Postura e medicina cinese. La forma del corpo e il suo rapporto con la mente

postura e medicina cinese

Vi è mai capitato di osservare le persone che camminano in strada o che sono in attesa alla fermata dell’autobus?

Avete mai fatto caso a come ognuno abbia tratti fisici e soprattutto posturali distintivi?

Chi grasso, chi magro, chi con le spalle ampie e robuste, chi dall’aspetto gracile e delicato, chi “iperesteso” e con una schiena atteggiata in modo rigido e chi – al contrario – chino e apparentemente quasi sbilanciato in avanti…

hanno-mal-di-schiena-rifatto

La forma del corpo

Da cosa dipende, oltre che dalla genetica, la “forma” che il nostro corpo prende negli anni?

Da cosa dipende, oltre che dalla meccanica, il modo in cui noi “teniamo in piedi” il nostro corpo, quali muscoli decidiamo di far lavorare soprattutto per mantenerci eretti, lottando contro la forza di gravità a volte in modo insolito?

Cosa può spiegare quella che è la nostra postura, il modo in cui le ossa, i muscoli, i tendini e ogni struttura ci “disegna” e ci rende unici, in modo da essere riconoscibili anche da lontano, dalla silhouette o dal nostro modo di camminare?

postura e medicina cinese

I fattori ambientali che “forgiano”.

Il contributo di Lowen nella psicoterapia

Spesso la persona non ha piena consapevolezza delle aree di tensione e le percepisce solo al tocco.

Spesso nel lavoro sui Meridiani e sulle zone energetiche che coinvolgono l’area in tensione la persona compie un respiro profondo, come se il respiro fosse stato fino a quel momento bloccato nella tensione e nella mancata consapevolezza di essa.

Si avverte spesso una sorta di sconnessione tra il corpo e la mente che si riduce nel momento in cui le mani dell’operatore vanno anche solo a toccare l’area interessata.

La psicoterapia fornisce interessanti letture di questo fenomeno evidenziando come siano numerosi i fattori che contribuiscono a “bloccare” alcune aree del corpo arrivando a “forgiarci” nel tempo.

Si parla di fattori ambientali, ovvero di fattori psicologici, sociali e, più ampiamente,  culturali.

Questo ambito è stato brillantemente indagato e documentato da Alexander Lowen, psicoterapeuta degli anni 40 padre della bioenergetica.

Osservando i propri pazienti, egli si rese conto come questi avessero spesso blocchi muscolari, un diaframma cronicamente contratto e – così come lui stesso lo definì – un “flusso energetico bloccato”, con una associata condizione di depressione.

Era, in sostanza, come se essi portassero sul corpo i segni della propria sofferenza emotiva.

Da ciò derivò che il modo di sentirsi e di essere della persona ha una connessione con il suo “essere” nel corpo.

Secondo Lowen, fin da bambini ricorriamo ad una strategia inconscia per controllare movimenti che porterebbero a rifiuto e disapprovazione.

Questo controllo (o meglio, più spesso, inibizione) ci rende socialmente desiderabili, ma allo stesso tempo blocca permanentemente i muscoli coinvolti con tensioni inconsce che si cronicizzano nel tempo. E’ il caso, per esempio, del blocco della gola e della mascella per inibire il piangere o il gridare (ma, ahimè anche di urlare di gioia) o dei blocchi nelle spalle e nelle braccia per inibire il desiderio di aggredire o colpire (ma, ahimè, anche di abbracciare).

postura e medicina cinese

Il punto di vista della medicina cinese.

Le tensioni muscolari croniche e il loro rapporto con il Qi e il Sangue

Nel mio lavoro di operatore tuina osservo quotidianamente come un atteggiamento posturale protratto nel tempo generi tensioni muscolari croniche le quali – a volte – sviluppano in  condizioni di dolore quando non anche in vere e proprie patologie a carico dell’apparato osteomuscolare.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi e dove c’è stasi c’è dolore”.

Le tensioni muscolari croniche, quindi, con la loro dolorabilità più o meno intensa, rappresentano segnali di blocco e di rallentamento della circolazione del Qi e del Sangue nel nostro organismo.

Questa stasi va ad interessare aree energetiche più o meno estese, aree coincidenti con agopunti e Meridiani energetici coinvolgendo, quindi, potenzialmente, in modo ampio non solo la zona del corpo interessata ma anche organi ed apparati.

I fattori che favoriscono queste stasi possono essere di diversa natura, tanto fisici (mantenimento di posizioni scorrette) quanto emozionali (emozioni intense e particolarmente persistenti come tristezza, paura, rabbia o preoccupazione oppure – anche – la loro compressione in grado da generare una stasi).

L’obiettivo della medicina cinese nelle sue diverse espressioni (tuina, agopuntura, qi gong, fitoterapia, alimentazione energetica) va, in ogni caso, nella direzione di rendere fluidi e armonici i movimenti di energia, risolvendo le eventuali stasi e prevenendone l’eventuale formarsi.

postura e medicina cinese

La via cinese per la connessione corpo-mente

Dal punto di vista della medicina cinese, uno strumento insostituibile ai fini della connessione corpo-mente è dato dalla ginnastica energetica e dal Qi gong.

Attraverso questa antica pratica psico-corporea è possibile favorire il libero fluire del Qi e del Sangue nei Meridiani energetici, aumentare la consapevolezza del proprio corpo, favorire la connessione tra il corpo stesso e la mente migliorando la propriocezione.

