  • tra le carni: carne di cavalo, vongole, chiocciola di terra e di mare
  • frutti come anguria, cachi, melone invernale, pompelmo
  • te verde

Evitare anche cibi surgelati e conservati a lungo in frigorifero.

 

Alimenti da favorire in presenza di un deficit dello Yang

Oltre ai suggerimenti generali già indicati in presenza di deficit dello Yang in generale, la medicina cinese distingue a seconda dell’organo Zang interessato dal Deficit Yang.

Di seguito riportiamo, quindi, le indicazioni in presenza di deficit dello Yang della Milza e del Rene.

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang della Milza:

  • avena, riso, sorgo, segale, mais, farro, quinoa
  • carni ovine, pollo, tacchino, manzo, quaglia, cervo, selvaggina in genere
  • triglia, sogliola, persico, ombrina,
  • lenticchie, piselli, fava cotta
  • cavolo rapa, carota, peperone, patata, barbabietola rossa, asparago, porro, aglio, cipolla
  • spezie calde e aromatiche (cannella, zenzero secco, rosmarino, erba cipollina…)
  • frutta in scarsa quantità meglio se cotta e con spezie

 

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang del Rene:

  • avena, riso, sorgo, segale, farro, quinoa
  • aragosta, gamberi e gamberetti, acciughe
  • selvaggina, pollo, tacchino, carni ovine, manzo, rene di animali
  • fagiolo nero
  • porro, peperone, aglio, cipolla, carota, cavolo, rapa, patata (verdure da intendersi sempre cotte)
  • capperi
  • spezie riscaldanti (cannella, timo, rosmarino, zenzero secco…)
  • frutta in scarsa quantità, meglio se cotte con spezie
  • semi e frutta secca (noce, castagna, nocciola pistacchio)
  • tisane contenenti cannella, timo, rosmarino
  • acqua calda

© Laura Vanni 2019

Leggi anche:

 

LI4 Hegu – fondo della valle

LI4 hegu

L’agopunto LI4 Hegu appartiene al Meridiano dell’Intestino crasso. Il Meridiano percorre il lato eterno del braccio e termina la viso, lateralmente al naso. In tutto conta 20 agopunti.

Localizzazione

L’agopunto LI4 Hegu si trova sul dorso della mano, tra il primo e il secondo metacarpo, a livello del punto mediano del secondo metacarpo.

Un modo molto “operativo” per localizzarlo è tenere la mano con le dita distese e unite le une alle altre. Il punto è collocato proprio sull’apice della ”collina” che si crea tra il pollice e l’indice. Vedi il video seguente per la localizzazione.

https://www.youtube.com/watch?v=twQDZgcgM5w&feature=youtu.be

Azioni del punto LI4 Hegu

Sblocco del Qi in tutti i Meridiani

Il quarto punto del Meridiano, LI4 Hegu, è piuttosto noto ed importante principalmente per le sue azioni “vigorose” sul movimento e lo “sbloccodel Qi in tutti i Meridiani.

Dispersione del Vento esterno

E’ il punto più importante per disperdere il Vento esterno, soprattutto nella zona di viso, naso e bocca. E’, inoltre, coadiuvante nell’eliminare il Calore nella zona della gola.

Regolazione della sudorazione

Questo agopunto è indicato anche per regolarizzare la sudorazione (sia in senso iper che ipo).

Azione analgesica

E’ molto utilizzato per scopi analgesici (anche a scopo chirurgico e odontoiatrico) ed ha frequente impiego anche nelle sindromi dolorose dell’arto superiore (sblocco del Meridiano).

Azione sull’utero. Utile per indurre il parto ma controindicato in gravidanza prima del termine

L’azione sull’utero rende questo agopunto controindicato in gravidanza (potrebbe favorire l’aborto) e in presenza di un flusso mestruale abbondante (potrebbe causare emorragia).

E’ invece indicato in caso di gravidanza a termine in quanto è efficace nell’indurre il parto e promuovere l’espulsione del feto.

LI4 hegu

Altre azioni

LI4 Hegu è usato frequentemente in presenza di disturbi a livello intestinale (stipsi e diarrea) ed ha azione in presenza di disturbi legati ad ansia e depressione (Shen).

 

Attenzioni e controindicazioni

E’ bene usare con cautela questo punto (soprattutto nelle stimolazioni energiche) perché in alcune condizioni (forte debilitazione, per esempio) può avere azione troppo vigorosa.

L’uso di LI4 Hegu è controindicato:

  • in gravidanza
  • in presenza di emorragie
  • durante mestruazioni abbondanti
  • in caso di polso rapido o palpitazioni

Evitare il trattamento di questo punto anche se la persona è molto stanca o a digiuno e con persone anziane, molto deboli o debilitate.

 

Quando usare l’agopunto LI4 Hegu?

La scelta degli agopunti da stimolare con ago (nel caso del medico agopuntore) o con digitopressione (nel caso dell’operatore professionale tuina o anche in autotrattamento) dipende da una serie di fattori legati al quadro energetico individuale.

Diversamente dalla medicina occidentale, in cui si può prescrivere un farmaco a più persone diverse che lamentano lo stesso disturbo, nella medicina cinese è necessario differenziare le sindromi per comprendere il tipo di stimolazione più indicata e, quindi, scegliere l’agopunto più appropriato.

Per questo, più che parlare di indicazioni per un agopunto, in medicina cinese sarebbe più chiaro parlare di azioni del punto stesso.

LI4 Hegu per il mal di testa?

Per esempio il punto LI4 Hegu è noto come agopunto indicato in caso di mal di testa… Ci sono, tuttavia, molti fattori che possono essere alla radice di un mal di testa. E’ pertanto possibile che LI4 Hegu possa non essere il “miglior punto” da utilizzare per il mal di testa ed è sempre necessario valutare il singolo caso.

LI4 hegu è, per esempio, indicato per quei mal di testa associati a raffreddamento, patologie oculari, sinusiti, paralisi facciale, nevralgia del trigemino etc. Se il mal di testa derivasse, invece, da una risalita dello Yang epatico, potremmo ricorrere ad un altro agopunto con maggiore successo (ad esempio LV3 taichong), in quanto LI4 non ha azione sullo Yang ribelle.

li4 hegu

Azioni principali di LI4 Hegu in sintesi

Sintetizzando, le azioni più importanti dell’agopunto LI4 Hegu sono le seguenti:

  1. muove e sblocca il Qi nei Meridiani. E’ molto nota ed utilizzata l’associazione tra LI4 Hegu e LV3 taichong. Questa associazione prende il nome di “quattro cancelli” (si guan) ed è estremamente efficace nel potenziare questa azione di muovere e sbloccare il Qi nei Meridiani, tornando utile, nello specifico, in presenza di dolore nel corpo
  2. disperde il Vento esterno (prevalentemente zona viso, naso e bocca)
  3. analgesico e antispastico (prevalentemente a livello dell’intestino e dell’utero)
  4. elimina il Calore da gola e Polmone. Molto utile in questo caso l’associazione di LI4 hegu con LI11 quchi
  5. regolarizza la sudorazione
  6. regolarizza l’intestino
  7. ha azione sullo Shen

Dalle azioni del punto derivano le seguenti indicazioni traducibili in chiave, per così dire “occidentale”:

  • disturbi a livello della testa e del volto (cefalea, infiammazioni oculari, patologie del naso (rinite, sinusite, raffreddore…), gengivite, paralisi facciale, nevralgia del trigesimo, patologie dell’orecchio, acufeni, ipoacusia, tic
  • disturbi provocati da Vento Freddo/Vento Caldo (sindrome superficiale) che ha di solito a che fare con i Polmoni (raffreddore, cefalea, febbre anche con brividi, dolori da vento freddo, dolori diffusi, mal di gola, tosse…). Di solito in questi casi è utile trattare LI4 hegu insieme a LU7 lieque(punto Lo)
  • disturbi in cui è presente dolore, per la sua azione analgesica (azione di movimentare e far circolare Qi e Sangue e sbloccare tutti i Meridiani). Si usa, in particolare, per i dolori muscolari e dolori articolari a carico della spalla
  • disturbi a livello del grosso intestino (diarrea, dolori addominali, dolori da stasi di alimenti, gastralgia acuta associata a nausea, vomito, dolori addominali)
  • disturbi a livello ginecologico nel trattamento della dismenorrea, amenorrea, leucorrea. Utile per favorire il travaglio e il parto (controindicato prima del termine di gravidanza perché può causare aborto)
  • sindrome ansioso-depressiva

 

Come stimolare LI4 hegu

Il punto può essere stimolato in digitopressione esercitando una pressione statica e una pressione rotatoria, così come mostrato nel video ad inizio articolo.

 

© Laura Vanni 2018


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Leggi: “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

medicina cinese

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Menopausa ed emozioni: quando cambia il nostro equilibrio

menopausa in medicina cinese

La menopausa è un momento di grande cambiamento nella vita di noi donne: spesso però ci concentriamo sui cambiamenti fisici e ci dimentichiamo del forte legame fra menopausa ed emozioni.

Nel nostro immaginario collettivo, infatti, menopausa significa innanzi tutto invecchiamento, vampate, sudorazione improvvisa, disturbi del sonno, secchezza delle mucose, aumento di peso, stanchezza, calo del desiderio, aumento delle rughe… e già questo basterebbe di per sé a provocarci alterazioni dell’umore!

In realtà, come spiega bene la medicina cinese, l’ingresso in menopausa è solo il passaggio a una diversa fase della vita.

La menopausa fa parte della nostra ciclicità femminile che è fatta di tante tappe diverse e che segue un movimento circolare.

Uno dei tanti esempi che si possono fare è proprio questo: fino alla pubertà, il nostro ritmo non è scandito in modo visibile e il nostro sangue resta “nascosto” all’interno del corpo. Dalla prima mestruazione e per 3-4 decenni della nostra vita, è proprio il sangue a segnare la nostra ciclicità, facendo la sua comparsa una volta al mese. Con la menopausa, il sangue torna di nuovo ad essere “nascosto”: il cerchio si chiude e il movimento ciclico riprende dal suo inizio.

Quello che davvero cambia con la menopausa, quindi, è il passaggio del sangue da “visibile” a “nascosto”. Con la menopausa le mestruazioni cessano e il nostro ritmo deve ricalibrarsi, tornando a seguire una modalità che avevamo smesso di conoscere 30-40 anni prima.

Per capire quindi cosa succede in menopausa e quale sia il legame fra menopausa ed emozioni dobbiamo capire prima come funziona il nostro equilibrio quando abbiamo il ciclo mestruale.

menopausa ed emozioni

Il ciclo mestruale: sangue, utero, cuore, emozioni

Secondo la medicina cinese, l’equilibrio del ciclo mestruale è basato sul sangue, che segue un ritmo ondulatorio che si dispiega in quattro fasi.

La prima (fase mestruale) è detta fase del sangue: lo vediamo infatti nella mestruazione, che altro non è che il momento in cui l’utero si svuota del sangue “vecchio” e inutilizzato.

Nella fase dello yin (post mestruale) l’utero riprende a riempirsi di nuovo sangue e di sostanze yin (nutrienti, umidificanti, che sostengono la parte fisica), mentre nella fase yang (post ovulatoria) la temperatura basale sale e la nostra capacità di trasformazione si attiva per permettere la nascita di una nuova vita (nutrita dal sangue dell’utero) in caso di concepimento.

Se questo non è avvenuto, si passa alla fase del qi (premestruale), in cui la nostra energia si raccoglie nella zona della pelvi per prepararsi a spingere fuori il sangue “vecchio” durante la successiva mestruazione.

La relazione della donna con il sangue

La relazione della donna con il sangue è quindi molto complessa:

  • il sangue nutre l’utero e permette la fecondazione e il nutrimento di embrione e feto
  • le fasi del sangue modulano un diverso rapporto della donna con se stessa e con ciò che è fuori, all’interno del mese femminile (introspezione nella fase mestruale, energia per concepire e muoversi nella fase post mestruale, efficacia e produttività nella fase post ovulatoria, creatività e ideazione nella fase premestruale)
  • il sangue è in relazione con la vita emotiva anche perché secondo la medicina cinese lega e ancora la nostra parte mentale / psicologica / emotiva (shen). La mestruazione è, quindi, anche un momento in cui con il sangue “vecchio” escono e si scaricano le emozioni “vecchie”
  • il sangue mette in relazione due organi che lo contengono e che si svuotano e si riempiono di sangue (anche se con ritmi molto diversi!): l’utero (ritmo mensile) e il cuore (molte volte al minuto). Il cuore per la medicina cinese è la sede principale del nostro aspetto mentale / psicologico / emotivo (shen) proprio per il suo legame privilegiato con il sangue. Il periodico svuotarsi dell’utero è fondamentale per permettere anche al cuore di “svuotarsi” di emozioni e pensieri che, se ristagnassero, lo renderebbero troppo occupato e incapace di avere una visione chiara e trasparente di noi stesse e della nostra vita.

 Quando il ciclo mestruale non si presenta più, quindi, ecco che non cambia solo il nostro ritmo mensile, ma si trasformano anche il nostro approccio con la gestione emotiva e la relazione fra il nostro utero e il nostro cuore. 

Tutto questo è fondamentale per comprendere quale relazione vi sia fra menopausa ed emozioni.

Menopausa ed emozioni: più sangue, più libertà di scorrere

Secondo la medicina cinese e al contrario di quanto pensiamo in Occidente, la menopausa corrisponde a una seconda giovinezza, tanto che è chiamata anche “la seconda primavera”.

Si tratta, infatti, di un periodo in cui la donna non perde più il proprio sangue con le mestruazioni né lo deve impiegare per gravidanze o allattamento: questa preziosa risorsa è finalmente solo per se stessa.

Più sangue significa più nutrimento e ancoraggio per la propria parte mentale.

Se si aggiunge il fatto che, attorno ai 50 anni, si dovrebbe aver raggiunto una maggiore conoscenza di sé e consapevolezza di chi si è e di cosa si vuole, questo si traduce in maggiore stabilità, energia mentale, creatività, possibilità di relazione con gli altri.

Anche da un punto di vista fisico, maggiore disponibilità di sangue si traduce in maggiore possibilità di usarlo per nutrire la muscolatura e, quindi, in una migliore forma fisica.

L’utero vuoto, il cuore vuoto

Tornando a parlare di menopausa ed emozioni, l’utero resta finalmente “vuoto” (ma non inattivo!) e questo può riflettersi in un maggiore vuoto del cuore: aumentano capacità di introspezione, chiarezza nel vedere la propria vita, capacità di accogliere i cambiamenti intorno a noi di accettare ciò che di nuovo ci porta la vita.

Perché, però, nella maggior parte dei casi noi donne non ci sentiamo così quando entriamo in menopausa?

Se da un lato è sicuramente un problema culturale (la menopausa è ancora vista come una sorta di chiusura della nostra vita attiva e di invecchiamento nel senso peggiore del termine), dall’altro dipende in gran parte da una perdita del nostro equilibrio.

In altre parole, il nostro organismo non riesce a bilanciare i cambiamenti e si trova quindi in una situazione di disarmonia.

Menopausa ed emozioni: quando è difficile svuotarsi

Per alcune donne, la possibilità di “svuotarsi” anche a livello emotivo durante il ciclo mestruale è molto importante.

In queste situazioni, durante tutto il mese femminile cresce gradualmente l’accumulo di tensioni a livello emotivo, che culmina nella settimana premestruale.

È proprio nella settimana premestruale, quindi, che si manifestano con forza nervosismo, irritabilità, scoppi di rabbia, umore altalenante, crisi di pianto e a livello fisico tensione o dolore al seno, gonfiore addominale, dolore nella zona lombare, mal di testa, stanchezza, stitichezza, difficoltà di digestione o fame “nervosa” (sindrome premestruale).

menopausa ed emozioni

Quando finalmente inizia il ciclo, arriva anche con la liberazione: con il sangue escono anche le emozioni trattenute, il cuore si svuota insieme all’utero e dopo un paio di giorni di flusso si sta decisamente meglio.

Quando arriva la menopausa, questa valvola di sfogo si interrompe e si va quindi verso una situazione faticosa, che può assomigliare a un costante premestruo: nervosismo e irritabilità, aumento di peso, umore altalenante o depresso, senso di costrizione e insofferenza, senso di pienezza alla zona del torace (con eventuale necessità di deglutire o di sospirare spesso) o sotto le coste, stanchezza che migliora con il movimento, ma è difficile da vincere.

In medicina cinese si parla di disturbi della menopausa da stasi del qi (“energia”). Questo accumulo di emozioni trattenute mette il difficoltà il regolare e libero scorrimento del nostro qi e come risultato si ha una situazione di blocco e “compressione”.

