Meditazione degli organi: meditazione del Rene

meditazione rene

La meditazione del Rene muove la nostra energia in una direzione di radicamento e profondità, a beneficio dell’intero organismo sia dal punto di vista fisico che psichico-emotivo.

Il Rene in medicina cinese. Aspetti simbolici legati all’Elemento Acqua[1]

La medicina cinese assegna il Rene all’Elemento Acqua. Questo suo appartenere all’Acqua lo rende  il massimo dello Yin, associato alla profondità e alla quiete.

L’Elemento Acqua rappresenta, infatti, nella cultura cinese, l’assenza dell’energia Yang, il riposo e l’attesa prima della rinascita nel continuo alternarsi Yin-Yang.

In natura il Rene, in quanto Acqua, è rappresentato dall’inverno e dal Nord (freddo estremo).

Si associa al colore nero.

L’Elemento Acqua chiude e riapre il ciclo dei cinque Elementi. Nutre il Legno, simbolo di nascita e rinascita (l’Acqua genera il Legno).

meditazione del Rene

Caratteristiche fisiche e psichiche del Rene secondo la medicina cinese

Nella fisiologia energetica cinese, il Rene accoglie e consolida il “Qi puro” inalato dal Polmone e da esso stesso inviato verso il basso.

In questo, il Rene ha un ruolo centrale nel governare la respirazione profonda.

L’aspetto psichico associato al Rene è la Volontà Zhi (forza, motivazione e determinazione nel portare a compimento i progetti, desiderio di affermarsi come individuo…).

L’emozione corrispondente al Rene è la paura, intesa come smarrimento, spavento e panico.

meditazione del Rene

La medicina cinese ci dice che a danneggiare l’energia renale sono soprattutto:

  • lo stress emotivo (ansia, paura in particolare)
  • le malattie croniche
  • il superlavoro, (fisico e mentale)
  • l’eccessiva attività sessuale

meditazione del Rene

L’energia del Rene è preziosa e va preservata con cura.

Un aspetto molto importante di questo Organo Zang, infatti, sta nel fatto che nei Reni è immagazzinata un’energia preziosa detta Jing (Essenza).

Questa energia è responsabile dei processi di crescita e di sviluppo.

Il fiorire del Jing si associa alla crescita e alla sua maturazione; il suo sfiorire ed indebolirsi segnala invece l’invecchiamento.

Lo stato del Jing determina lo stato energetico del Rene:

  • se il Jing è fiorente e abbondante, il Rene è forte e si avrà vitalità, potenza e fertilità
  • se il Jing è debole e consumato, il Rene è in Deficit e si avrà debolezza sessuale, mancanza di vitalità e infertilità

In medicina cinese si parla di due tipi di Jing:

  • Jing del cielo anteriore (congenito)
  • Jing del cielo posteriore (acquisito)

Entrambi, nonostante abbiano origini diverse, sono conservati nei Reni.

Ho dedicato un articolo proprio alla descrizione dell’energia del cielo anteriore e del cielo posteriore e, se vuoi, puoi leggere qui per approfondire ulteriormente.

Torna poi di nuovo a questo articolo per continuare a leggere su come esercitare la parte pratica.

Dove e come meditare. Indicazioni generali

Se sei alla prima esperienza di meditazione ti consiglio di rileggere l’articolo generale dedicato alla meditazione degli organi prima di continuare.

La pratica della meditazione

Così come in tutte le nostre meditazioni ci disponiamo per iniziare.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle…

Percepiamo le mani ben appoggiate sulla coscia (se siamo seduti) o sul lato della gamba (se siamo in piedi), morbidamente. In assenza di particolari esigenze, consiglio di eseguire la meditazione del Rene per alcuni minuti nella posizione di base (in piedi), curando la postura secondo le indicazioni già fornite in un altro articolo.

Percepiamo i piedi ben poggiati a terra, portando il peso su tutta la pianta del piede e su entrambi i piedi in eguale misura.

Gli occhi chiusi (non serrati), immaginando comunque di guardare avanti a noi, verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti.

Percepiamo gli abiti a contatto con il nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul “qui e ora”, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente, lo riprenderemo più tardi.

Meditazione del Rene. Visualizzazioni

Durante la meditazione propongo due semplici visualizzazioni ispirate all’energia del Rene.

Concentrare la propria attenzione su alcune sue importanti caratteristiche energetiche del Rene è utile per stimolare l’energia di questo importante Organo Zang.

La superficie del lago è calma e tranquilla

meditazione del Rene

Il sole è tramontato da poco e mi trovo davanti ad un lago.

La superficie riflette il cielo ormai scuro.

E’ calma e tranquilla, senza increspature.

C’è silenzio, in una dimensione che preannuncia la pace della notte.

I miei reni sono di colore nero

Respiro lentamente e profondamente.

Ogni respiro raggiunge i Reni e li nutre.

Immagino che ogni respiro colori i Reni di un nero brillante, portando in profondità l’energia.

meditazione del Rene

[1] Questo paragrafo è tratto in parte dal mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi” e in parte da un articolo pubblicato sul sito Medicina Cinese News nel giugno 2018 (“Cielo anteriore e cielo posteriore in medicina cinese. Definizioni e interrelazioni”.

Prima di concludere…

Prima di concludere la meditazione, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

© Laura Vanni 2018


SCRITTO PER TE:

Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  sono  contenute (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

meditazione degli organi

Meditazione degli organi: meditazione della Milza

meditazione

La meditazione della Milza rientra nella serie di articoli dedicata alla meditazione degli Organi Zang.

Abbiamo già dedicato altri articoli alla meditazione degli Organi parlando del Polmone, del Fegato e del Cuore. Presto sarà la volta della meditazione del Rene.

Ci siamo resi conto che, per quanto questi Organi siano invisibili, interni e nascosti, essi sono la parte vitale del nostro organismo.

Funzionano senza il nostro contributo attivo, indipendentemente dalla nostra volontà e, quindi, anche indipendentemente dalla nostra consapevolezza.

Questo, da un lato è una garanzia per la nostra sopravvivenza (possiamo distrarci e il Cuore continuerà a battere pompando sangue in tutto il nostro corpo).

D’altro canto, però, ci allontana in un certo senso dal compimento di questo quotidiano prodigio che sono le nostre funzioni vitali.

Ci rende, in altri termini, inconsapevoli di quanto accade e trasforma il nostro organismo in una “scatola nera” in cui accadono “strane cose” che ci sono estranee e che solo un medico può capire.

Quello che interessa a noi persone comuni, “non medici”, non è, in realtà, il funzionamento degli organi da un punto di vista biochimico o meccanico, ma la fisiologia energetica di questi.

Milza-pancreas in medicina cinese. Caratteristiche fisiche e psichiche

Milza-pancreas (d’ora in poi Milza) in medicina cinese appartiene all’Elemento Terra, “madre di tutte le cose” che “produce i diecimila esseri”.

Il suo colore corrispondente è il giallo, in tutte le sue tonalità, soprattutto nei toni che si associano alla terra stessa.

L’Elemento Terra dal punto di vista cardinale corrisponde al Centro: è il punto di riferimento di ogni cosa.

La Terra è quindi stabilità, equilibrio e “baricentro” della nostra energia. Punto di partenza per ogni trasformazione (si associa dal punto di vista stagionale alla “stagione di mezzo”, di passaggio).

 “(…) la Milza è il cuore, il viscere del consiglio, adunanza di persone, governa con saggezza e volontà e macina i cinque grani. E’ collocato al centro, ma nutre i quattro siti (…)”

Nell’Impero cinese governato dal Cuore, Milza assume la funzione di “Ministro delle trasformazioni”.

Rappresenta, in sostanza, l’Organo cardine del processo digestivo, nucleo della trasformazione e del trasporto delle essenze.

Questo Organo Zang è il perno indispensabile per il sostegno dell’energia vitale e per il suo rinnovamento quotidiano[1].

Tutto questo attribuisce alla Milza il titolo di “radice dell’acquisito”, fonte dell’energia “del cielo posteriore”, ovvero dell’energia che ognuno di noi è chiamato a generare subito dopo il primo vagito, grazie all’alimentazione, alla respirazione e (anche!) al vissuto emozionale.

Questa azione di sostegno dell’energia vitale viene svolta da Milza grazie alla sua capacità di inviare le essenze nutritive verso la parte superiore dell’organismo.

L’invio verso l’alto degli elementi nutritivi è espressione della fisiologia ascendente di Milza e viene detta “salita del puro”.

Questa azione consente – grazie anche all’azione del Cuore e del Polmone – di attivare il processo di produzione del Sangue.

Se la Milza è in deficit nella sua funzione di trasformazione e trasporto, si possono avere sintomi come cattiva digestione, riduzione/assenza di appetito o pancia gonfia, diarrea. Manifestazione più grave, segno di un deficit più importante, sono i prolassi.

Si possono facilmente anche associare difficoltà respiratorie (dispnea, asma, respiro corto…), ristagni dei Liquidi (che dovrebbero essere trasportati da Milza nell’intero organismo), con la formazione di addensamenti patogeni ed edema.

Dal punto di vista psichico, la disarmonia di Milza si esprime tipicamente con un senso di preoccupazione costante, pensieri ossessivi e rimuginio (tratto da “Medicina Tradizionale Cinese, Laura Vanni, 2018, par 3.5.1).

meditazione milza

La pratica

Se sei alla prima esperienza di meditazione ti consiglio di rileggere l’articolo dedicato alla meditazione degli organi prima di continuare.

Così come in tutte le nostre meditazioni, ci disponiamo per iniziare.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle

Percepiamo le mani ben appoggiate sulla coscia (se siamo seduti), morbidamente.

I piedi ben poggiati a terra, su tutta la pianta del piede.

Gli occhi chiusi (non serrati), immaginando comunque di guardare avanti a noi, verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti. Percepiamo gli abiti sul nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul “qui e ora”, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente e lo lasciamo andare. Lo riprenderemo più tardi.

meditazione milza

Meditazione della Milza. Visualizzazioni

Durante la meditazione dedicata all’energia di Milza proponiamo alcune visualizzazioni finalizzate a  stimolare alcune importanti caratteristiche energetiche di questo organo Zang.

I miei muscoli sono tonici e forti

meditazione

Percepisco il mio corpo. Le spalle, la schiena, le braccia, le gambe… Percepisco tutto il corpo nella sua interezza ed ho un’intensa sensazione di forza e tonicità.

I miei muscoli sono forti e mi sostengono senza alcuna fatica.

La mia posizione è rilassata ma allo stesso tempo è ben eretta, quasi regale, sostenuta in modo armonico ed equilibrato.

Mi sento in grado di affrontare ogni prova fisica.

Il mio corpo è robusto e resistente: le mie gambe sono forti, le mie braccia sono forti, la mia schiena è forte.

Nella mia bocca c’è un sapore dolce

meditazione

Nella mia bocca percepisco un delicato sapore dolce. E’ un sapore naturale, come quello di frutti maturi e carnosi.

Accolgo questo sapore e lo conservo tanto che nella mia bocca inizia presto ad accumularsi saliva.

Lascio che la saliva si accumuli e quando è in sufficienza la deglutisco in tre momenti distinti, lentamente, seguendone con la mente il cammino dalla bocca fino allo stomaco.

(sul sapore dolce “tossico” vedi il mio video)

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

 


Per approfondire la meditazione degli organi

Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Meditazione degli organi: meditazione del Cuore

meditazione cuore

Continuiamo il nostro percorso della meditazione degli organi con la  meditazione del Cuore nell’ottica della medicina cinese.

Ti ricordo che tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Il Cuore, ovvero il Sovrano del regno

Il Cuore è custodito all’interno della gabbia toracica, leggermente spostato a sinistra, dietro allo sterno.

E’ il muscolo più importante dell’intero organismo, capace di pompare circa 5 litri di sangue al minuto con una forza in grado di far arrivare il sangue fino agli apparati più lontani del nostro corpo (“confini del regno”).

meditazione del cuore

Si legge nel Suwen che il Cuore ha il ruolo di sovrano Imperatore, punto di riferimento per tutti i sudditi del Regno (tutti gli Organi e i Visceri).

E’, inoltre, il coordinatore di ogni funzione psichica

(…) il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…)

Il Cuore dimora dello Shen

In medicina cinese il Cuore è il centro dell’equilibrio psichico-emozionale, sintesi e comando delle funzioni psichiche di tutti gli altri Organi.

Lo Shen rappresenta lo Spirito vitale, l’intelligenza emotiva, la capacità di “capire” ad un livello più elevato e profondo.

meditazione cuore

Coerentemente con l’Elemento Fuoco a cui appartiene, lo Shen è proiezione verso il mondo esterno, verso gli altri (vita di relazione).

Allo stesso tempo, però, è anche proiezione verso il mondo interno, verso se stessi (percezione e consapevolezza delle proprie sensazioni).

E’ molto suggestivo il fatto che l’ideogramma di Cuore – a differenza degli ideogrammi degli altri Organi Zang – non possieda il radicale che suggerisce il significato della “carne”.

meditazione del cuore

Questo indica come, nell’accezione cinese, il ruolo del Cuore sia più “psichico” (Cuore come sede dello Shen) che “fisico” (Cuore come muscolo cardiaco).

Tutti gli Zang Fu hanno, di fatto, una dimensione psichica. Nel caso del Cuore, però, possiamo dire che questa dimensione è ancora più importante perché questo Zang è in medicina cinese il centro del mentale e dell’emozionale.

La rappresentazione del Cuore nel suo ideogramma lo raffigura come un contenitore vuoto aperto verso l’alto, come per accogliere ciò che viene dal Cielo (influenze spirituali).

Qui si introduce un concetto molto importante nella cultura cinese che vuole l’interno del Cuore idealmente “vuoto”, silenzioso, tranquillo, non impegnato (riempito) costantemente da pensieri fissi o emozioni eccessivamente intense:

(…) E’ proprio dell’uomo avere nel Cuore un’idea, un pensiero, un obiettivo di sollecitudine. Ma fare del pensiero una preoccupazione, generare dei fastidi sino all’ossessione, questo è una perversione. Sarebbe meglio avere un cuore vuoto piuttosto che pieno di turbamento (…) Un Cuore invulnerabile è un Cuore vuoto. Perché il Cuore non ci è semplicemente dato per permettere la nascita dei pensieri. Esso è ciò che permette all’uomo di dilatarsi secondo le dimensioni del Cielo/Terra; nessun pensiero deve occuparlo sconsideratamente, nessuna preoccupazione deve intrattenerlo e rimpicciolirlo (…)” (Elisabeth Rochat de La Vallée)

Queste condizioni di Vuoto sono indispensabili perché Shen trovi la sua dimora e permetta il libero scorrimento dell’energia, consentendo all’uomo di vivere la propria coscienza individuale, aprendosi anche alla “coscienza universale” (Shen rappresenta, infatti, anche la facoltà dell’uomo di ricevere realtà trascendenti).

Quando il Cuore è in uno stato di tumulto, lo Shen si disperde e la nostra energia si consuma rapidamente, senza alcun controllo. (estratto da “Medicina Tradizionale Cinese. Teoria di base per i primi passi”, Laura Vanni, par. 3.3.1)

libro medicina cinese

Il Cuore e la gioia

Abbiamo visto che il Cuore è sede della dimensione del mentale ed emozionale (Cuore Shen).

Associato all’elemento Fuoco, il suo colore corrispondente è il rosso.

L’emozione ad esso associata è la gioia, il suono la risata, anch’essa espressione di gioia.

meditazione del cuore

Il Cuore è espressione di apertura, accoglienza, empatia, armonia e serenità.

E’ espressione anche di compassione e amore, tendenza all’esteriorizzazione dei sentimenti, come abbiamo visto anche nell’articolo “L’amore è nel cuore?”.

Il Cuore “governatore del Sangue”

Il Cuore garantisce la corretta circolazione sanguigna e il suo Qi genera la spinta circolatoria che regola il ritmo e la frequenza con cui il Sangue – grazie anche al contributo del Polmone – va a nutrire l’intero organismo.

Il Sangue in medicina cinese ha un ruolo molto importante. Non è solo un liquido organico “prezioso” per la vita, ma è anche la base materiale delle attività mentali.

Il Sangue rappresenta lo Yin (materia-liquido vitale) nel quale può ancorarsi lo Yang (energia-emozione) in una dinamica di equilibrio vitale importantissima per il nostro benessere.

Questo aspetto è molto importante e si connette alla precedente funzione del Cuore come “dimora dello Shen”.

Meditazione del Cuore. Dove e come. Indicazioni generali

Prima di iniziare a leggere e a praticare la meditazione del Cuore, ti consiglio di prendere visione delle indicazioni già fornite nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Lì troverai alcuni utili consigli e indicazioni di base.

meditazione del cuore

Meditazione del Cuore. La pratica

Siedi in una posizione comoda e rilassa tutti i muscoli e le articolazioni.

Poni una mano sul torace. Segui il ritmo del tuo respiro calmo e profondo.

meditazione del cuore

Cerca di percepire il battito del tuo cuore. Ascoltalo con calma e gratitudine.

Il ritmo del tuo cuore è regolare, pieno di armonia e ti infonde profonda serenità.

Meditazione del Cuore. Visualizzazioni

Il mio Cuore è una stella

meditazione del cuore

Resta concentrato sul tuo Cuore. Sul suo battito e sul respiro coordinato. Calmo e profondo.

Il Cuore brilla di una luce calda e luminosa. Una luce propria, come una stella.

Il mio Cuore è una stella ed emana una luce intensa e piacevole, che illumina la parte più profonda di me, elimina ogni zona buia e tonifica la mia energia vitale.

Mantieni questa immagine alcuni minuti mentre continui a restare concentrato sul respiro, calmo e rilassato.

Il mio Cuore è vuoto

meditazione del cuore

Nel mio Cuore non ci sono pesi, è libero e nulla è trattenuto.

Il mio Cuore è vuoto, tranquillo e accogliente.

Accoglie il Sangue dopo il lungo viaggio nel mio corpo e gli dà energia per intraprendere un nuovo viaggio. Istante dopo istante, battito dopo battito.

Nel mio cuore non c’è passato, non c’è futuro.

C’è solo questo attimo presente.

Io vivo il momento presente.

Ogni istante – così come ogni battito – è uguale, ma diverso da tutti gli altri. Ogni istante – così come ogni battito – va vissuto con consapevole presenza.

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

Sorridi con le labbra e sorridi “con il cuore”.

meditazione del cuore

Per approfondire la meditazione degli organi leggi:

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese”

meditazione degli organi

 

 

Meditazione degli organi: meditazione del Fegato

meditazione fegato

La meditazione del Fegato rientra in una raccolta di meditazioni dedicate agli Organi Zang (organi intesi in senso energetico cinese).

Fin dal primo articolo dedicato alla  “meditazione degli organi” abbiamo visto come questo tipo particolare di meditazione possa aiutarci a vivere con maggiore consapevolezza, valorizzando gli aspetti meno visibili eppure più concreti del nostro vivere.

Il tipo di meditazione che proponiamo in questo articolo è la meditazione del Fegato.

Il Fegato è un Organo Zang di estrema importanza nella stagione che stiamo vivendo, ovvero la primavera.

meditazione fegato

Il Fegato, ovvero lo stratega del nostro organismo

Nel grande Impero governato dal Cuore, il Fegato ha il ruolo e le funzioni del generale d’armata.

Ha l’incarico di stabilire piani e strategie, prevedendo e prevenendo le eventuali difficoltà, anticipando le mosse del nemico e rafforzando le difese militari nell’eventualità di uno scontro.

Le funzioni energetiche del Fegato nel nostro organismo riguardano il mantenimento degli equilibri del Qi nell’intero organismo, a supporto della fisiologia di tutti gli altri Organi Zang.

In parte connessa a questa funzione, c’è quella di regolazione dello stato emozionale.

Il flusso delle emozioni è, infatti, anch’esso un movimento di Qi. Questo movimento potrà essere armonico solo se si potrà contare su una armonica circolazione del Qi e del Sangue nell’organismo.

meditazione fegato

Rientra, inoltre, nelle funzioni del Fegato la regolazione e la conservazione della massa sanguigna, con tutto ciò che ne consegue:

(…) Così, quando l’uomo riposa, il sangue ritorna al fegato; il fegato riceve il sangue e si può vedere; il piede riceve il sangue e si può camminare; il palmo riceve il sangue e si può stringere; la mano riceve il sangue e si può afferrare (…)” Suwen.

Nell’ambito delle funzioni psichiche, il Fegato è associato al pensiero intuitivo, alla risposta reattiva e senza troppe “briglie”, a quell’attitudine che influenza anche il progettare e il pianificare la vita.

Dal punto di vista emozionale, l’energia del Fegato è connessa all’emozione della rabbia.

rabbia

Per rabbia intendiamo lo “scoppio di rabbia” ma anche rabbia trattenuta ed emozioni meno visibili e a volte meno consapevoli come rancore e risentimento.

rabbia

Queste emozioni sono dannose per il Fegato e tendono a bloccare il suo lavoro di organizzazione e direzione del Qi.

L’energia epatica teme ogni costrizione ed ha bisogno di esprimersi liberamente.

La meditazione del Fegato ha l’obiettivo di armonizzare il flusso del Qi epatico, consentirne il movimento armonico riducendone le stasi.

meditazione fegato

Dove e come. Indicazioni generali

Per quanto riguarda la pratica (indicazioni generali sulla postura, consigli etc.), ti consiglio di prendere visione delle indicazioni già fornite nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Meditazione del Fegato. La pratica

Respiro

Il respiro è naturale, lento e profondo.

Immagino che l’aria confluisca nel fegato, nutrendolo ogni volta di nuova energia.

Ad ogni inspirazione immagino che l’aria vada a rinfrescare e a calmare il fegato, ad ogni espirazione immagino che l’aria, fuoriuscendo, porti via impurità, tossicità e tensioni emozionali.

Ogni inspirazione è un massaggio per il mio fegato.

Tutto il corpo è convolto nel respiro e percepisco la mia unità.

meditazione fegato

Note. Ruolo del diaframma:

Possiamo immaginare il diaframma come una sorta di cupola.

Il diaframma divide la cavità toracica da quella addominale e si colloca:

  • al di sotto del cuore e dei polmoni
  • al di sopra al fegato, stomaco, milza e reni.

Quando inspiriamo, il diaframma si abbassa. Quando espiriamo, torna nella sua posizione originaria.

Questo movimento crea un benefico  agli Organi interni.

Se sei interessato ad approfondire il ruolo del diaframma, ti consiglio di leggere  questo articolo sull’anatomia di questo muscolo e sulle sue importanti funzioni.

Passiamo ora alle visualizzazioni che possono accompagnare la meditazione per favorire l’azione energetica sul Fegato inteso in senso energetico cinese.

Visualizzazioni

Il Fegato in medicina cinese appartiene all’Elemento Legno.

Il Legno va inteso come legno vivo, albero che protende i rami verso il cielo ed espande le radici nella terra, espandendosi in ogni direzione.

meditazione fegato

Il suo colore corrispondente è il colore verde, come quello della vegetazione rigogliosa.

Il Legno è animato dall’energia dei fenomeni al loro nascere: il sole che nasce (oriente), la primavera (trasformazione dallo yin dell’inverno allo yang dell’estate), il primo vagito, la crescita senza alcun contenimento.

Nell’uomo, l’aspetto psichico del Fegato è legato ad ispirazione, immaginazione, creatività che porta ad invenzione e scoperta.

Le visualizzazioni scelte per questa meditazione mirano ad infondere un senso di libertà, armonia ed equilibrio.

Sono spettatore di un’alba luminosa

Mi trovo all’aperto, su un grande prato. Il panorama infonde grande serenità. Il sole sta sorgendo, è l’alba di un nuovo giorno.

meditazione fegato

Lentamente, istante dopo istante, la luce del sole rischiara il cielo e illumina la natura intorno a me.

L’aria è fresca e limpida. Il cielo diventa sempre più azzurro.

Sento il profumo dell’erba bagnata di rugiada, il canto gioioso degli uccelli sugli alberi.

meditazione fegato

Sta iniziando un nuovo giorno, pieno di possibilità. Ogni cosa può accadere. Non c’è niente di impossibile. Oggi è un nuovo giorno e ogni giorno è un nuovo inizio.

meditazione organi

La brezza leggera accarezza la mia pelle

Con gli occhi chiusi, all’aperto, in un contesto naturale piacevole e tranquillo. Sono concentrato su di me, sento una leggera brezza sulla pelle.

E’ una carezza delicata che ravviva la mia energia.

La brezza accarezza il mio viso: le guance, la fronte… è delicata e sottile. E’ come un sussurro.

Muove leggermente i miei capelli, li fa danzare con dolcezza.

meditazione fegato

L’aria stimola la mia energia. Mi ravviva e mi rallegra.

Tutto in natura è in continuo movimento e continua trasformazione.

Tutto nella mia vita è in continuo e fluido divenire. Così come acqua nel letto di un fiume.

meditazione fegato

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

© Laura Vanni 2018


Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi

 

Meditazione degli organi: meditazione del Polmone

meditazione degli organi

I Polmoni sono l’organo della respirazione. Per quanto i Polmoni siano, di fatto, due, secondo la medicina cinese costituiscono un organo unico. Per questo motivo in medicina cinese si parla di Polmone, al singolare.

Il Polmone è collocato nel torace, delimitato dalla parete toracica e dal diaframma.

meditazione polmone

Il Polmone destro e quello sinistro accolgono al centro il Cuore. Il Polmone di sinistra presenta due lobi mentre quello di destra ne presenta tre.

Il Polmone, ovvero il ministro e cancelliere, maestro del Qi

La medicina cinese offre una metafora che vede il nostro organismo come un regno in cui i diversi Organi Zang hanno un ruolo ed una funzione ben definita.

In questo regno il Polmone è  il “ministro e cancelliere” che ha a sinistra ha un lobo in meno proprio per fare spazio al Cuore Imperatore.

Il suo incarico è proprio quello di espandersi e contrarsi e favorire i movimenti del Qi (di cui è “maestro”) in tutto il “regno” (il corpo, gli Organi-sudditi) fino ai suoi confini (la pelle), portando il comando (battito) dell’imperatore (il Cuore).

In medicina cinese, il Polmone è l’Organo Zang che presiede alla formazione dell’energia del “cielo posteriore” (posteriore alla nascita, generata ogni giorno grazie a respirazione ed alimentazione), grazie all’energia atmosferica acquisita con il respiro e grazie al contributo di Milza che gli invia l’energia estratta dagli alimenti (per approfondire le funzioni del Polmone come organo Zang vedi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018, par.3.6.1) .

Il Polmone e il respiro

Come ben sappiamo, l’azione del Polmone è strettamente connessa all’atto respiratorio. Questo Organo ha un tessuto elastico e spugnoso che consente una significativa variazione di volume durante l’atto respiratorio.

Il respiro apporta ossigeno a tutte le nostre cellule e consente la vita. Avviene con frequenza e costanza, quotidianamente: in una giornata inspiriamo ed espiriamo, mediamente, 20.000 volte. Un’azione che compiamo costantemente, ma spesso in piena inconsapevolezza, a volte in modo parziale e distratto.

Il respiro alterna costantemente due fasi:

  • l’inspirazione (fase attiva della respirazione), in cui la gabbia toracica si espande;
  • l’espirazione (fase passiva), in cui si ha il rilasciamento dei muscoli inspiratori.

Inevitabilmente, con il respiro prendiamo dall’esterno e cediamo all’esterno in un processo ritmico costante.

E questo avviene in ogni momento della nostra vita, dalla nascita alla morte: nasciamo inspirando e moriamo espirando.

meditazione polmone

Dal punto di vista simbolico, il respiro è scambio e comunicazione.

Siamo nella stessa stanza, respiriamo la stessa aria.

Se l’ambiente in cui mi trovo mi è ostile oppure non è un ambiente che mi fa stare bene, potrei avere resistenze a respirare profondamente, quindi ad assorbire la sua atmosfera (energia) vitale.

Può subentrare respirazione superficiale, irregolare o anche frequenti ed inconsapevoli apnee che, a lungo andare, mettono a dura prova l’energia vitale della persona.

La meditazione degli organi focalizzata sul Polmone è sempre utile ma può aiutare molto proprio in queste situazioni – molto frequenti – in cui il respiro viene inconsapevolmente condizionato dal vissuto.

Il tipo di meditazione che proponiamo in questo articolo pone grande attenzione sulla respirazione –  già importante di per se stessa per ogni pratica di meditazione – in quanto si concentra sull’organo origine del respiro: il Polmone.

Si propone, inoltre, di focalizzare l’attenzione su alcuni aspetti che, secondo la medicina cinese, sono connessi all’energia di questo Organo Zang e che possono, quindi, favorire il suo riequilibrio energetico.

Meditazione del Polmone. La pratica

La preparazione per la meditazione del Polmone è comune alla preparazione per ogni tipo di meditazione, così come indicato anche nell’articolo generale sulla meditazione degli organi.

Inspiriamo ed espiriamo attraverso il naso, in modo naturale. Consentiamo al Polmone di espandersi, senza fretta, nella gabbia toracica.

Rilassiamo i muscoli della mascella, del collo, delle spalle

Le mani sono ben appoggiate sulla coscia, morbidamente. I piedi sono ben poggiati a terra, su tutta la pianta del piede. Gli occhi sono chiusi, immaginando comunque di guardare avanti a noi , verso l’orizzonte, in modo leggermente convergente verso il nostro naso.

Prestiamo attenzione alla nostra posizione, con consapevolezza.

Percepiamo il suolo sotto i piedi (anche se abbiamo le scarpe!) e la sedia su cui siamo seduti. Percepiamo gli abiti sul nostro corpo e l’aria sulla pelle.

Trascorriamo così alcuni minuti, concentrando l’attenzione solo sul nostro respiro e sul qui e ora, esercitando la nostra consapevolezza.

Non c’è altro che dobbiamo fare ora.

Qualsiasi pensiero diverso dovesse sopraggiungere (e sicuramente sopraggiungerà!) allontaniamolo gentilmente, lo riprenderemo più tardi.

Respiro

Iniziamo ora a prestare attenzione al nostro modo di respirare:

  • in che modo in che modo l’aria fluisce nel mio polmone?
  • in che modo per poi defluisce verso l’esterno?
  • il movimento di inspirazione-espirazione è fluido?
  • l’inspirazione o l’espirazione sono movimenti “simmetrici” o abbiamo l’impressione che uno dei due movimenti sia più rapido oppure meno completo dell’altro?
  • ci sentiamo in sintonia con il nostro respiro?

Osserviamo ma senza giudicare.

Prendiamo coscienza e consapevolezza senza valutare o cercare di correggere.

Può essere utile appoggiare una mano sul torace e l’altra sull’addome per comprendere ancora meglio le caratteristiche del respiro su cui ci stiamo concentrando.

meditazione polmone

Fin dove arriva il nostro respiro?

Ogni respiro ora riempie non solo il Polmone, ma scende anche più giù, più in profondità, fino a raggiungere l’addome.

Portiamo in profondità il respiro, fino al dantien inferiore (area energetica al di sotto dell’ombelico).

Prendiamo tutto il tempo che serve per entrare in sintonia con il nostro respiro.

Continuiamo a respirare e proviamo a coinvolgere nella respirazione tutto il corpo.

Respiriamo con tutto il nostro corpo, come se tutto il nostro corpo fosse esso stesso un grande Polmone.

La pelle respira assieme al Polmone. Tutto il corpo si espande e tutto il corpo si contrae, impercettibilmente, ad ogni atto respiratorio.

Siamo un’unità.

Visualizzazioni

Il Polmone in medicina cinese appartiene all’Elemento Metallo.

Il suo colore corrispondente è il colore bianco, il suo movimento è discendente lento e inesorabile, come quello di una foglia che cade (la sua stagione associata è l’autunno) o del sole che scende al tramonto (la sua direzione è l’ovest).

Durante la meditazione può essere utile praticare alcune visualizzazioni ispirate proprio a questi principi. Ciò consente di concentrare la propria attenzione sull’energia di questo Organo e sulle sue caratteristiche energetiche più profonde.

Propongo di seguito due opzioni da sperimentare per la vostra pratica:

L’aria che inspiro è di colore bianco

meditazione polmone

L’aria entra dal naso, bianca e fresca, penetra nel Polmone e lo “dipinge” di bianco per poi uscirne lasciando spazio, dopo poco, a nuova aria acquisita. Il colore bianco nutre il mio Polmone.

Sono spettatore di un meraviglioso tramonto

meditazione polmone

Il sole scende lentamente sulla terra, così come scende l’energia del Polmone nel mio organismo. Un tramonto malinconico ma sublime, che emoziona per la sua bellezza e ci fa sentire connessi con l’universo.

Prima di concludere…

Prima di concludere, torna a concentrarti in modo mirato sulla respirazione. Inspira ed espira cinque volte, con tranquillità.

Quando ti senti pronto, apri gli occhi.

© Laura Vanni 2018


Per approfondire la meditazione degli Organi leggi:

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione polmone



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Meditazione degli organi secondo la medicina cinese

meditazione organi

Con questo articolo inauguro una serie di riflessioni che riguardano il rapporto corpo-mente, dove con “corpo” facciamo riferimento in particolare ai nostri organi interni.

Gli organi interni sono parte vitale del nostro organismo.

Essi funzionano indipendentemente dalla nostra volontà, in ogni momento della nostra vita, senza che ce ne accorgiamo realmente.

Siamo generalmente abituati a percepire la loro presenza solo quando smettono di funzionare correttamente o quando, per un motivo o per l’altro, ci procurano dolore.

dolore

Da quel momento, un organo che fino a quel momento aveva lavorato nel nostro corpo in modo efficiente ma allo stesso tempo silenzioso e invisibile, diventa presente alla nostra attenzione.

Finisce al centro di ogni nostro pensiero, a volte con un sentimento misto di rabbia (perché proprio a me?) e preoccupazione ossessiva (che succederà ora?).

meditazione degli organi

L’organo che è in difficoltà passa quindi, repentinamente, dall’essere “congegno vitale” efficiente 24 ore su 24 (ma, tutto sommato, totalmente ignorato) a “nemico intimo” che ci nega salute e armonia senza apparente motivo, costantemente presente nei nostri pensieri.

Lo sentiamo quasi come un ospite, come “altro da noi”, eppure – a seconda delle sue specifiche funzioni – ogni organo acquisisce energia, trasforma e trasporta sostanze… è parte integrante della nostra costituzione e della nostra quotidianità.

Obiettivo della meditazione degli organi

Il bersaglio della meditazione degli organi è la “percezione” degli organi interni. La percezione della loro presenza fisica nel nostro corpo, della loro funzionalità e delle loro connessioni con altri organi, apparati e stati emozionali, secondo le antiche teorie mediche cinesi.

La meditazione degli organi consente di iniziare un percorso intimo e personale di contatto e di ascolto con la parte fisicamente più “interna” di noi stessi.

Quella parte che nessuno di noi mai ha visto e può vedere nel suo funzionamento.

Quella parte che siamo generalmente abituati a percepire veramente solo quando qualcosa smette di funzionare correttamente o ci procura dolore.

E’ così che la percezione del nostro corpo è legata, nella nostra cultura, alla percezione del dolore e del disagio.

La meditazione degli organi ribalta questa prospettiva e si prende cura del corpo nel suo benessere.

Lo “ascolta” e percepisce nelle sue peculiari modalità di essere in un percorso di consapevolezza utile a 360 gradi.

meditazione degli organi

I benefici della meditazione degli Organi

Ogni organo vive di quanto gli offriamo, fin dal nostro primo vagito. A volte consapevolmente, a volte meno, ogni giorno, con alimentazione, respirazione e con il nostro vissuto emozionale.

In questo scenario, la meditazione degli organi può essere un’occasione per avvicinarci a questo mondo nascosto che sono proprio i nostri organi interni.

Può promuovere sensibilità e consapevolezza sugli aspetti meno visibili eppure più concreti del nostro vivere.

La visualizzazione guidata secondo i principi di connessione indicati dalla medicina cinese e l’uso consapevole dell’intenzione ci avvicina al mondo invisibile e buio dei nostri organi interni.

Rafforza la nostra sensibilità e consapevolezza sul loro funzionamento.

Riduce la distanza dal nostro corpo.

Dove e come. Indicazioni generali per la pratica della meditazione 

Se sei alla prima esperienza di meditazione, ti consiglio di praticare da seduto, su una sedia, seguendo le indicazioni che seguono.

E’ importante riservare a questa pratica alcuni minuti ogni giorno.

Non è importante dedicare molto tempo. Anche 10-15 minuti al giorno sono sufficienti, purché si abbia costanza, almeno all’inizio.

Può essere utile mettere proprio “in agenda” questo appuntamento tra le cose da fare nella giornata, eventualmente scegliendo sempre lo stesso orario o situazione, in modo da creare magari anche una piccola e benefica abitudine.

Per la nostra pratica troviamo una posizione tranquilla.

Può essere un ambiente esterno (clima permettendo) ma anche un angolo della nostra casa o dell’ufficio, purché possiamo essere sicuri di non essere disturbati.

meditazione organi

Teniamo i piedi ben poggiati a terra, paralleli e aperti più o meno alla larghezza delle nostre spalle.

Le braccia sono distese e rilassate verso il basso in modo naturale, con i palmi delle mani poggiati sulle cosce.

Possiamo poggiare la schiena sullo schienale della sedia se lo desideriamo, ma la nostra posizione deve mantenersi ben eretta, “reale”, proprio come se fossimo “re” o “regine” seduti su un trono.

L’apice della testa è come tirato verso il cielo, ugualmente la punta del coccige è come tirata verso la terra: le vertebre si distanziano l’una dall’altra e il corpo si distende, in modo non forzato ma morbido e armonico.

Questa posizione è ideale per concentrare la propria attenzione sul respiro e sulla presenza, procedendo poi alle visualizzazioni relative agli organi, così come troverai negli articoli dedicati a:



Per approfondire la meditazione degli organi

Tutte le meditazione degli Organi, integrate in alcune parti  è contenuto (assieme ad altro ancora) nel libro “Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese” disponibile in formato ebook e cartaceo.

Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi