Umidità interna: un ostacolo e un rallentamento per la nostra energia

In medicina cinese c’è di base una grande attenzione al mondo naturale. Il concetto è che nell’uomo valgono le stesse leggi che valgono in natura, nel rispetto di un principio che connette il microcosmo al macrocosmo.

Coerentemente con questo principio, così come in natura, anche all’interno dell’uomo si manifestano patogeni come il Vento, il Freddo, l’Umidità, il Calore… generando disturbi di diverso tipo.

Le caratteristiche di questi patogeni all’interno dell’organismo, richiamano molto da vicino le caratteristiche tipiche dei “patogeni esterni”.

Per cui: il Freddo avrà azione di blocco sulla nostra energia danneggiando potenzialmente lo Yang, il Calore la dinamizzerà e tenderà a consumare lo Yin, il Vento si manifesterà in modo improvviso e a volte violento…

In questo articolo approfondiamo il discorso dell’Umidità interna, patogeno interno estremamente diffuso e connesso a molti disturbi tipici del nostro tempo.

 

L’Umidità come fattore climatico

L’Umidità come fattore climatico viene assegnato, dalla medicina cinese, all’Elemento Terra e costituisce un fattore patogeno di rilievo per l’Organo Zang Milza associato a questo Elemento.

L’Umidità è un fattore climatico per lo più fatto corrispondere dalla tradizione cinese alla tarda estate (un periodo in cui fa ancora caldo ma inizia anche a piovere).  Tipico spesso anche  dei periodi di cambio stagione.

 

L’Umidità esterna e la sua interazione con il Qi

L’Umidità è un fattore patogeno di tipo Yin, in quanto è legata all’acqua e crea pesantezza. Ha la tendenza ad ostacolare i movimenti del Qi e provocare ostruzione e stasi.

Come fattore Yin, l’Umidità attacca facilmente la nostra energia Yang.

In particolare, l’aggressione di Umidità esterna disturba la funzione del Qi della Milza di trasformazione e distribuzione, conducendo alla produzione di Umidità interna con sintomi quali diarrea, urine scarse, edema.

 

Umidità esterna e Umidità interna

In medicina cinese l’Umidità esterna e l’Umidità interna sono strettamente collegati.

L’esposizione prolungata o eccessiva all’Umidità esterna disturba l’energia di Milza, ne rallenta e ne ostacola il lavoro e causa una disarmonia che, a sua volta, produce Umidità interna.

Questo attacco da parte dell’Umidità esterna è tanto più temibile e vigoroso quanto più il quadro energetico individuale è di deficit del Qi di Milza.

Milza in deficit produce, essa stessa, una condizione di accumulo e Umidità.

 

Manifestazioni tipiche di Umidità interna

Pesantezza

Importante caratteristica dell’Umidità è la pesantezza.

Le manifestazioni collegate all’Umidità interna presentano, per questo, spesso sintomi di “pesantezza” come

  • cefalea “a casco” (testa pesante, come se appunto si indossasse un casco)
  • sensazione di pesantezza al corpo e agli arti (tende ad accumularsi nella parte bassa del corpo provocando gonfiori a caviglie e gambe in particolare).

Torbidezza

Altra caratteristica tipica dell’Umidità è la torbidezza.

Questa caratteristica di mancata limpidità si manifesta in diversi modi:

  • quando interessa soprattutto il jiao inferiore, si manifesta a livello delle urine, che diventano più abbondanti e torbide o con leucorrea nelle donne.
  • quando interessa l’intestino crasso si ha diarrea con la caratteristica sensazione che l’evacuazione non sia mai completa.
  • quando interessa, invece, la parte alta dell’organismo (volto) si può avere la sensazione di  avere il “viso sporco” e “impastato”.

Tendenza alla discesa

Altra caratteristica dell’Umidità è la tendenza alla discesa. L’Umidità attacca, infatti, prevalentemente le parti Yin del corpo (in basso) ed è prevalentemente localizzata, quindi, nelle parti inferiori dell’organismo (edema degli arti inferiori, leucorrea, diarrea, urine torbide…).

Viscosità e tendenza alla stagnazione

L’Umidità tende, oltre che alla pesantezza e alla torbidezza, anche alla viscosità (collosità) e alla stagnazione (permanenza).

Queste altre caratteristiche hanno due principali conseguenze:

  • nelle manifestazioni dovute all’Umidità interna c’è una maggiore densità delle secrezioni
  • le manifestazioni dovute all’Umidità interna si presentano spesso come recidive e come malattie resistenti, di più difficile guarigione

 

Azione dell’Umidità nel nostro organismo

In linea generale, penetrando nell’organismo, l’Umidità blocca l’ascesa dei principi nutritivi, creando turbe del Sangue e dell’energia difensiva (Wei Qi).

Per quanto in medicina cinese non si possa generalizzare, c’è da dire che spesso la presenza di Umidità interna è la radice di manifestazioni come la dermatite seborroica, il catarro bronchiale e la diarrea.

Se l’Umidità si associa al Vento e al Freddo, diventa la causa più frequente di reumatismi.

Altro aspetto da considerare è quello della combinazione tra patogeni.

Penetrando nell’organismo, infatti, l’Umidità interagisce con la nostra energia e può avere trasformazioni a seconda che penetri in un organismo di tipo Yang o di tipo Yin.

Nel primo caso tenderà a trasformarsi in Umidità-Calore (sete senza desiderio di bere, dolore addominale e diarrea con bruciore anale nell’evacuazione, minzione bruciante, lingua con patina viscosa e gialla); nel secondo caso, tenderà a trasformarsi in Umidità-Freddo (dolori articolari, dolore addominale e diarrea senza desiderio di bere, lingua con patina viscosa e bianca…).

 

Umidità esterna ed interna a confronto

Riassumiamo di seguito le caratteristiche tipiche dell’Umidità esterna e dell’Umidità interna

L’Umidità esterna:

  • Yin
  • Densa, pesante, torbida, stagnante
  • Tendente al basso
  • Causa di ostruzione e stasi di Qi
  • Attacca lo Yang Qi
  • Danneggia la Milza

L’Umidità interna:

  • Malattie recidive e/o persistenti
  • Astenia, pesantezza generale
  • Oppressione toracica, gonfiore addominale
  • Dolore e gonfiore articolare, edema
  • Urine torbide, feci pastose, densità delle secrezioni

 

L’Umidità interna è uno dei patogeni interni più difficili da risolvere.

Il trattamento coinvolge la persona a 360 gradi e per un lungo periodo di tempo.

Le strategie da mettere in campo in termini di alimentazione energetica, automassaggio e digitopressione saranno oggetto di un prossimo articolo, la prossima settimana.

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Il Rene in medicina cinese. Benessere e longevità

I Reni hanno la loro sede nella zona lombare. Qui, secondo la medicina cinese, i Reni assicurano la raccolta dell’energia inviata verso il basso dal Polmone e il rinvio verso l’alto dei Liquidi organici per il “raffreddamento” fisiologico dell’organismo.

Funzione dei Reni in medicina cinese

La funzione principale dei Reni è accumulare il Jing e controllare la nascita, la crescita e la riproduzione.

Il Jing del Rene non può mai essere in Eccesso ma solo in Deficit, per questo non si hanno mai delle disarmonie legate ad Eccesso a carico dei Reni ma solo a Deficit.

Disarmonie dell’energia dei Reni

Alla base di qualsiasi disarmonia a carico del Rene ci si riferisce alla dialettica Yin-Yang.

Lo Yin dei Reni rappresenta il Jing e i Liquidi governati dai Reni.

Lo Yang dei Reni rappresenta la forza motrice di tutti i processi fisiologici, base della trasformazione e del movimento (Fuoco fisiologico).

Lo Yin dei Reni è il fondamento materiale indispensabile allo Yang dei Reni, il quale è la manifestazione esteriore dello Yin dei Reni.

Ogni condizione di squilibrio dei Reni si manifesta come un deficit di Yin dei Reni o di Yang dei Reni.

Avendo, poi, Yin e Yang dei Reni stessa radice (sono due manifestazioni della stessa entità) un Deficit di Yin dei Reni implica un deficit di Yang dei Reni e viceversa.

Nella pratica si avrà, quindi, spesso la situazione in cui coesistono sintomi da Deficit Yin dei Reni (zigomi arrossati, urine scure, sudorazione notturna, acufeni) e Deficit di Yang dei Reni (caviglie gonfie, lombalgia, freddolosità).

Un aspetto su cui la medicina cinese si esprime chiaramente è quello che riguarda il coinvolgimento dell’energia renale in ogni situazione importante ed impegnativa per il nostro organismo.

Si dice, per esempio, che nelle malattie croniche i Reni manifestino sempre una qualche disarmonia: essendo i Reni la radice dello Yin e dello Yang di tutti gli altri Organi, la maggior parte delle malattie croniche finisce infatti per richiedere l’energia dei Reni.

Le cause di disarmonia dei Reni

L’energia dei Reni è preziosa e va preservata in quanto da essa dipende la durata e la qualità della nostra vita.

I fattori che indeboliscono l’energia dei Reni sono molteplici.

In primo luogo abbiamo la debolezza ereditaria.

Il Qi del cielo anteriore di ogni individuo si forma al momento del concepimento (unione dei Jing dei Reni dei genitori: sperma e ovulo).

Se vuoi approfondire il discorso relativo al Jing dei Reni, al cielo anteriore e posteriore leggi "L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni"

La costituzione ereditaria dipende dalla forza e dalla qualità del Jing dei genitori in generale e al momento del concepimento in particolare.

Altro aspetto critico per i Reni è lo stress emotivo.

L’emozione correlata ai Reni è la paura, l’ansia, lo shock. Una condizione protratta di stress causa Calore Vuoto dei Reni con sintomi come bocca secca, zigomi rossi, irrequietezza mentale, insonnia (il Qi sale alla testa).

Anche l’eccessiva attività sessuale è una possibile causa di malattia per i Reni, questo nel caso in cui l’attività sia eccessiva.

Ciò vale in particolare per l’uomo e limitatamente all’eiaculazione: lo sperma è, infatti, una manifestazione diretta del Jing renale, la sua eccessiva emissione indebolisce il Jing dei Reni.

Nella donna, il sangue mestruale e le cellule uovo rappresentano la manifestazione diretta del Jing e nell’attività sessuale questo non viene disperso.

Secondo la medicina cinese, sono causa di malattia, per le donne, rapporti sessuali durante le mestruazioni (possibile stasi di Sangue nell’addome) e un’attività sessuale troppo precoce (durante la pubertà) che danneggia seriamente il Renmai e il Chongmai.

Un deficit dello Yang della Milza protratto nel tempo condurrà necessariamente ad un deficit dello Yang dei Reni.

Il superlavoro è un altro fattore di indebolimento del Rene, sia della sua Energia Yang (superlavoro fisico) che della sua Energia Yin (superlavoro mentale in condizioni di stress).

Infine, l’energia del Rene declina naturalmente con l’età.

L’invecchiamento è, infatti, per la Medicina Cinese, un processo di diminuzione fisiologica del Jing dei Reni.

Con l’avanzare dell’età si manifestano, quindi, sintomi come la diminuzione dell’udito (il Jing dei Reni non riesce a raggiungere le orecchie), fragilità delle ossa (il Jing dei Reni non riesce a nutrire le ossa e il midollo) e così via, con riferimento alle funzioni del Rene che decadono in modo fisiologico.

Preservare l’energia renale

La nostra energia vive trasformazioni costanti durante tutto l’arco della nostra vita.

Le regole che governano questa trasformazione sono universali: sono comuni tanto all’uomo (microcosmo) quanto al mondo naturale (macrocosmo).

Secondo la medicina cinese la qualità della nostra vita e del nostro invecchiamento è dato dalle nostre scelte quotidiane in termini di alimentazione, respirazione, abitudini di vita (incluso automassaggio, meditazione…) e, non ultimo, vissuto emozionale.

Tutto ciò contribuisce a nutrire il nostro Jing del cielo posteriore (successivo alla nascita) e a sostenere quello del cielo anteriore.

Ne deriva un’energia che possiamo costruire “mattone dopo mattone”, a partire dalle nostre scelte, in modo più possibile armonico e sapiente, grazie ai consigli dell’antica tradizione cinese.


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Per approfondire la fisiologia energetica in medicina cinese leggi:

Medicina tradizionale cinese. Teorie di base per i primi passi

 

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Fiori di Bach e medicina cinese. La potente alleanza

Il mio primo approccio ai fiori di Bach è avvenuto diversi anni fa, durante gli studi di medicina cinese.

Un incontro fortuito con una persona che insegnava questa disciplina e la mia curiosità mi hanno indotto a leggere qualcosa al riguardo e ad approfondire sempre di più.

La sensazione che avevo avuto – poi confermata dagli studi successivi – era che, per quanto parlassero con lingue diverse, medicina cinese e floriterapia del dr Bach avevano argomenti comuni, in particolare nell’ambito di quello che possiamo definire “psichismo”.

E’ passato del tempo e ancora oggi sono convinta di questa cosa. Tanto più dopo averne sperimentato l’effettiva applicazione anche nel mio lavoro con la medicina cinese.

 

Cosa sono i fiori di Bach

Con il termine “fiori di Bach” si fa riferimento a rimedi floreali in grado di agire su aspetti legati all’emotività e agli stati d’animo al fine di generare un cambiamento, uno sblocco o un superamento.

In virtù della connessione corpo-mente, le trasformazioni emozionali hanno proiezione fisica e possono favorire la riduzione di sintomi e disagi anche fisici (psicosomatica).

I fiori di Bach si propongono, pertanto, come rimedio energetico per agire sulla persona nella sua totalità (medicina olistica), accompagnandola in una trasformazione a 360 gradi.

Relazione tra fiori di Bach e medicina cinese

Floriterapia di Bach e medicina cinese partono dal comune pensiero di unità corpo-mente. L’uomo è concepito come un’unità e la malattia viene pensata come manifestazione che comprende aspetti tanto fisici e materiali quanto energetici e immateriali.

Cercando di gettare una rapida luce sulle differenze, abbiamo come nucleo, in primo luogo, quello che possiamo definire “la causa di malattia”.

Lo studio di Bach è fortemente centrato sugli aspetti psichici e psicosomatici. Per Bach la malattia nella sua origine è il risultato ultimo di un conflitto che ha agito per lungo tempo sul piano fisico.

In medicina cinese la malattia si considerano le emozioni come fattori importanti causa di malattia.

Non sono le emozioni, tuttavia, l’unica causa possibile.

Secondo la medicina cinese, infatti, la malattia deriva da uno squilibrio yin-yang che può essere generato da

  • cause interne (emozioni)
  • cause esterne (i Qi climatici)
  • cause né interne né esterne (alimentazione, stile di vita…).

 

Utilizzo dei Fiori di Bach in medicina cinese

I fiori di Bach lavorano sul piano psico-emotivo con l’obiettivo di favorire l’armonizzazione di pensieri ed emozioni, consentendo in tal modo un riequilibrio anche fisico

La medicina cinese può trovare nell’uso dei fiori di Bach un potente alleato soprattutto (ma non solo) in tutte quelle situazioni in cui l’aspetto psico-emotivo abbia una componente essenziale nello squilibrio energetico dell’individuo.

Coniugare le due discipline mantenendone l’autonomia storica e di pensiero significa, in alcuni casi, offrire una risorsa aggiuntiva per favorire il benessere dell’individuo in modo più rapido ed efficace.

Questo sempre tenendo conto il principio che non ci sono “correzioni” da fare ma “armonizzazioni” per far si che l’individuo esprima al meglio le sue potenzialità e la sua natura e per consentire allo yin e allo yang di esprimersi in modo equilibrato.

Quando parliamo di psichismo in medicina cinese, abbiamo a che fare inevitabilmente con gli Organi e visceri (Zang fu). Sappiamo, infatti, che ad ognuno di essi corrisponde un’emozione e corrisponde, inoltre, un’ampia serie di funzioni, distretti corporei, sostanze…

Per esempio uno squilibrio a carico della vescica biliare (elemento legno) può manifestarsi con stato d’animo bloccato, indecisione nell’agire, mancanza di coraggio.

Come abbiamo visto nell’articolo “Coraggio di agire e determinazione. L’energia della vescica biliare in medicina cinese

Questa associazione è così forte che in Cina si usa dire, di una persona coraggiosa e intraprendente, che ha una “grande vescica biliare”. 

Questo è molto singolare se si pensa che in medicina cinese la Colecisti è il viscere associato al Fegato tramite i Meridiani energetici e nella nostra cultura usiamo dire proprio che una persona coraggiosa “ha fegato”.

Allo stesso tempo, possono manifestarsi difficoltà digestive, intestinali e altro ancora a seconda che l’energia della vescica biliare sia in deficit o in eccesso.

In questi casi la medicina cinese, una volta effettuata una valutazione energetica e differenziato il quadro specifico dell’individuo, può intervenire con agopuntura, tuina, alimentazione energetica, qi gong, fitoterapia… il tutto al fine di riequilibrare l’energia dell’individuo stesso.

L’uso dei fiori di Bach può essere di aiuto e di integrazione per potenziare questa azione rendendo più veloce il riequilibrio psicofisico.

Consente, inoltre, di coinvolgere ancora di più l’individuo nel processo di “cura di sé” (l’assunzione dei fiori di Bach è, infatti, affidata alla persona direttamente interessata e richiede intenzione e presenza) e questo è un ulteriore aspetto di vantaggio.

Qualche esempio di assonanza tra fiori di Bach e medicina cinese

Ogni fiore va scelto in base alla persona così come ogni quadro energetico è caratteristico di uno e di un solo individuo.

Ciononostante possiamo a titolo esemplificativo riflettere sui punti di contatto di alcuni fiori e di alcune tipologie energetiche.

E’ il caso della tipologia energetica Taiyang che nel suo squilibrio (rigidità, eccessiva strutturazione, autoritarismo, ambizione…) potrebbe trovare straordinaria affinità energetica con fiori come Vine o Beech.

Oppure, anche, la tipologia energetica Shaoyin che nel suo squilibrio (turbe emozionali, paura, ansia, nevrosi…) potrebbe trovare alleanza nell’uso di fiori come Mimolus, Aspen o Red Chestnut.

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Vertigini in medicina cinese. Un sintomo, molte cause

Quando parliamo di vertigini parliamo di una sensazione di disorientamento nello spazio che coinvolge il senso dell’equilibrio. Le vertigini danno alla persona una percezione di instabilità  associandosi, a volte, a nausea o vomito.

Sia nella medicina occidentale che nella medicina cinese le vertigini sono considerate come un un sintomo, non come una malattia vera e propria da “curare”.

Le vertigini costituiscono, in altri termini, un segnale di disarmonia da indagare piuttosto che da sedare.

In medicina occidentale le vertigini sono spesso associate ad un alterato funzionamento dell’orecchio interno anche se molti altri possono essere i fattori scatenanti e le indagini da effettuare per arrivare ad una diagnosi precisa possono essere di diverso tipo.

 

Vertigini secondo la medicina cinese

La medicina cinese interpreta le vertigini come una manifestazione o sintomo che può essere associato a diversi quadri energetici di eziologia esterna o interna.

Come possibile eziologia esterna troviamo prevalentemente il vento come patogeno esterno che può penetrare nell’organismo colpendo l’orecchio, la testa e il collo.

A livello di eziologia interna la situazione è, invece, più complessa ed articolata.

vertigini in medicina cinese

Eziologia interna associata alle vertigini in medicina cinese

Una prima differenziazione eziologica in tema di vertigini distingue tra:

La differenziazione tra queste due condizioni può essere effettuata con certezza solo mediante la valutazione energetica condotta da un medico-operatore di medicina cinese ricorrendo alle tecniche tradizionali come l’osservazione della lingua e la palpazione dei polsi.

osservare la linguavalutazione energetica

 

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista sintomatico, possiamo semplificare al massimo dicendo che un inizio repentino si associa prevalentemente ad una condizione di eccesso mentre un inizio graduale si associa prevalentemente ad una condizione di deficit.

Inoltre, dal punto di vista più “tecnico” è possibile distinguere tra i quadri di eccesso e deficit in modo da poter prevedere il piano di trattamento più adeguato.

Abbiamo, infatti, per esempio che:

  • vertigini molto gravi, in cui la persona ha la sensazione del terreno che si muove sono generalmente manifestazione di Vento di Fegato
  • se accompagnate da cefalea e disturbi alla vista (vista sfocata) sono tipicamente manifestazione di risalita dello Yang epatico
  • se associate a sensazione di pesantezza e confusione alla testa e nausea possono dipendere da un eccesso di Flegma

Sul versante del deficit, troviamo tipicamente le vertigini da deficit di Qi e/o Sangue. In questo caso si tratta di episodi di bassa intensità che si presentano soprattutto quando la persona è stanca o compie un’azione eccessivamente impegnativa e richiedente per l’energia disponibile. Tendono a ridursi con il riposo.

Laddove le vertigini siano croniche e accompagnate a ronzii auricolari si è probabilmente in una condizione di deficit definita deficit dello Yin del Rene.

Tutti questi quadri possono risultare incomprensibili a chi non ha conoscenza di medicina cinese ma rappresentano una vera e propria chiave per la risoluzione della “radice” che causa le vertigini stesse.

 

Una vertigine, tante vertigini

Alla luce di quanto visto fin qui, non esiste un solo tipo di vertigine.

Questo sintomo, infatti, varia non solo per quanto riguarda il suo modo di manifestarsi (intensa o meno, concomitante o meno a stanchezza, con o senza nausea, cefalea o ronzii auricolari…) ma anche e soprattutto il quadro energetico di riferimento.

Individuare il quadro energetico del soggetto è (come sempre in medicina cinese) determinante per un trattamento energetico efficace, qualunque sia la tecnica di medicina cinese prescelta (tuina, agopuntura, qi gong, alimentazione energetica, fitoterapia).

Il trattamento energetico dovrà prevedere un’azione volta a stimolare l’energia del soggetto in modo da eliminare gli eccessi energetici o – a seconda dei casi – tonificare i deficit.

In alcuni casi potrà anche includere indicazioni volte a prevenire il ripresentarsi del problema stesso.

La disarmonia energetica alla base delle vertigini, infatti, potrebbe essere originata da abitudini o da uno stile di vita non adeguato per il soggetto.  Al di là dell’effettiva volontà (o possibilità) di cambiamento da parte del soggetto, il contributo del medico-operatore di medicina cinese è volto anche a favorire consapevolezza dello scenario energetico che potrebbe riproporre il problema in futuro.


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Il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore

Sappiamo che l’operatore tuina, durante ogni trattamento, entra inevitabilmente “in connessione” con l’energia del ricevente.

Ciò ha diverse implicazioni, alcune piuttosto evidenti, altre più implicite. In questo articolo cerchiamo di riflettere su questi aspetti proponendo un punto di vista diverso dal solito: il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore.

Riflettiamo, in altri termini, su quale sia l’azione energetica che ciascun trattamento genera nell’operatore tuina tenendo conto che nel suo lavoro c’è un aspetto tecnico e fisico ma anche un’aspetto sottile e mentale che guida il lavoro e aggiunge senso e significato al trattamento stesso.

Interazione come lavoro sul Qi

In senso lato, dal punto di vista della medicina cinese potremmo dire che tutto ciò che è interazione con l’altra persona prevede un lavoro sul Qi.

Questo avviene non solo nell’attività “tecnica” esercitata durante un trattamento tuina ma, in vario modo, anche nelle interazioni umane di ogni giorno.

La consapevolezza di quanto l’interazione preveda un vero e proprio “lavoro sul Qi” non è immediata e nasce dalla sensibilità e dall’esperienza.

Nel lavoro dell’operatore tuina questa consapevolezza è il complemento insostituibile al lavoro meramente “tecnico” di manipolazione lungo i Meridiani energetici ed i loro agopunti.

Per quanto l’applicazione delle tecniche e la scelta delle aree e dei punti da stimolare costituisca il cuore del tuina, infatti, la consapevolezza del contatto energetico operatore-ricevente e la sensibilità rispetto all’azione esercitata sul Qi con consapevolezza ed intenzione è un aspetto decisivo.

 

Il Qi dell’operatore durante il tuina

Assodato che il trattamento tuina genera trasformazioni non solo nel ricevente ma anche nell’operatore, riflettiamo sull’azione generata su quest’ultimo, in particolare a livello del Qi.

Tuina e Wei Qi dell’operatore

Durante il trattamento tuina, l’operatore stimola ampiamente quello che la medicina cinese chiama  Wei Qi, ovvero il Qi superficiale e difensivo.

Più precisamente, possiamo dire che durante il trattamento l’operatore attiva molte funzioni della Wei Qi a livello di:

  • pelle (contatto)
  • organi di senso (tatto, vista, olfatto, udito…)
  • contrattilità muscolare
  • energia della percezione (“sesto senso”)
  • energia dell’istinto (riflesso involontario)

Wei Qi è energia Yang e governa anche la postura tramite i Meridiani tendino-muscolari di Tai Yang (posizione eretta), Shao Yang (torsione) e Yang Ming (protezione/chiusura rispetto ai livelli Yin).

Nel tuina, con la pratica delle tecniche (contatto, pressione etc) e il continuo muovere il proprio corpo adottando posizioni funzionali al lavoro che sta svolgendo, l’operatore stimola pertanto continuamente la sua energia a livello Wei.

In condizioni di equilibrio energetico generale, questa stimolazione è generalmente benefica in inverno, in quanto si contrappone allo Yin della stagione. Più problematica potrebbe essere, invece, in estate, in concomitanza con il forte caldo. In questo caso è necessario fare attenzione per non spostare troppo l’asse sul versante Yang, soprattutto se si consumano i liquidi. In questo caso l’attivazione della Wei Qi, se eccessiva o prolungata, può infatti generare uno squilibrio energetico (Eccesso Yang, Deficit Yin).

Tuina e Ying Qi dell’operatore

In modo meno evidente, ma ugualmente significativo, il trattamento stimola non solo l’energia più superficiale dell’operatore, ma anche la sua energia nutritiva, detta Ying Qi.

Per spiegare questo occorre una piccola parentesi.

Secondo la medicina cinese, l’energia nutritiva Ying Qi nasce nel riscaldatore medio grazie al lavoro di elaborazione e raffinamento operato da Milza-stomaco. Più precisamente, avviene con l’estrazione delle essenze pure dagli alimenti e la loro “fusione” con le essenze dell’aria nel contempo estratte dal Polmone.

Ying Qi così costituito è il Qi che circola all’interno dei vasi e dei Meridiani energetici, inseparabile dal sangue del quale, in un certo senso, è il “motore” (attivazione).

Questo stesso processo avviene, con modalità diverse, anche con riferimento alle esperienze e al vissuto.

In medicina cinese, infatti, il nutrimento si associa sì al “nutrimento in senso stretto“, legato all’alimentazione, ma anche al “nutrimento in senso ampio”, legato alle esperienze, alle emozioni e al vissuto.

E’ appena il caso di dire che – in qualche modo – questo concetto apparentemente estraneo alla nostra cultura è presente nella nostra tradizione popolare… pensiamo ai modi di dire come “ha la musica nel sangue” oppure “questa esperienza mi ha fatto avvelenare il sangue”.

 

Tuina come opportunità di connessione a 360 gradi

Durante il trattamento tuina, l’operatore può mettere in atto una serie di azioni al fine di connettersi nel modo migliore con l’energia del ricevente e, al tempo stesso, connettersi con la propria stessa energia, migliorandone costantemente la qualità.

In tal modo, ogni trattamento non sarà “disperdente” per l’operatore, ma sarà l’occasione per entrare in connessione, oltre che con il ricevente, anche con se stesso e con il macrocosmo.

Ogni trattamento sarà, inoltre, un’occasione per lavorare sul proprio Qi migliorando, nel contempo, le proprie abilità energetiche nel trattamento, con immediati benefici per i suoi riceventi.

Questa azione di connessione in senso ampio richiede pratica e coinvolge la capacità dell’operatore di “sentire” e di utilizzare Yi (aspetto psichico connesso a Milza che si riferisce al pensiero e alla riflessione) al fine di potenziare la propria intenzione nel trattamento tuina.

Parte di questi aspetti sono già sviluppati nell’articolo “Intenzione nel tuina: il pensiero che guida l’azione“.  Altri aspetti, se graditi, saranno oggetti di un prossimo articolo. Per non perdere gli eventuali aggiornamenti iscriviti alla mia newsletter.


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Superlavoro come causa di malattia

superlavoro

Il superlavoro è ormai riconosciuto come possibile causa di malattia, in quanto in grado di attivare una condizione di stress estremamente dannosa per l’organismo.

Quando si parla di superlavoro, si parla in particolare di distress, ovvero uno stress prolungato, intenso e costante, che comporta un disagio e una sofferenza psico-fisica.

Il distress si distingue dall’eustress che, invece, consiste in un’attivazione fisiologica e positiva nell’organismo sottoposto a stimolo al fine di aumentare concentrazione e attenzione per conseguire un obiettivo.

superlavoro Il distress sottopone il corpo e la mente di chi lo vive ad una tensione progressiva che porta ad un vero e proprio “collasso” fisico ed emotivo (“burnout”).

Che cos’è il superlavoro?

Per superlavoro intendiamo un lavoro fisico ma anche mentale che si protrae molte ore ogni giorno senza consentire un riposo adeguato.

Nella nostra società, molte persone “superlavorano” senza rendersene conto oppure ritenendo la cosa del tutto normale.

E’ ritenuto normale per esempio: uscire alle 7 di casa, spostarsi anche per un’ora prima di raggiungere il luogo di lavoro, lavorare tutto il giorno fermandosi appena per il pranzo (a volte consumato alla scrivania) per poi tornare a casa la sera dopo un’altra ora di viaggio.

Tutto questo può, inoltre, essere accompagnato dal peso di responsabilità a volte anche importanti che non si riescono a lasciare al lavoro e che “annodano” il Qi.

Al rientro a casa poi non si finisce… Si può trovare una famiglia accogliente (condizione sempre più rara visto che spesso tutti i componenti adulti del nucleo ormai sono lavoratori) oppure, più spesso, una casa da riordinare e una cena da organizzare in pochi minuti per sfamarsi (ma non sempre “nutrirsi”), generalmente senza poter guardare troppo alla qualità e ai principi nutritivi.

Il superlavoro e lo stile di vita

Il superlavoro, oltre ad impegnare la persona per la gran parte della giornata, condiziona fortemente anche lo stile di vita della persona stessa.

E’ molto comune, per esempio che, in condizioni di superlavoro, l’alimentazione sia poco curata e poco regolare.

In condizioni di superlavoro, infatti, tutto ruota attorno al concetto di produttività, anche a scapito di aspetti vitali come, appunto, il nutrimento.

Questo almeno finché non si presentano problemi importanti che richiamano l’attenzione della persona sul proprio stile di vita.

Sono assenti o quasi occasioni di svago e di condivisione sociale completamente esterni all’attività all’interno della quale si “superlavora”.

Rare anche le occasioni di attività fisica regolare, anche perché nel superlavoro il concetto di “non avere tempo” per altro che per il lavoro è imperante.

 

Superlavoro come causa di malattia

Quando una routine come quella descritta sopra si protrae a lungo, ripetuta ogni giorno per anni, si possono creare gravi squilibri nel nostro organismo.

Alcuni di questi squilibri derivano dalle scelte stesse che si fanno in questa routine.

Per esempio la scelta dei cibi spesso sbilanciata verso cibi troppo freddi (cibi crudi, bibite fredde…), insufficienti, troppo grassi (latticini, fritti…) o, comunque, cibi da cui Milza fatica troppo ad estrarre sostanze (pizza, panini…).

superlavoro

Al di là della natura dei cibi, c’è poi l’abitudine alimentare, ovvero in che modo si consuma il pasto.

Nel superlavoro si privilegia il mangiare velocemente, a volte in piedi o mentre si cammina o mentre si lavora. Sono frequenti i pranzi d’affari (lesivi per il Qi di Milza già impegnato nella trasformazione delle essenze), i pasti fuori orario (tra cui in particolare la cena molto tardi la sera).

 

I danni del superlavoro secondo la medicina cinese

Il superlavoro è una delle cause di malattia più importanti nella nostra società occidentale.

In chiave energetica cinese, il superlavoro causa abitualmente deficit di Yin. In particolare un deficit di Yin di Rene, a cui  si aggiunge, molto rapidamente,  il deficit Yin di Fegato in considerazione della stretta connessione tra gli Zang Rene e Fegato.

Questo può condurre a manifestazioni di disagio anche importanti come disturbi del sonno, irrequietezza mentale, vertigini, acufeni, sete intensa soprattutto serale, occhi secchi, intorpidimento degli arti, sudorazione notturna…

superlavoro

Il disordine alimentare favorisce poi uno squilibrio al livello dello stomaco, danneggiando anche il suo  Yin.

Questo quadro compromette pesantemente la condizione energetica generale del soggetto e crea delle premesse molto difficili per il benessere.

L’obiettivo della medicina cinese è nel riequilibrare l’energia messa a dura prova dal superlavoro grazie a tecniche di stimolazione riflessa con agopuntura e tuina ma anche grazie a ginnastica energetica – qi gong, alimentazione energetica e fitoterapia.

Tutto ciò accompagnato da un lavoro di sensibilizzazione atto a rendere l’individuo consapevole del suo vissuto, dei limiti e delle esigenze di cambiamento in vista di un reale e stabile benessere.


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Mani calde, mani fredde, mani sudate… il punto di vista della medicina cinese

L’osservazione delle mani ha sempre avuto un ruolo importante nel processo di valutazione energetica ed è menzionata in molti classici della medicina cinese.

In questo articolo presentiamo un breve excursus su quelle che sono le diverse manifestazioni a livello delle mani a livello di colore, temperatura, forma e altro ancora.

Ti sarà probabilmente capitato di incontrare persone che hanno costantemente le mani fredde o calde, oppure sudate.

Questo non è un caso o un dettaglio di nessun conto.

Questo, dal punto di vista della medicina cinese, è un vero e proprio indizio che può essere utile per definire il quadro energetico della persona.

L’elenco delle manifestazioni che segue non è esaustivo, né è esaustiva l’interpretazione delle diverse manifestazioni in termini di disarmonia.

In medicina cinese, del resto, la valutazione energetica non può basarsi su un sintomo o manifestazione ma deve essere supportata da un’osservazione più ampia, anche mediante tecniche tradizionali come la palpazione dei polsi e l’osservazione della lingua.

Con tutti i suoi limiti, mi auguro che questa descrizione potrà comunque essere di utilità agli operatori come punto di partenza per approfondire.

Potrà, spero, essere utile anche a quanti si avvicinano alla medicina cinese con curiosità e volontà di apprendere nuovi sistemi di osservazione.

 

Mani calde

Le mani calde possono essere manifestazione di sindrome esterna (aggressione di un patogeno esterno) o interna.

Nelle sindromi esterne si è in presenza di una condizione acuta in cui la persona avverte avversione al freddo ed una sensazione di calore al dorso delle mani (stadi iniziali di aggressione di Vento).

Nelle sindromi interne il calore alle mani può riguardare soprattutto il palmo (Calore Vuoto ) o la mano nel complesso (Calore Pieno).

Mani fredde

Le mani fredde sono frequentemente indicatore di deficit di Yang (generalmente di Milza), deficit di Sangue (spesso deficit di Sangue di Cuore, con associate palpitazioni o capogiri) o stasi di Qi (prevalentemente stasi del Qi epatico).

Mani pallide

Le mani pallide possono indicare un deficit di Yang o un deficit di Sangue. Tendenzialmente il deficit di Yang si ascrive al Cuore o al Polmone mentre il deficit di Sangue riguarda il Cuore o il Fegato

Mani rosse

Il palmo delle mani rosso rimanda in genere a quadri di Calore Vuoto (Deficit) mentre il dorso delle mani rosso più frequentemente rimanda a quadri di Calore Pieno (Eccesso)

 

Tremore delle mani

Il tremore in medicina cinese viene interpretato come segno di Vento interno. Questo Vento può essere da Eccesso o da Deficit ed è comunque sempre in connessione con l’energia del Fegato.

Il Vento da Deficit si manifesta di solito con un tremore moderato ed è generalmente connesso ad un deficit di Sangue o Deficit di Yin.

Un Vento interno può manifestarsi in modo inatteso e imprevisto a seguito di uno shock o uno spavento.

Dita gonfie

Le dita gonfie sono generalmente il risultato di una sindrome ostruttuva dolorosa da umidità (sindrome Bi da Umidità) da differenziare tra Freddo-Umidità, Vento-Umidità o Umidità-Calore.

Altri fattori che possono determinare il gonfiore delle dita sono la stasi di Sangue o l’edema, da attribuire generalmente ad un deficit di Yang di Polmone e Milza.

Mani sudate

Il palmo delle mani sudato si connette a condizioni di Deficit di Qi o di Yin oppure, al contrario, di Calore da Eccesso, in entrambi i casi a carico del Cuore e del Polmone.

Mani secche, che si spellano

Il palmo delle mani secco, che tende a spellarsi e a fissurarsi è di solito connesso a quadri di Deficit di Sangue (di Fegato e/o Cuore).

La secchezza che si protrae a lungo o che è molto intensa conduce spesso ad episodi di Vento che si manifesta sulla pelle con prurito.

 


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Sonnolenza dopo i pasti e non solo. La medicina cinese la spiega in termini energetici

sonnolenza in medicina cinese

Assopirsi più volte durante il giorno, sentire il bisogno di sdraiarsi e di riposare ad occhi chiusi, addormentarsi nei momenti di attesa durante il giorno (per esempio in treno o in autobus…).

Tutto questo è esperienza comune di molte persone e può essere ritenuto una cosa “normale”.

Ma è proprio così?

 

Lo stile di vita

Nel mio lavoro di operatore tuina mi capita spesso di ricevere persone che lamentano, tra le altre cose, stanchezza e sonnolenza.

Le mie domande, come sempre, vanno prima di tutto nella direzione di conoscere le persone che si rivolgono a me; il loro stile di vita e le loro abitudini.

Quando chiedo a queste persone di raccontarmi la loro giornata tipo ottengo spesso il racconto di giornate estenuanti, piene di cose da fare dalle prime ore del mattino fino alla sera.

Giornate in cui si alternano lavoro, incarichi domestici e familiari, cura dei figli e della casa, vita sociale… spostamenti stressanti in città con traffico o, peggio, con spostamenti da pendolare. Il tutto spesso all’interno di un vissuto emozionale di stress, frustrazione, preoccupazione, paura, rabbia.

La cosa che mi stupisce ogni volta non è che si possa condurre inconsapevolmente una vita così serrata (è un errore comune forse a tutti in alcune fasi della propria vita).

Quello che mi stupisce è il fatto che non si riesca a riconoscere a questo stile di vita una delle cause principali della propria stanchezza.

sonnolenza in medicina cinese

Secondo la medicina cinese la nostra energia è in parte innata, in parte acquisita. Questo secondo tipo di energia va alimentato quotidianamente tramite il nostro stile di vita (includendo in questo l’alimentazione, il respiro e il vissuto emozionale a 360 gradi).

E’ evidente, quindi, come il modo in cui ci sentiamo sia in relazione a questo. Non è sufficiente, in sostanza, essere “in salute” secondo i principi della medicina occidentale. Non avere malattie non significa, infatti, essere in equilibrio energeticamente ed essere in una condizione di reale benessere.

Per approfondire il discorso energia innata e acquisita leggi il mio libro “L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano

 

Tipi di sonnolenza

Parlare di sonnolenza può significare riferirsi a diverse condizioni. C’è l’assopirsi ogni volta che se ne ha la possibilità oppure anche l’assopirsi dopo i pasti.

Può rientrare nella sonnolenza anche l’aver bisogno di molte ore di sonno, oltre le 7-8 ore di sonno indicate come “normali” in età adulta.

 

I principali quadri energetici connessi alla sonnolenza

Ognuna di queste condizioni può indicare uno squilibrio energetico diverso.

Fermo restando che è fondamentale fare una valutazione energetica individuale per individuare il quadro energetico corrispondente, possiamo genericamente indicare come quadri tipici della sonnolenza sia quadri di deficit (vuoto) che quadri di eccesso (pieno).

In particolare:

  • condizioni di deficit come deficit di Qi e/o deficit di Yang)
  • condizioni di eccesso come presenza di Umidità e/o Flegma

Non escluso (anzi, piuttosto frequente) un quadro combinato di deficit (di Milza e/o Rene) ed eccesso (Umidità generata dal deficit stesso).

sonnolenza in medicina cinese

Quadri e manifestazioni prevalenti

Le manifestazioni associate ai diversi quadri saranno diverse:

  • in presenza di deficit di Qi di Milza si manifesteranno senso di stanchezza diffuso, apatia, appetito scarso, debolezza degli arti, distensione addominale dopo i pasti, incarnato pallido…
  • in presenza di deficit di Yang di Milza potremo avere soprattutto una sonnolenza dopo i pasti, feci molli, sensazione di freddo (arti freddi), tendenza ad ingrassare nonostante lo scarso appetito
  • in presenza di deficit di Yang di Rene le manifestazioni si fanno più importanti come memoria scarsa, lombalgia e dolore/freddo/debolezza alle ginocchia, poliuria chiara
  • in presenza di Umidità interna (anche variamente associata ai quadri di deficit) potrà esserci confusione mentale, sensazione di pesantezza e oppressione toracica, distensione addominale, tendenza ad ingrassare, bocca impastata, assenza di sete, sensazione di pesantezza agli arti

Per ciascuno di questi quadri, la medicina cinese prevede di intervenire in modo mirato e personalizzato.

Successivamente ad una valutazione energetica eseguita secondo le tecniche tradizionali della medicina cinese, è possibile mettere a punto un piano di trattamento (tuina o di agopuntura) coerentemente integrato con suggerimenti di alimentazione energetica e, possibilmente, con un adeguamento rispetto a quello che è il proprio stile di vita generale.

La condizione energetica del momento, infatti, non è che il risultato ultimo di una serie di azioni e di scelte attuate negli anni dalla persona.

Il malessere e la stanchezza sono il segnale che il nostro organismo ci da rispetto al suo disagio. E’ una richiesta di aiuto.

Il cambiamento e la trasformazione del proprio stile di vita in modo coerente rispetto alle effettive esigenze del presente è una necessità che non può essere ignorata.

Questo cambiamento rende l’intervento di riequilibrio attuato mediante le tecniche della medicina cinese realmente efficace nel lungo periodo e trasforma la difficoltà in opportunità di benessere per il fututro.

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