Il tono muscolare secondo la medicina cinese

tono muscolare

Dal punto di vista anatomico, il muscolo può essere comunemente definito come un

organo composto in prevalenza da tessuto biologico con capacità contrattile (wikipedia)

Nel nostro organismo, il muscolo presiede al movimento a tutti i livelli.

Il primo aspetto che pensiamo è il movimento del corpo nelle sue innumerevoli azioni (camminare, afferrare…), ma c’è anche un movimento ancora più sottile e meno visibile che coinvolge fino alle più piccole strutture anatomiche (per esempio muscoli facciali, muscoli erettori del pelo…).

Con una presenza pari a circa il 40% dell’intero corpo umano, possiamo dire che l’insieme dei muscoli costituisce l’apparato più presente nel corpo.

 

Le parole-chiave del muscolo

Quando parliamo di muscolo parliamo di una struttura altamente complessa e specializzata.

Per comprendere meglio gli aspetti energetici, introduciamo alcuni concetti di base che sono vere e proprie parole-chiave quando parliamo di muscolo.

Queste parole-chiave del muscolo sono:

  • tono
  • massa
  • elasticità
  • forza
  • resistenza

tono muscolare

In questo articolo concentriamo l’attenzione sul concetto di tono muscolare esplorandone gli aspetti occidentali ed introducendo il punto di vista della medicina cinese.

 

Definizione di tono muscolare

Un muscolo allo stato di riposo si trova in una particolare condizione di tensione che non assomiglia né alla flaccidità del muscolo staccato dalle proprie connessioni nervose o di un soggetto sotto narcosi, né alla più evidente tensione di un muscolo in attività. Questa particolare condizione muscolare è ciò che deve intendersi comunemente per tono” (Enciclopedia italiana Treccani )

Per “tono muscolare” si intende, in sostanza, una

tensione attiva dei muscoli, permanente e involontaria, variabile per intensità a seconda delle differenti azioni, riflesse o sincinetiche, che la rinforzano o l’inibiscono” (Charles Foix)

Un buon livello di tonicità è rappresentato da un muscolo compatto e denso.

Il muscolo senza tono (cosiddetto “flaccido”) è, invece, un muscolo non compatto e non denso, con minore circolazione, minore massa e spesso con maggiore grasso rispetto al muscolo “tonico”.

 

Il tono muscolare in medicina cinese

Il tono muscolare in medicina cinese vede protagonista un Organo Zang in particolare che è la Milza (Milza-pancreas).

La Milza in medicina cinese, oltre agli importanti incarichi connessi al suo ruolo di “radice del Qi del cielo posteriore”, ha il compito di nutrire tutti i tessuti del corpo grazie all’essenza alimentare estratta dai cibi.

Lo stato energetico della Milza è direttamente in connessione con il nostro benessere:

  • se la Milza è forte, il Qi estratto dai cibi, raffinato e reso prezioso e nutriente, viene trasportato ai muscoli
  • se la Milza è debole, questo trasporto non avviene in modo efficiente o, ancora prima, non è efficiente il lavoro di estrazione dell’essenza. Ne consegue che la persona potrà sentirsi stanca e, nei casi più gravi, potrà avere atrofia

La Milza governa i muscoli (…) se la Milza è affetta dal Calore, vi è sete, i muscoli sono deboli e atrofici (…) I quattro arti dipendono dallo stomaco per il Qi, ma il Qi dello stomaco può raggiungere i canali solo attraverso la trasmissione della Milza. Se la Milza è malata, non è in grado di trasportare i liquidi dello stomaco con il risultato che i quattro arti non possono ricevere guqi [energia degli alimenti n.d.r.]”(Suwen)

Perché si perde tono muscolare?

Secondo la medicina occidentale…

la sensazione di muscolo “flaccido” deriva spesso da una perdita di “massa” muscolare, con una minore circolazione e spesso con un aumento del grasso locale. In questo scenario, la massa muscolare si riduce principalmente per ragioni che sono:

  • mancanza di stimolo e sollecitazioni. Questo può avvenire a causa della sedentarietà ma anche a causa di dolore che impedisce il corretto movimento (per es. in presenza di dolori articolari o infiammazioni)
  • alimentazione inappropriata e/o con scarso apporto di liquidi. Non entreremo nel merito dell’alimentazione (di competenza del medico), ma evidenziamo che il muscolo ha bisogno di un approvvigionamento costante e regolare di energia ed ha bisogno, inoltre, di acqua in quanto questa è parte costitutiva della nostra struttura fisica. Se non si beve a sufficienza, il muscolo diventerà una fonte a cui attingere, con conseguente disidratazione, rigidità e dolore a livello muscolare
  • scarso riposo. Il riposo, ed in particolare il sonno regolare e profondo, è una componente indispensabile per garantire il giusto metabolismo, con giovamento a livello muscolare e non solo
  • stress cronico. Questo “aggredisce” letteralmente il muscolo per liberare gli zuccheri richiesti dal cervello in grande quantità in questa condizione emozionale

Secondo la medicina cinese…

la perdita di tonicità muscolare è connessa, più che alla perdita di massa, ad un indebolimento della  Milza nella sua funzione di “controllare i muscoli”.

L’atrofia e la flaccidità degli arti, soprattutto quando rende difficile il movimento (per esempio camminare), può essere dovuta, oltre che ad un deficit del Qi di stomaco e Milza, anche ad un deficit combinato  di Yin di Fegato e Reni o di Yang di Milza e Reni.

Lo scarso tono muscolare può rappresentare, quindi, una manifestazione importante di deficit o insufficienza, una debolezza energetica del soggetto che si manifesta nel corpo rendendosi visibile.

Per questi motivi, l’atonicità muscolare deve essere considerata una manifestazione importante da prendere in considerazione ed inquadrare nel più ampio contesto energetico del soggetto, in modo da favorire il suo benessere complessivo.

La valutazione energetica da parte di un operatore qualificato in medicina cinese sarà sufficiente per evidenziare un eventuale deficit del Qi di Milza ed intervenire per la sua tonificazione trovando giovamento non solo a livello del tono muscolare ma, ancor prima, a livello del tono energetico complessivo.

Perché è importante tonificare i muscoli?

Tonificare i muscoli non è un obiettivo estetico, anche se per la maggior parte delle persone questa è spesso la prima preoccupazione, soprattutto con l’avvicinarsi dell’estate.

Il tono muscolare è, infatti, di grande utilità per il nostro benessere, prima ancora che “bello” e socialmente desiderabile. Il tono muscolare è un elemento di protezione rispetto a molti disturbi a livello posturale e metabolico.

A livello posturale, il tono muscolare consente al nostro corpo di assumere una posizione corretta e armonica, nel rispetto non solo degli equilibri anatomici e strutturali, ma anche degli equilibri interni (viscerali) e più sottili (psichici).

A livello metabolico, secondo la medicina occidentale sono molti i benefici, anche in relazione a malattie molto importanti come, per esempio, il diabete. Diverse ricerche dimostrano, infatti, che l’aumento dell’indice muscolo-scheletrico (il rapporto fra il peso corporeo e la massa muscolare) corrisponde a una riduzione della resistenza all’insulina, fondamentale nella prevenzione del diabete di tipo 2, e del pre-diabete.

Come migliorare il tono muscolare?

Migliorare il tono muscolare non significa “gonfiare” in modo visibile i muscoli, ma significa consentire ai muscoli di acquisire densità e compattezza in una dimensione armonica. Questo si associa in genere anche ad un aumento di massa, ma non è lì il punto su cui focalizzare l’attenzione se puntiamo al “tono”.

Ciò è possibile sottoponendo i muscoli ad un allenamento che preveda uno sforzo di livello adeguato progressivo, sotto la guida di un tecnico sportivo.

Sappiamo, infatti, che il muscolo ha i suoi tempi e le sue regole. L’allenamento deve essere su misura di questo, tenendo anche conto che la crescita muscolare richiede un consumo di energia che il nostro organismo tende ad evitare se non strettamente necessario.

In sostanza, il muscolo cresce di dimensione e di tono solo se è per lui “conveniente” farlo.

Il nostro organismo, inoltre, è molto “intelligente” e si adatta facilmente agli sforzi. Per questo l’allenamento dovrà essere, oltre che controllato, anche progressivo, in modo da ottenere sempre nuovi benefici.

Bisogna anche osservare che il nostro corpo conosce spesso, contemporaneamente, zone ipotoniche e zone ipertoniche. I muscoli tendono, infatti, spesso ad essere ipotonici nella zona addominale, vasto mediale e laterale della coscia, bicipite e tricipite brachiale… e tendono, invece, ad essere ipertonici posteriormente, soprattutto nella zona lombare, zona dorsale superiore, polpacci.

Questa asimmetria tra la parte yin (ventrale) e la parte yang (dorsale) del nostro corpo è generalmente connessa a fattori posturali e di stile di vita.

L’esercizio può compensare e riequilibrare questa condizione, aggiungendo anche consapevolezza e presenza della persona.

Dal punto di vista energetico, il secondo aspetto su cui occorre lavorare per migliorare il tono muscolare è senza dubbio anche il proprio stile di vita in generale.

E’ prioritario, in particolare, rafforzare l’energia di Milza e dello Stomaco per consentire il massimo nutrimento e forza ai muscoli e ai quattro arti.

Questo può essere fatto mettendo in atto una serie di azioni: dal trattamento energetico da parte di un operatore-medico specializzato (tuina, agopuntura), al lavoro con il corpo, con la ginnastica energetica (qi gong), alla messa a punto di un percorso di alimentazione energetica orientato a rafforzare i deficit.

Di particolare importanza sarà, in tutti i casi, un percorso di “avvicinamento” al corpo e di sensibilizzazione rispetto ai messaggi che questo ci invia.

Questo è di fondamentale importanza per il benessere in quanto consente di ridurre, nel tempo, le rigidità e le tensioni muscolari croniche, spesso altra faccia della stessa medaglia dell’ipotonia.


Vivi nei dintorni di Ladispoli (RM)? Prova le mie classi settimanali di ginnastica energetica – qi gong!


Leggi il mio libro:

“L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni.
I consigli della medicina cinese
per il tuo benessere quotidiano”

Formato cartaceo

https://amzn.to/2JBI7pN

Formato ebook

https://amzn.to/2JHlVua

Calore e Fuoco di Stomaco in medicina cinese

Come sappiamo, in natura il calore ha la proprietà di consumare i liquidi.

Pensiamo ad un lago sotto il sole estivo o a qualsiasi altra fonte d’acqua che rischia di essere prosciugata quando il calore è troppo intenso e le piogge sono ridotte.

Altra caratteristica del calore è la tendenza a salire verso l’alto. La fiamma di una candela rende molto bene l’idea…

Dal macrocosmo al microcosmo

La medicina cinese ritiene che all’interno dell’organismo umano si verifichino gli stessi fenomeni caratteristici del mondo naturale. L’uomo è microcosmo nel macrocosmo e risponde delle stesse regole.

Si parla, quindi, in medicina cinese, di Calore, Freddo, Umidità, Secchezza, Vento… i patogeni che conosciamo come patogeni esterni hanno, in altri termini, una loro edizione anche “interna”, nel microcosmo uomo.

Parlando di Calore, uno dei visceri che maggiormente è coinvolto da questo patogeno interno è lo stomaco.

 

Lo stomaco in medicina cinese

Lo stomaco viene raffigurato in medicina cinese come un grande calderone in ebollizione.

calore di stomaco

Accoglie gli alimenti e li trasforma preparando il lavoro alla Milza che separerà ed estrarrà le essenze raffinate.

controlla la fermentazione e l’omogeneizzazione dei cibi e delle bevande” (Nan Jing, Classico delle Difficoltà, capitolo 31)

Lo stomaco è l’origine del Qi del cielo posteriore e la sua efficienza è fondamentale per il nostro benessere tanto che si dice che

i cinque organi ottengono tutti il qi dallo stomaco, e quindi lo stomaco è la radice dei cinque organi” (Suwen)

Se lo stomaco è forte abbastanza ed ha abbastanza Qi, ci si sente forti e pieni di energia, altrimenti, ci si sente stanchi e la persona soffre di debolezza muscolare (combinazione deficit Stomaco e Milza).

Lo stomaco controlla la discesa del Qi in quanto invia gli alimenti trasformati verso il basso (intestino tenue), supportato in questo dal Qi del Fegato.

Lo stomaco è l’origine dei liquidi organici. Lo stomaco necessita di liquidi in abbondanza per poter frammentare ed omogeneizzare i cibi. Questi liquidi derivano dai cibi e dalle bevande ingerite.

Lo stomaco, inoltre, assicura che la parte di cibi e bevande che non diventano essenza dei cibi si condensino e formino liquidi corporei.

Per questo lo stomaco è una importante “fonte dei liquidi” nel corpo e per questo si dice che “lo stomaco ama l’umidità e detesta la secchezza”.

 

Lo stomaco, il Calore e il Fuoco

Lo stomaco soffre spesso di sindromi da eccesso come Calore e, nei casi più gravi, Fuoco.

Sappiamo che il Calore in natura consuma i liquidi ed ha un’energia che tende verso l’alto.

Il Calore nello stomaco, asciuga i liquidi, ne impedisce la produzione e tende a risalire nel Meridiano dello stomaco dando manifestazioni in alto (per esempio gengive sanguinanti, ulcere in bocca…) e non solo (feci secche, sete intensa…).

Il Calore, con la sua tendenza verso l’alto, interferisce anche con la discesa del Qi di Stomaco causando nausea, rigurgiti acidi (il calore fa fermentare i liquidi nello stomaco), vomito…

 

Sintomi del Calore-Fuoco di stomaco

  • dolore urente all’epigastrio
  • rigurgiti acidi
  • nausea
  • fame eccessiva
  • alitosi
  • gengive sanguinanti
  • ulcere in bocca
  • feci secche
  • sensazione di calore
  • sete intensa
  • sudorazione profusa

 

Se è presente Fuoco di stomaco, ai sintomi visti sopra (che diventano più gravi) si aggiungono manifestazioni come:

  • sete con desiderio di bere liquidi freddi
  • irrequietezza mentale
  • gengive sanguinanti
  • bocca secca
  • ulcerazioni orali

 

Cause del Calore/Fuoco di stomaco

Tra i fattori che possono favorire il Calore/Fuoco di stomaco c’è, in primo luogo, lo stile dell’alimentazione in termini di ritmi, regolarità, condizioni e caratteristiche (Natura) del cibo consumato.

In linea generale lo stomaco preferisce cibi umidi e non troppo secchi (al contrario di Milza che preferisce invece l’opposto).

Buoni per stomaco, quindi, sono zuppe o porridge; dannosi a lungo andare – al contrario – sono, per esempio, i cibi cotti al forno (incluso il pane) o alla brace.

L’alimentazione dovrebbe, comunque, mantenersi equilibrata tra cibi di Natura calda e di Natura fredda. Infatti un eccesso di cibi di Natura calda può formare Calore nello stomaco, d’altro canto però, un eccesso di cibi di Natura fredda può “raffreddare” lo stomaco ed indebolirne la capacità di trasformare.

Oltre all’alimentazione, anche lo stress emotivo (rabbia, frustrazione, rancore…) tende a generare Calore interno che lede lo Stomaco. Quando le emozioni sono trattenute ciò può avere effetti particolarmente dannosi favorendo prima stasi e poi Calore/Fuoco.

calore di stomaco

In presenza di Calore-Fuoco di Stomaco, la dietetica cinese consiglia di evitare cibi riscaldati e favorire cibi rinfrescanti.

 

Alimenti da evitare in presenza di Calore-Fuoco di Stomaco

  • cibi caldi, piccanti e con tropismo per lo stomaco (cannella, pepe, peperoncino, zenzero secco e fresco, aglio crudo e agliacee in genere, alcolici, curcuma, senape, cumino, aceto…)
  • alcool
  • sostanze eccitanti come caffè, guaranà, ginseng
  • cotture Yang (grigliate, arrosti, affumicature)

 

Alimenti da favorire in presenza di Calore-Fuoco di stomaco

  • cibi di natura rinfrescante o capaci di purificare il calore di stomaco (grano saraceno, miglio, orzo, anatra, chiocciola di mare, granchio, tofu, latte di soia, latte vaccino, alghe marine, germogli di bambù e di soia, borragine, cavolo verza, catalogna, cavolo rosso, cetriolo, funghi champignon, cicoria di campo, insalata belga, songino, tarassaco, pomodoro, radicchio, ravanello, sedano, rucola, zucchina, kiwi, mela, fico, te verde…)
  • cibi crudi e bolliti
  • frutta e verdura consumati in modo regolare

 

Abitudini generali per il benessere dello Stomaco

Lo stomaco ama pasti regolari. E’ assai dannosa, per lo stomaco, l’abitudine a saltare un pasto o a mangiucchiare continuamente tra un pasto e l’altro. anche ridurre in modo eccessivo la quantità degli alimenti è dannosa per stomaco e per Milza ad essa associato inducendo un deficit stomaco-milza che conduce spesso, in modo apparentemente paradossale, al sovrappeso.

Anche gli orari in cui si mangia sono importanti (vedi il mio articolo sugli orari di flusso energetico) e, in linea generale, va ridotto il cibo assunto la sera.

Il pasto dovrebbe essere assunto in condizioni di tranquillità, evitando di fare altre cose in contemporanea (leggere, parlare, telefonare, muoversi o stare in piedi).

Anche le condizioni emotive possono incidere nella qualità del pasto in quanto può causare ristagno del Qi di stomaco con sintomi di difficoltà a digerire (preoccupazione) o la sua ribellione con sintomi di nausea (rabbia).

 


Leggi il mio libro:

“L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni.
I consigli della medicina cinese
per il tuo benessere quotidiano”

Formato cartaceo 

https://amzn.to/2JBI7pN

Formato ebook

https://amzn.to/2JHlVua 

Intenzione nel tuina. Il pensiero che guida l’azione

intenzione nel tuina

Quando parliamo di intenzione in medicina cinese intendiamo una funzione psichica chiamata Yi.

Yi è concentrazione, memorizzazione, messa a fuoco delle situazioni, capacità di elaborare le informazioni e comprenderle.

Dal punto di vista energetico, l’intenzione è connessa allo Zang Milza e alla sua capacità di trasformare.

Si tratta di un meccanismo di “trasformazione” e si “assimilazione” del pensiero uguale a quello comune ai cibi, attraverso il sistema digestivo.

L’intenzione ha il potere di connettere mente e corpo, pensiero e azione.

L’intenzione è volontà e determinazione finalizzata al compimento di un’azione precedentemente progettata.

Questa funzione psichica è di enorme importanza nella nostra vita ed influenza la qualità della nostra energia.

Un’intenzione forte si associa ad un Qi di Milza forte, quindi alla capacità di “digerire” cibi e vissuto (emozionale e non), elaborare, trasformare, assorbire…

L’intenzione è di fondamentale importanza anche nella pratica del tuina.

Infatti, per avere il massimo dell’efficacia, occorre che l’azione sia guidata da questa energia che aggiunge potenza ed efficacia al mero gesto tecnico.

L’intenzione e la tecnica

L’intenzione è di prioritaria importanza durante l’esecuzione di un trattamento tuina. Costituisce, infatti, il “motore” della tecnica stessa, l’energia che consente alla tecnica di agire in profondità lungo i Canali energetici, muovendo in essi l’energia come l’acqua sul letto di un fiume.

