Postura e medicina cinese. La forma del corpo e il suo rapporto con la mente

postura e medicina cinese

Vi è mai capitato di osservare le persone che camminano in strada o che sono in attesa alla fermata dell’autobus?

Avete mai fatto caso a come ognuno abbia tratti fisici e soprattutto posturali distintivi?

Chi grasso, chi magro, chi con le spalle ampie e robuste, chi dall’aspetto gracile e delicato, chi “iperesteso” e con una schiena atteggiata in modo rigido e chi – al contrario – chino e apparentemente quasi sbilanciato in avanti…

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La forma del corpo

Da cosa dipende, oltre che dalla genetica, la “forma” che il nostro corpo prende negli anni?

Da cosa dipende, oltre che dalla meccanica, il modo in cui noi “teniamo in piedi” il nostro corpo, quali muscoli decidiamo di far lavorare soprattutto per mantenerci eretti, lottando contro la forza di gravità a volte in modo insolito?

Cosa può spiegare quella che è la nostra postura, il modo in cui le ossa, i muscoli, i tendini e ogni struttura ci “disegna” e ci rende unici, in modo da essere riconoscibili anche da lontano, dalla silhouette o dal nostro modo di camminare?

postura e medicina cinese

I fattori ambientali che “forgiano”.

Il contributo di Lowen nella psicoterapia

Spesso la persona non ha piena consapevolezza delle aree di tensione e le percepisce solo al tocco.

Spesso nel lavoro sui Meridiani e sulle zone energetiche che coinvolgono l’area in tensione la persona compie un respiro profondo, come se il respiro fosse stato fino a quel momento bloccato nella tensione e nella mancata consapevolezza di essa.

Si avverte spesso una sorta di sconnessione tra il corpo e la mente che si riduce nel momento in cui le mani dell’operatore vanno anche solo a toccare l’area interessata.

La psicoterapia fornisce interessanti letture di questo fenomeno evidenziando come siano numerosi i fattori che contribuiscono a “bloccare” alcune aree del corpo arrivando a “forgiarci” nel tempo.

Si parla di fattori ambientali, ovvero di fattori psicologici, sociali e, più ampiamente,  culturali.

Questo ambito è stato brillantemente indagato e documentato da Alexander Lowen, psicoterapeuta degli anni 40 padre della bioenergetica.

Osservando i propri pazienti, egli si rese conto come questi avessero spesso blocchi muscolari, un diaframma cronicamente contratto e – così come lui stesso lo definì – un “flusso energetico bloccato”, con una associata condizione di depressione.

Era, in sostanza, come se essi portassero sul corpo i segni della propria sofferenza emotiva.

Da ciò derivò che il modo di sentirsi e di essere della persona ha una connessione con il suo “essere” nel corpo.

Secondo Lowen, fin da bambini ricorriamo ad una strategia inconscia per controllare movimenti che porterebbero a rifiuto e disapprovazione.

Questo controllo (o meglio, più spesso, inibizione) ci rende socialmente desiderabili, ma allo stesso tempo blocca permanentemente i muscoli coinvolti con tensioni inconsce che si cronicizzano nel tempo. E’ il caso, per esempio, del blocco della gola e della mascella per inibire il piangere o il gridare (ma, ahimè anche di urlare di gioia) o dei blocchi nelle spalle e nelle braccia per inibire il desiderio di aggredire o colpire (ma, ahimè, anche di abbracciare).

postura e medicina cinese

Il punto di vista della medicina cinese.

Le tensioni muscolari croniche e il loro rapporto con il Qi e il Sangue

Nel mio lavoro di operatore tuina osservo quotidianamente come un atteggiamento posturale protratto nel tempo generi tensioni muscolari croniche le quali – a volte – sviluppano in  condizioni di dolore quando non anche in vere e proprie patologie a carico dell’apparato osteomuscolare.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi e dove c’è stasi c’è dolore”.

Le tensioni muscolari croniche, quindi, con la loro dolorabilità più o meno intensa, rappresentano segnali di blocco e di rallentamento della circolazione del Qi e del Sangue nel nostro organismo.

Questa stasi va ad interessare aree energetiche più o meno estese, aree coincidenti con agopunti e Meridiani energetici coinvolgendo, quindi, potenzialmente, in modo ampio non solo la zona del corpo interessata ma anche organi ed apparati.

I fattori che favoriscono queste stasi possono essere di diversa natura, tanto fisici (mantenimento di posizioni scorrette) quanto emozionali (emozioni intense e particolarmente persistenti come tristezza, paura, rabbia o preoccupazione oppure – anche – la loro compressione in grado da generare una stasi).

L’obiettivo della medicina cinese nelle sue diverse espressioni (tuina, agopuntura, qi gong, fitoterapia, alimentazione energetica) va, in ogni caso, nella direzione di rendere fluidi e armonici i movimenti di energia, risolvendo le eventuali stasi e prevenendone l’eventuale formarsi.

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La via cinese per la connessione corpo-mente

Dal punto di vista della medicina cinese, uno strumento insostituibile ai fini della connessione corpo-mente è dato dalla ginnastica energetica e dal Qi gong.

Attraverso questa antica pratica psico-corporea è possibile favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nei Meridiani energetici, aumentare la consapevolezza del proprio corpo, favorire la connessione tra il corpo stesso e la mente migliorando la propriocezione.

Risultati molto validi in termini di armonico fluire possono essere forniti anche dalla pratica del taijiquan, antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti, armonici e fluidi che aiutano a sviluppare nel praticante flessibilità e morbidezza.

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Molto utile, infine, è la pratica della meditazione, in grado di favorire consapevolezza e presenza e di creare una relazione a volte molto stretta tra il corpo e la mente a livelli diversi (vedi anche la meditazione degli organi).

Tutto ciò conduce, nel tempo, alla conquista di una postura equilibrata e priva di tensioni.

In questa chiave, la forma del corpo e quella che chiamiamo abitualmente “postura” può rappresentare, quindi, l’espressione più visibile del rapporto di equilibrio-squilibrio tra mente e corpo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

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Gonfiore addominale, stanchezza, sovrappeso. I tanti volti del deficit del Qi di Milza

deficit del Qi di Milza

(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, la Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”. Rappresenta, infatti, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano.

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie principalmente all’alimentazione e alla respirazione.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo (cfr. “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, par.3.5.1.).

libro medicina cinese
“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” Laura Vanni, 2018

La funzione più importante della Milza, secondo la medicina cinese, è la trasformazione e il trasporto delle essenze derivate da cibi e bevande.

Un deficit del Qi della Milza si manifesta principalmente con difficoltà proprio a carico di queste funzioni di trasporto e trasformazione, con sintomi in gran parte a carico del sistema digestivo.

 

Sintomi del deficit del Qi della Milza

Sono manifestazioni tipiche del deficit del Qi della Milza sintomi come:

  • il gonfiore addominale
  • la mancanza di appetito (anoressia)
  • le feci non formate

Altre manifestazioni, più o meno gravi, comunemente associate al Deficit del Qi della Milza sono:

  • la tendenza al sovrappeso/obesità (mancata trasformazione e trasporto con conseguente accumulo questa funzione di Milza e relativo accumulo di Umidità Interna)
  • l’astenia, tipica manifestazione, in quanto la Milza controlla i muscoli ed ha il compito di trasportare Guqi (Energia alimentare) ai muscoli e, nello specifico, ai cinque arti. Quando questo non avviene in modo efficiente si avverte stanchezza
  • emorragie (nelle donne tipiche le emorragie uterine) a causa dell’incapacità del Qi di Milza di controllare il Sangue e mantenerlo nei vasi
  • prolassi: Milza tiene in sede gli Organi. Se il suo Qi è insufficiente Milza non riesce a contenerli opponendosi alla forza di gravità

Sindrome simile a quella di Deficit di Qi della Milza ma con in maggiori sintomi di Freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo è quella del Deficit di Yang della Milza.

deficit qi della milza

In questo caso, l’edema è praticamente sempre presente (i Liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle) e ai sintomi già indicati per il Deficit di Qi della Milza si aggiungeranno in modo significativo gli arti freddi e la freddolosità diffusa.

 

Cause del deficit del Qi di Milza

I fattori che maggiormente danneggiano il Qi della Milza sono riferibili allo stress emotivo, ai patogeni esterni e all’alimentazione.

Per quanto riguarda lo stress emotivo, la Milza soffre per il pensiero eccessivo che le causa ristagno di Qi (rimuginio) e, se associato ad una dieta irregolare, anche Deficit di Qi.

Danneggia il Qi della Milza anche la riflessione costante e la concentrazione eccessiva caratteristica dello studio quando questo richieda eccessivo uso di memoria per lungo tempo.

Anche la preoccupazione (pensiero ripetitivo di tipo ossessivo) danneggia la Milza in quanto annoda il Qi (stasi nell’apparato digerente, gonfiore e dolore addominale).

deficit qi della milza

Queste emozioni danneggiano il Qi di Milza e allo stesso tempo, un Qi di Milza insufficiente favorisce questo vissuto emozionale generando un circolo vizioso.

A livello di patogeni esterni, Milza viene attaccata facilmente dall’Umidità esterna la quale può invadere il corpo in vari modi.

Vivere in ambienti umidi (casa, città…) o indossare indumenti bagnati (p. es. dopo lo sport o il nuoto), per esempio, favoriscono l’invasione di Umidità esterna, soprattutto nelle donne (già di natura Yin), soprattutto in determinate fasi della vita (durante le mestruazioni, dopo il parto…).

Per quanto riguarda l’alimentazione, infine, Milza soffre i cibi crudi e freddi; ama, invece, i cibi “caldi” (di temperatura e natura) e i pasti regolari, con attenzione agli orari e alle quantità

 

Deficit di Qi della Milza e dei Polmoni

Milza e Polmoni sono coinvolti nella produzione del Qi e si influenzano a vicenda.

Rappresentano nodi cruciali per la produzione del Qi (“la Milza è la sorgente del Qi e i Polmoni sono il cardine del Qi”).

Il Deficit del Qi della Milza e il Deficit del Qi del Polmone possono combinarsi tra loro in una sindrome mista con sintomi associati alla presenza di Umidità o Flegma.

Manifestazioni:

  • mancanza di appetito
  • leggera distensione addominale dopo pranzo
  • astenia, apatia
  • carnagione pallida
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • leggera dispnea, tosse lieve, voce debole
  • sudorazione spontanea diurna
  • poca voglia di parlare
  • propensione al raffreddamento
  • avversione al freddo

 

Come tonificare il Qi della Milza

Uno degli strumenti più efficaci per tonificare il Qi di Milza è l’alimentazione.

Le regole generali fornite dall’alimentazione energetica cinese sono orientate a favorire uno stile alimentare in grado di “rafforzare il centro”, ovvero il potere di trasformazione e trasporto del sistema Terra (Milza-stomaco).

In estrema sintesi, saranno da evitare:

  • alimenti di natura fredda e fresca e di temperatura fredda o fresca, crudità, bevande molto fredde, gelati
  • cibi particolarmente umidificanti come zuccheri, latte e derivati, farine specie se lievitate, succhi di frutta
  • di mangiare velocemente e a ritmi irregolari

deficit del Qi della milza

Abitudini che favoriscono il rafforzamento del Qi di Milza sono invece:

  • i cibi cotti, caldi, assunti in intervalli regolari e in moderate quantità
  • colazione “da re”, preferibilmente con alimenti cotti (p. es. porrige cereali, zuppa di riso, frutta cotta…)
  • masticare a lungo e bere poco o nulla durante il pasto
  • alla fine del pasto assumere un infuso caldo

deficit del Qi della milza

Tra gli alimenti sono favoriti gli alimenti di Natura tiepida e dal sapore Dolce naturale.

Tra i cereali come il riso, l’avena, il mais. Tra le carni (da consumare con moderazione) le carni di agnello, pollo, manzo e le carni ovine.

Tra i pesci l’acciuga, il merluzzo, la carpa, il persico e la sogliola

Senza esclusione i legumi. Tra le verdure preferire verdure dolci come patate, zucche e zucchine, carote, fagiolini… Benvenuti condimenti e spezie come il prezzemolo, l’anice, il ginepro, la cannella o lo zenzero

Consumare frutta  con moderazione in considerazione della sua azione umidificante.

 


Laura Vanni, “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Ciclicità stagionale e ritmi vitali. Indicazioni per armonizzarsi con le stagioni

ciclicità stagionale

Ti sei mai chiesto che influenza ha la ciclicità stagionale sul tuo benessere?

Probabilmente avrai sentito, anche se non consapevolmente, che c’è una qualche relazione tra le stagioni e il tuo modo di sentirti.

Probabilmente ti sarai sentito disorientato almeno una volta nella vita vivendo giornate invernali insolitamente calde o giornate estive troppo fresche o piovose.

Oppure avrai sofferto ambienti chiusi troppo riscaldati in inverno o troppo raffreddati in estate.

Avrai percepito la necessità di una coerenza da parte del tuo organismo rispetto alla stagione. Come se ci fosse una qualche relazione tra la stagione e il tuo modo di sentirti, alla tua voglia di fare o non fare alcune attività.

Ebbene, questo non è affatto solo una sensazione!

La medicina cinese ci dice, infatti, che esiste una connessione molto stretta tra uomo e natura.

L’uomo è il microcosmo all’interno del macrocosmo e ne condivide regole e armonie.

Adeguarsi ai “soffi della stagione” significa difendersi dalle intemperie, adattare l’intensità dell’attività e del riposo, accogliere profondamente lo yin e lo yang espressi dalla natura.

L’energia espressa dalla stagione stimola l’uomo e lo invita ad adeguarsi nelle abitudini, connettendosi al macrocosmo.

Primavera, estate, autunno, inverno… quattro diverse espressioni di energia, quattro modi di manifestarsi nel mondo naturale che possono variare dai boccioli e le fioriture della primavera e dell’estate e alle piogge e al gelo dell’autunno e dell’inverno.

ciclicità stagionale

Così come nel macrocosmo, così anche nel microcosmo dell’organismo umano avvengono queste trasformazioni, nonostante gli artifici che ci consentono oggi di raffreddare ambienti troppo caldi o riscaldare ambienti troppo freddi.

Vediamo di seguito cosa ci indica il Suwen sul rapporto uomo natura nelle quattro stagioni.

Primavera

ciclicità stagionale

L’energia della primavera è ricca di esplosiva vitalità.

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare;
Cielo e terra insieme producono la vita
i Diecimila esseri ne risplendono

La primavera rappresenta  il passaggio dallo yin dell’inverno allo yang dell’estate.

Una trasformazione che vede un progressivo e dirompente e sempre più ingente impiego di energia yang.

La luce inizia a prevalere sul buio, il tepore inizia a prendere il posto del freddo. La natura mostra le molte trasformazioni tipiche di questa stagione.

In primavera l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yangqi, dovrebbe essere aperto e a proprio agio, offrendosi alla rinascita della vita e della natura.

Nel Suwen si trova l’invito a svegliarsi presto, camminare con ampi passi con i capelli sciolti e il corpo in libertà.

ciclicità stagionale

Questa modalità esprime l’energia in espansione del Legno, associato alla stagione primaverile e connesso al Fegato come organo Zang.

Ignorare l’impulso primaverile potrebbe danneggiare l’energia del Fegato e potrebbe, inoltre, creare problemi nella stagione successiva.

Si legge infatti nel Suwen:

Andare controcorrente porterebbe danno al fegato;
causando, in estate lesioni dovute al freddo,
per insufficienza di apporto alla crescita

Estate

ciclicità stagionale

L’estate segue la primavera e in un certo senso fa maturare le promesse espresse dalla primavera nella natura (fa apparire i frutti, fa maturare il grano…).

I tre mesi dell’estate sono chiamati proliferare e sviluppare il fiore;
I soffi del Cielo e della Terra si intrecciano
i Diecimila esseri fioriscono e fruttificano

In estate l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yangqi, dovrebbe essere vitale pieno di forza.

Il suo spirito dovrebbe essere ottimista felice.

ciclicità stagionale

Inoltre, dovrebbe stare tranquillo e non arrabbiarsi o agitarsi, onde evitare di aumentare eccessivamente il calore interno e nuocere all’equilibrio complessivo.

Si esercita il volere, ma senza violenza:
assecondando lo splendore della bellezza e della forza, che realizzano allora le loro promesse;
assecondando lo scorrere dei soffi
che preferiscono allora esteriorizzarsi

In medicina cinese l’estate si associa all’elemento Fuoco e al Cuore come organo Zang.

Un eccesso di eccitazione potrebbe danneggiare questo organo.

Sarebbe altrettanto dannoso, tuttavia, bloccare il movimento della stagione, impedire che l’energia si sposti in superficie e all’esterno del corpo a causa del calore (per esempio con uso improprio dei condizionatori).

Bloccare questa superficializzazione di energia porterebbe problemi di salute nella stagione successiva, con febbri intermittenti a causa del sudore rimasto intrappolato:

Andare controcorrente porterebbe danno al cuore;
causando, in autunno, febbri intermittenti,
per insufficienza di apporto al raccolto;
Nel cuore dell’inverno la malattia si aggraverà

 

Autunno

ciclicità stagionale

In autunno l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yinqi, dovrebbe coltivare la serenità, così da combattere la desolazione e la tristezza tipiche dell’autunno.

L’autunno segna l’arresto dell’espansione iniziata con la primavera ed espressa al massimo durante l’estate.

Con l’autunno l’energia inizia a ripiegarsi.

Dallo yang dell’estate ci si avvia allo yin dell’inverno.

I tre mesi dell’autunno sono chiamati:
sovrabbondare ed equilibrare;
i soffi del Cielo si fanno incalzanti,
i soffi della Terra mostrano la loro munificienza

La parola d’ordine è concentrazione, ritorno verso l’interno, ristringimento

L’invito è a far rientrare la propria energia tanto nelle abitudini quotidiane quanto nel proprio modo di comunicare e di relazionarsi

Ci si corica presto, ci si alza presto (…)
(…) si esercita il volere quietamente e tranquillamente (…) senza lasciare che il volere si spanda al di fuori”

L’autunno è associato all’elemento Metallo e ai Polmoni come organo Zang. Per questo in autunno si dovrebbe lavorare particolarmente sui Polmoni, anche con la meditazione, favorendo la corretta respirazione e immagazzinando correttamente l’energia del cielo.

ciclicità stagionale

Non rispettare l’energia dell’autunno può portare problemi al Polmone e problemi a livello di intestino (connesso al Polmone tramite il sistema dei Meridiani) durante la successiva stagione:

Andare controcorrente porterebbe danno al polmone
causando, in inverno, diarree lienteriche
per insufficiente apporto alla tesaurizzazione

Inverno

ciclicità stagionale

L’inverno rappresenta il massimo dell’energia yin e si oppone, in questo, all’estate che rappresenta il massimo dell’energia yang.

L’inverno è chiusura, protezione, profondità

I tre mesi dell’inverno sono chiamati
chiudere e tesaurizzare;
l’acqua gela, la terra si screpola;
nessuno stimolo viene più dallo yang.

In inverno  l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yinqi, dovrebbe custodire al proprio interno le emozioni e lo spirito, mantenendo uno stato d’animo tranquillo e calmo.

Si esercita il volere
come sotterrati, come nascosti,
come rivolti solamente verso di sé
come occupati a possedersi

L’uomo è invitato a proteggersi dal freddo dell’inverno e a non lasciar uscire sudore dal suo corpo. La sua fuoriuscita non è necessaria per regolare la temperatura (come in estate) e lo spoglierebbe, anzi, di liquidi essenziali lasciando aperti i pori come aperture ai patogeni invernali

Si sfugge il freddo, si ricerca il calore
non lasciando sfuggire nulla attraverso gli strati della pelle per paura di essere pericolosamente sforniti dei propri soffi.

L’inverno è espressione  dell’elemento Acqua, associato ai Reni come organo Zang.

Anche in questo caso, come nelle altre stagioni, non conformarsi all’energia della stagione significa per l’uomo andare incontro ad uno squilibrio di organo.

Significa, inoltre, favorire squilibri più ampi nella stagione successiva, la primavera, che avvierà un nuovo ciclo stagionale.

Andare controcorrente (in inverno ndr) porterebbe danno ai reni
causando, in primavera, invalidità e reflussi,
per insufficiente apporto all’impulso vitale

ciclicità stagionale

Cuore in medicina cinese. Signore e Maestro che emana lo splendore degli Spiriti

Il Cuore in medicina cinese ha il ruolo di sovrano Imperatore, punto di riferimento per tutti i sudditi del Regno (tutti gli Organi e i Visceri), coordinatore di ogni funzione psichica.

La metafora dell’Impero

In medicina cinese è molto forte il senso di integrazione tra il corpo e la mente e tra le parti che costituiscono il nostro organismo.

Questo è evidente ancora di più se si pensa che esiste una suggestiva metafora in cui il corpo umano viene equiparato ad un Impero.

Questo Impero è caratterizzato da una rigida gerarchia militare e da una chiara distribuzione dei compiti. Qui, gli Organi e i Visceri (Zang fu) assumono la funzione di burocrati e funzionari.

Al vertice di questo Impero si trova, appunto, il Cuore Imperatore e, intorno a lui, ci sono i sudditi, ovvero i diversi Organi e Visceri, ciascuno con il suo personale incarico.

Così come nell’Impero cinese i funzionari si danno da fare per mantenere ordine e armonia, allo stesso modo, nel nostro organismo, gli Organi e i Visceri eseguono le proprie funzioni lavorando in modo coordinato per il mantenimento del benessere.

 

Cuore-Shen e Cuore Vuoto

“(…) il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…)” (Suwen)

Il Cuore è collocato nel jiao superiore (“Yang nello Yang”), avvolto dal Pericardio, membrana che lo protegge da ogni aggressione esterna.

E’ molto suggestivo il fatto che l’ideogramma che indica il Cuore – a differenza degli ideogrammi degli altri Organi Zang- non possieda il radicale che suggerisce il significato della “carne”. Questo indica come, nell’accezione cinese, il ruolo del Cuore sia più “psichico” (Cuore come sede dello Shen) che “fisico” (Cuore come muscolo cardiaco).

In medicina cinese tutti gli Organi gli Zang Fu hanno, di fatto, una dimensione psichica ed emozionale.

Nel caso del Cuore, però, possiamo dire che questa dimensione è ancora più importante perché questo Zang è in medicina cinese il centro del mentale e dell’emozionale.

Il Cuore Imperatore è, proprio grazie allo Shen, dotato di una “fiamma interiore” che gli dona la capacità di comprendere, di riconoscere ciò che è opportuno da ciò che non lo è, di esprimere pensieri “dotati di senno”.

La rappresentazione del Cuore nel suo ideogramma lo raffigura come un contenitore vuoto aperto verso l’alto, come per accogliere ciò che viene dal Cielo (influenze spirituali). Come una piccola ciotola aperta verso l’alto in cui entra ed esce una piccola goccia di sangue, attraversandolo.

cuore in medicina cinese
Autore dell’immagine Fraxinus2. Fonte Wikimedia Commons

Qui si introduce un concetto molto importante nella cultura cinese che vuole l’interno del Cuore idealmente “vuoto”, silenzioso, tranquillo, non impegnato (riempito) costantemente da pensieri fissi o emozioni eccessivamente intense:

“(…) E’ proprio dell’uomo avere nel Cuore un’idea, un pensiero, un obiettivo di sollecitudine. Ma fare del pensiero una preoccupazione, generare dei fastidi sino all’ossessione, questo è una perversione. Sarebbe meglio avere un cuore vuoto piuttosto che pieno di turbamento (…) Un Cuore invulnerabile è un Cuore vuoto. Perché il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri. Esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo/Terra; nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo (…)” (Elisabeth Rochat de La Vallée, La medicina cinese. Spiriti, cuore ed emozioni, Jaka Book, 2008, p.99)

Queste condizioni di Vuoto sono indispensabili perché Shen trovi la sua dimora e permetta il libero scorrimento dell’energia, consentendo all’uomo di vivere la propria coscienza individuale, aprendosi anche alla “coscienza universale”.

Quando il Cuore è in uno stato di tumulto, lo Shen si disperde e la nostra energia si consuma rapidamente, senza alcun controllo.

© Laura Vanni 2019

 

Leggi anche:

 

Questo articolo contiene testo  parzialmente estratto dal par.3.3.1 del libro:
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, Laura Vanni, 2018

libro medicina cinese

Puoi trovare un estratto PDF di questo libro nella pagina “risorse” di questo sito

Deficit Yang in medicina cinese. Freddolosità, stanchezza e metabolismo lento

Con deficit dello Yang in medicina cinese si intende una situazione di sofferenza dell’energia Yang del nostro organismo, ovvero di quell’energia che esprime il dinamismo e l’eccitazione in grado di attivare i meccanismi fisiologici, di muovere i Liquidi corporei e il Sangue.

Secondo la medicina cinese, l’energia Yang è, per il nostro organismo, il calore di attivazione per ogni funzione corporea.

Quando c’è un deficit dello Yang, si ha una diminuzione delle funzioni organiche e compaiono segni di freddo interno.

freddo

Con il deficit dello Yang, diminuisce la capacità del nostro organismo di trasformare e trasportare le sostanze e così il Sangue e i Liquidi organici hanno difficoltà a diffondersi.

La vitalità della persona è più bassa, il metabolismo più lento, si percepisce freddo e si manifestano facilmente ristagni (edema) e accumuli (sovrappeso).

 

Sintomi generali del deficit dello Yang

I sintomi più diffusi del deficit dello Yang sono in linea generale:

  • indebolimento e rallentamento delle funzioni organiche
  • pallore
  • senso di freddo (soprattutto alle estremità)
  • dolore nel corpo ed altri sintomi che possono sempre essere associati ad un prevalere di Freddo/stasi nel corpo

Il deficit dello Yang nel nostro organismo interessa principalmente (spesso anche congiuntamente) gli Organi Zang di Milza e Rene. Un terzo Organo Zang interessato dal deficit di Yang è il Cuore, spesso in modo secondario per la sua relazione con Milza e Rene.

In questo articolo prenderemo in considerazione le sindromi di

  • deficit di Yang della Milza
  • deficit di Yang del Rene

Per entrambi i casi descriveremo i sintomi prevalenti e suggeriremo poi alcuni rimedi in termini di abitudini e alimentazione energetica.

E’ necessario tener conto del fatto che in medicina cinese uno stesso sintomo può riferirsi a sindromi diverse e rimandare, quindi, a quadri diversi.

Il solo sintomo non è, pertanto, sufficiente per definire con sicurezza una condizione. Nel caso in cui, quindi, vi riconosciate nei quadri successivi e vogliate affrontare nel modo migliore la situazione, è necessario che vi rivolgiate ad un medico o operatore qualificato per una valutazione energetica.

 

A proposito! Se non lo sai già, offro una valutazione energetica gratuita
nel mio studio  
a tutti gli iscritti alla mia newsletter!

 

Deficit dello Yang della Milza. Gonfiore addominale, sovrappeso, arti freddi…

Il deficit dello Yang della Milza si manifesta tipicamente con sintomi di freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo.

Le manifestazioni principali sono:

  • mancanza di appetito
  • gonfiore addominale dopo i pasti
  • apatia, astenia, desiderio di sdraiarsi
  • pallore
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • freddolosità
  • arti freddi
  • edema (quasi sempre presente. I liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle)

deficit dello yang

Deficit dello Yang dei Reni. Sensazione di freddo alla schiena e alle ginocchia, mancanza di vitalità fisica e mentale…

Il deficit dello Yang si caratterizza tipicamente per i sintomi di Freddo interno e la  sensazione di Freddo percepita soprattutto a livello  schiena (specie zona lombare) e alle ginocchia.

Quando lo Yang dei Reni è in deficit, non c’è energia sufficiente per dare forza alle ossa e alla schiena (lombalgia, gambe e ginocchia deboli), non c’è abbastanza calore per riscaldare, per attivare l’energia sessuale, né per trasformare i liquidi che si accumulano (urine abbondanti e chiare, edema soprattutto alle gambe).

Inoltre, se lo Yang dei Reni è in Deficit, anche Milza ne soffrirà: i muscoli mancheranno, quindi, di nutrimento e si avrà stanchezza, apatia e altre sintomi connesse al deficit di Yang della Milza.

deficit yang rene

Il deficit dello Yang dei Reni inciderà anche nell’aspetto mentale, con la riduzione della forza di volontà (Zhi) e di voglia di vivere, aspetto psichico legato al Rene. Non rischiarando il Cervello (“mare dei midolli”), lo Yang dei Reni in Deficit potrà manifestarsi, inoltre, anche con vertigini.

In sintesi, il Deficit di Yang di Rene si manifesta principalmente con sintomi come:

  • lombalgia
  • vertigini
  • acufeni
  • ginocchia fredde e deboli
  • sensazione di freddo alla schiena, freddolosità diffusa
  • gambe deboli
  • astenia, apatia, letargia, depressione
  • urina chiara e abbondante
  • edema alle gambe
  • sterilità nelle donne, impotenza, eiaculazione precoce, diminuzione della libido
  • feci mal formate

 

Cause del deficit dello Yang

In linea generale, il deficit dello Yang può essere favorito da diversi fattori relativi a  condizioni ambientali,  abitudini alimentari e abitudini che potremmo attribuire allo stile di vita.

In particolare, sarà particolarmente predisponente a questo tipo di deficit il fatto di essere esposti ad un ambiente freddo e umido.

Questa esposizione ai patogeni esterni tenderà inevitabimente, nel tempo, a ledere lo Yang e a ridurne la capacità fisiologica nel nostro organismo.

Anche l’alimentazione ha un ruolo decisivo in questo.

Un eccessivo consumo di cibi crudi o di natura fredda per esempio, può danneggiare fortemente lo Yang della Milza, specie in determinate condizioni. Queste condizioni ruotano attorno alle caratteristiche energetiche anche tipologiche della persona (che potrebbe non avere sufficiente “energia di trasformazione”), alle fasi stagionali (in inverno è preferibile scegliere cibi cotti e caldi per bilanciare lo yin/freddo espresso dalla stagione) o altro (fase della giornata, età, fase mestruale nella donna e così via).

Con riferimento, in particolare, allo Yang del Rene, sono, inoltre, da considerare particolarmente lesive le malattie croniche (molto richiedenti per l’energia del Rene) e il lavoro fisico eccessivo. Anche l’eccessiva attività sessuale è considerata lesiva per lo Yang del Rene, in particolare per l’uomo.

 

Rimedi per il deficit dello Yang secondo la medicina cinese

In presenza di un deficit dello Yang, il nostro obiettivo è quello di “riscaldare” e riattivare, disperdendo il freddo.

La prima regola è abituarsi a tenere il corpo al caldo e non esporlo al freddo esterno. In particolare coprire zona lombare (Yang del Rene) e addominale (Yang della Milza).

freddolosa

Il Deficit dello Yang è, per definizione, un quadro cronico. E’ indispensabile, quindi, intervenire con pazienza modificando a volte in modo significativo alcune abitudini, prima di tutto le abitudini alimentari.

Sarà bene assumere esclusivamente bevande calde o tiepide (anche in caso di semplice acqua, riscaldarla raggiungendo almeno la temperatura corporea interna).

Preferire cibi cotti e assunti ancora caldi (preferibilmente anche a colazione), meglio se sottoposti a cotture prolungate o di tipo yang (per esempio cottura al forno o griglia).

Mangiare lentamente, a ritmi regolari, moderati in quantità e ben ritmati nella giornata.

Di seguito riportiamo alcune indicazioni fornite dalla medicina cinese in termini di alimentazione in presenza di deficit dello Yang.

Si tenga sempre presente che lo Yang origina, comunque dallo Yin.

L’alimentazione non dovrà, quindi, dovrà, sì, favorire lo Yang ma essere anche armonizzata. Non si dovrà, in particolare, eccedere (nell’intensità e nel protrarsi nel tempo) a favore dello Yang e del calore. La condizione generale dello Yang dovrà essere valutata periodicamente, in modo da adeguare progressivamente l’alimentazione. Per questo sarà indispensabile ricorrere al contributo di uno specialista che possa valutare ricorrendo alla metodologia tradizionale cinese comprensiva dell’esame della lingua e dei polsi.

 

Deficit dello Yang e alimentazione

Secondo la medicina cinese, in presenza di un deficit dello Yang l’alimentazione deve avere proprietà riscaldanti e tonificanti.

In considerazione della ridotta capacità dell’organismo di trasformare e metabolizzare i cibi, è bene masticare a lungo gli alimenti, fare pasti non troppo abbondanti assumendo poca o nulla acqua durante il pasto. Bere bevande calde, secondo la propria sensazione di sete.

deficit yang rimedi

Alimenti da evitare o limitare al massimo in presenza di un deficit dello Yang

In presenza di un deficit dello Yang la medicina cinese indica di evitare al massimo il consumo di cibi freddi o eccessivamente umidificanti e, comunque, di cibi di natura fredda come:

  • latte e latticini
  • farine
  • zuccheri
  • tra le verdure: insalata belga, scarola, tarassaco, cicoria di campo, funghi champignon, germogli di bambu e di soia, cetriolo, alghe marine
  • tra le carni: carne di cavalo, vongole, chiocciola di terra e di mare
  • frutti come anguria, cachi, melone invernale, pompelmo
  • te verde

Evitare anche cibi surgelati e conservati a lungo in frigorifero.

 

Alimenti da favorire in presenza di un deficit dello Yang

Oltre ai suggerimenti generali già indicati in presenza di deficit dello Yang in generale, la medicina cinese distingue a seconda dell’organo Zang interessato dal Deficit Yang.

Di seguito riportiamo, quindi, le indicazioni in presenza di deficit dello Yang della Milza e del Rene.

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang della Milza:

  • avena, riso, sorgo, segale, mais, farro, quinoa
  • carni ovine, pollo, tacchino, manzo, quaglia, cervo, selvaggina in genere
  • triglia, sogliola, persico, ombrina,
  • lenticchie, piselli, fava cotta
  • cavolo rapa, carota, peperone, patata, barbabietola rossa, asparago, porro, aglio, cipolla
  • spezie calde e aromatiche (cannella, zenzero secco, rosmarino, erba cipollina…)
  • frutta in scarsa quantità meglio se cotta e con spezie

 

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang del Rene:

  • avena, riso, sorgo, segale, farro, quinoa
  • aragosta, gamberi e gamberetti, acciughe
  • selvaggina, pollo, tacchino, carni ovine, manzo, rene di animali
  • fagiolo nero
  • porro, peperone, aglio, cipolla, carota, cavolo, rapa, patata (verdure da intendersi sempre cotte)
  • capperi
  • spezie riscaldanti (cannella, timo, rosmarino, zenzero secco…)
  • frutta in scarsa quantità, meglio se cotte con spezie
  • semi e frutta secca (noce, castagna, nocciola pistacchio)
  • tisane contenenti cannella, timo, rosmarino
  • acqua calda

© Laura Vanni 2019

Leggi anche:

 

LI4 Hegu – fondo della valle

LI4 hegu

L’agopunto LI4 Hegu appartiene al Meridiano dell’Intestino crasso. Il Meridiano percorre il lato eterno del braccio e termina la viso, lateralmente al naso. In tutto conta 20 agopunti.

Localizzazione

L’agopunto LI4 Hegu si trova sul dorso della mano, tra il primo e il secondo metacarpo, a livello del punto mediano del secondo metacarpo.

Un modo molto “operativo” per localizzarlo è tenere la mano con le dita distese e unite le une alle altre. Il punto è collocato proprio sull’apice della ”collina” che si crea tra il pollice e l’indice. Vedi il video seguente per la localizzazione.

https://www.youtube.com/watch?v=twQDZgcgM5w&feature=youtu.be

Azioni del punto LI4 Hegu

Sblocco del Qi in tutti i Meridiani

Il quarto punto del Meridiano, LI4 Hegu, è piuttosto noto ed importante principalmente per le sue azioni “vigorose” sul movimento e lo “sbloccodel Qi in tutti i Meridiani.

Dispersione del Vento esterno

E’ il punto più importante per disperdere il Vento esterno, soprattutto nella zona di viso, naso e bocca. E’, inoltre, coadiuvante nell’eliminare il Calore nella zona della gola.

Regolazione della sudorazione

Questo agopunto è indicato anche per regolarizzare la sudorazione (sia in senso iper che ipo).

Azione analgesica

E’ molto utilizzato per scopi analgesici (anche a scopo chirurgico e odontoiatrico) ed ha frequente impiego anche nelle sindromi dolorose dell’arto superiore (sblocco del Meridiano).

Azione sull’utero. Utile per indurre il parto ma controindicato in gravidanza prima del termine

L’azione sull’utero rende questo agopunto controindicato in gravidanza (potrebbe favorire l’aborto) e in presenza di un flusso mestruale abbondante (potrebbe causare emorragia).

E’ invece indicato in caso di gravidanza a termine in quanto è efficace nell’indurre il parto e promuovere l’espulsione del feto.

LI4 hegu

Altre azioni

LI4 Hegu è usato frequentemente in presenza di disturbi a livello intestinale (stipsi e diarrea) ed ha azione in presenza di disturbi legati ad ansia e depressione (Shen).

 

Attenzioni e controindicazioni

E’ bene usare con cautela questo punto (soprattutto nelle stimolazioni energiche) perché in alcune condizioni (forte debilitazione, per esempio) può avere azione troppo vigorosa.

L’uso di LI4 Hegu è controindicato:

  • in gravidanza
  • in presenza di emorragie
  • durante mestruazioni abbondanti
  • in caso di polso rapido o palpitazioni

Evitare il trattamento di questo punto anche se la persona è molto stanca o a digiuno e con persone anziane, molto deboli o debilitate.

 

Quando usare l’agopunto LI4 Hegu?

La scelta degli agopunti da stimolare con ago (nel caso del medico agopuntore) o con digitopressione (nel caso dell’operatore professionale tuina o anche in autotrattamento) dipende da una serie di fattori legati al quadro energetico individuale.

Diversamente dalla medicina occidentale, in cui si può prescrivere un farmaco a più persone diverse che lamentano lo stesso disturbo, nella medicina cinese è necessario differenziare le sindromi per comprendere il tipo di stimolazione più indicata e, quindi, scegliere l’agopunto più appropriato.

Per questo, più che parlare di indicazioni per un agopunto, in medicina cinese sarebbe più chiaro parlare di azioni del punto stesso.

LI4 Hegu per il mal di testa?

Per esempio il punto LI4 Hegu è noto come agopunto indicato in caso di mal di testa… Ci sono, tuttavia, molti fattori che possono essere alla radice di un mal di testa. E’ pertanto possibile che LI4 Hegu possa non essere il “miglior punto” da utilizzare per il mal di testa ed è sempre necessario valutare il singolo caso.

LI4 hegu è, per esempio, indicato per quei mal di testa associati a raffreddamento, patologie oculari, sinusiti, paralisi facciale, nevralgia del trigemino etc. Se il mal di testa derivasse, invece, da una risalita dello Yang epatico, potremmo ricorrere ad un altro agopunto con maggiore successo (ad esempio LV3 taichong), in quanto LI4 non ha azione sullo Yang ribelle.

li4 hegu

Azioni principali di LI4 Hegu in sintesi

Sintetizzando, le azioni più importanti dell’agopunto LI4 Hegu sono le seguenti:

  1. muove e sblocca il Qi nei Meridiani. E’ molto nota ed utilizzata l’associazione tra LI4 Hegu e LV3 taichong. Questa associazione prende il nome di “quattro cancelli” (si guan) ed è estremamente efficace nel potenziare questa azione di muovere e sbloccare il Qi nei Meridiani, tornando utile, nello specifico, in presenza di dolore nel corpo
  2. disperde il Vento esterno (prevalentemente zona viso, naso e bocca)
  3. analgesico e antispastico (prevalentemente a livello dell’intestino e dell’utero)
  4. elimina il Calore da gola e Polmone. Molto utile in questo caso l’associazione di LI4 hegu con LI11 quchi
  5. regolarizza la sudorazione
  6. regolarizza l’intestino
  7. ha azione sullo Shen

Dalle azioni del punto derivano le seguenti indicazioni traducibili in chiave, per così dire “occidentale”:

  • disturbi a livello della testa e del volto (cefalea, infiammazioni oculari, patologie del naso (rinite, sinusite, raffreddore…), gengivite, paralisi facciale, nevralgia del trigesimo, patologie dell’orecchio, acufeni, ipoacusia, tic
  • disturbi provocati da Vento Freddo/Vento Caldo (sindrome superficiale) che ha di solito a che fare con i Polmoni (raffreddore, cefalea, febbre anche con brividi, dolori da vento freddo, dolori diffusi, mal di gola, tosse…). Di solito in questi casi è utile trattare LI4 hegu insieme a LU7 lieque(punto Lo)
  • disturbi in cui è presente dolore, per la sua azione analgesica (azione di movimentare e far circolare Qi e Sangue e sbloccare tutti i Meridiani). Si usa, in particolare, per i dolori muscolari e dolori articolari a carico della spalla
  • disturbi a livello del grosso intestino (diarrea, dolori addominali, dolori da stasi di alimenti, gastralgia acuta associata a nausea, vomito, dolori addominali)
  • disturbi a livello ginecologico nel trattamento della dismenorrea, amenorrea, leucorrea. Utile per favorire il travaglio e il parto (controindicato prima del termine di gravidanza perché può causare aborto)
  • sindrome ansioso-depressiva

 

Come stimolare LI4 hegu

Il punto può essere stimolato in digitopressione esercitando una pressione statica e una pressione rotatoria, così come mostrato nel video ad inizio articolo.

 

© Laura Vanni 2018


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Leggi: “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

medicina cinese

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Menopausa ed emozioni: quando cambia il nostro equilibrio

menopausa in medicina cinese

La menopausa è un momento di grande cambiamento nella vita di noi donne: spesso però ci concentriamo sui cambiamenti fisici e ci dimentichiamo del forte legame fra menopausa ed emozioni.

Nel nostro immaginario collettivo, infatti, menopausa significa innanzi tutto invecchiamento, vampate, sudorazione improvvisa, disturbi del sonno, secchezza delle mucose, aumento di peso, stanchezza, calo del desiderio, aumento delle rughe… e già questo basterebbe di per sé a provocarci alterazioni dell’umore!

In realtà, come spiega bene la medicina cinese, l’ingresso in menopausa è solo il passaggio a una diversa fase della vita.

La menopausa fa parte della nostra ciclicità femminile che è fatta di tante tappe diverse e che segue un movimento circolare.

Uno dei tanti esempi che si possono fare è proprio questo: fino alla pubertà, il nostro ritmo non è scandito in modo visibile e il nostro sangue resta “nascosto” all’interno del corpo. Dalla prima mestruazione e per 3-4 decenni della nostra vita, è proprio il sangue a segnare la nostra ciclicità, facendo la sua comparsa una volta al mese. Con la menopausa, il sangue torna di nuovo ad essere “nascosto”: il cerchio si chiude e il movimento ciclico riprende dal suo inizio.

Quello che davvero cambia con la menopausa, quindi, è il passaggio del sangue da “visibile” a “nascosto”. Con la menopausa le mestruazioni cessano e il nostro ritmo deve ricalibrarsi, tornando a seguire una modalità che avevamo smesso di conoscere 30-40 anni prima.

Per capire quindi cosa succede in menopausa e quale sia il legame fra menopausa ed emozioni dobbiamo capire prima come funziona il nostro equilibrio quando abbiamo il ciclo mestruale.

menopausa ed emozioni

Il ciclo mestruale: sangue, utero, cuore, emozioni

Secondo la medicina cinese, l’equilibrio del ciclo mestruale è basato sul sangue, che segue un ritmo ondulatorio che si dispiega in quattro fasi.

La prima (fase mestruale) è detta fase del sangue: lo vediamo infatti nella mestruazione, che altro non è che il momento in cui l’utero si svuota del sangue “vecchio” e inutilizzato.

Nella fase dello yin (post mestruale) l’utero riprende a riempirsi di nuovo sangue e di sostanze yin (nutrienti, umidificanti, che sostengono la parte fisica), mentre nella fase yang (post ovulatoria) la temperatura basale sale e la nostra capacità di trasformazione si attiva per permettere la nascita di una nuova vita (nutrita dal sangue dell’utero) in caso di concepimento.

Se questo non è avvenuto, si passa alla fase del qi (premestruale), in cui la nostra energia si raccoglie nella zona della pelvi per prepararsi a spingere fuori il sangue “vecchio” durante la successiva mestruazione.

La relazione della donna con il sangue

La relazione della donna con il sangue è quindi molto complessa:

  • il sangue nutre l’utero e permette la fecondazione e il nutrimento di embrione e feto
  • le fasi del sangue modulano un diverso rapporto della donna con se stessa e con ciò che è fuori, all’interno del mese femminile (introspezione nella fase mestruale, energia per concepire e muoversi nella fase post mestruale, efficacia e produttività nella fase post ovulatoria, creatività e ideazione nella fase premestruale)
  • il sangue è in relazione con la vita emotiva anche perché secondo la medicina cinese lega e ancora la nostra parte mentale / psicologica / emotiva (shen). La mestruazione è, quindi, anche un momento in cui con il sangue “vecchio” escono e si scaricano le emozioni “vecchie”
  • il sangue mette in relazione due organi che lo contengono e che si svuotano e si riempiono di sangue (anche se con ritmi molto diversi!): l’utero (ritmo mensile) e il cuore (molte volte al minuto). Il cuore per la medicina cinese è la sede principale del nostro aspetto mentale / psicologico / emotivo (shen) proprio per il suo legame privilegiato con il sangue. Il periodico svuotarsi dell’utero è fondamentale per permettere anche al cuore di “svuotarsi” di emozioni e pensieri che, se ristagnassero, lo renderebbero troppo occupato e incapace di avere una visione chiara e trasparente di noi stesse e della nostra vita.

 Quando il ciclo mestruale non si presenta più, quindi, ecco che non cambia solo il nostro ritmo mensile, ma si trasformano anche il nostro approccio con la gestione emotiva e la relazione fra il nostro utero e il nostro cuore. 

Tutto questo è fondamentale per comprendere quale relazione vi sia fra menopausa ed emozioni.

Menopausa ed emozioni: più sangue, più libertà di scorrere

Secondo la medicina cinese e al contrario di quanto pensiamo in Occidente, la menopausa corrisponde a una seconda giovinezza, tanto che è chiamata anche “la seconda primavera”.

Si tratta, infatti, di un periodo in cui la donna non perde più il proprio sangue con le mestruazioni né lo deve impiegare per gravidanze o allattamento: questa preziosa risorsa è finalmente solo per se stessa.

Più sangue significa più nutrimento e ancoraggio per la propria parte mentale.

Se si aggiunge il fatto che, attorno ai 50 anni, si dovrebbe aver raggiunto una maggiore conoscenza di sé e consapevolezza di chi si è e di cosa si vuole, questo si traduce in maggiore stabilità, energia mentale, creatività, possibilità di relazione con gli altri.

Anche da un punto di vista fisico, maggiore disponibilità di sangue si traduce in maggiore possibilità di usarlo per nutrire la muscolatura e, quindi, in una migliore forma fisica.

L’utero vuoto, il cuore vuoto

Tornando a parlare di menopausa ed emozioni, l’utero resta finalmente “vuoto” (ma non inattivo!) e questo può riflettersi in un maggiore vuoto del cuore: aumentano capacità di introspezione, chiarezza nel vedere la propria vita, capacità di accogliere i cambiamenti intorno a noi di accettare ciò che di nuovo ci porta la vita.

Perché, però, nella maggior parte dei casi noi donne non ci sentiamo così quando entriamo in menopausa?

Se da un lato è sicuramente un problema culturale (la menopausa è ancora vista come una sorta di chiusura della nostra vita attiva e di invecchiamento nel senso peggiore del termine), dall’altro dipende in gran parte da una perdita del nostro equilibrio.

In altre parole, il nostro organismo non riesce a bilanciare i cambiamenti e si trova quindi in una situazione di disarmonia.

Menopausa ed emozioni: quando è difficile svuotarsi

Per alcune donne, la possibilità di “svuotarsi” anche a livello emotivo durante il ciclo mestruale è molto importante.

In queste situazioni, durante tutto il mese femminile cresce gradualmente l’accumulo di tensioni a livello emotivo, che culmina nella settimana premestruale.

È proprio nella settimana premestruale, quindi, che si manifestano con forza nervosismo, irritabilità, scoppi di rabbia, umore altalenante, crisi di pianto e a livello fisico tensione o dolore al seno, gonfiore addominale, dolore nella zona lombare, mal di testa, stanchezza, stitichezza, difficoltà di digestione o fame “nervosa” (sindrome premestruale).

menopausa ed emozioni

Quando finalmente inizia il ciclo, arriva anche con la liberazione: con il sangue escono anche le emozioni trattenute, il cuore si svuota insieme all’utero e dopo un paio di giorni di flusso si sta decisamente meglio.

Quando arriva la menopausa, questa valvola di sfogo si interrompe e si va quindi verso una situazione faticosa, che può assomigliare a un costante premestruo: nervosismo e irritabilità, aumento di peso, umore altalenante o depresso, senso di costrizione e insofferenza, senso di pienezza alla zona del torace (con eventuale necessità di deglutire o di sospirare spesso) o sotto le coste, stanchezza che migliora con il movimento, ma è difficile da vincere.

In medicina cinese si parla di disturbi della menopausa da stasi del qi (“energia”). Questo accumulo di emozioni trattenute mette il difficoltà il regolare e libero scorrimento del nostro qi e come risultato si ha una situazione di blocco e “compressione”.

Armonizzare il nuovo equilibrio

In questo quadro (e anche per prevenirlo, se ci si sta avvicinando alla menopausa e ci si riconosce nella tipologia di ciclo mestruale descritta sopra) ci sono alcuni passaggi importanti, che possono aiutare ad armonizzare il nuovo equilibrio fra menopausa ed emozioni:

  • imparare a riconoscere e ascoltare le proprie emozioni: anche quelle per noi più sgradevoli o “difficili”
  • trovare un nuovo canale per esprimere e lasciare andare le emozioni, in modo da svuotare il cuore e promuovere il libero flusso del qi (“energia”): ad esempio, il qigong, le classi di esercizi di bioenergetica, le psicoterapie a indirizzo corporeo, la minduflness, i trattamenti tuina
  • fare più attività fisica per aiutare il qi a circolare per rompere la stasi: scegliere attività non troppo richiedenti, ma che promuovano un senso di attivazione, soddisfazione, espressione personale e libertà
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese

Menopausa ed emozioni: quando manca il radicamento

Per molte altre donne, invece, l’ingresso in menopausa è accompagnato da un senso di instabilità, agitazione, difficoltà a riposare in modo profondo, movimenti repentini verso l’alto (vampate, sensazione di calore al viso, sudorazione nella parte alta del corpo, giramenti di testa, fischi o ronzii alle orecchie…).

È come se, in un certo senso, fosse difficile rimanere ancorate con i piedi per terra perché basta poco per sentirsi agitate o ansiose.

menopausa ed emozioni

Questo dipende dal fatto che come donne consumiamo durante tutta la nostra vita fertile sia il sangue (che espelliamo con il ciclo e utilizziamo per gravidanze e allattamento) che lo yin, la componente più rinfrescante, umidificante, idratante, ancorante / radicante, calmante… del nostro organismo.

Chi la consuma di più per scelte di vita o alimentari, perché non riposa abbastanza la notteo per gravidanze numerose o molti allattamenti prolungati, con l’arrivo della menopausa va incontro a una serie di disturbi da deficit dello yin, caratterizzati quindi da una mancanza della capacità di rinfrescare, trattenere in basso, radicare, calmare, idratare.

In questo caso (o per prevenire questa situazione, se già si soffre di secchezza di pelle e mucose, di sensazione di caldo la notte, di ciclo scarso e un po’ slavato) è molto importante pensare di:

  • adeguare la propria alimentazione, inserendo su una base di cereali in chicco, pesce, legumi gli alimenti che sostengono lo yin (tutto ciò che è naturalmente nero, come sesamo nero, fagioli e ceci neri…; cefalopodi come seppia, calamaro, moscardino, polpo; uova; piccole quantità di latte di soia e derivati; frutta come uva nera, ribes nero, avocado, pera; piccole quantità di alghe) e riducendo tutti gli alimenti che riscaldano (spezie, carni rosse grigliate, formaggi stagionati, salumi e insaccati, caffè, cioccolato, sigarette)
  • scegliere un’attività fisica che promuova la calma e il radicamento, come i tipi di yoga più statico o che utilizzano posizioni sedute, il qigong, il taijiquan, la meditazione
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese, adatti a questa situazione

Menopausa ed emozioni: quando manca l’attivazione

Altre donne vivono, invece, la situazione opposta: l’ingresso in menopausa coincide per loro con una sorta di “spegnimento” delle energie, della vitalità, della capacità di attivazione e trasformazione.

menopausa ed emozioni

È come se tutto diventasse più pesante e difficile da muovere: freddolosità, aumento del peso, accumulo di liquidi soprattutto nella parte bassa del corpo, feci molli, risvegli notturni per fare la pipì, stanchezza, calo del desiderio diventano compagni quotidiani.

Il rapporto fra menopausa ed emozioni in questo caso è caratterizzato da grande difficoltà, perché il tono dell’umore è basso, la gioia di vivere diminuisce, manca la voglia di fare le cose e in generale prevale un senso di grande stanchezza.

In medicina cinese, si parla di quadro da deficit dello yangla componente più attivante, riscaldante, stimolante non è sufficiente per mantenere l’equilibrio fisiologico.

Ma perché si arriva a questa situazione?

La ragione è da ricercare principalmente nello stile di vita dei decenni precedenti: il nostro yang (capacità di scaldare, muovere, trasformare, sollevare, attivare, alleggerire…) si consuma se pratichiamo attività fisica troppo intensa per il nostro livello di energia, se lavoriamo o viviamo in ambienti troppo freddi oppure se seguiamo un’alimentazione troppo scarsa per le nostre richieste energetici (es. continue diete), troppo povera di alimenti che sostengono il qi (“energia”) e lo yang o troppo ricca di alimenti che raffreddano e che consumano quindi la nostra capacità yang di riscaldare.

In questo caso (o per prevenire questa situazione, se già si soffre di freddolosità, difficoltà di digestione, feci molli, ciclo seguito da stanchezza) è molto importante pensare di:

  • adeguare la propria alimentazione, inserendo su una base di cereali in chicco, pesce, carni bianche, legumi e frutta cotta gli alimenti che sostengono lo yang (avena e quinoa; carni rosse e carni ovine; cozze e gamberi; spezie come cannella e zenzero; verdure cotte al forno o grigliate; piccole quantità di vino rosso, es. il famoso bicchiere di vino al giorno) e riducendo tutti gli alimenti che raffreddano (verdure crude, specialmente lattuga, cetriolo, pomodoro, sedano; latte di soia e prodotti derivati come il tofu; latticini freschi; carni crude e carne di cavallo; frutta in grandi quantità e frutti specifici come caco, anguria, melone; alghe; granchio)
  • scegliere un’attività fisica che promuova in modo delicato la circolazione del qi (“energia”), come il qigong, il taijiquan, le classi di esercizi di bioenergetica, le passeggiate nel verde senza troppo dislivello
  • praticare su di sé l’automassaggio di punti scelti della medicina cinese

© Francesca Cassini 2019

Francesca Cassini è un’operatrice e insegnante di tuina, che si occupa principalmente di benessere delle donne. Laureata in lingua e cultura cinese ed esperta in sinologia (studio della lingua cinese antica), è anche un’interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese. Puoi leggere i suoi articoli sul sito www.benesseredonne.it.

 


 

Menopausa in medicina cinese

menopausa in medicina cinese

Menopausa in medicina cinese: interruzione o rinascita?

Il termine menopausa deriva dal greco e significa cessazione del ciclo mensile.  Questa definizione è chiara e non lascia spazio ad equivoci. Ogni volta che parliamo di menopausa, quindi, descriviamo questo evento  fisiologico, meramente oggettivo, di cessazione del ciclo mestruale.

Ma è davvero tutto qui?

La medicina cinese ci dice che potrebbe esserci dell’altro.

La menopausa in medicina cinese viene vista come evento di cessazione del ciclo mensile, fisiologicamente semplice da descrivere, di fatto, ha in sé un significato simbolico profondo.

Ciò si coglie già dalla definizione che la medicina cinese sceglie per indicare questa fase.

La fase della vita della donna successiva all’interruzione delle mestruazioni (dette “flusso dell’acqua celeste”) viene chiamata, infatti, “seconda primavera”.

menopausa in medicina cinese

Secondo la tradizione medica cinese, la seconda primavera è una fase importante della vita riproduttiva della donna.

Semplificando la massimo, in particolare, la seconda primavera rappresenta la trasformazione naturale dell’organismo per rallentare il processo di invecchiamento e ristabilire il giusto equilibrio negli anni successivi.

In quanto trasformazione, la menopausa è necessariamente una rinascita. E’ associata all’Elemento Metallo e all’Elemento Acqua come percorso di compimento del ciclo dei cinque Elementi. Ma è, allo stesso tempo, anche associata in modo sottile all’Elemento Legno per il concetto di trasformazione (da cui anche la definizione di “seconda primavera”):

poiché non si ha più una perdita mensile di Sangue ed Essenza, l’energia che prima veniva utilizzata per garantire un adeguato apporto di Sangue ora può essere impiegata nel modo che desideriamo. Di conseguenza, ci sentiamo ringiovanite e rinvigorite da un nuovo potenziale: ecco cos’è la Seconda Primavera” (Xiaolan Zhao, L’energia vitale della donna, p.202)

La menopausa in medicina cinese ci offre, quindi , l’immagine di una donna che vive pertanto, un’energia duale che incarna i principi dello yin e dello yang:

  • da un lato (yin), un momento di chiusura, di “ritorno”, in cui il Sangue che prima veniva destinato ad una possibile gravidanza, viene tenuto all’interno e destinato a sostenere l’organismo con rinnovata energia (yin)
  • dall’altro (yang), un momento di espansione, di rinnovamento, in cui il Sangue non più destinato all’utero viene destinato a nutrire una dimensione più sottile, meno fisica e corporea. Per molte donne questo significa avere più energia per l’aspetto mentale ed emozionale (in medicina cinese legati al Sangue). Significa anche acquisire una diversa sensibilità, acquisire la capacità di cogliere aspetti fino a questo momento ignorati.

menopausa in medicina cinese

Potremmo dire, in sostanza, che la menopausa in medicina cinese vede la donna impegnata in una ridefinizione importante di se stessa. Una ridefinizione che prende avvio da un fenomeno fisico, concreto ed oggettivo (l’interruzione del ciclo mestruale) ma che lo supera di gran lunga abbracciando dimensioni sottili, connesse all’energia Shen.

In tal senso il periodo della menopausa a momento ideale in cui la donna può più facilmente comprendere e realizzare i propri desideri. Da questa comprensione può nascere il desiderio di esprimere i propri pensieri liberamente ed ottenere ciò che il cuore (più della ragione) desidera.

In tal modo, la menopausa in medicina cinese diventa non un inverno freddo, una seconda primavera. E’ il momento ideale, nel ciclo di vita di una donna, per realizzare se stesse, con determinazione e coraggio, coerentemente con il famoso detto che recita:

a trent’anni la donna è una lupa, a quarant’anni è una tigre, a cinquant’anni è un drago”.

menopausa in medicina cinese

La menopausa, i cambiamenti e le trasformazioni del corpo e della mente

Per quanto, come abbiamo visto, gli aspetti evolutivi della seconda primavera evidenzino dei vantaggi, nella vita della donna, l’arrivo della menopausa coincide generalmente con l’arrivo di vari disturbi fisici ed emotivi, più o meno intensi.

Ciò è dovuto alle profonde trasformazioni che interessano la fisiologia femminile in questo periodo, soprattutto nelle prime fasi di transizione.

Da un punto di vista clinico, si evidenziano vari problemi, come un più alto rischio di malattie cardiovascolari, la demineralizzazione ossea e così via.

In più, avvengono trasformazioni che si manifestano in modo evidente anche nell’aspetto esteriore.

Queste ultime trasformazioni, in particolare, possono avere un impatto particolarmente forte nel vissuto femminile:

  • cambia il “metabolismo basale”, ovvero il numero di calorie consumate dall’organismo. Ciò vuol dire che, a parità di attività fisica, sono necessarie meno calorie (tendenza al sovrappeso)
  • cambia la massa muscolare, che perde tonicità, anche a causa del venir meno di estrogeni e progesterone (atonicità muscolare e dei tessuti, rughe, riduzione della forza e dell’agilità…)
  • cambia il metabolismo del calcio e della vitamina D e, in particolare, rallenta il ricambio cellulare, rendendo molto più fragile la struttura ossea (osteoporosi)

Cambia, in sostanza, la “forma” del corpo a causa del grasso che tende ad accumularsi in determinate zone (pancia, fianchi…), della muscolatura che riduce la sua tonicità e la sua elasticità, dell’ingrigimento dei capelli sempre più diffuso…

Tutti questi cambiamenti avvengono lentamente ma inesorabilmente e vengono vissuti spesso con sentimento di sconforto dalla donna.

L’impatto psico-emotivo di questa trasformazione fisica è tale che tra i disagi legati a questa fase della vita, si segnalano spesso anche disturbi dell’umore importanti e, addirittura, depressione.

menopausa in medicina cinese

Il ricorso alla chirurgia estetica o alle diverse soluzioni cosmetiche è la risposta più frequente al disagio di fronte al corpo che cambia e alla difficoltà di accettare questi suoi cambiamenti.

L’attaccamento all’immagine giovane di sé è tale che ogni segnale di maturità (il capello bianco, la ruga…) viene colto come il segnale di un piccolo lutto o abbandono.

L’attenzione è concentrata su quello che si sta allontanando da noi (giovinezza) lasciando i segni di una maturità a cui la nostra società non è abituata ad attribuire alcun valore. Anzi, semmai è abituata a denigrare.

La donna tonica, snella e soda

Per comprendere i motivi profondi di questo disagio bisogna fare un passo indietro, o meglio “all’interno” del vissuto sociale e culturale che ci appartiene, come donne,  fin dalla nascita.

Un vissuto in cui, nell’immagine sociale della donna, risuona lo stereotipo che vuole la donna tonica, snella e soda.

menopausa in medicina cinese

La bellezza, la grazia e la femminilità, sapientemente coniugate ad efficienza ed emancipazione, sono il “valore” che la donna “sceglie” spesso di mantenere alto per tutta la vita, fin dall’adolescenza, sempre e comunque.

menopausa in medicina cinese

Le trasformazioni fisiche della menopausa, in questo scenario, arrivano per tradire questo modello e disorientano la donna.

E le trasformazioni non sono solo fisiche.

I cambiamenti legati al naturale ciclo della vita “disinnescano”, proprio in questa fase della vita, alcuni meccanismi centrali nella definizione del ruolo della donna.

La sua dimensione di supporto, efficienza ed emancipazione si ridimensiona molto.

I figli sono cresciuti, il lavoro è ormai in una fase stazionaria, generalmente non è richiesto più un investimento importante nella propria formazione

Tutto questo concorre a creare un momento di vera e propria “rottura” con il passato, tanto dal punto di vista del corpo quanto dal punto di vista della mente.

Che cosa sta succedendo? Cosa ne è della donna che eravamo?

Questo momento di rottura può, in realtà, essere vissuto come una grande opportunità di rinascita, coerentemente con il concetto cinese di “seconda primavera”.

Gli aspetti apparentemente negativi della propria condizione possono costituire uno stimolo e un’occasione unica per prendersi finalmente cura di se stesse in prima persona ed intraprendere un percorso di crescita ulteriore nella direzione del proprio benessere psico-fisico.

Recuperare le passioni finora soffocate dall’urgenza continua del quotidiano, curare le relazioni troppo spesso trascurate, lasciare che le proprie attitudini possano esprimersi, magari frequentando un corso o approfondendo autonomamente qualche interesse personale.

All’interno di questo percorso di ridefinizione, un ruolo importante è dato dallo sport e dall’attività fisica.

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La pratica regolare di uno sport può, infatti, non solo offrire grandi vantaggi in termini di benessere, ma può anche accompagnare la donna ad un livello di conoscenza di sé più profondo.

Ho già dedicato un articolo in tema di sport over50 e uno sullo  sport al femminile. Ti invito a leggere questi articoli per riflettere su questo aspetto e scoprire quali attività sono da preferire per ottenere benefici a livello di corpo-mente in questa particolare fase della vita.

© Laura Vanni 2018


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