Risultati molto validi in termini di armonico fluire possono essere forniti anche dalla pratica del taijiquan, antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti, armonici e fluidi che aiutano a sviluppare nel praticante flessibilità e morbidezza.

postura e medicina cinese

Molto utile, infine, è la pratica della meditazione, in grado di favorire consapevolezza e presenza e di creare una relazione a volte molto stretta tra il corpo e la mente a livelli diversi (vedi anche la meditazione degli organi).

Tutto ciò conduce, nel tempo, alla conquista di una postura equilibrata e priva di tensioni.

In questa chiave, la forma del corpo e quella che chiamiamo abitualmente “postura” può rappresentare, quindi, l’espressione più visibile del rapporto di equilibrio-squilibrio tra mente e corpo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

meditazione degli organi


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’abstract nella pagina “risorse” di questo sito

 

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente

meditazione del polmone

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente” è una meditazione di base del Polmone.

Pochi minuti per sperimentare un contatto intimo e diverso con il Polmone, il Maestro del Qi, primo Ministro al servizio dell’imperatore (il Cuore).

Se hai qualche minuto in più da dedicare alla meditazione, ti consiglio di iniziare dalla meditazione di base (“Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“, 5 minuti e 57 secondi) per predisporre il corpo e la mente e poi, a seguire, procedere con questa del Polmone.

Ricorda di iscriverti al mio Canale Podcast
per essere sempre aggiornato
!

Le mie meditazioni sono spesse inviate in anteprima
agli iscritti alla mia newsletter. Unisciti al gruppo!

—–

Sento l’aria fresca entrare dalle narici e scendere giù nei polmoni…

Sento i polmoni aprirsi, riempirsi di nuova energia.

Poi espiro lasciando che l’aria torni fuori, delicatamente, attraverso il naso.

Respiro in modo naturale, non forzato, solo più consapevole.

Inspiro portando aria e attenzione nei polmoni

Espiro lasciando uscire ciò che non serve più.

Dopo ogni espirazione sono pronto ad accogliere nuova energia. Un nuovo respiro. Inspiro ed espiro, lentamente, dolcemente.

Immagino i miei polmoni protetti nel palazzo: la gabbia toracica. Mi sento tranquillo, sicuro, protetto. Non c’è niente che può colpirmi. Inspiro, accolgo il nuovo Qi. espiro, lascio andare il vecchio Qi. continuamente, lentamente, consapevolmente.

Inspiro e immagino una sfera luminosa nel torace che aumenta la sua intensità e la sua dimensione.

Espiro e immagino che la sfera luminosa diventi più piccola, con una luce meno intensa.

Inspiro-espiro

Luce intensa-luce debole

Come una delicata, regolare pulsazione.

Ora immagino che i Polmoni siano grandi quanto tutto il mio corpo, dalle spalle all’inguine.

E inspiro con tutto il corpo, dal torace all’addome, alla pelvi. E poi espiro…

Inspiro, espiro

Lentamente, dolcemente.

Il mio corpo è come un grande polmone che si espande e si contrae ritmicamente, accogliendo nuova energia e lasciando andare il vecchio.

Un continuo ed ininterrotto fluire.

Inspiro-espiro

Dentro-fuori

Espansione-contrazione

Come un respiro cosmico, come una stella…

E ora respiro anche attraverso i pori della mia pelle.

Ogni piccolo poro della mia pelle accoglie l’energia nuova ad ogni inspirazione e lascia andare quella vecchia ad ogni espirazione.

Inspiro-espiro

Tutto il mio corpo inspira-espira

Dal punto più interno e profondo fino alla pelle, fino ai confini del Regno.

E sempre la mia schiena è distesa tra cielo e terra, la testa allungata verso il cielo, la punta del coccige allungata verso la terra.

Le spalle rilassate, le braccia libere e senza tensione, la fronte distesa, la mascella morbida e rilassata…

Il peso è sui miei piedi, su entrambi i piedi e tutta la pianta del piede…

Inspiro, espiro

Ancora… ancora….

 


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

meditazione degli organi

Gonfiore addominale, stanchezza, sovrappeso. I tanti volti del deficit del Qi di Milza

deficit del Qi di Milza

(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, la Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”. Rappresenta, infatti, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano.

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie principalmente all’alimentazione e alla respirazione.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo (cfr. “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, par.3.5.1.).

libro medicina cinese
“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” Laura Vanni, 2018

La funzione più importante della Milza, secondo la medicina cinese, è la trasformazione e il trasporto delle essenze derivate da cibi e bevande.

Un deficit del Qi della Milza si manifesta principalmente con difficoltà proprio a carico di queste funzioni di trasporto e trasformazione, con sintomi in gran parte a carico del sistema digestivo.

 

Sintomi del deficit del Qi della Milza

Sono manifestazioni tipiche del deficit del Qi della Milza sintomi come:

  • il gonfiore addominale
  • la mancanza di appetito (anoressia)
  • le feci non formate

Altre manifestazioni, più o meno gravi, comunemente associate al Deficit del Qi della Milza sono:

  • la tendenza al sovrappeso/obesità (mancata trasformazione e trasporto con conseguente accumulo questa funzione di Milza e relativo accumulo di Umidità Interna)
  • l’astenia, tipica manifestazione, in quanto la Milza controlla i muscoli ed ha il compito di trasportare Guqi (Energia alimentare) ai muscoli e, nello specifico, ai cinque arti. Quando questo non avviene in modo efficiente si avverte stanchezza
  • emorragie (nelle donne tipiche le emorragie uterine) a causa dell’incapacità del Qi di Milza di controllare il Sangue e mantenerlo nei vasi
  • prolassi: Milza tiene in sede gli Organi. Se il suo Qi è insufficiente Milza non riesce a contenerli opponendosi alla forza di gravità

Sindrome simile a quella di Deficit di Qi della Milza ma con in maggiori sintomi di Freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo è quella del Deficit di Yang della Milza.

deficit qi della milza

In questo caso, l’edema è praticamente sempre presente (i Liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle) e ai sintomi già indicati per il Deficit di Qi della Milza si aggiungeranno in modo significativo gli arti freddi e la freddolosità diffusa.

 

Cause del deficit del Qi di Milza

I fattori che maggiormente danneggiano il Qi della Milza sono riferibili allo stress emotivo, ai patogeni esterni e all’alimentazione.

Per quanto riguarda lo stress emotivo, la Milza soffre per il pensiero eccessivo che le causa ristagno di Qi (rimuginio) e, se associato ad una dieta irregolare, anche Deficit di Qi.

Danneggia il Qi della Milza anche la riflessione costante e la concentrazione eccessiva caratteristica dello studio quando questo richieda eccessivo uso di memoria per lungo tempo.

Anche la preoccupazione (pensiero ripetitivo di tipo ossessivo) danneggia la Milza in quanto annoda il Qi (stasi nell’apparato digerente, gonfiore e dolore addominale).

deficit qi della milza

Queste emozioni danneggiano il Qi di Milza e allo stesso tempo, un Qi di Milza insufficiente favorisce questo vissuto emozionale generando un circolo vizioso.

A livello di patogeni esterni, Milza viene attaccata facilmente dall’Umidità esterna la quale può invadere il corpo in vari modi.

Vivere in ambienti umidi (casa, città…) o indossare indumenti bagnati (p. es. dopo lo sport o il nuoto), per esempio, favoriscono l’invasione di Umidità esterna, soprattutto nelle donne (già di natura Yin), soprattutto in determinate fasi della vita (durante le mestruazioni, dopo il parto…).

Per quanto riguarda l’alimentazione, infine, Milza soffre i cibi crudi e freddi; ama, invece, i cibi “caldi” (di temperatura e natura) e i pasti regolari, con attenzione agli orari e alle quantità

 

Deficit di Qi della Milza e dei Polmoni

Milza e Polmoni sono coinvolti nella produzione del Qi e si influenzano a vicenda.

Rappresentano nodi cruciali per la produzione del Qi (“la Milza è la sorgente del Qi e i Polmoni sono il cardine del Qi”).

Il Deficit del Qi della Milza e il Deficit del Qi del Polmone possono combinarsi tra loro in una sindrome mista con sintomi associati alla presenza di Umidità o Flegma.

Manifestazioni:

  • mancanza di appetito
  • leggera distensione addominale dopo pranzo
  • astenia, apatia
  • carnagione pallida
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • leggera dispnea, tosse lieve, voce debole
  • sudorazione spontanea diurna
  • poca voglia di parlare
  • propensione al raffreddamento
  • avversione al freddo

 

Come tonificare il Qi della Milza

Uno degli strumenti più efficaci per tonificare il Qi di Milza è l’alimentazione.

Le regole generali fornite dall’alimentazione energetica cinese sono orientate a favorire uno stile alimentare in grado di “rafforzare il centro”, ovvero il potere di trasformazione e trasporto del sistema Terra (Milza-stomaco).

In estrema sintesi, saranno da evitare:

  • alimenti di natura fredda e fresca e di temperatura fredda o fresca, crudità, bevande molto fredde, gelati
  • cibi particolarmente umidificanti come zuccheri, latte e derivati, farine specie se lievitate, succhi di frutta
  • di mangiare velocemente e a ritmi irregolari

deficit del Qi della milza

Abitudini che favoriscono il rafforzamento del Qi di Milza sono invece:

  • i cibi cotti, caldi, assunti in intervalli regolari e in moderate quantità
  • colazione “da re”, preferibilmente con alimenti cotti (p. es. porrige cereali, zuppa di riso, frutta cotta…)
  • masticare a lungo e bere poco o nulla durante il pasto
  • alla fine del pasto assumere un infuso caldo

deficit del Qi della milza

Tra gli alimenti sono favoriti gli alimenti di Natura tiepida e dal sapore Dolce naturale.

Tra i cereali come il riso, l’avena, il mais. Tra le carni (da consumare con moderazione) le carni di agnello, pollo, manzo e le carni ovine.

Tra i pesci l’acciuga, il merluzzo, la carpa, il persico e la sogliola

Senza esclusione i legumi. Tra le verdure preferire verdure dolci come patate, zucche e zucchine, carote, fagiolini… Benvenuti condimenti e spezie come il prezzemolo, l’anice, il ginepro, la cannella o lo zenzero

Consumare frutta  con moderazione in considerazione della sua azione umidificante.

 


Laura Vanni, “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente

meditazione

Nel podcast di oggi propongo una piccola sessione di meditazione. Pochi minuti dedicati al rilassamento e alla presenza che ho chiamato “non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

La posizione per questa breve meditazione è in piedi, in posizione base così come descritta nel mio precedente articolo “La posizione base nel Qi gong“. Si tratta di una posizione fondamentale nel Qi gong che favorisce rilassamento, equilibrio e allineamento del corpo.

In questo podcast troverai una pratica molto semplice eppure molto utile per il tuo benessere, favorendo la tua presenza consapevole.

Puoi iniziare praticando questo esercizio almeno una volta ogni giorno, semplicemente ascoltando il file mp3 dal tuo cellulare, riservando nella giornata 5 minuti di tempo per te.

Puoi ascoltare il file direttamente qui, dal mio sito, oppure connetterti con il mio Canale Podcast, dal quale puoi anche scaricare il file mp3

Ascolta qui per la tua pratica di meditazione (durata 5 minuti e 57 secondi):

 

Ricorda di iscriverti al mio Canale Podcast per essere sempre aggiornato

Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

Sono in piedi, i piedi paralleli, distanti quanto la larghezza delle mie spalle.

Il peso del mio corpo è sui miei piedi, su entrambi i piedi e su tutta la pianta del piede.

Sento il pavimento o anche la scarpa, se la indosso. Muovo leggermente le dita dei piedi, aderisco al terreno.

Le ginocchia sono sbloccate, leggermente flesse, l’inguine è rilassato, tutte le articolazioni sono rilassate, la schiena è ben allungata e distesa, in modo morbido e flessibile, verso l’alto.

Dal centro della testa un filo mi tira delicatamente verso l’alto, verso il cielo.

Dalla punta del coccige un filo mi tira delicatamente verso il basso, verso la terra.

E la mia schiena si distende, le vertebre si distanziano dolcemente.

Le vertebre cervicali sono allineate alla colonna.

Guardo avanti a me, come verso un orizzonte lontano. Guardo nella direzione di un punto che è come la proiezione del mio naso, verso il centro… all’orizzonte, in linea con l’asse centrale del mio corpo.

Da qui chiudo gli occhi.

La fronte è rilassata, la mascella è morbida, senza alcuna tensione.

La bocca è chiusa ma non serrata.

La lingua è appoggiata sul palato, con la punta appoggiata subito dietro ai denti.

Il collo è disteso, rilassato.

Le spalle sono abbassate

Le braccia sono libere di cadere verso il basso, come appese alle spalle.

Il palmo della mano è appoggiato sulla coscia, sul lato esterno della coscia

Morbidamente, le braccia non sono trattenute dai muscoli.

Non c’è nulla che le mie braccia debbano fare ora, possono stare giù, abbandonate, libere, senza alcuna tensione muscolare.

Respiro

In modo naturale, senza forzatura, senza giudizio.

Dove va il mio respiro?

Lascio che segua la sua via, il suo percorso, senza forzare, senza giudicare.

Lascio che il respiro vada dove è naturale per lui andare. Ora.

Ad ogni inspirazione acquisisco nuova energia.

Ad ogni espirazione allontano una tensione, un fastidio, un pensiero.

Non c’è nulla che devo fare ora, nulla a cui devo pensare.

Solo sentire il momento presente.

 

Leggi anche l’articolo: “Posizione base nel Qi gong. Principi di teoria e di pratica


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’abstract nella pagina “risorse” di questo sito

 

 

Ciclicità stagionale e ritmi vitali. Indicazioni per armonizzarsi con le stagioni

ciclicità stagionale

Ti sei mai chiesto che influenza ha la ciclicità stagionale sul tuo benessere?

Probabilmente avrai sentito, anche se non consapevolmente, che c’è una qualche relazione tra le stagioni e il tuo modo di sentirti.

Probabilmente ti sarai sentito disorientato almeno una volta nella vita vivendo giornate invernali insolitamente calde o giornate estive troppo fresche o piovose.

Oppure avrai sofferto ambienti chiusi troppo riscaldati in inverno o troppo raffreddati in estate.

Avrai percepito la necessità di una coerenza da parte del tuo organismo rispetto alla stagione. Come se ci fosse una qualche relazione tra la stagione e il tuo modo di sentirti, alla tua voglia di fare o non fare alcune attività.

Ebbene, questo non è affatto solo una sensazione!

La medicina cinese ci dice, infatti, che esiste una connessione molto stretta tra uomo e natura.

L’uomo è il microcosmo all’interno del macrocosmo e ne condivide regole e armonie.

Adeguarsi ai “soffi della stagione” significa difendersi dalle intemperie, adattare l’intensità dell’attività e del riposo, accogliere profondamente lo yin e lo yang espressi dalla natura.

L’energia espressa dalla stagione stimola l’uomo e lo invita ad adeguarsi nelle abitudini, connettendosi al macrocosmo.

Primavera, estate, autunno, inverno… quattro diverse espressioni di energia, quattro modi di manifestarsi nel mondo naturale che possono variare dai boccioli e le fioriture della primavera e dell’estate e alle piogge e al gelo dell’autunno e dell’inverno.

ciclicità stagionale

Così come nel macrocosmo, così anche nel microcosmo dell’organismo umano avvengono queste trasformazioni, nonostante gli artifici che ci consentono oggi di raffreddare ambienti troppo caldi o riscaldare ambienti troppo freddi.

Vediamo di seguito cosa ci indica il Suwen sul rapporto uomo natura nelle quattro stagioni.

Primavera

ciclicità stagionale

L’energia della primavera è ricca di esplosiva vitalità.

I tre mesi della primavera sono chiamati zampillare e dispiegare;
Cielo e terra insieme producono la vita
i Diecimila esseri ne risplendono

La primavera rappresenta  il passaggio dallo yin dell’inverno allo yang dell’estate.

Una trasformazione che vede un progressivo e dirompente e sempre più ingente impiego di energia yang.

La luce inizia a prevalere sul buio, il tepore inizia a prendere il posto del freddo. La natura mostra le molte trasformazioni tipiche di questa stagione.

In primavera l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yangqi, dovrebbe essere aperto e a proprio agio, offrendosi alla rinascita della vita e della natura.

Nel Suwen si trova l’invito a svegliarsi presto, camminare con ampi passi con i capelli sciolti e il corpo in libertà.

ciclicità stagionale

Questa modalità esprime l’energia in espansione del Legno, associato alla stagione primaverile e connesso al Fegato come organo Zang.