Il punto di partenza per un operatore, dal punto di vista pratico, è la visualizzazione dei Canali (o Meridiani). E’ infatti su questi che fisicamente andrà a lavorare adottando una o più tecniche di manipolazione (pressione, pressione rotatoria, impastamento, rotolamento…).

Altrettanto basilare, nel trattamento, è l‘intenzione adottata ai fini di agire sui Meridiani stessi e sugli agopunti.

In questo caso si tratta di imprimere una specifica direzione al Qi, stimolarlo in modo coerente alle necessità, rispetto alla valutazione energetica iniziale: tonificare, disperdere, “rettificare”, armonizzare… portare in alto o in basso… portare al centro o verso l’esterno.

L’intenzione agisce per muovere l’energia del ricevente in modo sottile ma potente, consente di agire per stimolare un cambiamento:

Se la persona arriva chiusa e bloccata, è troppo contenuta. Dobbiamo creare un’apertura.
Se arriva sbracciando e parlando a voce alta, il qi è troppo sparso (tipico degli elementi Fuoco), quindi dobbiamo contenere il qi.
E’ troppo denso? Dobbiamo disperderlo
Se è depresso, dobbiamo rinvigorire
Se sale troppo, lo faremo scendere
Se il qi scende troppo, lo solleviamo, se manca ed è insufficiente lo raccogliamo.
Una parola che amo del tuina è “drenare”. Drenare come i canali pieni di detriti (Sara Pritchard, Master tuina avanzato tecniche, pratica, intenzione, 24-25 novembre 2018 Scuolatao, Milano)

Intenzione e postura nel trattamento tuina

Il trattamento tuina  richiede una grande attenzione alla postura da parte dell’operatore in quanto una postura scorretta:

  • potrebbe essere dannosa per l’operatore stesso (per es. alla schiena, al collo o altri distretti che vengono compressi o irrigiditi)
  • potrebbe rendere meno efficace il trattamento stesso

Per quanto sia facile comprendere il motivo della postura scorretta dannosa per l’operatore, potrebbe essere meno facile comprendere come una postura scorretta possa rendere meno efficace un trattamento.

Il motivo è nell’uso del corpo per veicolare l’intenzione.

In questo senso, la postura rappresenta il tramite attraverso il quale il pensiero dell’operatore si trasforma efficacemente in azione (applicazione della tecnica) e si trasferisce al ricevente.

Più nel dettaglio, una postura corretta consente all’operatore di eseguire le tecniche tuina in modo  rilassato e armonico, consente al suo Qi e al suo Sangue di fluire in modo fluido e senza ostacoli.

Questo porta beneficio al trattamento e rende più incisiva l’azione sul Qi del ricevente. Allo stesso tempo agisce anche sul Qi dell’operatore stesso, creando un’occasione costante di rafforzamento e radicamento.

Aspetti di base di una corretta postura durante il trattamento

Premesse fondamentali per una corretta postura dell’operatore durante un trattamento tuina riguardano aspetti come i piedi ben radicati a terra, la testa eretta e – ogni volta che è possibile – con l’apice (GV20) orientato verso il cielo, il collo e le spalle rilassati…

Altrettanto importante è il fatto di adeguare costantemente la posizione delle gambe per trovare il giusto assetto, curare la retroversione del bacino… tutti questi aspetti sono il punto di riferimento insostituibile per consentire all’intenzione di esprimersi nel lavoro dell’operatore tuina e favoriscono un approccio intenso ed efficace.

Concentrazione sul gesto e sulla persona che riceve. Mente vuota, pronta ad accogliere, corpo rilassato e allineato, respiro armonizzato.

In questo, il lavoro dell’operatore tuina è molto simile al lavoro interno tipico del qi gong o anche del taijiquan.

Nella mia esperienza personale, la pratica di queste antiche discipline cinesi può, senz’altro, essere di grande aiuto per coltivare la pratica tuina con il massimo beneficio per il ricevente e per l’operatore stesso.


“L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano”

Formato cartaceo

https://amzn.to/2JBI7pN

Formato ebook

https://amzn.to/2JHlVua

Funzioni della Milza secondo la medicina cinese

La medicina cinese attribuisce agli Organi e ai Visceri (detti Zang fu) funzioni molto complesse e, a volte, anche inattese rispetto a quelle attribuite dalla medicina occidentale.

La Milza è uno degli Organi Zang ritenuti più importanti dal sistema medico cinese.

E’ fondamentale il suo ruolo nella formazione del Qi e del Sangue e, quindi, nella determinazione del nostro benessere più profondo. Ma sono anche molte altre le sue importanti funzioni e connessioni, dalla sua capacità di trasportare le essenze, al suo controllo sul Sangue, agli aspetti psichici connessi al “digerire” il pensiero.

 

La Milza che trasforma e trasporta

Secondo la medicina cinese, una delle funzioni più importanti della Milza è quella di trasformare e trasportare le essenze derivate da cibi e bevande.

Quando queste funzioni sono disattese, sopraggiungono disturbi prevalentemente a carico del sistema digestivo con manifestazioni come, per esempio, il gonfiore addominale, mancanza di appetito o feci non formate.

milza in medicina cinese

Anche la tendenza al sovrappeso/obesità può segnalare una difficoltà di questa funzione di Milza (mancata trasformazione e trasporto con conseguente accumulo), con relativo accumulo di Umidità Interna.

L’astenia può rappresentare una tipica manifestazione a carico della Milza, in particolare al suo Deficit, in quanto la Milza controlla i muscoli ed ha il compito di trasportare l’Energia alimentare (Guqi) ai muscoli e, nello specifico, ai cinque arti.

 

La Milza e il controllo del Sangue nei vasi

Tra i compiti di Milza, la medicina cinese individua quello controllare il Sangue.

Un Deficit di Qi della Milza genera, per questo, facilmente problemi a livello di Sangue e può manifestarsi con emorragie anche frequenti. Queste ultime sono connesse alla difficoltà di Milza a trattenere il Sangue nei vasi.

 

La Milza e il rimuginio

Come accennato all’inizio, secondo la medicina cinese ogni Organo e Viscere ha, non solo la sua dimensione “fisica”, anatomica e funzionale, ma anche precise corrispondenze emozionali.

L’aspetto psichico ed emotivo connesso alla Milza è il pensiero. Dipende da Milza la capacità di concentrarsi, di applicarsi nello studio.

milza in medicina cineseQuando questa funzione è in difficoltà, il pensiero “si annoda” Quando il pensiero “si annoda” diventa rimuginio e pensiero ossessivo, preoccupazione.

