Tensione muscolare cronica al collo

images

Abbiamo già visto in un post precedente come il collo rappresenti una zona corporea di vitale importanza e possa, in un certo senso, “incarnare” nella nostra cultura soprattutto messaggi connessi all’emergenza e all’esercizio di potere e autorità.

Il collo nell’immaginario popolare

L’analisi dei modi di dire, infatti, riconduce a due dimensioni principali che sono (in ordine di importanza/frequenza):

  1. Collo come zona di emergenza, distretto corporeo per lo più connesso ad una condizione di allarme, difficoltà ed urgenza: essere nei guai fino al colloavere il cappio al colloessere immersi fino al colloavere il fiato sul collorompersi l’osso del collo, a rotta di collo, obtorto collo
  2. Collo come zona di espressione dell’autorità, distretto per esercitare la proprio potere sugli altri: tirare il colloprendere per il collo

Mi è stato possibile individuare solamente una dimensione riferibile alla dimensione più “positiva” del  perdono, della resa e dell’accoglienza con il modo di dire gettarsi al collo.

In questo articolo esploriamo, a questo punto, il discorso da un punto di vista energetico e, di corollario, esploriamo anche la lettura simbolica della psicologia psicosomatica con riferimento proprio alle difficoltà motorie e di contrattura muscolare cronica in questa zona.

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo costituisce un’importante connessione tra gli Organi Zang e gli orifizi a loro corrispondenti, ovvero: tra la bocca e lo stomaco, le orecchie e i Reni, il naso e il Polmone, l’occhio e il Fegato.

Quest’area è una vera e propria “cerniera” (“cerniera cervicale“), ristretto punto di passaggio  tra il corpo e la testa, luogo di raccordo tra il cervello (“Mare del midollo”) e midollo spinale.

Da un punto di vista meridianico, il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali e dai due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri: il Ren Mai e Du Mai (quest’ultimo di particolare importanza anche per aspetti inerenti la “struttura” e la postura, in quanto localizzato a livello della colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza, vertebre cervicali incluse).

La tensione muscolare cronica nell’area  del collo ed il movimento ridotto che ne deriva riducono fortemente il flusso di energia tra il corpo e la testa.

Il collo e le emozioni

Ciò ha effetti non solo su aspetti per così dire “fisici”, ma anche su aspetti connessi alle emozioni, considerate anch’esse –  dalla medicina cinese – “movimenti di Qi”.

Lungo il collo transita l’energia che ascende dal ventre e dal petto. Il passaggio dal ventre o dal petto attraverso il collo in direzione della testa è considerato dal punto di vista energetico anche un passaggio di “elaborazione” e “trasformazione”: le emozioni (che la medicina cinese attribuisce agli organi e ai visceri, ciascuno per propria competenza, vedi tabella successiva) diventano consapevoli e si manifestano con il pensiero o la parola.

In tal senso, le tensioni muscolari a livello del collo possono bloccare queste emozioni nel loro percorso verso l’alto, generando uno stato di allarme. In altri contesti energetici, questo concetto lo leggiamo anche in Lowen quando scrive “una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione” (Bioenergetica).

Da questo blocco può nascere, oltre a rigidità muscolare, anche cefalea tensiva e dolori muscolari. L’obiettivo inconsapevole ed incontrollabile è quello di inibire gli stimoli che salgono dal basso: non lascio che le mie emozioni più profonde arrivino alla testa diventando consapevoli e richiedendo, a quel punto, un’azione coerente con esse (cambiamento). Per far ciò, oltre a bloccare l’energia che ascende, si troveranno altre soluzioni: l’agire non sarà il prodotto del sentire (emozione) ma sarà il prodotto della “testa” senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri organi (agire razionale, agire morale) (Giacconi).

Organi Zang ed emozioni associate secondo la medicina cinese

Organo Zang

Emozione

Fegato

Rabbia

Cuore

Gioia

Milza

Preoccupazione

Polmone

Tristezza

Rene

Paura

Il collo nella psicosomatica

Passiamo ora ad esplorare la dimensione psicosomatica del fenomeno ed, infine, ad ipotizzare modalità di lavoro per ridurre almeno in parte il fastidio che in alcuni casi può diventare invalidante.

La connessione tra emozioni e contrattura muscolare cronica è ormai assodata in ambito psicologico. Dal punto di vista neurovegetativo è, infatti, ormai noto che determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa tensione si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è particolarmente interessata da questo meccanismo, con manifestazioni che si concentrano soprattutto alla base del cranio e che a volte possono formare “un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio” (Lowen).

In psicosomatica il collo assume il senso di colpa e l’autorecriminazione, la negazione, la testardaggine, la scarsa flessibilità.

A livello simbolico, l’attività della cerniera cervicale permette i movimenti di rotazione della testa e si connette per questo alla possibilità di esplorare e conoscere il mondo, guardare più aspetti e prospettive di una determinata situazione, orientarsi, anche grazie la percezione consentita da sensi collocati proprio a livello della testa (percezione di suoni, immagini, odori).  Rappresenta anche, in secondo luogo, la capacità di esprimere umiltà, chinando il capo o anche – in un’accezione dai risvolti più problematici – l’atto di sottomettersi (Rainville).

In tal senso, i problemi al tratto cervicale sono associati da alcuni autori ad una condizione in cui la persona rifiuta di vedere le cose da diverse prospettive (ruotare la testa consente del resto di osservare il mondo, spaziando a 180 gradi) oppure situazioni di umiliazione e sconfitta.

Indipendentemente dalla causa, da un punto di vista strettamente meccanico queste tensioni muscolari – se protratte nel tempo – si cronicizzano rendendo il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

Nel tempo, queste stesse tensioni croniche – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali molto importanti come la rettilineizzazione del rachide cervicale, con la riduzione o la perdita della normale lordosi di questo tratto della colonna vertebrale, fino ad arrivare a vere e proprie discopatie (Bagnoli, Squaiella).

La medicina cinese può aiutare

Il massaggio può essere di grande aiuto per portare consapevolezza sulle aree di tensione e “sciogliere” i nodi più importanti. Nel mio lavoro di operatore Tuina riscontro frequentemente tensioni nella zona cervicale, oggettiva manifestazione di un ristagno di Qi e Sangue. I Meridiani maggiormente interessati dal trattamento sono generalmente quelli di vescica urinaria e vescica biliare, con estensione ai Meridiani Yang del braccio (grosso e piccolo intestino, sanjiao).

Se è vero che un trattamento da parte di un operatore professionale è fondamentale, molto possiamo comunque fare anche in auto trattamento.

Di grande utilità può essere, infatti, la stimolazione di precise aree e punti identificabili nei punti di agopuntura (agopunti) così come, anche, di grande utilità è la pratica di esercizi di ginnastica energetica finalizzati a favorire il rilassamento muscolare e – nel tempo – lo sblocco della cerniera cervicale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *