Il collo e i suoi significati simbolici. Dolore cervicale in medicina cinese

dolore cervicale

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo assume diverse funzioni di connessione ed espressione che possiamo riassumere nei punti seguenti:

  1. connessione tra Zang fu e orifizi
  2. raccordo tra midollo spinale e cervello
  3. luogo di attraversamento dei Meridiani principali
  4. sede dei punti “finestra del cielo”
  5. sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento
  6. luogo di somatizzazione delle emozioni

Vediamo ciascuna funzione nel dettaglio.

 

1) Collo come connessione tra Zang fu e orifizi corrispondenti

La medicina cinese assegna ad ogni Organo Zang un orifizio associato, il quale è in connessione con l’energia dell’Organo stesso.

Per approfondire leggi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018

In considerazione della sua localizzazione, il collo costituisce un’importante via di connessione tra gli Organi vitali (Zang fu) e gli orifizi dell’alto a loro corrispondenti.

In questo scenario, il collo è, quindi, ponte di connessione tra:

  • la bocca e la coppia Milza-stomaco
  • le orecchie e i Reni
  • il naso e il Polmone
  • l’occhio e il Fegato

 

2) Collo come raccordo tra midollo spinale e il cervello

dolore cervicaleIl collo costituisce il luogo di raccordo tra il cervello (viscere straordinario definito dalla medicina cinese “palazzo del midollo”) e il midollo spinale.

Il midollo spinale, in particolare, raggiunge il capo proprio grazie alla colonna vertebrale e grazie alle vertebre cervicali.

 

3) Collo come luogo di attraversamento dei Meridiani principali

Il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali nel loro percorso esterno.

In particolare dai Meridiani di:

E’ attraversato, inoltre, dagli unici due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri:

  • Vaso Concezione (o Renmai)
  • Vaso Governatore (o Dumai)

 

4) Collo come sede dei punti finestra del cielo

Il collo è sede dei cosiddetti “punti finestra del cielo”.

Ad eccezione di due agopunti (LU3 e PC1), infatti, tutti i punti finestra del cielo sono collocati nell’area del collo.

Nel dettaglio, questi sono: LI18, ST9, SJ16, SI16, SI17, BL10, GV16, CV22.

I punti finestra del cielo sono importanti punti di comunicazione e di passaggio della nostra energia.

Essi, in particolare, favoriscono la comunicazione tra la testa e il tronco, regolando la circolazione del Sangue e del Qi e ponendosi come punti strategici per garantire il passaggio dello Yin (Jin puri) alla testa e il buon funzionamento degli Organi di senso.

 

5) Collo come sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento

La medicina cinese assegna alle sette vertebre cervicali un significato simbolico connesso alla realizzazione di sé.

dolore cervicale

Il sette (sette vertebre cervicali) rappresenta il numero associato dalla cultura cinese all’Uomo in quanto unione di tre (numero del Cielo) e quattro (numero della Terra).

Le cinque vertebre cervicali più basse, anatomicamente molto simili tra di loro, vengono da alcuni autori poste in relazione con l’aspetto più materiale della vita.

Al di sopra di queste troviamo l’epistrofeo, il cui significato etimologico è quello di “ritornare, far ritorno” e la cui forma fa pensare ad un dito puntato verso l’alto ad indicare la via del Dao (Mollard Y.).

In questo scenario, quindi, le sette vertebre cervicali rappresenterebbero una via energetica utile per il compimento di questa realizzazione.

Gli eventuali blocchi a questo livello rappresenterebbero le difficoltà incontrate in questo cammino.

 

6) Collo come luogo di somatizzazione delle emozioni

Il collo tende a concentrare numerose somatizzazioni, prima tra tutte quelle a carico di emozioni come ansia e paura.

In presenza di queste emozioni, mentre la porzione posteriore del collo può manifestare tensione e rigidità (tensione muscolare cronica come corazza), la parte anteriore del collo può essere interessata da manifestazioni disfunzionali legate alla difficoltà di esprimere le emozioni accettate ed elaborate.

In questo modello, il collo è, in un certo senso, “zona di frontiera”, luogo cruciale per la realizzazione di due processi:

  • da un lato, il processo di “accoglienza” ed “elaborazione”, in grado di rendere consapevoli le emozioni
  • dall’altro, il processo di “trasformazione”, in grado di tradurre queste emozioni in pensiero, parola e azione (cambiamento)

Quando questo processo di accoglienza, elaborazione e trasformazione avviene, la circolazione dell’energia vitale si mantiene è armonica.

Quando questo processo è inibito, si manifestano sintomi derivanti da stasi di Qi e Sangue a livello del collo sia posteriormente (rigidità nella zona cervicale, dolore…) che anteriormente (sensazione di “nodo in gola”, in medicina occidentale spesso connessione con disarmonie a livello tiroideo…).

Alcuni problemi a livello del collo rappresenterebbero, pertanto, il risultato:

  • da un lato, del tentativo inconscio di impedire alle emozioni indesiderate più profonde di arrivare alla testa e diventare, quindi, consapevoli (cosa che renderebbe indispensabile decisione, azione e cambiamento)
  • dall’altro, della difficoltà di tradurre le emozioni consapevoli in altrettanto consapevoli intenti ed azioni

 

Quando le emozioni non raggiungono la testa….

Le emozioni che non raggiungono la testa restano per così dire inibite.

In questi casi, l’agire non sarà il prodotto del sentire, ma sarà il prodotto della “testa” (ragione) senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri Organi Zang.

Ogni Organo Zang, in medicina cinese, ha funzioni che coinvolgono anche la sfera psichica ed emozionale. Abbiamo quindi queste corrispondenze Organo-emozione:

Se l’emozione non raggiunge la testa, l’agire sarà, in un certo senso, un agire “formale” dettato da razionalità e moralità (Giacconi).

Questo allontanamento dal sentire più autentico e più connesso con la nostra natura, potrà generare, nel tempo, uno stato di allarme. Si potranno, quindi aggiungere alle manifestazioni fisiche più diffuse (tensioni muscolari croniche, dolore…) anche manifestazioni psichiche ed emozionali a volte urgenti (agitazione, ansia…).

E’ stupefacente leggere in Lowen (che da quel che sappiamo non studiò medicina cinese!) la descrizione di un fenomeno estremamente affine a questo appena descritto, facendo riferimento alla difficoltà per il cuore (sede delle emozioni per Lowen così come anche per la medicina cinese) di comunicare:

“(…) una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione (…)”(Lowen, Bioenergetica).

Il Dolore cervicale

Il dolore cervicale è uno dei disturbi più diffusi a livello del collo.

In termini occidentali, in presenza di dolore cervicale (o cervicalgia) si parla di una difficoltà a livello meccanico delle vertebre cervicali le quali, in seguito a traumi dei tessuti molli della zona cervicale di natura acuta o cronica, non riescono a mantenere l’equilibrio corretto, causando alterazioni come sporgenze o allineamenti scorretti che influenzano i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli dando vita a una serie di diversi sintomi.

Questo tipo di disturbo è di rilievo non solo per il malessere localizzato che causa a chi ne soffre, ma anche perché coinvolge una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

Il dolore, per quanto localizzato principalmente al collo, può, inoltre, estendersi alla zona del braccio e della scapola e può associarsi ad altri sintomi come nausea, vertigini, emicranie e così via.

 

In questo articolo parliamo del dolore cervicale ma non dal punto di vista medico. Esploriamo, invece, i possibili aspetti simbolici ed energetici connessi a questo tipo di dolore.

dolore cervicale

In presenza di dolore nella zona cervicale è bene rivolgersi ad un medico, il quale prescriverà gli esami di routine per appurare le cause del dolore e valutare una eventuale terapia.

 

Il dolore cervicale secondo la medicina cinese

In medicina cinese le cause del dolore cervicale vengono attribuite a:

  1. penetrazione di patogeno esterno Vento e Umidità a livello del collo
  2. traumi esterni della zona il cervicale
  3. mantenimento prolungato di posture scorrette, che causano irrigidimenti e contrazioni dei muscoli della zona cervicale inducendo una riduzione degli spazi intervertebrali e dei fori intertrasversali, coinvolgendo nervi e vasi sanguigni

Sia il trauma che il mantenimento prolungato di posture scorrette rimandano ad una situazione di stasi di Qi e Sangue.

Da un punto di vista simbolico, la zona del collo secondo la medicina cinese rappresenta il tramite di collegamento tra Uomo (torace e braccia) e Cielo (testa).

L’azione delle emozioni sulla zona del collo può essere determinante e generare tensione e rigidità importanti.

 

Dolore cervicale ed emozioni

La medicina occidentale ha riconosciuto che, dal punto di vista neurovegetativo, determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è tra le più interessate da questo meccanismo.

La tensione si manifesta soprattutto alla base del cranio e a volte può formare un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che, per dirlo con le parole di Lowen, funziona “come un cappio”:

(…) [questa postura è] chiamata “il capestro” perché (…) assomiglia a quella di un impiccato. Il capo pende leggermente di lato come se la connessione con il resto del corpo fosse interrotta (…) ma il fatto più significativo è che in questa struttura l’area chiave delle tensioni sia alla base del cranio: è questa tensione che spacca in due la personalità.  Le tensioni muscolari presenti in questa zona formano un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Alcuni autori segnalano come questa condizione si manifesti tipicamente in chi vive situazioni di difficoltà nella vita sociale o familiare, in particolare in chi vive problemi di adattamento all’ambiente o alle persone, con una sorta di difficoltà a vivere il quotidiano (Lomuscio).

E’ la situazione tipica dell’uomo maturo, sovraccaricato da responsabilità difficili oppure alla ricerca del suo ruolo e identità nella società o nella famiglia (per esempio il pensionato, il disoccupato, la donna in età matura…).

Ugualmente, in alcune circostanze, può interessare il giovane, laddove questo si trovi a disagio, disorientato circa la direzione da prendere nella sua vita, senza sufficiente energia per gestire le eventuali avversità.

Da un punto di vista psicosomatico, i problemi al tratto cervicale possono sinteticamente essere associati a condizioni in cui:

  • la persona rifiuta di vedere le coseda diverse prospettive(il “blocco” a livello cervicale ci pone in una condizione di limitazione del movimento)
  • la persona ha un vissuto di umiliazione e sconfitta (deviazioni  posturali), oppure di eccessiva ostinazione (rigidità), con difficoltà a lasciarsi andare alla richiesta delle proprie emozioni

Indipendentemente dalle cause, le tensioni muscolari croniche rendono il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

dolore cervicale

Nel tempo, queste tensioni – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali anche molto importanti.

Per di più, rispetto all’assetto generale del corpo, le tensioni muscolari che si manifestano a questo livello rappresentano una stasi e un restringimento disfunzionale e generano disagi a vario livello che finiscono per coinvolgere anche la respirazione e l’emissione della voce.

Ciò è molto bene descritto da Lowen nel passo seguente:

(…) L’anello di tensione che si sviluppa in questa regione è anche naturale e funzionale e riguarda essenzialmente i muscoli scaleni anteriore, mediano e posteriore. Questo anello di tensione protegge l’apertura che porta alla cavità toracica e dunque al cuore. Quando sono affetti da una contrazione cronica, questi muscoli elevano e immobilizzano le costole superiori, restringendo l’apertura che porta al petto. Ciò interferisce con i movimenti naturali della respirazione e dunque influenza fortemente la produzione della voce (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Leggi anche: “Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi”

 


Per approfondire:

Laura Vanni,
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Attività fisica in primavera: cammina verso il benessere, passo dopo passo

 La medicina cinese presta particolare attenzione alla ciclicità delle stagioni.

(leggi il mio articolo “Ciclicità stagionale e ritmi vitali. Indicazioni per armonizzarsi con le stagioni“). 

Nella teoria medica cinese, ogni stagione risuona di un’energia diversa e questa entra in relazione con il nostro organismo e con i nostri organi e visceri.

La primavera, in particolare, è in relazione all’elemento Legno e si connette al Fegato e alla vescica biliare.

Anche se siamo abituati a vivere in ambienti artificiali in cui possiamo fare luce se è buio e possiamo fare calore se è freddo, è importante comprendere e vivere appieno la ciclicità stagionale nella quotidianità della nostra vita.

L’uomo è il microcosmo all’interno del macrocosmo e ne condivide regole e armonie. L’energia espressa dalla stagione stimola l’uomo a connettersi al macrocosmo, lo invita ad adeguarsi nelle abitudini.

Adeguarsi ai “soffi della stagione” significa difendersi dalle intemperie, adattare l’intensità dell’attività e del riposo, riconoscere e accogliere lo Yin e lo Yang espressi dalla natura.

L’energia della primavera

L’energia della primavera è ricca di esplosiva vitalità:

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare; Cielo e terra insieme producono la vita, i Diecimila esseri ne risplendono

La primavera rappresenta  il passaggio dallo Yin dell’inverno allo Yang dell’estate.

Una trasformazione che vede un progressivo e dirompente impiego di energia Yang.

La luce inizia a prevalere sul buio, il tepore inizia a prendere il posto del freddo. La natura mostra le molte trasformazioni tipiche di questa stagione.

In primavera l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello Yangqi, dovrebbe essere aperto e a proprio agio, offrendosi alla rinascita della vita e della natura.

Nel Suwen si trova l’invito a svegliarsi presto, camminare con ampi passi con i capelli sciolti e il corpo in libertà.

Questa modalità esprime l’energia in espansione del Legno, associato alla stagione primaverile e connesso al Fegato come organo Zang.

Ignorare l’impulso primaverile potrebbe danneggiare l’energia del Fegato e potrebbe, inoltre, creare problemi nella stagione successiva.

Si legge infatti nel Suwen:

Andare controcorrente porterebbe danno al fegato causando, in estate lesioni dovute al freddo, per insufficienza di apporto alla crescita

Attività fisica in primavera

Le caratteristiche energetiche della primavera ne fanno una stagione ideale per il movimento e l’attività fisica.

Lo “zampillare” e il “dispiegare” caratteristico dei soffi primaverili si coniuga perfettamente con il camminare ad ampi passi o il correre a velocità moderata, favorendo così al massimo l’espressione del movimento amata dal Legno.

Camminare velocemente e correre sono attività particolarmente amate da questo Elemento per la loro espressione naturale ed istintiva e per la loro capacità di mantenere fluidi e armonici i movimenti del Qi e del Sangue, scongiurandone la stasi.

Camminare verso il benessere

Camminare è uno dei gesti più naturali e spontanei che appartengono alla nostra natura, fin dalla primissima infanzia.

La camminata può essere considerata un’attività aerobica che gode di molti vantaggi e riduce alcuni svantaggi tipici di attività aerobiche più impegnative, prima tra tutte proprio la corsa.

La camminata viene a volte sottovalutata da chi corre in quanto ritenuta poco impegnativa ed efficace.

Di fatto, numerose ricerche dimostrano come il camminare possa rappresentare un’attività fisica a basso rischio e grande beneficio.

L’OMS suggerisce che l’unità di misura a garanzia di un benessere complessivo dovrebbe essere pari a diecimila passi al giorno.

Questo impegno fisico avrebbe la funzione di proteggere efficacemente il cuore e scongiurare il rischio di infarto e di diabete.

E’ evidente che diecimila passi al giorno possono rappresentare un obiettivo di attività difficilmente raggiungibile da molte persone.

Del resto, negli ultimi decenni tutto è stato orientato ad “accorciare le distanze”, “rendere rapidi gli spostamenti”, “aumentare la produttività”…

Nella nostra quotidianità, tendiamo a favorire abitualmente l’uso dell’automobile e dei mezzi di trasporto più veloci, dell’ascensore e del tapis rouland.

Forse però queste abitudini, anche se ci fanno risparmiare tempo e ci fanno fare più cose durante il girono, ci stanno togliendo qualcosa in termini di benessere.

Se pensi anche tu questo, potresti provare ad apportare dei cambiamenti nelle tue giornate, modificando le tue abitudini.

La primavera può essere l’occasione giusta per provare a modificare i ritmi delle nostre giornate e scoprire che questi ritmi a volte non sono stati scelti in modo consapevole, ma sono il risultato di routine ed automatismi.

Le possibilità per portare un cambiamento possono essere diverse e possiamo procedere per gradi.

Possiamo iniziare preferendo le scale all’ascensore, andando più spesso a piedi per piccole commissioni o anche, se possibile, per andare a lavoro.

Se ci rechiamo a lavoro con autobus o metropolitana, possiamo decidere di scendere una fermata prima oppure di riprenderlo, al ritorno, una fermata più in là.

L’ideale sarebbe potersi ritagliare un’ora in un momento qualsiasi della giornata per poter semplicemente camminare, al passo desiderato, magari in un ambiente naturale.

L’importante è creare l’occasione per il movimento che è sempre fondamentale per il nostro benessere, più che mai in questa stagione.

 

La camminata dal punto di vista energetico

Da punto di vista energetico, camminare ha un’azione molto utile a livello di mobilizzazione del Qi e del Sangue.

Quando questa attività viene svolta con costanza e regolarità, consente di ridurre la stasi tipica in questo periodo di passaggio dallo Yin dell’inverno allo Yang dell’estate.