Ignorare l’impulso primaverile potrebbe danneggiare l’energia del Fegato e potrebbe, inoltre, creare problemi nella stagione successiva.

Si legge infatti nel Suwen:

Andare controcorrente porterebbe danno al fegato;
causando, in estate lesioni dovute al freddo,
per insufficienza di apporto alla crescita

Estate

ciclicità stagionale

L’estate segue la primavera e in un certo senso fa maturare le promesse espresse dalla primavera nella natura (fa apparire i frutti, fa maturare il grano…).

I tre mesi dell’estate sono chiamati proliferare e sviluppare il fiore;
I soffi del Cielo e della Terra si intrecciano
i Diecimila esseri fioriscono e fruttificano

In estate l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yangqi, dovrebbe essere vitale pieno di forza.

Il suo spirito dovrebbe essere ottimista felice.

ciclicità stagionale

Inoltre, dovrebbe stare tranquillo e non arrabbiarsi o agitarsi, onde evitare di aumentare eccessivamente il calore interno e nuocere all’equilibrio complessivo.

Si esercita il volere, ma senza violenza:
assecondando lo splendore della bellezza e della forza, che realizzano allora le loro promesse;
assecondando lo scorrere dei soffi
che preferiscono allora esteriorizzarsi

In medicina cinese l’estate si associa all’elemento Fuoco e al Cuore come organo Zang.

Un eccesso di eccitazione potrebbe danneggiare questo organo.

Sarebbe altrettanto dannoso, tuttavia, bloccare il movimento della stagione, impedire che l’energia si sposti in superficie e all’esterno del corpo a causa del calore (per esempio con uso improprio dei condizionatori).

Bloccare questa superficializzazione di energia porterebbe problemi di salute nella stagione successiva, con febbri intermittenti a causa del sudore rimasto intrappolato:

Andare controcorrente porterebbe danno al cuore;
causando, in autunno, febbri intermittenti,
per insufficienza di apporto al raccolto;
Nel cuore dell’inverno la malattia si aggraverà

 

Autunno

ciclicità stagionale

In autunno l’uomo, in accordo con il rinvigorirsi dello yinqi, dovrebbe coltivare la serenità, così da combattere la desolazione e la tristezza tipiche dell’autunno.

L’autunno segna l’arresto dell’espansione iniziata con la primavera ed espressa al massimo durante l’estate.

Con l’autunno l’energia inizia a ripiegarsi.

Dallo yang dell’estate ci si avvia allo yin dell’inverno.

I tre mesi dell’autunno sono chiamati:
sovrabbondare ed equilibrare;
i soffi del Cielo si fanno incalzanti,
i soffi della Terra mostrano la loro munificienza

La parola d’ordine è concentrazione, ritorno verso l’interno, ristringimento

L’invito è a far rientrare la propria energia tanto nelle abitudini quotidiane quanto nel proprio modo di comunicare e di relazionarsi

Ci si corica presto, ci si alza presto (…)
(…) si esercita il volere quietamente e tranquillamente (…) senza lasciare che il volere si spanda al di fuori”

L’autunno è associato all’elemento Metallo e ai Polmoni come organo Zang. Per questo in autunno si dovrebbe lavorare particolarmente sui Polmoni, anche con la meditazione, favorendo la corretta respirazione e immagazzinando correttamente l’energia del cielo.

ciclicità stagionale

Non rispettare l’energia dell’autunno può portare problemi al Polmone e problemi a livello di intestino (connesso al Polmone tramite il sistema dei Meridiani) durante la successiva stagione:

Andare controcorrente porterebbe danno al polmone
causando, in inverno, diarree lienteriche
per insufficiente apporto alla tesaurizzazione

Inverno

ciclicità stagionale

L’inverno rappresenta il massimo dell’energia yin e si oppone, in questo, all’estate che rappresenta il massimo dell’energia yang.

L’inverno è chiusura, protezione, profondità

I tre mesi dell’inverno sono chiamati
chiudere e tesaurizzare;
l’acqua gela, la terra si screpola;
nessuno stimolo viene più dallo yang.

In inverno  l’uomo, in accordo con il massimo sviluppo dello yinqi, dovrebbe custodire al proprio interno le emozioni e lo spirito, mantenendo uno stato d’animo tranquillo e calmo.

Si esercita il volere
come sotterrati, come nascosti,
come rivolti solamente verso di sé
come occupati a possedersi

L’uomo è invitato a proteggersi dal freddo dell’inverno e a non lasciar uscire sudore dal suo corpo. La sua fuoriuscita non è necessaria per regolare la temperatura (come in estate) e lo spoglierebbe, anzi, di liquidi essenziali lasciando aperti i pori come aperture ai patogeni invernali

Si sfugge il freddo, si ricerca il calore
non lasciando sfuggire nulla attraverso gli strati della pelle per paura di essere pericolosamente sforniti dei propri soffi.

L’inverno è espressione  dell’elemento Acqua, associato ai Reni come organo Zang.

Anche in questo caso, come nelle altre stagioni, non conformarsi all’energia della stagione significa per l’uomo andare incontro ad uno squilibrio di organo.

Significa, inoltre, favorire squilibri più ampi nella stagione successiva, la primavera, che avvierà un nuovo ciclo stagionale.

Andare controcorrente (in inverno ndr) porterebbe danno ai reni
causando, in primavera, invalidità e reflussi,
per insufficiente apporto all’impulso vitale

ciclicità stagionale

2019 Anno del Maiale di Terra

maiale di terra

Ospite speciale di questo episodio è la sinologa Francesca Cassini, operatrice tuina, insegnante di medicina cinese, interprete e traduttrice specializzata in medicina cinese.

In questo episodio troverai:

  • introduzione al calendario cinese
  • il significato del maiale nella cultura cinese
  • il significato dell’elemento terra nella medicina cinese
  • il significato dell’associazione tra maiale e terra che caratterizzerà l’anno 2019
  • le caratteristiche energetiche dell’anno 2019 e le influenze nel microcosmo (uomo)
  • i punti di forza e i punti di debolezza dell’anno 2019

Ascolta l’episodio qui:

Iscriviti al mio Canale Podcast

Immagini di supporto al podcast:

Il calendario cinese

Nella tabella, ad ogni segno sono associati gli anni da esso governati e per ciascun anno il giorno di capodanno.
I colori indicano l’elemento guida per quell’anno:

  • rosso = Fuoco
  • giallo = Terra
  • grigio = Metallo
  • azzurro = Acqua
  • verde = Legno
calendario cinese
Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Astrologia_cinese

Gli animali del calendario cinese

animali dello zodiaco cinese

Gli animali nell’oroscopo cinese sono:

Topo, Bufalo, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane, Maiale

 

Evoluzione dell’ideogramma di casa (jia)

ideogramma del maiale

 

ideogramma del maiale

ideogramma del maiale
ideogramma moderno

Risorse utili:

 

Cuore in medicina cinese. Signore e Maestro che emana lo splendore degli Spiriti

Il Cuore in medicina cinese ha il ruolo di sovrano Imperatore, punto di riferimento per tutti i sudditi del Regno (tutti gli Organi e i Visceri), coordinatore di ogni funzione psichica.

La metafora dell’Impero

In medicina cinese è molto forte il senso di integrazione tra il corpo e la mente e tra le parti che costituiscono il nostro organismo.

Questo è evidente ancora di più se si pensa che esiste una suggestiva metafora in cui il corpo umano viene equiparato ad un Impero.

Questo Impero è caratterizzato da una rigida gerarchia militare e da una chiara distribuzione dei compiti. Qui, gli Organi e i Visceri (Zang fu) assumono la funzione di burocrati e funzionari.

Al vertice di questo Impero si trova, appunto, il Cuore Imperatore e, intorno a lui, ci sono i sudditi, ovvero i diversi Organi e Visceri, ciascuno con il suo personale incarico.

Così come nell’Impero cinese i funzionari si danno da fare per mantenere ordine e armonia, allo stesso modo, nel nostro organismo, gli Organi e i Visceri eseguono le proprie funzioni lavorando in modo coordinato per il mantenimento del benessere.

 

Cuore-Shen e Cuore Vuoto

“(…) il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…)” (Suwen)

Il Cuore è collocato nel jiao superiore (“Yang nello Yang”), avvolto dal Pericardio, membrana che lo protegge da ogni aggressione esterna.

E’ molto suggestivo il fatto che l’ideogramma che indica il Cuore – a differenza degli ideogrammi degli altri Organi Zang- non possieda il radicale che suggerisce il significato della “carne”. Questo indica come, nell’accezione cinese, il ruolo del Cuore sia più “psichico” (Cuore come sede dello Shen) che “fisico” (Cuore come muscolo cardiaco).

In medicina cinese tutti gli Organi gli Zang Fu hanno, di fatto, una dimensione psichica ed emozionale.

Nel caso del Cuore, però, possiamo dire che questa dimensione è ancora più importante perché questo Zang è in medicina cinese il centro del mentale e dell’emozionale.

Il Cuore Imperatore è, proprio grazie allo Shen, dotato di una “fiamma interiore” che gli dona la capacità di comprendere, di riconoscere ciò che è opportuno da ciò che non lo è, di esprimere pensieri “dotati di senno”.

La rappresentazione del Cuore nel suo ideogramma lo raffigura come un contenitore vuoto aperto verso l’alto, come per accogliere ciò che viene dal Cielo (influenze spirituali). Come una piccola ciotola aperta verso l’alto in cui entra ed esce una piccola goccia di sangue, attraversandolo.

cuore in medicina cinese
Autore dell’immagine Fraxinus2. Fonte Wikimedia Commons

Qui si introduce un concetto molto importante nella cultura cinese che vuole l’interno del Cuore idealmente “vuoto”, silenzioso, tranquillo, non impegnato (riempito) costantemente da pensieri fissi o emozioni eccessivamente intense:

“(…) E’ proprio dell’uomo avere nel Cuore un’idea, un pensiero, un obiettivo di sollecitudine. Ma fare del pensiero una preoccupazione, generare dei fastidi sino all’ossessione, questo è una perversione. Sarebbe meglio avere un cuore vuoto piuttosto che pieno di turbamento (…) Un Cuore invulnerabile è un Cuore vuoto. Perché il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri. Esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo/Terra; nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo (…)” (Elisabeth Rochat de La Vallée, La medicina cinese. Spiriti, cuore ed emozioni, Jaka Book, 2008, p.99)

Queste condizioni di Vuoto sono indispensabili perché Shen trovi la sua dimora e permetta il libero scorrimento dell’energia, consentendo all’uomo di vivere la propria coscienza individuale, aprendosi anche alla “coscienza universale”.

Quando il Cuore è in uno stato di tumulto, lo Shen si disperde e la nostra energia si consuma rapidamente, senza alcun controllo.

© Laura Vanni 2019

 

Leggi anche:

 

Questo articolo contiene testo  parzialmente estratto dal par.3.3.1 del libro:
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, Laura Vanni, 2018

libro medicina cinese

Puoi trovare un estratto PDF di questo libro nella pagina “risorse” di questo sito

Deficit Yang in medicina cinese. Freddolosità, stanchezza e metabolismo lento

Con deficit dello Yang in medicina cinese si intende una situazione di sofferenza dell’energia Yang del nostro organismo, ovvero di quell’energia che esprime il dinamismo e l’eccitazione in grado di attivare i meccanismi fisiologici, di muovere i Liquidi corporei e il Sangue.

Secondo la medicina cinese, l’energia Yang è, per il nostro organismo, il calore di attivazione per ogni funzione corporea.

Quando c’è un deficit dello Yang, si ha una diminuzione delle funzioni organiche e compaiono segni di freddo interno.

freddo

Con il deficit dello Yang, diminuisce la capacità del nostro organismo di trasformare e trasportare le sostanze e così il Sangue e i Liquidi organici hanno difficoltà a diffondersi.

La vitalità della persona è più bassa, il metabolismo più lento, si percepisce freddo e si manifestano facilmente ristagni (edema) e accumuli (sovrappeso).

 

Sintomi generali del deficit dello Yang

I sintomi più diffusi del deficit dello Yang sono in linea generale:

  • indebolimento e rallentamento delle funzioni organiche
  • pallore
  • senso di freddo (soprattutto alle estremità)
  • dolore nel corpo ed altri sintomi che possono sempre essere associati ad un prevalere di Freddo/stasi nel corpo

Il deficit dello Yang nel nostro organismo interessa principalmente (spesso anche congiuntamente) gli Organi Zang di Milza e Rene. Un terzo Organo Zang interessato dal deficit di Yang è il Cuore, spesso in modo secondario per la sua relazione con Milza e Rene.

In questo articolo prenderemo in considerazione le sindromi di

  • deficit di Yang della Milza
  • deficit di Yang del Rene

Per entrambi i casi descriveremo i sintomi prevalenti e suggeriremo poi alcuni rimedi in termini di abitudini e alimentazione energetica.

E’ necessario tener conto del fatto che in medicina cinese uno stesso sintomo può riferirsi a sindromi diverse e rimandare, quindi, a quadri diversi.

Il solo sintomo non è, pertanto, sufficiente per definire con sicurezza una condizione. Nel caso in cui, quindi, vi riconosciate nei quadri successivi e vogliate affrontare nel modo migliore la situazione, è necessario che vi rivolgiate ad un medico o operatore qualificato per una valutazione energetica.

 

A proposito! Se non lo sai già, offro una valutazione energetica gratuita
nel mio studio  
a tutti gli iscritti alla mia newsletter!

 

Deficit dello Yang della Milza. Gonfiore addominale, sovrappeso, arti freddi…

Il deficit dello Yang della Milza si manifesta tipicamente con sintomi di freddo dovuti all’incapacità di Milza di riscaldare il corpo.

Le manifestazioni principali sono:

  • mancanza di appetito
  • gonfiore addominale dopo i pasti
  • apatia, astenia, desiderio di sdraiarsi
  • pallore
  • arti deboli
  • feci non formate
  • tendenza all’obesità
  • freddolosità
  • arti freddi
  • edema (quasi sempre presente. I liquidi non trasformati si accumulano sotto la pelle)

deficit dello yang

Deficit dello Yang dei Reni. Sensazione di freddo alla schiena e alle ginocchia, mancanza di vitalità fisica e mentale…

Il deficit dello Yang si caratterizza tipicamente per i sintomi di Freddo interno e la  sensazione di Freddo percepita soprattutto a livello  schiena (specie zona lombare) e alle ginocchia.

Quando lo Yang dei Reni è in deficit, non c’è energia sufficiente per dare forza alle ossa e alla schiena (lombalgia, gambe e ginocchia deboli), non c’è abbastanza calore per riscaldare, per attivare l’energia sessuale, né per trasformare i liquidi che si accumulano (urine abbondanti e chiare, edema soprattutto alle gambe).

Inoltre, se lo Yang dei Reni è in Deficit, anche Milza ne soffrirà: i muscoli mancheranno, quindi, di nutrimento e si avrà stanchezza, apatia e altre sintomi connesse al deficit di Yang della Milza.

deficit yang rene

Il deficit dello Yang dei Reni inciderà anche nell’aspetto mentale, con la riduzione della forza di volontà (Zhi) e di voglia di vivere, aspetto psichico legato al Rene. Non rischiarando il Cervello (“mare dei midolli”), lo Yang dei Reni in Deficit potrà manifestarsi, inoltre, anche con vertigini.

In sintesi, il Deficit di Yang di Rene si manifesta principalmente con sintomi come:

  • lombalgia
  • vertigini
  • acufeni
  • ginocchia fredde e deboli
  • sensazione di freddo alla schiena, freddolosità diffusa
  • gambe deboli
  • astenia, apatia, letargia, depressione
  • urina chiara e abbondante
  • edema alle gambe
  • sterilità nelle donne, impotenza, eiaculazione precoce, diminuzione della libido
  • feci mal formate

 

Cause del deficit dello Yang

In linea generale, il deficit dello Yang può essere favorito da diversi fattori relativi a  condizioni ambientali,  abitudini alimentari e abitudini che potremmo attribuire allo stile di vita.

In particolare, sarà particolarmente predisponente a questo tipo di deficit il fatto di essere esposti ad un ambiente freddo e umido.

Questa esposizione ai patogeni esterni tenderà inevitabimente, nel tempo, a ledere lo Yang e a ridurne la capacità fisiologica nel nostro organismo.

Anche l’alimentazione ha un ruolo decisivo in questo.

Un eccessivo consumo di cibi crudi o di natura fredda per esempio, può danneggiare fortemente lo Yang della Milza, specie in determinate condizioni. Queste condizioni ruotano attorno alle caratteristiche energetiche anche tipologiche della persona (che potrebbe non avere sufficiente “energia di trasformazione”), alle fasi stagionali (in inverno è preferibile scegliere cibi cotti e caldi per bilanciare lo yin/freddo espresso dalla stagione) o altro (fase della giornata, età, fase mestruale nella donna e così via).

Con riferimento, in particolare, allo Yang del Rene, sono, inoltre, da considerare particolarmente lesive le malattie croniche (molto richiedenti per l’energia del Rene) e il lavoro fisico eccessivo. Anche l’eccessiva attività sessuale è considerata lesiva per lo Yang del Rene, in particolare per l’uomo.

 

Rimedi per il deficit dello Yang secondo la medicina cinese

In presenza di un deficit dello Yang, il nostro obiettivo è quello di “riscaldare” e riattivare, disperdendo il freddo.

La prima regola è abituarsi a tenere il corpo al caldo e non esporlo al freddo esterno. In particolare coprire zona lombare (Yang del Rene) e addominale (Yang della Milza).

freddolosa

Il Deficit dello Yang è, per definizione, un quadro cronico. E’ indispensabile, quindi, intervenire con pazienza modificando a volte in modo significativo alcune abitudini, prima di tutto le abitudini alimentari.

Sarà bene assumere esclusivamente bevande calde o tiepide (anche in caso di semplice acqua, riscaldarla raggiungendo almeno la temperatura corporea interna).

Preferire cibi cotti e assunti ancora caldi (preferibilmente anche a colazione), meglio se sottoposti a cotture prolungate o di tipo yang (per esempio cottura al forno o griglia).

Mangiare lentamente, a ritmi regolari, moderati in quantità e ben ritmati nella giornata.

Di seguito riportiamo alcune indicazioni fornite dalla medicina cinese in termini di alimentazione in presenza di deficit dello Yang.

Si tenga sempre presente che lo Yang origina, comunque dallo Yin.

L’alimentazione non dovrà, quindi, dovrà, sì, favorire lo Yang ma essere anche armonizzata. Non si dovrà, in particolare, eccedere (nell’intensità e nel protrarsi nel tempo) a favore dello Yang e del calore. La condizione generale dello Yang dovrà essere valutata periodicamente, in modo da adeguare progressivamente l’alimentazione. Per questo sarà indispensabile ricorrere al contributo di uno specialista che possa valutare ricorrendo alla metodologia tradizionale cinese comprensiva dell’esame della lingua e dei polsi.

 

Deficit dello Yang e alimentazione

Secondo la medicina cinese, in presenza di un deficit dello Yang l’alimentazione deve avere proprietà riscaldanti e tonificanti.

In considerazione della ridotta capacità dell’organismo di trasformare e metabolizzare i cibi, è bene masticare a lungo gli alimenti, fare pasti non troppo abbondanti assumendo poca o nulla acqua durante il pasto. Bere bevande calde, secondo la propria sensazione di sete.

deficit yang rimedi

Alimenti da evitare o limitare al massimo in presenza di un deficit dello Yang

In presenza di un deficit dello Yang la medicina cinese indica di evitare al massimo il consumo di cibi freddi o eccessivamente umidificanti e, comunque, di cibi di natura fredda come:

  • latte e latticini
  • farine
  • zuccheri
  • tra le verdure: insalata belga, scarola, tarassaco, cicoria di campo, funghi champignon, germogli di bambu e di soia, cetriolo, alghe marine
  • tra le carni: carne di cavalo, vongole, chiocciola di terra e di mare
  • frutti come anguria, cachi, melone invernale, pompelmo
  • te verde

Evitare anche cibi surgelati e conservati a lungo in frigorifero.

 

Alimenti da favorire in presenza di un deficit dello Yang

Oltre ai suggerimenti generali già indicati in presenza di deficit dello Yang in generale, la medicina cinese distingue a seconda dell’organo Zang interessato dal Deficit Yang.

Di seguito riportiamo, quindi, le indicazioni in presenza di deficit dello Yang della Milza e del Rene.

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang della Milza:

  • avena, riso, sorgo, segale, mais, farro, quinoa
  • carni ovine, pollo, tacchino, manzo, quaglia, cervo, selvaggina in genere
  • triglia, sogliola, persico, ombrina,
  • lenticchie, piselli, fava cotta
  • cavolo rapa, carota, peperone, patata, barbabietola rossa, asparago, porro, aglio, cipolla
  • spezie calde e aromatiche (cannella, zenzero secco, rosmarino, erba cipollina…)
  • frutta in scarsa quantità meglio se cotta e con spezie

 

Alimenti consigliati per tonificare lo Yang del Rene:

  • avena, riso, sorgo, segale, farro, quinoa
  • aragosta, gamberi e gamberetti, acciughe
  • selvaggina, pollo, tacchino, carni ovine, manzo, rene di animali
  • fagiolo nero
  • porro, peperone, aglio, cipolla, carota, cavolo, rapa, patata (verdure da intendersi sempre cotte)
  • capperi
  • spezie riscaldanti (cannella, timo, rosmarino, zenzero secco…)
  • frutta in scarsa quantità, meglio se cotte con spezie
  • semi e frutta secca (noce, castagna, nocciola pistacchio)
  • tisane contenenti cannella, timo, rosmarino
  • acqua calda

© Laura Vanni 2019

Leggi anche: