Mal di stomaco in medicina cinese

mal di stomaco

Con il termine mal di stomaco, generalmente intendiamo un dolore localizzato nella regione addominale, precisamente nella parte alta dell’addome, dove appunto è collocato lo stomaco (epigastrio).

Il mal di stomaco non è sempre uguale, ma può essere di diverso tipo.

Per la medicina cinese questo si spiega anche per il fatto che il mal di stomaco può avere diverse cause e spesso rimanda a quadri energetici molto diversi tra loro.

Del resto, come abbiamo avuto modo di spiegare in altri articoli, per la medicina cinese non c’è un sintomo uguale per tutti, così come non c’è un rimedio uguale per tutti.

 

Causa del mal di stomaco in medicina cinese

I motivi alla base del mal di stomaco possono essere molteplici in medicina cinese.

In presenza di mal di stomaco, quindi, la prima cosa da fare è capire il quadro energetico sottostante mediante la valutazione energetica.

valutazione energetica

La causa del mal di stomaco può derivare da un Eccesso come una stasi (accumulo di cibo) o come la presenza di un patogeno esterno (per esempio freddo che blocca l’energia dello stomaco). Può derivare, inoltre, da un Deficit che limita la funzionalità dello stomaco stesso (il Qi di stomaco non scende).

I quadri possibili in medicina cinese sono piuttosto numerosi.

Entrando più nel dettaglio, possiamo quindi ricondurre gli squilibri in casi di Eccesso o di Deficit:

  • in caso di Eccesso avremo una condizione di “Pieno” in cui sono presenti energie patogene come Calore o Freddo.
  • in caso di Deficit, avremo una condizione di “Vuoto” in cui è insufficiente la cosiddetta “energia corretta”).

 

Principali quadri energetici connessi al dolore allo stomaco

I principali quadri energetici che possono manifestarsi con dolore allo stomaco secondo la medicina cinese sono:

  • Deficit del Qi di stomaco (dolore sordo)
  • Deficit con Calore da “Vuoto” (dolore sordo con lieve sensazione di bruciore)
  • Deficit con Freddo da “Vuoto” (dolore sordo e persistente)
  • Eccesso di Calore (dolore intenso con sensazione di bruciore)
  • Eccesso di Freddo (dolore intenso, acuto, crampiforme)
  • Eccesso di Umidità (dolore sordo, associato a senso di peso e distensione addominale)
  • Eccesso da stasi di Qi (dolore distensivo, migrante, esteso ad un’area)
  • Eccesso da stasi di Sangue (dolore trafittivo, fisso, molto intenso)

Questi sintomi possono essere indicativi per capire quanta diversità può esserci in una manifestazione che, di solito, indichiamo sempre con lo stesso comune termine (mal di stomaco).

Per quanto indicativi, precisiamo che per la differenziazione tra i diversi casi sottostanti il mal di stomaco non è sufficiente la corrispondenza dei sintomi, ma è indispensabile la valutazione da parte di un operatore o medico specializzato in medicina cinese.

 

Suggerimenti della medicina cinese in presenza di mal di stomaco

In presenza di mal di stomaco, il primo passo è quello di individuare la causa del mal di stomaco stesso.

Solo conoscendo questa causa (radice), infatti, è possibile predisporre un piano di trattamento efficace con una o più delle tecniche della medicina cinese (agopuntura, tuina, dietetica cinese, fitoterapia, qi gong).

Come già precisato, per individuare la causa non sono sufficienti i sintomi ma occorre ricevere una valutazione energetica che comprenda l’osservazione della lingua e la palpazione dei polsi, così come da metodo tradizionale.

In ogni caso, individuato il quadro energetico e predisposto un piano di trattamento energetico adeguato per tonificare (in caso di Deficit) o disperdere (in caso di Eccesso), sarà quasi sempre indispensabile prendere in considerazione la condizione della persona nella sua interezza.

Il mal di stomaco, infatti, è un sintomo fisico ma ad essere interessato e coinvolto non è solo il viscere stomaco in quanto tale, ma tutta la sua energia relativa all’accogliere il cibo ed elaborarlo, per poi procedere con il processo digestivo.

mal di stomaco in medicina cinese

Problemi a livello dello stomaco possono, per questo, associarsi ad aspetti emozionali di “elaborazione del vissuto”, di “digestione degli eventi”… così come anche i modi di dire della tradizione popolare ci ricordano (“non digerire questa cosa o persona”, “una situazione che rimane sullo stomaco”…).

In caso di mal di stomaco è utile, quindi, fare una riflessione ampia su questo aspetto, cercando di capire se ci sono aspetti della propria vita che possono essere modificati a proprio vantaggio.

Un secondo aspetto di attenzione riguarda più ampiamente lo stile di vita.

Lo stomaco ha esigenze ben precise in termini di ricezione di cibo (qualità, modalità, orari…) e non sempre queste esigenze sono rispettate nella nostra vita piena di attività e responsabilità.

Anche in questo secondo caso, il mal di stomaco ci avvisa che nella vita c’è qualcosa che potremmo migliorare per vivere in armonia.

E’ necessario accogliere questo messaggio e provare ad introdurre cambiamenti utili per il nostro benessere, aumentando la nostra consapevolezza circa le nostre reali esigenze.

 

Leggi anche:

“Problemi di stomaco? Guida ai rimedi della medicina cinese (con video)”

Il collo e i suoi significati simbolici. Dolore cervicale in medicina cinese

dolore cervicale

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo assume diverse funzioni di connessione ed espressione che possiamo riassumere nei punti seguenti:

  1. connessione tra Zang fu e orifizi
  2. raccordo tra midollo spinale e cervello
  3. luogo di attraversamento dei Meridiani principali
  4. sede dei punti “finestra del cielo”
  5. sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento
  6. luogo di somatizzazione delle emozioni

Vediamo ciascuna funzione nel dettaglio.

 

1) Collo come connessione tra Zang fu e orifizi corrispondenti

La medicina cinese assegna ad ogni Organo Zang un orifizio associato, il quale è in connessione con l’energia dell’Organo stesso.

Per approfondire leggi il mio “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”, 2018

In considerazione della sua localizzazione, il collo costituisce un’importante via di connessione tra gli Organi vitali (Zang fu) e gli orifizi dell’alto a loro corrispondenti.

In questo scenario, il collo è, quindi, ponte di connessione tra:

  • la bocca e la coppia Milza-stomaco
  • le orecchie e i Reni
  • il naso e il Polmone
  • l’occhio e il Fegato

 

2) Collo come raccordo tra midollo spinale e il cervello

dolore cervicaleIl collo costituisce il luogo di raccordo tra il cervello (viscere straordinario definito dalla medicina cinese “palazzo del midollo”) e il midollo spinale.

Il midollo spinale, in particolare, raggiunge il capo proprio grazie alla colonna vertebrale e grazie alle vertebre cervicali.

 

3) Collo come luogo di attraversamento dei Meridiani principali

Il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali nel loro percorso esterno.

In particolare dai Meridiani di:

E’ attraversato, inoltre, dagli unici due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri:

  • Vaso Concezione (o Renmai)
  • Vaso Governatore (o Dumai)

 

4) Collo come sede dei punti finestra del cielo

Il collo è sede dei cosiddetti “punti finestra del cielo”.

Ad eccezione di due agopunti (LU3 e PC1), infatti, tutti i punti finestra del cielo sono collocati nell’area del collo.

Nel dettaglio, questi sono: LI18, ST9, SJ16, SI16, SI17, BL10, GV16, CV22.

I punti finestra del cielo sono importanti punti di comunicazione e di passaggio della nostra energia.

Essi, in particolare, favoriscono la comunicazione tra la testa e il tronco, regolando la circolazione del Sangue e del Qi e ponendosi come punti strategici per garantire il passaggio dello Yin (Jin puri) alla testa e il buon funzionamento degli Organi di senso.

 

5) Collo come sede delle vertebre cervicali, metafora di realizzazione e compimento

La medicina cinese assegna alle sette vertebre cervicali un significato simbolico connesso alla realizzazione di sé.

dolore cervicale

Il sette (sette vertebre cervicali) rappresenta il numero associato dalla cultura cinese all’Uomo in quanto unione di tre (numero del Cielo) e quattro (numero della Terra).

Le cinque vertebre cervicali più basse, anatomicamente molto simili tra di loro, vengono da alcuni autori poste in relazione con l’aspetto più materiale della vita.

Al di sopra di queste troviamo l’epistrofeo, il cui significato etimologico è quello di “ritornare, far ritorno” e la cui forma fa pensare ad un dito puntato verso l’alto ad indicare la via del Dao (Mollard Y.).

In questo scenario, quindi, le sette vertebre cervicali rappresenterebbero una via energetica utile per il compimento di questa realizzazione.

Gli eventuali blocchi a questo livello rappresenterebbero le difficoltà incontrate in questo cammino.

 

6) Collo come luogo di somatizzazione delle emozioni

Il collo tende a concentrare numerose somatizzazioni, prima tra tutte quelle a carico di emozioni come ansia e paura.

In presenza di queste emozioni, mentre la porzione posteriore del collo può manifestare tensione e rigidità (tensione muscolare cronica come corazza), la parte anteriore del collo può essere interessata da manifestazioni disfunzionali legate alla difficoltà di esprimere le emozioni accettate ed elaborate.

In questo modello, il collo è, in un certo senso, “zona di frontiera”, luogo cruciale per la realizzazione di due processi:

  • da un lato, il processo di “accoglienza” ed “elaborazione”, in grado di rendere consapevoli le emozioni
  • dall’altro, il processo di “trasformazione”, in grado di tradurre queste emozioni in pensiero, parola e azione (cambiamento)

Quando questo processo di accoglienza, elaborazione e trasformazione avviene, la circolazione dell’energia vitale si mantiene è armonica.

Quando questo processo è inibito, si manifestano sintomi derivanti da stasi di Qi e Sangue a livello del collo sia posteriormente (rigidità nella zona cervicale, dolore…) che anteriormente (sensazione di “nodo in gola”, in medicina occidentale spesso connessione con disarmonie a livello tiroideo…).

Alcuni problemi a livello del collo rappresenterebbero, pertanto, il risultato:

  • da un lato, del tentativo inconscio di impedire alle emozioni indesiderate più profonde di arrivare alla testa e diventare, quindi, consapevoli (cosa che renderebbe indispensabile decisione, azione e cambiamento)
  • dall’altro, della difficoltà di tradurre le emozioni consapevoli in altrettanto consapevoli intenti ed azioni

 

Quando le emozioni non raggiungono la testa….

Le emozioni che non raggiungono la testa restano per così dire inibite.

In questi casi, l’agire non sarà il prodotto del sentire, ma sarà il prodotto della “testa” (ragione) senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri Organi Zang.

Ogni Organo Zang, in medicina cinese, ha funzioni che coinvolgono anche la sfera psichica ed emozionale. Abbiamo quindi queste corrispondenze Organo-emozione:

Se l’emozione non raggiunge la testa, l’agire sarà, in un certo senso, un agire “formale” dettato da razionalità e moralità (Giacconi).

Questo allontanamento dal sentire più autentico e più connesso con la nostra natura, potrà generare, nel tempo, uno stato di allarme. Si potranno, quindi aggiungere alle manifestazioni fisiche più diffuse (tensioni muscolari croniche, dolore…) anche manifestazioni psichiche ed emozionali a volte urgenti (agitazione, ansia…).

E’ stupefacente leggere in Lowen (che da quel che sappiamo non studiò medicina cinese!) la descrizione di un fenomeno estremamente affine a questo appena descritto, facendo riferimento alla difficoltà per il cuore (sede delle emozioni per Lowen così come anche per la medicina cinese) di comunicare:

“(…) una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione (…)”(Lowen, Bioenergetica).

Il Dolore cervicale

Il dolore cervicale è uno dei disturbi più diffusi a livello del collo.

In termini occidentali, in presenza di dolore cervicale (o cervicalgia) si parla di una difficoltà a livello meccanico delle vertebre cervicali le quali, in seguito a traumi dei tessuti molli della zona cervicale di natura acuta o cronica, non riescono a mantenere l’equilibrio corretto, causando alterazioni come sporgenze o allineamenti scorretti che influenzano i vasi sanguigni, i nervi e i muscoli dando vita a una serie di diversi sintomi.

Questo tipo di disturbo è di rilievo non solo per il malessere localizzato che causa a chi ne soffre, ma anche perché coinvolge una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

Il dolore, per quanto localizzato principalmente al collo, può, inoltre, estendersi alla zona del braccio e della scapola e può associarsi ad altri sintomi come nausea, vertigini, emicranie e così via.

 

In questo articolo parliamo del dolore cervicale ma non dal punto di vista medico. Esploriamo, invece, i possibili aspetti simbolici ed energetici connessi a questo tipo di dolore.

dolore cervicale

In presenza di dolore nella zona cervicale è bene rivolgersi ad un medico, il quale prescriverà gli esami di routine per appurare le cause del dolore e valutare una eventuale terapia.

 

Il dolore cervicale secondo la medicina cinese

In medicina cinese le cause del dolore cervicale vengono attribuite a:

  1. penetrazione di patogeno esterno Vento e Umidità a livello del collo
  2. traumi esterni della zona il cervicale
  3. mantenimento prolungato di posture scorrette, che causano irrigidimenti e contrazioni dei muscoli della zona cervicale inducendo una riduzione degli spazi intervertebrali e dei fori intertrasversali, coinvolgendo nervi e vasi sanguigni

Sia il trauma che il mantenimento prolungato di posture scorrette rimandano ad una situazione di stasi di Qi e Sangue.

Da un punto di vista simbolico, la zona del collo secondo la medicina cinese rappresenta il tramite di collegamento tra Uomo (torace e braccia) e Cielo (testa).

L’azione delle emozioni sulla zona del collo può essere determinante e generare tensione e rigidità importanti.

 

Dolore cervicale ed emozioni

La medicina occidentale ha riconosciuto che, dal punto di vista neurovegetativo, determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è tra le più interessate da questo meccanismo.

La tensione si manifesta soprattutto alla base del cranio e a volte può formare un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che, per dirlo con le parole di Lowen, funziona “come un cappio”:

(…) [questa postura è] chiamata “il capestro” perché (…) assomiglia a quella di un impiccato. Il capo pende leggermente di lato come se la connessione con il resto del corpo fosse interrotta (…) ma il fatto più significativo è che in questa struttura l’area chiave delle tensioni sia alla base del cranio: è questa tensione che spacca in due la personalità.  Le tensioni muscolari presenti in questa zona formano un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Alcuni autori segnalano come questa condizione si manifesti tipicamente in chi vive situazioni di difficoltà nella vita sociale o familiare, in particolare in chi vive problemi di adattamento all’ambiente o alle persone, con una sorta di difficoltà a vivere il quotidiano (Lomuscio).

E’ la situazione tipica dell’uomo maturo, sovraccaricato da responsabilità difficili oppure alla ricerca del suo ruolo e identità nella società o nella famiglia (per esempio il pensionato, il disoccupato, la donna in età matura…).

Ugualmente, in alcune circostanze, può interessare il giovane, laddove questo si trovi a disagio, disorientato circa la direzione da prendere nella sua vita, senza sufficiente energia per gestire le eventuali avversità.

Da un punto di vista psicosomatico, i problemi al tratto cervicale possono sinteticamente essere associati a condizioni in cui:

  • la persona rifiuta di vedere le coseda diverse prospettive(il “blocco” a livello cervicale ci pone in una condizione di limitazione del movimento)
  • la persona ha un vissuto di umiliazione e sconfitta (deviazioni  posturali), oppure di eccessiva ostinazione (rigidità), con difficoltà a lasciarsi andare alla richiesta delle proprie emozioni

Indipendentemente dalle cause, le tensioni muscolari croniche rendono il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

dolore cervicale

Nel tempo, queste tensioni – spesso estese alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – possono arrivare a generare problemi strutturali anche molto importanti.

Per di più, rispetto all’assetto generale del corpo, le tensioni muscolari che si manifestano a questo livello rappresentano una stasi e un restringimento disfunzionale e generano disagi a vario livello che finiscono per coinvolgere anche la respirazione e l’emissione della voce.

Ciò è molto bene descritto da Lowen nel passo seguente:

(…) L’anello di tensione che si sviluppa in questa regione è anche naturale e funzionale e riguarda essenzialmente i muscoli scaleni anteriore, mediano e posteriore. Questo anello di tensione protegge l’apertura che porta alla cavità toracica e dunque al cuore. Quando sono affetti da una contrazione cronica, questi muscoli elevano e immobilizzano le costole superiori, restringendo l’apertura che porta al petto. Ciò interferisce con i movimenti naturali della respirazione e dunque influenza fortemente la produzione della voce (…)” (Lowen, Bioenergetica)

Leggi anche: “Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi”

 


Per approfondire:

Laura Vanni,
Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi

libro medicina cinese

Alleviare il dolore alle spalle con i punti riflessi

medicina cinese

Il dolore alle spalle può sopraggiungere per motivi diversi, anche non di origine traumatica, ed è sempre bene rivolgerci al proprio medico di fiducia per un parere nel caso di un dolore persistente.

La spalla è la parte dell’organismo umano che connette l’arto superiore e il tronco.

Può compiere numerosi movimenti:

  • adduzione (l’avvicinamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • abduzione (l’allontanamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • rotazione,

La maggior parte degli animali  di specie diversa da quella umana non può compiere questi movimenti, molti dei quali connessi proprio all’impegno nel compiere un’azione.

Le spalle e la comunicazione sociale

Le spalle costituiscono un’area di grandissima comunicazione sociale.

Si trovano tra il torace ed elementi altamente espressivi come le braccia e le mani: tutti aspetti collegati al fare, al dare, al ricevere e al comunicare.

Per quanto nella comunicazione non verbale il ruolo principale sia attribuito alla mimica facciale (espressioni del volto), le spalle offrono un ulteriore importante sistema di comunicazione non verbale.

Si pensi, per esempio all’atto di “alzare le spalle” (“fare spallucce”) come eloquente atteggiamento di disinteresse rispetto ad una situazione.

L’atteggiamento delle spalle costituisce, inoltre, un segnale sociale in grado di rivelare agli altri le nostre emozioni e il nostro benessere generale.

Il modo di atteggiare le spalle esprime propensione alla dominanza piuttosto che alla sottomissione.

Alcuni antropologici (D. Morris, D. Givens) hanno, per esempio, evidenziato come le spalle ampie (con forma a “V”) comunichino forza, autorevolezza, vigore e per questo risultano maggiormente attraenti, al punto da condizionare la moda (si pensi all’uso degli spallini imbottiti per alcune giacche).

alleviare dolore alle spalle

Le spalle nella tradizione popolare

Nell’imaginario popolare, le spalle rappresentano una parte del corpo estremamente robusta e resistente, su cui si può contare per caricare eventuali pesi fisici e non solo fisici (si pensi ai modi di dire come “avere le spalle grosse”, “gettare sulle spalle…”).

Dall’analisi dei modi di dire popolari possiamo individuare tre dimensioni di significato simbolico particolarmente interessanti che rappresentano le spalle come:

  1. luogo corporeo in cui si concentra il carico fisico ed emozionale (avere le spalle grosse, avere sulle spalle, gravare sulle spalle…)
  2. espressione di capacità/incapacità di prendere in carico (avere le spalle quadre/avere le spalle tonde)
  3. efficace canale di comunicazione non verbale (alzare le spalle/fare spallucce)

Altri modi di dire si riferiscono in vario modo alle spalle prevalentemente come distretto corporeo che decide l’attenzione o la consapevolezza del soggetto (“voltare le spalle”, “agire dietro le spalle”, “guardarsi alle spalle”, “gettarsi alle spalle”) o la blocca a volte drammaticamente (“avere le spalle al muro”).

Elenco dei modi di dire riguardanti le spalle:

  • alzare le spalle / fare spallucce / stringersi nelle spalle: manifestare impotenza e rassegnazione, indifferenza o noncuranza
  • assalire alle spalle: colpire a tradimento
  • avere la testa sulle spalle: essere responsabili, riflessivi, affidabili
  • avere le spalle al muro: essere in una posizione di difficoltà, dalla quale non si può sfuggire. Essere impossibilitati ad agire liberamente
  • avere le spalle grosse: essere in grado di sopportare disagi, fatiche, responsabilità ma anche dolori, frustrazioni, incarichi gravosi
  • avere le spalle quadre: essere affidabile, solida, non lasciarsi fuorviare da elementi emozionali o simili, come una persona dalle spalle robuste non barcolla sotto un carico
  • avere le spalle tonde: non aver voglia di lavorare. Chi ha le spalle tonde non può portare grossi carichi, scivolerebbero via
  • avere sulle spalle: sopportare un peso, una responsabilità
  • dietro le spalle: all’insaputa di qualcuno, in sua assenza. Agire dietro le spalle (in modo che l’interessato non venga a saperlo), ridere alle spalle (beffarsi di qualcuno)
  • fare da spalla: aiutare qualcuno, sostenerlo, dare il proprio appoggio
  • gettare sulle spalle: addossare a qualcuno responsabilità o fatiche
  • gettarsi dietro le spalle: dimenticare qualcosa, non pensarci più
  • gravare sulle spalle, vivere alle spalle di qualcuno: essere un peso per qualcuno
  • guardarsi alle spalle: stare in guardia, cautelarsi di fronte ad attacchi a sorpresa
  • voltare le spalle: fuggire voltando le spalle al nemico, girarsi per non guardare più in faccia una persona, abbandonare o disconoscere qualcuno con cui non si vogliono più avere rapporti. Anche abbandonare qualcuno nel momento del bisogno

alleviare dolore alle spalle

Le spalle in psicosomatica

In psicologia psicosomatica, le spalle rappresentano la nostra capacità di portare i fardelli.

Rappresentano la nostra capacità di sostenere il peso delle responsabilità, il carico di problemi.

La zona del trapezio può essere coinvolta, in particolare, in presenza di emozioni connesse a paura, la quale promuove una tendenza a tenere sollevate le spalle.

Altra condizione emotiva connessa ad un coinvolgimento del trapezio deriva dall’attitudine a farsi carico di incarichi e responsabilità eccessivi, eventualmente anche a seguito della paura stessa (paura di un rifiuto, paura della reazione dell’altro di fronte ad una nostra richiesta di aiuto).

Secondo Giacconi, spalle rigide e inarcate possono essere collegate all’interiorizzazione della paura e alle modalità con cui l’individuo “carica” su di sé le proprie responsabilità, cercando di non mostrare la propria sensibilità e iperproteggendosi dalla sofferenza emotiva.

dolore alle spalle

Anche Fiammetti, similmente, indica come spalle rientrate, in avanti o sollevate possano tradurre lo stato mentale e il carattere introverso o estroverso dell’individuo.

Lowen nella sua analisi distingue diverse condizioni emotive in grado di manifestarsi nell’atteggiamento delle spalle siano queste retratte, rialzate, squadrate e così via:

la posizione e la motilità delle spalle sono significative per le funzioni dell’Io quanto le gambe e il bacino lo sono per le funzioni sessuali. Si possono facilmente discernere parecchie attitudini. Le spalle retratte rappresentano la collera repressa, il trattenersi dall’impulso di colpire; le spalle rialzate sono connesse alla paura; le spalle quadrate esprimono principalmente un atteggiamento virile nell’assumersi le proprie responsabilità; le spalle ricurve comunicano il senso di un peso, di un fardello” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Nell’interpretazione di Lowen, le spalle e le braccia sono il mondo in cui ci muoviamo, lo strumento attraverso il quale siamo in grado di manipolare e modificare il mondo come meglio è per noi.

La portata e l’estensione delle braccia può, quindi, rappresentare una misura dell’Io:

poiché nei primati la funzione fondamentale delle braccia è di allungarsi per prendere o dare, per afferrare o colpire, la portata e la qualità dell’estensione sono una misura dell’Io” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Il dolore alle spalle

In considerazione degli aspetti simbolici connessi a questo distretto corporeo, il dolore apparentemente immotivato alle spalle potrebbe indicare, in chiave psicosomatica, che stiamo portando un peso eccessivo, siamo sovraccarichi di lavoro o di responsabilità.

dolore alle spalle

Può, quindi, far interrogare su alcuni aspetti della propria vita come:

  • mi sento sotto stress?
  • Mi sento sovraccaricato di responsabilità, aspettative, incarichi?
  • Mi faccio carico dei problemi degli altri (familiari, amici…) al punto di sentirmi responsabile, con le mie scelte, della loro felicità? (Rainville).

La tensione in questa zona può, inoltre, rimandare ad una sofferenza a carico di una rabbia trattenuta:

“Molti individui hanno gravi tensioni muscolari nella parte superiore della schiena e nelle spalle. Queste tensioni sono connesse alla repressione della rabbia e non possono essere sciolte finché gli impulsi repressi non trovano espressione.”(Lowen, Arrendersi al corpo p.85).

Diversi autori segnalano, inoltre, come problemi a livello delle spalle non restino circoscritti a quest’area con la manifestazione del dolore ma possano arrivare ad interessare le funzioni respiratorie:

Le spalle hanno un ruolo importante nella motilità del torace, perché il cingolo scapolare si estende dalla colonna vertebrale attraverso i muscoli romboidi fino allo sterno attraverso i muscoli pettorali e quindi i disturbi del cingolo scapolare influenzano la funzione respiratoria” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Come alleviare il dolore alle spalle con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore alle spalle.

In autotrattamento, è particolarmente utile la stimolazione di alcune aree riflesse del viso e dell’orecchio.

Nella riflessologia facciale vietnamita Dien Chan una delle aree più importanti in relazione alle spalle coincide con l’area subito al di sopra delle sopracciglia.

alleviare dolore alle spalle

In presenza di dolore alle spalle è utile stimolare quest’area massaggiandola con le dita, con pressione e sfregamento.

In tal modo si favorirà la mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area delle spalle, ovvero l’area riflessa corrispondente.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dal cerchio rosso nella foto.

dolore alle spalle

Quest’area può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.


 

Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

libro medicina cinese

Il mal di schiena in medicina cinese

mal di schiena in medicina cinese

Per mal di schiena in medicina cinese, così come nella medicina occidentale, intendiamo quella sensazione di dolore che può essere di diverse entità (dal fastidio subdolo costante al dolore trafittivo che blocca e impedisce il movimento) e diverse localizzazioni (frequentemente la parte alta o dorsale e la parte bassa o lombare).

Il mal di schiena è, senza dubbio, uno dei disturbi più diffusi del nostro tempo.

Possiamo addirittura dire che la quasi totalità delle persone che conosciamo si è trovato – per vari motivi – a soffrirne almeno una volta nella vita.

Chiunque, pur non avendo gravi problemi dal punto di vista osteomuscolare, potrebbe soffrire di questo disturbo in determinate fasi della propria vita.

Perché abbiamo mal di schiena?

Il mal di schiena può dipendere da molteplici fattori, non necessariamente traumatici, da valutare di volta in volta.

Certamente, come ogni altro tipo di dolore, il mal di schiena deve essere interpretato come un “campanello d’allarme” da prendere in considerazione con prudenza.

In linea generale, il mal di schiena segnala sempre una qualche difficoltà che può essere collegata ad un episodio specifico (per esempio un trauma), oppure ad una situazione più complessa (tra cui problemi a livello scheletrico, muscolare o anche viscerale), da valutare con attenzione con uno specialista.

Questo articolo tratta il tema del mal di schiena secondo un approccio non sanitario.

In presenza di mal di schiena forte o che si protrae a lungo nel tempo, è indispensabile sempre di consultare il proprio medico per avere indicazioni rispetto agli accertamenti e ai possibili rimedi ricorrendo a personale specializzato.

mal di schiena in medicina cinese .

Schiena e colonna vertebrale dal punto di vista energetico

Quando parliamo di schiena parliamo anche, più in particolare, di colonna vertebrale.

Nella prospettiva della medicina cinese, la colonna vertebrale nell’uomo rappresenta un importante asse energetico.

Essa è l’asse verticale che mette in connessione l’energia della Terra e l’energia del Cielo.

In quanto asse di connessione, è importante che la colonna vertebrale nell’uomo sia distesa ed eretta, come fosse un’antenna protesa per recepire segnali dal cielo.

Molte pratiche cinesi sono, per questo, orientate ad “educare” il corpo e la mente ad una postura funzionale proprio per favorire questa connessione energetica.

Non è un caso che nel Qi gong, ad esempio, molta attenzione sia posta alla pratica della meditazione in piedi (Zhan Zhuang), con la quale si apprende, tra l’altro, la verticalità e, allo stesso tempo, la flessibilità e la condizione di rilassamento.

mal di schiena

Meridiani energetici

Dal punto di vista energetico, secondo la medicina cinese l’intera colonna è supportata dal Meridiano di Vescica urinaria e dal Meridiano Curioso Dumai (o Vaso Governatore):

“Se entriamo nel dettaglio dei Meridiani energetici, la schiena si rivela un luogo denso di contenuti.

Lungo la colonna vertebrale corre il Meridiano straordinario Dumai, che riconduce all’“individualità” e all’espressione di Sé.

Grazie all’attività della cerniera lombo-sacrale – area corrispondente al punto GV4 Mingmen (Porta della Vita) – del resto, riusciamo, da bambini, a metterci in piedi e a camminare iniziando ad esplorare il mondo, avviando il processo di individualità che proseguirà poi – in vario modo – per tutta la vita. Subito a fianco del Meridiano straordinario Dumai corre il Meridiano Principale di vescica urinaria Zu Tai Yang.” (leggi l’articolo completo)

La zona lombare, nello specifico, è sostenuta dall’energia del Rene.

“La parte inferiore della schiena
è il Palazzo del Rene” (Suwen)

Infine, bisogna considerare che la colonna vertebrale non ha solo funzione di sostegno della nostra intera struttura, ma è anche

“luogo di protezione del midollo spinale, importante ramificazione del sistema nervoso centrale che passa al suo interno.

Il midollo in essa contenuto ha un’importanza prioritaria in medicina cinese, in quanto è classificato tra i cosiddetti “Visceri straordinari”, connessi al processo di crescita ed evoluzione individuale (trasformazione dell’essenza Jing in Shen)” (leggi l’articolo completo)

Dal punto di vista simbolico, abbiamo già visto come la colonna vertebrale sia anche connessa

“all’espressione della propria individualità e della sua costante trasformazione” 

Prendiamo, quindi ora in considerazione il mal di schiena dal punto di vista più “pratico”, cercando di capire insieme quali sono gli aspetti che distinguono un mal di schiena da un altro.

Un mal di schiena, tanti mal di schiena

Non esiste un mal di schiena uguale ad un altro e questo è un concetto molto importante per la medicina cinese.

Ciò è perfettamente in linea con l’approccio della medicina cinese, per la quale la “malattia” è una manifestazione di squilibrio energetico.

Non esiste, in questo scenario, una corrispondenza univoca tra malattia e tipo di squilibrio. Abbiamo, infatti, che

  • una “malattia” può derivare da più di uno squilibrio energetico
  • uno squilibrio energetico può generare più “malattie”

L’unico modo per venire a capo della situazione è considerare la persona e non la malattia, quindi prendere in considerazione la sua condizione in modo specifico grazie ad una analisi che la tradizione medica cinese compie con una serie di osservazioni e valutazioni (tra cui l’esame dei polsi e della lingua).

Questa analisi consente di differenziare tra le diverse situazioni energetiche potenzialmente connesse al mal di schiena.

Individuata la condizione specifica, il medico-operatore cinese procederà ad impostare l’opportuno trattamento in base alle proprie specifiche competenze (agopuntura, tuina).

Differenziare in base al tipo di dolore

Per quanto la valutazione energetica sia indispensabile per definire il quadro energetico da cui deriva il nostro mal di schiena, è possibile fare alcune riflessioni di differenziazione in base al tipo di dolore che avvertiamo.

Mal di schiena come stasi di energia

In linea generale, possiamo dire che posture scorrette, disarmonie a livello di organi e visceri (Zang fu), traumi fisici e psichici possono provocare un rallentamento dell’energia lungo il Meridiano Dumai e il Meridiano della Vescica urinaria.

Questo rallentamento può arrivare a generare una vera e propria stasi di Qi in determinate aree della colonna e del Meridiano, con riflesso sulla mobilità e flessibilità del corpo intero.

Questo avviene tipicamente  a livello del  “cancello lombare” ma può riguardare anche altre aree della schiena.

In medicina cinese si dice:

 “Bu tong zhi tong, tong zhi bu tong”

Che può essere tradotto come:

“Non passa, quindi c’è dolore, passa, quindi non c’è dolore”

Questo significa che quando c’è stasi (di Qi e Sangue) c’è dolore.

Quando, invece, c’è fluidità e armonia, il dolore non è presente.

Il dolore può essere differenziato in base a localizzazione, intensità e altre caratteristiche fornendo indizi sulle cause originarie del mal di schiena stesso.

mal di schiena

Avere indizi sullle cause del mal di schiena in base al tipo di dolore

Il mal di schiena può essere caratterizzato da un dolore:

  • forte e trafittivo
  • debole e sordo
  • che migliora con il movimento
  • che migliora con il riposo
  • che peggiora con il freddo e l’umidità esterni
  • che non è in relazione al clima
  • che riguarda un’area molto circoscritta o un punto
  • che riguarda un’ampia zona

Ognuna di queste situazioni (che in parte sono combinate tra loro) ci da un indizio da approfondire e validare in sede di valutazione energetica.

Mal di schiena con dolore forte e trafittivo oppure con dolore debole e sordo

Il mal di schiena può essere un mal di schiena di tipo trafittivo oppure un mal di schiena sordo, poco intenso, ma ugualmente invalidante.

Il primo caso è quello caratteristico del mal di schiena che blocca il movimento e, per così dire, “toglie il fiato”.

Il secondo caso è, invece, quello caratteristico di un mal di schiena che ci accompagna tutto il giorno – anche se con intensità variabile durante la giornata – senza impedire troppo lo svolgimento delle nostre attività. E’ più che altro quello che viene spesso definito un “indolenzimento”, spesso associato ad una sensazione di debolezza della schiena.

In medicina cinese il mal di schiena di tipo trafittivo si associa generalmente a quadri di “Pieno” energetico mentre il mal di schiena di tipo “sordo” si associa generalmente a quadri di “Vuoto” energetico:

  • dolore forte = Pieno energetico
  • dolore debole = Vuoto energetico

Questa differenziazione Pieno/Vuoto è una differenziazione molto importante che è alla base di tutte le differenziazioni che vedremo successivamente e può aiutare a comprenderle.

 

Mal di schiena con dolore che migliora con il movimento oppure con dolore che migliora con il riposo

A volte sentiamo dire dalle persone che quando si alzano dal letto al mattino (oppure si alzano dalla sedia dopo essere stati seduti a lungo) hanno dolore.

Devono, quindi, muoversi un po’ prima di ridurre il dolore o vederlo, addirittura, scomparire.

L’immagine è proprio quella di “sciogliersi” o – come viene a volte detto ironicamente – di “accendere i motori”.

In questo caso, quindi, si sveglia, per esempio, al mattino con la schiena a pezzi, ci si trascina fuori casa e poi, durante la giornata, il dolore sembra essere quasi scomparso, per ripresentarsi puntuale al mattino successivo.

All’opposto, ci sono situazioni in cui il dolore al mattino è assente o è appena percettibile, peggiora, però, andando avanti con la giornata diventando più intenso finché non ci si riposa. Con il riposo, il dolore regredisce.

Il primo caso, il dolore che migliora con il movimento, è un tipico caso di “dolore da stasi”. Il movimento, infatti, ha proprio la funzione di “muovere il Qi e il Sangue” e risolvere il sintomo doloroso associato alla stasi.

Il secondo caso, invece, il dolore che peggiora con il movimento e migliora con il riposo, è un tipico dolore da deficit, generalmente a carico del Rene (Vuoto del Qi di Rene).

  • dolore che migliora con il movimento = stasi (Pieno energetico)
  • dolore che migliora con il riposo = Vuoto di energia del Rene (Vuoto energetico)

mal di schiena

Mal di schiena con dolore che peggiora con il freddo e l’umidità oppure dolore che non cambia in base al clima

Alcune volte il mal di schiena sopraggiunge con il clima freddo e umido, quindi in relazione ad una condizione atmosferica precisa.

Questi due patogeni esterni hanno la caratteristica ostacolare la fluida circolazione del Qi e del Sangue fino anche a bloccarla. Questo conduce alla percezione del dolore.

Nel caso in cui, invece, il mal di schiena non è in relazione al clima, può dipendere da fattori traumatici o da un Vuoto energetico a carico del Rene:

  • peggiora con il freddo e l’umidità = invasione di freddo e umidità esterni che bloccano la fluida circolazione del Qi e del Sangue (Pieno energetico)
  • non dipende dal clima = trauma o Vuoto di energia del Rene (Vuoto energetico)

Mal di schiena con dolore che riguarda una zona molto ampia oppure dolore circoscritto ad una zona ristretta

Un ultimo aspetto con cui si può differenziare un dolore alla schiena riguarda l’ampiezza della zona interessata.

In questo caso si distingue il mal di schiena che interessa un’area circoscritta da uno che riguarda, invece, un’area ampia:

  • zona ristretta = trauma (Pieno energetico)
  • zona dolente molto ampia = Vuoto di energia del Rene o invasione di Freddo-Umidità (Vuoto energetico)

mal di schiena in medicina cinese

Quale aiuto può darci la medicina cinese in caso di mal di schiena?

La medicina cinese si pone, nei confronti del mal di schiena, con l’approccio olistico che la contraddistingue.

In termini pratici, il compito del medico-agopuntore – una volta definita più chiaramente la natura dell’eccesso o del deficit –  sarà quello di disperdere l’eccesso energetico nel primo caso e di tonificare il deficit nel secondo caso.

Ad essere trattato non sarà il “mal di schiena” ma lo squilibrio energetico sottostante il mal di schiena stesso che altro non è, in questo scenario, che il sintomo dello squilibrio.

In considerazione di questo approccio “in profondità”, dall’agopuntura e dal tuina si possono ottenere grandi benefici non solo sul dolore (sintomo) ma anche in termini di riequilibrio generale e, quindi, di benessere a 360 gradi.

Autotrattamento energetico in caso di mal di schiena

Per affrontare nel modo adeguato e possibilmente “risolutivo” il problema del mal di schiena con la medicina cinese è indispensabile ricorrere alla consulenza di un medico-operatore specializzato (agopuntore, operatore tuina, operatore di qi gong).

Un beneficio può, parallelamente, derivare anche dalla stimolazione di punti e aree energetiche in autotrattamento.

L’autotrattamento energetico sarà finalizzato soprattutto sul muovere il Qi e il Sangue nell’area interessata, puntando a ridurre il sintomo doloroso.

© Laura Vanni 2018

Periodicamente organizzo seminari in cui insegno le tecniche di autotrattamento in presenza di mal di schiena. Per essere sempre aggiornato  ricorda di iscriverti alla newsletter


“Medicina Tradizionale Cinese.
Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese

vai ai contenuti del libro

acquista il libro su Amazon
(formato e-book o cartaceo)

 

Ridurre il mal di gola con la digitopressione (con video)

rimedi mal di gola

Il mal di gola è un fastidio molto comune che possiamo trattare con la digitopressione tornando più velocemente in forma.

In medicina occidentale, il mal di gola viene definito come un’infiammazione acuta delle mucose della faringe, della laringe, delle tonsille o delle corde vocali.

Può essere di natura virale o batterica ed essere più o meno accompagnato da altre manifestazioni come raffreddore, tosse o febbre.

Il mal di gola non è una manifestazione “grave” di per sé.

Anche se non è grave, è un sintomo molto fastidioso che si associa a dolore, difficoltà a deglutire e bruciore che può essere anche intenso.

Inoltre, se trascurato, può peggiorare nei sintomi e può degenerare in un quadro più complesso.

Il mal di gola in medicina cinese

Il mal di gola in medicina cinese deriva dall’aggressione da parte di agenti climatici (vento, freddo…) che penetrano nella nostra difesa superficiale innescando una reazione da parte della nostra energia difensiva.

L’obiettivo del medico cinese, ai fini di ripristinare l’equilibrio Yin-Yang nell’organismo, è quello di eliminare il patogeno ed in particolare eliminare il Calore che si manifesta nel nostro organismo.

Ciò può essere fatto in diversi modi e grazie a numerosi strumenti. In questo articolo ci concentriamo su due agopunti estremamente efficaci a ridurre o risolvere il Calore associato al mal di gola.

Questi agopunti sono entrambi collocati sul Meridiano del Polmone, il quale ha una connessione con la gola ed ha funzioni di protezione e difesa dai patogeni esterni.

mal di gola in medicina cinese
Autore Dimitrius

Due agopunti per il mal di gola 

Abbiamo già parlato del Polmone recentemente.

Nell’articolo “Il Polmone in medicina cinese” ne abbiamo visto il percorso e le funzioni energetiche più importanti.

Oggi parliamo, invece, due agopunti di questo stesso Meridiano particolarmente utili in caso di mal di gola acuto.

Gli agopunti sono:

  • LU10 Yuji (dorso del pesce)
  • LU11 Shaoshang (giovane mercante)

Questi agopunti sono, rispettivamente, il decimo e l’undicesimo (ed ultimo) punto del Meridiano.

 

LU10 Yuji. Un punto per purificare il Calore

Yuji significa “dorso del pesce”. Questo punto è così chiamato per via della sua localizzazione.

Si trova a metà del lato radiale del primo metacarpo, sulla linea di giunzione tra la cute dorsale e la cute palmare.

Il muscolo flessore del pollice è paragonato alla schiena del pesce e il punto è situato sul suo bordo.

ridurre mal di gola digitopressione

Si tratta di un “punto Fuoco”, particolarmente adatto, quindi, ad eliminare il Calore e la Pienezza nel Polmone, soprattutto nelle situazioni acute.

Oltre all’applicazione in caso di faringite, laringite e gola con secchezza, questo agopunto viene utilizzato anche per tosse, emottisi , raucedine, cordite ed afonia.

Il trattamento sul punto LU10 può essere effettuato con pressione, pressione rotatoria, oscillazione e spinta.

LU11 Shaoshang

Il punto LU11 Shaoshang (“giovane mercante”) è localizzato all’angolo ungueale radiale del primo dito della mano (pollice).

mal di gola in medicina cinese

Si tratta di un “punto Pozzo”, in particolare dell’ultimo punto del Meridiano del Polmone.

I punti Pozzo sono collocati a livello delle estremità delle dita delle mani e dei piedi. Ogni Meridiano ne ha uno che corrisponde al suo primo o al suo ultimo agopunto (come nel caso del meridiano del Polmone).

La caratteristica comune a tutti i Punti Pozzo è quella di avere un’energia che “porta all’esterno”.

Stimolando il punto pozzo del Meridiano, in altri termini, è più facile espellere i patogeni, svuotando (“disperdendo”) il sovraccarico energetico in caso di aggressione di Xie Qi (Energia perversa).

LU11 Shaoshang è, inoltre, un punto Legno (utile quindi anche in caso di Vento interno come spasmi, epilessia… in associazione ad altri punti).

Tra le caratteristiche più importanti di questo punto c’è quella di espellere il Vento/Calore di origine esterna.

E’, quindi, ideale per trattare la gola nelle tonsilliti e tracheo-bronchiti acute.

E’ particolarmente utile in presenza di gonfiore alla gola (invasione di Vento Calore).

La tecnica di stimolazione per questo punto, come sempre avviene per i punti Pozzo, prevede il rollio digitale e la pressione ungueale.

In autotrattamento, tuttavia, è possibile (e consigliabile) stimolare il punto comodamente con l’aiuto della punta di una penna o di una matita.

Nel video seguente sono mostrate le tecniche di stimolazione di questi agopunti.

Mal di gola acuto e mal di gola cronico

Questo articolo si riferisce alle manifestazioni di mal di gola acuto.

In caso di mal di gola cronico è necessaria una valutazione energetica e l’impostazione di un diverso sistema di trattamento in base alla situazione.

I quadri prevalenti in questo caso possono rimandare, generalmente, ad una condizione di secchezza del Polmone da deficit dello Yin oppure ad una stasi di Qi.

© Laura Vanni 2018



Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese


Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

Dolore alle articolazioni. Cause esterne ed aspetti emozionali secondo la medicina cinese

dolore alle articolazioni

Il dolore alle articolazioni è un disturbo molto frequente. Questo disturbo colpisce soprattutto gli anziani, a causa del naturale processo di usura delle articolazioni, ma si può manifestare in qualsiasi fascia d’età, in particolare nei periodi invernali.

Anche se non è una vera e propria “malattia”, il dolore alle articolazioni è un sintomo a volte invalidante.

Impedisce il movimento e in alcuni casi può essere molto intenso, al punto di limitare l’autonomia della persona e peggiorare moltissimo la sua qualità della vita.

Qualche settimana fa una lettrice di nome Valentina mi ha chiesto se, secondo la medicina cinese, il dolore – ed in particolare proprio il dolore alle articolazioni – possa in qualche modo essere associato alle emozioni.

Sono stata molto contenta di aver ricevuto questa domanda. Sarà infatti l’occasione in più per esplorare le connessioni corpo-mente secondo la medicina cinese.

Prima di parlare di questo, però, è importante prima di tutto cosa rappresenta il dolore in medicina cinese e cosa indica, più in particolare, il dolore alle articolazioni.

Il dolore in medicina cinese

Il dolore fisico per la medicina cinese rappresenta una manifestazione di stasi, in particolare di stasi di energia e/o sangue.

Il rapporto tra dolore e stasi è talmente stretto che in medicina cinese si usa dire “dove c’è dolore c’è stasi, dove c’è stasi c’è dolore”.

Cerchiamo di chiarire meglio questo concetto importantissimo per la medicina cinese con qualche esempio.

Il fluire del Qi

Nel nostro organismo scorre costantemente un’energia detta Qi. Questa energia quando fluisce in modo armonico e senza ostacoli ci fa sentire bene.

Nel nostro organismo le funzioni vitali sono efficienti grazie al Qi che consente ai fluidi (come il sangue) di circolare in ogni parte del corpo e che consente la corretta esecuzione di ogni funzione vitale “yang” come per esempio la digestione, la respirazione, la pulsazione cardiaca e così via.

Come se fosse un corso d’acqua, il Qi percorre il nostro corpo attraverso fiumi, ruscelli, piccoli rigagnoli… Può scorrere in modo fluido oppure può trovare numerosi ostacoli lungo il percorso.

dolore alle articolazioni

Dighe, ostacoli naturali come rocce, arbusti, tronchi di alberi caduti sul letto del fiume… tutto questo modifica il suo fluire. Lo devia, lo rallenta e, a volte, può bloccarlo.

Quando questo flusso si blocca si ha un accumulo.

Quello che accade all’acqua del fiume che viene bloccata da una diga accade anche al nostro Qi: si crea un “bacino” di energia trattenuta, arginata in uno spazio limitato.

Quell’acqua bloccata dalla diga non continuerà più il suo corso e non andrà più a nutrire la terra.

Allo stesso modo, il nostro Qi bloccato (vedremo poi da cosa) non può continuare a fluire nel nostro organismo e si “addensa”.

In questo caso, in medicina cinese si parla di “stasi di Qi” e la manifestazione più comune ed evidente per la persona sarà il dolore.

Ma perché il Qi nel nostro corpo si blocca?

Francesca Cassini ha scritto in Medicina Cinese News un bell’articolo sul dolore secondo la medicina cinese spiegando proprio le possibili cause e anche le tecniche della medicina cinese utili nel ripristinare la circolazione del Qi (agopuntura e tuina, dietetica, fitoterapia, qi gong).

In questo articolo noi ci concentriamo sui dolori articolari, oggetto della domanda di Valentina.

Dolore alle articolazioni

Si calcola che nel corpo di un uomo adulto ci siano 206 ossa e 68 articolazioni (fonte wikipedia).

Ogni articolazione può essere immaginata come un giunto tra due ossa. È la struttura che ci consente la flessibilità. Senza articolazioni, in sostanza, non potremmo muoverci, resteremmo rigidi senza poter camminare né fare altro.

Le articolazioni rappresentano quindi, la nostra “abilità” nel movimento.

In alcuni casi le articolazioni possono soffrire in modo più o meno intenso. Possono procurare dolore, gonfiarsi, arrossarsi, generare uno strano calore o una sorta di “prurito”. Mani, gambe, ginocchia, braccia, piedi, schiena… tutto il nostro corpo può essere interessato da questo problema.

dolore alle articolazioni

Dolore come “campanello d’allarme”

Come al solito, per la medicina cinese il sintomo non è la malattia… ovvero il dolore alle articolazioni è una manifestazione, un segnale che c’è “qualcosa che non va”, qualcosa che va corretto.

Anche se è il dolore alle articolazioni a creare il disagio, questo è in realtà solo un campanello d’allarme che deve farci ragionare sulle cause effettive del disagio.

Curare il dolore all’articolazione è importante per la qualità della nostra vita, ma bisogna andare oltre alla cura del sintomo acuto: bisogna risalire alla “radice”. Solo in questo modo si può risolvere definitivamente il problema.

Dal punto di vista della medicina occidentale la sofferenza delle articolazioni può dipendere da fattori fisiologici (sesso, età, condizioni fisiche generali, traumi…) o patologici (malattie a carico del sistema muscoloscheletrico come osteoporosi, artrite, fibromialgia…), alterazioni del sistema immunitario, infezioni virali, obesità, patologie reumatiche e così via.

A tutto questo possiamo aggiungere una causa per così dire “evolutiva”.

Da uno studio condotto da Paul Monk nel 2016 presso il Dipartimento di Ortopedia, Reumatologia e delle Scienze Muscoloscheletriche dell’Università di Oxford emergerebbe, infatti, che l’origine primaria del dolore articolare va ricercata anche nella nostra evoluzione.

Lo studio è stato condotto su 300 esemplari di ossa provenienti dalle collezioni museali di storia naturale di Londra e Washington.

La conclusione è stata che le articolazioni maggiori, in particolare anca e spalla, hanno dovuto mutare la loro struttura affinché il corpo riuscisse a mantenere la posizione eretta e in questo adattamento hanno favorito l’insorgere del tanto temuto dolore alle articolazioni.