Armonizzare il nuovo equilibrio

In questo quadro (e anche per prevenirlo, se ci si sta avvicinando alla menopausa e ci si riconosce nella tipologia di ciclo mestruale descritta sopra) ci sono alcuni passaggi importanti, che possono aiutare ad armonizzare il nuovo equilibrio fra menopausa ed emozioni:

  • imparare a riconoscere e ascoltare le proprie emozioni: anche quelle per noi più sgradevoli o “difficili”
  • trovare un nuovo canale per esprimere e lasciare andare le emozioni, in modo da svuotare il cuore e promuovere il libero flusso del qi (“energia”): ad esempio, il qigong, le classi di esercizi di bioenergetica, le psicoterapie a indirizzo corporeo, la minduflness, i trattamenti tuina
  • fare più attività fisica per aiutare il qi a circolare per rompere la stasi: scegliere attività non troppo richiedenti, ma che promuovano un senso di attivazione, soddisfazione, espressione personale e libertà
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese

Menopausa ed emozioni: quando manca il radicamento

Per molte altre donne, invece, l’ingresso in menopausa è accompagnato da un senso di instabilità, agitazione, difficoltà a riposare in modo profondo, movimenti repentini verso l’alto (vampate, sensazione di calore al viso, sudorazione nella parte alta del corpo, giramenti di testa, fischi o ronzii alle orecchie…).

È come se, in un certo senso, fosse difficile rimanere ancorate con i piedi per terra perché basta poco per sentirsi agitate o ansiose.

menopausa ed emozioni

Questo dipende dal fatto che come donne consumiamo durante tutta la nostra vita fertile sia il sangue (che espelliamo con il ciclo e utilizziamo per gravidanze e allattamento) che lo yin, la componente più rinfrescante, umidificante, idratante, ancorante / radicante, calmante… del nostro organismo.

Chi la consuma di più per scelte di vita o alimentari, perché non riposa abbastanza la notteo per gravidanze numerose o molti allattamenti prolungati, con l’arrivo della menopausa va incontro a una serie di disturbi da deficit dello yin, caratterizzati quindi da una mancanza della capacità di rinfrescare, trattenere in basso, radicare, calmare, idratare.

In questo caso (o per prevenire questa situazione, se già si soffre di secchezza di pelle e mucose, di sensazione di caldo la notte, di ciclo scarso e un po’ slavato) è molto importante pensare di:

  • adeguare la propria alimentazione, inserendo su una base di cereali in chicco, pesce, legumi gli alimenti che sostengono lo yin (tutto ciò che è naturalmente nero, come sesamo nero, fagioli e ceci neri…; cefalopodi come seppia, calamaro, moscardino, polpo; uova; piccole quantità di latte di soia e derivati; frutta come uva nera, ribes nero, avocado, pera; piccole quantità di alghe) e riducendo tutti gli alimenti che riscaldano (spezie, carni rosse grigliate, formaggi stagionati, salumi e insaccati, caffè, cioccolato, sigarette)
  • scegliere un’attività fisica che promuova la calma e il radicamento, come i tipi di yoga più statico o che utilizzano posizioni sedute, il qigong, il taijiquan, la meditazione
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese, adatti a questa situazione

Menopausa ed emozioni: quando manca l’attivazione

Altre donne vivono, invece, la situazione opposta: l’ingresso in menopausa coincide per loro con una sorta di “spegnimento” delle energie, della vitalità, della capacità di attivazione e trasformazione.

menopausa ed emozioni

È come se tutto diventasse più pesante e difficile da muovere: freddolosità, aumento del peso, accumulo di liquidi soprattutto nella parte bassa del corpo, feci molli, risvegli notturni per fare la pipì, stanchezza, calo del desiderio diventano compagni quotidiani.

Il rapporto fra menopausa ed emozioni in questo caso è caratterizzato da grande difficoltà, perché il tono dell’umore è basso, la gioia di vivere diminuisce, manca la voglia di fare le cose e in generale prevale un senso di grande stanchezza.

In medicina cinese, si parla di quadro da deficit dello yangla componente più attivante, riscaldante, stimolante non è sufficiente per mantenere l’equilibrio fisiologico.

Ma perché si arriva a questa situazione?

La ragione è da ricercare principalmente nello stile di vita dei decenni precedenti: il nostro yang (capacità di scaldare, muovere, trasformare, sollevare, attivare, alleggerire…) si consuma se pratichiamo attività fisica troppo intensa per il nostro livello di energia, se lavoriamo o viviamo in ambienti troppo freddi oppure se seguiamo un’alimentazione troppo scarsa per le nostre richieste energetici (es. continue diete), troppo povera di alimenti che sostengono il qi (“energia”) e lo yang o troppo ricca di alimenti che raffreddano e che consumano quindi la nostra capacità yang di riscaldare.

In questo caso (o per prevenire questa situazione, se già si soffre di freddolosità, difficoltà di digestione, feci molli, ciclo seguito da stanchezza) è molto importante pensare di:

  • adeguare la propria alimentazione, inserendo su una base di cereali in chicco, pesce, carni bianche, legumi e frutta cotta gli alimenti che sostengono lo yang (avena e quinoa; carni rosse e carni ovine; cozze e gamberi; spezie come cannella e zenzero; verdure cotte al forno o grigliate; piccole quantità di vino rosso, es. il famoso bicchiere di vino al giorno) e riducendo tutti gli alimenti che raffreddano (verdure crude, specialmente lattuga, cetriolo, pomodoro, sedano; latte di soia e prodotti derivati come il tofu; latticini freschi; carni crude e carne di cavallo; frutta in grandi quantità e frutti specifici come caco, anguria, melone; alghe; granchio)
  • scegliere un’attività fisica che promuova in modo delicato la circolazione del qi (“energia”), come il qigong, il taijiquan, le classi di esercizi di bioenergetica, le passeggiate nel verde senza troppo dislivello
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese

© Francesca Cassini 2019

Francesca Cassini è un’operatrice e insegnante di tuina, che si occupa principalmente di benessere delle donne. Laureata in lingua e cultura cinese ed esperta in sinologia (studio della lingua cinese antica), è anche un’interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese. Puoi leggere i suoi articoli sul sito www.benesseredonne.it.

 


 

Menopausa in medicina cinese

menopausa in medicina cinese

Menopausa in medicina cinese: interruzione o rinascita?

Il termine menopausa deriva dal greco e significa cessazione del ciclo mensile.  Questa definizione è chiara e non lascia spazio ad equivoci. Ogni volta che parliamo di menopausa, quindi, descriviamo questo evento  fisiologico, meramente oggettivo, di cessazione del ciclo mestruale.

Ma è davvero tutto qui?

La medicina cinese ci dice che potrebbe esserci dell’altro.

La menopausa in medicina cinese viene vista come evento di cessazione del ciclo mensile, fisiologicamente semplice da descrivere, di fatto, ha in sé un significato simbolico profondo.

Ciò si coglie già dalla definizione che la medicina cinese sceglie per indicare questa fase.

La fase della vita della donna successiva all’interruzione delle mestruazioni (dette “flusso dell’acqua celeste”) viene chiamata, infatti, “seconda primavera”.

menopausa in medicina cinese

Secondo la tradizione medica cinese, la seconda primavera è una fase importante della vita riproduttiva della donna.

Semplificando la massimo, in particolare, la seconda primavera rappresenta la trasformazione naturale dell’organismo per rallentare il processo di invecchiamento e ristabilire il giusto equilibrio negli anni successivi.

In quanto trasformazione, la menopausa è necessariamente una rinascita. E’ associata all’Elemento Metallo e all’Elemento Acqua come percorso di compimento del ciclo dei cinque Elementi. Ma è, allo stesso tempo, anche associata in modo sottile all’Elemento Legno per il concetto di trasformazione (da cui anche la definizione di “seconda primavera”):

poiché non si ha più una perdita mensile di Sangue ed Essenza, l’energia che prima veniva utilizzata per garantire un adeguato apporto di Sangue ora può essere impiegata nel modo che desideriamo. Di conseguenza, ci sentiamo ringiovanite e rinvigorite da un nuovo potenziale: ecco cos’è la Seconda Primavera” (Xiaolan Zhao, L’energia vitale della donna, p.202)

La menopausa in medicina cinese ci offre, quindi , l’immagine di una donna che vive pertanto, un’energia duale che incarna i principi dello yin e dello yang:

  • da un lato (yin), un momento di chiusura, di “ritorno”, in cui il Sangue che prima veniva destinato ad una possibile gravidanza, viene tenuto all’interno e destinato a sostenere l’organismo con rinnovata energia (yin)
  • dall’altro (yang), un momento di espansione, di rinnovamento, in cui il Sangue non più destinato all’utero viene destinato a nutrire una dimensione più sottile, meno fisica e corporea. Per molte donne questo significa avere più energia per l’aspetto mentale ed emozionale (in medicina cinese legati al Sangue). Significa anche acquisire una diversa sensibilità, acquisire la capacità di cogliere aspetti fino a questo momento ignorati.

menopausa in medicina cinese

Potremmo dire, in sostanza, che la menopausa in medicina cinese vede la donna impegnata in una ridefinizione importante di se stessa. Una ridefinizione che prende avvio da un fenomeno fisico, concreto ed oggettivo (l’interruzione del ciclo mestruale) ma che lo supera di gran lunga abbracciando dimensioni sottili, connesse all’energia Shen.

In tal senso il periodo della menopausa a momento ideale in cui la donna può più facilmente comprendere e realizzare i propri desideri. Da questa comprensione può nascere il desiderio di esprimere i propri pensieri liberamente ed ottenere ciò che il cuore (più della ragione) desidera.

In tal modo, la menopausa in medicina cinese diventa non un inverno freddo, una seconda primavera. E’ il momento ideale, nel ciclo di vita di una donna, per realizzare se stesse, con determinazione e coraggio, coerentemente con il famoso detto che recita:

a trent’anni la donna è una lupa, a quarant’anni è una tigre, a cinquant’anni è un drago”.

menopausa in medicina cinese

La menopausa, i cambiamenti e le trasformazioni del corpo e della mente

Per quanto, come abbiamo visto, gli aspetti evolutivi della seconda primavera evidenzino dei vantaggi, nella vita della donna, l’arrivo della menopausa coincide generalmente con l’arrivo di vari disturbi fisici ed emotivi, più o meno intensi.

Ciò è dovuto alle profonde trasformazioni che interessano la fisiologia femminile in questo periodo, soprattutto nelle prime fasi di transizione.

Da un punto di vista clinico, si evidenziano vari problemi, come un più alto rischio di malattie cardiovascolari, la demineralizzazione ossea e così via.

In più, avvengono trasformazioni che si manifestano in modo evidente anche nell’aspetto esteriore.

Queste ultime trasformazioni, in particolare, possono avere un impatto particolarmente forte nel vissuto femminile:

  • cambia il “metabolismo basale”, ovvero il numero di calorie consumate dall’organismo. Ciò vuol dire che, a parità di attività fisica, sono necessarie meno calorie (tendenza al sovrappeso)
  • cambia la massa muscolare, che perde tonicità, anche a causa del venir meno di estrogeni e progesterone (atonicità muscolare e dei tessuti, rughe, riduzione della forza e dell’agilità…)
  • cambia il metabolismo del calcio e della vitamina D e, in particolare, rallenta il ricambio cellulare, rendendo molto più fragile la struttura ossea (osteoporosi)

Cambia, in sostanza, la “forma” del corpo a causa del grasso che tende ad accumularsi in determinate zone (pancia, fianchi…), della muscolatura che riduce la sua tonicità e la sua elasticità, dell’ingrigimento dei capelli sempre più diffuso…

Tutti questi cambiamenti avvengono lentamente ma inesorabilmente e vengono vissuti spesso con sentimento di sconforto dalla donna.

L’impatto psico-emotivo di questa trasformazione fisica è tale che tra i disagi legati a questa fase della vita, si segnalano spesso anche disturbi dell’umore importanti e, addirittura, depressione.

menopausa in medicina cinese

Il ricorso alla chirurgia estetica o alle diverse soluzioni cosmetiche è la risposta più frequente al disagio di fronte al corpo che cambia e alla difficoltà di accettare questi suoi cambiamenti.

L’attaccamento all’immagine giovane di sé è tale che ogni segnale di maturità (il capello bianco, la ruga…) viene colto come il segnale di un piccolo lutto o abbandono.

L’attenzione è concentrata su quello che si sta allontanando da noi (giovinezza) lasciando i segni di una maturità a cui la nostra società non è abituata ad attribuire alcun valore. Anzi, semmai è abituata a denigrare.

La donna tonica, snella e soda

Per comprendere i motivi profondi di questo disagio bisogna fare un passo indietro, o meglio “all’interno” del vissuto sociale e culturale che ci appartiene, come donne,  fin dalla nascita.

Un vissuto in cui, nell’immagine sociale della donna, risuona lo stereotipo che vuole la donna tonica, snella e soda.

menopausa in medicina cinese

La bellezza, la grazia e la femminilità, sapientemente coniugate ad efficienza ed emancipazione, sono il “valore” che la donna “sceglie” spesso di mantenere alto per tutta la vita, fin dall’adolescenza, sempre e comunque.

menopausa in medicina cinese

Le trasformazioni fisiche della menopausa, in questo scenario, arrivano per tradire questo modello e disorientano la donna.

E le trasformazioni non sono solo fisiche.

I cambiamenti legati al naturale ciclo della vita “disinnescano”, proprio in questa fase della vita, alcuni meccanismi centrali nella definizione del ruolo della donna.

La sua dimensione di supporto, efficienza ed emancipazione si ridimensiona molto.

I figli sono cresciuti, il lavoro è ormai in una fase stazionaria, generalmente non è richiesto più un investimento importante nella propria formazione

Tutto questo concorre a creare un momento di vera e propria “rottura” con il passato, tanto dal punto di vista del corpo quanto dal punto di vista della mente.

Che cosa sta succedendo? Cosa ne è della donna che eravamo?

Questo momento di rottura può, in realtà, essere vissuto come una grande opportunità di rinascita, coerentemente con il concetto cinese di “seconda primavera”.

Gli aspetti apparentemente negativi della propria condizione possono costituire uno stimolo e un’occasione unica per prendersi finalmente cura di se stesse in prima persona ed intraprendere un percorso di crescita ulteriore nella direzione del proprio benessere psico-fisico.

Recuperare le passioni finora soffocate dall’urgenza continua del quotidiano, curare le relazioni troppo spesso trascurate, lasciare che le proprie attitudini possano esprimersi, magari frequentando un corso o approfondendo autonomamente qualche interesse personale.

All’interno di questo percorso di ridefinizione, un ruolo importante è dato dallo sport e dall’attività fisica.

menopausa in medicina cinese

La pratica regolare di uno sport può, infatti, non solo offrire grandi vantaggi in termini di benessere, ma può anche accompagnare la donna ad un livello di conoscenza di sé più profondo.

Ho già dedicato un articolo in tema di sport over50 e uno sullo  sport al femminile. Ti invito a leggere questi articoli per riflettere su questo aspetto e scoprire quali attività sono da preferire per ottenere benefici a livello di corpo-mente in questa particolare fase della vita.

© Laura Vanni 2018


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Deficit dello Yin in medicina cinese. Sensazione di calore, sudorazione notturna, secchezza

secchezza

Il concetto di deficit in medicina cinese

Il termine deficit (detto anche insufficienza o vuoto energetico) in medicina cinese indica, sostanzialmente, una situazione in cui l’energia vitale che rappresenta le attività funzionali dell’organismo (detta Zheng Qi) è inadeguata.

In una situazione di deficit, le funzioni di Qi, Sangue, Liquidi organici, Meridiani e Zang fu sono indebolite e la capacità del nostro organismo di opporsi ai patogeni è minore.

Questo generalmente si manifesta, nel nostro organismo, con segni di debolezza ed insufficienza e difficilmente si manifesta con segni di tipo acuto.

Una tipica condizione di deficit energetico è quella osservabile osservabile nelle persone definite “di costituzione debole”, nelle malattie croniche, negli stadi finali di importanti patologie o anche, frequentemente e con caratteristiche tipiche, nel processo fisiologico di invecchiamento.

Fattori che favoriscono il deficit energetico

I fattori che predispongono ad un deficit energetico, sia che si tratti di un deficit di tipo Yin che di un deficit di tipo Yang, sono molteplici:

deficit dello yin

Tutti questi fattori provocano danni al Qi, al Sangue, ai Liquidi organici e turbano, inevitabilmente, l’equilibrio Yin-Yang nel nostro organismo, causando l’indebolimento dello Zheng Qi.

L’equilibrio e lo squilibrio Yin-Yang nel nostro organismo

In condizioni normali, tra Yin e Yang sussiste un rapporto di reciproca inibizione, di reciproco sostegno e reciproca trasformazione, che ne garantisce l’equilibrio.

Qualora uno dei due Elementi subisca una riduzione sostanziale o un rallentamento funzionale, necessariamente non potrà più limitare l’elemento opposto e nascerà uno squilibrio (malattia).

Yin e yang non sono termini “vuoti” ma si applicano alla nostra fisiologia.

Infatti, Jing, Qi, Sangue, Liquidi organici nonché Organi e Meridiani nei loro aspetti strutturali e funzionali, possono essere classificati, ognuno a suo modo, all’interno delle grandi categorie Yin e Yang.

La ritirata di Yin o di Yang si manifesta, pertanto, nel nostro organismo, con la riduzione delle attività fisiologiche del Qi, del Sangue, dei Liquidi organici e di altre preziose sostanze di base e si esprime con la riduzione o lo squilibrio delle funzioni fisiologiche degli Organi e dei Meridiani.

Deficit dello Yin. Che cos’è?

In medicina cinese il deficit dello Yin (o insufficienza dello Yin)  indica una sofferenza delle sostanze vitali più “materiali” del nostro organismo, ovvero:

  • Jing
  • Sangue
  • Liquidi organici

Questa sofferenza da parte delle sostanze vitali Yin del nostro organismo si traduce con l’incapacità, per lo Yin stesso, di  controllare e limitare lo Yang, il quale risulta, quindi, relativamente sovrabbondante.

Per questo effetto di “abbondanza relativa” dello Yang, il diminuire dello Yin si manifesta, nel nostro organismo, con una condizione di iperattività funzionale (eccesso relativo dello Yang) con, associate, caratteristiche di insufficienza (deficit effettivo dello Yin).

In sostanza, quando le sostanze Yin non sono sufficienti per svolgere la loro funzione di nutrimento e idratazione e la loro funzione calmante e sedativa, si ha nell’organismo un quadro di Calore da insufficienza in cui lo Yang non è, di per se, in eccesso, ma è sovrabbondante in relazione allo Yin che è diminuito.

deficit dello yin

Questa situazione potrà condurre a manifestazioni caratteristiche da “calore vuoto” come:

  • febbricola (specialmente nel pomeriggio-sera)
  • sensazione di “calore ai cinque centri
  • dimagrimento
  • volto arrossato
  • sudorazione notturna
  • secchezza
  • sensazione di sete persistente

In presenza del deficit dello Yin, in sostanza, ci troveremo in una situazione in cui potremmo avere manifestazioni di calore. Di fatto, tuttavia, non si tratterà del calore (Yang) in  eccesso, ma dell’aspetto materiale e rinfrescante (Yin) in deficit.

Una tipica situazione che esprime questo squilibrio è quello tipico delle “vampate” della menopausa, una fase della vita della donna in cui lo Yin inizia a diminuire, lasciando lo spazio ad un esubero relativo di Yang. Allo stesso modo, si possono manifestare disturbi del sonno, ansia e agitazione, tutti espressione di un “calore vuoto”.

Deficit dello Yin. Quali sono le cause?

Le cause che possono determinare il deficit dello Yin nel nostro organismo sono diverse, ognuna con un impatto a sua volta diverso a seconda del quadro energetico della persona. Possiamo sintetizzare le cause principali del deficit dello Yin nei fattori successivi:

  • l’attacco allo Yin da parte di un fattore patogeno di tipo Yang (per esempio il calore estivo che consuma i nostri liquidi organici)

deficit dello yin

deficit dello yin

  • le malattie che consumano la componente liquida Yin (per esempio febbre elevata, ripetuti episodi di emorragia, vomito, diarrea, iperdiaforesi…)

deficit dello yin

deficit dello yin

  • uso inappropriato e/o prolungato nel tempo di tonici dello Yang o del Qi (riscaldanti e in alcune condizioni potenzialmente lesivi dello Yin)

Prevenire il deficit dello Yin nel nostro organismo

Il nostro organismo vive una condizione energetica di costante trasformazione.

Secondo la medicina cinese, il benessere si percepisce quando questa condizione corrisponde ad un “equilibrio dinamico” tra l’energia Yin (materia, forma, idratazione) e l’energia Yang (dinamismo, attivazione, calore) sono tra loro bilanciate.

deficit dello yin

Nel caso in cui lo Yin o lo Yang siano in eccesso o in difetto, si crea uno squilibrio che si manifesta inevitabilmente alla nostra attenzione con sintomi di diverso tipo.

In queste condizioni sarà indispensabile porre rimedio adottando uno stile di vita adatto a tonificare lo Yin e a non consumarne ulteriormente.

Sarà utile, se non indispensabile, favorire il riposo notturno, allontanarsi da situazioni stressanti ed emotivamente non desiderabili, adottare una alimentazione mirata a rafforzare lo Yin nel nostro organismo.

In relazione a quest’ultimo aspetto, saranno da favorire alimenti leggermente umidificanti (contrastano la secchezza e favoriscono l’accrescersi dello yin) come uova, formaggi (se tollerati), molluschi.

Saranno, inoltre, da eliminare o ridurre il più possibile alimenti riscaldanti come le carni ovine, spezie come il pepe, il peperoncino, il caffè, gli alcolici e stimolanti di ogni genere (cacao e cioccolata amara…).

deficit dello yin

Saranno da favorire, infine, cotture “Yin”, quindi al vapore o bollito, limitando al massimo cottura alla griglia o arrosto e i cibi affumicati.

 

© Laura Vanni 2018

 

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Torace, respiro ed emozioni. Aspetti simbolici e psicosomatici

torace respiro

Torace, respiro ed emozioni sono tra loro strettamente connessi.

In questo articolo vedremo gli aspetti simbolici e psicosomatici connessi a questo distretto corporeo.

Il torace (dal latino thorax, greco ϑώραξ, “corazza, torace”) è la regione del tronco compresa tra il collo e l’addome (definizione Treccani).

Al torace corrisponde la gabbia toracica, ovvero quella parte del nostro corpo che contiene ossa e muscoli con specifica funzione di proteggere il cuore e i polmoni.

Sappiamo tutti che torace è il centro del respiro ma anche il centro dell’espressione verbale.

E’, infatti, grazie al respiro generato nel torace e alla colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, che nasce la voce.

Il torace nella tradizione popolare

Il torace è la “dimora del cuore” e, quindi, nel senso comune, è la dimora delle emozioni.

Il torace (o anche il petto) è per questo considerato, a livello popolare:

  • il luogo di concentrazione del sentimento (“avere in petto”)
  • il luogo di raccolta del senso di responsabilità ed individualità (“battersi il petto” in segno di pentimento).

Altri riferimenti rintracciabili nei detti popolari si riferiscono al ruolo del torace nella fonazione (“do di petto” inteso come virtuosismo nel canto e quindi, per traslato, come simbolo di azione brillante, ben riuscita) e al suo essere esposto nell’azione quando questa viene intrapresa con determinazione e risolutezza (“prendere di petto” un problema o una persona).

Tra i modi di dire più diffusi riguardanti il petto-torace troviamo:

  • avere in petto”: avere in animo, avere in mente, vedendo il petto come sede del cuore e quindi dei sentimenti. Usato principalmente per un sentimento, ma anche per un’idea, un’intenzione, soprattutto se non si esterna o che non si vuole rivelare agli altri
  • battersi il petto”: pentirsi, manifestare pentimento riconoscendo le proprie responsabilità. Richiama il gesto dei penitenti mentre ripetevano il “Domine non sum dignus”. Permane ancora nella preghiera cattolica in cui si confessano genericamente i propri peccati assumendosene la colpa davanti a Dio
  • do di petto”: si riferisce ad un’azione brillante, particolarmente ben riuscita. Deriva dal canto, al do acuto della voce di tenore, e allude alla difficoltà dell’emissione vocale di questa nota
  • prendere di petto”: affrontare direttamente e con decisione una persona, un problema, una situazione e così via. Sottintende l’intenzione di risolvere una questione sospesa, di arrivare a un chiarimento, di mettere fine a qualcosa, pur sapendo di andare così incontro alla possibilità di liti o fatiche

Il linguaggio del corpo tra psicologia sociale e psicosomatica

L’aspetto culturale ha, indubbiamente, un ruolo significativo nella capacità di comunicazione non verbale di quest’area corporea.

Forza, superiorità, sensualità

Nella cultura occidentale, in particolare, la zona toracica tende ad essere esaltata per esprimere forza, superiorità o anche sensualità.

Il sesso maschile ama esibire dei pettorali robusti.

torace

Il sesso femminile, di contro, sceglie abiti che possano valorizzare il décolleté, ritenuto in grado di valorizzare la propria femminilità.

torace, respiro emozioni

Non solo.

Ci sono altri numerosi aspetti significativi nella comunicazione non verbale relativa a questo distretto corporeo.

Atteggiamenti psichici ed emozioni

L’ampiezza delle spalle e della cassa toracica, la postura, la tonicità – o la atonicità – e il modo in cui viene mosso il torace sono in grado di comunicare – silenziosamente ma efficacemente – atteggiamenti psichici ed emozioni.

Come evidenziano gli psicologi psicosomatici:

  • in presenza di rabbia, il petto potrà mostrarsi gonfio e “tronfio”
  • in presenza di ansia, la respirazione si farà alta e il petto si alzerà e si abbasserà velocemente o anche in modo irregolare, sospendendo il respiro
  • in caso di paurail busto potrà essere scosso da tremori e le spalle potranno essere sollevate, come a proteggersi, il torace potrà essere gonfio, come per assicurarsi abbastanza aria
  • nell’eccitazione emotiva o sessuale, il busto potrà apparire molto tonico e proteso in avanti
  • al contrario, nella rilassatezza, il corpo sarà generalmente adagiato su uno schienale o, in caso di posizione eretta, apparirà disteso, ostentando un respiro lento e regolare.

La forma del torace

Un aspetto interessante riguarda anche l’osservazione della “forma” del torace.

L’area del torace, infatti, può presentare – sia anteriormente che posteriormente, quindi in corrispondenza dell’area dorsale – asimmetrie, ipo-iperertrofie, tensioni, blocchi etc i quali possono essere il risultato di un determinato vissuto emozionale.

Il blocco e la corazza muscolare. Reich e Lowen

Su questo specifico aspetto, riflessioni assai significative ci derivano da Reich e da Lowen.

Dai loro studi emerge, infatti, il fatto che quando subiamo qualche aggressione emotiva e proviamo sofferenza, la zona anteriore del torace si contrae come per proteggere il cuore.

Questo genera progressivamente quella che Reich definisce la “corazza muscolare” sia davanti (protezione dalla sofferenza) che dietro (difesa rispetto all’aggressività degli altri) che, anche, al di sotto, a livello del diaframma, il quale, a sua volta, si irrigidisce.

Questa tensione o blocco a livello muscolare genera un blocco ancora più ampio, a livello di capacità e possibilità di comunicare le proprie emozioni, nonché, anche, a livello di capacità nell’eseguire in modo pieno e fluido l’atto respiratorio.

Le caratteristiche morfologiche del torace (ampio, rigido, rilassato, rigonfio…) si dimostrano strettamente connesse, quindi, alle caratteristiche funzionali dell’atto respiratorio (unità o meno della cassa toracica, del diaframma e dell’addome) e, secondo Lowen, si connettono anche alle caratteristiche dell’Io:

“osserviamo se il petto è ampio, se è rigido o morbido e rilassato. Un torace rigonfio è invariabilmente concomitante con un Io gonfiato (…) d’altro canto, un petto morbido, sebbene connesso a maggiori sensazioni, non è necessariamente un segno di buona salute; si trova in certi caratteri impulsivi con struttura pregenitale. Quella che cerchiamo è una struttura rilassata in cui i movimenti respiratori mostrino l’unità della cassa toracica, del diaframma e dell’addome nell’inspirazione e nell’espirazione”(Lowen, Linguaggio del corpo, p.90)

Il respiro come connessione e scambio

E veniamo quindi, in tal modo, al secondo aspetto importante che riguarda quest’importante area corporea: il respiro.

torace

Il respiro rappresenta, tecnicamente, il movimento ritmico di immissione e di emissione dell’aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione.

Un’azione automatica e naturale che costituisce il mezzo di connessione, comunicazione e scambio tra l’interno (Io) e l’esterno (l’ambiente, l’altro da me).

Nell’esecuzione dell’atto respiratorio, il torace gestisce la sua funzione in modi sempre diversi a seconda di fattori ambientali ed emozionali.

Il respiro e il rapporto con il mondo

La difficoltà nel rapporto con il mondo, con l’altro da sé, può rendere difficoltosa la respirazione, in particolare con riferimento all’atto inspiratorio che rappresenta l’accoglienza e la ricezione.

Allo stesso tempo, la paura fa gonfiare il torace per assicurare “abbastanza aria” e infondere sicurezza.

Scrive al riguardo Lowen:

“il torace gonfio è una difesa contro il senso di panico, che è in relazione con la paura di non riuscire ad assicurarsi abbastanza aria. Allorché una persona in queste condizioni fa uscire completamente l’aria, ha un momento di panico, al quale reagisce inspirando e gonfiando di nuovo il torace. Il torace gonfio, mantiene un’ampia riserva di aria per misura di sicurezza. Il soggetto ha paura di abbandonare tale senso illusorio di sicurezza. D’altro canto chi ha paura di protendersi verso il mondo attivamente ha difficoltà nell’inspirare”(Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.32)

L’aspetto funzionale (atto respiratorio) e quello fisico-morfologico (aspetto e forma del torace) entrano in tal modo in connessione profonda tra loro.

Questi due aspetti, inoltre, sono in connessione, a loro volta, con le caratteristiche psico-emotive dell’individuo (Giacconi).

Di fatto, sia un’ipo-espansione sia un’iper-espansione del torace suggeriscono una mancata consapevolezza rispetto al proprio respiro, il quale subisce condizionamenti in base a fattori di contesto, e costituiscono premessa di squilibrio a più livelli.

Oppressione toracica e fatica a respirare. Il punto di vista energetico

Uno dei disturbi più diffusi a livello toracico è indubbiamente la dispnea (difficoltà a respirare) con senso di oppressione toracica che può arrivare al dolore.

torace

In letteratura si evidenzia come questa condizione si associ a due condizioni tipiche:

  • un blocco o stasi a livello del torace, spesso associata a condizioni emozionali molto intense di vulnerabilità  (ansia, paura…)
  • un torace iper-espanso, in condizioni di aggressività e impetuosità. In questo caso l’energia si blocca al livello del petto generando un senso di pienezza che si può manifestare a livello psichico (ansia) e fisico (ipertensione).  La postura con l’iperestensione del torace favorisce, inoltre, l’irrigidimento del ventre e del diaframma, bloccando il contatto con l’intestino. Le emozioni che hanno inizio nel ventre faticano così ad ascendere attraverso il petto, restano compresse, non riescono ad essere trasformate ed espresse in parole, azioni, emozioni manifeste

In medicina cinese queste condizioni di difficoltà a livello del torace possono essere comuni a diversi quadri. Per differenziare tra questi quadri ed intraprendere il giusto percorso di trattamento  è indispensabile la valutazione da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

Un agopunto che spesso può essere di aiuto in queste condizioni è PC6 Neiguan, localizzato  tre dita in linea sopra la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

toracetorace, respiro emozioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stimolazione di questo agopunto va fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

Stimolato con costanza, PC6  aiuta ad “aprire il torace”, a muovere il Qi e il Sangue ed ha, inoltre, azione calmante (calma lo Shen)

Al minuto 2.35 del video seguente dedicato alla digitopressione in caso di ansia, puoi vedere la localizzazione e la stimolazione in autotrattamento di questo agopunto.

Dopo aver visto il video non dimenticare di iscriverti al Canale YouTube per non perdere gli aggiornamenti!

 



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Dormire poco fa male? Disturbi del sonno e medicina cinese

dormire poco

Il sonno rappresenta un momento di completo riposo per il corpo e per la mente.

Nella cultura cinese, l’alternanza sonno-veglia riflette l’alternanza tra lo Yin e lo Yang. Il sonno arriva quando lo Yang entra nello Yin. Ci si sveglia quando lo Yang riemerge dallo Yin.

Più precisamente, per la medicina cinese, il sonno rappresenta una fase fortemente Yin (espressione di quiete ed inattività), contrapposta alla fase Yang della veglia (attività, azione).

Durante il sonno si interrompono (o dovrebbero interrompersi) tutte le attività Yang del nostro organismo per lasciare il posto alla completa inattività espressa dalla polarità Yin.

disturbi del sonno medicina cinese

Mentre i durante il giorno la nostra energia è protesa verso l’esterno e verso la percezione dei mille stimoli provenienti dall’ambiente esterno, durante la notte la nostra energia scende in profondità nel nostro corpo.

Con il sonno notturno il nostro corpo, coerentemente con l’energia Yin del macrocosmo, si pone in una condizione di quiete (si chiudono gli occhi, si cerca un luogo sufficientemente buio e silenzioso…).

Il sonno, nella sua espressione più naturale, dovrebbe coincidere con l’inattività in senso fisico (a livello muscolare, per esempio, ma anche per certi versi viscerale) e psichico (a livello dello Shen, ovvero con riferimento agli aspetti mentali ed emozionali).

Il sonno come nutrimento e tonificazione

In questo rientrare in profondità, durante il sonno la nostra energia pone le basi per un processo di “rielaborazione” degli stimoli diurni (attività onirica) e di nutrimento e arricchimento che va nella direzione di tonificare la nostra energia vitale complessiva.

Essere consapevoli di questo aspetto è di prioritaria importanza, soprattutto in una società come la società occidentale odierna, in cui gli stimoli sono sempre molti e restare svegli il più possibile viene spesso considerato un valore aggiunto e un’occasione per “fare più cose”.

Secondo la medicina cinese, in realtà, quando non dormiamo abbastanza non riusciamo ad ottenere la “ricarica” indispensabile per la nostra vitalità.

disturbi del sonno

Dormire un numero di ore insufficiente ci fa sentire stanchi, instabili e fisicamente può farci sentire anche come incapaci di mantenere la temperatura corporea ottimale (con sensazione di freddolosità immotivata o anche di calore improvviso).

Il sonno e la nostra energia

Durante il sonno notturno il nostro organismo immagazzina nei Reni l’essenza estratta dai cibi e il surplus rispetto al bisogno del giorno rafforzando così la nostra energia.

Un sonno di otto ore continuative consente di accumulare energia in modo adeguato, pronta per essere  “rilanciata” al risveglio.

Queste otto ore di sonno, oltre che continuative, dovrebbero preferibilmente essere godute a partire dalle ore 23, orario in cui la marea energetica interessa il Meridiano della vescica biliare, quindi l’elemento Legno (vedi il mio logo che rappresenta l’orologio energetico delle 24 ore, nella figura in basso).

disturbi del sonno medicina cinese
Orologio delle 24 ore e marea energetica ©Laura Vanni Medicina Cinese

Il Legno è caratterizzato da un’energia estremamente dinamica, indispensabile e preziosa per dare avvio. Il Legno, infatti, è l’energia della nascita, del primo vagito, degli inizi in generale, anche a livello cosmico, tanto che coincide con l’Est.

Per queste sue caratteristiche, al fine di avviare un sonno tranquillo e, soprattutto, ristoratore, il Legno dovrebbe trovarci a dormire alle ore 23.

Diversamente, trovandoci svegli, il Legno ci darà la “carica” per continuare a fare e per intraprendere, ritardando il momento del riposo e, soprattutto, ponendoci in una condizione energetica Yang in contraddizione con lo Yin della notte che si avvia.

Il risveglio ideale, dopo otto ore di sonno, è compreso tra le 6 e le 8 del mattino, orario ideale anche per la prima colazione.

dormire poco

Infatti, dalle 7 alle 10 la marea energetica interessa il meridiano di stomaco il quale è nelle migliori condizioni per accogliere il cibo ed avviare il prezioso processo che, assieme a Milza-pancreas, condurrà infine alla creazione del Qi e del Sangue, radice dell’energia del cielo posteriore.

Principali disarmonie del sonno

Quando dormiamo poco, andiamo abitualmente a dormire molto tardi e dormiamo per molto meno di otto ore, la nostra energia ne soffre gravemente.

Potremmo avere dolori articolari e muscolari al risveglio, segno che la Wei Qi(energia più superficiale che durante il sonno va in profondità) non è riuscita ad entrare completamente.

Potremmo sentirci privi di forze e di energie, avere sonnolenza, soprattutto dopo i pasti e, paradossalmente, nel tempo potremmo arrivare ad avere meno capacità di riposare e di dormire profondamente. Questo potrebbe portarci a dire “io ho bisogno di dormire solo poche ore” innestando un circolo vizioso in cui le poche ore di sonno finiscono per ridurre la nostra capacità di riposare regolarmente.

Secondo la medicina cinese, il sonno dipende in primo luogo dallo stato dello Shen (aspetto psichico ed emozionale).

Se lo Shen è calmo ed equilibrato la persona “dormirà bene”, se lo Shen è irrequieto, la persona “dormirà male”.

Esistono molti tipi di disturbi del sonno, ciascuno dei quali rimanda a quadri energetici che possono essere di Deficit (difficoltà ad addormentarsi, sonno leggero…) o di Eccesso (risvegli notturni anche ripetuti, sonno agitato…).

Al di là delle difficoltà di sonno notturno, inoltre, si potrebbe avere sonnolenza durante il giorno, in particolare dopo i pasti.

disturbi del sonno

Questa situazione, per esempio, indica la possibilità di un Deficit di Qi della Milza e ci darà informazioni a seconda che sia accompagnata da una sensazione generale di sonnolenza e pesantezza del corpo (indizio di Umidità interna) oppure stanchezza estrema, con sensazione di Freddo (indizio di Deficit di Yang dei Reni).

Ognuno di questi “indizi”  dovrà, naturalmente, essere confermato o meno dalla valutazione energetica eseguita dall’operatore-medico cinese secondo il metodo tradizionale.

Il ruolo della “mente” nei disturbi del sonno

Secondo la medicina cinese il sonno dipende dallo stato dello Shen, ovvero della “mente” o “Spirito” che rappresentano in un certo senso lo stato psichico-emozionale della persona.

Si dice che se lo Shen è calmo ed equilibrato la persona dormirà bene, se lo Shen è irrequieto, la persona dormirà male.

Sono molti gli aspetti di cui tener conto nel caso in cui il sonno non sia calmo e tranquillo.

dormire poco

Dietro una situazione di insonnia cronica si possono avere, infatti, condizioni energetiche molto diverse tra loro connesse alla relazione tra lo Yin (Sangue, liquidi organici) e lo Yang (Qi, Shen) all’interno del nostro organismo.

Nel nostro organismo, come anche in natura, esiste un legame strettisismo tra lo Yin (materia, Sangue) e lo Yang (energia, Shen/mentale) tale per cui:

  • lo Yang (aspetto dinamico della nostra energia, Shen) si ancora e si approfondisce se c’è abbastanza Yin (aspetto materiale della nostra energia, Sangue e liquidi organici) per accoglierlo
  • il Calore e il Fuoco (energie Yang a carico, per esempio, del Cuore, a seguito di tensioni emozionali) possono ledere lo Yin (Sangue e liquidi organici) e disturbare fortemente il sonno

Fattori che predispongono ai disturbi del sonno

I fattori che predispongono all’insonnia sono diversi e devono sempre essere presi in considerazione in presenza di questo disturbo.

Un aspetto di cui tener conto è legato allo stile di vita.

Lo stress quotidiano in cui spesso viviamo consuma facilmente lo Yin e, quindi, può condurre facilmente a situazioni di Deficit di Sangue, ovvero a situazioni in cui diminuisce la base per ancorare lo Yang della nostra mente-Shen.

In condizioni stressanti che consumano lo Yin troviamo che spesso le persone fanno uso frequente (e a volte abuso)  di sostanze eccitanti o stimolanti  (caffè, bevande energizzanti, tabacco).

disturbi del sonno

Questo consente loro di sentirsi con più energia. Si tratta però, di un’energia solo apparente. Ci consente di mantenere alta la performance, ma ha un costo per noi.

Queste sostanze eccitanti hanno, infatti, la caratteristica di “potenziare” lo Yang e favorire la produzione di Calore interno.

Questo dà alla persona la sensazione di “momentanea vitalità” ma in realtà si sta danneggiando ulteriormente l’equilibrio Yin-Yang a discapito dello Yin e la sensazione di vitalità che si percepisce è una manifestazione di calore interno segno di uno squilibrio energetico.

Anche tensioni emozionali possono impedire il sonno.

Un’emozione molto intensa genera, infatti, calore interno e turba lo Shen, impedendo il radicamento dello Yang nello Yin (insonnia acuta).

Anche l’impiego ormai comune fino a tarda sera di luci artificiali e di apparecchi stimolanti per il cervello e per gli occhi (televisione, computer, smartphone) non aiuta a stabilire un corretto rapporto sonno-veglia

Con l’avanzare dell’etàlo Yin diminuisce fisiologicamente e lo Shen può agitarsi a causa di questioni emotive irrisolte. Ciò può condurre a difficoltà del sonno di vario tipo.

Infine, fattori occasionali di disturbo possono essere il cambio di ora legale, il jet lag e i turni legati al lavoro.

© Laura Vanni 2018



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Voce debole, affanno, tosse, facilità ad ammalarsi… i volti del deficit di Qi del Polmone

deficit di Qi del Polmone

Secondo la medicina cinese, il deficit di Qi del Polmone rappresenta la sindrome più importante di questo organo Zang.

Il Polmone ha, infatti, il ruolo di  “maestro del Qi” e la sua funzione principale è proprio quella di governare il Qi.

Cos’è il Qi?

Il Qi rappresenta l’energia vitale, ciò che ci da vita e vigore tanto che:

  • quando è abbondante ci sentiamo forti, tranquilli ed equilibrati
  • quando è insufficiente ci sentiamo spossati, stanchi

Il Qi nel nostro organismo è unico. Nonostante ciò, possiamo immaginare che il nostro organismo sia animato da “tanti tipi di Qi” a seconda del tipo di funzioni svolte.

Il Qi del Polmone è uno di questi Qi e rappresenta l’energia di cui questo organo Zang è dotato per assolvere le sue funzioni vitali.

Se il Polmone soffre per una insufficienza o deficit di Qi si possono avere sintomi anche molto limitanti che segnalano questa difficoltà.

affanno voce bassa

Sintomi del deficit di Qi di Polmone

Il deficit di Qi di Polmone si manifesta tipicamente con sintomi legati alla difficoltà respiratoria, all’incapacità di riscaldare la pelle, di chiudere i pori e difendere l’organismo dai patogeni esterni.

I sintomi del deficit del Qi di Polmone possono essere sintetizzati nei punti seguenti:

  • respiro corto (soprattutto durante l’attività fisica come camminare, salire le scale etc)
  • tosse (il Qi del Polmone non riesce a scendere)
  • voce debole e avversione a parlare (tono e forza della voce sono espressione della forza del Qi del torace, che a sua volta dipende dal Qi di Polmone)
  • sudorazione immotivata (il Qi non controlla la chiusura dei pori)
  • avversione al freddo (Wei Qiè debole e non esegue la sua funzione di riscaldare la pelle e i muscoli)
  • facilità ad ammalarsi (Wei Qi è debole e non protegge adeguatamente dall’invasione dei patogeni esterni)
  • carnagione biancastra

Cause del deficit di Qi del Polmone

Le cause principali alla base di un deficit del Qi del Polmone sono le seguenti:

  • deficit del Qi di Milza e/o di Cuore
  • debolezza del cielo anteriore
  • stress emotivo ed emozioni
  • abitudini di vita
  • alimentazione

Deficit del Qi di Milza e/o di Cuore

Il deficit di Polmone origina spesso da un deficit del Qi di Milza.

Secondo la teoria dei cinque elementi, infatti, la Terra (a cui appartiene la Milza) è la madre del Metallo (a cui appartiene il Polmone).

A livello di organi Zang, in medicina cinese abbiamo quindi che:

  • così come nella terra si generano i minerali
  • allo stesso modo nella Terra del nostro organismo (la Milza-pancreas) si genera il nutrimento per il Metallo del nostro organismo (il Polmone)

Se la Milza è in deficit, non avrà, pertanto, sufficiente energia per nutrire l’organo figlio, il Polmone. Il Polmone ne soffrirà, manifestando, a sua volta, un deficit di energia.

Oltre che per un deficit del Qi di Milza, il deficit del Qi di Polmone può originarsi anche da un deficit di Qi di Cuore in considerazione della stretta relazione nel torace tra questi due Organi Zang (eziologia spesso connessa ad uno stress emotivo).

Debolezza del “cielo anteriore”

In medicina cinese il termine “cielo anteriore” indica la nostra energia determinata prima ancora del primo vagito, quindi anteriormente alla nostra nascita.

Questo tipo di energia si determina dalla combinazione di infiniti fattori che vanno dall’unione dell’energia dei nostri genitori (e dei nostri avi) all’energia cosmica al momento del concepimento, al vissuto gestazionale.

L’energia del cielo anteriore è diversa per ognuno di noi ed è determinata alla nascita senza alcuna possibilità di essere modificata e integrata.

Il deficit di Qi può essere connesso  “debolezza ereditaria” del Qi del Polmone.

In questo caso non si potrà “tonificare” questo deficit, ma si potranno ottenere ottimi risultati corroborando l’energia del “cielo posteriore” mediante le più idonee pratiche per la coltivazione di sé.

Stress emotivo ed emozioni

Le emozioni sono prese in grande considerazione dalla medicina cinese e sono ritenute a tutti gli effetti potenziali “causa di malattia”.

In relazione al Polmone in particolare, lo stress emotivo causa affanno e tristezza, tende a consumare il Qi del Polmone e nel tempo ne provoca la stasi (stasi di Qi e deficit di Qi possono essere concomitanti).

Più in generale, tra le emozioni, tristezza e afflizione sono particolarmente lesive per il Polmone e disperdono il suo Qi.

deficit del qi di polmone

Abitudini di vita

Anche alcune abitudini di vita possono incidere sull’energia del Polmone e generare un deficit.

Mantenere a lungo posizioni che limitano la respirazione può essere uno dei fattori predisponenti il deficit del Qi del Polmone.

Per esempio  restare a lungo seduti in posizione curva (per esempio nel lavoro e nello studio) può indebolire il Qi di Polmone in quanto determina la chiusura del torace e la conseguente riduzione di ampiezza del respiro.

La stessa chiusura del torace e limitazione del respiro si può avere a causa di una scorretta postura o di tensioni muscolari croniche che bloccano il diaframma e limitano il respiro anche inconsapevolmente, a volte anche con apnee ricorrenti ed involontarie.

Anche un uso eccessivo della voce può condurre al deficit del Qi del Polmone, situazione questa tipica soprattutto nel caso degli insegnanti.

Infine, particolarmente dannoso per il Qi del Polmone è il fumo di sigaretta. Questo danneggia lo Yin del Polmone (prosciuga e danneggia i liquidi) e nel tempo ne lede il Qi.

Alimentazione

Dal punto di vista dell’alimentazione, il Polmone soffre per il consumo eccessivo di cibi freddi e crudi e cibi derivati dal latte.

Più precisamente, questo tipo di alimenti va ad inibire il lavoro di trasformazione e trasporto da parte di Milza causando accumuli che il Polmone manifesta con catarri e abbondante espettorato.

Per questa relazione tra Milza e Polmone in medicina cinese si dice che la Milza genera i catarri e il Polmone li accumula.

Altre sindromi importanti del Polmone connesse ai patogeni esterni

Il Polmone può essere interessato anche da sindromi connesse a patogeni esterni come il vento, il freddo, il calore, la secchezza e l’umidità.

Del resto il Polmone è un organo Zang “di frontiera”, in connessione diretta con l’esterno tramite le vie respiratorie.

Attacco da Vento, Freddo, Calore

Queste sono, per così dire, più superficiali e riguardano il rapporto tra il Polmone e l’esterno (sindromi esterne).

Il Polmone è l’unico organo Zang ad avere un contatto diretto con l’esterno e per questo risulta particolarmente esposto ai patogeni esterni come il Vento, il Freddo o il Calore  (singolarmente ed in associazione tra loro).

Questi patogeni esterni colpiscono, in realtà, non direttamente l’Organo Zang ma la Wei Qi, ovvero l’energia esterna, difensiva, controllata dal Polmone stesso.

Colpendo la Wei Qi, i patogeni compromettono in ogni caso i movimenti del Qi del Polmone, il quale non riesce più a garantire i movimenti funzionali alle sue funzioni.

La conseguenza è in una serie di sintomi tipici da raffreddamento, come cefalea, dolori diffusi nel corpo, avversione al freddo, starnuti, tosse, ostruzione nasale e così via.

deficit di Qi del Polmone

Secchezza e Umidità

Il Polmone è facilmente colpito dalla Secchezza. Ha, piuttosto, bisogno di umidità per lavorare in modo adeguato.

Le condizioni atmosferiche molto secche e il clima generato da alcuni tipi di riscaldamento artificiale colpiscono il Polmone generando tosse secca, gola secca e pelle secca.

L’Umidità, di per se, non rappresenta invece un patogeno importante per il Polmone e generalmente non interferisce con la sua fisiologia, a patto che non sia combinata al Vento.

Nel caso l’Umidità sia combinata al Vento possono essere inibite le funzioni di dispersione e di discesa del Polmone, come anche la funzione di regolazione dei passaggi dell’Acqua (edema al viso).

In sintesi, come tonificare il Qi del Polmone

L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per la tonificazione del Qi di Polmone.

Per tonificare il Qi del Polmone la medicina cinese consiglia di limitare al massimo l’assunzione di cibi freddi e crudi e l’assunzione di cibi umidificanti (zucchero, succhi di frutta…).

Da favorire, perché particolarmente indicati per la tonificazione  del Qi del Polmone, sono invece gli alimenti come il riso, l’amaranto, le mandorle, le arachidi, le noci, i semi di zucca, il miele e la liquirizia.

Utile anche il sapore piccante, sapore tonico del Polmone, associato all’elemento Metallo. Si può, quindi, aggiungere all’alimentazione una moderata quantità di porro, scalogna, cipolla, anice.

Tra le proteine animali, sono particolarmente indicati l’ombrina, la sogliola, l’uovo d’oca e il polmone di animali.

E’ consigliabile il consumo di alimenti freschi, evitando cibi industriali.

La cottura con alcool è particolarmente indicata per la sua qualità di aggiungere un sapore lievemente “piccante” al cibo.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.