Umidità interna: un ostacolo e un rallentamento per la nostra energia

In medicina cinese c’è di base una grande attenzione al mondo naturale. Il concetto è che nell’uomo valgono le stesse leggi che valgono in natura, nel rispetto di un principio che connette il microcosmo al macrocosmo.

Coerentemente con questo principio, così come in natura, anche all’interno dell’uomo si manifestano patogeni come il Vento, il Freddo, l’Umidità, il Calore… generando disturbi di diverso tipo.

Le caratteristiche di questi patogeni all’interno dell’organismo, richiamano molto da vicino le caratteristiche tipiche dei “patogeni esterni”.

Per cui: il Freddo avrà azione di blocco sulla nostra energia danneggiando potenzialmente lo Yang, il Calore la dinamizzerà e tenderà a consumare lo Yin, il Vento si manifesterà in modo improvviso e a volte violento…

In questo articolo approfondiamo il discorso dell’Umidità interna, patogeno interno estremamente diffuso e connesso a molti disturbi tipici del nostro tempo.

 

L’Umidità come fattore climatico

L’Umidità come fattore climatico viene assegnato, dalla medicina cinese, all’Elemento Terra e costituisce un fattore patogeno di rilievo per l’Organo Zang Milza associato a questo Elemento.

L’Umidità è un fattore climatico per lo più fatto corrispondere dalla tradizione cinese alla tarda estate (un periodo in cui fa ancora caldo ma inizia anche a piovere).  Tipico spesso anche  dei periodi di cambio stagione.

 

L’Umidità esterna e la sua interazione con il Qi

L’Umidità è un fattore patogeno di tipo Yin, in quanto è legata all’acqua e crea pesantezza. Ha la tendenza ad ostacolare i movimenti del Qi e provocare ostruzione e stasi.

Come fattore Yin, l’Umidità attacca facilmente la nostra energia Yang.

In particolare, l’aggressione di Umidità esterna disturba la funzione del Qi della Milza di trasformazione e distribuzione, conducendo alla produzione di Umidità interna con sintomi quali diarrea, urine scarse, edema.

 

Umidità esterna e Umidità interna

In medicina cinese l’Umidità esterna e l’Umidità interna sono strettamente collegati.

L’esposizione prolungata o eccessiva all’Umidità esterna disturba l’energia di Milza, ne rallenta e ne ostacola il lavoro e causa una disarmonia che, a sua volta, produce Umidità interna.

Questo attacco da parte dell’Umidità esterna è tanto più temibile e vigoroso quanto più il quadro energetico individuale è di deficit del Qi di Milza.

Milza in deficit produce, essa stessa, una condizione di accumulo e Umidità.

 

Manifestazioni tipiche di Umidità interna

Pesantezza

Importante caratteristica dell’Umidità è la pesantezza.

Le manifestazioni collegate all’Umidità interna presentano, per questo, spesso sintomi di “pesantezza” come

  • cefalea “a casco” (testa pesante, come se appunto si indossasse un casco)
  • sensazione di pesantezza al corpo e agli arti (tende ad accumularsi nella parte bassa del corpo provocando gonfiori a caviglie e gambe in particolare).

Torbidezza

Altra caratteristica tipica dell’Umidità è la torbidezza.

Questa caratteristica di mancata limpidità si manifesta in diversi modi:

  • quando interessa soprattutto il jiao inferiore, si manifesta a livello delle urine, che diventano più abbondanti e torbide o con leucorrea nelle donne.
  • quando interessa l’intestino crasso si ha diarrea con la caratteristica sensazione che l’evacuazione non sia mai completa.
  • quando interessa, invece, la parte alta dell’organismo (volto) si può avere la sensazione di  avere il “viso sporco” e “impastato”.

Tendenza alla discesa

Altra caratteristica dell’Umidità è la tendenza alla discesa. L’Umidità attacca, infatti, prevalentemente le parti Yin del corpo (in basso) ed è prevalentemente localizzata, quindi, nelle parti inferiori dell’organismo (edema degli arti inferiori, leucorrea, diarrea, urine torbide…).

Viscosità e tendenza alla stagnazione

L’Umidità tende, oltre che alla pesantezza e alla torbidezza, anche alla viscosità (collosità) e alla stagnazione (permanenza).

Queste altre caratteristiche hanno due principali conseguenze:

  • nelle manifestazioni dovute all’Umidità interna c’è una maggiore densità delle secrezioni
  • le manifestazioni dovute all’Umidità interna si presentano spesso come recidive e come malattie resistenti, di più difficile guarigione

 

Azione dell’Umidità nel nostro organismo

In linea generale, penetrando nell’organismo, l’Umidità blocca l’ascesa dei principi nutritivi, creando turbe del Sangue e dell’energia difensiva (Wei Qi).

Per quanto in medicina cinese non si possa generalizzare, c’è da dire che spesso la presenza di Umidità interna è la radice di manifestazioni come la dermatite seborroica, il catarro bronchiale e la diarrea.

Se l’Umidità si associa al Vento e al Freddo, diventa la causa più frequente di reumatismi.

Altro aspetto da considerare è quello della combinazione tra patogeni.

Penetrando nell’organismo, infatti, l’Umidità interagisce con la nostra energia e può avere trasformazioni a seconda che penetri in un organismo di tipo Yang o di tipo Yin.

Nel primo caso tenderà a trasformarsi in Umidità-Calore (sete senza desiderio di bere, dolore addominale e diarrea con bruciore anale nell’evacuazione, minzione bruciante, lingua con patina viscosa e gialla); nel secondo caso, tenderà a trasformarsi in Umidità-Freddo (dolori articolari, dolore addominale e diarrea senza desiderio di bere, lingua con patina viscosa e bianca…).

 

Umidità esterna ed interna a confronto

Riassumiamo di seguito le caratteristiche tipiche dell’Umidità esterna e dell’Umidità interna

L’Umidità esterna:

  • Yin
  • Densa, pesante, torbida, stagnante
  • Tendente al basso
  • Causa di ostruzione e stasi di Qi
  • Attacca lo Yang Qi
  • Danneggia la Milza

L’Umidità interna:

  • Malattie recidive e/o persistenti
  • Astenia, pesantezza generale
  • Oppressione toracica, gonfiore addominale
  • Dolore e gonfiore articolare, edema
  • Urine torbide, feci pastose, densità delle secrezioni

 

L’Umidità interna è uno dei patogeni interni più difficili da risolvere.

Il trattamento coinvolge la persona a 360 gradi e per un lungo periodo di tempo.

Le strategie da mettere in campo in termini di alimentazione energetica, automassaggio e digitopressione saranno oggetto di un prossimo articolo, la prossima settimana.

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La scoperta dell’acqua calda per rafforzare l’energia Yang

Un po’ dappertutto leggiamo che bere fa bene e uno dei propositi che spesso ci facciamo pensando al nostro benessere è quello di “bere di più”.

La soluzione spesso è mettere vicino al nostro posto di lavoro una bottiglia d’acqua e sorseggiarla durante la giornata finché non finisce.

Non so se ci avete fatto caso, ma non per tutti, però, questa è una cosa facile.

Ognuno di noi ha un atteggiamento diverso nei confronti dell’acqua e del piacere o meno di bere.

Alcune persone, per esempio, mi dicono di “non avere voglia di bere”, di non avere mai sete, di poter stare benissimo anche senza bere per molte ore.

Altre addirittura, riferiscono di “avere sete ma senza voglia di bere”.

Altre dicono di avere costantemente sete e non riuscire a dissetarsi neanche bevendo. Hanno bisogno di un bicchiere d’acqua sul comodino da consumare ogni notte, momento in cui questa sensazione di sete addirittura aumenta.

Da cosa dipende questa differenza?

Secondo la medicina cinese dipende dai diversi quadri energetici di ognuno di noi.

Solo per fare alcuni esempi:

  • in presenza di deficit dello Yang è frequente avere “repulsione” per l’acqua fredda o a temperatura ambiente (gradita, semmai una tisana calda).
  • in presenza di umidità interna con aggiunta di calore si può avvertire sete ma allo stesso tempo non avere “voglia” di bere.
  • in presenza di deficit dello Yin la sete può, invece, diventare anche molto intensa e difficilmente bevendo la persona arriva a dissetarsi completamente.

Al di là di queste differenziazioni che, già da sole, sono di grande interesse per chi si occupa di medicina cinese, riflettiamo in questo articolo sull’acqua calda e sulla sua azione.

Si dice “fare la scoperta dell’acqua calda” per indicare una scoperta sciocca, banale, quasi denigrando lo scopritore.

In realtà, scoprire l’acqua calda può essere tutt’altro che cosa sciocca per il nostro benessere. In alcuni quadri energetici può, anzi, essere decisiva per favorire un riequilibrio energetico.

 

L’azione dell’acqua fredda sulla nostra energia

Per comprendere l’azione dell’acqua calda iniziamo, prima di tutto con il parlare dell’acqua fredda.

Con “acqua fredda” ci riferiamo all’acqua rinfrescata in modo artificiale, nel frigorifero ma non solo. Anche l’acqua a temperatura ambiente è, per il nostro organismo, fredda, in quanto ha temperatura inferiore a quella dell’interno del nostro corpo (intorno ai 37 gradi).

Secondo la medicina cinese, ingerire cibi freddi e crudi è lesivo dell’energia di Milza-pancreas, quindi di quell’Organo Zang alla base dei processi di trasformazione e trasporto e alla base, dulcis in fundo, della costruzione degli elementi fondanti della nostra energia del cielo posteriore (Qi e Sangue).

L’acqua fredda non fa eccezione, al pari di ogni altro alimento.

Come ogni alimento “freddo”, l’acqua richiede all’organismo energia per “riscaldare”.

Questo, protratto nel tempo, “raffredda” la nostra energia (in particolare la nostra energia Yang) riducendo la nostra capacità di estrarre l’essenza dai cibi.

Nonostante subentri anche un fatto di abitudine che rende più tollerabile la cosa, bere abitualmente acqua fredda penalizza la nostra stessa energia vitale che diventa sempre più debole.

Ciò vale soprattutto in alcune condizioni energetiche che andiamo a vedere nel paragrafo successivo.

Quando bere acqua fredda è veramente da evitare

Sappiamo che in natura il calore favorisce il dinamismo, la trasformazione. Nel nostro organismo, il calore sostiene la digestione, la capacità di trasformare i cibi, di estrarne l’essenza e di trasportare il nutrimento in tutto l’organismo.

Il freddo, al contrario, favorisce la stasi, blocca e rende i movimenti di energia più difficoltosi e lenti.

Se bere acqua fredda può essere dannoso un po’ per tutti, lo è soprattutto per alcune persone o meglio in alcune condizioni energetiche.

In particolare, bere acqua fredda, ma anche semplicemente a temperatura ambiente, può essere lesivo della nostra energia in presenza di un deficit di Yang.

L’acqua fredda va, infatti, in questo caso, ad interferire con questo quadro di deficit già di per se importante, aggravandolo.

Anche in caso di umidità interna bere acqua fredda può peggiorare in modo significativo il quadro indirettamente, danneggiando ulteriormente l’energia di Milza.

Il danno si accentua potenzialmente in alcune condizioni come per esempio in condizioni di freddo esterno (in inverno o la sera, ovvero in momenti yin della giornata).

Può essere, invece, più tollerabile in alcune condizioni generali come in piena estate, durante le fasi più calde della giornata.

Quando bere acqua calda

Il momento migliore per bere acqua calda è sicuramente al mattino, come prima azione della giornata, in modo da favorire, attraverso il calore, l’attivazione di tutto l’organismo, nonché della motilità intestinale.

E’ utile anche bere acqua calda prima dei pasti (almeno 10 minuti prima), in modo da attivare lo stomaco e prepararlo ad accogliere il cibo.

E’ sconsigliato, invece, bere ai pasti. Questo “diluirebbe” i succhi gastrici ed interferirebbe con la digestione.

Stessa interferenza con la digestione può  avere la tisana subito dopo il pasto alla quale alcune persone sono abituate con il pensiero di favorire la digestione stessa.

Quanto bere

La quantità di acqua da bere durante la giornata dipende dalle abitudini alimentari e di attività fisica di ognuno, oltre che dal clima.

In generale, pare ci sia ormai un sostanziale accordo sul fatto che una misura media ragionevole è intorno a un litro e mezzo-due litri al giorno.

Il modo più pratico per ricordarsi di bere questa quantità e, soprattutto, non doversi preoccupare di scaldare l’acqua ad ogni tazza, può essere quello preparare il tutto direttamente al mattino, utilizzando un termos.

Questa è la soluzione ideale per chi lavora fuori casa ma è cosa utile anche per tutti gli altri in quanto riduce il tempo della preparazione e semplifica l’abitudine.

Si può conservare nel termos acqua molto calda e unirla ad acqua a temperatura ambiente ogni volta, bevendo così alla temperatura più gradita.

Quindi?

Dobbiamo concludere che mai più potremo bere un sorso d’acqua fresca o a temperatura ambiente?

In realtà, come sempre, la virtù sta nel mezzo.

Va  certamente tenuto conto il potere riscaldante/attivante dell’acqua calda e quello raffreddante/bloccante dell’acqua fredda. Queste qualità hanno azione sulla nostra energia individuale e possono tornare decisive in alcune condizioni.

E’ importante avere consapevolezza di ciò prima di tutto.

Questo può aiutarci nello sviluppare anche una sensibilità che ci fa comprendere più facilmente quando l’acqua a temperatura ambiente è gradita o quando ci fa provare una sensazione sgradevole non meglio identificata che magari ci allontana proprio dal bere.

Bere acqua calda, anche se non deve necessariamente diventare una mania, può essere un valido alleato in alcune condizioni in particolare.

Queste condizioni corrispondono alle fasi della vita in cui ci sentiamo particolarmente stanchi, freddolosi (anche per il freddo esterno, in inverno), siamo convalescenti da malattie, abbiamo difficoltà a digerire, gonfiore addominale o intestinale, tendenza ad ingrassare… tutti questi aspetti da soli non sono sufficienti a fare una valutazione energetica ma possono darci indizio che la nostra energia Yang è insufficiente ed ha bisogno di essere sostenuta.

Anche l’acqua calda, rimedio semplice, naturale ed economico, può aiutarci in questo.


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Miglio e radicchio con semi di sesamo bianco. Una ricetta con benefiche virtù

La medicina cinese considera il cibo come un vero e proprio “farmaco”. Classifica gli alimenti in base alle loro caratteristiche energetiche e li combina tra loro in modo da ottenere ricette in grado di stimolare l’energia dell’individuo riequilibrandola.

La ricetta che analizziamo in questo articolo mette insieme due alimenti dalle caratteristiche energetiche in un certo senso complementari in grado di potenziarsi l’una con l’altra: miglio e radicchio con semi di sesamo bianco.

La ricetta è molto semplice.

Consiste nel lessare il miglio e, nel frattempo, soffocare per pochi minuti in una padella con acqua e poco olio extravergine d’oliva il radicchio tagliato a striscioline con l’aggiunta, se gradita, di poca cipolla.

Una volta cotto il miglio, aggiungerlo nella padella con il radicchio amalgamando il tutto ed impiattare.

Una volta nel piatto, aggiungere una spolverata di semi di sesamo bianco. Questi hanno natura fresca e sapore dolce, nutrono e sostengono il Sangue, lo Yin e i Liquidi organici.

Vediamo ora nei dettagli le proprietà del miglio e del radicchio per comprendere più chiaramente la loro azione combinata.

Il miglio

Il miglio viene spesso identificato come mangime per uccelli. In realtà ha ottime proprietà dal punto di vista energetico ed ha una tradizione antica anche sulle nostre tavole.

Pare che il miglio sia stato addirittura il primo cereale ad essere coltivato diverse migliaia di anni fa in Cina e in Europa.

Non contiene glutine.

Caratteristiche energetiche del miglio

La dietetica cinese classifica le caratteristiche energetiche del miglio, così come degli altri alimenti, in base tre parametri principali che sono il Sapore, la Natura e il Tropismo.

Con riferimento a questi tre aspetti, il miglio si definisce per:

L’azione del miglio sulla nostra energia è molto ampia e articolata.

Il miglio, innanzitutto, armonizza il jiao Medio (sistema digestivo).

In particolare, dirige il qi ribelle verso il basso ed è indicato, quindi, in presenza di nausea, vomito, assenza di voglia di mangiare.

Tonifica Milza-pancreas e il Rene ed è quindi indicato anche nei periodi di convalescenza da malattie debilitanti.

Trasforma l’Umidità interna ed ha proprietà diuretiche, aspetti che lo rendono estremamente utile in presenza di disuria e ritenzione di liquidi.

L’azione sull’Umidità, combinata alla sua natura fresca e alla capacità di ridurre il Calore patogeno, rendono il consumo di miglio estremamente indicato in presenza anche di Calore in vescica (minzione urente) e candidosi. La sua azione di eliminazione del Calore in eccesso dallo Stomaco lo rende utile in presenza di afte, sete e bocca secca.

 

Radicchio rosso

Il radicchio noto a noi oggi deriva da una varietà spontanea che affonda le sue radici nella storia greca e romana, nonché nella nostra tradizione contadina.

Per quanto esistano lievi differenze tra le diverse varietà di radicchio, il sapore di questo vegetale è per definizione amaro e questo lo rende particolarmente attivo nel purificare il Calore.

Questa azione è particolarmente spiccata nel radicchio di Treviso, più amarognolo, di meno nel radicchio di Verona, più dolce.

Caratteristiche energetiche del radicchio

Le proprietà del radicchio lo rendono ideale per purificare il Calore con azione anche dissolvente sui Tan.

Ciò lo rende particolarmente indicato in presenza di catarri densi, per es. in presenza di tosse con catarri densi difficili da espettorare.

Proprietà generali della ricetta dal punto di vista energetico

Le caratteristiche energetiche degli ingredienti principali di questa ricetta (il miglio e il radicchio) la rendono potenzialmente molto utile nel periodo invernale, in presenza di tosse con catarri gialli e densi che ostruiscono il polmone (Tan).
Molto utile anche in presenza di Umidità o Umidità-Calore nel jiao inferiore, la quale si manifesta spesso, per esempio, con  candidosi cistiti.

Questa ricetta può essere utile, indipendentemente dalla stagione, anche in presenza di Calore in eccesso a livello dello Stomaco. Questo si può manifestare con disturbi digestivi oltre che, per esempio, con afte, alitosi e nausea.

Al di là delle indicazioni energetiche che ci offre la medicina cinese, questa ricetta può entrare comunemente nella nostra cucina in quanto di veloce preparazione e, dal punto di vista occidentale, con documentate proprietà toniche, nutritive e rimineralizzanti.

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Il Rene in medicina cinese. Benessere e longevità

I Reni hanno la loro sede nella zona lombare. Qui, secondo la medicina cinese, i Reni assicurano la raccolta dell’energia inviata verso il basso dal Polmone e il rinvio verso l’alto dei Liquidi organici per il “raffreddamento” fisiologico dell’organismo.

Funzione dei Reni in medicina cinese

La funzione principale dei Reni è accumulare il Jing e controllare la nascita, la crescita e la riproduzione.

Il Jing del Rene non può mai essere in Eccesso ma solo in Deficit, per questo non si hanno mai delle disarmonie legate ad Eccesso a carico dei Reni ma solo a Deficit.

Disarmonie dell’energia dei Reni

Alla base di qualsiasi disarmonia a carico del Rene ci si riferisce alla dialettica Yin-Yang.

Lo Yin dei Reni rappresenta il Jing e i Liquidi governati dai Reni.

Lo Yang dei Reni rappresenta la forza motrice di tutti i processi fisiologici, base della trasformazione e del movimento (Fuoco fisiologico).

Lo Yin dei Reni è il fondamento materiale indispensabile allo Yang dei Reni, il quale è la manifestazione esteriore dello Yin dei Reni.

Ogni condizione di squilibrio dei Reni si manifesta come un deficit di Yin dei Reni o di Yang dei Reni.

Avendo, poi, Yin e Yang dei Reni stessa radice (sono due manifestazioni della stessa entità) un Deficit di Yin dei Reni implica un deficit di Yang dei Reni e viceversa.

Nella pratica si avrà, quindi, spesso la situazione in cui coesistono sintomi da Deficit Yin dei Reni (zigomi arrossati, urine scure, sudorazione notturna, acufeni) e Deficit di Yang dei Reni (caviglie gonfie, lombalgia, freddolosità).

Un aspetto su cui la medicina cinese si esprime chiaramente è quello che riguarda il coinvolgimento dell’energia renale in ogni situazione importante ed impegnativa per il nostro organismo.

Si dice, per esempio, che nelle malattie croniche i Reni manifestino sempre una qualche disarmonia: essendo i Reni la radice dello Yin e dello Yang di tutti gli altri Organi, la maggior parte delle malattie croniche finisce infatti per richiedere l’energia dei Reni.

Le cause di disarmonia dei Reni

L’energia dei Reni è preziosa e va preservata in quanto da essa dipende la durata e la qualità della nostra vita.

I fattori che indeboliscono l’energia dei Reni sono molteplici.

In primo luogo abbiamo la debolezza ereditaria.

Il Qi del cielo anteriore di ogni individuo si forma al momento del concepimento (unione dei Jing dei Reni dei genitori: sperma e ovulo).

Se vuoi approfondire il discorso relativo al Jing dei Reni, al cielo anteriore e posteriore leggi "L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni"

La costituzione ereditaria dipende dalla forza e dalla qualità del Jing dei genitori in generale e al momento del concepimento in particolare.

Altro aspetto critico per i Reni è lo stress emotivo.

L’emozione correlata ai Reni è la paura, l’ansia, lo shock. Una condizione protratta di stress causa Calore Vuoto dei Reni con sintomi come bocca secca, zigomi rossi, irrequietezza mentale, insonnia (il Qi sale alla testa).

Anche l’eccessiva attività sessuale è una possibile causa di malattia per i Reni, questo nel caso in cui l’attività sia eccessiva.

Ciò vale in particolare per l’uomo e limitatamente all’eiaculazione: lo sperma è, infatti, una manifestazione diretta del Jing renale, la sua eccessiva emissione indebolisce il Jing dei Reni.

Nella donna, il sangue mestruale e le cellule uovo rappresentano la manifestazione diretta del Jing e nell’attività sessuale questo non viene disperso.

Secondo la medicina cinese, sono causa di malattia, per le donne, rapporti sessuali durante le mestruazioni (possibile stasi di Sangue nell’addome) e un’attività sessuale troppo precoce (durante la pubertà) che danneggia seriamente il Renmai e il Chongmai.

Un deficit dello Yang della Milza protratto nel tempo condurrà necessariamente ad un deficit dello Yang dei Reni.

Il superlavoro è un altro fattore di indebolimento del Rene, sia della sua Energia Yang (superlavoro fisico) che della sua Energia Yin (superlavoro mentale in condizioni di stress).

Infine, l’energia del Rene declina naturalmente con l’età.

L’invecchiamento è, infatti, per la Medicina Cinese, un processo di diminuzione fisiologica del Jing dei Reni.

Con l’avanzare dell’età si manifestano, quindi, sintomi come la diminuzione dell’udito (il Jing dei Reni non riesce a raggiungere le orecchie), fragilità delle ossa (il Jing dei Reni non riesce a nutrire le ossa e il midollo) e così via, con riferimento alle funzioni del Rene che decadono in modo fisiologico.

Preservare l’energia renale

La nostra energia vive trasformazioni costanti durante tutto l’arco della nostra vita.

Le regole che governano questa trasformazione sono universali: sono comuni tanto all’uomo (microcosmo) quanto al mondo naturale (macrocosmo).

Secondo la medicina cinese la qualità della nostra vita e del nostro invecchiamento è dato dalle nostre scelte quotidiane in termini di alimentazione, respirazione, abitudini di vita (incluso automassaggio, meditazione…) e, non ultimo, vissuto emozionale.

Tutto ciò contribuisce a nutrire il nostro Jing del cielo posteriore (successivo alla nascita) e a sostenere quello del cielo anteriore.

Ne deriva un’energia che possiamo costruire “mattone dopo mattone”, a partire dalle nostre scelte, in modo più possibile armonico e sapiente, grazie ai consigli dell’antica tradizione cinese.


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Per approfondire la fisiologia energetica in medicina cinese leggi:

Medicina tradizionale cinese. Teorie di base per i primi passi

 

libro medicina cinese

Il potere dei cereali in chicco e una ricetta da provare

cereali in medicina cinese

I cereali in chicco rappresentano un alimento su cui storicamente si basa la dieta di buona parte della popolazione mondiale.

La dieta mediterranea è basata sul grano, quella cinese sul riso, quella delle popolazioni amerindie sul mais… storicamente, in sostanza, il cereale costituisce il pilastro dell’alimentazione di numerose culture.

Possiamo dire che oggi la principale fonte energetica alimentare mondiale è costituita proprio dai cereali.

 

I cereali nella tradizione cinese

Nella cultura cinese il cereale è il vero e proprio pilastro dell’alimentazione.

La tradizione cinese classifica i cinque cereali all’interno dei cinque Elementi (Legno, Fuoco, Terra, Metallo, Acqua) suddividendoli in base al Sapore:

  • Acido (Legno): mais
  • Amaro (Fuoco): fieno greco
  • Dolce (Terra): riso
  • Piccante (Metallo): miglio
  • Salato (Acqua): avena

Il grano è assimilato ai cereali e al sapore dolce, l’orzo a quello salato. L’amaranto e il farro non erano noti nella Cina antica e non sono in questa classificazione. All’amaranto viene, comunque attribuito un sapore Dolce-Amaro e il farro Dolce.

Al di là di queste classificazioni, possiamo dire che tutti i cereali hanno, in un certo senso, azione tonica su Milza-pancreas e questo ne fa un alimento insostituibile nell’alimentazione dell’uomo.

L’azione tonica su Milza rende, infatti, i cereali ideali per sostenere la costituzione del Qi acquisito e quindi l’energia complessiva della persona.

Ogni cereale, poi, ha specifiche caratteristiche che lo contraddistinguono e possono farlo preferire ad altri in determinate situazioni.

Il Farro per esempio…

Oltre ad avere Sapore dolce, come visto sopra, il farro ha anche natura neutra, appena tiepida ed un tropismo mirato sugli Zang fu (organi-visceri cinesi) Milza-pancreas, Stomaco e Fegato.

Il farro è un buon tonico per Milza-pancreas, nutre lo yin e il Sangue e non è, allo stesso tempo, troppo umidificante. Questo lo rende particolarmente utile soprattutto per le persone che presentano quadri di umidità interna.

Dal punto di vista occidentale, aggiungiamo che il farro contiene numerose vitamine (A, B, C, E), è ricco di fibre ed ricco di minerali, tra cui il  ferro, il sodio, il fosforo e il calcio. La raffinazione riduce molti di questi elementi nutritivi ma preserva gli aminoacidi e alcuni importanti sali minerali e oligoelementi.

I cereali nella nostra tradizione

Nella nostra tradizione, i cereali hanno una diffusione ampissima, anche se non in forma di chicco.

Nonostante la grande varietà di cereali, infatti, nella nostra cultura vengono preferiti sostanzialmente il grano il riso e il mais, con prevalenza soprattutto del primo (il grano) sotto forma di pane, pizza e pasta.

Questi cereali, inoltre, sono consumati per lo più nella loro forma più raffinata, quindi impoverita di fibre e di elementi nutritivi importanti.

Tutto ciò ha, in parte, radici nelle abitudini e nello stile di vita tipico della nostra società, il quale fa prediligere alimenti dal consumo veloce e facile.

Il cereale integrale, diversamente dalla sua versione raffinata, ha bisogno di tempo per la cottura ed anche per l’assunzione (richiede una più lunga masticazione).

Questi aspetti connessi alla preparazione e al consumo del cereale sono estremamente utili per il nostro benessere, sono sazianti e beneficano, tra l’altro, alle funzioni intestinali e all’assorbimento dal punto di vista biochimico (risposta insulinica ridotta).

Va detto, comunque, che il consumo di cereali integrali, per quanto massimamente salutare, può essere controindicato in persone che hanno difficoltà digestive o, detto in termini di medicina cinese, hanno un Qi della Milza debole. Questo deficit, infatti, non consente loro di trasformare in modo efficiente l’alimento, finisce per richiedere eccessiva energia e creare ristagni.

Per evitare di sbagliare, in assenza di una valutazione energetica su misura per comprendere quale livello di raffinazione del cereale possiamo meglio tollerare, può essere ideale sperimentare in prima persona iniziando con il cereale semi-integrale e prestando attenzione alle sensazioni che ci invia il nostro corpo per spostarci poi sul versante raffinato o integrale come ci sembra più opportuno.

Diversamente dal consumo di cereali in chicco, il consumo di cereali sotto forma di pasta o pane al contrario, sovraccarica sempre il nostro sistema energetico, impegnando Milza-pancreas anziché sostenendola.

L’impegno di Milza nell’attività di estrazione di nutrimento si traduce spesso in accumulo di umidità interna e nella richiesta di energia aggiuntiva per la trasformazione, tutti aspetti che impegnano il nostro organismo in modo eccessivo in funzione poi dell’energia che si riuscirà ad estrarre dal cibo estremamente raffinato.

Oltre a nutrire di meno, quindi, questi alimenti portano anche un danno che finirà per far diminuire le capacità “estrattive” di Milza e, quindi, la capacità di generare Qi e Sangue.

Una ricetta da provare

Per dimostrare quanto può essere rapida la preparazione del cereale in chicco vi racconto del mio pranzo di oggi

Non si tratta di una ricetta speciale, ma di un piatto semplice e veloce a base di farro, carota, foglie del cavolfiore, sedano e foglie verdi del porro.

Il farro era pronto da ieri sera, conservato in frigo in un contenitore di vetro. Sì, perché questo è un altro aspetto comodissimo dei cereali in chicco: si possono preparare in anticipo, a differenza, per esempio, della pasta!

Ho tagliato velocemente gli alimenti indicati sopra e li ho messi in una padella con poco olio extravergine d’oliva e dell’acqua facendoli cuocere con il coperchio. Dopo qualche minuto, aggiungendo acqua calda, ho aggiunto anche  il farro già pronto e ho lasciato riscaldare ancora per qualche minuto finché la densità non è stata di mio gradimento (non troppo asciutto, non troppo “minestra”).

Gli ingredienti scelti sono ideali in inverno e varierebbero, naturalmente, in estate, nel rispetto della stagionalità degli alimenti. Il procedimento potrebbe, tuttavia, essere lo stesso, magari scegliendo in estate un cereale di natura più fresca (l’orzo o il miglio, per esempio).

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Fiori di Bach e medicina cinese. La potente alleanza

Il mio primo approccio ai fiori di Bach è avvenuto diversi anni fa, durante gli studi di medicina cinese.

Un incontro fortuito con una persona che insegnava questa disciplina e la mia curiosità mi hanno indotto a leggere qualcosa al riguardo e ad approfondire sempre di più.

La sensazione che avevo avuto – poi confermata dagli studi successivi – era che, per quanto parlassero con lingue diverse, medicina cinese e floriterapia del dr Bach avevano argomenti comuni, in particolare nell’ambito di quello che possiamo definire “psichismo”.

E’ passato del tempo e ancora oggi sono convinta di questa cosa. Tanto più dopo averne sperimentato l’effettiva applicazione anche nel mio lavoro con la medicina cinese.

 

Cosa sono i fiori di Bach

Con il termine “fiori di Bach” si fa riferimento a rimedi floreali in grado di agire su aspetti legati all’emotività e agli stati d’animo al fine di generare un cambiamento, uno sblocco o un superamento.

In virtù della connessione corpo-mente, le trasformazioni emozionali hanno proiezione fisica e possono favorire la riduzione di sintomi e disagi anche fisici (psicosomatica).

I fiori di Bach si propongono, pertanto, come rimedio energetico per agire sulla persona nella sua totalità (medicina olistica), accompagnandola in una trasformazione a 360 gradi.

Relazione tra fiori di Bach e medicina cinese

Floriterapia di Bach e medicina cinese partono dal comune pensiero di unità corpo-mente. L’uomo è concepito come un’unità e la malattia viene pensata come manifestazione che comprende aspetti tanto fisici e materiali quanto energetici e immateriali.

Cercando di gettare una rapida luce sulle differenze, abbiamo come nucleo, in primo luogo, quello che possiamo definire “la causa di malattia”.

Lo studio di Bach è fortemente centrato sugli aspetti psichici e psicosomatici. Per Bach la malattia nella sua origine è il risultato ultimo di un conflitto che ha agito per lungo tempo sul piano fisico.

In medicina cinese la malattia si considerano le emozioni come fattori importanti causa di malattia.

Non sono le emozioni, tuttavia, l’unica causa possibile.

Secondo la medicina cinese, infatti, la malattia deriva da uno squilibrio yin-yang che può essere generato da

  • cause interne (emozioni)
  • cause esterne (i Qi climatici)
  • cause né interne né esterne (alimentazione, stile di vita…).

 

Utilizzo dei Fiori di Bach in medicina cinese

I fiori di Bach lavorano sul piano psico-emotivo con l’obiettivo di favorire l’armonizzazione di pensieri ed emozioni, consentendo in tal modo un riequilibrio anche fisico

La medicina cinese può trovare nell’uso dei fiori di Bach un potente alleato soprattutto (ma non solo) in tutte quelle situazioni in cui l’aspetto psico-emotivo abbia una componente essenziale nello squilibrio energetico dell’individuo.

Coniugare le due discipline mantenendone l’autonomia storica e di pensiero significa, in alcuni casi, offrire una risorsa aggiuntiva per favorire il benessere dell’individuo in modo più rapido ed efficace.

Questo sempre tenendo conto il principio che non ci sono “correzioni” da fare ma “armonizzazioni” per far si che l’individuo esprima al meglio le sue potenzialità e la sua natura e per consentire allo yin e allo yang di esprimersi in modo equilibrato.

Quando parliamo di psichismo in medicina cinese, abbiamo a che fare inevitabilmente con gli Organi e visceri (Zang fu). Sappiamo, infatti, che ad ognuno di essi corrisponde un’emozione e corrisponde, inoltre, un’ampia serie di funzioni, distretti corporei, sostanze…

Per esempio uno squilibrio a carico della vescica biliare (elemento legno) può manifestarsi con stato d’animo bloccato, indecisione nell’agire, mancanza di coraggio.

Come abbiamo visto nell’articolo “Coraggio di agire e determinazione. L’energia della vescica biliare in medicina cinese

Questa associazione è così forte che in Cina si usa dire, di una persona coraggiosa e intraprendente, che ha una “grande vescica biliare”. 

Questo è molto singolare se si pensa che in medicina cinese la Colecisti è il viscere associato al Fegato tramite i Meridiani energetici e nella nostra cultura usiamo dire proprio che una persona coraggiosa “ha fegato”.

Allo stesso tempo, possono manifestarsi difficoltà digestive, intestinali e altro ancora a seconda che l’energia della vescica biliare sia in deficit o in eccesso.

In questi casi la medicina cinese, una volta effettuata una valutazione energetica e differenziato il quadro specifico dell’individuo, può intervenire con agopuntura, tuina, alimentazione energetica, qi gong, fitoterapia… il tutto al fine di riequilibrare l’energia dell’individuo stesso.

L’uso dei fiori di Bach può essere di aiuto e di integrazione per potenziare questa azione rendendo più veloce il riequilibrio psicofisico.

Consente, inoltre, di coinvolgere ancora di più l’individuo nel processo di “cura di sé” (l’assunzione dei fiori di Bach è, infatti, affidata alla persona direttamente interessata e richiede intenzione e presenza) e questo è un ulteriore aspetto di vantaggio.

Qualche esempio di assonanza tra fiori di Bach e medicina cinese

Ogni fiore va scelto in base alla persona così come ogni quadro energetico è caratteristico di uno e di un solo individuo.

Ciononostante possiamo a titolo esemplificativo riflettere sui punti di contatto di alcuni fiori e di alcune tipologie energetiche.

E’ il caso della tipologia energetica Taiyang che nel suo squilibrio (rigidità, eccessiva strutturazione, autoritarismo, ambizione…) potrebbe trovare straordinaria affinità energetica con fiori come Vine o Beech.

Oppure, anche, la tipologia energetica Shaoyin che nel suo squilibrio (turbe emozionali, paura, ansia, nevrosi…) potrebbe trovare alleanza nell’uso di fiori come Mimolus, Aspen o Red Chestnut.

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L’utilizzo dei fiori di Bach nei quadri della medicina cinese

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Arresta l’asma. Un punto extrameridiano da trattare in moxibustione

L’asma è una malattia infiammatoria cronica dell’apparato respiratorio. E’ caratterizzata da broncospasmi, edema delle mucose, escrezione eccessiva di muco viscoso che può portare a insufficienza ventilatoria.

Asma in medicina cinese

In medicina cinese l’asma rappresenta una condizione detta di “Qi ribelle”, ovvero una situazione in cui il Qi di Polmone anziché scendere, come sarebbe fisiologicamente corretto, tende a risalire. Si ha quindi una mancata discesa del Qi del Polmone che si manifesta con la tipica sensazione di “fame d’aria”.

Cause dell’asma in medicina cinese

Questa disarmonia dal punto di vista energetico può riferirsi principalmente a due quadri opposti:

  1. un’ostruzione del Qi di Polmone (Il Polmone non riesce perché è impedito, Eccesso)
  2. una marcata energia, quindi una debolezza (il Polmone non riesce perché non ha abbastanza forza, Deficit)

Il primo caso è tipico di quando il Qi del Polmone non può scendere perché bloccato. Si ha, in altri termini una stasi di Qi a causa generalmente di Flegma che, nel Polmone ne impedisce i movimenti (si pensi ai comuni catarri).

Il secondo caso si riferisce, invece, ai casi in cui il Qi non può discendere perché l’energia del Polmone è debole e non è sufficiente per giungere al Rene che lo deve “afferrare” in modo da completare l’atto inspiratorio.

Questo meccanismo energetico tra il Polmone e il Rene rappresenta una tappa essenziale per il nostro benessere.

Il Rene, infatti, grazie alla respirazione, dovrebbe ricevere continuamente dal Polmone lo Yang puro dell’aria.

L’afferramento e l’immagazzinamento di questa energia da parte del Rene è il presupposto per la produzione dello Yang del Rene stesso e dell’intero organismo (per approfondire questi meccanismi di fisiologia energetica leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”).

Trattamento dell’asma in medicina cinese

Il trattamento dell’asma in medicina cinese richiede, come sempre in questa disciplina, un lavoro a 360 sulla persona.

In primo luogo, è indispensabile differenziare ogni quadro individuando la “radice energetica” che genera l’asma (sintomo).

Sarà proprio questa radice ad essere trattata per ristabilire l’equilibrio e ridurre il sintomo.

Il trattamento potrà avvenire con agopuntura, tuina (massaggio energetico cinese), alimentazione energetica… qualunque sia la tecnica scelta, in ogni caso il trattamento nel complesso sarà costruito in modo da coinvolgere la persona in un percorso di riequilibrio e di consapevolezza anche su abitudini relative allo stile di vita, ai fattori dietetici, emotivi, di stress e così via.

 

Un agopunto in aiuto in presenza di asma. Il punto extrameridiano Dingchuan (“Arresta l’asma”)

L’agopunto Dingchuan (arresta l’asma) è collocato 0,5 cun (metà del tuo pollice) di lato al bordo inferiore del processo spinoso della settima vertebra cervicale (quindi lateralmente all’agopunto GV14, Dazhui).

Appartiene ai punti cosiddetti extrameridiano, ovvero aggiuntivi rispetto ai 361 agopunti classificati sui meridiani principali e sui meridiani straordinari di vaso governatore e vaso concezione (gli unici meridiani straordinari con agopunti propri).

Questo agopunto, oltre ad essere un punto locale utile da trattare per disarmonie a livello di collo e spalle, ha una potente azione di armonizzazione del Qi di Polmone.

Il suo nome del resto viene tradotto con “arresta l’asma” o anche “calma la dispnea” e questo fa immediatamente capire le caratteristiche specifiche della sua azione.

Dingchuan è indicato per asma, bronchite, tosse convulsa oltre che per collo rigido.

In questo articolo mostriamo il suo utilizzo in autotrattamento con moxibustione.

Autotrattamento con moxibustione

Per quanto la posizione del punto possa essere scomoda per alcuni, è possibile procedere all’autotrattamento in moxibustione dell’agopunto Dingshuan prestando alcune accortezze.

Innanzitutto è indispensabile legare bene i capelli o raccoglierli in una cuffia.

In secondo luogo è indispensabile avere a disposizione uno specchio grande e un piccolo specchio da tenere in mano per controllare il punto riflesso nello specchio grande.

Localizzare il punto (bilaterale e simmetrico) a partire dalla settima vertebra cervicale (quella più sporgente quando si inclina la testa verso il basso).

Sempre utilizzando lo specchio, può essere utile, nel caso, utilizzare una penna cosmetica per fare due piccoli segni ad indicare i punti da trattare.

Una volta fatto questo, si consiglia di “prendere le misure” con il sigaro di moxa ancora spento (si consiglia la moxa senza fumo considerato che il trattamento dovrà necessariamente avvenire in un ambiente chiuso e circoscritto).

Una volta presa familiarità con la zona e il movimento (ci si muove osservandoci allo specchio, quindi in modo speculare), si può accendere il sigaro ed iniziare l’autotrattamento.

Iniziamo dal punto di sinistra.

Avvicinare con prudenza il sigaro, sempre tenendo conto del fatto che stiamo lavorando in modo speculare e osservando attentamente i nostri movimenti attraverso lo specchio.

Mantenere tra il sigaro e la pelle la distanza che si ritiene più opportuna in base alla propria sensibilità, mirando ad ottenere un calore intenso ma piacevole.

Una volta trattato, per alcuni minuti, il punto di sinistra, trattare quello di destra.

Le aree trattate con la moxibustione si arrosseranno e questo indicherà che abbiamo stimolato in modo corretto l’area.

 

Vuoi approfondire il tema della  moxibustione in autotrattamento?

Leggi:

“Come puoi trarre beneficio dalla moxibustione anche se non sei esperto di medicina cinese. Guida ai concetti di base, alla tecnica e all’autotrattamento”

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Vertigini in medicina cinese. Un sintomo, molte cause

Quando parliamo di vertigini parliamo di una sensazione di disorientamento nello spazio che coinvolge il senso dell’equilibrio. Le vertigini danno alla persona una percezione di instabilità  associandosi, a volte, a nausea o vomito.

Sia nella medicina occidentale che nella medicina cinese le vertigini sono considerate come un un sintomo, non come una malattia vera e propria da “curare”.

Le vertigini costituiscono, in altri termini, un segnale di disarmonia da indagare piuttosto che da sedare.

In medicina occidentale le vertigini sono spesso associate ad un alterato funzionamento dell’orecchio interno anche se molti altri possono essere i fattori scatenanti e le indagini da effettuare per arrivare ad una diagnosi precisa possono essere di diverso tipo.

 

Vertigini secondo la medicina cinese

La medicina cinese interpreta le vertigini come una manifestazione o sintomo che può essere associato a diversi quadri energetici di eziologia esterna o interna.

Come possibile eziologia esterna troviamo prevalentemente il vento come patogeno esterno che può penetrare nell’organismo colpendo l’orecchio, la testa e il collo.

A livello di eziologia interna la situazione è, invece, più complessa ed articolata.

vertigini in medicina cinese

Eziologia interna associata alle vertigini in medicina cinese

Una prima differenziazione eziologica in tema di vertigini distingue tra:

La differenziazione tra queste due condizioni può essere effettuata con certezza solo mediante la valutazione energetica condotta da un medico-operatore di medicina cinese ricorrendo alle tecniche tradizionali come l’osservazione della lingua e la palpazione dei polsi.

osservare la linguavalutazione energetica

 

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista sintomatico, possiamo semplificare al massimo dicendo che un inizio repentino si associa prevalentemente ad una condizione di eccesso mentre un inizio graduale si associa prevalentemente ad una condizione di deficit.

Inoltre, dal punto di vista più “tecnico” è possibile distinguere tra i quadri di eccesso e deficit in modo da poter prevedere il piano di trattamento più adeguato.

Abbiamo, infatti, per esempio che:

  • vertigini molto gravi, in cui la persona ha la sensazione del terreno che si muove sono generalmente manifestazione di Vento di Fegato
  • se accompagnate da cefalea e disturbi alla vista (vista sfocata) sono tipicamente manifestazione di risalita dello Yang epatico
  • se associate a sensazione di pesantezza e confusione alla testa e nausea possono dipendere da un eccesso di Flegma

Sul versante del deficit, troviamo tipicamente le vertigini da deficit di Qi e/o Sangue. In questo caso si tratta di episodi di bassa intensità che si presentano soprattutto quando la persona è stanca o compie un’azione eccessivamente impegnativa e richiedente per l’energia disponibile. Tendono a ridursi con il riposo.

Laddove le vertigini siano croniche e accompagnate a ronzii auricolari si è probabilmente in una condizione di deficit definita deficit dello Yin del Rene.

Tutti questi quadri possono risultare incomprensibili a chi non ha conoscenza di medicina cinese ma rappresentano una vera e propria chiave per la risoluzione della “radice” che causa le vertigini stesse.

 

Una vertigine, tante vertigini

Alla luce di quanto visto fin qui, non esiste un solo tipo di vertigine.

Questo sintomo, infatti, varia non solo per quanto riguarda il suo modo di manifestarsi (intensa o meno, concomitante o meno a stanchezza, con o senza nausea, cefalea o ronzii auricolari…) ma anche e soprattutto il quadro energetico di riferimento.

Individuare il quadro energetico del soggetto è (come sempre in medicina cinese) determinante per un trattamento energetico efficace, qualunque sia la tecnica di medicina cinese prescelta (tuina, agopuntura, qi gong, alimentazione energetica, fitoterapia).

Il trattamento energetico dovrà prevedere un’azione volta a stimolare l’energia del soggetto in modo da eliminare gli eccessi energetici o – a seconda dei casi – tonificare i deficit.

In alcuni casi potrà anche includere indicazioni volte a prevenire il ripresentarsi del problema stesso.

La disarmonia energetica alla base delle vertigini, infatti, potrebbe essere originata da abitudini o da uno stile di vita non adeguato per il soggetto.  Al di là dell’effettiva volontà (o possibilità) di cambiamento da parte del soggetto, il contributo del medico-operatore di medicina cinese è volto anche a favorire consapevolezza dello scenario energetico che potrebbe riproporre il problema in futuro.


Laura Vanni, “L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano”

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