Torace, respiro ed emozioni. Aspetti simbolici e psicosomatici

torace respiro

Torace, respiro ed emozioni sono tra loro strettamente connessi.

In questo articolo vedremo gli aspetti simbolici e psicosomatici connessi a questo distretto corporeo.

Il torace (dal latino thorax, greco ϑώραξ, “corazza, torace”) è la regione del tronco compresa tra il collo e l’addome (definizione Treccani).

Al torace corrisponde la gabbia toracica, ovvero quella parte del nostro corpo che contiene ossa e muscoli con specifica funzione di proteggere il cuore e i polmoni.

Sappiamo tutti che torace è il centro del respiro ma anche il centro dell’espressione verbale.

E’, infatti, grazie al respiro generato nel torace e alla colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, che nasce la voce.

Il torace nella tradizione popolare

Il torace è la “dimora del cuore” e, quindi, nel senso comune, è la dimora delle emozioni.

Il torace (o anche il petto) è per questo considerato, a livello popolare:

  • il luogo di concentrazione del sentimento (“avere in petto”)
  • il luogo di raccolta del senso di responsabilità ed individualità (“battersi il petto” in segno di pentimento).

Altri riferimenti rintracciabili nei detti popolari si riferiscono al ruolo del torace nella fonazione (“do di petto” inteso come virtuosismo nel canto e quindi, per traslato, come simbolo di azione brillante, ben riuscita) e al suo essere esposto nell’azione quando questa viene intrapresa con determinazione e risolutezza (“prendere di petto” un problema o una persona).

Tra i modi di dire più diffusi riguardanti il petto-torace troviamo:

  • avere in petto”: avere in animo, avere in mente, vedendo il petto come sede del cuore e quindi dei sentimenti. Usato principalmente per un sentimento, ma anche per un’idea, un’intenzione, soprattutto se non si esterna o che non si vuole rivelare agli altri
  • battersi il petto”: pentirsi, manifestare pentimento riconoscendo le proprie responsabilità. Richiama il gesto dei penitenti mentre ripetevano il “Domine non sum dignus”. Permane ancora nella preghiera cattolica in cui si confessano genericamente i propri peccati assumendosene la colpa davanti a Dio
  • do di petto”: si riferisce ad un’azione brillante, particolarmente ben riuscita. Deriva dal canto, al do acuto della voce di tenore, e allude alla difficoltà dell’emissione vocale di questa nota
  • prendere di petto”: affrontare direttamente e con decisione una persona, un problema, una situazione e così via. Sottintende l’intenzione di risolvere una questione sospesa, di arrivare a un chiarimento, di mettere fine a qualcosa, pur sapendo di andare così incontro alla possibilità di liti o fatiche

Il linguaggio del corpo tra psicologia sociale e psicosomatica

L’aspetto culturale ha, indubbiamente, un ruolo significativo nella capacità di comunicazione non verbale di quest’area corporea.

Forza, superiorità, sensualità

Nella cultura occidentale, in particolare, la zona toracica tende ad essere esaltata per esprimere forza, superiorità o anche sensualità.

Il sesso maschile ama esibire dei pettorali robusti.

torace

Il sesso femminile, di contro, sceglie abiti che possano valorizzare il décolleté, ritenuto in grado di valorizzare la propria femminilità.

torace, respiro emozioni

Non solo.

Ci sono altri numerosi aspetti significativi nella comunicazione non verbale relativa a questo distretto corporeo.

Atteggiamenti psichici ed emozioni

L’ampiezza delle spalle e della cassa toracica, la postura, la tonicità – o la atonicità – e il modo in cui viene mosso il torace sono in grado di comunicare – silenziosamente ma efficacemente – atteggiamenti psichici ed emozioni.

Come evidenziano gli psicologi psicosomatici:

  • in presenza di rabbia, il petto potrà mostrarsi gonfio e “tronfio”
  • in presenza di ansia, la respirazione si farà alta e il petto si alzerà e si abbasserà velocemente o anche in modo irregolare, sospendendo il respiro
  • in caso di paurail busto potrà essere scosso da tremori e le spalle potranno essere sollevate, come a proteggersi, il torace potrà essere gonfio, come per assicurarsi abbastanza aria
  • nell’eccitazione emotiva o sessuale, il busto potrà apparire molto tonico e proteso in avanti
  • al contrario, nella rilassatezza, il corpo sarà generalmente adagiato su uno schienale o, in caso di posizione eretta, apparirà disteso, ostentando un respiro lento e regolare.

La forma del torace

Un aspetto interessante riguarda anche l’osservazione della “forma” del torace.

L’area del torace, infatti, può presentare – sia anteriormente che posteriormente, quindi in corrispondenza dell’area dorsale – asimmetrie, ipo-iperertrofie, tensioni, blocchi etc i quali possono essere il risultato di un determinato vissuto emozionale.

Il blocco e la corazza muscolare. Reich e Lowen

Su questo specifico aspetto, riflessioni assai significative ci derivano da Reich e da Lowen.

Dai loro studi emerge, infatti, il fatto che quando subiamo qualche aggressione emotiva e proviamo sofferenza, la zona anteriore del torace si contrae come per proteggere il cuore.

Questo genera progressivamente quella che Reich definisce la “corazza muscolare” sia davanti (protezione dalla sofferenza) che dietro (difesa rispetto all’aggressività degli altri) che, anche, al di sotto, a livello del diaframma, il quale, a sua volta, si irrigidisce.

Questa tensione o blocco a livello muscolare genera un blocco ancora più ampio, a livello di capacità e possibilità di comunicare le proprie emozioni, nonché, anche, a livello di capacità nell’eseguire in modo pieno e fluido l’atto respiratorio.

Le caratteristiche morfologiche del torace (ampio, rigido, rilassato, rigonfio…) si dimostrano strettamente connesse, quindi, alle caratteristiche funzionali dell’atto respiratorio (unità o meno della cassa toracica, del diaframma e dell’addome) e, secondo Lowen, si connettono anche alle caratteristiche dell’Io:

“osserviamo se il petto è ampio, se è rigido o morbido e rilassato. Un torace rigonfio è invariabilmente concomitante con un Io gonfiato (…) d’altro canto, un petto morbido, sebbene connesso a maggiori sensazioni, non è necessariamente un segno di buona salute; si trova in certi caratteri impulsivi con struttura pregenitale. Quella che cerchiamo è una struttura rilassata in cui i movimenti respiratori mostrino l’unità della cassa toracica, del diaframma e dell’addome nell’inspirazione e nell’espirazione”(Lowen, Linguaggio del corpo, p.90)

Il respiro come connessione e scambio

E veniamo quindi, in tal modo, al secondo aspetto importante che riguarda quest’importante area corporea: il respiro.

torace

Il respiro rappresenta, tecnicamente, il movimento ritmico di immissione e di emissione dell’aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione.

Un’azione automatica e naturale che costituisce il mezzo di connessione, comunicazione e scambio tra l’interno (Io) e l’esterno (l’ambiente, l’altro da me).

Nell’esecuzione dell’atto respiratorio, il torace gestisce la sua funzione in modi sempre diversi a seconda di fattori ambientali ed emozionali.

Il respiro e il rapporto con il mondo

La difficoltà nel rapporto con il mondo, con l’altro da sé, può rendere difficoltosa la respirazione, in particolare con riferimento all’atto inspiratorio che rappresenta l’accoglienza e la ricezione.

Allo stesso tempo, la paura fa gonfiare il torace per assicurare “abbastanza aria” e infondere sicurezza.

Scrive al riguardo Lowen:

“il torace gonfio è una difesa contro il senso di panico, che è in relazione con la paura di non riuscire ad assicurarsi abbastanza aria. Allorché una persona in queste condizioni fa uscire completamente l’aria, ha un momento di panico, al quale reagisce inspirando e gonfiando di nuovo il torace. Il torace gonfio, mantiene un’ampia riserva di aria per misura di sicurezza. Il soggetto ha paura di abbandonare tale senso illusorio di sicurezza. D’altro canto chi ha paura di protendersi verso il mondo attivamente ha difficoltà nell’inspirare”(Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.32)

L’aspetto funzionale (atto respiratorio) e quello fisico-morfologico (aspetto e forma del torace) entrano in tal modo in connessione profonda tra loro.

Questi due aspetti, inoltre, sono in connessione, a loro volta, con le caratteristiche psico-emotive dell’individuo (Giacconi).

Di fatto, sia un’ipo-espansione sia un’iper-espansione del torace suggeriscono una mancata consapevolezza rispetto al proprio respiro, il quale subisce condizionamenti in base a fattori di contesto, e costituiscono premessa di squilibrio a più livelli.

Oppressione toracica e fatica a respirare. Il punto di vista energetico

Uno dei disturbi più diffusi a livello toracico è indubbiamente la dispnea (difficoltà a respirare) con senso di oppressione toracica che può arrivare al dolore.

torace

In letteratura si evidenzia come questa condizione si associ a due condizioni tipiche:

  • un blocco o stasi a livello del torace, spesso associata a condizioni emozionali molto intense di vulnerabilità  (ansia, paura…)
  • un torace iper-espanso, in condizioni di aggressività e impetuosità. In questo caso l’energia si blocca al livello del petto generando un senso di pienezza che si può manifestare a livello psichico (ansia) e fisico (ipertensione).  La postura con l’iperestensione del torace favorisce, inoltre, l’irrigidimento del ventre e del diaframma, bloccando il contatto con l’intestino. Le emozioni che hanno inizio nel ventre faticano così ad ascendere attraverso il petto, restano compresse, non riescono ad essere trasformate ed espresse in parole, azioni, emozioni manifeste

In medicina cinese queste condizioni di difficoltà a livello del torace possono essere comuni a diversi quadri. Per differenziare tra questi quadri ed intraprendere il giusto percorso di trattamento  è indispensabile la valutazione da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

Un agopunto che spesso può essere di aiuto in queste condizioni è PC6 Neiguan, localizzato  tre dita in linea sopra la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

toracetorace, respiro emozioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La stimolazione di questo agopunto va fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

Stimolato con costanza, PC6  aiuta ad “aprire il torace”, a muovere il Qi e il Sangue ed ha, inoltre, azione calmante (calma lo Shen)

Al minuto 2.35 del video seguente dedicato alla digitopressione in caso di ansia, puoi vedere la localizzazione e la stimolazione in autotrattamento di questo agopunto.

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L’amore è nel cuore? La medicina cinese dice di sì

amore nel cuore

L’amore è nel cuore secondo la letteratura, nella poesia, nella musica…

Il cuore, motore del sistema circolatorio, ha una portata non solo cardiaca (quantità di sangue che il cuore pompa in un minuto) ma anche simbolica.

Il cuore è, infatti, da sempre il simbolo dell’amore, della passione e del sentimento più intenso e profondo.

amore

Cos’è l’amore?

Non è facile definire cosa intendiamo con il termine amore.

Ci riferiamo sicuramente a qualcosa che ha un’ampia varietà di significati: una serie di sentimenti che comprende aspetti spesso mescolati tra loro come l’attaccamento, la dedizione, l’attrazione, l’affetto

Nella tradizione popolare il cuore si rallegra per gli eventi felici (si riempie – e a volte scoppia – di gioia) e si rattrista per quelli tristi (si spezza, si infrange).

Se una persona è cordiale, affettuosa, entusiasta “parla con il cuore”. Al contrario, se una persona è fredda, rigida, meschina diciamo che “ha un cuore di pietra”.

Cuore ed emozioni in medicina cinese 

In medicina cinese il cuore è ritenuto la sede privilegiata delle emozioni.

Imperatore del Regno (l’intero organismo), il cuore è coinvolto da tutte le emozioni – anche quelle associate agli altri organi – in particolare quando queste si fanno molto intense o prolungate nel tempo.

Il cuore è, quindi, sede della dimensione del mentale e dell’emozionale (Cuore Shen).

Associato all’elemento Fuoco, il colore corrispondente al Cuore è il rosso, l’emozione associata è la gioia, il suono la risata, anch’essa espressione di gioia.

È interessante notare che il termine “amore” compare raramente negli antichi testi cinesi.

Si parla più spesso di amore inteso come compassione, pace, armonia.

L’amore, in questa accezione, implica apertura e accoglienza e, nella sua manifestazione più equilibrata, è espressione di armonica serenità.

In termini cinesi, possiamo immaginare l’amore come una energia (Qi) particolarmente vitale e dinamica (yang).

In quanto energia yang, l’amore è tensione verso l’esterno.

Questo gli conferisce le qualità di  empatia, compassione,  capacità di comprendere l’altro allontanandosi momentaneamente dalla propria limitante individualità. E’ desiderio sincero di alleviare le sofferenze dell’altra persona.

amore

Cuore ed emozioni in medicina occidentale 

Il rapporto tra emozioni e “salute” del cuore è presente anche nella medicina occidentale.

amore

Una ricerca condotta dall’Università di Pisa in collaborazione dell’Università dell’Essex (Inghilterra), l’Harvard Medical School e il Mit di Boston (Usa) è pervenuta alla definizione di un algoritmo matematico in grado di fornire una valutazione continua degli stati emozionali mediante elettrocardiogramma. In pratica, data una certa dinamica cardiaca, i ricercatori sono stati in grado di predire il battito successivo e comprendere quale emozione era stata provata dal soggetto sotto osservazione».

Una ricerca pubblicata sul Journal of the American Society of Echocardiography evidenzia, invece, come i dispiaceri hanno conseguenze cardiache negative.

Amore come unione

L’amore è, per definizione, senso di unione.

Quando si ama, si entra in unione con l’oggetto d’amore, tanto che la sua sofferenza è la nostra sofferenza, la sua felicità è la nostra felicità.

L’amore implica il bisogno di intimità e di contatto che accompagna tutte le fasi della vita fin dalla nascita (il neonato che cerca il contatto della mamma).

amore

L’amore tra due persone esprime quindi desiderio di unione e sintesi. Anche il contatto sessuale ha la stessa origine. E’ nella natura umana come il respirare e il nutrirsi, garantisce la prosecuzione della specie e allo stesso modo contribuisce al nostro benessere, rafforzando la nostra energia vitale.

Nell’approccio cinese, per vivere in modo autentico l’amore, il cuore deve essere vuoto, ovvero privo da turbamenti, aperto e disponibile.

In questo modo sarà possibile “prendere a cuore” la vita, se stessi e gli altri. Con misura ed equilibrio, riducendo quanto nell’amore c’è di attaccamento e, quindi, di amor proprio.

Aprendosi all’altro con fiducia e disponibilità.

Tutto questo nel rispetto di sé e dell’amore per se stessi. Questo non in un senso egoistico e narcisista, ma come accettazione di quello che siamo “nel qui e ora”, senza pregiudizio. Lasciando al nostro essere più profondo la possibilità di manifestarsi liberamente, senza condizionamenti e sovrastrutture mentali.

Questo seguendo il cuore, ma anche mantenendo il senso della realtà. Come dice il detto, poco cinese ma molto efficace, quindi: “segui il tuo cuore ma porta con te il tuo cervello”.

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Coraggio di agire e determinazione. L’energia della vescica biliare in medicina cinese

coraggio

Il coraggio di agire e la determinazione sono sempre stati considerati qualità personali. Al contrario, essere timorosi, timidi e indecisi viene generalmente  considerato un atteggiamento poco gradito e quasi motivo di vergogna.

Ma cosa dipendono questi atteggiamenti?

Cosa ci infonde coraggio di agire e determinazione e cosa, invece, ci blocca nell’indecisione e nell’incapacità di agire?

Il coraggio di agire e la determinazione secondo la medicina cinese

In medicina cinese il coraggio di agire e la determinazione sono connesse all’energia della Colecisti (detta anche Cistifellea o Vescica biliare).

Questa associazione è così forte che in Cina si usa dire, di una persona coraggiosa e intraprendente, che ha una “grande vescica biliare”.

Questo è molto singolare se si pensa che in medicina cinese la Colecisti è il viscere associato al Fegato tramite i Meridiani energetici e nella nostra cultura usiamo dire proprio che una persona coraggiosa “ha fegato”.

Fegato e colecisti quindi sembrano proprio essere riconosciuti dalla tradizione come gli organi simbolo del coraggio.

Ma cosa hanno in comune Colecisti e Fegato per avere entrambi, in culture diverse, questa corrispondenza simbolica di coraggio e determinazione?

L’aspetto in comune è l’energia dell’Elemento che li accomuna, ovvero l’energia del Legno.

L’energia del Legno e l’intraprendenza

coraggio

La medicina cinese attribuisce al Fegato e alla Colecisti l’energia dell’Elemento Legno.

Il Legno si caratterizza per la sua tendenza a crescere e a svilupparsi in ogni direzione, così come un albero, dispiegando verso il cielo i rami e verso la terra le radici.

La natura del Legno richiede la libera espressione di , rifiutando ogni contenimento e costrizione.

Dal punto di vista psichico, nell’uomo il Legno si esprime con la capacità di progettare, sviluppare idee con entusiasmo ed ispirazione creativa, coraggio e ambizione.

In quanto animati da questa energia, secondo la medicina cinese, Fegato e Colecisti hanno l’attitudine generale di sostenere tutti i fenomeni (fisici e psichici) di esteriorizzazione, estrinsecazione e di messa in movimento.

coraggio agire

Fegato e Colecisti. Dal progetto all’azione

Fegato e Colecisti in medicina cinese rappresentano quindi la nostra capacità di azione nella vita.

Più precisamente, rappresentano la mente e il braccio, l’architetto e il capocantiere:

  • il Fegato ha l’incarico del progetto
  • la Colecisti ha l’incarico della sua realizzazione pratica

Progetto e azione sono tra loro strettamente connessi.

Senza un buon progetto le decisioni sono prive di senso e difficilmente producono buoni risultati. Allo stesso tempo, pianificazione e organizzazione fini a se stesse sono aride e frustranti, così come ognuno di noi può vivere personalmente in contesti fortemente caratterizzati da burocrazia e routine.

Per realizzare un progetto nel rispetto della natura del Legno è necessario agire.

E’ necessario muoverci sia fisicamente (il Legno governa muscoli e tendini) che mentalmente, adattando i nostri intenti alle reali possibilità di realizzazione, tenendo conto che se non riusciremo a realizzare i nostri propositi ci sentiremo facilmente limitati, arrabbiati e frustrati (la rabbia è l’emozione associata al Legno).

La Colecisti: il viscere del coraggio

Secondo la medicina cinese è, quindi, l’energia della Colecisti a determinare la nostra attitudine ad agire, la nostra determinazione e, appunto, il nostro coraggio.

Dal punto di vista psichico, la colecisti detiene lo spirito di iniziativa, l’audacia e la concretezza indispensabili per passare dalla teoria (progetto) alla pratica (azione, cambiamento).

cambiamento

Essa assume nel Regno (il nostro organismo) la funzione di prendere decisioni e scegliere, assumendo in tal modo il ruolo fattivo che si coniuga con quello progettuale del Fegato:

  • mentre il Fegato è il “maestro dell’astuzia”, la Colecisti è il “maestro della decisione”.
  • mentre il Fegato è il “generale degli eserciti”, comandante di armata, colui che compila i piani e che analizza e valuta le situazioni, la Colecisti passa all’azione e attua ciò che il Fegato ha pianificato.

Dal punto di vista emozionale, in condizioni di equilibrio, le caratteristiche psichiche della Colecisti sono dinamismo, coraggio e spirito di iniziativa.

Nella vita quotidiana “avere una buona vescica biliare” significa

  • essere in grado di fare una scelta e portarla avanti
  • poter vedere la situazione con una certa lucidità
  • riuscire a prendere decisioni senza fatica eccessiva e, insieme, possedere la determinazione necessaria per trasformare le decisioni in azioni

In questo senso, con la Colecisti si parla di giudizio, decisione, determinazione, coraggio.

La Colecisti ha l’incarico di valutare una situazione e giudicare l’azione più opportuna in base alla situazione. Non si tratta di una valutazione etica o morale (questa è di competenza del Cuore Imperatore) ma una valutazione pratica, operativa.

Queste caratteristiche psichiche fanno della colecisti il viscere maggiormente connesso alla capacità di attuare cambiamenti e, trasformare i progetti in azioni positive, con vitalità ed energia.

Mancanza di coraggio, mancanza di iniziativa e timidezza

Quando l’energia della Colecisti è in deficit, la persona è restia a prendere decisioni, non ha iniziativa e motivazione all’azione.

Si scoraggia facilmente, alla prima avversità.

coraggio agire

Questa condizione emotiva si associa ad una secrezione di bile insufficiente alle necessità.

Dal punto di vista fisico potremo avere manifestazioni concomitanti come:

  • difficoltà digestive
  • stipsi
  • tendenza all’anemia
  • vista offuscata

Impulsività, sconsideratezza

Quando l’energia della Colecisti è in eccesso, avremo impulsività, tendenza a non ponderare l’azione, sconsideratezza.

pericolo

Dal punto di vista fisico, se la Colecisti è energeticamente è in eccesso, si avrà una secrezione di bile sproporzionata con la possibile manifestazione di sintomi come:

Come trovare il coraggio di cambiare

Dal punto di vista della medicina cinese, per favorire l’attitudine al coraggio è indispensabile riequilibrare l’energia del Legno, ovvero di Fegato e – soprattutto – Colecisti.

Occorre regolare il Qi di Fegato e Colecisti, sbloccarne l’energia o tonificarne il deficit.

L’alimentazione, il qi gong, la meditazione, il tuina e l’autotrattamento sono le pratiche più utili a questo fine e consentono di armonizzare la propria energia in modo semplice e naturale, partecipando direttamente al proprio benessere.

Oltre a questo, sarà utile un percorso personale volto ad individuare la causa delle mie insicurezze e dei miei timori; capire da dove nasce la mia resistenza.

Da un punto di vista psicologico, il coraggio di agire è in buona parte connesso alla nostra capacità di uscire dalla zona di comfort e stare nel flusso.

Agire affrontando l’ignoto significa abbandonare la sicurezza delle abitudini ed affrontare le nostre paure, prima tra tutte la paura di sbagliare e di fallire.

Allenarsi a vivere diversamente, provare a costruire un nuovo schema mentale, abituarsi ad accettare l’incognita che c’è dopo l’azione.

Tutti questi “esercizi” favoriscono potenzialmente un cambiamento nella propria propensione all’azione.

Altrettanto importanti sono la riflessione, l’autoanalisi, parlare con un amico o ricorrere per qualche incontro all’aiuto di uno psicoterapeuta.

coraggio agire

Tutto ciò può fare chiarezza su alcuni aspetti decisivi della nostra natura più profonda ed aiutarci a costruire attitudini importanti come quella di credere in se stessi, avere fiducia nelle proprie capacità, avere una buona autostima.

Tutti fattori che aiutano ad avere coraggio di agire ed intraprendenza.

Se tutto questo ti sembra difficile e inaffrontabile, è proprio il momento di iniziare!

Non è necessario stravolgere le tue abitudini o fare enormi cambiamenti.

Si tratta solo di provare a guardare le cose in modo diverso. Fare piccoli ma quotidiani “esperimenti” di cambiamento e di azione nella direzione dei tuoi progetti di vita e dei tuoi desideri.

Prova a pensare che questo è il primo giorno della tua nuova vita.

Non è importante quanto riesci ad avvicinarti al tuo obiettivo di azione e cambiamento.

Per dirla con Lao Tzu:

Un viaggio di mille miglia comincia con un solo passo

cambiamento

© Laura Vanni 2018



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Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

La paura secondo la medicina cinese

paura in medicina cinese

La paura in la medicina cinese è l’emozione associata ai Reni e coinvolge l’asse Acqua-Fuoco ovvero Rene-Cuore (Shao-Yin).

La paura sollecita negativamente l’organismo, come ogni emozione, quando è in eccesso incide negativamente sui regolari movimenti del Qi e sulla sua circolazione.

In particolare, quando proviamo paura, il nostro Qi si dirige verso il basso. Ad essere coinvolto è il sistema funzionale del Rene che, al contrario, ha natura ascendente e “consolidante”.

paura in medicina cinese

Cosa succede quando proviamo paura?

Se l’emozione della paura è vissuta troppo spesso o con eccessiva intensità, il Rene viene stimolato eccessivamente da questa discesa di Qi e si indebolirà.

Ciò può condurre a manifestazioni come incontinenza o enuresi, dolore nella zona lombare e delle ginocchia, invecchiamento precoce o repentino (si pensi al modo di dire “capelli bianchi per la paura”…).

L’indebolimento del Rene coinvolge anche la sua relazione con il Cuore, interrompendo l’equilibrio dell’asse Acqua-Fuoco (Rene-Cuore).

Potranno manifestarsi quindi anche vertigini, acufeni, perdita di udito, grave ansia, palpitazioni

La paura ha, inoltre, la capacità di bloccare. Questa emozione riesce a far rallentare la circolazione del Qi e del Sangue, causa contrazioni involontarie e croniche dei muscoli, compreso il diaframma, con effetti a vari livelli (digestivo, respiratorio etc).

Anche lo spavento agisce danneggiando la nostra energia.

paura in medicina cinese

Si tratta in questo caso di una reazione inconsapevole, improvvisa e violenta. Lo spavento improvviso causa il disordine della circolazione del Qi e la perdita del controllo mentale e dei movimenti.

La paura e lo spavento sono reazioni emozionali con azioni negative simili sull’energia dei Reni: la sollecitano negativamente, ne turbano i movimenti del Qi e alla lunga danneggiano i Reni (spavento urinare in modo incontrollato).

Il Rene in medicina cinese rappresenta la nostra energia più profonda.

E’ l’energia del cielo anteriore (congenito) che “sostiene il cielo posteriore (l’acquisito). E’ il fondamento della vita.

La paura danneggia il Rene.

Allo stesso tempo, però, in caso di debolezza energetica, l’energia del Rene genera paura intesa come emozione di smarrimento, assenza di gioia di vivere per mancanza di uno scopo da realizzare.

Che fare se proviamo paura?

Per non restare bloccati dalla paura la medicina cinese invita a nutrire lo spirito e la mente.

Restare calmi, positivi, non focalizzarsi su obiettivi eccessivamente difficili, prendersi cura di sé.

Questi sono i principi ispiratori, risultati di un percorso personale.

Un percorso personale che può essere facilitato dalla pratica di esercizi mirati alla consapevolezza psicofisica come per esempio con la pratica del qi gong e della meditazione.

Autotrattamento per sostenere la propria energia in caso di paura persistente

La digitopressione ci può venire in aiuto. La scelta degli agopunti non può prescindere dalla valutazione del caso personale.

In ogni caso, in presenza di tendenza depressiva, apprensione, paura che possa accadere qualcosa, può essere per tutti utile:

  • nutrire e rafforzare il Qi del Rene con KI3 Taixi 
  • nutrire lo Yin e il Rene in generale con KI7 Fuliu

Se è presente anche grave ansia, palpitazioni, punta della lingua rossa (Fuoco del Cuore) è utile aggiungere anche i punti:

Nel video “La paura in medicina cinese” qui di seguito trovi tutte le spiegazioni sulla localizzazione e sul modo in cui stimolare questi agopunti.

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Approfondimenti:

In un video precedente ho parlato delle  emozioni dal punto di vista della medicina cinese.

Ho, inoltre, già parlato di preoccupazione,di rabbia  e di ansia e come ridurla utilizzando la digitopressione.

 


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Nutrire lo spirito e la mente. Cinque consigli dalla medicina cinese

mente

La medicina cinese ci invita saggiamente a nutrire lo spirito e la mente.

Questo è un invito a prenderci cura di noi stessi non solo prendendoci cura del corpo ma, soprattutto, armonizzando il nostro stato emotivo.

I fattori emozionali rappresentano infatti, per la medicina cinese, una delle cause più importanti di squilibrio energetico e, quindi, diremmo, di malattia.

Possiamo individuare cinque preziosi consigli per conseguire l’obiettivo di nutrire lo spirito e la mente. Vediamoli di seguito.

1. Mantenere un cuore puro e avere pochi desideri

Il cuore in medicina cinese è considerato l’Imperatore del regno (il nostro organismo) e il centro del vissuto emozionale.

Per vivere serenamente, dovremmo mantenere il nostro cuore vuoto, libero di desideri e di tensioni. Il consiglio è quello di adattarsi all’evolversi naturale delle cose, liberandoci nel contempo dai desideri e dalle ambizioni.

Questo significa liberarsi da alcuni “mali” che sono la ricerca di fama, profitto, piaceri mondani, accumulo di ricchezza, ricerca di sapori raffinati, invidia e gelosia, adulazione, arroganza e falsità. Solo in questo modo si potrà vivere serenamente

2. Guardare ma non vedere, ascoltare ma non sentire

Nella nostra quotidianità siamo sommersi dai più diversi stimoli, la maggior parte dei quali induce confusione e stordimento.

Questo è vero sempre ma è ancora più vero nella società occidentale del XXI secolo. Siamo continuamente connessi e raggiungibili, costantemente bersaglio di stimoli e messaggi diretti e indiretti.

L’invito in questo caso è di ridurre i disturbi provenienti dall’esterno. Dobbiamo evitare che le orecchie sentano cose inutili, che la bocca sprechi parole, che il corpo si muova inutilmente e che il cuore sia pieno di pensieri vani. Questo ci consentirà di essere centrati.

3. Concentrare la mente su ciò che si sta facendo

Troppo spesso sovraccarichiamo la mente di pensieri inutili e l’impegnano per tenere a bada i numerosi stimoli esterni.

Il terzo consiglio della medicina cinese è quello di  essere presenti a se stessi per vivere in modo consapevole la nostra vita, nel presente, nel qui e ora.

4. Adattarsi all’ambiente: usi e costumi locali, clima…

Il cambiamento è un’opportunità da accogliere con la mente aperta, lasciando fuori i pensieri negativi.

Quando l’ambiente cambia, noi dovremmo adattarci e cambiare con esso.

In questo senso, l’adattamento è il segreto del benessere.

Impariamo dagli alberi che – non avendo la possibilità di spostarsi – riescono ad adattarsi agli ambienti più ostili mantenendosi comunque forti e longevi

5. Regolare le emozioni

Le emozioni per la medicina cinese sono “movimenti di qi”. Si tratta di reazioni fisiologiche, naturali e da accogliere.

Le emozioni vanno sempre espresse, preferibilmente con moderazione, e mai represse. Se ciò non accade avremo stasi, squilibrio-malattia.

Per esprimere le emozioni e liberare il nostro organismo dalla loro energia potenzialmente dannosa possiamo ricorrere a diverse soluzioni. Una di queste è il movimento fisico.

Per esempio, per sfogare la rabbia, e non comprimerla è utile fare attività fisica, camminare all’aria aperta, ballare, saltare, incontrare amici.

Secondo la medicina cinese la rabbia è un’emozione estremamente dannosa, soprattutto se compressa. Può associarsi a tachicardia, ipertensione, affanno, agitazione, disturbi cardiaci, gastrointestinali.

Se le emozioni sono espresse o moderate, il qi scorrerà fluidamente nel corpo, il sangue circolerà correttamente e l’uomo contrasterà la comparsa delle malattie, riuscendo a vivere a lungo in salute.

6. Vivere sereni e tranquilli

Essere sereni e coltivare il pensiero positivo rafforza il corpo e la mente.

Evitiamo quindi conversazioni inutili e liberiamoci da pensieri negativi e preoccupazioni. Lasciamo da parte i pettegolezzi e il gossip.

Usiamo la nostra energia per altre attività in grado di aggiungere elementi positivi e tonificanti alla nostra vita.

© Laura Vanni 2018


Meditazione degli Organi: Teoria e pratica della meditazione ispirata ai principi della medicina cinese

meditazione degli organi


 

Rabbia trattenuta in medicina cinese

rabbia trattenuta

Si parla spesso di rabbia trattenuta. Ma che cosa si intende, prima di tutto, con rabbia? Da cosa dipende la rabbia?

Quale disarmonia o difficoltà può segnalare secondo la medicina cinese?

Secondo la medicina cinese la rabbia è un’emozione connessa all’organo Zang Fegato.

Il Fegato in medicina cinese ha numerose funzioni. Una delle più importanti è quella di armonizzare i movimenti del Qi nel nostro organismo.

Quando si prova rabbia, questa si manifesta nel corpo con un moto repentino e irruento del Qi verso l’alto.

Quando la rabbia viene repressa, invece, genera una pressione interna.  Questo causa blocchi di Qi e genera a livello emozionale frustrazione e senso di insoddisfazione.

Quando la pressione accumulata è troppa, per così dire si “esplode”, manifestandosi con sintomi fisici ed emozionali.

Sangue e Qi sono portati prepotentemente verso l’alto (viso rosso, cefalee, vertigini, ipertensione, acufeni…).

Questa è la situazione in cui la rabbia repressa trova sfogo non essendo stato possibile fino a quel momento scaricarla.

Consigli per scaricare la rabbia

Nel video che segue puoi approfondire il tema della rabbia in medicina cinese e puoi trovare alcuni consigli per aiutare la tua energia a tornare in equilibrio quando l’emozione della rabbia diventa troppo forte.

 


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese

 

Cosa sono le emozioni e da cosa dipendono secondo la medicina cinese

cosa sono le emozioni

Cosa sono le emozioni? In medicina cinese non esiste la possibilità di considerare un aspetto fisico prescindendo da quello psichico e viceversa.

Psiche e soma (mente e corpo) sono quindi aspetti di un’unica unità-Uomo.

Gli aspetti emozionali hanno corrispondenze fisiche negli organi (Zang).

Il rapporto è tra emozione ed organo ma anche, nel senso inverso, tra organo ed  emozione.

Cosa sono le emozioni? Da cosa dipendono?

In generale, le emozioni possono essere definite risposte fisiologiche agli stimoli del mondo esterno.

Per capire il punto di vista della medicina cinese partiamo dal presupposto che alla base della vita in medicina cinese c’è il concetto di Energia (Qi).

Il QI ed i suoi movimenti nell’uomo regolano ogni cosa:

  • gli aspetti più materiali e concreti legati alla fisiologia di organi e visceri
  • gli aspetti più “immateriali” ed impalpabili come, appunto, le emozioni.

Cinque emozioni secondo la medicina cinese

La medicina cinese individua cinque emozioni di base da cui derivano tutte le altre emozioni.

Queste cinque emozioni sono associate ai cinque Organi Zang in questo modo:

• la Rabbia corrisponde al Fegato
• la Gioia corrisponde al Cuore
• il Pensiero-preoccupazione corrisponde alla Milza
• la Tristezza corrisponde al Polmone
• la Paura corrisponde al Rene

Guarda il video seguente per approfondire i concetti principali di questa teoria e approfondisci gli altri temi della medicina cinese guardando gli altri video sul mio Canale YouTube.

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Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Sette risposte sull’ansia dalla medicina cinese

ansia in medicina cinese

Quattro giorni fa ho pubblicato il mio video dal titolo “Come ridurre l’ansia con la digitopressione” ed ho ricevuto molti quesiti interessanti.

Ti sei perso il video? Puoi recuperare guardandolo ora, prima di continuare a leggere. Eccolo qui:

In questo articolo rispondo a vostri sette quesiti  in tema di ansia.
Pronti? Via!

Sette risposte sull’ansia dalla medicina cinese

1) DA COSA DIPENDE LANSIA SECONDO LA MEDICINA CINESE?

Intanto dobbiamo definire cosa intendiamo con il termine “ansia”, visto che siamo abituati a parlarne intendendo situazioni a volte anche diverse.

Nel contesto del nostro video, facciamo rientrare nella categoria dell’ansia manifestazioni come instabilità emotiva, paura, irrequietezza, panico, agitazione generale, preoccupazione costante (specie se ossessiva e immotivata).

In medicina cinese le emozioni sono “movimenti del Qi”, sono eventi fisiologici, sono una risposta dello Shen agli stimoli del mondo esterno.

I movimenti del Qi possono alterarsi: il Qi può andare controcorrente, disperdersi, annodarsi, esaurirsi, diventare disordinato… tutto questo ha manifestazioni a livello fisico (Yin) ed emotivo (Yang).

Poiché in medicina cinese corpo e mente sono uniti e complementari (Yin e Yang), nell’espressione dell’ansia, dal punto di vista cinese, è coinvolta l’energia di diversi Organi: Milza, Fegato, Reni e Cuore soprattutto.

Partiamo dal presupposto che in medicina cinese ogni Organo ha un’emozione associata.

Per gli Organi appena citati abbiamo la preoccupazione per la Milza, la rabbia per il Fegato, la paura per i Reni.

Al Cuore si associa l’emozione della gioia ma ancor di più, in questo contesto, ci interessa il ruolo del Cuore come sede dello Shen (mentale, emozionale), centrale nel regolare gli aspetti psichici ed emozionali.

Mi è impossibile in questa sede entrare nel dettaglio energetico delle disarmonie che possono condurre ad una sensazione di ansia. Provo però, a fare un esempio che possa essere compreso da tutti.

Immaginiamo una pentola piena di acqua.

Mettiamo la pentola sul fuoco. Il nostro obiettivo è tenere l’acqua in caldo ma evitare che si consumi evaporando.

Se regoliamo troppo alta la fiamma, il fuoco (Yang) tenderà velocemente a consumare l’acqua (Yin).

Anche se la fiamma non è troppo intensa, del resto, il calore del fuoco (Yang) nel tempo tenderà comunque a consumare l’acqua (Yin), anche se potremmo, per esempio, decidere di aggiungere nuova acqua per riportare l’equilibrio.

Nel nostro corpo Yin e Yang sono in relazione tra loro più o meno come l’acqua e il fuoco nell’esempio della pentola.

Le pratiche energetiche cinesi (tuinaqi gong, alimentazione energetica…) sono finalizzate a mantenere in equilibrio queste due energie, come faremmo con l’acqua nella pentola. Sono utilizzate per “abbassare la fiamma” se in noi c’è troppo calore, oppure per aggiungere acqua se questa si è consumata in eccesso.

Lo squilibrio tra Yin e Yang può verificarsi con un eccesso di Yang (fiamma troppo alta con conseguente calore) o con un deficit di Yin (acqua che si è consumata, quindi fa aumentare comunque il calore percepito).

In entrambi i casi quello che risulterà a livello “soggettivo” sarà uno sbilanciamento verso il Fuoco e il Calore che nel nostro organismo si traduce a livello emozionale con agitazione, irrequietezza e – per l’appunto – ansia generalizzata.

2) COSA POSSO FARE OLTRE AI PUNTI INDICATI NEL VIDEO PER RIDURRE L’ANSIA?

La medicina cinese offre, oltre ai sistemi di trattamento mediante il tuina (massaggio energetico “padre” del più famoso shiatsu e padre anche del sistema di trattamento che stai imparando dal video) o l’agopuntura, anche altri strumenti che variano dalla fitoterapia alla dietetica cinese al qi gong.

Quest’ultimo, in particolare, si dimostra molto efficace nel favorire l’attenzione del praticante su mente, corpo e respiro e per questo può essere un valido strumento aggiuntivo nel percorso di riduzione dell’ansia.

3) PER QUANTO TEMPO DEVO STIMOLARE I PUNTI?

Non esiste una regola matematica per stabilire esattamente il tempo di stimolazione degli agopunti. Non esiste un valore assoluto, perché il lavoro con l’energia non si fa con l’orologio davanti.

Ognuno di noi è diverso e ognuno di noi ha tempi diversi.

Per questo non posso darti una regola precisa. La regola sei TU, le tue sensazioni e l’ascolto che piano piano riuscirai ad avere sul tuo corpo e la tua energia.

Inizia con 2-3 minuti per punto. Se i punti sono dolenti trattali con maggiore delicatezza e morbidezza, ma trattali comunque.

Quando parliamo di autotrattamento parliamo di stimolazioni energetiche da parte di persone non necessariamente “addette ai lavori”.

Se non sei un operatore specializzato poniti in una condizione di “ascolto” rispetto al tuo corpo e ai punti che stai stimolando.

Cerca di dedicarti a questa attività per pochi minuti ma in “assoluta presenza”, attenzione e “intenzione”. Nel tempo potrai valutare le tue sensazioni e trovare il “giusto tempo” per te.

4) DEVO STIMOLARE I PUNTI SU TUTTE E DUE LE BRACCIA O NE BASTA UNA?

Gli agopunti dei meridiani principali sono tutti simmetrici e vanno stimolati sui due lati del corpo.

Nel caso del video in oggetto, sono quindi simmetrici sulle due braccia i punti HT7 (Meridiano di Cuore) e PC6 (Meridiano di Pericardio).

Il punto Yintang fa eccezione perché è collocato sulla linea centrale del corpo. Non appartiene, inoltre, ai meridiani principali, ma è un punto “Extra” (extrameridiano).

5) I PUNTI DEVO STIMOLARLI OGNI GIORNO OPPURE “AL BISOGNO”?

L’utilizzo dei punti “al bisogno” è sempre valido ed efficace. Se la condizione di ansia è cronica o, comunque, ricorrente, il consiglio è di stimolarli ogni giorno, con costanza, per un periodo di tempo minimo di una settimana.

6) POSSO STIMOLARLI MENTRE GUARDO LA TV, DOPO CENA?

La cosa migliore sarebbe dedicarsi all’autotrattamento senza distrazioni anche se nelle nostre abitudini occidentali è a volte psicologicamente molto difficile tenersi occupati con “una cosa per volta”. Questo però sarebbe necessario in questo caso…

Infatti non stai “spingendo un bottone” ma stai interagendo con alcune parti di te molto profonde. Questo vale soprattutto nel caso di questo video, perché il “bersaglio” della stimolazione è a livello di Shen (mentale, emozionale) ed è proprio Shen che deve essere presente quando ti dedichi a “lui”.

E’, quindi, importante “essere presenti a se stessi” e usare l’energia che è nell’intenzione, cercando di concentrarsi sul gesto e sul “sentire”, ponendo attenzione anche al respiro, alle eventuali tensioni muscolari etc. Evita di stimolare gli agopunti subito dopo i pasti.

7) DOPO QUANTO TEMPO POSSO INIZIARE A SENTIRE GLI EFFETTI DELL’AUTOTRATTAMENTO?

Il trattamento energetico non è un “farmaco”. Non esiste un tempo esatto per l’azione dei punti, ognuno di noi è diverso dall’altro nella capacità di “ricevere il messaggio” della stimolazione e nella capacità di elaborarlo energeticamente.

Al di là di questa premessa generale, se ben stimolati, questi punti hanno azione generalmente già subito dopo la loro stimolazione. In alcuni casi si inizia a percepire il beneficio anche durante l’autotrattamento stesso.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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