Vertigini in medicina cinese. Un sintomo, molte cause

Quando parliamo di vertigini parliamo di una sensazione di disorientamento nello spazio che coinvolge il senso dell’equilibrio. Le vertigini danno alla persona una percezione di instabilità  associandosi, a volte, a nausea o vomito.

Sia nella medicina occidentale che nella medicina cinese le vertigini sono considerate come un un sintomo, non come una malattia vera e propria da “curare”.

Le vertigini costituiscono, in altri termini, un segnale di disarmonia da indagare piuttosto che da sedare.

In medicina occidentale le vertigini sono spesso associate ad un alterato funzionamento dell’orecchio interno anche se molti altri possono essere i fattori scatenanti e le indagini da effettuare per arrivare ad una diagnosi precisa possono essere di diverso tipo.

 

Vertigini secondo la medicina cinese

La medicina cinese interpreta le vertigini come una manifestazione o sintomo che può essere associato a diversi quadri energetici di eziologia esterna o interna.

Come possibile eziologia esterna troviamo prevalentemente il vento come patogeno esterno che può penetrare nell’organismo colpendo l’orecchio, la testa e il collo.

A livello di eziologia interna la situazione è, invece, più complessa ed articolata.

vertigini in medicina cinese

Eziologia interna associata alle vertigini in medicina cinese

Una prima differenziazione eziologica in tema di vertigini distingue tra:

La differenziazione tra queste due condizioni può essere effettuata con certezza solo mediante la valutazione energetica condotta da un medico-operatore di medicina cinese ricorrendo alle tecniche tradizionali come l’osservazione della lingua e la palpazione dei polsi.

osservare la linguavalutazione energetica

 

 

 

 

 

 

 

Dal punto di vista sintomatico, possiamo semplificare al massimo dicendo che un inizio repentino si associa prevalentemente ad una condizione di eccesso mentre un inizio graduale si associa prevalentemente ad una condizione di deficit.

Inoltre, dal punto di vista più “tecnico” è possibile distinguere tra i quadri di eccesso e deficit in modo da poter prevedere il piano di trattamento più adeguato.

Abbiamo, infatti, per esempio che:

  • vertigini molto gravi, in cui la persona ha la sensazione del terreno che si muove sono generalmente manifestazione di Vento di Fegato
  • se accompagnate da cefalea e disturbi alla vista (vista sfocata) sono tipicamente manifestazione di risalita dello Yang epatico
  • se associate a sensazione di pesantezza e confusione alla testa e nausea possono dipendere da un eccesso di Flegma

Sul versante del deficit, troviamo tipicamente le vertigini da deficit di Qi e/o Sangue. In questo caso si tratta di episodi di bassa intensità che si presentano soprattutto quando la persona è stanca o compie un’azione eccessivamente impegnativa e richiedente per l’energia disponibile. Tendono a ridursi con il riposo.

Laddove le vertigini siano croniche e accompagnate a ronzii auricolari si è probabilmente in una condizione di deficit definita deficit dello Yin del Rene.

Tutti questi quadri possono risultare incomprensibili a chi non ha conoscenza di medicina cinese ma rappresentano una vera e propria chiave per la risoluzione della “radice” che causa le vertigini stesse.

 

Una vertigine, tante vertigini

Alla luce di quanto visto fin qui, non esiste un solo tipo di vertigine.

Questo sintomo, infatti, varia non solo per quanto riguarda il suo modo di manifestarsi (intensa o meno, concomitante o meno a stanchezza, con o senza nausea, cefalea o ronzii auricolari…) ma anche e soprattutto il quadro energetico di riferimento.

Individuare il quadro energetico del soggetto è (come sempre in medicina cinese) determinante per un trattamento energetico efficace, qualunque sia la tecnica di medicina cinese prescelta (tuina, agopuntura, qi gong, alimentazione energetica, fitoterapia).

Il trattamento energetico dovrà prevedere un’azione volta a stimolare l’energia del soggetto in modo da eliminare gli eccessi energetici o – a seconda dei casi – tonificare i deficit.

In alcuni casi potrà anche includere indicazioni volte a prevenire il ripresentarsi del problema stesso.

La disarmonia energetica alla base delle vertigini, infatti, potrebbe essere originata da abitudini o da uno stile di vita non adeguato per il soggetto.  Al di là dell’effettiva volontà (o possibilità) di cambiamento da parte del soggetto, il contributo del medico-operatore di medicina cinese è volto anche a favorire consapevolezza dello scenario energetico che potrebbe riproporre il problema in futuro.


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Il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore

Sappiamo che l’operatore tuina, durante ogni trattamento, entra inevitabilmente “in connessione” con l’energia del ricevente.

Ciò ha diverse implicazioni, alcune piuttosto evidenti, altre più implicite. In questo articolo cerchiamo di riflettere su questi aspetti proponendo un punto di vista diverso dal solito: il trattamento tuina e le sue azioni viste dalla parte dell’operatore.

Riflettiamo, in altri termini, su quale sia l’azione energetica che ciascun trattamento genera nell’operatore tuina tenendo conto che nel suo lavoro c’è un aspetto tecnico e fisico ma anche un’aspetto sottile e mentale che guida il lavoro e aggiunge senso e significato al trattamento stesso.

Interazione come lavoro sul Qi

In senso lato, dal punto di vista della medicina cinese potremmo dire che tutto ciò che è interazione con l’altra persona prevede un lavoro sul Qi.

Questo avviene non solo nell’attività “tecnica” esercitata durante un trattamento tuina ma, in vario modo, anche nelle interazioni umane di ogni giorno.

La consapevolezza di quanto l’interazione preveda un vero e proprio “lavoro sul Qi” non è immediata e nasce dalla sensibilità e dall’esperienza.

Nel lavoro dell’operatore tuina questa consapevolezza è il complemento insostituibile al lavoro meramente “tecnico” di manipolazione lungo i Meridiani energetici ed i loro agopunti.

Per quanto l’applicazione delle tecniche e la scelta delle aree e dei punti da stimolare costituisca il cuore del tuina, infatti, la consapevolezza del contatto energetico operatore-ricevente e la sensibilità rispetto all’azione esercitata sul Qi con consapevolezza ed intenzione è un aspetto decisivo.

 

Il Qi dell’operatore durante il tuina

Assodato che il trattamento tuina genera trasformazioni non solo nel ricevente ma anche nell’operatore, riflettiamo sull’azione generata su quest’ultimo, in particolare a livello del Qi.

Tuina e Wei Qi dell’operatore

Durante il trattamento tuina, l’operatore stimola ampiamente quello che la medicina cinese chiama  Wei Qi, ovvero il Qi superficiale e difensivo.

Più precisamente, possiamo dire che durante il trattamento l’operatore attiva molte funzioni della Wei Qi a livello di:

  • pelle (contatto)
  • organi di senso (tatto, vista, olfatto, udito…)
  • contrattilità muscolare
  • energia della percezione (“sesto senso”)
  • energia dell’istinto (riflesso involontario)

Wei Qi è energia Yang e governa anche la postura tramite i Meridiani tendino-muscolari di Tai Yang (posizione eretta), Shao Yang (torsione) e Yang Ming (protezione/chiusura rispetto ai livelli Yin).

Nel tuina, con la pratica delle tecniche (contatto, pressione etc) e il continuo muovere il proprio corpo adottando posizioni funzionali al lavoro che sta svolgendo, l’operatore stimola pertanto continuamente la sua energia a livello Wei.

In condizioni di equilibrio energetico generale, questa stimolazione è generalmente benefica in inverno, in quanto si contrappone allo Yin della stagione. Più problematica potrebbe essere, invece, in estate, in concomitanza con il forte caldo. In questo caso è necessario fare attenzione per non spostare troppo l’asse sul versante Yang, soprattutto se si consumano i liquidi. In questo caso l’attivazione della Wei Qi, se eccessiva o prolungata, può infatti generare uno squilibrio energetico (Eccesso Yang, Deficit Yin).

Tuina e Ying Qi dell’operatore

In modo meno evidente, ma ugualmente significativo, il trattamento stimola non solo l’energia più superficiale dell’operatore, ma anche la sua energia nutritiva, detta Ying Qi.

Per spiegare questo occorre una piccola parentesi.

Secondo la medicina cinese, l’energia nutritiva Ying Qi nasce nel riscaldatore medio grazie al lavoro di elaborazione e raffinamento operato da Milza-stomaco. Più precisamente, avviene con l’estrazione delle essenze pure dagli alimenti e la loro “fusione” con le essenze dell’aria nel contempo estratte dal Polmone.

Ying Qi così costituito è il Qi che circola all’interno dei vasi e dei Meridiani energetici, inseparabile dal sangue del quale, in un certo senso, è il “motore” (attivazione).

Questo stesso processo avviene, con modalità diverse, anche con riferimento alle esperienze e al vissuto.

In medicina cinese, infatti, il nutrimento si associa sì al “nutrimento in senso stretto“, legato all’alimentazione, ma anche al “nutrimento in senso ampio”, legato alle esperienze, alle emozioni e al vissuto.

E’ appena il caso di dire che – in qualche modo – questo concetto apparentemente estraneo alla nostra cultura è presente nella nostra tradizione popolare… pensiamo ai modi di dire come “ha la musica nel sangue” oppure “questa esperienza mi ha fatto avvelenare il sangue”.

 

Tuina come opportunità di connessione a 360 gradi

Durante il trattamento tuina, l’operatore può mettere in atto una serie di azioni al fine di connettersi nel modo migliore con l’energia del ricevente e, al tempo stesso, connettersi con la propria stessa energia, migliorandone costantemente la qualità.

In tal modo, ogni trattamento non sarà “disperdente” per l’operatore, ma sarà l’occasione per entrare in connessione, oltre che con il ricevente, anche con se stesso e con il macrocosmo.

Ogni trattamento sarà, inoltre, un’occasione per lavorare sul proprio Qi migliorando, nel contempo, le proprie abilità energetiche nel trattamento, con immediati benefici per i suoi riceventi.

Questa azione di connessione in senso ampio richiede pratica e coinvolge la capacità dell’operatore di “sentire” e di utilizzare Yi (aspetto psichico connesso a Milza che si riferisce al pensiero e alla riflessione) al fine di potenziare la propria intenzione nel trattamento tuina.

Parte di questi aspetti sono già sviluppati nell’articolo “Intenzione nel tuina: il pensiero che guida l’azione“.  Altri aspetti, se graditi, saranno oggetti di un prossimo articolo. Per non perdere gli eventuali aggiornamenti iscriviti alla mia newsletter.


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Valutazione energetica. Osservazione della testa e del viso

La valutazione energetica in medicina cinese si attua tradizionalmente attraverso quattro metodi:

  1. osservazione
  2. colloquio (interrogazione)
  3. palpazione
  4. auscultazione (udito e olfatto)

L’osservazione costituisce una componente estremamente articolata il cui aspetto più “tecnico” e complesso è riferibile all’osservazione della lingua.

Il colloquio ha l’obiettivo di chiarire la situazione clinica ed identificare la sindrome attraverso le domande al paziente.

La palpazione si riferisce principalmente alla palpazione del polso radiale.

L’auscultazione comprende due parti: suoni e odori.

 

L’osservazione nella valutazione energetica cinese

L’osservazione nell’ambito della valutazione energetica cinese si riferisce allo stato generale del soggetto, al suo stato mentale, alle attitudini e al comportamento, al colore del volto, alla morfologia del corpo e alle caratteristiche della lingua.

Tra i tanti elementi possibili, in questo articolo concentriamo l’attenzione sul tema dell’osservazione della testa e del viso.

Della testa osserveremo soprattutto i capelli, l’incarnato, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra…

Importante sarà anche lo stato dei denti e delle gengive (presenza di dolore, sanguinamento, gonfiore…) e della gola (dolore, gonfiore, secchezza…), aspetti da indagare eventualmente anche nel colloquio.

 

Capelli

 

capelli

In medicina cinese lo stato dei capelli è correlato alle condizioni del Sangue e/o del Jing dei Reni.

Capelli che cadono possono indicare uno stato di Deficit del Sangue; capelli che diventano grigi prematuramente possono indicare un declino del Jing renale.

Capelli opachi che tendono a spezzarsi denotano tipicamente un Deficit del Sangue di Fegato

 

Incarnato

L’incarnato, ovvero il colore del viso, riflette lo stato del Qi e del Sangue ed è strettamente correlato alla condizione dello Shen:

Quando i cinque Organi sono esauriti, il colore della carnagione diventa scuro e privo di lucentezza… il colore della carnagione è, quindi, come una bandiera dello Spirito e gli Organi interni sono la residenza dello Spirito. Quando lo Spirito è esaurito, gli Organi sono esauriti e il colore dell’incarnato diventa scuro e opaco

In linea generale, in medicina cinese la carnagione viene considerata “normale” quando è luminosa e brillante.

Una sottile sfumatura di rosso è generalmente un segno di buon rifornimento di Sangue del Cuore e un incarnato “umido” ed idratato indica la presenza di un buon “Qi dello stomaco”.

 

Caratteristiche dell’incarnato e disarmonie

Si possono individuare alcune caratteristiche dell’incarnato come segno di disarmonia.

In tema di “colori”, abbiamo che:

  • l’incarnato bianco: indica deficit di Sangue (carnagione bianca opaca o pallida) o deficit di Yang (bianco brillante). Se bianco-bluastro denota deficit di Yang con Freddo intenso
  • l’incarnato giallo: indica deficit di Milza o Umidità o entrambi
  • l’incarnato rosso: indica Calore da Eccesso (tutto il viso) o da Deficit (solo gli zigomi)
  • l’incarnato verdastro: può indicare patologia del Fegato, Freddo interno, dolore o Vento interno. Un colore verde-chiaro sotto gli occhi indica stasi del Qi epatico, stasi del Sangue, Freddo nel canale del Fegato o Vento di Fegato
  • l’incarnato blu: Freddo nel canale del Fegato (sotto gli occhi), Freddo nelle patologie croniche (carnagione bluastra), grave Deficit dello Yang con stasi di Sangue (carnagione bluastra e spenta). Nei bambini una carnagione bluastra indica Vento del Fegato
  • l’incarnato nero (grigiastro): indica Freddo, dolore o malattia dei Reni.

 

Occhi

occhi

In medicina cinese gli occhi  riflettono lo stato di Shen e Jing.

Le diverse parti degli occhi sono, inoltre, collegate a diversi Organi. Gli angoli degli occhi sono collegati a Cuore, le palpebre superiori a Milza, quelle inferiori a stomaco. La sclera ai Polmoni, l’iride al Fegato, la pupilla ai Reni.

Il colore rosso indica Fuoco di Cuore (agli angoli), Calore del Polmone (rosso nella sclera), Vento-Calore o risalita del Fuoco epatico (tutto rosso, dolorante e gonfio).

Il colore giallo nella sclera indica Umidità-Calore

 

Naso

nasoIl naso riflette lo stato del Fegato mentre la sua punta lo stato della Milza. Una rinorrea acquosa indica Freddo, densa indica Calore

 

 

Orecchie

Le orecchie indicano sindrome da Freddo se sono di colore bianco.

I lobi sono importanti. Denotano un esaurimento di Qi renale se sono secchi, avvizziti e neri. La prognosi è buona in presenza di lobi lucidi e leggermente umidi, è cattiva se sono secchi e avvizziti.

 

Labbra e bocca

Le labbra e la bocca riflettono lo stato della Milza (la bocca, in particolare, Milza-stomaco). Labbra pallide riflettono Deficit del Sangue e Deficit dello Yang; troppo rosse e secche indicano Calore nella Milza e nello stomaco; violacee o bluastre indicano stasi di Sangue.

Una bocca tenuta costantemente socchiusa è segno di Deficit (soprattutto se respira attraverso la bocca in assenza di naso ostruito).

 

Denti e gengive

Denti e gengive sono rispettivamente sotto l’influenza di Reni e stomaco.

Gengive gonfie e doloranti indicano Calore nello stomaco. Se non c’è dolore  è segno di Calore da Deficit, se le gengive sono molto pallide c’è un deficit di Sangue.

I denti umidi indicano un buono stato dei Liquidi corporei e dei Reni, i denti secchi e grigiastri come le ossa indicano Calore-Vuoto dovuto ad un deficit dello Yin dei Reni.

 

Gola

La gola include faringe e tonsille. Dolore, arrossamento e gonfiore della gola sono indice di invasione di Vento-Calore esterno (caso acuto) o Fuoco nello stomaco (caso cronico).

Gola dolorante e secca ma non gonfia e rossa indica un deficit Yin di Polmone e/o Reni (Calore Vuoto).

Le tonsille gonfie indicano presenza di Umidità. Se non sono rosse indicano ritenzione di un patogeno residuo (p. es. nei bambini dopo ripetute infezioni acute del tratto respiratorio superiore).

Le tonsille gonfie e rosse indicano Calore o Calore tossico spesso nel Meridiano di stomaco e/o intestino crasso. Se il gonfiore e arrossamento delle tonsille è cronico (o recidivante) è indice di Calore cronico del Meridiano di stomaco e Intestino crasso (frequente nei bambini) o Calore Vuoto nel Meridiano del Polmone.


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I Ching. Un viaggio nei mutamenti

i Ching

I Ching – libro dei mutamenti – è una delle opere più importanti e antiche del pensiero cinese.

Usato a lungo a fini oracolari, I Ching è stato utilizzato anche indipendentemente da questa funzione in quanto esprime la filosofia che è alla base del pensiero cinese (in particolare di quella taoista).

Il pensiero di fondo è quello secondo il quale tutta la realtà è data da due principi fondamentali e complementari: lo Yin e lo Yang.

Dalla combinazione di questi due principi nasce ogni cosa, in una dimensione di continua trasformazione e continuo mutamento.

I Ching è, in tal senso, uno strumento per cogliere il flusso del mutamento, con l’obiettivo non di modificarne il corso, ma di adeguarsi a tale flusso nel modo migliore.

 

Obiettivi della consultazione dell’I Ching

Lo scopo della consultazione dell’I Ching non è “conoscere il futuro” ma, piuttosto, conoscere la predisposizione della situazione attuale, cogliere l’energia del momento rispetto ad un determinato quesito.

A differenza di altri oracoli occidentali che tengono ad essere rigidi e deterministici, l’I Ching offre un responso enigmatico ma al tempo stesso rivelatore.

Un responso sempre fluido, che disegna la situazione nel suo formarsi, mai fissa e rigida, ma addirittura spesso espressa nelle sue molteplici potenzialità.

Per interpretare il responso dell’I Ching occorre evitare pregiudizi per provare a cogliere le connessioni e gli elementi sottesi.

Lo psicanalista Carl Gustav Jung studiò con grande interesse l’I Ching entrando in connessione con il suo spirito misterioso e rivelatorio.

L’I Ching è per Jung non una raccolta di strane formule incomprensibili (giudizio a volte rintracciabile in occidente), ma uno strumento di contatto con qualcosa di ignoto che attende di manifestarsi all’uomo.

Scrive Jung:

l’I-Ching è come una parte della natura che aspetta di essere scoperta

L’I Ching ispirò molto Jung al quale si deve, del resto il concetto di sincronicità, fortemente connesso al pensiero cinese di “divenire fluido e connesso”.

i Ching

Causalità vs sincroncità 

La differenza di base tra approccio occidentale e approccio cinese rispetto agli eventi e agli accadimenti sta nel fatto che, mentre l’approccio occidentale interpreta gli accadimenti come casuali, l’approccio cinese è più propenso a cogliere gli aspetti “accidentali” sincronici.

La concezione sincronica dell’accadimento tipica della cultura cinese ha le sue radici millenarie nella cultura cinese stessa e nel concetto fondamentale dell’uno come parte del tutto.

Qui entra il concetto di flusso, di connessione universale che caratterizza ogni cosa, compresa la vita umana.

La causalità, in tal senso, è l’opposto della sincronicità.

Come scrive Jung, la coincidenza degli eventi nello spazio e nel tempo sono qualcosa di più del mero caso. Esiste in altri termini

una peculiare interdipendenza degli eventi oggettivi tra loro, come pure tra essi e le condizioni (psichiche) dell’osservatore

Possiamo dire che uno dei fattori che più disorientano gli uomini occidentali di fronte alla consultazione degli I Ching deriva proprio da questa mentalità profondamente diversa rispetto alla mentalità cinese.

Come imparare a interpretare correttamente il libro dei mutamenti

Il libro dei mutamenti affonda le sue radici nell’irrazionalità e per questo è difficilmente accettato nell’occidente scientifico. In quanto irrazionale mal si adatta ad uno schema precostituito.

Se ci si libera dei pregiudizi, tuttavia, è possibile sperimentare una connessione con una tradizione antica di migliaia di anni e con un sistema di interpretazione simbolica che può aggiungere stupore  e ispirazione su alcuni aspetti della propria vita.

In tal senso, l’I Ching può rappresentare uno strumento utile ai fini della propria evoluzione personale.

 

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I Ching con Shantena A.Sabbadini

 

Per approfondire l’uso dell’I Ching:

I Ching: cos’è e come si legge per ottenere le risposte

 

Superlavoro come causa di malattia

superlavoro

Il superlavoro è ormai riconosciuto come possibile causa di malattia, in quanto in grado di attivare una condizione di stress estremamente dannosa per l’organismo.

Quando si parla di superlavoro, si parla in particolare di distress, ovvero uno stress prolungato, intenso e costante, che comporta un disagio e una sofferenza psico-fisica.

Il distress si distingue dall’eustress che, invece, consiste in un’attivazione fisiologica e positiva nell’organismo sottoposto a stimolo al fine di aumentare concentrazione e attenzione per conseguire un obiettivo.

superlavoro Il distress sottopone il corpo e la mente di chi lo vive ad una tensione progressiva che porta ad un vero e proprio “collasso” fisico ed emotivo (“burnout”).

Che cos’è il superlavoro?

Per superlavoro intendiamo un lavoro fisico ma anche mentale che si protrae molte ore ogni giorno senza consentire un riposo adeguato.

Nella nostra società, molte persone “superlavorano” senza rendersene conto oppure ritenendo la cosa del tutto normale.

E’ ritenuto normale per esempio: uscire alle 7 di casa, spostarsi anche per un’ora prima di raggiungere il luogo di lavoro, lavorare tutto il giorno fermandosi appena per il pranzo (a volte consumato alla scrivania) per poi tornare a casa la sera dopo un’altra ora di viaggio.

Tutto questo può, inoltre, essere accompagnato dal peso di responsabilità a volte anche importanti che non si riescono a lasciare al lavoro e che “annodano” il Qi.

Al rientro a casa poi non si finisce… Si può trovare una famiglia accogliente (condizione sempre più rara visto che spesso tutti i componenti adulti del nucleo ormai sono lavoratori) oppure, più spesso, una casa da riordinare e una cena da organizzare in pochi minuti per sfamarsi (ma non sempre “nutrirsi”), generalmente senza poter guardare troppo alla qualità e ai principi nutritivi.

Il superlavoro e lo stile di vita

Il superlavoro, oltre ad impegnare la persona per la gran parte della giornata, condiziona fortemente anche lo stile di vita della persona stessa.

E’ molto comune, per esempio che, in condizioni di superlavoro, l’alimentazione sia poco curata e poco regolare.

In condizioni di superlavoro, infatti, tutto ruota attorno al concetto di produttività, anche a scapito di aspetti vitali come, appunto, il nutrimento.

Questo almeno finché non si presentano problemi importanti che richiamano l’attenzione della persona sul proprio stile di vita.

Sono assenti o quasi occasioni di svago e di condivisione sociale completamente esterni all’attività all’interno della quale si “superlavora”.

Rare anche le occasioni di attività fisica regolare, anche perché nel superlavoro il concetto di “non avere tempo” per altro che per il lavoro è imperante.

 

Superlavoro come causa di malattia

Quando una routine come quella descritta sopra si protrae a lungo, ripetuta ogni giorno per anni, si possono creare gravi squilibri nel nostro organismo.

Alcuni di questi squilibri derivano dalle scelte stesse che si fanno in questa routine.

Per esempio la scelta dei cibi spesso sbilanciata verso cibi troppo freddi (cibi crudi, bibite fredde…), insufficienti, troppo grassi (latticini, fritti…) o, comunque, cibi da cui Milza fatica troppo ad estrarre sostanze (pizza, panini…).

superlavoro

Al di là della natura dei cibi, c’è poi l’abitudine alimentare, ovvero in che modo si consuma il pasto.

Nel superlavoro si privilegia il mangiare velocemente, a volte in piedi o mentre si cammina o mentre si lavora. Sono frequenti i pranzi d’affari (lesivi per il Qi di Milza già impegnato nella trasformazione delle essenze), i pasti fuori orario (tra cui in particolare la cena molto tardi la sera).

 

I danni del superlavoro secondo la medicina cinese

Il superlavoro è una delle cause di malattia più importanti nella nostra società occidentale.

In chiave energetica cinese, il superlavoro causa abitualmente deficit di Yin. In particolare un deficit di Yin di Rene, a cui  si aggiunge, molto rapidamente,  il deficit Yin di Fegato in considerazione della stretta connessione tra gli Zang Rene e Fegato.

Questo può condurre a manifestazioni di disagio anche importanti come disturbi del sonno, irrequietezza mentale, vertigini, acufeni, sete intensa soprattutto serale, occhi secchi, intorpidimento degli arti, sudorazione notturna…

superlavoro

Il disordine alimentare favorisce poi uno squilibrio al livello dello stomaco, danneggiando anche il suo  Yin.

Questo quadro compromette pesantemente la condizione energetica generale del soggetto e crea delle premesse molto difficili per il benessere.

L’obiettivo della medicina cinese è nel riequilibrare l’energia messa a dura prova dal superlavoro grazie a tecniche di stimolazione riflessa con agopuntura e tuina ma anche grazie a ginnastica energetica – qi gong, alimentazione energetica e fitoterapia.

Tutto ciò accompagnato da un lavoro di sensibilizzazione atto a rendere l’individuo consapevole del suo vissuto, dei limiti e delle esigenze di cambiamento in vista di un reale e stabile benessere.

Mani calde, mani fredde, mani sudate… il punto di vista della medicina cinese

L’osservazione delle mani ha sempre avuto un ruolo importante nel processo di valutazione energetica ed è menzionata in molti classici della medicina cinese.

In questo articolo presentiamo un breve excursus su quelle che sono le diverse manifestazioni a livello delle mani a livello di colore, temperatura, forma e altro ancora.

Ti sarà probabilmente capitato di incontrare persone che hanno costantemente le mani fredde o calde, oppure sudate.

Questo non è un caso o un dettaglio di nessun conto.

Questo, dal punto di vista della medicina cinese, è un vero e proprio indizio che può essere utile per definire il quadro energetico della persona.

L’elenco delle manifestazioni che segue non è esaustivo, né è esaustiva l’interpretazione delle diverse manifestazioni in termini di disarmonia.

In medicina cinese, del resto, la valutazione energetica non può basarsi su un sintomo o manifestazione ma deve essere supportata da un’osservazione più ampia, anche mediante tecniche tradizionali come la palpazione dei polsi e l’osservazione della lingua.

Con tutti i suoi limiti, mi auguro che questa descrizione potrà comunque essere di utilità agli operatori come punto di partenza per approfondire.

Potrà, spero, essere utile anche a quanti si avvicinano alla medicina cinese con curiosità e volontà di apprendere nuovi sistemi di osservazione.

 

Mani calde

Le mani calde possono essere manifestazione di sindrome esterna (aggressione di un patogeno esterno) o interna.

Nelle sindromi esterne si è in presenza di una condizione acuta in cui la persona avverte avversione al freddo ed una sensazione di calore al dorso delle mani (stadi iniziali di aggressione di Vento).

Nelle sindromi interne il calore alle mani può riguardare soprattutto il palmo (Calore Vuoto ) o la mano nel complesso (Calore Pieno).

Mani fredde

Le mani fredde sono frequentemente indicatore di deficit di Yang (generalmente di Milza), deficit di Sangue (spesso deficit di Sangue di Cuore, con associate palpitazioni o capogiri) o stasi di Qi (prevalentemente stasi del Qi epatico).

Mani pallide

Le mani pallide possono indicare un deficit di Yang o un deficit di Sangue. Tendenzialmente il deficit di Yang si ascrive al Cuore o al Polmone mentre il deficit di Sangue riguarda il Cuore o il Fegato

Mani rosse

Il palmo delle mani rosso rimanda in genere a quadri di Calore Vuoto (Deficit) mentre il dorso delle mani rosso più frequentemente rimanda a quadri di Calore Pieno (Eccesso)

 

Tremore delle mani

Il tremore in medicina cinese viene interpretato come segno di Vento interno. Questo Vento può essere da Eccesso o da Deficit ed è comunque sempre in connessione con l’energia del Fegato.

Il Vento da Deficit si manifesta di solito con un tremore moderato ed è generalmente connesso ad un deficit di Sangue o Deficit di Yin.

Un Vento interno può manifestarsi in modo inatteso e imprevisto a seguito di uno shock o uno spavento.

Dita gonfie

Le dita gonfie sono generalmente il risultato di una sindrome ostruttuva dolorosa da umidità (sindrome Bi da Umidità) da differenziare tra Freddo-Umidità, Vento-Umidità o Umidità-Calore.

Altri fattori che possono determinare il gonfiore delle dita sono la stasi di Sangue o l’edema, da attribuire generalmente ad un deficit di Yang di Polmone e Milza.

Mani sudate

Il palmo delle mani sudato si connette a condizioni di Deficit di Qi o di Yin oppure, al contrario, di Calore da Eccesso, in entrambi i casi a carico del Cuore e del Polmone.

Mani secche, che si spellano

Il palmo delle mani secco, che tende a spellarsi e a fissurarsi è di solito connesso a quadri di Deficit di Sangue (di Fegato e/o Cuore).

La secchezza che si protrae a lungo o che è molto intensa conduce spesso ad episodi di Vento che si manifesta sulla pelle con prurito.

 


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Sonnolenza dopo i pasti e non solo. La medicina cinese la spiega in termini energetici

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Assopirsi più volte durante il giorno, sentire il bisogno di sdraiarsi e di riposare ad occhi chiusi, addormentarsi nei momenti di attesa durante il giorno (per esempio in treno o in autobus…).

Tutto questo è esperienza comune di molte persone e può essere ritenuto una cosa “normale”.

Ma è proprio così?

 

Lo stile di vita

Nel mio lavoro di operatore tuina mi capita spesso di ricevere persone che lamentano, tra le altre cose, stanchezza e sonnolenza.

Le mie domande, come sempre, vanno prima di tutto nella direzione di conoscere le persone che si rivolgono a me; il loro stile di vita e le loro abitudini.

Quando chiedo a queste persone di raccontarmi la loro giornata tipo ottengo spesso il racconto di giornate estenuanti, piene di cose da fare dalle prime ore del mattino fino alla sera.

Giornate in cui si alternano lavoro, incarichi domestici e familiari, cura dei figli e della casa, vita sociale… spostamenti stressanti in città con traffico o, peggio, con spostamenti da pendolare. Il tutto spesso all’interno di un vissuto emozionale di stress, frustrazione, preoccupazione, paura, rabbia.

La cosa che mi stupisce ogni volta non è che si possa condurre inconsapevolmente una vita così serrata (è un errore comune forse a tutti in alcune fasi della propria vita).

Quello che mi stupisce è il fatto che non si riesca a riconoscere a questo stile di vita una delle cause principali della propria stanchezza.

sonnolenza in medicina cinese

Secondo la medicina cinese la nostra energia è in parte innata, in parte acquisita. Questo secondo tipo di energia va alimentato quotidianamente tramite il nostro stile di vita (includendo in questo l’alimentazione, il respiro e il vissuto emozionale a 360 gradi).

E’ evidente, quindi, come il modo in cui ci sentiamo sia in relazione a questo. Non è sufficiente, in sostanza, essere “in salute” secondo i principi della medicina occidentale. Non avere malattie non significa, infatti, essere in equilibrio energeticamente ed essere in una condizione di reale benessere.

Per approfondire il discorso energia innata e acquisita leggi il mio libro “L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano

 

Tipi di sonnolenza

Parlare di sonnolenza può significare riferirsi a diverse condizioni. C’è l’assopirsi ogni volta che se ne ha la possibilità oppure anche l’assopirsi dopo i pasti.

Può rientrare nella sonnolenza anche l’aver bisogno di molte ore di sonno, oltre le 7-8 ore di sonno indicate come “normali” in età adulta.

 

I principali quadri energetici connessi alla sonnolenza

Ognuna di queste condizioni può indicare uno squilibrio energetico diverso.

Fermo restando che è fondamentale fare una valutazione energetica individuale per individuare il quadro energetico corrispondente, possiamo genericamente indicare come quadri tipici della sonnolenza sia quadri di deficit (vuoto) che quadri di eccesso (pieno).

In particolare:

  • condizioni di deficit come deficit di Qi e/o deficit di Yang)
  • condizioni di eccesso come presenza di Umidità e/o Flegma

Non escluso (anzi, piuttosto frequente) un quadro combinato di deficit (di Milza e/o Rene) ed eccesso (Umidità generata dal deficit stesso).

sonnolenza in medicina cinese

Quadri e manifestazioni prevalenti

Le manifestazioni associate ai diversi quadri saranno diverse:

  • in presenza di deficit di Qi di Milza si manifesteranno senso di stanchezza diffuso, apatia, appetito scarso, debolezza degli arti, distensione addominale dopo i pasti, incarnato pallido…
  • in presenza di deficit di Yang di Milza potremo avere soprattutto una sonnolenza dopo i pasti, feci molli, sensazione di freddo (arti freddi), tendenza ad ingrassare nonostante lo scarso appetito
  • in presenza di deficit di Yang di Rene le manifestazioni si fanno più importanti come memoria scarsa, lombalgia e dolore/freddo/debolezza alle ginocchia, poliuria chiara
  • in presenza di Umidità interna (anche variamente associata ai quadri di deficit) potrà esserci confusione mentale, sensazione di pesantezza e oppressione toracica, distensione addominale, tendenza ad ingrassare, bocca impastata, assenza di sete, sensazione di pesantezza agli arti

Per ciascuno di questi quadri, la medicina cinese prevede di intervenire in modo mirato e personalizzato.

Successivamente ad una valutazione energetica eseguita secondo le tecniche tradizionali della medicina cinese, è possibile mettere a punto un piano di trattamento (tuina o di agopuntura) coerentemente integrato con suggerimenti di alimentazione energetica e, possibilmente, con un adeguamento rispetto a quello che è il proprio stile di vita generale.

La condizione energetica del momento, infatti, non è che il risultato ultimo di una serie di azioni e di scelte attuate negli anni dalla persona.

Il malessere e la stanchezza sono il segnale che il nostro organismo ci da rispetto al suo disagio. E’ una richiesta di aiuto.

Il cambiamento e la trasformazione del proprio stile di vita in modo coerente rispetto alle effettive esigenze del presente è una necessità che non può essere ignorata.

Questo cambiamento rende l’intervento di riequilibrio attuato mediante le tecniche della medicina cinese realmente efficace nel lungo periodo e trasforma la difficoltà in opportunità di benessere per il fututro.

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Laura Vanni, “L’energia vitale. Le sue espressioni e le sue trasformazioni. I consigli della medicina cinese per il tuo benessere quotidiano”

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