A giovarne è in primis il Qi epatico (che in questo periodo teme particolarmente le stasi), ma non solo.

Secondo la medicina cinese, infatti, la circolazione armonica e senza interruzioni del Qi è una delle condizioni migliori per il nostro benessere ed è una premessa ideale ai fini della tonificazione della nostra energia.

Anche in condizioni di deficit di Qi, infatti, il movimento è un toccasana in quanto il Qi, anche se scarso, grazie al movimento circola meglio, raggiunge meglio il jiao medio e il jiao superiore, garantendo una più efficace produzione di nutrienti (Qi di Milza e stomaco) e una loro migliore diffusione (Qi di Polmone e Cuore).

Proprio per questo, l’attività di mobilizzazione del Qi è utile non solo in presenza di stasi (eccesso), ma anche in presenza di moderato deficit (insufficienza).

In questo secondo caso (deficit) si dovrà, naturalmente, prestare particolare prudenza nella pratica che dovrà essere condotta in modo molto blando e assolutamente “non stancante” e “non richiedente”.

Cosa aspetti quindi?

E’ primavera, il momento giusto per allacciare le scarpe ed iniziare!

Questa potrà diventare una sana abitudine da mantenere in ogni stagione, riequilibrando la tua energia, passo dopo passo.

 

 

Meditazione di primavera. L’energia del Fegato

meditazione di primavera

La meditazione di oggi è dedicata alla primavera e all’energia del Fegato, Organo Zang a cui questa stagione è associata secondo la medicina cinese.

L’energia della primavera ci parla di nascita, crescita e vitalità:

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare;
Cielo e terra insieme producono la vita
i Diecimila esseri ne risplendono (Suwen)

Il Fegato esprime la stessa dinamica energia della primavera. La sua energia ama dispiegarsi senza ostacoli e senza costrizioni.

Nella teoria medica cinese al Fegato sono attribuite importanti funzioni per il nostro organismo.

L’energia del Fegato infatti:

  • regola e conserva la massa sanguigna, con azione fondamentale – tra l’altro – sulle funzioni connesse al movimento (nutrimento di muscoli, tendini…)
  • regola lo stato emozionale
  • mantiene gli equilibri del Qi nell’intero organismo, a supporto della fisiologia di tutti gli altri Organi Zang

Il Fegato teme l’emozione della rabbia, soprattutto quando repressa e trattenuta. Questa emozione può bloccare l’energia del Fegato ed impedire il libero fluire del suo Qi causando una stasi del Qi epatico.

La stasi del Qi del Fegato si manifesta in modo a volte molto invadente sia a livello fisico che psichico.

Leggi il mio articolo sulla stasi del Qi del Fegato per scoprire di più.

La meditazione del Fegato suggerita in questo podcast è ispirata alla primavera. E’ un invito a prestare attenzione al Fegato e al suo importante lavoro di diffusione del Qi.

Puoi ascoltare il file direttamente qui, dal mio sito, oppure connetterti con il mio Canale Podcast, dal quale puoi anche scaricare il file mp3

Ascolta qui per la tua pratica di meditazione (durata 5 minuti e 32 secondi):

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Per approfondire…

Leggi l’articolo dedicato alla meditazione del Fegato

Leggi l’articolo dedicato alla meditazione degli organi secondo la medicina cinese

Possono interessarti le mie altre meditazioni:

 

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

fasi della vita

L’energia nel nostro organismo vive trasformazioni costanti durante l’arco di tutta la nostra vita.

Secondo la medicina cinese, le regole che governano questa trasformazione sono naturali e sono comuni tanto all’uomo (microcosmo) quanto al mondo naturale (macrocosmo).

Le fasi energetiche nell’uomo e nel cosmo

Nel corso della sua vita, l’uomo attraversa naturalmente tre importanti fasi energetiche caratterizzate da:

  • un’esplosiva vitalità (infanzia)
  • una consolidata energia (età adulta)
  • un progressivo declino (età matura)

Questa stessa tendenza energetica può essere osservata comunemente in natura.

Pensiamo alla trasformazione quotidiana più evidente a cui ogni giorno assistiamo.

Ogni giorno:

  • il sole sorge brillante e luminoso (alba)
  • resta alto nel cielo riscaldando ed illuminando la terra (mezzogiorno)
  • scende poi lentamente, meno caldo e luminoso ma tingendo tutto del meraviglioso colore del tramonto (sera) lasciando poi spazio alla notte

Si tratta, semplificando al massimo, della naturale e costante trasformazione dallo Yin (notte) allo Yang (giorno) e poi di nuovo allo Yin… in un ciclo continuo.

fasi della vita

La diversa energia espressa dal giorno nei diversi momenti coincide, metaforicamente, con la diversa energia espressa dall’uomo nelle varie fasi della sua vita considerando l’alba come l’infanzia e il tramonto come l’età matura.

 

Le fasi della vita secondo i cinque Elementi

Rifacendoci al pensiero cinese, queste fasi possono essere interpretate anche alla luce della teoria dei cinque Elementi.

Secondo questa teoria, ci sono cinque Elementi da cui deriva tutto ciò che esiste.

Questi Elementi sono: il Legno, il Fuoco, la Terra, il Metallo e l’Acqua.

Questi Elementi hanno caratteristiche energetiche ben definite e sono in relazione tra loro.

Una di queste relazioni, la più significativa, consiste in un rapporto sequenziale di generazione tale per cui:

  • il Legno genera il Fuoco (può ardere)
  • il Fuoco genera la Terra (formando la cenere)
  • la Terra genera il Metallo (nella terra si formano i minerali)
  • il Metallo genera l’Acqua (arricchisce l’acqua coi minerali)
  • l’Acqua genera il Legno (lo nutre)

L’energia espressa dai cinque Elementi ha, pertanto, una ciclicità che prende avvio dalla forza vitale e dinamica del Legno e si conclude (per poi ricominciare) con l’energia profonda e consolidante dell’Acqua.

L’energia degli Elementi nell’uomo

In sintesi:

  • l’Elemento Legno rappresenta l’energia propulsiva della nascita, il primo vagito, il piccolo Yang che cresce e che si manifesta con la vitalità dei bambini (definiti “puro Yang”). L’energia del Legno, nell’uomo, è associata al Fegato e alla rabbia
  • l’Elemento Fuoco rappresenta l’energia piena del giovane adulto. E’ la fase della vita in cui si è in grande attività. Lo studio e il lavoro sono in progressiva e vigorosa affermazione, la vita affettiva inizia a definirsi, si stabiliscono relazioni significative, si prendono decisioni per la propria vita. L’energia del Fuoco, nell’uomo, è associata al Cuore e alla gioia
  • l’Elemento Terra è l’età adulta. E’ il momento in cui gli studi si definiscono o si concludono, il lavoro si definisce in un modo o nell’altro, le relazioni significative sviluppano in qualcosa di più stabile e concreto. Questa è l’età tipica della procreazione. Si fanno figli, si lavora per continuare a “seminare” su quanto già si è iniziato nella fase precedente. L’energia della Terra, nell’uomo, è associata alla Milza e alla preoccupazione
  • l’Elemento Metallo rappresenta l’età matura. Ora i figli sono cresciuti, gli studi e il lavoro hanno avuto compimento, si raccolgono i frutti, si osserva restando un po’ in disparte, a volte con animo malinconico. L’energia del Metallo, nell’uomo, è associata al Polmone e alla tristezza
  • l’Elemento Acqua si associa alla senescenza, alla fase ultima della vita, il massimo dello Yin. L’Acqua è la chiusura del ciclo vitale e, allo stesso tempo, l’avvio di un nuovo ciclo (l’Acqua nutre il Legno che rappresenta la nascita e lo Yang che cresce). L’energia dell’Acqua, nell’uomo, è associata al Rene e alla paura

 

Fasi della vita, espressione energetica e attività fisica

Dal punto di vista energetico, quindi, la fase della vita che stiamo vivendo favorisce in modo naturale l’esplosione della vitalità (età giovanile, Legno, Yang che cresce) oppure la concentrazione e la stasi (età matura, Elemento Acqua, massimo dello Yin).

Mentre da giovanissimi esprimiamo vitalità e flessibilità, tanto da essere paragonabili ad un “legno verde”, nella maturità tendiamo ad irrigidirci.

Un grande contributo in questa direzione può offrirla l’attività fisica che dovrà opportunamente calibrarsi nell’intensità e nelle caratteristiche in funzione della fase della nostra vita.

L’attività fisica più utile, in sostanza, è quella che valorizza e lascia esprimere le potenzialità di ciascuna fase della vita sfruttandone le caratteristiche per ottenere i risultati migliori in termini di benessere.

Semplificando al massimo:

  • la vitalità dei bambini è tale che essi vengono definiti dalla medicina cinese “puro Yang” (fase Legno). Questo Yang si esprime in modo naturale con la loro costante voglia di muoversi ed il loro entusiasmo. L’energia del Legno in questa fase è dominante, lo Yang del Fegato è esuberante. In questa situazione l’attività fisica ideale è quella che consente la libera espressione della vitalità, così come si conviene all’energia del Legno che teme ogni contenimento. Correre, giocare, saltare… sono tutte attività che liberano l’energia epatica e consentono un riequilibrio profondo. Laddove questa espressione non fosse consentita si avrebbe compressione dello Yang, stasi e, infine, produzione di un calore patogeno che si potrebbe manifestare in diversi modi (mal di testa, aggressività, disturbi del sonno, sbalzi d’umore…)

  • nel giovane adulto l’energia si riequilibria (Fase Fuoco-Terra). Diminuisce l’esplosività Yang tipica dell’infanzia, lo sport può rappresentare una modalità efficace per esprimere se stessi, a volte anche ad alti livelli nella pratica sportiva stessa

fasi della vita

  • nell’anziano la struttura tende ad irrigidirsi (fase Metallo-Acqua). I tendini, le articolazioni, i muscoli… persino il carattere tende alla rigidità! L’obiettivo dell’attività sarà quello di mantenere la flessibilità e l’elasticità, contrastando l’irrigidimento progressivo

In ciascuna di queste fasi, l’attività fisica dovrà essere orientata rispettivamente a:

  • liberare lo Yang in abbondanza
  • esprimere in modo equilibrato la sua energia (potenzialità e attitudini)
  • ammorbidire e rendere flessibile, contrastando la fisiologica tendenza allo Yin

 

Postura e medicina cinese. La forma del corpo e il suo rapporto con la mente

postura e medicina cinese

Vi è mai capitato di osservare le persone che camminano in strada o che sono in attesa alla fermata dell’autobus?

Avete mai fatto caso a come ognuno abbia tratti fisici e soprattutto posturali distintivi?

Chi grasso, chi magro, chi con le spalle ampie e robuste, chi dall’aspetto gracile e delicato, chi “iperesteso” e con una schiena atteggiata in modo rigido e chi – al contrario – chino e apparentemente quasi sbilanciato in avanti…

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La forma del corpo

Da cosa dipende, oltre che dalla genetica, la “forma” che il nostro corpo prende negli anni?

Da cosa dipende, oltre che dalla meccanica, il modo in cui noi “teniamo in piedi” il nostro corpo, quali muscoli decidiamo di far lavorare soprattutto per mantenerci eretti, lottando contro la forza di gravità a volte in modo insolito?

Cosa può spiegare quella che è la nostra postura, il modo in cui le ossa, i muscoli, i tendini e ogni struttura ci “disegna” e ci rende unici, in modo da essere riconoscibili anche da lontano, dalla silhouette o dal nostro modo di camminare?

postura e medicina cinese

I fattori ambientali che “forgiano”.

Il contributo di Lowen nella psicoterapia

Spesso la persona non ha piena consapevolezza delle aree di tensione e le percepisce solo al tocco.

Spesso nel lavoro sui Meridiani e sulle zone energetiche che coinvolgono l’area in tensione la persona compie un respiro profondo, come se il respiro fosse stato fino a quel momento bloccato nella tensione e nella mancata consapevolezza di essa.

Si avverte spesso una sorta di sconnessione tra il corpo e la mente che si riduce nel momento in cui le mani dell’operatore vanno anche solo a toccare l’area interessata.

La psicoterapia fornisce interessanti letture di questo fenomeno evidenziando come siano numerosi i fattori che contribuiscono a “bloccare” alcune aree del corpo arrivando a “forgiarci” nel tempo.

Si parla di fattori ambientali, ovvero di fattori psicologici, sociali e, più ampiamente,  culturali.

Questo ambito è stato brillantemente indagato e documentato da Alexander Lowen, psicoterapeuta degli anni 40 padre della bioenergetica.

Osservando i propri pazienti, egli si rese conto come questi avessero spesso blocchi muscolari, un diaframma cronicamente contratto e – così come lui stesso lo definì – un “flusso energetico bloccato”, con una associata condizione di depressione.

Era, in sostanza, come se essi portassero sul corpo i segni della propria sofferenza emotiva.

Da ciò derivò che il modo di sentirsi e di essere della persona ha una connessione con il suo “essere” nel corpo.

Secondo Lowen, fin da bambini ricorriamo ad una strategia inconscia per controllare movimenti che porterebbero a rifiuto e disapprovazione.

Questo controllo (o meglio, più spesso, inibizione) ci rende socialmente desiderabili, ma allo stesso tempo blocca permanentemente i muscoli coinvolti con tensioni inconsce che si cronicizzano nel tempo. E’ il caso, per esempio, del blocco della gola e della mascella per inibire il piangere o il gridare (ma, ahimè anche di urlare di gioia) o dei blocchi nelle spalle e nelle braccia per inibire il desiderio di aggredire o colpire (ma, ahimè, anche di abbracciare).

postura e medicina cinese

Il punto di vista della medicina cinese.

Le tensioni muscolari croniche e il loro rapporto con il Qi e il Sangue

Nel mio lavoro di operatore tuina osservo quotidianamente come un atteggiamento posturale protratto nel tempo generi tensioni muscolari croniche le quali – a volte – sviluppano in  condizioni di dolore quando non anche in vere e proprie patologie a carico dell’apparato osteomuscolare.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi e dove c’è stasi c’è dolore”.

Le tensioni muscolari croniche, quindi, con la loro dolorabilità più o meno intensa, rappresentano segnali di blocco e di rallentamento della circolazione del Qi e del Sangue nel nostro organismo.

Questa stasi va ad interessare aree energetiche più o meno estese, aree coincidenti con agopunti e Meridiani energetici coinvolgendo, quindi, potenzialmente, in modo ampio non solo la zona del corpo interessata ma anche organi ed apparati.

I fattori che favoriscono queste stasi possono essere di diversa natura, tanto fisici (mantenimento di posizioni scorrette) quanto emozionali (emozioni intense e particolarmente persistenti come tristezza, paura, rabbia o preoccupazione oppure – anche – la loro compressione in grado da generare una stasi).

L’obiettivo della medicina cinese nelle sue diverse espressioni (tuina, agopuntura, qi gong, fitoterapia, alimentazione energetica) va, in ogni caso, nella direzione di rendere fluidi e armonici i movimenti di energia, risolvendo le eventuali stasi e prevenendone l’eventuale formarsi.

postura e medicina cinese

La via cinese per la connessione corpo-mente

Dal punto di vista della medicina cinese, uno strumento insostituibile ai fini della connessione corpo-mente è dato dalla ginnastica energetica e dal Qi gong.

Attraverso questa antica pratica psico-corporea è possibile favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nei Meridiani energetici, aumentare la consapevolezza del proprio corpo, favorire la connessione tra il corpo stesso e la mente migliorando la propriocezione.

Risultati molto validi in termini di armonico fluire possono essere forniti anche dalla pratica del taijiquan, antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti, armonici e fluidi che aiutano a sviluppare nel praticante flessibilità e morbidezza.

postura e medicina cinese

Molto utile, infine, è la pratica della meditazione, in grado di favorire consapevolezza e presenza e di creare una relazione a volte molto stretta tra il corpo e la mente a livelli diversi (vedi anche la meditazione degli organi).

Tutto ciò conduce, nel tempo, alla conquista di una postura equilibrata e priva di tensioni.

In questa chiave, la forma del corpo e quella che chiamiamo abitualmente “postura” può rappresentare, quindi, l’espressione più visibile del rapporto di equilibrio-squilibrio tra mente e corpo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

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Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente

meditazione del polmone

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente” è una meditazione di base del Polmone.

Pochi minuti per sperimentare un contatto intimo e diverso con il Polmone, il Maestro del Qi, primo Ministro al servizio dell’imperatore (il Cuore).

Se hai qualche minuto in più da dedicare alla meditazione, ti consiglio di iniziare dalla meditazione di base (“Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“, 5 minuti e 57 secondi) per predisporre il corpo e la mente e poi, a seguire, procedere con questa del Polmone.

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Sento l’aria fresca entrare dalle narici e scendere giù nei polmoni…

Sento i polmoni aprirsi, riempirsi di nuova energia.

Poi espiro lasciando che l’aria torni fuori, delicatamente, attraverso il naso.

Respiro in modo naturale, non forzato, solo più consapevole.

Inspiro portando aria e attenzione nei polmoni

Espiro lasciando uscire ciò che non serve più.

Dopo ogni espirazione sono pronto ad accogliere nuova energia. Un nuovo respiro. Inspiro ed espiro, lentamente, dolcemente.

Immagino i miei polmoni protetti nel palazzo: la gabbia toracica. Mi sento tranquillo, sicuro, protetto. Non c’è niente che può colpirmi. Inspiro, accolgo il nuovo Qi. espiro, lascio andare il vecchio Qi. continuamente, lentamente, consapevolmente.

Inspiro e immagino una sfera luminosa nel torace che aumenta la sua intensità e la sua dimensione.

Espiro e immagino che la sfera luminosa diventi più piccola, con una luce meno intensa.

Inspiro-espiro

Luce intensa-luce debole

Come una delicata, regolare pulsazione.

Ora immagino che i Polmoni siano grandi quanto tutto il mio corpo, dalle spalle all’inguine.

E inspiro con tutto il corpo, dal torace all’addome, alla pelvi. E poi espiro…

Inspiro, espiro

Lentamente, dolcemente.

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente, accogliendo nuova energia e lasciando andare il vecchio.

Un continuo ed ininterrotto fluire.

Inspiro-espiro

Dentro-fuori

Espansione-contrazione

Come un respiro cosmico, come una stella…

E ora respiro anche attraverso i pori della mia pelle.

Ogni piccolo poro della mia pelle accoglie l’energia nuova ad ogni inspirazione e lascia andare quella vecchia ad ogni espirazione.

Inspiro-espiro

Tutto il mio corpo inspira-espira

Dal punto più interno e profondo fino alla pelle, fino ai confini del Regno.

E sempre la mia schiena è distesa tra cielo e terra, la testa allungata verso il cielo, la punta del coccige allungata verso la terra.

Le spalle rilassate, le braccia libere e senza tensione, la fronte distesa, la mascella morbida e rilassata…

Il peso è sui miei piedi, su entrambi i piedi e tutta la pianta del piede…

Inspiro, espiro

Ancora… ancora….

 


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

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Gonfiore addominale, stanchezza, sovrappeso. I tanti volti del deficit del Qi di Milza

deficit del Qi di Milza

(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, la Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”. Rappresenta, infatti, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano.

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie principalmente all’alimentazione e alla respirazione.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo (cfr. “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, par.3.5.1.).

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“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” Laura Vanni, 2018

La funzione più importante della Milza, secondo la medicina cinese, è la trasformazione e il trasporto delle essenze derivate da cibi e bevande.

Un deficit del Qi della Milza si manifesta principalmente con difficoltà proprio a carico di queste funzioni di trasporto e trasformazione, con sintomi in gran parte a carico del sistema digestivo.

 

Sintomi del deficit del Qi della Milza

Sono manifestazioni tipiche del deficit del Qi della Milza sintomi come:

  • il gonfiore addominale
  • la mancanza di appetito (anoressia)
  • le feci non formate

Altre manifestazioni, più o meno gravi, comunemente associate al Deficit del Qi della Milza sono:

  • la tendenza al sovrappeso/obesità (mancata trasformazione e trasporto con conseguente accumulo questa funzione di Milza e relativo accumulo di Umidità Interna)
  • l’astenia, tipica manifestazione, in quanto la Milza controlla i muscoli ed ha il compito di trasportare Guqi (Energia alimentare) ai muscoli e, nello specifico, ai cinque arti. Quando questo non avviene in modo efficiente si avverte stanchezza
  • emorragie (nelle donne tipiche le emorragie uterine) a causa dell’incapacità del Qi di Milza di controllare il Sangue e mantenerlo nei vasi
  • prolassi: Milza tiene in sede gli Organi. Se il suo Qi è insufficiente Milza non riesce a contenerli opponendosi alla forza di gravità

Sindrome simile a quella di Deficit di Qi della Milza ma con in maggiori sintomi di Freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo è quella del Deficit di Yang della Milza.

deficit qi della milza

In questo caso, l’edema è praticamente sempre presente (i Liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle) e ai sintomi già indicati per il Deficit di Qi della Milza si aggiungeranno in modo significativo gli arti freddi e la freddolosità diffusa.

 

Cause del deficit del Qi di Milza

I fattori che maggiormente danneggiano il Qi della Milza sono riferibili allo stress emotivo, ai patogeni esterni e all’alimentazione.

Per quanto riguarda lo stress emotivo, la Milza soffre per il pensiero eccessivo che le causa ristagno di Qi (rimuginio) e, se associato ad una dieta irregolare, anche Deficit di Qi.

Danneggia il Qi della Milza anche la riflessione costante e la concentrazione eccessiva caratteristica dello studio quando questo richieda eccessivo uso di memoria per lungo tempo.

Anche la preoccupazione (pensiero ripetitivo di tipo ossessivo) danneggia la Milza in quanto annoda il Qi (stasi nell’apparato digerente, gonfiore e dolore addominale).

deficit qi della milza

Queste emozioni danneggiano il Qi di Milza e allo stesso tempo, un Qi di Milza insufficiente favorisce questo vissuto emozionale generando un circolo vizioso.

A livello di patogeni esterni, Milza viene attaccata facilmente dall’Umidità esterna la quale può invadere il corpo in vari modi.

Vivere in ambienti umidi (casa, città…) o indossare indumenti bagnati (p. es. dopo lo sport o il nuoto), per esempio, favoriscono l’invasione di Umidità esterna, soprattutto nelle donne (già di natura Yin), soprattutto in determinate fasi della vita (durante le mestruazioni, dopo il parto…).

Per quanto riguarda l’alimentazione, infine, Milza soffre i cibi crudi e freddi; ama, invece, i cibi “caldi” (di temperatura e natura) e i pasti regolari, con attenzione agli orari e alle quantità

 

Deficit di Qi della Milza e dei Polmoni

Milza e Polmoni sono coinvolti nella produzione del Qi e si influenzano a vicenda.

Rappresentano nodi cruciali per la produzione del Qi (“la Milza è la sorgente del Qi e i Polmoni sono il cardine del Qi”).

Il Deficit del Qi della Milza e il Deficit del Qi del Polmone possono combinarsi tra loro in una sindrome mista con sintomi associati alla presenza di Umidità o Flegma.

Manifestazioni:

  • mancanza di appetito
  • leggera distensione addominale dopo pranzo
  • astenia, apatia
  • carnagione pallida
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • leggera dispnea, tosse lieve, voce debole
  • sudorazione spontanea diurna
  • poca voglia di parlare
  • propensione al raffreddamento
  • avversione al freddo

 

Come tonificare il Qi della Milza

Uno degli strumenti più efficaci per tonificare il Qi di Milza è l’alimentazione.

Le regole generali fornite dall’alimentazione energetica cinese sono orientate a favorire uno stile alimentare in grado di “rafforzare il centro”, ovvero il potere di trasformazione e trasporto del sistema Terra (Milza-stomaco).

In estrema sintesi, saranno da evitare:

  • alimenti di natura fredda e fresca e di temperatura fredda o fresca, crudità, bevande molto fredde, gelati
  • cibi particolarmente umidificanti come zuccheri, latte e derivati, farine specie se lievitate, succhi di frutta
  • di mangiare velocemente e a ritmi irregolari

deficit del Qi della milza

Abitudini che favoriscono il rafforzamento del Qi di Milza sono invece:

  • i cibi cotti, caldi, assunti in intervalli regolari e in moderate quantità
  • colazione “da re”, preferibilmente con alimenti cotti (p. es. porrige cereali, zuppa di riso, frutta cotta…)
  • masticare a lungo e bere poco o nulla durante il pasto
  • alla fine del pasto assumere un infuso caldo

deficit del Qi della milza

Tra gli alimenti sono favoriti gli alimenti di Natura tiepida e dal sapore Dolce naturale.

Tra i cereali come il riso, l’avena, il mais. Tra le carni (da consumare con moderazione) le carni di agnello, pollo, manzo e le carni ovine.

Tra i pesci l’acciuga, il merluzzo, la carpa, il persico e la sogliola

Senza esclusione i legumi. Tra le verdure preferire verdure dolci come patate, zucche e zucchine, carote, fagiolini… Benvenuti condimenti e spezie come il prezzemolo, l’anice, il ginepro, la cannella o lo zenzero

Consumare frutta  con moderazione in considerazione della sua azione umidificante.

 


Laura Vanni, “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

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Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente

meditazione

Nel podcast di oggi propongo una piccola sessione di meditazione. Pochi minuti dedicati al rilassamento e alla presenza che ho chiamato “non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

La posizione per questa breve meditazione è in piedi, in posizione base così come descritta nel mio precedente articolo “La posizione base nel Qi gong“. Si tratta di una posizione fondamentale nel Qi gong che favorisce rilassamento, equilibrio e allineamento del corpo.

In questo podcast troverai una pratica molto semplice eppure molto utile per il tuo benessere, favorendo la tua presenza consapevole.

Puoi iniziare praticando questo esercizio almeno una volta ogni giorno, semplicemente ascoltando il file mp3 dal tuo cellulare, riservando nella giornata 5 minuti di tempo per te.

Puoi ascoltare il file direttamente qui, dal mio sito, oppure connetterti con il mio Canale Podcast, dal quale puoi anche scaricare il file mp3

Ascolta qui per la tua pratica di meditazione (durata 5 minuti e 57 secondi):

 

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Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

Sono in piedi, i piedi paralleli, distanti quanto la larghezza delle mie spalle.

Il peso del mio corpo è sui miei piedi, su entrambi i piedi e su tutta la pianta del piede.

Sento il pavimento o anche la scarpa, se la indosso. Muovo leggermente le dita dei piedi, aderisco al terreno.

Le ginocchia sono sbloccate, leggermente flesse, l’inguine è rilassato, tutte le articolazioni sono rilassate, la schiena è ben allungata e distesa, in modo morbido e flessibile, verso l’alto.

Dal centro della testa un filo mi tira delicatamente verso l’alto, verso il cielo.

Dalla punta del coccige un filo mi tira delicatamente verso il basso, verso la terra.

E la mia schiena si distende, le vertebre si distanziano dolcemente.

Le vertebre cervicali sono allineate alla colonna.

Guardo avanti a me, come verso un orizzonte lontano. Guardo nella direzione di un punto che è come la proiezione del mio naso, verso il centro… all’orizzonte, in linea con l’asse centrale del mio corpo.

Da qui chiudo gli occhi.

La fronte è rilassata, la mascella è morbida, senza alcuna tensione.

La bocca è chiusa ma non serrata.

La lingua è appoggiata sul palato, con la punta appoggiata subito dietro ai denti.

Il collo è disteso, rilassato.

Le spalle sono abbassate

Le braccia sono libere di cadere verso il basso, come appese alle spalle.

Il palmo della mano è appoggiato sulla coscia, sul lato esterno della coscia

Morbidamente, le braccia non sono trattenute dai muscoli.

Non c’è nulla che le mie braccia debbano fare ora, possono stare giù, abbandonate, libere, senza alcuna tensione muscolare.

Respiro

In modo naturale, senza forzatura, senza giudizio.

Dove va il mio respiro?

Lascio che segua la sua via, il suo percorso, senza forzare, senza giudicare.

Lascio che il respiro vada dove è naturale per lui andare. Ora.

Ad ogni inspirazione acquisisco nuova energia.

Ad ogni espirazione allontano una tensione, un fastidio, un pensiero.

Non c’è nulla che devo fare ora, nulla a cui devo pensare.

Solo sentire il momento presente.

 

Leggi anche l’articolo: “Posizione base nel Qi gong. Principi di teoria e di pratica


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