Questo è spesso anche connesso ad una condizione in cui il Qi della Milza si annoda (stasi) e conduce, a livello dell’apparato digerente, gonfiore e dolore addominale.

 

Come succede che l’energia di Milza si indebolisce?

Secondo la medicina cinese, i fattori che maggiormente danneggiano l’Energia di Milza sono riferibili allo stress emotivo, all’alimentazione e ai patogeni esterni.

Per quanto riguarda l’alimentazione, Milza ama i cibi “caldi” (di temperatura e natura) e i pasti regolari, con attenzione agli orari e alle quantità.

A livello di patogeni esterni, Milza viene attaccata facilmente dall’Umidità esterna, la quale può invadere il corpo in vari modi.

Vivere in ambienti umidi (casa, città…), indossare indumenti bagnati (per esempio dopo lo sport o il nuoto), per esempio, favoriscono l’invasione di Umidità esterna, soprattutto nelle donne (Yin) in determinate fasi della vita (durante le mestruazioni, dopo il parto…).

 

Se non lo hai ancora fatto, leggi anche: “Gonfiore addominale, stanchezza, sovrappeso. I tanti volti del deficit del Qi di Milza


Laura Vanni, “L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano”

Formato cartaceo 

Formato ebook

Il respiro nella camminata, nella corsa e nella vita quotidiana

respiro camminata corsa

L’atto respiratorio è involontario e ci accompagna per tutta la vita in modo ritmico e puntuale: la nostra vita inizia con una inspirazione e termina con una espirazione.

Il respiro è sempre presente e diventa ben percepibile in numerose situazioni di quotidiana “normalità”.

Nei momenti di gioia intensa, di ansia, di fatica… il respiro cambia in base alle emozioni e alle nostre azioni e accompagna la nostra vita in modo coerente e coordinato.

Per quanto atto involontario e costante, la respirazione è spesso soggetta a condizionamenti ed abitudini che modificano le sue caratteristiche complessive a causa di diversi fattori, non ultime le tensioni emozionali.

Questo, inevitabilmente, influisce sul benessere generale della persona.

Dal punto di vista energetico, respirare in modo inadeguato può portare a molti problemi che nel tempo portano a disagi di diverso tipo a causa del mancato “nutrimento” da parte del Qi atmosferico inalato.

respiro

In medicina cinese, il respiro è infatti, assieme all’alimentazione, di fondamentale importanza per la costruzione della nostra energia vitale.

 

 

Il respiro nell’attività fisica. Corsa camminata 

Nell’attività fisica – per esempio nella camminata veloce e nella corsa – la respirazione ha un ruolo cruciale che si riflette non solo nelle prestazioni, ma anche nel benessere complessivo della persona durante e successivamente l’attività.

Una respirazione corretta ed equilibrata consente di godere appieno della corsa/camminata e non solo.

Nell’attività il respiro sostiene il movimento e ci rende forti.

Proprio in considerazione di questa importanza, dal punto di vista tecnico sono molte i suggerimenti su come è più opportuno respirare, per esempio, durante la corsa.

Il respiro viene posto in relazione al ritmo dai tecnici di questo sport con diverse regole e tecniche (in generale 3-3, 2-2 etc…).

In questo articolo non entreremo nel merito di questi aspetti tecnici sui quali puoi, del resto, trovare ampia letteratura.

Nell’ottica energetica, oggetto di interesse di questo articolo è il ruolo del respiro che accompagna l’attività in ogni passo e stabilisce un contatto importantissimo di scambio interno-esterno.

respiro corsa

Il respiro come connessione

Quando il respiro è a disagio, i messaggio che il nostro corpo ci invia è quello di cambiare il ritmo, diminuire la velocità per poi magari riprendere, con pazienza e senza giudizio.

È, infatti, il respiro che dà energia al corpo, non il corpo a spingere oltre il respiro.

La cosa migliore da fare è, allora, ascoltare il respiro, il suo fluire.

L’aria che entra ed esce ad ogni passo.

 

Respiro come ancora della mente

Il respiro è una formidabile ancora per la nostra mente.

La percezione consapevole del respiro che ci accompagna nella camminata veloce e nella corsa ci aiuta a restare nel qui e ora.

Ogni volta che la mente si allontana dal respiro riportiamola quindi ad esso, dolcemente.

Non pensiamo al tempo, alla velocità, alle condizioni metereologiche… lasciamo le preoccupazioni e i pensieri.

respiro consapevolezzaPortiamo l’attenzione al respiro.

Attraverso il respiro entriamo in contatto con il presente, l’istante in cui ci siamo noi, il corpo che corre o cammina e il respiro che lo sostiene.

 

Respiro come consapevolezza

Osserviamo il respiro, sentiamo come l’aria entra nel naso e raggiunge i polmoni.

Seguiamo il suo percorso.

Poi sentiamo il percorso inverso, quando dai polmoni l’aria torna al naso.

Lasciamo che il ritmo sia tranquillo e che il respiro lo accompagni in modo non affrettato.

 

Come lavorare sul respiro

Ti consiglio di lavorare sul respiro quotidianamente, non solo quando, eventualmente, pratichi corsa o camminata.

Il lavoro sul respiro è, infatti, connesso alla tua consapevolezza e il momento in cui entri in contatto con il respiro durante l’attività fisica è solo un’occasione aggiuntiva.

Un modo per lavorare sul respiro è la meditazione.

Se ancora non l’hai ascoltato, ti consiglio, in particolare, il mio podcast (in formato mp3 scaricabile sul tuo smartphone): “Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente

Altra occasione di approfondimento sono le “meditazioni del Polmone” illustrate nel mio libro dedicato alla meditazione degli Organi.

Lavorare sul respiro ogni girono, con presenza e consapevolezza, avrà un’azione che ti stupirà sul tuo benessere a 360 gradi.

medicina cinese

Mal di stomaco in medicina cinese

mal di stomaco

Con il termine mal di stomaco, generalmente intendiamo un dolore localizzato nella regione addominale, precisamente nella parte alta dell’addome, dove appunto è collocato lo stomaco (epigastrio).

Il mal di stomaco non è sempre uguale, ma può essere di diverso tipo.

Per la medicina cinese questo si spiega anche per il fatto che il mal di stomaco può avere diverse cause e spesso rimanda a quadri energetici molto diversi tra loro.

Del resto, come abbiamo avuto modo di spiegare in altri articoli, per la medicina cinese non c’è un sintomo uguale per tutti, così come non c’è un rimedio uguale per tutti.

 

Causa del mal di stomaco in medicina cinese

I motivi alla base del mal di stomaco possono essere molteplici in medicina cinese.

In presenza di mal di stomaco, quindi, la prima cosa da fare è capire il quadro energetico sottostante mediante la valutazione energetica.

valutazione energetica

La causa del mal di stomaco può derivare da un Eccesso come una stasi (accumulo di cibo) o come la presenza di un patogeno esterno (per esempio freddo che blocca l’energia dello stomaco). Può derivare, inoltre, da un Deficit che limita la funzionalità dello stomaco stesso (il Qi di stomaco non scende).

I quadri possibili in medicina cinese sono piuttosto numerosi.

Entrando più nel dettaglio, possiamo quindi ricondurre gli squilibri in casi di Eccesso o di Deficit:

  • in caso di Eccesso avremo una condizione di “Pieno” in cui sono presenti energie patogene come Calore o Freddo.
  • in caso di Deficit, avremo una condizione di “Vuoto” in cui è insufficiente la cosiddetta “energia corretta”).

 

Principali quadri energetici connessi al dolore allo stomaco

I principali quadri energetici che possono manifestarsi con dolore allo stomaco secondo la medicina cinese sono:

  • Deficit del Qi di stomaco (dolore sordo)
  • Deficit con Calore da “Vuoto” (dolore sordo con lieve sensazione di bruciore)
  • Deficit con Freddo da “Vuoto” (dolore sordo e persistente)
  • Eccesso di Calore (dolore intenso con sensazione di bruciore)
  • Eccesso di Freddo (dolore intenso, acuto, crampiforme)
  • Eccesso di Umidità (dolore sordo, associato a senso di peso e distensione addominale)
  • Eccesso da stasi di Qi (dolore distensivo, migrante, esteso ad un’area)
  • Eccesso da stasi di Sangue (dolore trafittivo, fisso, molto intenso)

Questi sintomi possono essere indicativi per capire quanta diversità può esserci in una manifestazione che, di solito, indichiamo sempre con lo stesso comune termine (mal di stomaco).

Per quanto indicativi, precisiamo che per la differenziazione tra i diversi casi sottostanti il mal di stomaco non è sufficiente la corrispondenza dei sintomi, ma è indispensabile la valutazione da parte di un operatore o medico specializzato in medicina cinese.

 

Suggerimenti della medicina cinese in presenza di mal di stomaco

In presenza di mal di stomaco, il primo passo è quello di individuare la causa del mal di stomaco stesso.

Solo conoscendo questa causa (radice), infatti, è possibile predisporre un piano di trattamento efficace con una o più delle tecniche della medicina cinese (agopuntura, tuina, dietetica cinese, fitoterapia, qi gong).

Come già precisato, per individuare la causa non sono sufficienti i sintomi ma occorre ricevere una valutazione energetica che comprenda l’osservazione della lingua e la palpazione dei polsi, così come da metodo tradizionale.

In ogni caso, individuato il quadro energetico e predisposto un piano di trattamento energetico adeguato per tonificare (in caso di Deficit) o disperdere (in caso di Eccesso), sarà quasi sempre indispensabile prendere in considerazione la condizione della persona nella sua interezza.

Il mal di stomaco, infatti, è un sintomo fisico ma ad essere interessato e coinvolto non è solo il viscere stomaco in quanto tale, ma tutta la sua energia relativa all’accogliere il cibo ed elaborarlo, per poi procedere con il processo digestivo.

mal di stomaco in medicina cinese

Problemi a livello dello stomaco possono, per questo, associarsi ad aspetti emozionali di “elaborazione del vissuto”, di “digestione degli eventi”… così come anche i modi di dire della tradizione popolare ci ricordano (“non digerire questa cosa o persona”, “una situazione che rimane sullo stomaco”…).

In caso di mal di stomaco è utile, quindi, fare una riflessione ampia su questo aspetto, cercando di capire se ci sono aspetti della propria vita che possono essere modificati a proprio vantaggio.

Un secondo aspetto di attenzione riguarda più ampiamente lo stile di vita.

Lo stomaco ha esigenze ben precise in termini di ricezione di cibo (qualità, modalità, orari…) e non sempre queste esigenze sono rispettate nella nostra vita piena di attività e responsabilità.

Anche in questo secondo caso, il mal di stomaco ci avvisa che nella vita c’è qualcosa che potremmo migliorare per vivere in armonia.

E’ necessario accogliere questo messaggio e provare ad introdurre cambiamenti utili per il nostro benessere, aumentando la nostra consapevolezza circa le nostre reali esigenze.

 

Leggi anche:

“Problemi di stomaco? Guida ai rimedi della medicina cinese (con video)”

L’ortica secondo la medicina cinese. Azione sul Sangue, sulla diuresi e non solo

ortica in medicina cinese

Avete presente l’ortica? Quella che nasce ribelle nell’orto o anche contro i muri e tra gli interstizi del cemento, in città…

L’ortica, quella che da bambini ci dicevano di non toccare perché “punge” (e qualcuno di noi ha imparato a proprie spese quanto fosse vero!).

L’ortica, temuta e spesso sradicata perché ritenuta “erbaccia”… è davvero da buttare via?

Da quello che stiamo per leggere, direi che sarebbe, piuttosto, da raccogliere nei campi lontani dal caos cittadino (per ovvie ragioni igieniche), lavare ed essiccare per un consumo abituale.

Proprietà dell’ortica (da qian ma) in dietetica cinese

ortica in medicina cinese

Nella dietetica cinese l’ortica viene classificata per la sua Natura Tiepida, Sapore Amaro, lievemente salato e piccante.

All’ortica si riconosce un ottimo tropismo per Milza-Stomaco, Intestino crasso e Vescica urinaria.

Tra le azioni più importanti dell’ortica, secondo la medicina cinese troviamo la sua azione di armonizzazione del Sangue.

A livello del Sangue, l’ortica svolge anche un’azione emostatica correlata alla sua azione astringente, azione esercitata anche a livello del sistema intestinale. Questo effetto non incide invece sull’importante capacità diuretica dell’ortica.

Consumo dell’ortica. Indicazioni secondo la medicina cinese:

La tradizione medica cinese consiglia l’uso di ortica in presenza di disturbi come:

  • anemia, deficit di sangue
  • epistassi, emorragie uterine, sanguinamenti in genere
  • diarrea
  • diabete
  • disuria, difficoltà urinaria
  • calcolosi urinaria

Controindicata solo se consumata prima di 12 ore dal raccolto e senza un lavaggio energico e prolungato.

Ortica nella tradizione occidentale

La tradizione occidentale riconosce all’ortica proprietà diuretiche, emostatiche, vasocostrittrice, depurativa, vitaminica (A, C, K, B), ipoglicemizzante, antianemica, galattogoga, digestiva, antidiarroica, rimineralizzante per il suo contenuto in potassio, sodio e magnesio.

Come consumare l’ortica

L’ortica può essere consumata, previo lavaggio, in diversi modi. Può gustosamente accompagnare pasta o riso o può arricchire un piatto semplice come una veloce  frittata.

Non sarà per te difficile trovare ricette più o meno tradizionali cercando in internet.

ortica in medicina cinese

Un consumo abituale di ortica può essere, inoltre, fatto utilizzandola in infusione, anche con foglie essiccate.

In questo caso puoi usare l’ortica come se fosse un comune tè in foglie, se necessario dolcificando con poco miele.

Ultimo ma non ultimo, ti ricordo che l’ortica è, appunto “urticante”. Per proteggerti da questa sua caratteristica (che si perde dopo lavaggi ripetuti e, comunque, dopo la cottura) ti consiglio di indossare guanti pesanti di gomma quando la raccogli tagliando le cime più verdi e fresche da cui poi preleverai ed userai le singole foglie.

 

Per la redazione di questo articolo è stata utile la consultazione del manuale “Dietetica Cinese” a cura di L. Sotte


libro medicina cinese

Il collo e i suoi significati simbolici. Dolore cervicale in medicina cinese

dolore cervicale

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo assume diverse funzioni di connessione ed espressione che possiamo riassumere nei punti seguenti:

  1. connessione tra Zang fu e orifizi
  2. raccordo tra midollo spinale e cervello
  3. luogo di attraversamento dei Meridiani principali
  4. sede dei punti “finestra del cielo”
  5. sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento
  6. luogo di somatizzazione delle emozioni

Vediamo ciascuna funzione nel dettaglio.

 

1) Collo come connessione tra Zang fu e orifizi corrispondenti

La medicina cinese assegna ad ogni Organo Zang un orifizio associato, il quale è in connessione con l’energia dell’Organo stesso.

Per approfondire leggi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018

In considerazione della sua localizzazione, il collo costituisce un’importante via di connessione tra gli Organi vitali (Zang fu) e gli orifizi dell’alto a loro corrispondenti.

In questo scenario, il collo è, quindi, ponte di connessione tra:

  • la bocca e la coppia Milza-stomaco
  • le orecchie e i Reni
  • il naso e il Polmone
  • l’occhio e il Fegato

 

2) Collo come raccordo tra midollo spinale e il cervello

dolore cervicaleIl collo costituisce il luogo di raccordo tra il cervello (viscere straordinario definito dalla medicina cinese “palazzo del midollo”) e il midollo spinale.

Il midollo spinale, in particolare, raggiunge il capo proprio grazie alla colonna vertebrale e grazie alle vertebre cervicali.

 

3) Collo come luogo di attraversamento dei Meridiani principali

Il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali nel loro percorso esterno.

In particolare dai Meridiani di:

E’ attraversato, inoltre, dagli unici due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri:

  • Vaso Concezione (o Renmai)
  • Vaso Governatore (o Dumai)

 

4) Collo come sede dei punti finestra del cielo

Il collo è sede dei cosiddetti “punti finestra del cielo”.

Ad eccezione di due agopunti (LU3 e PC1), infatti, tutti i punti finestra del cielo sono collocati nell’area del collo.

Nel dettaglio, questi sono: LI18, ST9, SJ16, SI16, SI17, BL10, GV16, CV22.

I punti finestra del cielo sono importanti punti di comunicazione e di passaggio della nostra energia.

Essi, in particolare, favoriscono la comunicazione tra la testa e il tronco, regolando la circolazione del Sangue e del Qi e ponendosi come punti strategici per garantire il passaggio dello Yin (Jin puri) alla testa e il buon funzionamento degli Organi di senso.

 

5) Collo come sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento

La medicina cinese assegna alle sette vertebre cervicali un significato simbolico connesso alla realizzazione di sé.

dolore cervicale

Il sette (sette vertebre cervicali) rappresenta il numero associato dalla cultura cinese all’Uomo in quanto unione di tre (numero del Cielo) e quattro (numero della Terra).

Le cinque vertebre cervicali più basse, anatomicamente molto simili tra di loro, vengono da alcuni autori poste in relazione con l’aspetto più materiale della vita.

Al di sopra di queste troviamo l’epistrofeo, il cui significato etimologico è quello di “ritornare, far ritorno” e la cui forma fa pensare ad un dito puntato verso l’alto ad indicare la via del Dao (Mollard Y.).

In questo scenario, quindi, le sette vertebre cervicali rappresenterebbero una via energetica utile per il compimento di questa realizzazione.

Gli eventuali blocchi a questo livello rappresenterebbero le difficoltà incontrate in questo cammino.

 

6) Collo come luogo di somatizzazione delle emozioni

Il collo tende a concentrare numerose somatizzazioni, prima tra tutte quelle a carico di emozioni come ansia e paura.

In presenza di queste emozioni, mentre la porzione posteriore del collo può manifestare tensione e rigidità (tensione muscolare cronica come corazza), la parte anteriore del collo può essere interessata da manifestazioni disfunzionali legate alla difficoltà di esprimere le emozioni accettate ed elaborate.

In questo modello, il collo è, in un certo senso, “zona di frontiera”, luogo cruciale per la realizzazione di due processi:

  • da un lato, il processo di “accoglienza” ed “elaborazione”, in grado di rendere consapevoli le emozioni
  • dall’altro, il processo di “trasformazione”, in grado di tradurre queste emozioni in pensiero, parola e azione (cambiamento)

Quando questo processo di accoglienza, elaborazione e trasformazione avviene, la circolazione dell’energia vitale si mantiene è armonica.

Quando questo processo è inibito, si manifestano sintomi derivanti da stasi di Qi e Sangue a livello del collo sia posteriormente (rigidità nella zona cervicale, dolore…) che anteriormente (sensazione di “nodo in gola”, in medicina occidentale spesso connessione con disarmonie a livello tiroideo…).

Alcuni problemi a livello del collo rappresenterebbero, pertanto, il risultato:

  • da un lato, del tentativo inconscio di impedire alle emozioni indesiderate più profonde di arrivare alla testa e diventare, quindi, consapevoli (cosa che renderebbe indispensabile decisione, azione e cambiamento)
  • dall’altro, della difficoltà di tradurre le emozioni consapevoli in altrettanto consapevoli intenti ed azioni

 

Quando le emozioni non raggiungono la testa….

Le emozioni che non raggiungono la testa restano per così dire inibite.

In questi casi, l’agire non sarà il prodotto del sentire, ma sarà il prodotto della “testa” (ragione) senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri Organi Zang.

Ogni Organo Zang, in medicina cinese, ha funzioni che coinvolgono anche la sfera psichica ed emozionale. Abbiamo quindi queste corrispondenze Organo-emozione:

Se l’emozione non raggiunge la testa, l’agire sarà, in un certo senso, un agire “formale” dettato da razionalità e moralità (Giacconi).

Questo allontanamento dal sentire più autentico e più connesso con la nostra natura, potrà generare, nel tempo, uno stato di allarme. Si potranno, quindi aggiungere alle manifestazioni fisiche più diffuse (tensioni muscolari croniche, dolore…) anche manifestazioni psichiche ed emozionali a volte urgenti (agitazione, ansia…).

E’ stupefacente leggere in Lowen (che da quel che sappiamo non studiò medicina cinese!) la descrizione di un fenomeno estremamente affine a questo appena descritto, facendo riferimento alla difficoltà per il cuore (sede delle emozioni per Lowen così come anche per la medicina cinese) di comunicare:

“(…) una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione (…)”(Lowen, Bioenergetica).

Il Dolore cervicale

Il dolore cervicale è uno dei disturbi più diffusi a livello del collo.

In termini occidentali, in presenza di dolore cervicale (o cervicalgia) si parla di una difficoltà a livello meccanico delle vertebre cervicali le quali, in seguito a traumi dei tessuti molli della zona cervicale di natura acuta o cronica, non riescono a mantenere l’equilibrio corretto, causando alterazioni come sporgenze o allineamenti scorretti che influenzano i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli dando vita a una serie di diversi sintomi.

Questo tipo di disturbo è di rilievo non solo per il malessere localizzato che causa a chi ne soffre, ma anche perché coinvolge una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

Il dolore, per quanto localizzato principalmente al collo, può, inoltre, estendersi alla zona del braccio e della scapola e può associarsi ad altri sintomi come nausea, vertigini, emicranie e così via.

 

In questo articolo parliamo del dolore cervicale ma non dal punto di vista medico. Esploriamo, invece, i possibili aspetti simbolici ed energetici connessi a questo tipo di dolore.

dolore cervicale

In presenza di dolore nella zona cervicale è bene rivolgersi ad un medico, il quale prescriverà gli esami di routine per appurare le cause del dolore e valutare una eventuale terapia.

 

Il dolore cervicale secondo la medicina cinese

In medicina cinese le cause del dolore cervicale vengono attribuite a:

  1. penetrazione di patogeno esterno Vento e Umidità a livello del collo
  2. traumi esterni della zona il cervicale
  3. mantenimento prolungato di posture scorrette, che causano irrigidimenti e contrazioni dei muscoli della zona cervicale inducendo una riduzione degli spazi intervertebrali e dei fori intertrasversali, coinvolgendo nervi e vasi sanguigni

Sia il trauma che il mantenimento prolungato di posture scorrette rimandano ad una situazione di stasi di Qi e Sangue.

Da un punto di vista simbolico, la zona del collo secondo la medicina cinese rappresenta il tramite di collegamento tra Uomo (torace e braccia) e Cielo (testa).

L’azione delle emozioni sulla zona del collo può essere determinante e generare tensione e rigidità importanti.

 

Dolore cervicale ed emozioni

La medicina occidentale ha riconosciuto che, dal punto di vista neurovegetativo, determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è tra le più interessate da questo meccanismo.

La tensione si manifesta soprattutto alla base del cranio e a volte può formare un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che, per dirlo con le parole di Lowen, funziona “come un cappio”:

(…) [questa postura è] chiamata “il capestro” perché (…) assomiglia a quella di un impiccato. Il capo pende leggermente di lato come se la connessione con il resto del corpo fosse interrotta (…) ma il fatto più significativo è che in questa struttura l’area chiave delle tensioni sia alla base del cranio: è questa tensione che spacca in due la personalità.  Le tensioni muscolari presenti in questa zona formano un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Alcuni autori segnalano come questa condizione si manifesti tipicamente in chi vive situazioni di difficoltà nella vita sociale o familiare, in particolare in chi vive problemi di adattamento all’ambiente o alle persone, con una sorta di difficoltà a vivere il quotidiano (Lomuscio).

E’ la situazione tipica dell’uomo maturo, sovraccaricato da responsabilità difficili oppure alla ricerca del suo ruolo e identità nella società o nella famiglia (per esempio il pensionato, il disoccupato, la donna in età matura…).

Ugualmente, in alcune circostanze, può interessare il giovane, laddove questo si trovi a disagio, disorientato circa la direzione da prendere nella sua vita, senza sufficiente energia per gestire le eventuali avversità.

Da un punto di vista psicosomatico, i problemi al tratto cervicale possono sinteticamente essere associati a condizioni in cui:

  • la persona rifiuta di vedere le coseda diverse prospettive(il “blocco” a livello cervicale ci pone in una condizione di limitazione del movimento)
  • la persona ha un vissuto di umiliazione e sconfitta (deviazioni  posturali), oppure di eccessiva ostinazione (rigidità), con difficoltà a lasciarsi andare alla richiesta delle proprie emozioni

Indipendentemente dalle cause, le tensioni muscolari croniche rendono il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

dolore cervicale

Nel tempo, queste tensioni – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali anche molto importanti.

Per di più, rispetto all’assetto generale del corpo, le tensioni muscolari che si manifestano a questo livello rappresentano una stasi e un restringimento disfunzionale e generano disagi a vario livello che finiscono per coinvolgere anche la respirazione e l’emissione della voce.

Ciò è molto bene descritto da Lowen nel passo seguente:

(…) L’anello di tensione che si sviluppa in questa regione è anche naturale e funzionale e riguarda essenzialmente i muscoli scaleni anteriore, mediano e posteriore. Questo anello di tensione protegge l’apertura che porta alla cavità toracica e dunque al cuore. Quando sono affetti da una contrazione cronica, questi muscoli elevano e immobilizzano le costole superiori, restringendo l’apertura che porta al petto. Ciò interferisce con i movimenti naturali della respirazione e dunque influenza fortemente la produzione della voce (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Leggi anche: “Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi”

 


Per approfondire:

Laura Vanni,
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese