Testa in medicina cinese. Connessioni energetiche e aspetti simbolici

testa in medicina cinese

La testa rappresenta, nell’uomo, la zona più alta del corpo, più esposta e visibile. Contiene il cervello, diversi organi di senso e il tratto iniziale dell’apparato digerente e respiratorio

Il viso, con le sue caratteristiche assolutamente personali (i tratti somatici), con le sue regolarità e imperfezioni, rappresenta simbolicamente l’espressione più caratteristica della nostra individualità.

La sua esposizione continua agli altri rende il viso anche uno strumento importantissimo nella comunicazione non verbale e nei rapporti sociali.

Con la sua capacità espressiva, il viso è un filtro tra noi e gli altri tanto comunicativo da andare, a volte, anche ben oltre le nostre stesse intenzioni espressive (“non puoi fingere, ti si legge in faccia”).

testa in medicina cinese

Parlando della testa nel suo insieme (viso e capo), va indubbiamente evidenziato, innanzitutto, come questa possa essere il simbolo:

  • della nostra autonomia, della capacità di pensare (contiene il cervello)
  • di “percepire” (contiene gli organi di senso, gli orifizi)
  • e, quindi, di decidere in modo ponderato, “con senno” e sulla base dell’elaborazione delle informazioni acquisite.

La testa è, in un certo senso, il “centro di comando” al quale pervengono gli stimoli esterni tramite gli organi di senso e nel quale vengono elaborati pensieri e decisioni che coinvolgono propositi ed azioni.

La testa in medicina cinese

La testa in medicina cinese rappresenta la parte più Yang del corpo umano: è la “sommità” del corpo, l’apice, la sua parte più alta.

testa in medicina cinese

Questa caratteristica conferisce alla testa particolare esposizione ai patogeni esterni.

La testa è, in particolare, la zona di “attacco preferenziale” per il patogeno Vento, definito in medicina cinese “comandante delle 100 malattie” proprio per la sua capacità di penetrare nell’organismo (spesso in associazione ad altri patogeni come il Freddo e il Calore) turbandone l’equilibrio.

Molti agopunti tra quelli presenti sul volto e sul capo sono, del resto, utilizzati in agopuntura e nel tuina (massaggio energetico cinese) proprio per la loro azione nella prevenzione e nel trattamento dei più comuni disturbi da “aggressione di patogeno esterno”.

Connessione energetica tra la testa e i Meridiani energetici

Dal punto di vista dei Meridiani energetici, la prima evidenza è il fatto che la testa costituisce un punto di partenza o di arrivo ditutti sei Meridiani Yang, ovvero:

  1. Stomaco (ST), che inizia al punto ST1 Chengqi “vaso delle lacrime”
  2. Colecisti o Vescica biliare (GB), che inizia al punto GB1 Tongzijiao “osso della pupilla”
  3. Vescica urinaria (BL), che inizia al punto BL1 Jingming “pupilla splendente”
  4. Intestino tenue (SI), che termina al punto SI19 Tinggong “palazzo dell’udito”
  5. Sanjiao o Triplice energizzatore (TE), che termina al punto TE23 Sizhukong “foro del bambù”
  6. Intestino crasso (LI), che termina al punto LI20 Yingxiang “accoglienza degli odori”

In tema di agopunti, va evidenziato che la testa e il viso sono, inoltre, anche sede:

  • di alcuni punti extra-Meridiano (Taiyang, Yintang, Sishencong solo per citarne alcuni)
  • del Meridiano Straordinario Vaso Governatore (dal punto GV15 Yamen al punto GV28 Yinjiao)
  • del Meridiano Straordinario Vaso Concezione (CV24 Chengjiang)

Testa e viso hanno connessioni non solo con questi Meridiani ed agopunti, ma hanno anche connessioni importanti con i tre Meridiani Yin della gamba, ovvero i Meridiani di Milza, Fegato e Rene (“i tre Yin della gamba”).

In particolare:

  • il Meridiano della Milza arriva alla base della lingua. Un ramo secondario del Meridiano della Milza si collega con il Meridiano dello stomaco e con esso arriva alla testa
  • il Meridiano del Fegato arriva nella profondità dell’occhio ed entra nel cervello. Un altro ramo esce dall’occhio e arriva all’apice del cranio
  • un ramo del Meridiano del Rene va a circolare insieme al Vaso governatore all’interno della colonna vertebrale e attraverso questa raggiunge la testa (i Reni generano i midolli che “salgono al cervello” tramite il Vaso Governatore)

 

La testa. La costellazione degli agopunti dei Meridiani principali e punti riflessi nella riflessologia facciale

Dal punto di vista energetico, quindi, la testa è un’area cruciale per la nostra energia sia a livello Yang che a livello Yin.

Complessivamente, nell’area testa-viso-collo possiamo contare oltre 100 punti di agopuntura.

Se ci spostiamo dal sistema dei Meridiani principali al sistema della riflessologia facciale vietnamita (Dien Chan), sul solo volto possiamo contare ben 600 punti, i quali sono punti riflessi in connessione con tutti gli organi e gli apparati dell’intero organismo!

testa in medicina cinese
foto di Laura Vanni medicina cinese

Tutto questo assegna alla testa e al viso un posto di primaria importanza per la nostra energia complessiva.

Ma non è ancora tutto.

 

Testa in medicina cinese: organi di senso, connessione con gli Organi e i Visceri (Zang fu)

Parlare di testa in medicina cinese significa parlare anche di organi di senso.

Questi, oltre ad essere deputati all’acquisizione di informazioni dall’ambiente esterno, sono anche – secondo la medicina cinese – in connessione energetica diretta con gli Organi vitali (Zang). Infatti:

Il naso

Il naso è considerato l’apertura del Polmone (“cancello del Polmone”).

Dal momento che immettere l’aria è indispensabile alla vita e alla costituzione del Qi vitale, il naso viene considerato il “centro della Terra”, fonte indispensabile del Qi post-natale (del cielo posteriore)

Gli occhi

Gli occhi sono collegati con l’energia del Fegato e della Colecisti.

Riflettono, inoltre, lo stato dello Shen. Al di là dell’appartenenza di questo organo di senso al Fegato, in medicina cinese differenti parti dell’occhio sono collegate a diversi organi Zang:

  • gli angoli interni ed esterni pertengono al Cuore
  • la sclera al Polmone
  • la pupilla al Rene
  • la palpebra superiore alla Milza
  • la palpebra inferiore allo Stomaco

Nella zona dell’occhio si localizzano, inoltre, diversi agopunti riferibili ai Meridiani di

  • Vescica urinaria (BL1 Jingming)
  • Stomaco (ST1 Chengqi, ST2 Sibai)
  • Colecisti (GB1 Tongzijiao)
  • Sanjiao (SJ23 Sizhukong)

Le orecchie

Le orecchie sono in relazione con i Reni e ne sono l’orifizio privilegiato.

Le orecchie sono connesse al Jing renale: se questo è carente si possono avere manifestazioni come acufeni, ipoacusia, o sordità (Il Jing renale diminuisce fisiologicamente con l’età. Si spiega così perché gli anziani spesso lamentano problemi di udito).

Nella zona delle orecchie si localizzano, inoltre, diversi agopunti riferibili ai Meridiani di Colecisti, Intestino tenue, Sanjiao oltre ad alcuni punti Extra-Meridiano.

La bocca

La bocca è l’orifizio della Milza.

Tramite la bocca, la Milza è in rapporto con le labbra e con la lingua nonché con la saliva e con il gusto che, secondo la medicina cinese, è governato dalla Milza (“la Milza comanda i cinque sapori”).

In linea generale, le labbra riflettono lo stato della Milza mentre la bocca riflette complessivamente quello della Milza e dello Stomaco.

 

Il mal di testa in medicina cinese

Una manifestazione assai frequente che interessa questa zona del corpo è senza dubbio il mal di testin tutte le sue molteplici espressioni (cefalea da cervicalgia, cefalea frontale, cefalea con o senza interessamento della zona oculare …).

testa in medicina cinese

Dal punto di vista della medicina cinese, i fattori alla base del mal di testa (tou tong) possono essere molteplici.

E non potrebbe, del resto, essere diversamente, considerato che – come abbiamo visto – a livello della testa si manifestano a vario titolo le energie di tutti gli Organi ed è quindi possibile che attraverso il dolore alla testa si manifesti una disarmonia a carico di uno di essi.

In linea generale, la medicina cinese distingue prima di tutto tra:

  • “situazione acuta” derivante da fattori di origine esterna (in particolare Vento Freddo, Vento Caldo e Vento Umido
  • “situazione cronica” derivante da fattori di origine interna (per esempio insufficienza di Qi e Sangue, stasi di Qi epatico, Umidità interna e Tan…)

All’interno di queste due grandi categorie, è compito dell’operatore-medico cinese differenziare in base al quadro energetico complessivo del soggetto e alle caratteristiche specifiche del sintomo lamentato (vedi valutazione energetica).

 

Postura della testa e aspetti simbolici

Dal punto di vista anatomico, la testa può essere vista come un vero e proprio “peso” da mantenere in equilibrio sul corpo, sostenuta magistralmente dal collo esattamente al centro tra le due spalle.

Se la paragoniamo al resto del corpo, la testa costituisce un’area estremamente limitata in termini di estensione, eppure relativamente pesante, sostenuta da un pilastro di ossa (vertebre cervicali) e da numerosi muscoli in grado di garantirle al tempo stesso stabilità, equilibrio dinamico e mobilità.

Secondo numerosi psicologi, l’atteggiamento della testa ed i problemi ad essa eventualmente connessi (dolore) può essere ampiamente condizionato da fattori emozionali.

Abbiamo, per esempio, che:

  • una persona rigida, decisa o eccessivamente responsabile potrebbe mostrare una postura eccessivamente eretta del capo
  • una persona indecisa, timorosa e facile a scoraggiarsi potrebbe mostrare una postura del capo reclinata
  • una persona confusa, che tende ad una riflessione eccessiva potrebbe mostrare un atteggiamento della testa in postura inclinata (una sorta di atteggiamento riflessivo e pensoso)
  • una persona instabile caratterialmente potrebbe mostrare un atteggiamento del capo “oscillante” (una sorta di dondolamento)

Interessanti riflessioni al riguardo si devono allo psicoterapeuta Alexander Lowen, il quale nei suoi pazienti ha in più occasioni registrato relazioni tra la postura del capo ed atteggiamenti caratteriali ben precisi.

 

Agopunti principali della testa e del volto

Parlare di testa in medicina cinese significa anche parlare di agopunti collocati in questa importante area del nostro corpo.

Vediamo di seguito una selezione dei punti più importanti collocati sul viso e sulla testa. Di ciascuno si riporta localizzazione e principali indicazioni.
Per una localizzazione precisa può essere molto utile consultare mappe di agopuntura o un Atlante di agopuntura.

testa in medicina cinese

Yintang (stanza dei sigilli)

Localizzazione: al centro della linea che collega le estremità interne delle sopracciglia (sulla linea del DUMAI).

Indicazioni:

  • azione calmante
  • cefalea, capogiri
  • rossore, gonfiore, dolore degli occhi
  • infiammazioni del naso (rinite, sinusite)

 

GV24 Shenting (tribunale dello Shen)

Localizzazione: sulla linea mediana del cranio, 0,5 cun dalla linea anteriore di impianto dei capelli.

Indicazioni:

  • sottomette lo Yang, sottomette il Vento.
  • nervosismo, agitazione
  • cefalea
  • vertigini insonnia
  • spasmi

 

TE23 Sizhukong (spazio del bambu sottile)

Localizzazione: nella fossetta all’estremità laterale del sopracciglio

Indicazioni:

  • patologie oculari
  • cefalea, emicrania
  • tic del volto
  • paralisi facciale

 

Taiyang (grande Yang)

Localizzazione: sulla tempia, in una fossetta tra l’estremità laterale del sopracciglio e la commessura esterna dell’occhio, un dito indietro.

Indicazioni:

  • cefalea, emicrania, giramenti di testa (punto importante)
  • nevralgia del trigemino, odontalgia
  • disturbi oculari: rossore, gonfiore, dolore agli occhi
  • paralisi facciale

BL1 Jingming (pupilla splendente)

Localizzazione: in una fossetta supero-mediale alla commessura palpebrale interna.

Indicazioni:

  • dolore e rossore degli occhi
  • miopia, strabismo
  • atrofia ottica
  • cataratta (stadio iniziale)

 

BL2 Chuanzhu (Il bambu riunito)

Localizzazione: in una fossetta all’estremità interna delle sopracciglia, dove spesso c’è una vertigine delle sopracciglia che ricorda un fascio di bambu (da cui il nome).

Indicazioni:

  • patologie oculari (dolore, rossore, vista disturbata, lacrimazione da aggressione di patogeno esterno…)
  • patologie del naso (rinite, sinusite, epistassi)
  • cefalea frontale (punto importante)
  • nevralgia del trigemino (primo ramo)
  • paralisi facciale
  • singhiozzo
  • lombalgia acuta

 

Yuyao (cintura del pesce)

Localizzazione: al centro del sopracciglio, in una piccola depressione, direttamente al di sopra della pupilla quando lo sguardo è dritto davanti a se.

Indicazioni:

  • dolore e bruciore agli occhi
  • tic agli occhi

 

ST2 Sibai (le quattro chiarezze)

Localizzazione: 1 cun sotto la pupilla, quando lo sguardo è dritto avanti, nella depressione del foramen infraorbitale.

Indicazioni:

  • patologie oculari: infiammazione, orzaiolo (punto importante)
  • paresi facciale
  • nevralgia del trigemino (secondo ramo)

 

TE17 Yifeng (riparo dal vento)

Localizzazione: dietro al lobo auricolare, in una fossetta a metà strada tra il processo mastoideo e l’angolo mandibolare

Indicazioni:

Patologie dell’orecchio

  • paralisi facciale, nevralgia del trigemino, tic (Vento)
  • odontalgia, blocco mandibolare, parotite, laringo-faringite

 

LI20 Yingxiang (accoglienza dei profumi)

Localizzazione: 0,5 cun dal centro del margine esterno dell’ala del naso

Indicazioni:

  • patologie del naso: occlusione nasale, anosmia, sinusite, rinite, epistassi
  • paresi facciale
  • nevralgia del trigemino

 

GV16 Fengfu (Il palazzo del Vento)

Localizzazione: nella fossetta sotto la protuberanza occipitale, 1 cun sopra il punto centrale dell’attaccatura posteriore dei capelli

Indicazioni:

  • cefalea e vertigini
  • disturbi psichici: ansia, depressione, epilessia, crisi maniacali
  • afasia (anche post-ictus o disturbi psichici)

 

BL10 Tianzhu (la colonna celeste)

Localizzazione: 1,3 cun lateralmente al punto DUMAI 15 (sotto Ia 1^ vertebra cervicale, 0,5 cun sopra il punto centrale dell’attaccatura posteriore dei capelli), sul bordo del muscolo del trapezio

Indicazioni:

  • cefalea occipitale (soprattutto da cervicalgia)
  • cervicalgia (ottimo in associazione a SI 3 e LU 7)
  • torcicollo
  • dolore zona scapolare

 

GB20 Fengchi (lo stagno del Vento)

Localizzazione: sull’osso occipitale, allo stesso livello di DM16 nella fossetta tra i muscoli trapezio e sternocleidomastoideo

Indicazioni:

  • cefalea, emicrania vertigini, ipertensione (vento epatico) – importante
  • disturbi delle “5 aperture” (occhi, naso, orecchie)
  • patologie a livello del volto (nevralgia del trigemino, spasmi facciali…)
  • raffreddore e influenza
  • cervicalgia e torcicollo
  • azione calmante per nervosismo ed insonnia

 

GV13 Benshen (la radice della mente)

Localizzazione: sulla fronte, 3 cun lateralmente a DUMAI 24, 0,5 cun sopra il margine del cuoio capelluto

Indicazioni:

  • disturbi psichici: insonnia, ansia, depressione, epilessia (Shen)
  • cefalea e vertigini

 

 


Atlante di agopuntura  Hoepli

atlante agopuntura

Il collo e i suoi significati simbolici. Dolore cervicale in medicina cinese

dolore cervicale

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo assume diverse funzioni di connessione ed espressione che possiamo riassumere nei punti seguenti:

  1. connessione tra Zang fu e orifizi
  2. raccordo tra midollo spinale e cervello
  3. luogo di attraversamento dei Meridiani principali
  4. sede dei punti “finestra del cielo”
  5. sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento
  6. luogo di somatizzazione delle emozioni

Vediamo ciascuna funzione nel dettaglio.

 

1) Collo come connessione tra Zang fu e orifizi corrispondenti

La medicina cinese assegna ad ogni Organo Zang un orifizio associato, il quale è in connessione con l’energia dell’Organo stesso.

Per approfondire leggi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018

In considerazione della sua localizzazione, il collo costituisce un’importante via di connessione tra gli Organi vitali (Zang fu) e gli orifizi dell’alto a loro corrispondenti.

In questo scenario, il collo è, quindi, ponte di connessione tra:

  • la bocca e la coppia Milza-stomaco
  • le orecchie e i Reni
  • il naso e il Polmone
  • l’occhio e il Fegato

 

2) Collo come raccordo tra midollo spinale e il cervello

dolore cervicaleIl collo costituisce il luogo di raccordo tra il cervello (viscere straordinario definito dalla medicina cinese “palazzo del midollo”) e il midollo spinale.

Il midollo spinale, in particolare, raggiunge il capo proprio grazie alla colonna vertebrale e grazie alle vertebre cervicali.

 

3) Collo come luogo di attraversamento dei Meridiani principali

Il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali nel loro percorso esterno.

In particolare dai Meridiani di:

E’ attraversato, inoltre, dagli unici due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri:

  • Vaso Concezione (o Renmai)
  • Vaso Governatore (o Dumai)

 

4) Collo come sede dei punti finestra del cielo

Il collo è sede dei cosiddetti “punti finestra del cielo”.

Ad eccezione di due agopunti (LU3 e PC1), infatti, tutti i punti finestra del cielo sono collocati nell’area del collo.

Nel dettaglio, questi sono: LI18, ST9, SJ16, SI16, SI17, BL10, GV16, CV22.

I punti finestra del cielo sono importanti punti di comunicazione e di passaggio della nostra energia.

Essi, in particolare, favoriscono la comunicazione tra la testa e il tronco, regolando la circolazione del Sangue e del Qi e ponendosi come punti strategici per garantire il passaggio dello Yin (Jin puri) alla testa e il buon funzionamento degli Organi di senso.

 

5) Collo come sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento

La medicina cinese assegna alle sette vertebre cervicali un significato simbolico connesso alla realizzazione di sé.

dolore cervicale

Il sette (sette vertebre cervicali) rappresenta il numero associato dalla cultura cinese all’Uomo in quanto unione di tre (numero del Cielo) e quattro (numero della Terra).

Le cinque vertebre cervicali più basse, anatomicamente molto simili tra di loro, vengono da alcuni autori poste in relazione con l’aspetto più materiale della vita.

Al di sopra di queste troviamo l’epistrofeo, il cui significato etimologico è quello di “ritornare, far ritorno” e la cui forma fa pensare ad un dito puntato verso l’alto ad indicare la via del Dao (Mollard Y.).

In questo scenario, quindi, le sette vertebre cervicali rappresenterebbero una via energetica utile per il compimento di questa realizzazione.

Gli eventuali blocchi a questo livello rappresenterebbero le difficoltà incontrate in questo cammino.

 

6) Collo come luogo di somatizzazione delle emozioni

Il collo tende a concentrare numerose somatizzazioni, prima tra tutte quelle a carico di emozioni come ansia e paura.

In presenza di queste emozioni, mentre la porzione posteriore del collo può manifestare tensione e rigidità (tensione muscolare cronica come corazza), la parte anteriore del collo può essere interessata da manifestazioni disfunzionali legate alla difficoltà di esprimere le emozioni accettate ed elaborate.

In questo modello, il collo è, in un certo senso, “zona di frontiera”, luogo cruciale per la realizzazione di due processi:

  • da un lato, il processo di “accoglienza” ed “elaborazione”, in grado di rendere consapevoli le emozioni
  • dall’altro, il processo di “trasformazione”, in grado di tradurre queste emozioni in pensiero, parola e azione (cambiamento)

Quando questo processo di accoglienza, elaborazione e trasformazione avviene, la circolazione dell’energia vitale si mantiene è armonica.

Quando questo processo è inibito, si manifestano sintomi derivanti da stasi di Qi e Sangue a livello del collo sia posteriormente (rigidità nella zona cervicale, dolore…) che anteriormente (sensazione di “nodo in gola”, in medicina occidentale spesso connessione con disarmonie a livello tiroideo…).

Alcuni problemi a livello del collo rappresenterebbero, pertanto, il risultato:

  • da un lato, del tentativo inconscio di impedire alle emozioni indesiderate più profonde di arrivare alla testa e diventare, quindi, consapevoli (cosa che renderebbe indispensabile decisione, azione e cambiamento)
  • dall’altro, della difficoltà di tradurre le emozioni consapevoli in altrettanto consapevoli intenti ed azioni

 

Quando le emozioni non raggiungono la testa….

Le emozioni che non raggiungono la testa restano per così dire inibite.

In questi casi, l’agire non sarà il prodotto del sentire, ma sarà il prodotto della “testa” (ragione) senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri Organi Zang.

Ogni Organo Zang, in medicina cinese, ha funzioni che coinvolgono anche la sfera psichica ed emozionale. Abbiamo quindi queste corrispondenze Organo-emozione:

Se l’emozione non raggiunge la testa, l’agire sarà, in un certo senso, un agire “formale” dettato da razionalità e moralità (Giacconi).

Questo allontanamento dal sentire più autentico e più connesso con la nostra natura, potrà generare, nel tempo, uno stato di allarme. Si potranno, quindi aggiungere alle manifestazioni fisiche più diffuse (tensioni muscolari croniche, dolore…) anche manifestazioni psichiche ed emozionali a volte urgenti (agitazione, ansia…).

E’ stupefacente leggere in Lowen (che da quel che sappiamo non studiò medicina cinese!) la descrizione di un fenomeno estremamente affine a questo appena descritto, facendo riferimento alla difficoltà per il cuore (sede delle emozioni per Lowen così come anche per la medicina cinese) di comunicare:

“(…) una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione (…)”(Lowen, Bioenergetica).

Il Dolore cervicale

Il dolore cervicale è uno dei disturbi più diffusi a livello del collo.

In termini occidentali, in presenza di dolore cervicale (o cervicalgia) si parla di una difficoltà a livello meccanico delle vertebre cervicali le quali, in seguito a traumi dei tessuti molli della zona cervicale di natura acuta o cronica, non riescono a mantenere l’equilibrio corretto, causando alterazioni come sporgenze o allineamenti scorretti che influenzano i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli dando vita a una serie di diversi sintomi.

Questo tipo di disturbo è di rilievo non solo per il malessere localizzato che causa a chi ne soffre, ma anche perché coinvolge una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

Il dolore, per quanto localizzato principalmente al collo, può, inoltre, estendersi alla zona del braccio e della scapola e può associarsi ad altri sintomi come nausea, vertigini, emicranie e così via.

 

In questo articolo parliamo del dolore cervicale ma non dal punto di vista medico. Esploriamo, invece, i possibili aspetti simbolici ed energetici connessi a questo tipo di dolore.

dolore cervicale

In presenza di dolore nella zona cervicale è bene rivolgersi ad un medico, il quale prescriverà gli esami di routine per appurare le cause del dolore e valutare una eventuale terapia.

 

Il dolore cervicale secondo la medicina cinese

In medicina cinese le cause del dolore cervicale vengono attribuite a:

  1. penetrazione di patogeno esterno Vento e Umidità a livello del collo
  2. traumi esterni della zona il cervicale
  3. mantenimento prolungato di posture scorrette, che causano irrigidimenti e contrazioni dei muscoli della zona cervicale inducendo una riduzione degli spazi intervertebrali e dei fori intertrasversali, coinvolgendo nervi e vasi sanguigni

Sia il trauma che il mantenimento prolungato di posture scorrette rimandano ad una situazione di stasi di Qi e Sangue.

Da un punto di vista simbolico, la zona del collo secondo la medicina cinese rappresenta il tramite di collegamento tra Uomo (torace e braccia) e Cielo (testa).

L’azione delle emozioni sulla zona del collo può essere determinante e generare tensione e rigidità importanti.

 

Dolore cervicale ed emozioni

La medicina occidentale ha riconosciuto che, dal punto di vista neurovegetativo, determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è tra le più interessate da questo meccanismo.

La tensione si manifesta soprattutto alla base del cranio e a volte può formare un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che, per dirlo con le parole di Lowen, funziona “come un cappio”:

(…) [questa postura è] chiamata “il capestro” perché (…) assomiglia a quella di un impiccato. Il capo pende leggermente di lato come se la connessione con il resto del corpo fosse interrotta (…) ma il fatto più significativo è che in questa struttura l’area chiave delle tensioni sia alla base del cranio: è questa tensione che spacca in due la personalità.  Le tensioni muscolari presenti in questa zona formano un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Alcuni autori segnalano come questa condizione si manifesti tipicamente in chi vive situazioni di difficoltà nella vita sociale o familiare, in particolare in chi vive problemi di adattamento all’ambiente o alle persone, con una sorta di difficoltà a vivere il quotidiano (Lomuscio).

E’ la situazione tipica dell’uomo maturo, sovraccaricato da responsabilità difficili oppure alla ricerca del suo ruolo e identità nella società o nella famiglia (per esempio il pensionato, il disoccupato, la donna in età matura…).

Ugualmente, in alcune circostanze, può interessare il giovane, laddove questo si trovi a disagio, disorientato circa la direzione da prendere nella sua vita, senza sufficiente energia per gestire le eventuali avversità.

Da un punto di vista psicosomatico, i problemi al tratto cervicale possono sinteticamente essere associati a condizioni in cui:

  • la persona rifiuta di vedere le coseda diverse prospettive(il “blocco” a livello cervicale ci pone in una condizione di limitazione del movimento)
  • la persona ha un vissuto di umiliazione e sconfitta (deviazioni  posturali), oppure di eccessiva ostinazione (rigidità), con difficoltà a lasciarsi andare alla richiesta delle proprie emozioni

Indipendentemente dalle cause, le tensioni muscolari croniche rendono il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

dolore cervicale

Nel tempo, queste tensioni – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali anche molto importanti.

Per di più, rispetto all’assetto generale del corpo, le tensioni muscolari che si manifestano a questo livello rappresentano una stasi e un restringimento disfunzionale e generano disagi a vario livello che finiscono per coinvolgere anche la respirazione e l’emissione della voce.

Ciò è molto bene descritto da Lowen nel passo seguente:

(…) L’anello di tensione che si sviluppa in questa regione è anche naturale e funzionale e riguarda essenzialmente i muscoli scaleni anteriore, mediano e posteriore. Questo anello di tensione protegge l’apertura che porta alla cavità toracica e dunque al cuore. Quando sono affetti da una contrazione cronica, questi muscoli elevano e immobilizzano le costole superiori, restringendo l’apertura che porta al petto. Ciò interferisce con i movimenti naturali della respirazione e dunque influenza fortemente la produzione della voce (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Leggi anche: “Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi”

 


Per approfondire:

Laura Vanni,
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

fasi della vita

L’energia nel nostro organismo vive trasformazioni costanti durante l’arco di tutta la nostra vita.

Secondo la medicina cinese, le regole che governano questa trasformazione sono naturali e sono comuni tanto all’uomo (microcosmo) quanto al mondo naturale (macrocosmo).

Le fasi energetiche nell’uomo e nel cosmo

Nel corso della sua vita, l’uomo attraversa naturalmente tre importanti fasi energetiche caratterizzate da:

  • un’esplosiva vitalità (infanzia)
  • una consolidata energia (età adulta)
  • un progressivo declino (età matura)

Questa stessa tendenza energetica può essere osservata comunemente in natura.

Pensiamo alla trasformazione quotidiana più evidente a cui ogni giorno assistiamo.

Ogni giorno:

  • il sole sorge brillante e luminoso (alba)
  • resta alto nel cielo riscaldando ed illuminando la terra (mezzogiorno)
  • scende poi lentamente, meno caldo e luminoso ma tingendo tutto del meraviglioso colore del tramonto (sera) lasciando poi spazio alla notte

Si tratta, semplificando al massimo, della naturale e costante trasformazione dallo Yin (notte) allo Yang (giorno) e poi di nuovo allo Yin… in un ciclo continuo.

fasi della vita

La diversa energia espressa dal giorno nei diversi momenti coincide, metaforicamente, con la diversa energia espressa dall’uomo nelle varie fasi della sua vita considerando l’alba come l’infanzia e il tramonto come l’età matura.

 

Le fasi della vita secondo i cinque Elementi

Rifacendoci al pensiero cinese, queste fasi possono essere interpretate anche alla luce della teoria dei cinque Elementi.

Secondo questa teoria, ci sono cinque Elementi da cui deriva tutto ciò che esiste.

Questi Elementi sono: il Legno, il Fuoco, la Terra, il Metallo e l’Acqua.

Questi Elementi hanno caratteristiche energetiche ben definite e sono in relazione tra loro.

Una di queste relazioni, la più significativa, consiste in un rapporto sequenziale di generazione tale per cui:

  • il Legno genera il Fuoco (può ardere)
  • il Fuoco genera la Terra (formando la cenere)
  • la Terra genera il Metallo (nella terra si formano i minerali)
  • il Metallo genera l’Acqua (arricchisce l’acqua coi minerali)
  • l’Acqua genera il Legno (lo nutre)

L’energia espressa dai cinque Elementi ha, pertanto, una ciclicità che prende avvio dalla forza vitale e dinamica del Legno e si conclude (per poi ricominciare) con l’energia profonda e consolidante dell’Acqua.

L’energia degli Elementi nell’uomo

In sintesi:

  • l’Elemento Legno rappresenta l’energia propulsiva della nascita, il primo vagito, il piccolo Yang che cresce e che si manifesta con la vitalità dei bambini (definiti “puro Yang”). L’energia del Legno, nell’uomo, è associata al Fegato e alla rabbia
  • l’Elemento Fuoco rappresenta l’energia piena del giovane adulto. E’ la fase della vita in cui si è in grande attività. Lo studio e il lavoro sono in progressiva e vigorosa affermazione, la vita affettiva inizia a definirsi, si stabiliscono relazioni significative, si prendono decisioni per la propria vita. L’energia del Fuoco, nell’uomo, è associata al Cuore e alla gioia
  • l’Elemento Terra è l’età adulta. E’ il momento in cui gli studi si definiscono o si concludono, il lavoro si definisce in un modo o nell’altro, le relazioni significative sviluppano in qualcosa di più stabile e concreto. Questa è l’età tipica della procreazione. Si fanno figli, si lavora per continuare a “seminare” su quanto già si è iniziato nella fase precedente. L’energia della Terra, nell’uomo, è associata alla Milza e alla preoccupazione
  • l’Elemento Metallo rappresenta l’età matura. Ora i figli sono cresciuti, gli studi e il lavoro hanno avuto compimento, si raccolgono i frutti, si osserva restando un po’ in disparte, a volte con animo malinconico. L’energia del Metallo, nell’uomo, è associata al Polmone e alla tristezza
  • l’Elemento Acqua si associa alla senescenza, alla fase ultima della vita, il massimo dello Yin. L’Acqua è la chiusura del ciclo vitale e, allo stesso tempo, l’avvio di un nuovo ciclo (l’Acqua nutre il Legno che rappresenta la nascita e lo Yang che cresce). L’energia dell’Acqua, nell’uomo, è associata al Rene e alla paura

 

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

Dal punto di vista energetico, quindi, la fase della vita che stiamo vivendo favorisce in modo naturale l’esplosione della vitalità (età giovanile, Legno, Yang che cresce) oppure la concentrazione e la stasi (età matura, Elemento Acqua, massimo dello Yin).

Mentre da giovanissimi esprimiamo vitalità e flessibilità, tanto da essere paragonabili ad un “legno verde”, nella maturità tendiamo ad irrigidirci.

Un grande contributo in questa direzione può offrirla l’attività fisica che dovrà opportunamente calibrarsi nell’intensità e nelle caratteristiche in funzione della fase della nostra vita.

L’attività fisica più utile, in sostanza, è quella che valorizza e lascia esprimere le potenzialità di ciascuna fase della vita sfruttandone le caratteristiche per ottenere i risultati migliori in termini di benessere.

Semplificando al massimo:

  • la vitalità dei bambini è tale che essi vengono definiti dalla medicina cinese “puro Yang” (fase Legno). Questo Yang si esprime in modo naturale con la loro costante voglia di muoversi ed il loro entusiasmo. L’energia del Legno in questa fase è dominante, lo Yang del Fegato è esuberante. In questa situazione l’attività fisica ideale è quella che consente la libera espressione della vitalità, così come si conviene all’energia del Legno che teme ogni contenimento. Correre, giocare, saltare… sono tutte attività che liberano l’energia epatica e consentono un riequilibrio profondo. Laddove questa espressione non fosse consentita si avrebbe compressione dello Yang, stasi e, infine, produzione di un calore patogeno che si potrebbe manifestare in diversi modi (mal di testa, aggressività, disturbi del sonno, sbalzi d’umore…)

  • nel giovane adulto l’energia si riequilibria (Fase Fuoco-Terra). Diminuisce l’esplosività Yang tipica dell’infanzia, lo sport può rappresentare una modalità efficace per esprimere se stessi, a volte anche ad alti livelli nella pratica sportiva stessa

fasi della vita

  • nell’anziano la struttura tende ad irrigidirsi (fase Metallo-Acqua). I tendini, le articolazioni, i muscoli… persino il carattere tende alla rigidità! L’obiettivo dell’attività sarà quello di mantenere la flessibilità e l’elasticità, contrastando l’irrigidimento progressivo

In ciascuna di queste fasi, l’attività fisica dovrà essere orientata rispettivamente a:

  • liberare lo Yang in abbondanza
  • esprimere in modo equilibrato la sua energia (potenzialità e attitudini)
  • ammorbidire e rendere flessibile, contrastando la fisiologica tendenza allo Yin

 

Postura e medicina cinese. La forma del corpo e il suo rapporto con la mente

postura e medicina cinese

Vi è mai capitato di osservare le persone che camminano in strada o che sono in attesa alla fermata dell’autobus?

Avete mai fatto caso a come ognuno abbia tratti fisici e soprattutto posturali distintivi?

Chi grasso, chi magro, chi con le spalle ampie e robuste, chi dall’aspetto gracile e delicato, chi “iperesteso” e con una schiena atteggiata in modo rigido e chi – al contrario – chino e apparentemente quasi sbilanciato in avanti…

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La forma del corpo

Da cosa dipende, oltre che dalla genetica, la “forma” che il nostro corpo prende negli anni?

Da cosa dipende, oltre che dalla meccanica, il modo in cui noi “teniamo in piedi” il nostro corpo, quali muscoli decidiamo di far lavorare soprattutto per mantenerci eretti, lottando contro la forza di gravità a volte in modo insolito?

Cosa può spiegare quella che è la nostra postura, il modo in cui le ossa, i muscoli, i tendini e ogni struttura ci “disegna” e ci rende unici, in modo da essere riconoscibili anche da lontano, dalla silhouette o dal nostro modo di camminare?

postura e medicina cinese

I fattori ambientali che “forgiano”.

Il contributo di Lowen nella psicoterapia

Spesso la persona non ha piena consapevolezza delle aree di tensione e le percepisce solo al tocco.

Spesso nel lavoro sui Meridiani e sulle zone energetiche che coinvolgono l’area in tensione la persona compie un respiro profondo, come se il respiro fosse stato fino a quel momento bloccato nella tensione e nella mancata consapevolezza di essa.

Si avverte spesso una sorta di sconnessione tra il corpo e la mente che si riduce nel momento in cui le mani dell’operatore vanno anche solo a toccare l’area interessata.

La psicoterapia fornisce interessanti letture di questo fenomeno evidenziando come siano numerosi i fattori che contribuiscono a “bloccare” alcune aree del corpo arrivando a “forgiarci” nel tempo.

Si parla di fattori ambientali, ovvero di fattori psicologici, sociali e, più ampiamente,  culturali.

Questo ambito è stato brillantemente indagato e documentato da Alexander Lowen, psicoterapeuta degli anni 40 padre della bioenergetica.

Osservando i propri pazienti, egli si rese conto come questi avessero spesso blocchi muscolari, un diaframma cronicamente contratto e – così come lui stesso lo definì – un “flusso energetico bloccato”, con una associata condizione di depressione.

Era, in sostanza, come se essi portassero sul corpo i segni della propria sofferenza emotiva.

Da ciò derivò che il modo di sentirsi e di essere della persona ha una connessione con il suo “essere” nel corpo.

Secondo Lowen, fin da bambini ricorriamo ad una strategia inconscia per controllare movimenti che porterebbero a rifiuto e disapprovazione.

Questo controllo (o meglio, più spesso, inibizione) ci rende socialmente desiderabili, ma allo stesso tempo blocca permanentemente i muscoli coinvolti con tensioni inconsce che si cronicizzano nel tempo. E’ il caso, per esempio, del blocco della gola e della mascella per inibire il piangere o il gridare (ma, ahimè anche di urlare di gioia) o dei blocchi nelle spalle e nelle braccia per inibire il desiderio di aggredire o colpire (ma, ahimè, anche di abbracciare).

postura e medicina cinese

Il punto di vista della medicina cinese.

Le tensioni muscolari croniche e il loro rapporto con il Qi e il Sangue

Nel mio lavoro di operatore tuina osservo quotidianamente come un atteggiamento posturale protratto nel tempo generi tensioni muscolari croniche le quali – a volte – sviluppano in  condizioni di dolore quando non anche in vere e proprie patologie a carico dell’apparato osteomuscolare.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi e dove c’è stasi c’è dolore”.

Le tensioni muscolari croniche, quindi, con la loro dolorabilità più o meno intensa, rappresentano segnali di blocco e di rallentamento della circolazione del Qi e del Sangue nel nostro organismo.

Questa stasi va ad interessare aree energetiche più o meno estese, aree coincidenti con agopunti e Meridiani energetici coinvolgendo, quindi, potenzialmente, in modo ampio non solo la zona del corpo interessata ma anche organi ed apparati.

I fattori che favoriscono queste stasi possono essere di diversa natura, tanto fisici (mantenimento di posizioni scorrette) quanto emozionali (emozioni intense e particolarmente persistenti come tristezza, paura, rabbia o preoccupazione oppure – anche – la loro compressione in grado da generare una stasi).

L’obiettivo della medicina cinese nelle sue diverse espressioni (tuina, agopuntura, qi gong, fitoterapia, alimentazione energetica) va, in ogni caso, nella direzione di rendere fluidi e armonici i movimenti di energia, risolvendo le eventuali stasi e prevenendone l’eventuale formarsi.

postura e medicina cinese

La via cinese per la connessione corpo-mente

Dal punto di vista della medicina cinese, uno strumento insostituibile ai fini della connessione corpo-mente è dato dalla ginnastica energetica e dal Qi gong.

Attraverso questa antica pratica psico-corporea è possibile favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nei Meridiani energetici, aumentare la consapevolezza del proprio corpo, favorire la connessione tra il corpo stesso e la mente migliorando la propriocezione.

Risultati molto validi in termini di armonico fluire possono essere forniti anche dalla pratica del taijiquan, antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti, armonici e fluidi che aiutano a sviluppare nel praticante flessibilità e morbidezza.

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Molto utile, infine, è la pratica della meditazione, in grado di favorire consapevolezza e presenza e di creare una relazione a volte molto stretta tra il corpo e la mente a livelli diversi (vedi anche la meditazione degli organi).

Tutto ciò conduce, nel tempo, alla conquista di una postura equilibrata e priva di tensioni.

In questa chiave, la forma del corpo e quella che chiamiamo abitualmente “postura” può rappresentare, quindi, l’espressione più visibile del rapporto di equilibrio-squilibrio tra mente e corpo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

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Gonfiore addominale, stanchezza, sovrappeso. I tanti volti del deficit del Qi di Milza

deficit del Qi di Milza

(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, la Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”. Rappresenta, infatti, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano.

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie principalmente all’alimentazione e alla respirazione.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo (cfr. “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, par.3.5.1.).

libro medicina cinese
“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” Laura Vanni, 2018

La funzione più importante della Milza, secondo la medicina cinese, è la trasformazione e il trasporto delle essenze derivate da cibi e bevande.

Un deficit del Qi della Milza si manifesta principalmente con difficoltà proprio a carico di queste funzioni di trasporto e trasformazione, con sintomi in gran parte a carico del sistema digestivo.

 

Sintomi del deficit del Qi della Milza

Sono manifestazioni tipiche del deficit del Qi della Milza sintomi come:

  • il gonfiore addominale
  • la mancanza di appetito (anoressia)
  • le feci non formate

Altre manifestazioni, più o meno gravi, comunemente associate al Deficit del Qi della Milza sono:

  • la tendenza al sovrappeso/obesità (mancata trasformazione e trasporto con conseguente accumulo questa funzione di Milza e relativo accumulo di Umidità Interna)
  • l’astenia, tipica manifestazione, in quanto la Milza controlla i muscoli ed ha il compito di trasportare Guqi (Energia alimentare) ai muscoli e, nello specifico, ai cinque arti. Quando questo non avviene in modo efficiente si avverte stanchezza
  • emorragie (nelle donne tipiche le emorragie uterine) a causa dell’incapacità del Qi di Milza di controllare il Sangue e mantenerlo nei vasi
  • prolassi: Milza tiene in sede gli Organi. Se il suo Qi è insufficiente Milza non riesce a contenerli opponendosi alla forza di gravità

Sindrome simile a quella di Deficit di Qi della Milza ma con in maggiori sintomi di Freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo è quella del Deficit di Yang della Milza.

deficit qi della milza

In questo caso, l’edema è praticamente sempre presente (i Liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle) e ai sintomi già indicati per il Deficit di Qi della Milza si aggiungeranno in modo significativo gli arti freddi e la freddolosità diffusa.

 

Cause del deficit del Qi di Milza

I fattori che maggiormente danneggiano il Qi della Milza sono riferibili allo stress emotivo, ai patogeni esterni e all’alimentazione.

Per quanto riguarda lo stress emotivo, la Milza soffre per il pensiero eccessivo che le causa ristagno di Qi (rimuginio) e, se associato ad una dieta irregolare, anche Deficit di Qi.

Danneggia il Qi della Milza anche la riflessione costante e la concentrazione eccessiva caratteristica dello studio quando questo richieda eccessivo uso di memoria per lungo tempo.

Anche la preoccupazione (pensiero ripetitivo di tipo ossessivo) danneggia la Milza in quanto annoda il Qi (stasi nell’apparato digerente, gonfiore e dolore addominale).

deficit qi della milza

Queste emozioni danneggiano il Qi di Milza e allo stesso tempo, un Qi di Milza insufficiente favorisce questo vissuto emozionale generando un circolo vizioso.

A livello di patogeni esterni, Milza viene attaccata facilmente dall’Umidità esterna la quale può invadere il corpo in vari modi.

Vivere in ambienti umidi (casa, città…) o indossare indumenti bagnati (p. es. dopo lo sport o il nuoto), per esempio, favoriscono l’invasione di Umidità esterna, soprattutto nelle donne (già di natura Yin), soprattutto in determinate fasi della vita (durante le mestruazioni, dopo il parto…).

Per quanto riguarda l’alimentazione, infine, Milza soffre i cibi crudi e freddi; ama, invece, i cibi “caldi” (di temperatura e natura) e i pasti regolari, con attenzione agli orari e alle quantità

 

Deficit di Qi della Milza e dei Polmoni

Milza e Polmoni sono coinvolti nella produzione del Qi e si influenzano a vicenda.

Rappresentano nodi cruciali per la produzione del Qi (“la Milza è la sorgente del Qi e i Polmoni sono il cardine del Qi”).

Il Deficit del Qi della Milza e il Deficit del Qi del Polmone possono combinarsi tra loro in una sindrome mista con sintomi associati alla presenza di Umidità o Flegma.

Manifestazioni:

  • mancanza di appetito
  • leggera distensione addominale dopo pranzo
  • astenia, apatia
  • carnagione pallida
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • leggera dispnea, tosse lieve, voce debole
  • sudorazione spontanea diurna
  • poca voglia di parlare
  • propensione al raffreddamento
  • avversione al freddo

 

Come tonificare il Qi della Milza

Uno degli strumenti più efficaci per tonificare il Qi di Milza è l’alimentazione.

Le regole generali fornite dall’alimentazione energetica cinese sono orientate a favorire uno stile alimentare in grado di “rafforzare il centro”, ovvero il potere di trasformazione e trasporto del sistema Terra (Milza-stomaco).

In estrema sintesi, saranno da evitare:

  • alimenti di natura fredda e fresca e di temperatura fredda o fresca, crudità, bevande molto fredde, gelati
  • cibi particolarmente umidificanti come zuccheri, latte e derivati, farine specie se lievitate, succhi di frutta
  • di mangiare velocemente e a ritmi irregolari

deficit del Qi della milza

Abitudini che favoriscono il rafforzamento del Qi di Milza sono invece:

  • i cibi cotti, caldi, assunti in intervalli regolari e in moderate quantità
  • colazione “da re”, preferibilmente con alimenti cotti (p. es. porrige cereali, zuppa di riso, frutta cotta…)
  • masticare a lungo e bere poco o nulla durante il pasto
  • alla fine del pasto assumere un infuso caldo

deficit del Qi della milza

Tra gli alimenti sono favoriti gli alimenti di Natura tiepida e dal sapore Dolce naturale.

Tra i cereali come il riso, l’avena, il mais. Tra le carni (da consumare con moderazione) le carni di agnello, pollo, manzo e le carni ovine.

Tra i pesci l’acciuga, il merluzzo, la carpa, il persico e la sogliola

Senza esclusione i legumi. Tra le verdure preferire verdure dolci come patate, zucche e zucchine, carote, fagiolini… Benvenuti condimenti e spezie come il prezzemolo, l’anice, il ginepro, la cannella o lo zenzero

Consumare frutta  con moderazione in considerazione della sua azione umidificante.

 


Laura Vanni, “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Ciclicità stagionale e ritmi vitali. Indicazioni per armonizzarsi con le stagioni

ciclicità stagionale

Ti sei mai chiesto che influenza ha la ciclicità stagionale sul tuo benessere?

Probabilmente avrai sentito, anche se non consapevolmente, che c’è una qualche relazione tra le stagioni e il tuo modo di sentirti.

Probabilmente ti sarai sentito disorientato almeno una volta nella vita vivendo giornate invernali insolitamente calde o giornate estive troppo fresche o piovose.

Oppure avrai sofferto ambienti chiusi troppo riscaldati in inverno o troppo raffreddati in estate.

Avrai percepito la necessità di una coerenza da parte del tuo organismo rispetto alla stagione. Come se ci fosse una qualche relazione tra la stagione e il tuo modo di sentirti, alla tua voglia di fare o non fare alcune attività.

Ebbene, questo non è affatto solo una sensazione!

La medicina cinese ci dice, infatti, che esiste una connessione molto stretta tra uomo e natura.

L’uomo è il microcosmo all’interno del macrocosmo e ne condivide regole e armonie.

Adeguarsi ai “soffi della stagione” significa difendersi dalle intemperie, adattare l’intensità dell’attività e del riposo, accogliere profondamente lo yin e lo yang espressi dalla natura.

L’energia espressa dalla stagione stimola l’uomo e lo invita ad adeguarsi nelle abitudini, connettendosi al macrocosmo.

Primavera, estate, autunno, inverno… quattro diverse espressioni di energia, quattro modi di manifestarsi nel mondo naturale che possono variare dai boccioli e le fioriture della primavera e dell’estate e alle piogge e al gelo dell’autunno e dell’inverno.

ciclicità stagionale

Così come nel macrocosmo, così anche nel microcosmo dell’organismo umano avvengono queste trasformazioni, nonostante gli artifici che ci consentono oggi di raffreddare ambienti troppo caldi o riscaldare ambienti troppo freddi.

Vediamo di seguito cosa ci indica il Suwen sul rapporto uomo natura nelle quattro stagioni.

Primavera

ciclicità stagionale

L’energia della primavera è ricca di esplosiva vitalità.

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare;
Cielo e terra insieme producono la vita
i Diecimila esseri ne risplendono

La primavera rappresenta  il passaggio dallo yin dell’inverno allo yang dell’estate.

Una trasformazione che vede un progressivo e dirompente e sempre più ingente impiego di energia yang.

La luce inizia a prevalere sul buio, il tepore inizia a prendere il posto del freddo. La natura mostra le molte trasformazioni tipiche di questa stagione.

In primavera l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yangqi, dovrebbe essere aperto e a proprio agio, offrendosi alla rinascita della vita e della natura.

Nel Suwen si trova l’invito a svegliarsi presto, camminare con ampi passi con i capelli sciolti e il corpo in libertà.

ciclicità stagionale

Questa modalità esprime l’energia in espansione del Legno, associato alla stagione primaverile e connesso al Fegato come organo Zang.

Ignorare l’impulso primaverile potrebbe danneggiare l’energia del Fegato e potrebbe, inoltre, creare problemi nella stagione successiva.

Si legge infatti nel Suwen:

Andare controcorrente porterebbe danno al fegato;
causando, in estate lesioni dovute al freddo,
per insufficienza di apporto alla crescita

Estate

ciclicità stagionale

L’estate segue la primavera e in un certo senso fa maturare le promesse espresse dalla primavera nella natura (fa apparire i frutti, fa maturare il grano…).

I tre mesi dell’estate sono chiamati proliferare e sviluppare il fiore;
I soffi del Cielo e della Terra si intrecciano
i Diecimila esseri fioriscono e fruttificano

In estate l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yangqi, dovrebbe essere vitale pieno di forza.

Il suo spirito dovrebbe essere ottimista felice.

ciclicità stagionale

Inoltre, dovrebbe stare tranquillo e non arrabbiarsi o agitarsi, onde evitare di aumentare eccessivamente il calore interno e nuocere all’equilibrio complessivo.

Si esercita il volere, ma senza violenza:
assecondando lo splendore della bellezza e della forza, che realizzano allora le loro promesse;
assecondando lo scorrere dei soffi
che preferiscono allora esteriorizzarsi

In medicina cinese l’estate si associa all’elemento Fuoco e al Cuore come organo Zang.

Un eccesso di eccitazione potrebbe danneggiare questo organo.

Sarebbe altrettanto dannoso, tuttavia, bloccare il movimento della stagione, impedire che l’energia si sposti in superficie e all’esterno del corpo a causa del calore (per esempio con uso improprio dei condizionatori).

Bloccare questa superficializzazione di energia porterebbe problemi di salute nella stagione successiva, con febbri intermittenti a causa del sudore rimasto intrappolato:

Andare controcorrente porterebbe danno al cuore;
causando, in autunno, febbri intermittenti,
per insufficienza di apporto al raccolto;
Nel cuore dell’inverno la malattia si aggraverà

 

Autunno

ciclicità stagionale

In autunno l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yinqi, dovrebbe coltivare la serenità, così da combattere la desolazione e la tristezza tipiche dell’autunno.

L’autunno segna l’arresto dell’espansione iniziata con la primavera ed espressa al massimo durante l’estate.

Con l’autunno l’energia inizia a ripiegarsi.

Dallo yang dell’estate ci si avvia allo yin dell’inverno.

I tre mesi dell’autunno sono chiamati:
sovrabbondare ed equilibrare;
i soffi del Cielo si fanno incalzanti,
i soffi della Terra mostrano la loro munificienza

La parola d’ordine è concentrazione, ritorno verso l’interno, ristringimento

L’invito è a far rientrare la propria energia tanto nelle abitudini quotidiane quanto nel proprio modo di comunicare e di relazionarsi

Ci si corica presto, ci si alza presto (…)
(…) si esercita il volere quietamente e tranquillamente (…) senza lasciare che il volere si spanda al di fuori”

L’autunno è associato all’elemento Metallo e ai Polmoni come organo Zang. Per questo in autunno si dovrebbe lavorare particolarmente sui Polmoni, anche con la meditazione, favorendo la corretta respirazione e immagazzinando correttamente l’energia del cielo.

ciclicità stagionale

Non rispettare l’energia dell’autunno può portare problemi al Polmone e problemi a livello di intestino (connesso al Polmone tramite il sistema dei Meridiani) durante la successiva stagione:

Andare controcorrente porterebbe danno al polmone
causando, in inverno, diarree lienteriche
per insufficiente apporto alla tesaurizzazione

Inverno

ciclicità stagionale

L’inverno rappresenta il massimo dell’energia yin e si oppone, in questo, all’estate che rappresenta il massimo dell’energia yang.

L’inverno è chiusura, protezione, profondità

I tre mesi dell’inverno sono chiamati
chiudere e tesaurizzare;
l’acqua gela, la terra si screpola;
nessuno stimolo viene più dallo yang.

In inverno  l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yinqi, dovrebbe custodire al proprio interno le emozioni e lo spirito, mantenendo uno stato d’animo tranquillo e calmo.

Si esercita il volere
come sotterrati, come nascosti,
come rivolti solamente verso di sé
come occupati a possedersi

L’uomo è invitato a proteggersi dal freddo dell’inverno e a non lasciar uscire sudore dal suo corpo. La sua fuoriuscita non è necessaria per regolare la temperatura (come in estate) e lo spoglierebbe, anzi, di liquidi essenziali lasciando aperti i pori come aperture ai patogeni invernali

Si sfugge il freddo, si ricerca il calore
non lasciando sfuggire nulla attraverso gli strati della pelle per paura di essere pericolosamente sforniti dei propri soffi.

L’inverno è espressione  dell’elemento Acqua, associato ai Reni come organo Zang.

Anche in questo caso, come nelle altre stagioni, non conformarsi all’energia della stagione significa per l’uomo andare incontro ad uno squilibrio di organo.

Significa, inoltre, favorire squilibri più ampi nella stagione successiva, la primavera, che avvierà un nuovo ciclo stagionale.

Andare controcorrente (in inverno ndr) porterebbe danno ai reni
causando, in primavera, invalidità e reflussi,
per insufficiente apporto all’impulso vitale

ciclicità stagionale

Cuore in medicina cinese. Signore e Maestro che emana lo splendore degli Spiriti

Il Cuore in medicina cinese ha il ruolo di sovrano Imperatore, punto di riferimento per tutti i sudditi del Regno (tutti gli Organi e i Visceri), coordinatore di ogni funzione psichica.

La metafora dell’Impero

In medicina cinese è molto forte il senso di integrazione tra il corpo e la mente e tra le parti che costituiscono il nostro organismo.

Questo è evidente ancora di più se si pensa che esiste una suggestiva metafora in cui il corpo umano viene equiparato ad un Impero.

Questo Impero è caratterizzato da una rigida gerarchia militare e da una chiara distribuzione dei compiti. Qui, gli Organi e i Visceri (Zang fu) assumono la funzione di burocrati e funzionari.

Al vertice di questo Impero si trova, appunto, il Cuore Imperatore e, intorno a lui, ci sono i sudditi, ovvero i diversi Organi e Visceri, ciascuno con il suo personale incarico.

Così come nell’Impero cinese i funzionari si danno da fare per mantenere ordine e armonia, allo stesso modo, nel nostro organismo, gli Organi e i Visceri eseguono le proprie funzioni lavorando in modo coordinato per il mantenimento del benessere.

 

Cuore-Shen e Cuore Vuoto

“(…) il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…)” (Suwen)

Il Cuore è collocato nel jiao superiore (“Yang nello Yang”), avvolto dal Pericardio, membrana che lo protegge da ogni aggressione esterna.

E’ molto suggestivo il fatto che l’ideogramma che indica il Cuore – a differenza degli ideogrammi degli altri Organi Zang- non possieda il radicale che suggerisce il significato della “carne”. Questo indica come, nell’accezione cinese, il ruolo del Cuore sia più “psichico” (Cuore come sede dello Shen) che “fisico” (Cuore come muscolo cardiaco).

In medicina cinese tutti gli Organi gli Zang Fu hanno, di fatto, una dimensione psichica ed emozionale.

Nel caso del Cuore, però, possiamo dire che questa dimensione è ancora più importante perché questo Zang è in medicina cinese il centro del mentale e dell’emozionale.

Il Cuore Imperatore è, proprio grazie allo Shen, dotato di una “fiamma interiore” che gli dona la capacità di comprendere, di riconoscere ciò che è opportuno da ciò che non lo è, di esprimere pensieri “dotati di senno”.

La rappresentazione del Cuore nel suo ideogramma lo raffigura come un contenitore vuoto aperto verso l’alto, come per accogliere ciò che viene dal Cielo (influenze spirituali). Come una piccola ciotola aperta verso l’alto in cui entra ed esce una piccola goccia di sangue, attraversandolo.

cuore in medicina cinese
Autore dell’immagine Fraxinus2. Fonte Wikimedia Commons

Qui si introduce un concetto molto importante nella cultura cinese che vuole l’interno del Cuore idealmente “vuoto”, silenzioso, tranquillo, non impegnato (riempito) costantemente da pensieri fissi o emozioni eccessivamente intense:

“(…) E’ proprio dell’uomo avere nel Cuore un’idea, un pensiero, un obiettivo di sollecitudine. Ma fare del pensiero una preoccupazione, generare dei fastidi sino all’ossessione, questo è una perversione. Sarebbe meglio avere un cuore vuoto piuttosto che pieno di turbamento (…) Un Cuore invulnerabile è un Cuore vuoto. Perché il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri. Esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo/Terra; nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo (…)” (Elisabeth Rochat de La Vallée, La medicina cinese. Spiriti, cuore ed emozioni, Jaka Book, 2008, p.99)

Queste condizioni di Vuoto sono indispensabili perché Shen trovi la sua dimora e permetta il libero scorrimento dell’energia, consentendo all’uomo di vivere la propria coscienza individuale, aprendosi anche alla “coscienza universale”.

Quando il Cuore è in uno stato di tumulto, lo Shen si disperde e la nostra energia si consuma rapidamente, senza alcun controllo.

© Laura Vanni 2019

 

Leggi anche:

 

Questo articolo contiene testo  parzialmente estratto dal par.3.3.1 del libro:
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, Laura Vanni, 2018

libro medicina cinese

Puoi trovare un estratto PDF di questo libro nella pagina “risorse” di questo sito

Deficit Yang in medicina cinese. Freddolosità, stanchezza e metabolismo lento

Con deficit dello Yang in medicina cinese si intende una situazione di sofferenza dell’energia Yang del nostro organismo, ovvero di quell’energia che esprime il dinamismo e l’eccitazione in grado di attivare i meccanismi fisiologici, di muovere i Liquidi corporei e il Sangue.

Secondo la medicina cinese, l’energia Yang è, per il nostro organismo, il calore di attivazione per ogni funzione corporea.

Quando c’è un deficit dello Yang, si ha una diminuzione delle funzioni organiche e compaiono segni di freddo interno.

freddo

Con il deficit dello Yang, diminuisce la capacità del nostro organismo di trasformare e trasportare le sostanze e così il Sangue e i Liquidi organici hanno difficoltà a diffondersi.

La vitalità della persona è più bassa, il metabolismo più lento, si percepisce freddo e si manifestano facilmente ristagni (edema) e accumuli (sovrappeso).

 

Sintomi generali del deficit dello Yang

I sintomi più diffusi del deficit dello Yang sono in linea generale:

  • indebolimento e rallentamento delle funzioni organiche
  • pallore
  • senso di freddo (soprattutto alle estremità)
  • dolore nel corpo ed altri sintomi che possono sempre essere associati ad un prevalere di Freddo/stasi nel corpo

Il deficit dello Yang nel nostro organismo interessa principalmente (spesso anche congiuntamente) gli Organi Zang di Milza e Rene. Un terzo Organo Zang interessato dal deficit di Yang è il Cuore, spesso in modo secondario per la sua relazione con Milza e Rene.

In questo articolo prenderemo in considerazione le sindromi di

  • deficit di Yang della Milza
  • deficit di Yang del Rene

Per entrambi i casi descriveremo i sintomi prevalenti e suggeriremo poi alcuni rimedi in termini di abitudini e alimentazione energetica.

E’ necessario tener conto del fatto che in medicina cinese uno stesso sintomo può riferirsi a sindromi diverse e rimandare, quindi, a quadri diversi.

Il solo sintomo non è, pertanto, sufficiente per definire con sicurezza una condizione. Nel caso in cui, quindi, vi riconosciate nei quadri successivi e vogliate affrontare nel modo migliore la situazione, è necessario che vi rivolgiate ad un medico o operatore qualificato per una valutazione energetica.

 

A proposito! Se non lo sai già, offro una valutazione energetica gratuita
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Deficit dello Yang della Milza. Gonfiore addominale, sovrappeso, arti freddi…

Il deficit dello Yang della Milza si manifesta tipicamente con sintomi di freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo.

Le manifestazioni principali sono:

  • mancanza di appetito
  • gonfiore addominale dopo i pasti
  • apatia, astenia, desiderio di sdraiarsi
  • pallore
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • freddolosità
  • arti freddi
  • edema (quasi sempre presente. I liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle)

deficit dello yang

Deficit dello Yang dei Reni. Sensazione di freddo alla schiena e alle ginocchia, mancanza di vitalità fisica e mentale…

Il deficit dello Yang si caratterizza tipicamente per i sintomi di Freddo interno e la  sensazione di Freddo percepita soprattutto a livello  schiena (specie zona lombare) e alle ginocchia.

Quando lo Yang dei Reni è in deficit, non c’è energia sufficiente per dare forza alle ossa e alla schiena (lombalgia, gambe e ginocchia deboli), non c’è abbastanza calore per riscaldare, per attivare l’energia sessuale, né per trasformare i liquidi che si accumulano (urine abbondanti e chiare, edema soprattutto alle gambe).

Inoltre, se lo Yang dei Reni è in Deficit, anche Milza ne soffrirà: i muscoli mancheranno, quindi, di nutrimento e si avrà stanchezza, apatia e altre sintomi connesse al deficit di Yang della Milza.

deficit yang rene

Il deficit dello Yang dei Reni inciderà anche nell’aspetto mentale, con la riduzione della forza di volontà (Zhi) e di voglia di vivere, aspetto psichico legato al Rene. Non rischiarando il Cervello (“mare dei midolli”), lo Yang dei Reni in Deficit potrà manifestarsi, inoltre, anche con vertigini.

In sintesi, il Deficit di Yang di Rene si manifesta principalmente con sintomi come:

  • lombalgia
  • vertigini
  • acufeni
  • ginocchia fredde e deboli
  • sensazione di freddo alla schiena, freddolosità diffusa
  • gambe deboli
  • astenia, apatia, letargia, depressione
  • urina chiara e abbondante
  • edema alle gambe
  • sterilità nelle donne, impotenza, eiaculazione precoce, diminuzione della libido
  • feci mal formate

 

Cause del deficit dello Yang

In linea generale, il deficit dello Yang può essere favorito da diversi fattori relativi a  condizioni ambientali,  abitudini alimentari e abitudini che potremmo attribuire allo stile di vita.

In particolare, sarà particolarmente predisponente a questo tipo di deficit il fatto di essere esposti ad un ambiente freddo e umido.

Questa esposizione ai patogeni esterni tenderà inevitabimente, nel tempo, a ledere lo Yang e a ridurne la capacità fisiologica nel nostro organismo.

Anche l’alimentazione ha un ruolo decisivo in questo.

Un eccessivo consumo di cibi crudi o di natura fredda per esempio, può danneggiare fortemente lo Yang della Milza, specie in determinate condizioni. Queste condizioni ruotano attorno alle caratteristiche energetiche anche tipologiche della persona (che potrebbe non avere sufficiente “energia di trasformazione”), alle fasi stagionali (in inverno è preferibile scegliere cibi cotti e caldi per bilanciare lo yin/freddo espresso dalla stagione) o altro (fase della giornata, età, fase mestruale nella donna e così via).

Con riferimento, in particolare, allo Yang del Rene, sono, inoltre, da considerare particolarmente lesive le malattie croniche (molto richiedenti per l’energia del Rene) e il lavoro fisico eccessivo. Anche l’eccessiva attività sessuale è considerata lesiva per lo Yang del Rene, in particolare per l’uomo.

 

Rimedi per il deficit dello Yang secondo la medicina cinese

In presenza di un deficit dello Yang, il nostro obiettivo è quello di “riscaldare” e riattivare, disperdendo il freddo.

La prima regola è abituarsi a tenere il corpo al caldo e non esporlo al freddo esterno. In particolare coprire zona lombare (Yang del Rene) e addominale (Yang della Milza).

freddolosa

Il Deficit dello Yang è, per definizione, un quadro cronico. E’ indispensabile, quindi, intervenire con pazienza modificando a volte in modo significativo alcune abitudini, prima di tutto le abitudini alimentari.

Sarà bene assumere esclusivamente bevande calde o tiepide (anche in caso di semplice acqua, riscaldarla raggiungendo almeno la temperatura corporea interna).

Preferire cibi cotti e assunti ancora caldi (preferibilmente anche a colazione), meglio se sottoposti a cotture prolungate o di tipo yang (per esempio cottura al forno o griglia).

Mangiare lentamente, a ritmi regolari, moderati in quantità e ben ritmati nella giornata.

Di seguito riportiamo alcune indicazioni fornite dalla medicina cinese in termini di alimentazione in presenza di deficit dello Yang.

Si tenga sempre presente che lo Yang origina, comunque dallo Yin.

L’alimentazione non dovrà, quindi, dovrà, sì, favorire lo Yang ma essere anche armonizzata. Non si dovrà, in particolare, eccedere (nell’intensità e nel protrarsi nel tempo) a favore dello Yang e del calore. La condizione generale dello Yang dovrà essere valutata periodicamente, in modo da adeguare progressivamente l’alimentazione. Per questo sarà indispensabile ricorrere al contributo di uno specialista che possa valutare ricorrendo alla metodologia tradizionale cinese comprensiva dell’esame della lingua e dei polsi.

 

Deficit dello Yang e alimentazione

Secondo la medicina cinese, in presenza di un deficit dello Yang l’alimentazione deve avere proprietà riscaldanti e tonificanti.

In considerazione della ridotta capacità dell’organismo di trasformare e metabolizzare i cibi, è bene masticare a lungo gli alimenti, fare pasti non troppo abbondanti assumendo poca o nulla acqua durante il pasto. Bere bevande calde, secondo la propria sensazione di sete.

deficit yang rimedi

Alimenti da evitare o limitare al massimo in presenza di un deficit dello Yang

In presenza di un deficit dello Yang la medicina cinese indica di evitare al massimo il consumo di cibi freddi o eccessivamente umidificanti e, comunque, di cibi di natura fredda come:

  • latte e latticini
  • farine
  • zuccheri
  • tra le verdure: insalata belga, scarola, tarassaco, cicoria di campo, funghi champignon, germogli di bambu e di soia, cetriolo, alghe marine
  • tra le carni: carne di cavalo, vongole, chiocciola di terra e di mare
  • frutti come anguria, cachi, melone invernale, pompelmo
  • te verde

Evitare anche cibi surgelati e conservati a lungo in frigorifero.

 

Alimenti da favorire in presenza di un deficit dello Yang

Oltre ai suggerimenti generali già indicati in presenza di deficit dello Yang in generale, la medicina cinese distingue a seconda dell’organo Zang interessato dal Deficit Yang.

Di seguito riportiamo, quindi, le indicazioni in presenza di deficit dello Yang della Milza e del Rene.

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang della Milza:

  • avena, riso, sorgo, segale, mais, farro, quinoa
  • carni ovine, pollo, tacchino, manzo, quaglia, cervo, selvaggina in genere
  • triglia, sogliola, persico, ombrina,
  • lenticchie, piselli, fava cotta
  • cavolo rapa, carota, peperone, patata, barbabietola rossa, asparago, porro, aglio, cipolla
  • spezie calde e aromatiche (cannella, zenzero secco, rosmarino, erba cipollina…)
  • frutta in scarsa quantità meglio se cotta e con spezie

 

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang del Rene:

  • avena, riso, sorgo, segale, farro, quinoa
  • aragosta, gamberi e gamberetti, acciughe
  • selvaggina, pollo, tacchino, carni ovine, manzo, rene di animali
  • fagiolo nero
  • porro, peperone, aglio, cipolla, carota, cavolo, rapa, patata (verdure da intendersi sempre cotte)
  • capperi
  • spezie riscaldanti (cannella, timo, rosmarino, zenzero secco…)
  • frutta in scarsa quantità, meglio se cotte con spezie
  • semi e frutta secca (noce, castagna, nocciola pistacchio)
  • tisane contenenti cannella, timo, rosmarino
  • acqua calda

© Laura Vanni 2019

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