Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente

meditazione

Nel podcast di oggi propongo una piccola sessione di meditazione. Pochi minuti dedicati al rilassamento e alla presenza che ho chiamato “non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

La posizione per questa breve meditazione è in piedi, in posizione base così come descritta nel mio precedente articolo “La posizione base nel Qi gong“. Si tratta di una posizione fondamentale nel Qi gong che favorisce rilassamento, equilibrio e allineamento del corpo.

In questo podcast troverai una pratica molto semplice eppure molto utile per il tuo benessere, favorendo la tua presenza consapevole.

Puoi iniziare praticando questo esercizio almeno una volta ogni giorno, semplicemente ascoltando il file mp3 dal tuo cellulare, riservando nella giornata 5 minuti di tempo per te.

Puoi ascoltare il file direttamente qui, dal mio sito, oppure connetterti con il mio Canale Podcast, dal quale puoi anche scaricare il file mp3

Ascolta qui per la tua pratica di meditazione (durata 5 minuti e 57 secondi):

 

Ricorda di iscriverti al mio Canale Podcast per essere sempre aggiornato

Non c’è nulla che devi fare ora, solo sentire il momento presente“.

Sono in piedi, i piedi paralleli, distanti quanto la larghezza delle mie spalle.

Il peso del mio corpo è sui miei piedi, su entrambi i piedi e su tutta la pianta del piede.

Sento il pavimento o anche la scarpa, se la indosso. Muovo leggermente le dita dei piedi, aderisco al terreno.

Le ginocchia sono sbloccate, leggermente flesse, l’inguine è rilassato, tutte le articolazioni sono rilassate, la schiena è ben allungata e distesa, in modo morbido e flessibile, verso l’alto.

Dal centro della testa un filo mi tira delicatamente verso l’alto, verso il cielo.

Dalla punta del coccige un filo mi tira delicatamente verso il basso, verso la terra.

E la mia schiena si distende, le vertebre si distanziano dolcemente.

Le vertebre cervicali sono allineate alla colonna.

Guardo avanti a me, come verso un orizzonte lontano. Guardo nella direzione di un punto che è come la proiezione del mio naso, verso il centro… all’orizzonte, in linea con l’asse centrale del mio corpo.

Da qui chiudo gli occhi.

La fronte è rilassata, la mascella è morbida, senza alcuna tensione.

La bocca è chiusa ma non serrata.

La lingua è appoggiata sul palato, con la punta appoggiata subito dietro ai denti.

Il collo è disteso, rilassato.

Le spalle sono abbassate

Le braccia sono libere di cadere verso il basso, come appese alle spalle.

Il palmo della mano è appoggiato sulla coscia, sul lato esterno della coscia

Morbidamente, le braccia non sono trattenute dai muscoli.

Non c’è nulla che le mie braccia debbano fare ora, possono stare giù, abbandonate, libere, senza alcuna tensione muscolare.

Respiro

In modo naturale, senza forzatura, senza giudizio.

Dove va il mio respiro?

Lascio che segua la sua via, il suo percorso, senza forzare, senza giudicare.

Lascio che il respiro vada dove è naturale per lui andare. Ora.

Ad ogni inspirazione acquisisco nuova energia.

Ad ogni espirazione allontano una tensione, un fastidio, un pensiero.

Non c’è nulla che devo fare ora, nulla a cui devo pensare.

Solo sentire il momento presente.

 

Leggi anche l’articolo: “Posizione base nel Qi gong. Principi di teoria e di pratica


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’abstract nella pagina “risorse” di questo sito

 

 

Introduzione allo Zhan Zhuang

Zhan Zhuang

Quando ho iniziato a praticare qi gong e taijiquan, circa sedici anni fa, ho sperimentato per la prima volta anche la pratica dello Zhan Zhaung.

Lo Zhan Zhuang (letteralmente “stare eretti come un palo”) rientra tra le pratiche cinesi di nutrimento della vita.

Per quanto consista, di fatto, in un esercizio statico, Zhan Zhuang muove in modo significativo la nostra energia.

Per questo viene impiegato fin dall’antichità per armonizzare corpo e mente, tonificare l’energia vitale e rafforzare l’intero organismo, anche ai fini della pratica marziale.

5 criteri di base dello Zhan Zhuang

Lo Zhan Zhuang consiste nello stare in piedi mantenendo una posizione rilassata, statica, di quiete e rilassamento.

Per una buona pratica Zhan Zhuang è indispensabile rispettare alcune regole fondamentali.

Possiamo riassumere queste regole nei seguenti 5 criteri di base:

  1. mantenere il corpo rilassato
  2. controllare la postura
  3. controllare la respirazione
  4. mantenere presenza mentale e concentrazione
  5. essere in una condizione di quiete interiore

Il rispetto di questi criteri nella pratica è di prioritaria importanza e crea molte connessioni, infatti:

  • il rilassamento aiuta a pervenire ad una postura corretta
  • la postura e il rilassamento favoriscono una respirazione profonda e completa
  • rilassamento e respirazione completa e profonda consentono al praticante di vivere il qui e ora nella pratica, esercitando la sua presenza mentale e la sua concentrazione, in una condizione di quiete interiore (quest’ultima ricercata fin dall’inizio, favorendo il rilassamento stesso).

Zhan Zhuang. La tecnica di base

Esistono diversi esercizi di Zhan Zhuang che abbinano alla posizione di base posizioni delle braccia in relazione ai tre dantien:

  • posizione delle mani bassa (tre dita trasverse sotto l’ombelico – dantian inferiore)
  • posizione delle mani media (davanti al centro del torace – dantian medio)
  • posizione delle mani alta (davanti alla zona degli occhi, tra le sopracciglia – dantian superiore)

Ognuna di queste posizioni ha azioni mirate sui tre dantian ed ha azione sulla circolazione del Qi e il Sangue.

In tutti gli esercizi, le braccia – indipendentemente dalla loro posizione (alta media o bassa) – devono mantenere una rotondità e una morbidezza favorita anche dal rilassamento muscolare.

Questa è una premessa indispensabile per garantire la corretta circolazione di energia e sangue.

Spalle, gomiti, polsi, braccia nella loro interezza devono restare rilassati ma non “molli” e cadenti.

La sensazione durante la pratica dovrà essere quella di stabilità, solidità e radicamento, pur restando il corpo morbido e flessibile.

La tecnica di base dello Zhan Zhuang prevede la posizione di base di cui abbiamo già parlato in un precedente articolo.

In estrema sintesi, nella tecnica di base dello Zhan Zhuang mi porrò in piedi seguendo queste indicazioni:

  • piedi paralleli, distanziati tra loro quanto la larghezza delle nostre spalle
  • spalle abbassate
  • braccia abbandonate lungo i fianchi
  • immaginare che un filo esca dall’apice della testa e ci tiri verso l’alto, come fossimo appesi al cielo. Ci sentiamo allungare le vertebre cervicali e tutte le vertebre della schiena. Le vertebre si distanziano tra loro, si allungano in modo morbido e rilassato.
  • mentre restiamo appesi a questo filo immaginario avremo progressivamente una sensazione di pesantezza. Il peso si scaricherà completamente a terra e i muscoli non opporranno resistenza alla forza di gravità, pur mantenendoci eretti e stabili nella posizione. Contemporaneamente, continuerò a percepire la sensazione di allungamento dal filo immaginario che esce dall’apice della testa
  • respirazione naturale che porta attenzione al dantien inferiore (area CV6 Qihai)
  • respirazione attraverso il naso. Il respiro è silenzioso e regolare. Progressivamente, durante la pratica, può divenire più lento. L’addome si espande dolcemente ad ogni inspirazione e si svuota ad ogni espirazione, come se i polmoni fossero collocati nell’addome.
  • ginocchia rilassate leggermente flesse
  • peso equidistribuito sui piedi, portando l’attenzione al punto KI1 Yonquan posto sotto la pianta del piede
  • bocca chiusa ma non serrata
  • viso rilassato e disteso
  • punta della lingua appoggiata sul palato, subito dietro ai denti in modo da chiudere il collegamento tra i Meridiani Straordinari Renmai e Dumai
  • se si forma saliva durante la pratica lasciare che questa si accumuli in bocca. Quando è abbondante inviarla in piccole porzioni seguendo il suo percorso fino all’addome

La nostra posizione è eretta, distesa, rilassata.

Come un albero ci allunghiamo verso il cielo ed affondiamo le radici nella terra, radicandoci.

Si manterrà la posizione prestando attenzione alle sensazioni inviate dal corpo. tensioni, dolori… Respirare e rilassare, sperimentando il peso del corpo e la propria consapevolezza nel momento presente.

Questa posizione può essere mantenuta per pochi minuti (soprattutto nelle prime pratiche) fino a mezzora e più.

Una volta esercitato lo Zhan Zhuang in questa posizione base saremo pronti per assumere le posizioni con le braccia ponendo i palmi in corrispondenza dei dantien.

Zhan Zhuang. Effetti della pratica e sensazioni

La tecnica di esecuzione dello Zhan Zhuang consente di sviluppare il senso della verticalità, la capacità di allineamento del corpo, la flessibilità e il rilassamento.

Allo stesso tempo, consente il rafforzamento della struttura fisica nel complesso.

Grazie a questa pratica, il Qi scorre in modo fluido, migliora la connessione di tutto il nostro corpo, non solo l’alto e il basso ma nel complesso (uomo come uno).

Si favorisce, inoltre, il senso di radicamento.

Nella pratica avanzata si ha chiara la percezione di essere ben radicati a terra, come se dai piedi uscissero radici (uomo come albero) che affondano nella terra, sempre più in profondità.

Questo aiuta a sentirsi stabili (fisicamente ed emotivamente), sicuri, tutt’uno con la terra, parte del tutto.

Anche se queste sono le sensazioni della pratica, di fatto le prime esperienze di pratica Zhan Zhuang si concludono generalmente con stanchezza e tensione muscolare.

Si possono, inoltre, facilmente verificare indolenzimenti, tremori, formicolii.

Questo è assolutamente normale e l’unico modo per migliorare è continuare a praticare.

Sarà necessario aumentare la concentrazione, migliorare la respirazione, usare respiro ed intenzione per rilassare zone circoscritte del corpo, acquisire consapevolezza circa la propria posizione di base…

Tutto questo sarà determinante per migliorare la propria postura nella pratica, diminuire la tensione e aumentare i benefici.

Il disagio avvertito nelle prime sessioni di pratica va considerato come uno stimolo ad aumentare il nostro impegno sul “sentire” e “aggiustare” la nostra posizione, concentrare l’attenzione sulla postura e sul respiro, migliorare la propria capacità di “ascolto”.

In questo esercizio vi è tutta l’essenza del qi gong: una tecnica psico-corporea per l’incremento del potenziale energetico del praticante con tecniche anche apparentemente semplici.

Zhan Zhuang: prima di tutto calmare la mente 

Al di là degli aspetti tecnici della posizione, nello Zhan Zhuang come nel qi gong in generale, è necessario, prima di tutto, calmare la mente.

La prima attenzione deve essere posta al “fare vuoto” nella propria mente, allontanare i pensieri e le preoccupazioni concentrandosi sul momento presente.

qi gong

Questo può essere difficile da realizzare e i pensieri tenderanno a presentarsi già dopo i primi istanti di pratica.

L’allenamento della mente è un aspetto costitutivo del qi gong ed ha elementi di difficoltà almeno tanto quanto l’allenamento del corpo.

Da questo costante “doppio allenamento” corpo-mente deriva la magia della pratica del qi gong. La magia si realizza quando si arriva a percepire chiaramente che l’allenamento non è “doppio” ma corpo e mente sono la stessa cosa.

© Laura Vanni 2018


Laura Vanni è istruttore di qi gong e taijiquan presso la Hung Sing Martial Arts Kung fu Academy. Dal 2003 segue gli insegnamenti di Tai Sifu Simona Fruscoloni, discepola  del Granmaestro Doc Fai Wong, a sua volta discepolo del Ggm Hu Yuen Chou, discepolo closedoor di Yang Cheng Fu. 
All’interno della Hung Sing Martial Arts è possibile apprendere il taijiquan  tradizionale della famiglia Yang completandone l’intero sistema e con esso i vari metodi di Qi gong che rendono il programma studi uno dei più vasti e completi a livello europeo.


Laura Vanni, “Meditazione degli Organi. Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese“, 2018

qi gong meditazione

Disponibile in formato ebook e cartaceo.
Vai ai contenuti del libro



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Posizione di base nel Qi gong. Principi di teoria e di pratica

qi gong posizione base

Il qi gong è un’antica pratica cinese per la coltivazione dell’energia vitale ed è una delle cinque tecniche della medicina cinese, assieme ad agopuntura, tuina, alimentazione energetica (dietetica cinese) e fitoterapia.

Il qi gong agisce coinvolgendo il sistema corpo-mente, favorendo nella persona la capacità di percepire la sua ”unità”.

Attraverso esercizi sia statici che dinamici, nel qi gong si “lavora sul Qi” (da cui il nome della disciplina), favorendo la circolazione energetica nei Meridiani, promuovendo la tonificazione di preziose sostanze (Qi, Sangue, Liquidi organici) e il rafforzamento generale dell’organismo.

Un’ampia parte della pratica, nel qi gong, è, infine, finalizzata a stimolare l’intenzione del praticante per indirizzare il Qi lungo i Meridiani o in alcune aree energetiche del corpo, percependone gli effetti.

In quest’articolo approfondiremo alcuni aspetti tecnici relativi alla cosiddetta posizione di base del qi gong tenendo conto che il suo allenamento è davvero di prioritaria importanza ed è una delle prime cose con cui il praticante di qi gong deve necessariamente misurarsi.

Posizione di base nel qi gong. A cosa serve?

Molti esercizi di qi gong si eseguono (oppure prendono avvio) in una posizione definita posizione di base utile per favorire equilibrio, rilassamento e corretto allineamento del corpo.

posizione di base qi gong
GM Doc Fai Wong

La posizione di base adottata nella pratica del qi gong consente il fluire armonico dell’energia (Qi) e del Sangue (Xue), senza blocchi e ostacoli causati dalla rigidità o dal mancato allineamento posturale.

Se il corpo è rigido e non allineato, infatti, la circolazione energetica è limitata ed è limitato anche il respiro stesso, aspetto anche questo fondamentale della pratica del qi gong.

La posizione di base è un vero e proprio esercizio da praticare quotidianamente in ogni circostanza, così da migliorare progressivamente anche la pratica (e i benefici) del qi gong stesso.

Questa postura si apprende inizialmente con fatica. E’ necessaria, infatti, pratica, pazienza e il supporto tecnico di un insegnante di qi gong qualificato per acquisire il corretto allineamento.

Per raggiungere una corretta posizione di base è indispensabile concentrarsi sulla propria postura e sulla propria capacità di “sentire” il corpo nello spazio.

A volte è necessario “scardinare” schemi corporei inadeguati (e spesso causa di dolori cronici nel corpo) e questo richiede del tempo perché richiede una “riprogrammazione” vera e propria da parte del nostro corpo-mente.

Grazie all’allenamento della posizione di base si rafforza la nostra struttura, si libera la circolazione di Qi e Sangue, si riduce il peso sulle articolazioni e si migliora la nostra capacità di sentirci “radicati” a terra.

Uno degli esercizi di qi gong più noti e praticati nella posizione di base prende il nome di Zhan Zhaung (ovvero “stare eretti come un palo”) a cui abbiamo dedicato un altro articolo in questo blog.

Esercizio dello specchio. Un metodo moderno di perfezionamento individuale

La pratica del qi gong non richiede la presenza di uno specchio e, anzi, viene generalmente sconsigliata di fronte ad uno specchio per motivi di carattere energetico.

Ciononostante, lo specchio può essere impiegato come moderno mezzo di apprendimento e perfezionamento finalizzato all’autocorrezione da parte del praticante più evoluto.

La pratica del qi gong richiede la presenza costante di un insegnante che possa indicare le tecniche e osservare la nostra applicazione correggendola di volta in volta.

Nella pratica individuale, l’uso di uno specchio (o anche di una telecamera per i più evoluti tecnologicamente) aiuta ad osservare le imperfezioni della propria postura e a prenderne consapevolezza.

Con questi obiettivi di apprendimento può essere utile praticare  l’esercizio dello specchio.

Non è certo un esercizio tradizionale,  ma  lo consiglio come esperienza agli allievi più volenterosi per allenare la posizione base e acquisire sensibilità.

L’esercizio dello specchio si esegue, semplicemente, ponendosi in posizione di base tenendo uno specchio lateralmente al corpo.

In sostanza, ci si mette lentamente in posizione, con gli occhi chiusi, seguendo le indicazioni di distensione e rilassamento costitutive dell’esercizio (vedi paragrafo successivo).

Quando ci si sente pronti e allineati, si è pronti per verificare la propria posizione aprendo gli occhi, ruotando la testa e osservando la propria posizione allo specchio.

All’inizio ci si sorprenderà, forse, “storti” quando ci si percepiva “dritti e allineati” ma presto si avrà la sorpresa di vedersi riflessi esattamente come “ci si sente”. Allineati, rilassati e nella corretta posizione.

L’alternativa ancora più valida di questo esempio è quella di farsi filmare da un compagno di pratica oppure filmarsi utilizzando anche semplicemente uno smartphone ed un cavalletto. Questo consente di poter osservare la propria posizione completa, senza interrompere la continuità della colonna cervicale.

Tengo a precisare che questi esercizi sono aggiuntivi e non sostitutivi della verifica e della correzione che viene fornita dall’insegnante che è l’indispensabile guida in questo percorso di pratica.

Posizione di base nel qi gong. Quali principi?

Nella posizione di base si esegue un allineamento posturale che corrisponde ad un allineamento energetico.

La posizione di base corretta prevede l’applicazione di alcuni principi energetici fondamentali.

Questi principi energetici si traducono, nella pratica, in indicazioni che riguardano la postura e possono essere sintetizzate come segue:

  • i piedi sono paralleli, distanziati quanto la larghezza delle proprie spalle
  • il peso è equidistribuito sui due piedi, su tutta la pianta del piede (può essere utile, inizialmente, oscillare alla ricerca di questa equidistribuzione del peso)
  • le spalle sono abbassate, rilassate (lasciar cadere le spalle)
  • le braccia cadono libere lungo i fianchi, mantenendo, se possibile, sotto le ascelle un piccolo spazio
  • le mani poggiano rilassate lungo i lati del corpo
  • i gomiti e le ginocchia sono “sbloccati” e rilassati (leggermente flessi)
  • tutte le articolazioni sono rilassate, percepite senza rigidità
  • il petto è leggermente concavo (postura conseguenziale in presenza di rilassamento delle spalle e dei gomiti)
  • il bacino è retroflesso, ovvero leggermente ruotato in avanti. Per ottenere una posizione corretta immaginare di dover proiettare in alto una luce che fuoriesce dall’ombelico
  • la testa è percepita come sospesa ad un filo che esce dal centro del capo (punto GV20 Baihui). Il filo tira il capo verso l’alto e aiuta l’allungamento di tutte le vertebre. Favorisce, inoltre il rilassamento di tutto il corpo che ha la percezione di essere “appeso” come sarebbe appeso un  pupazzo di stoffa, con il corpo e gli arti ciondoloni
  • il mento è leggermente richiamato, in modo da mantenere allineate le vertebre cervicali
  • la punta della lingua tocca il palato, subito dietro ai denti (incisivi superiori)
  • il perineo è leggermente tirato verso l’alto
posizione di base qi gong
GM Doc Fai Wong

In questa posizione bisogna percepire il senso di allungamento verso l’alto (dal centro della testa) e verso il basso (dalla punta del coccige), allungando la colonna, vertebra dopo vertebra.

Caratteristiche energetiche dell’agopunto GV20 Baihui

Come abbiamo avuto modo di vedere, durante la posizione di base è importante percepire una distensione della colonna che consente un allineamento posturale e, al tempo stesso, un allineamento energetico.

Un agopunto molto importante per questo allineamento è quello posto all’apice della testa. E’ da questo punto, infatti, che si immagina uscire un filo che ci “appende” verso l’alto e ci aiuta a rilassare ed allungare l’intera struttura.

qi gong

Ma che caratteristiche questo punto all’apice della testa?

Quali sono le azioni per le quali è noto sia in agopuntura, che nel tuina che, appunto, nel qi gong?

Questo agopunto corrisponde a GV20 Baihui, agopunto del Meridiano straordinario Vaso Governatore (anche detto Dumai) costituito, in tutto, da 28 agopunti.

Il Meridiano Vaso Governatore ha un percorso che coincide in gran parte con la linea mediana posteriore del nostro corpo. In particolare, il ramo principale di questo Meridiano:

  • inizia al perineo
  • si porta indietro, fino alla punta del coccige
  • risale seguendo la linea mediana posteriore
  • segue la linea sagittale del cranio e discende, sempre seguendo la linea mediana, sulla fronte e sul viso
  • termina sulla gengiva superiore tra i due denti incisivi centrali

Il punto GV20 Baihui è collocato esattamente in una fossetta sulla linea mediana della volta cranica a 7 pollici dall’attaccatura posteriore (5 pollici dall’attaccatura anteriore dei capelli).

Un modo pratico per localizzarlo è riferirsi all’intersezione della linea mediana con la linea che collega gli apici dei padiglioni auricolari.

GV20 Baihui è l’agopunto più alto del nostro corpo ed è punto di riunione di tutti i Meridiani Yang. E’ un punto con un’azione energetica molto ampia ed è, infatti, utilizzato in molte circostanze sia nel tuina che in agopuntura.

La stimolazione di questo agopunto è importante per favorire la salita dello Yang puro.

E’ uno dei punti più importanti di rianimazione.

E’ indicato, inoltre, in caso di crollo del Qi di Milza (per es. in presenza di prolasso. Fortifica, infatti, l’azione di “salita” di Milza). E’ indicato anche in caso di Vento internorisalita dello Yang epatico ed è utilizzato in caso di disturbi psichici per la sua azione utile a “purificare la mente e lo Shen”.

La concentrazione su questo agopunto durante la pratica del qi gong ne favorisce l’attivazione e fa salire il Qi verso l’alto.


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’abstract nella pagina “risorse” di questo sito


 

Come nutrire la vita. Consigli dal pensiero cinese

nutrire la vita

Cosa significa nutrire la vita?

“Nutrire la vita”, “vivere nel Dao”, “nutrire il principio vitale”… con una parola Yangsheng.

Il significato più semplice è quello di conservare la propria vita e mantenersi sani, preservare la salute fisica e mentale.

Quindi nutrire la vita significa vivere a lungo?

Non proprio… o, almeno, non solo.

La longevità è solo una parte della medaglia. Certo importante, ma non l’unica.

Il principio del nutrire la vita è ricchissimo di antichi, preziosi, contenuti.

Il taoismo ci offre, su questo, un enorme contributo. Sempre attuale, nonostante i secoli di storia.

Ci tramanda i principi fondamentali ed ineliminabili per favorire l’equilibrio tra Yin e Yang nel corpo: dal rispetto delle leggi della natura in tutti i suoi aspetti, all’attenzione di alcune regole nel proprio stile di vita, ai principi per il raggiungimento della quiete interiore e del distacco dai desideri…

Sono tanti temi su cui riflettiamo spesso, in un modo o nell’altro, su questo blog. Oggi ho, però, una riflessione meno ambiziosa per rispondere alle domande che ho ricevuto…

Da dove cominciare?

Intanto mi sento di rassicurarvi: “nutrire la vita” non significa ritiro ascetico.

Non serve rifugiarsi su un monte, lontano da tutti, per meditare e nutrirsi di bacche e radici.

nutrire la vita
Non dico che non sarebbe bello per alcuni poterlo fare, ma di fatto nella nostra vita è molto difficile da attuare.

Per tutti noi – nell’occidente industrializzato del XXI secolo– nutrire la vita significa adottare uno stile di vita “evolutivo”, che ci faccia sentire “vivi” ed in una condizione di pace interiore.

Ben vengano le pratiche di meditazione e il qi gong.

Grazie a queste è, infatti, possibile attivare un processo di sviluppo della propria consapevolezza. E questo è un fantastico inizio!

Impariamo ad ascoltare il corpo

Imparare ad ascoltare il corpo è un ottimo punto di partenza.

Cerchiamo il modo migliore per sostenerlo nell’impegno quotidiano di “vivere la vita”.
Nella vita frenetica di ogni giorno, noi occidentali siamo spesso abituati a “staccare” il corpo dalla mente.

Se abbiamo un dolore “non ci pensiamo” o prendiamo un farmaco perché “non lo sopportiamo” e “ci impedisce di fare le cose” che vogliamo o dobbiamo fare.

stress

Il corpo diventa così un contenitore, una “carrozzeria” pesante che ci trasciniamo a volte senza troppa attenzione e senza troppa riconoscenza.

Ecco. Il nutrire la vita passa anche da qui.

Nel nutrimento della vita c’è una dimensione spirituale ma anche una dimensione corporea.

Nel taoismo la cura del corpo viene anzi considerata un modo di coltivare lo Spirito (Shen).
Ma quando parlo di “cura del corpo” non penso a cosmesi, cure estetiche e ore di faticoso allenamento in palestra.

Penso ad un lavoro che è più intenzione (Yi) e meno azione.

Più cura e meno performance.

Proviamo a rallentare…

La connessione corpo-mente conduce ad un’espansione che ci fa sentire parte del cosmo.

Attività come il qi gong o il taiji possono aiutare a stabilire questa connessione:

  • un esercizio eseguito con movimento lento e calibrato
  • riuscire a rilassare le tensioni e percepire il corpo
  • rendere il respiro sempre più profondo e consapevole
  • ottenere chiarezza mentale e capacità di concentrazione
  • percepire il proprio corpo sempre più forte, flessibile e leggero.

Tutto questo è la via cinese per la cura del corpo e della mente, cura della nostra individualità a 360 gradi.

nutrire la vita

Prendersi cura della mente

Corpo e mente si incontrano e si osservano.

La consapevolezza del movimento e dell’azione conduce lentamente alla consapevolezza di sé.

E allora posso iniziare a prendermi cura anche dello Spirito, affinché anche qui le tensioni possano ridursi e le corazze possano cadere.

Come mi sento ogni giorno?

Ti sei mai chiesto come ti senti?

  • Quello che fai ogni giorno come ti fa sentire?
  • Dove trovi la tua soddisfazione?
  • Dove la tua frustrazione?
  • Cosa ti fa sentire in pace e cosa invece ti agita?

A volte queste domande si insinuano ma le cacciamo via.

Un po’ come facciamo con il farmaco per mal di testa. In questo caso “facciamo cose”, ci distraiamo con mille attività e facciamo in modo di “non pensarci”. Chiudiamo occhi e orecchie ed andiamo avanti…

ignorare

Se davvero vogliamo coltivare la nostra vita, semplicemente dovremmo iniziare a non ignorare queste domande.

Il rapporto corpo-mente

Il corpo e la mente sono due aspetti della nostra natura.

Secondo la medicina cinese, corpo e mente non sono separati, ma sono due modalità diverse con cui si esprime la nostra individualità.

Il corpo è il nostro aspetto Yin, la mente il nostro aspetto Yang.

Opposti, complementari e in relazione reciproca.

Percezione, consapevolezza e movimento sono tre aspetti importanti dell’unità corpo-mente e potrebbero essere un buon punto di partenza per te.

1) la percezione del corpo e della mente

  • percezione del corpo: la percezione del corpo ci aiuta a “sciogliere” tensioni muscolari croniche e a prevenire infortuni
  • la percezione della mente: la percezione di sé nella vita ci aiuta a scendere in profondità dentro di noi, sciogliendo i “nodi” della mente, prevenendo accumuli e compressioni emotive

2) la consapevolezza del corpo e della mente

  • consapevolezza del corpo: essere consapevoli del gesto aiuta il corpo a ridurre tensioni, a non fare azioni inutili e dannose per la sua struttura
  • consapevolezza della mente: essere consapevoli di “dove stiamo andando” ci aiuta a ridurre le tensioni emozionali e a non intraprendere percorsi inutili e dannosi

3) il movimento del corpo e della mente

  • movimento del corpo: il corpo si muove in una determinata direzione, per raggiungere una meta fisica (dove voglio andare?)
  • movimento della mente: la mente si muove per il conseguimento di un obiettivo e per la realizzazione personale (cosa voglio ottenere?). Il “movimento della mente” coincide con l’uso dell’intenzione

La via della trasformazione

Nutrire la vita è il nostro lavoro più grande e comprende prima di tutto il diventare consapevoli di cosa rappresenta la nostra Vita nella sua Essenza.

Questo può spaventare, ma è l’unica via per la trasformazione (il cambiamento) che conduce all’equilibrio.

Un equilibrio dinamico, fatto di continui e benefici adattamenti, lasciando andare ciò che è dannoso.

Ci hai mai pensato che in natura accade proprio questo?
E’ proprio in questo modo che il mondo animale e il mondo vegetale “vivono”, semplicemente, ciascuno a suo modo.

E allora tra i buoni propositi, mettiamo il proposito che il nuovo anno sia un nuovo inizio. Un anno per accogliere una (piccola o grande) consapevole trasformazione

 


Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Respiro superficiale: fattori emozionali e conseguenze energetiche

respiro superficiale

La respirazione è una funzione naturale, che avviene indipendentemente dalla nostra volontà.

Alla nascita il respiro è ampio, pieno, libero.

Progressivamente questa ampiezza si riduce.

Spesso nell’età adulta si arriva ad usare meno di un sesto della nostra capacità respiratoria, limitandola per lo più alla zona toracica.

Come a dire che nasciamo tutti con la capacità di respirare pienamente e profondamente, poi nel tempo questa capacità si riduce in modo variabile di persona in persona.

Spesso la respirazione che abitualmente consideriamo “normale” è, in realtà, un tipo di respirazione parziale, limitata, che non consente un’ossigenazione appropriata.

Questa modalità di respirare tende ad usare solo un settore polmonare ed in maniera superficiale, limitando così l’acquisizione di Qi atmosferico e favorendo la stagnazione energetica a vari livelli.

Cause del respiro superficiale

Ma perché respiriamo in modo superficiale?

Il linguaggio popolare è ricco di espressioni che sottolineano la connessione tra il respiro e gli aspetti emozionali:

  • quando qualcuno parla con foga eccessiva, lo si esorta a “riprendere fiato”.
  • nei momenti di forte emotività il respiro si fa più intenso, mentre in condizioni di rilassamento si fa profondo e tranquillo
  • dopo situazioni di stress e tensione, magari dopo una discussione animata svolta in un luogo chiuso, in cui inconsapevolmente ci sentiamo “bloccati” e “contenuti”, usciamo all’aperto e “respiriamo a pieni polmoni”.

respiro superficiale

Il respiro viene quindi inconsciamente (e culturalmente) utilizzato per “liberarci” da qualcosa che si è sviluppato a livello psichico (Rudger Dahke, Andreas Neumann), che ci opprime e ci limita.

Scrive Lowen:

“se respirassimo tutti come fanno con naturalezza gli animali, il nostro livello energetico sarebbe alto e soffriremmo raramente di stanchezza o depressione cronica. Ma nella nostra cultura il respiro è per lo più poco profondo e si ha la tendenza a trattenerlo. peggio ancora, non ci si accorge neppure di avere problemi di respirazione. Ci si butta invece a capofitto nella vita, fermandosi di quando in quando solo per dire agli altri che “si ha appena il tempo di respirare” (Lowen, “la spiritualità del corpo” p.37)

respiro

Qi gong e respiro

Tra le possibili modalità di azione, la medicina cinese propone, per lavorare sul respiro, l’antica pratica del qi gong.

Il qi gong può essere un valido aiuto per lavorare sul proprio respiro e prevede un percorso di progressiva consapevolezza che coinvolge allo stesso tempo il corpo e la mente.

Uno degli obiettivi di questa antica arte è, infatti, proprio quello di “regolare il respiro” (tiao xi), favorendo una respirazione profonda ma nel contempo spontanea. Questo viene ottenuto attraverso la pratica di esercizi statici e dinamici in grado di favorire un movimento armonico del Qi.

© Laura Vanni

Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni

Scarica l’anteprima gratuitamente cliccando su
invia un campione gratuito” nella versione e-Book

 

 

Qi gong, tuina e bioenergetica

bioenergetica qi gong

Qi gong, tuina e bioenergetica sono discipline tra loro ben distinte, eppure hanno tra loro punti di contatto molto importanti.

Come forse sai già bene se leggi abitualmente il mio blog, il qi gong e il tuina sono due delle cinque tecniche della medicina tradizionale cinese, assieme ad agopuntura, fitoterapia ed alimentazione energetica.

Si tratta di due pratiche orientate, ognuna a suo modo, alla stimolazione dell’energia vitale (qi) nei Meridiani e nell’intero organismo attraverso il massaggio (tuina), l’intenzione e il movimento (qi gong).

La bioenergetica, invece, nasce in tutt’altro contesto e cultura.

La bioenergetica nasce, infatti, negli Stati Uniti negli anni 50, ad opera di Alexander Lowen.  Si tratta di una psicoterapia corporea che si basa su un approccio analitico-caratteriale e somatico-relazionale utilizzato anche nella psicoterapia di gruppo.

Il mio incontro con gli scritti di Lowen e con la sua bioenergetica è avvenuto qualche anno fa, durante uno dei miei consueti studi in tema di discipline psico-corporee.

La lettura degli scritti di Lowen mi ha subito colpito per i temi e i contenuti affini a quelli della medicina cinese in tema di rapporto corpo-mente e di pratica psico-corporea.

Da qui il desiderio di approfondire la relazione tra medicina cinese e bioenergetica.  Un approfondimento che continua ancora oggi, con grande interesse e che ho in parte proposto nell’articolo “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla (scarica il PDF nella sezione “risorse” del mio sito).

Gli esercizi di bioenergetica e il qi gong

Gli esercizi di bioenergetica proposti da Lowen hanno come punti di riferimento due aspetti importanti:

  • il rilassamento
  • il radicamento

Questi due aspetti sono perfettamente condivisi dalla pratica di base del qi gong.

Approfondendo l’aspetto pratico, vediamo poi che anche l’esecuzione di alcuni esercizi pensati per conseguire questi due risultati è alquanto affine a quella di alcuni esercizi di qi gong.

In particolare, grazie alla mia attività di istruttore di qi gong, ho notato una somiglianza stupefacente tra l’esercizio dell’arco illustrato da Lowen nei suoi scritti e uno degli esercizi  degli otto pezzi di broccato (scarica l’abstract con la descrizione dell’esercizio dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinesenell’area risorse del mio sito).

medicina cinese e bioenergetica
“Metti le mani al suolo e afferra le punte” – Qi gong – Otto pezzi di broccato

Per quanto entrambe le discipline mantengano la propria individualità, è indubbio che gli obiettivi comuni abbiano condotto a pratiche psico-corporee in alcuni casi parzialmente simili.

Il massaggio della bioenergetica e il massaggio tuina

Nella bioenergetica, Lowen introduce il contatto fisico con il paziente. Questa è una grande novità nella terapia psicoanalitica e fa del “massaggio” una pratica costitutiva della terapia stessa.

Il massaggio della bioenergetica non è un massaggio per così dire “tecnico”. Rappresenta, più che altro, un contatto fisico finalizzato ad allentare tensioni muscolari, soprattutto a livello della mascella, delle spalle, dell’addome.

medicina cinese e bioenergetica

L’uso del massaggio che fa Lowen prevede una partecipazione molto attiva da parte dello psicoterapeuta, con una grande propensione al sentire e al percepire. In qualità di operatore tuina, direi che questi aspetti sono indubbiamente presenti tanto nella pratica della bioenergetica quanto nella pratica tuina.

Nel tuina, infatti, oltre all’aspetto meramente tecnico (scelta dei Meridiani e degli agopunti, tecniche di stimolazione degli stessi…), ha una grande importanza l’uso della presenza e dell’intenzione. Per questo, la pratica tuina si avvicina molto, in alcuni casi, alla pratica qi gong.

In relazione al massaggio nella bioenergetica, c’è poi da osservare che la necessità che spinge Lowen a massaggiare il paziente in alcune zone in tensione cronica per “sciogliere” la muscolatura nasce da qualcosa che è molto simile al concetto cinese di “muovere il Qi e il Sangue in stasi” per ridurre la contrattura cronica, con effetti di rilassamento e di rilascio emozionale variamente descritti.

Verso l’approfondimento e l’integrazione

Per quanto la Bioenergetica mantenga la sua specificità e la sua identità nell’ambito della psicoterapia in cui è nata, il contributo di Lowen è ancora oggi indubbiamente importante in una dimensione che supera il confine specialistico in cui è nato.

Le intuizioni di Lowen e le relative applicazioni “risuonano”, infatti, almeno in parte, familiari a chi si occupa di discipline energetiche cinesi e questo può creare il presupposto per un cammino comune.

In altri termini

Questa corrispondenza – lungi dal rappresentare una sovrapposizione di intenti e di pratiche – apre la via ad un percorso di ricerca finalizzato a valutare le possibilità di approfondimento ed integrazione (“Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”)

© Laura Vanni 2018


Se ti interessa approfondire:

  • leggi il mio articolo completo su “Bioenergetica, Qi Gong e Tuina: la Mente del Corpo”  pubblicato sul numero 78 della Rivista La Mandorla. Puoi scaricarlo liberamente nella sezione “risorse” del mio sito
  • carica l’abstract dal mio libro “Gli otto pezzi di broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese” “Metti le mani al suolo e afferra le punte”, 2017 nella sezione “risorse” del mio sito.