Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente

meditazione del polmone

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente” è una meditazione di base del Polmone.

Pochi minuti per sperimentare un contatto intimo e diverso con il Polmone, il Maestro del Qi, primo Ministro al servizio dell’imperatore (il Cuore).

Se hai qualche minuto in più da dedicare alla meditazione, ti consiglio di iniziare dalla meditazione di base (“Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“, 5 minuti e 57 secondi) per predisporre il corpo e la mente e poi, a seguire, procedere con questa del Polmone.

Ricorda di iscriverti al mio Canale Podcast
per essere sempre aggiornato
!

Le mie meditazioni sono spesse inviate in anteprima
agli iscritti alla mia newsletter. Unisciti al gruppo!

—–

Sento l’aria fresca entrare dalle narici e scendere giù nei polmoni…

Sento i polmoni aprirsi, riempirsi di nuova energia.

Poi espiro lasciando che l’aria torni fuori, delicatamente, attraverso il naso.

Respiro in modo naturale, non forzato, solo più consapevole.

Inspiro portando aria e attenzione nei polmoni

Espiro lasciando uscire ciò che non serve più.

Dopo ogni espirazione sono pronto ad accogliere nuova energia. Un nuovo respiro. Inspiro ed espiro, lentamente, dolcemente.

Immagino i miei polmoni protetti nel palazzo: la gabbia toracica. Mi sento tranquillo, sicuro, protetto. Non c’è niente che può colpirmi. Inspiro, accolgo il nuovo Qi. espiro, lascio andare il vecchio Qi. continuamente, lentamente, consapevolmente.

Inspiro e immagino una sfera luminosa nel torace che aumenta la sua intensità e la sua dimensione.

Espiro e immagino che la sfera luminosa diventi più piccola, con una luce meno intensa.

Inspiro-espiro

Luce intensa-luce debole

Come una delicata, regolare pulsazione.

Ora immagino che i Polmoni siano grandi quanto tutto il mio corpo, dalle spalle all’inguine.

E inspiro con tutto il corpo, dal torace all’addome, alla pelvi. E poi espiro…

Inspiro, espiro

Lentamente, dolcemente.

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente, accogliendo nuova energia e lasciando andare il vecchio.

Un continuo ed ininterrotto fluire.

Inspiro-espiro

Dentro-fuori

Espansione-contrazione

Come un respiro cosmico, come una stella…

E ora respiro anche attraverso i pori della mia pelle.

Ogni piccolo poro della mia pelle accoglie l’energia nuova ad ogni inspirazione e lascia andare quella vecchia ad ogni espirazione.

Inspiro-espiro

Tutto il mio corpo inspira-espira

Dal punto più interno e profondo fino alla pelle, fino ai confini del Regno.

E sempre la mia schiena è distesa tra cielo e terra, la testa allungata verso il cielo, la punta del coccige allungata verso la terra.

Le spalle rilassate, le braccia libere e senza tensione, la fronte distesa, la mascella morbida e rilassata…

Il peso è sui miei piedi, su entrambi i piedi e tutta la pianta del piede…

Inspiro, espiro

Ancora… ancora….

 


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

meditazione degli organi

Introduzione allo Zhan Zhuang

Zhan Zhuang

Quando ho iniziato a praticare qi gong e taijiquan, circa sedici anni fa, ho sperimentato per la prima volta anche la pratica dello Zhan Zhaung.

Lo Zhan Zhuang (letteralmente “stare eretti come un palo”) rientra tra le pratiche cinesi di nutrimento della vita.

Per quanto consista, di fatto, in un esercizio statico, Zhan Zhuang muove in modo significativo la nostra energia.

Per questo viene impiegato fin dall’antichità per armonizzare corpo e mente, tonificare l’energia vitale e rafforzare l’intero organismo, anche ai fini della pratica marziale.

5 criteri di base dello Zhan Zhuang

Lo Zhan Zhuang consiste nello stare in piedi mantenendo una posizione rilassata, statica, di quiete e rilassamento.

Per una buona pratica Zhan Zhuang è indispensabile rispettare alcune regole fondamentali.

Possiamo riassumere queste regole nei seguenti 5 criteri di base:

  1. mantenere il corpo rilassato
  2. controllare la postura
  3. controllare la respirazione
  4. mantenere presenza mentale e concentrazione
  5. essere in una condizione di quiete interiore

Il rispetto di questi criteri nella pratica è di prioritaria importanza e crea molte connessioni, infatti:

  • il rilassamento aiuta a pervenire ad una postura corretta
  • la postura e il rilassamento favoriscono una respirazione profonda e completa
  • rilassamento e respirazione completa e profonda consentono al praticante di vivere il qui e ora nella pratica, esercitando la sua presenza mentale e la sua concentrazione, in una condizione di quiete interiore (quest’ultima ricercata fin dall’inizio, favorendo il rilassamento stesso).

Zhan Zhuang. La tecnica di base

Esistono diversi esercizi di Zhan Zhuang che abbinano alla posizione di base posizioni delle braccia in relazione ai tre dantien:

  • posizione delle mani bassa (tre dita trasverse sotto l’ombelico – dantian inferiore)
  • posizione delle mani media (davanti al centro del torace – dantian medio)
  • posizione delle mani alta (davanti alla zona degli occhi, tra le sopracciglia – dantian superiore)

Ognuna di queste posizioni ha azioni mirate sui tre dantian ed ha azione sulla circolazione del Qi e il Sangue.

In tutti gli esercizi, le braccia – indipendentemente dalla loro posizione (alta media o bassa) – devono mantenere una rotondità e una morbidezza favorita anche dal rilassamento muscolare.

Questa è una premessa indispensabile per garantire la corretta circolazione di energia e sangue.

Spalle, gomiti, polsi, braccia nella loro interezza devono restare rilassati ma non “molli” e cadenti.

La sensazione durante la pratica dovrà essere quella di stabilità, solidità e radicamento, pur restando il corpo morbido e flessibile.

La tecnica di base dello Zhan Zhuang prevede la posizione di base di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo.

In estrema sintesi, nella tecnica di base dello Zhan Zhuang mi porrò in piedi seguendo queste indicazioni:

  • piedi paralleli, distanziati tra loro quanto la larghezza delle nostre spalle
  • spalle abbassate
  • braccia abbandonate lungo i fianchi
  • immaginare che un filo esca dall’apice della testa e ci tiri verso l’alto, come fossimo appesi al cielo. Ci sentiamo allungare le vertebre cervicali e tutte le vertebre della schiena. Le vertebre si distanziano tra loro, si allungano in modo morbido e rilassato.
  • mentre restiamo appesi a questo filo immaginario avremo progressivamente una sensazione di pesantezza. Il peso si scaricherà completamente a terra e i muscoli non opporranno resistenza alla forza di gravità, pur mantenendoci eretti e stabili nella posizione. Contemporaneamente, continuerò a percepire la sensazione di allungamento dal filo immaginario che esce dall’apice della testa
  • respirazione naturale che porta attenzione al dantien inferiore (area CV6 Qihai)
  • respirazione attraverso il naso. Il respiro è silenzioso e regolare. Progressivamente, durante la pratica, può divenire più lento. L’addome si espande dolcemente ad ogni inspirazione e si svuota ad ogni espirazione, come se i polmoni fossero collocati nell’addome.
  • ginocchia rilassate leggermente flesse
  • peso equidistribuito sui piedi, portando l’attenzione al punto KI1 Yonquan posto sotto la pianta del piede
  • bocca chiusa ma non serrata
  • viso rilassato e disteso
  • punta della lingua appoggiata sul palato, subito dietro ai denti in modo da chiudere il collegamento tra i Meridiani Straordinari Renmai e Dumai
  • se si forma saliva durante la pratica lasciare che questa si accumuli in bocca. Quando è abbondante inviarla in piccole porzioni seguendo il suo percorso fino all’addome

La nostra posizione è eretta, distesa, rilassata.

Come un albero ci allunghiamo verso il cielo ed affondiamo le radici nella terra, radicandoci.

Si manterrà la posizione prestando attenzione alle sensazioni inviate dal corpo. tensioni, dolori… Respirare e rilassare, sperimentando il peso del corpo e la propria consapevolezza nel momento presente.

Questa posizione può essere mantenuta per pochi minuti (soprattutto nelle prime pratiche) fino a mezzora e più.

Una volta esercitato lo Zhan Zhuang in questa posizione base saremo pronti per assumere le posizioni con le braccia ponendo i palmi in corrispondenza dei dantien.

Zhan Zhuang. Effetti della pratica e sensazioni

La tecnica di esecuzione dello Zhan Zhuang consente di sviluppare il senso della verticalità, la capacità di allineamento del corpo, la flessibilità e il rilassamento.

Allo stesso tempo, consente il rafforzamento della struttura fisica nel complesso.

Grazie a questa pratica, il Qi scorre in modo fluido, migliora la connessione di tutto il nostro corpo, non solo l’alto e il basso ma nel complesso (uomo come uno).

Si favorisce, inoltre, il senso di radicamento.

Nella pratica avanzata si ha chiara la percezione di essere ben radicati a terra, come se dai piedi uscissero radici (uomo come albero) che affondano nella terra, sempre più in profondità.

Questo aiuta a sentirsi stabili (fisicamente ed emotivamente), sicuri, tutt’uno con la terra, parte del tutto.

Anche se queste sono le sensazioni della pratica, di fatto le prime esperienze di pratica Zhan Zhuang si concludono generalmente con stanchezza e tensione muscolare.

Si possono, inoltre, facilmente verificare indolenzimenti, tremori, formicolii.

Questo è assolutamente normale e l’unico modo per migliorare è continuare a praticare.

Sarà necessario aumentare la concentrazione, migliorare la respirazione, usare respiro ed intenzione per rilassare zone circoscritte del corpo, acquisire consapevolezza circa la propria posizione di base…

Tutto questo sarà determinante per migliorare la propria postura nella pratica, diminuire la tensione e aumentare i benefici.

Il disagio avvertito nelle prime sessioni di pratica va considerato come uno stimolo ad aumentare il nostro impegno sul “sentire” e “aggiustare” la nostra posizione, concentrare l’attenzione sulla postura e sul respiro, migliorare la propria capacità di “ascolto”.

In questo esercizio vi è tutta l’essenza del qi gong: una tecnica psico-corporea per l’incremento del potenziale energetico del praticante con tecniche anche apparentemente semplici.

Zhan Zhuang: prima di tutto calmare la mente 

Al di là degli aspetti tecnici della posizione, nello Zhan Zhuang come nel qi gong in generale, è necessario, prima di tutto, calmare la mente.

La prima attenzione deve essere posta al “fare vuoto” nella propria mente, allontanare i pensieri e le preoccupazioni concentrandosi sul momento presente.

qi gong

Questo può essere difficile da realizzare e i pensieri tenderanno a presentarsi già dopo i primi istanti di pratica.

L’allenamento della mente è un aspetto costitutivo del qi gong ed ha elementi di difficoltà almeno tanto quanto l’allenamento del corpo.

Da questo costante “doppio allenamento” corpo-mente deriva la magia della pratica del qi gong. La magia si realizza quando si arriva a percepire chiaramente che l’allenamento non è “doppio” ma corpo e mente sono la stessa cosa.

© Laura Vanni 2018


Laura Vanni è istruttore di qi gong e taijiquan presso la Hung Sing Martial Arts Kung fu Academy. Dal 2003 segue gli insegnamenti di Tai Sifu Simona Fruscoloni, discepola  del Granmaestro Doc Fai Wong, a sua volta discepolo del Ggm Hu Yuen Chou, discepolo closedoor di Yang Cheng Fu. 
All’interno della Hung Sing Martial Arts è possibile apprendere il taijiquan  tradizionale della famiglia Yang completandone l’intero sistema e con esso i vari metodi di Qi gong che rendono il programma studi uno dei più vasti e completi a livello europeo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi. Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese“, 2018

qi gong meditazione

Disponibile in formato ebook e cartaceo.
Vai ai contenuti del libro



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Posizione di base nel Qi gong. Principi di teoria e di pratica

qi gong posizione base

Il qi gong è un’antica pratica cinese per la coltivazione dell’energia vitale ed è una delle cinque tecniche della medicina cinese, assieme ad agopuntura, tuina, alimentazione energetica (dietetica cinese) e fitoterapia.

Il qi gong agisce coinvolgendo il sistema corpo-mente, favorendo nella persona la capacità di percepire la sua ”unità”.

Attraverso esercizi sia statici che dinamici, nel qi gong si “lavora sul Qi” (da cui il nome della disciplina), favorendo la circolazione energetica nei Meridiani, promuovendo la tonificazione di preziose sostanze (Qi, Sangue, Liquidi organici) e il rafforzamento generale dell’organismo.

Un’ampia parte della pratica, nel qi gong, è, infine, finalizzata a stimolare l’intenzione del praticante per indirizzare il Qi lungo i Meridiani o in alcune aree energetiche del corpo, percependone gli effetti.

In quest’articolo approfondiremo alcuni aspetti tecnici relativi alla cosiddetta posizione di base del qi gong tenendo conto che il suo allenamento è davvero di prioritaria importanza ed è una delle prime cose con cui il praticante di qi gong deve necessariamente misurarsi.

Posizione di base nel qi gong. A cosa serve?

Molti esercizi di qi gong si eseguono (oppure prendono avvio) in una posizione definita posizione di base utile per favorire equilibrio, rilassamento e corretto allineamento del corpo.

posizione di base qi gong
GM Doc Fai Wong

La posizione di base adottata nella pratica del qi gong consente il fluire armonico dell’energia (Qi) e del Sangue (Xue), senza blocchi e ostacoli causati dalla rigidità o dal mancato allineamento posturale.

Se il corpo è rigido e non allineato, infatti, la circolazione energetica è limitata ed è limitato anche il respiro stesso, aspetto anche questo fondamentale della pratica del qi gong.

La posizione di base è un vero e proprio esercizio da praticare quotidianamente in ogni circostanza, così da migliorare progressivamente anche la pratica (e i benefici) del qi gong stesso.

Questa postura si apprende inizialmente con fatica. E’ necessaria, infatti, pratica, pazienza e il supporto tecnico di un insegnante di qi gong qualificato per acquisire il corretto allineamento.

Per raggiungere una corretta posizione di base è indispensabile concentrarsi sulla propria postura e sulla propria capacità di “sentire” il corpo nello spazio.

A volte è necessario “scardinare” schemi corporei inadeguati (e spesso causa di dolori cronici nel corpo) e questo richiede del tempo perché richiede una “riprogrammazione” vera e propria da parte del nostro corpo-mente.

Grazie all’allenamento della posizione di base si rafforza la nostra struttura, si libera la circolazione di Qi e Sangue, si riduce il peso sulle articolazioni e si migliora la nostra capacità di sentirci “radicati” a terra.

Uno degli esercizi di qi gong più noti e praticati nella posizione di base prende il nome di Zhan Zhaung (ovvero “stare eretti come un palo”) a cui abbiamo dedicato un altro articolo in questo blog.

Esercizio dello specchio. Un metodo moderno di perfezionamento individuale

La pratica del qi gong non richiede la presenza di uno specchio e, anzi, viene generalmente sconsigliata di fronte ad uno specchio per motivi di carattere energetico.

Ciononostante, lo specchio può essere impiegato come moderno mezzo di apprendimento e perfezionamento finalizzato all’autocorrezione da parte del praticante più evoluto.

La pratica del qi gong richiede la presenza costante di un insegnante che possa indicare le tecniche e osservare la nostra applicazione correggendola di volta in volta.

Nella pratica individuale, l’uso di uno specchio (o anche di una telecamera per i più evoluti tecnologicamente) aiuta ad osservare le imperfezioni della propria postura e a prenderne consapevolezza.

Con questi obiettivi di apprendimento può essere utile praticare  l’esercizio dello specchio.

Non è certo un esercizio tradizionale,  ma  lo consiglio come esperienza agli allievi più volenterosi per allenare la posizione base e acquisire sensibilità.

L’esercizio dello specchio si esegue, semplicemente, ponendosi in posizione di base tenendo uno specchio lateralmente al corpo.

In sostanza, ci si mette lentamente in posizione, con gli occhi chiusi, seguendo le indicazioni di distensione e rilassamento costitutive dell’esercizio (vedi paragrafo successivo).

Quando ci si sente pronti e allineati, si è pronti per verificare la propria posizione aprendo gli occhi, ruotando la testa e osservando la propria posizione allo specchio.

All’inizio ci si sorprenderà, forse, “storti” quando ci si percepiva “dritti e allineati” ma presto si avrà la sorpresa di vedersi riflessi esattamente come “ci si sente”. Allineati, rilassati e nella corretta posizione.

L’alternativa ancora più valida di questo esempio è quella di farsi filmare da un compagno di pratica oppure filmarsi utilizzando anche semplicemente uno smartphone ed un cavalletto. Questo consente di poter osservare la propria posizione completa, senza interrompere la continuità della colonna cervicale.

Tengo a precisare che questi esercizi sono aggiuntivi e non sostitutivi della verifica e della correzione che viene fornita dall’insegnante che è l’indispensabile guida in questo percorso di pratica.

Posizione di base nel qi gong. Quali principi?

Nella posizione di base si esegue un allineamento posturale che corrisponde ad un allineamento energetico.

La posizione di base corretta prevede l’applicazione di alcuni principi energetici fondamentali.

Questi principi energetici si traducono, nella pratica, in indicazioni che riguardano la postura e possono essere sintetizzate come segue:

  • i piedi sono paralleli, distanziati quanto la larghezza delle proprie spalle
  • il peso è equidistribuito sui due piedi, su tutta la pianta del piede (può essere utile, inizialmente, oscillare alla ricerca di questa equidistribuzione del peso)
  • le spalle sono abbassate, rilassate (lasciar cadere le spalle)
  • le braccia cadono libere lungo i fianchi, mantenendo, se possibile, sotto le ascelle un piccolo spazio
  • le mani poggiano rilassate lungo i lati del corpo
  • i gomiti e le ginocchia sono “sbloccati” e rilassati (leggermente flessi)
  • tutte le articolazioni sono rilassate, percepite senza rigidità
  • il petto è leggermente concavo (postura conseguenziale in presenza di rilassamento delle spalle e dei gomiti)
  • il bacino è retroflesso, ovvero leggermente ruotato in avanti. Per ottenere una posizione corretta immaginare di dover proiettare in alto una luce che fuoriesce dall’ombelico
  • la testa è percepita come sospesa ad un filo che esce dal centro del capo (punto GV20 Baihui). Il filo tira il capo verso l’alto e aiuta l’allungamento di tutte le vertebre. Favorisce, inoltre il rilassamento di tutto il corpo che ha la percezione di essere “appeso” come sarebbe appeso un  pupazzo di stoffa, con il corpo e gli arti ciondoloni
  • il mento è leggermente richiamato, in modo da mantenere allineate le vertebre cervicali
  • la punta della lingua tocca il palato, subito dietro ai denti (incisivi superiori)
  • il perineo è leggermente tirato verso l’alto
posizione di base qi gong
GM Doc Fai Wong

In questa posizione bisogna percepire il senso di allungamento verso l’alto (dal centro della testa) e verso il basso (dalla punta del coccige), allungando la colonna, vertebra dopo vertebra.

Caratteristiche energetiche dell’agopunto GV20 Baihui

Come abbiamo avuto modo di vedere, durante la posizione di base è importante percepire una distensione della colonna che consente un allineamento posturale e, al tempo stesso, un allineamento energetico.

Un agopunto molto importante per questo allineamento è quello posto all’apice della testa. E’ da questo punto, infatti, che si immagina uscire un filo che ci “appende” verso l’alto e ci aiuta a rilassare ed allungare l’intera struttura.

qi gong

Ma che caratteristiche questo punto all’apice della testa?

Quali sono le azioni per le quali è noto sia in agopuntura, che nel tuina che, appunto, nel qi gong?

Questo agopunto corrisponde a GV20 Baihui, agopunto del Meridiano straordinario Vaso Governatore (anche detto Dumai) costituito, in tutto, da 28 agopunti.

Il Meridiano Vaso Governatore ha un percorso che coincide in gran parte con la linea mediana posteriore del nostro corpo. In particolare, il ramo principale di questo Meridiano:

  • inizia al perineo
  • si porta indietro, fino alla punta del coccige
  • risale seguendo la linea mediana posteriore
  • segue la linea sagittale del cranio e discende, sempre seguendo la linea mediana, sulla fronte e sul viso
  • termina sulla gengiva superiore tra i due denti incisivi centrali

Il punto GV20 Baihui è collocato esattamente in una fossetta sulla linea mediana della volta cranica a 7 pollici dall’attaccatura posteriore (5 pollici dall’attaccatura anteriore dei capelli).

Un modo pratico per localizzarlo è riferirsi all’intersezione della linea mediana con la linea che collega gli apici dei padiglioni auricolari.

GV20 Baihui è l’agopunto più alto del nostro corpo ed è punto di riunione di tutti i Meridiani Yang. E’ un punto con un’azione energetica molto ampia ed è, infatti, utilizzato in molte circostanze sia nel tuina che in agopuntura.

La stimolazione di questo agopunto è importante per favorire la salita dello Yang puro.

E’ uno dei punti più importanti di rianimazione.

E’ indicato, inoltre, in caso di crollo del Qi di Milza (per es. in presenza di prolasso. Fortifica, infatti, l’azione di “salita” di Milza). E’ indicato anche in caso di Vento internorisalita dello Yang epatico ed è utilizzato in caso di disturbi psichici per la sua azione utile a “purificare la mente e lo Shen”.

La concentrazione su questo agopunto durante la pratica del qi gong ne favorisce l’attivazione e fa salire il Qi verso l’alto.


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’abstract nella pagina “risorse” di questo sito


 

Meditazione degli organi: meditazione del Rene

meditazione rene

La meditazione del Rene muove la nostra energia in una direzione di radicamento e profondità, a beneficio dell’intero organismo sia dal punto di vista fisico che psichico-emotivo.

Il Rene in medicina cinese. Aspetti simbolici legati all’Elemento Acqua[1]

La medicina cinese assegna il Rene all’Elemento Acqua. Questo suo appartenere all’Acqua lo rende  il massimo dello Yin, associato alla profondità e alla quiete.

L’Elemento Acqua rappresenta, infatti, nella cultura cinese, l’assenza dell’energia Yang, il riposo e l’attesa prima della rinascita nel continuo alternarsi Yin-Yang.

In natura il Rene, in quanto Acqua, è rappresentato dall’inverno e dal Nord (freddo estremo).

Si associa al colore nero.

L’Elemento Acqua chiude e riapre il ciclo dei cinque Elementi. Nutre il Legno, simbolo di nascita e rinascita (l’Acqua genera il Legno).

meditazione del Rene

Caratteristiche fisiche e psichiche del Rene secondo la medicina cinese

Nella fisiologia energetica cinese, il Rene accoglie e consolida il “Qi puro” inalato dal Polmone e da esso stesso inviato verso il basso.

In questo, il Rene ha un ruolo centrale nel governare la respirazione profonda.

L’aspetto psichico associato al Rene è la Volontà Zhi (forza, motivazione e determinazione nel portare a compimento i progetti, desiderio di affermarsi come individuo…).

L’emozione corrispondente al Rene è la paura, intesa come smarrimento, spavento e panico.

meditazione del Rene

La medicina cinese ci dice che a danneggiare l’energia renale sono soprattutto:

  • lo stress emotivo (ansia, paura in particolare)
  • le malattie croniche
  • il superlavoro, (fisico e mentale)
  • l’eccessiva attività sessuale

meditazione del Rene

L’energia del Rene è preziosa e va preservata con cura.

Un aspetto molto importante di questo Organo Zang, infatti, sta nel fatto che nei Reni è immagazzinata un’energia preziosa detta Jing (Essenza).

Questa energia è responsabile dei processi di crescita e di sviluppo.

Il fiorire del Jing si associa alla crescita e alla sua maturazione; il suo sfiorire ed indebolirsi segnala invece l’invecchiamento.

Lo stato del Jing determina lo stato energetico del Rene:

  • se il Jing è fiorente e abbondante, il Rene è forte e si avrà vitalità, potenza e fertilità
  • se il Jing è debole e consumato, il Rene è in Deficit e si avrà debolezza sessuale, mancanza di vitalità e infertilità

In medicina cinese si parla di due tipi di Jing:

  • Jing del cielo anteriore (congenito)
  • Jing del cielo posteriore (acquisito)

Entrambi, nonostante abbiano origini diverse, sono conservati nei Reni.

Ho dedicato un articolo proprio alla descrizione dell’energia del cielo anteriore e del cielo posteriore e, se vuoi, puoi leggere qui per approfondire ulteriormente.

Torna poi di nuovo a questo articolo per continuare a leggere su come esercitare la parte pratica.

Dove e come meditare. Indicazioni generali

Se sei alla prima esperienza di meditazione ti consiglio di rileggere l’articolo generale dedicato alla meditazione degli organi prima di continuare.

La pratica della meditazione

Così come in tutte le nostre meditazioni ci disponiamo per iniziare.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle…

Percepiamo le mani ben appoggiate sulla coscia (se siamo seduti) o sul lato della gamba (se siamo in piedi), morbidamente. In assenza di particolari esigenze, consiglio di eseguire la meditazione del Rene per alcuni minuti nella posizione di base (in piedi), curando la postura secondo le indicazioni già fornite in un altro articolo.

Percepiamo i piedi ben poggiati a terra, portando il peso su tutta la pianta del piede e su entrambi i piedi in eguale misura.

Gli occhi chiusi (non serrati), immaginando comunque di guardare avanti a noi, verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti.

Percepiamo gli abiti a contatto con il nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul “qui e ora”, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente, lo riprenderemo più tardi.

Meditazione del Rene. Visualizzazioni

Durante la meditazione propongo due semplici visualizzazioni ispirate all’energia del Rene.

Concentrare la propria attenzione su alcune sue importanti caratteristiche energetiche del Rene è utile per stimolare l’energia di questo importante Organo Zang.

La superficie del lago è calma e tranquilla

meditazione del Rene

Il sole è tramontato da poco e mi trovo davanti ad un lago.

La superficie riflette il cielo ormai scuro.

E’ calma e tranquilla, senza increspature.

C’è silenzio, in una dimensione che preannuncia la pace della notte.

I miei reni sono di colore nero

Respiro lentamente e profondamente.

Ogni respiro raggiunge i Reni e li nutre.

Immagino che ogni respiro colori i Reni di un nero brillante, portando in profondità l’energia.

meditazione del Rene

[1] Questo paragrafo è tratto in parte dal mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” e in parte da un articolo pubblicato sul sito Medicina Cinese News nel giugno 2018 (“Cielo anteriore e cielo posteriore in medicina cinese. Definizioni e interrelazioni”.

Prima di concludere…

Prima di concludere la meditazione, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

© Laura Vanni 2018


SCRITTO PER TE:

Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  sono  contenute (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

meditazione degli organi

Meditazione degli organi: meditazione della Milza

meditazione

La meditazione della Milza rientra nella serie di articoli dedicata alla meditazione degli Organi Zang.

Abbiamo già dedicato altri articoli alla meditazione degli Organi parlando del Polmone, del Fegato e del Cuore. Presto sarà la volta della meditazione del Rene.

Ci siamo resi conto che, per quanto questi Organi siano invisibili, interni e nascosti, essi sono la parte vitale del nostro organismo.

Funzionano senza il nostro contributo attivo, indipendentemente dalla nostra volontà e, quindi, anche indipendentemente dalla nostra consapevolezza.

Questo, da un lato è una garanzia per la nostra sopravvivenza (possiamo distrarci e il Cuore continuerà a battere pompando sangue in tutto il nostro corpo).

D’altro canto, però, ci allontana in un certo senso dal compimento di questo quotidiano prodigio che sono le nostre funzioni vitali.

Ci rende, in altri termini, inconsapevoli di quanto accade e trasforma il nostro organismo in una “scatola nera” in cui accadono “strane cose” che ci sono estranee e che solo un medico può capire.

Quello che interessa a noi persone comuni, “non medici”, non è, in realtà, il funzionamento degli organi da un punto di vista biochimico o meccanico, ma la fisiologia energetica di questi.

Milza-pancreas in medicina cinese. Caratteristiche fisiche e psichiche

Milza-pancreas (d’ora in poi Milza) in medicina cinese appartiene all’Elemento Terra, “madre di tutte le cose” che “produce i diecimila esseri”.

Il suo colore corrispondente è il giallo, in tutte le sue tonalità, soprattutto nei toni che si associano alla terra stessa.

L’Elemento Terra dal punto di vista cardinale corrisponde al Centro: è il punto di riferimento di ogni cosa.

La Terra è quindi stabilità, equilibrio e “baricentro” della nostra energia. Punto di partenza per ogni trasformazione (si associa dal punto di vista stagionale alla “stagione di mezzo”, di passaggio).

 “(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)”

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”.

Rappresenta, in sostanza, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano[1].

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia “del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie all’alimentazione, alla respirazione e (anche!) al vissuto emozionale.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo.

L’invio verso l’alto degli elementi nutritivi è espressione della fisiologia ascendente di Milza e viene detta “salita del puro”.

Questa azione consente – grazie anche all’azione del Cuore e del Polmone – di attivare il processo di produzione del Sangue.

Se la Milza è in deficit nella sua funzione di trasformazione e trasporto, si possono avere sintomi come cattiva digestione, riduzione/assenza di appetito o pancia gonfia, diarrea. Manifestazione più grave, segno di un deficit più importante, sono i prolassi.

Si possono facilmente anche associare difficoltà respiratorie (dispnea, asma, respiro corto…), ristagni dei Liquidi (che dovrebbero essere trasportati da Milza nell’intero organismo), con la formazione di addensamenti patogeni ed edema.

Dal punto di vista psichico, la disarmonia di Milza si esprime tipicamente con un senso di preoccupazione costante, pensieri ossessivi e rimuginio (tratto da “Medicina Tradizionale Cinese, Laura Vanni, 2018, par 3.5.1).

meditazione milza

La pratica

Se sei alla prima esperienza di meditazione ti consiglio di rileggere l’articolo dedicato alla meditazione degli organi prima di continuare.

Così come in tutte le nostre meditazioni, ci disponiamo per iniziare.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle

Percepiamo le mani ben appoggiate sulla coscia (se siamo seduti), morbidamente.

I piedi ben poggiati a terra, su tutta la pianta del piede.

Gli occhi chiusi (non serrati), immaginando comunque di guardare avanti a noi, verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti. Percepiamo gli abiti sul nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul “qui e ora”, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente e lo lasciamo andare. Lo riprenderemo più tardi.

meditazione milza

Meditazione della Milza. Visualizzazioni

Durante la meditazione dedicata all’energia di Milza proponiamo alcune visualizzazioni finalizzate a  stimolare alcune importanti caratteristiche energetiche di questo organo Zang.

I miei muscoli sono tonici e forti

meditazione

Percepisco il mio corpo. Le spalle, la schiena, le braccia, le gambe… Percepisco tutto il corpo nella sua interezza ed ho un’intensa sensazione di forza e tonicità.

I miei muscoli sono forti e mi sostengono senza alcuna fatica.

La mia posizione è rilassata ma allo stesso tempo è ben eretta, quasi regale, sostenuta in modo armonico ed equilibrato.

Mi sento in grado di affrontare ogni prova fisica.

Il mio corpo è robusto e resistente: le mie gambe sono forti, le mie braccia sono forti, la mia schiena è forte.

Nella mia bocca c’è un sapore dolce

meditazione

Nella mia bocca percepisco un delicato sapore dolce. E’ un sapore naturale, come quello di frutti maturi e carnosi.

Accolgo questo sapore e lo conservo tanto che nella mia bocca inizia presto ad accumularsi saliva.

Lascio che la saliva si accumuli e quando è in sufficienza la deglutisco in tre momenti distinti, lentamente, seguendone con la mente il cammino dalla bocca fino allo stomaco.

(sul sapore dolce “tossico” vedi il mio video)

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

 


Per approfondire la meditazione degli organi

Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Meditazione degli organi: meditazione del Cuore

meditazione cuore

Continuiamo il nostro percorso della meditazione degli organi con la  meditazione del Cuore nell’ottica della medicina cinese.

Ti ricordo che tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Il Cuore, ovvero il Sovrano del regno

Il Cuore è custodito all’interno della gabbia toracica, leggermente spostato a sinistra, dietro allo sterno.

E’ il muscolo più importante dell’intero organismo, capace di pompare circa 5 litri di sangue al minuto con una forza in grado di far arrivare il sangue fino agli apparati più lontani del nostro corpo (“confini del regno”).

meditazione del cuore

Si legge nel Suwen che il Cuore ha il ruolo di sovrano Imperatore, punto di riferimento per tutti i sudditi del Regno (tutti gli Organi e i Visceri).

E’, inoltre, il coordinatore di ogni funzione psichica

(…) il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…)

Il Cuore dimora dello Shen

In medicina cinese il Cuore è il centro dell’equilibrio psichico-emozionale, sintesi e comando delle funzioni psichiche di tutti gli altri Organi.

Lo Shen rappresenta lo Spirito vitale, l’intelligenza emotiva, la capacità di “capire” ad un livello più elevato e profondo.

meditazione cuore

Coerentemente con l’Elemento Fuoco a cui appartiene, lo Shen è proiezione verso il mondo esterno, verso gli altri (vita di relazione).

Allo stesso tempo, però, è anche proiezione verso il mondo interno, verso se stessi (percezione e consapevolezza delle proprie sensazioni).

E’ molto suggestivo il fatto che l’ideogramma di Cuore – a differenza degli ideogrammi degli altri Organi Zang – non possieda il radicale che suggerisce il significato della “carne”.

meditazione del cuore

Questo indica come, nell’accezione cinese, il ruolo del Cuore sia più “psichico” (Cuore come sede dello Shen) che “fisico” (Cuore come muscolo cardiaco).

Tutti gli Zang Fu hanno, di fatto, una dimensione psichica. Nel caso del Cuore, però, possiamo dire che questa dimensione è ancora più importante perché questo Zang è in medicina cinese il centro del mentale e dell’emozionale.

La rappresentazione del Cuore nel suo ideogramma lo raffigura come un contenitore vuoto aperto verso l’alto, come per accogliere ciò che viene dal Cielo (influenze spirituali).

Qui si introduce un concetto molto importante nella cultura cinese che vuole l’interno del Cuore idealmente “vuoto”, silenzioso, tranquillo, non impegnato (riempito) costantemente da pensieri fissi o emozioni eccessivamente intense:

(…) E’ proprio dell’uomo avere nel Cuore un’idea, un pensiero, un obiettivo di sollecitudine. Ma fare del pensiero una preoccupazione, generare dei fastidi sino all’ossessione, questo è una perversione. Sarebbe meglio avere un cuore vuoto piuttosto che pieno di turbamento (…) Un Cuore invulnerabile è un Cuore vuoto. Perché il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri. Esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo/Terra; nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo (…)” (Elisabeth Rochat de La Vallée)

Queste condizioni di Vuoto sono indispensabili perché Shen trovi la sua dimora e permetta il libero scorrimento dell’energia, consentendo all’uomo di vivere la propria coscienza individuale, aprendosi anche alla “coscienza universale” (Shen rappresenta, infatti, anche la facoltà dell’uomo di ricevere realtà trascendenti).

Quando il Cuore è in uno stato di tumulto, lo Shen si disperde e la nostra energia si consuma rapidamente, senza alcun controllo. (estratto da “Medicina Tradizionale Cinese. Teoria di base per i primi passi”, Laura Vanni, par. 3.3.1)

libro medicina cinese

Il Cuore e la gioia

Abbiamo visto che il Cuore è sede della dimensione del mentale ed emozionale (Cuore Shen).

Associato all’elemento Fuoco, il suo colore corrispondente è il rosso.

L’emozione ad esso associata è la gioia, il suono la risata, anch’essa espressione di gioia.

meditazione del cuore

Il Cuore è espressione di apertura, accoglienza, empatia, armonia e serenità.

E’ espressione anche di compassione e amore, tendenza all’esteriorizzazione dei sentimenti, come abbiamo visto anche nell’articolo “L’amore è nel cuore?”.

Il Cuore “governatore del Sangue”

Il Cuore garantisce la corretta circolazione sanguigna e il suo Qi genera la spinta circolatoria che regola il ritmo e la frequenza con cui il Sangue – grazie anche al contributo del Polmone – va a nutrire l’intero organismo.

Il Sangue in medicina cinese ha un ruolo molto importante. Non è solo un liquido organico “prezioso” per la vita, ma è anche la base materiale delle attività mentali.

Il Sangue rappresenta lo Yin (materia-liquido vitale) nel quale può ancorarsi lo Yang (energia-emozione) in una dinamica di equilibrio vitale importantissima per il nostro benessere.

Questo aspetto è molto importante e si connette alla precedente funzione del Cuore come “dimora dello Shen”.

Meditazione del Cuore. Dove e come. Indicazioni generali

Prima di iniziare a leggere e a praticare la meditazione del Cuore, ti consiglio di prendere visione delle indicazioni già fornite nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Lì troverai alcuni utili consigli e indicazioni di base.

meditazione del cuore

Meditazione del Cuore. La pratica

Siedi in una posizione comoda e rilassa tutti i muscoli e le articolazioni.

Poni una mano sul torace. Segui il ritmo del tuo respiro calmo e profondo.

meditazione del cuore

Cerca di percepire il battito del tuo cuore. Ascoltalo con calma e gratitudine.

Il ritmo del tuo cuore è regolare, pieno di armonia e ti infonde profonda serenità.

Meditazione del Cuore. Visualizzazioni

Il mio Cuore è una stella

meditazione del cuore

Resta concentrato sul tuo Cuore. Sul suo battito e sul respiro coordinato. Calmo e profondo.

Il Cuore brilla di una luce calda e luminosa. Una luce propria, come una stella.

Il mio Cuore è una stella ed emana una luce intensa e piacevole, che illumina la parte più profonda di me, elimina ogni zona buia e tonifica la mia energia vitale.

Mantieni questa immagine alcuni minuti mentre continui a restare concentrato sul respiro, calmo e rilassato.

Il mio Cuore è vuoto

meditazione del cuore

Nel mio Cuore non ci sono pesi, è libero e nulla è trattenuto.

Il mio Cuore è vuoto, tranquillo e accogliente.

Accoglie il Sangue dopo il lungo viaggio nel mio corpo e gli dà energia per intraprendere un nuovo viaggio. Istante dopo istante, battito dopo battito.

Nel mio cuore non c’è passato, non c’è futuro.

C’è solo questo attimo presente.

Io vivo il momento presente.

Ogni istante – così come ogni battito – è uguale, ma diverso da tutti gli altri. Ogni istante – così come ogni battito – va vissuto con consapevole presenza.

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

Sorridi con le labbra e sorridi “con il cuore”.

meditazione del cuore

Per approfondire la meditazione degli organi leggi:

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese”

meditazione degli organi

 

 

Meditazione degli organi: meditazione del Fegato

meditazione fegato

La meditazione del Fegato rientra in una raccolta di meditazioni dedicate agli Organi Zang (organi intesi in senso energetico cinese).

Fin dal primo articolo dedicato alla  “meditazione degli organi” abbiamo visto come questo tipo particolare di meditazione possa aiutarci a vivere con maggiore consapevolezza, valorizzando gli aspetti meno visibili eppure più concreti del nostro vivere.

Il tipo di meditazione che proponiamo in questo articolo è la meditazione del Fegato.

Il Fegato è un Organo Zang di estrema importanza nella stagione che stiamo vivendo, ovvero la primavera.

meditazione fegato

Il Fegato, ovvero lo stratega del nostro organismo

Nel grande Impero governato dal Cuore, il Fegato ha il ruolo e le funzioni del generale d’armata.

Ha l’incarico di stabilire piani e strategie, prevedendo e prevenendo le eventuali difficoltà, anticipando le mosse del nemico e rafforzando le difese militari nell’eventualità di uno scontro.

Le funzioni energetiche del Fegato nel nostro organismo riguardano il mantenimento degli equilibri del Qi nell’intero organismo, a supporto della fisiologia di tutti gli altri Organi Zang.

In parte connessa a questa funzione, c’è quella di regolazione dello stato emozionale.

Il flusso delle emozioni è, infatti, anch’esso un movimento di Qi. Questo movimento potrà essere armonico solo se si potrà contare su una armonica circolazione del Qi e del Sangue nell’organismo.

meditazione fegato

Rientra, inoltre, nelle funzioni del Fegato la regolazione e la conservazione della massa sanguigna, con tutto ciò che ne consegue:

(…) Così, quando l’uomo riposa, il sangue ritorna al fegato; il fegato riceve il sangue e si può vedere; il piede riceve il sangue e si può camminare; il palmo riceve il sangue e si può stringere; la mano riceve il sangue e si può afferrare (…)” Suwen.

Nell’ambito delle funzioni psichiche, il Fegato è associato al pensiero intuitivo, alla risposta reattiva e senza troppe “briglie”, a quell’attitudine che influenza anche il progettare e il pianificare la vita.

Dal punto di vista emozionale, l’energia del Fegato è connessa all’emozione della rabbia.

rabbia

Per rabbia intendiamo lo “scoppio di rabbia” ma anche rabbia trattenuta ed emozioni meno visibili e a volte meno consapevoli come rancore e risentimento.

rabbia

Queste emozioni sono dannose per il Fegato e tendono a bloccare il suo lavoro di organizzazione e direzione del Qi.

L’energia epatica teme ogni costrizione ed ha bisogno di esprimersi liberamente.

La meditazione del Fegato ha l’obiettivo di armonizzare il flusso del Qi epatico, consentirne il movimento armonico riducendone le stasi.

meditazione fegato

Dove e come. Indicazioni generali

Per quanto riguarda la pratica (indicazioni generali sulla postura, consigli etc.), ti consiglio di prendere visione delle indicazioni già fornite nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Meditazione del Fegato. La pratica

Respiro

Il respiro è naturale, lento e profondo.

Immagino che l’aria confluisca nel fegato, nutrendolo ogni volta di nuova energia.

Ad ogni inspirazione immagino che l’aria vada a rinfrescare e a calmare il fegato, ad ogni espirazione immagino che l’aria, fuoriuscendo, porti via impurità, tossicità e tensioni emozionali.

Ogni inspirazione è un massaggio per il mio fegato.

Tutto il corpo è convolto nel respiro e percepisco la mia unità.

meditazione fegato

Note. Ruolo del diaframma:

Possiamo immaginare il diaframma come una sorta di cupola.

Il diaframma divide la cavità toracica da quella addominale e si colloca:

  • al di sotto del cuore e dei polmoni
  • al di sopra al fegato, stomaco, milza e reni.

Quando inspiriamo, il diaframma si abbassa. Quando espiriamo, torna nella sua posizione originaria.

Questo movimento crea un benefico  agli Organi interni.

Se sei interessato ad approfondire il ruolo del diaframma, ti consiglio di leggere  questo articolo sull’anatomia di questo muscolo e sulle sue importanti funzioni.

Passiamo ora alle visualizzazioni che possono accompagnare la meditazione per favorire l’azione energetica sul Fegato inteso in senso energetico cinese.

Visualizzazioni

Il Fegato in medicina cinese appartiene all’Elemento Legno.

Il Legno va inteso come legno vivo, albero che protende i rami verso il cielo ed espande le radici nella terra, espandendosi in ogni direzione.

meditazione fegato

Il suo colore corrispondente è il colore verde, come quello della vegetazione rigogliosa.

Il Legno è animato dall’energia dei fenomeni al loro nascere: il sole che nasce (oriente), la primavera (trasformazione dallo yin dell’inverno allo yang dell’estate), il primo vagito, la crescita senza alcun contenimento.

Nell’uomo, l’aspetto psichico del Fegato è legato ad ispirazione, immaginazione, creatività che porta ad invenzione e scoperta.

Le visualizzazioni scelte per questa meditazione mirano ad infondere un senso di libertà, armonia ed equilibrio.

Sono spettatore di un’alba luminosa

Mi trovo all’aperto, su un grande prato. Il panorama infonde grande serenità. Il sole sta sorgendo, è l’alba di un nuovo giorno.

meditazione fegato

Lentamente, istante dopo istante, la luce del sole rischiara il cielo e illumina la natura intorno a me.

L’aria è fresca e limpida. Il cielo diventa sempre più azzurro.

Sento il profumo dell’erba bagnata di rugiada, il canto gioioso degli uccelli sugli alberi.

meditazione fegato

Sta iniziando un nuovo giorno, pieno di possibilità. Ogni cosa può accadere. Non c’è niente di impossibile. Oggi è un nuovo giorno e ogni giorno è un nuovo inizio.

meditazione organi

La brezza leggera accarezza la mia pelle

Con gli occhi chiusi, all’aperto, in un contesto naturale piacevole e tranquillo. Sono concentrato su di me, sento una leggera brezza sulla pelle.

E’ una carezza delicata che ravviva la mia energia.

La brezza accarezza il mio viso: le guance, la fronte… è delicata e sottile. E’ come un sussurro.

Muove leggermente i miei capelli, li fa danzare con dolcezza.

meditazione fegato

L’aria stimola la mia energia. Mi ravviva e mi rallegra.

Tutto in natura è in continuo movimento e continua trasformazione.

Tutto nella mia vita è in continuo e fluido divenire. Così come acqua nel letto di un fiume.

meditazione fegato

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.


Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Meditazione degli organi: meditazione del Polmone

meditazione degli organi

I Polmoni sono l’organo della respirazione. Per quanto i Polmoni siano, di fatto, due, secondo la medicina cinese costituiscono un organo unico. Per questo motivo in medicina cinese si parla di Polmone, al singolare.

Il Polmone è collocato nel torace, delimitato dalla parete toracica e dal diaframma.

meditazione polmone

Il Polmone destro e quello sinistro accolgono al centro il Cuore. Il Polmone di sinistra presenta due lobi mentre quello di destra ne presenta tre.

Il Polmone, ovvero il ministro e cancelliere, maestro del Qi

La medicina cinese offre una metafora che vede il nostro organismo come un regno in cui i diversi Organi Zang hanno un ruolo ed una funzione ben definita.

In questo regno il Polmone è  il “ministro e cancelliere” che ha a sinistra ha un lobo in meno proprio per fare spazio al Cuore Imperatore.

Il suo incarico è proprio quello di espandersi e contrarsi e favorire i movimenti del Qi (di cui è “maestro”) in tutto il “regno” (il corpo, gli Organi-sudditi) fino ai suoi confini (la pelle), portando il comando (battito) dell’imperatore (il Cuore).

In medicina cinese, il Polmone è l’Organo Zang che presiede alla formazione dell’energia del “cielo posteriore” (posteriore alla nascita, generata ogni giorno grazie a respirazione ed alimentazione), grazie all’energia atmosferica acquisita con il respiro e grazie al contributo di Milza che gli invia l’energia estratta dagli alimenti (per approfondire le funzioni del Polmone come organo Zang vedi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018, par.3.6.1) .

Il Polmone e il respiro

Come ben sappiamo, l’azione del Polmone è strettamente connessa all’atto respiratorio. Questo Organo ha un tessuto elastico e spugnoso che consente una significativa variazione di volume durante l’atto respiratorio.

Il respiro apporta ossigeno a tutte le nostre cellule e consente la vita. Avviene con frequenza e costanza, quotidianamente: in una giornata inspiriamo ed espiriamo, mediamente, 20.000 volte. Un’azione che compiamo costantemente, ma spesso in piena inconsapevolezza, a volte in modo parziale e distratto.

Il respiro alterna costantemente due fasi:

  • l’inspirazione (fase attiva della respirazione), in cui la gabbia toracica si espande;
  • l’espirazione (fase passiva), in cui si ha il rilasciamento dei muscoli inspiratori.

Inevitabilmente, con il respiro prendiamo dall’esterno e cediamo all’esterno in un processo ritmico costante.

E questo avviene in ogni momento della nostra vita, dalla nascita alla morte: nasciamo inspirando e moriamo espirando.

meditazione polmone

Dal punto di vista simbolico, il respiro è scambio e comunicazione.

Siamo nella stessa stanza, respiriamo la stessa aria.

Se l’ambiente in cui mi trovo mi è ostile oppure non è un ambiente che mi fa stare bene, potrei avere resistenze a respirare profondamente, quindi ad assorbire la sua atmosfera (energia) vitale.

Può subentrare respirazione superficiale, irregolare o anche frequenti ed inconsapevoli apnee che, a lungo andare, mettono a dura prova l’energia vitale della persona.

La meditazione degli organi focalizzata sul Polmone è sempre utile ma può aiutare molto proprio in queste situazioni – molto frequenti – in cui il respiro viene inconsapevolmente condizionato dal vissuto.

Il tipo di meditazione che proponiamo in questo articolo pone grande attenzione sulla respirazione –  già importante di per se stessa per ogni pratica di meditazione – in quanto si concentra sull’organo origine del respiro: il Polmone.

Si propone, inoltre, di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti che, secondo la medicina cinese, sono connessi all’energia di questo Organo Zang e che possono, quindi, favorire il suo riequilibrio energetico.

Meditazione del Polmone. La pratica

La preparazione per la meditazione del Polmone è comune alla preparazione per ogni tipo di meditazione, così come indicato anche nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale. Consentiamo al Polmone di espandersi, senza fretta, nella gabbia toracica.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle

Le mani sono ben appoggiate sulla coscia, morbidamente. I piedi sono ben poggiati a terra, su tutta la pianta del piede. Gli occhi sono chiusi, immaginando comunque di guardare avanti a noi , verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti. Percepiamo gli abiti sul nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul qui e ora, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente, lo riprenderemo più tardi.

Respiro

Iniziamo ora a prestare attenzione al nostro modo di respirare:

  • in che modo in che modo l’aria fluisce nel mio polmone?
  • in che modo per poi defluisce verso l’esterno?
  • il movimento di inspirazione-espirazione è fluido?
  • l’inspirazione o l’espirazione sono movimenti “simmetrici” o abbiamo l’impressione che uno dei due movimenti sia più rapido oppure meno completo dell’altro?
  • ci sentiamo in sintonia con il nostro respiro?

Osserviamo ma senza giudicare.

Prendiamo coscienza e consapevolezza senza valutare o cercare di correggere.

Può essere utile appoggiare una mano sul torace e l’altra sull’addome per comprendere ancora meglio le caratteristiche del respiro su cui ci stiamo concentrando.

meditazione polmone

Fin dove arriva il nostro respiro?

Ogni respiro ora riempie non solo il Polmone, ma scende anche più giù, più in profondità, fino a raggiungere l’addome.

Portiamo in profondità il respiro, fino al dantien inferiore (area energetica al di sotto dell’ombelico).

Prendiamo tutto il tempo che serve per entrare in sintonia con il nostro respiro.

Continuiamo a respirare e proviamo a coinvolgere nella respirazione tutto il corpo.

Respiriamo con tutto il nostro corpo, come se tutto il nostro corpo fosse esso stesso un grande Polmone.

La pelle respira assieme al Polmone. Tutto il corpo si espande e tutto il corpo si contrae, impercettibilmente, ad ogni atto respiratorio.

Siamo un’unità.

Visualizzazioni

Il Polmone in medicina cinese appartiene all’Elemento Metallo.

Il suo colore corrispondente è il colore bianco, il suo movimento è discendente lento e inesorabile, come quello di una foglia che cade (la sua stagione associata è l’autunno) o del sole che scende al tramonto (la sua direzione è l’ovest).

Durante la meditazione può essere utile praticare alcune visualizzazioni ispirate proprio a questi principi. Ciò consente di concentrare la propria attenzione sull’energia di questo Organo e sulle sue caratteristiche energetiche più profonde.

Propongo di seguito due opzioni da sperimentare per la vostra pratica:

L’aria che inspiro è di colore bianco

meditazione polmone

L’aria entra dal naso, bianca e fresca, penetra nel Polmone e lo “dipinge” di bianco per poi uscirne lasciando spazio, dopo poco, a nuova aria acquisita. Il colore bianco nutre il mio Polmone.

Sono spettatore di un meraviglioso tramonto

meditazione polmone

Il sole scende lentamente sulla terra, così come scende l’energia del Polmone nel mio organismo. Un tramonto malinconico ma sublime, che emoziona per la sua bellezza e ci fa sentire connessi con l’universo.

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

© Laura Vanni 2018


Per approfondire la meditazione degli Organi leggi:

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione polmone



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.