Nell’articolazione dell’anca, ad esempio, i ricercatori hanno osservato un notevole aumento dello spessore del collo del femore. Questo ha comportato una maggiore capacità del femore di sostenere il peso corporeo ma, allo stesso tempo, ha diminuito il grado di mobilità dell’articolazione amplificando la sensibilità ad eventuali dolori all’anca.

L’articolazione della spalla ha, invece, subito un restringimento dello spazio naturale in cui passano tendini e vasi sanguigni. Questo restringimento può causare difficoltà di movimento per i tendini comportando dolori durante la movimentazione del braccio.

Dolore alle articolazioni secondo la medicina cinese

Dal punto di vista della medicina cinese, il dolore alle articolazioni è legato, in un modo o nell’altro, ad un ristagno di Umidità interna.

L’Umidità interna è un patogeno che nel nostro organismo può manifestarsi in vario modo.

Lo abbiamo già incontrato, per esempio, parlando di altri argomenti:

Nel caso delle articolazioni, l’Umidità si concentra causando una stasi che impedisce la corretta irrorazione di energia e sangue.

Da questa stasi dipende la sensazione di dolore, rigidità (l’Umidità impedisce il movimento) e a volte gonfiore a livello delle articolazioni.

In termini tecnici in medicina cinese in questo caso si parla di “sindrome bi”, ovvero sindrome ostruttiva dolorosa, generata da un rallentamento e poi un ristagno di energia e sangue.

L’Umidità si associa sia al Caldo che al Freddo. E’ “pesante” e tende verso il basso, quindi tende a manifestarsi soprattutto (ma non esclusivamente) verso la parte bassa del nostro corpo.

Da che dipende il dolore alle articolazioni?

Tra i primi fattori alla base del dolore articolare ci sono cause esogene come il freddo, il vento e l’umidità.

dolore alle articolazioni

Queste penetrano nella nostra difesa superficiale e vanno a “bloccare” i movimenti del Qi in determinati distretti.

Altri fattori possono essere legati a traumi (o microtraumi) per esempio con movimenti ripetitivi (sport, attività lavorativa…).

Per quanto possa sembrare strano, anche la scarsa attività fisica può portare dolore alle articolazioni.

Una postura scorretta o protratta eccessivamente a lungo può essere considerata un “trauma” in quanto obbliga il nostro corpo ad una posizione impedendo il fluire dell’energia e del sangue.

Quindi, anche stare seduti otto ore davanti ad un computer senza i dovuti momenti di pausa (e movimento corporeo) genera inevitabilmente nel tempo dolori articolari (oltre ad altri sintomi e dolori di altro tipo).

dolore alle articolazioni

A livello più profondo, anche un deficit di Qi e Sangue in medicina cinese può essere alla “radice” di un dolore articolare in quanto favorisce la penetrazione di patogeni esterni (Freddo, Umidità…), non ne consente la rapida eliminazione e, in ogni caso, si manifesta in un “rallentamento” dell’energia vitale.

Infine, anche uno squilibrio energetico a carico degli Zang fu può favorire questo disturbo.

In relazione a quest’ultimo aspetto, secondo la medicina cinese è importante il ruolo di Milza nel metabolismo dei liquidi e nella “gestione” dell’Umidità interna.

Le articolazioni, nello specifico, rientrano, invece, nel dominio del Viscere della Vescica biliare (o colecisti).

Un Eccesso energetico a carico di questo Viscere può manifestarsi con sintomi a livello viscerale (colica biliare, spasmi, diarrea, iperacidità, nausea…) ma anche in molti altri modi meno facili da associare secondo la nostra tradizione medica.

Tra questi troviamo:

  • mucosità negli occhi e disturbi della vista
  • mal di testa con tensione oculare
  • nevralgie costali
  • herpes zoster costale

Oltre a queste manifestazioni, un eccesso a carico di questo viscere può generare dolore all’anca e sul lato esterno della gamba (zona di decorso del Meridiano principale della Vescica biliare, vedi il video per l’autotrattamento) e, non ultimo, rigidità e dolore nelle articolazioni.

Dolore articolare ed emozioni. C’è una relazione?

E veniamo alla domanda di Valentina: c’è una qualche relazione tra il dolore articolare e le emozioni?

La risposta è sì!

Questo in realtà lo sostiene in parte anche la medicina occidentale.

Lo stress, per esempio, causa irrigidimento muscolare.

La tensione eccessiva e la tensione muscolare cronica affaticano i muscoli che non riescono più a dare il dovuto sostegno all’articolazione e da qui si possono manifestare i dolori alle articolazioni.

dolore alle articolazioni

Dal punto di vista della medicina cinese, la questione va oltre e coinvolge il senso di unità mente-corpo che è alla base di questa disciplina.

Ogni Organo e Viscere, in medicina cinese, ha funzioni tanto fisiche quanto psichiche ed emozionali.

Viene da sé che uno squilibrio a carico di un determinato Organo-Viscere può manifestarsi tanto a livello organico (per esempio cattiva digestione, difficoltà a respirare, disturbi urinari…) quanto a livello fisico (per esempio dolori nel corpo) ed emozionale.

La tensione muscolare cronica, per esempio, può essere connessa ad uno squilibrio dell’energia del Fegato, al quale è connessa l’emozione della rabbia.

dolore alle articolazioni

Articolazioni e vescica biliare

Altro aspetto emozionale di rilievo può essere quello connesso proprio alla Vescica biliare, Viscere associato alle articolazioni.

In medicina cinese la Vescica biliare è il “viscere del coraggio”.

Detiene lo spirito di iniziativa, l’audacia e la concretezza indispensabili per passare dalla teoria (progetto, proposito) alla pratica (azione, cambiamento). E’, quindi, un Viscere connesso alla capacità di attuare cambiamenti e trasformare con vitalità ed energia i progetti in azioni positive.

Tutte le volte che nella nostra vita restiamo “invischiati” in situazioni senza riuscire a realizzare i nostri progetti e propositi (per mancanza di coraggio o per reale impedimento esterno) la nostra Vescica biliare soffre con sintomi che possono riguardare anche il movimento e le articolazioni.

Del resto la Vescica biliare appartiene all’Elemento Legno, espressione di dinamismo, espansione, movimento senza contenimenti e costrizioni.

dolore alle articolazioni

Camminare, procedere, arretrare… tutti questi sono movimenti che consentono spostamento ma che anche, metaforicamente, alludono ad una sorta di percorso esistenziale, di avanzamento ed evoluzione nella vita in cui le gambe ed in particolare le articolazioni (il ginocchio in primis) giocano un ruolo cruciale.

Se le articolazioni permettono il movimento, i dolori alle articolazioni lo limitano fino al totale irrigidimento. Questo vale a livelli fisico e a livello psichico.

dolore alle articolazioni

Con questo non dobbiamo pensare che il dolore alle articolazioni dipenda sempre e comunque dagli aspetti emozionali.

Più semplicemente, emozioni molto intense o protratte molto a lungo nel tempo possono favorire squilibri a livello di Zang fu (Organi e Visceri) che, a loro volta, poi, favoriscono il manifestarsi del dolore alle articolazioni, insieme spesso anche ad altri disturbi fisici.

Come ridurre il dolore alle articolazioni

Per ridurre e contrastare il dolore alle articolazioni è necessario agire su più fronti.

Se avessimo umidità in casa del resto cosa faremmo? Apriremmo bene le finestre e creeremmo “riscontro d’aria” per farla circolare.

Nel nostro organismo, allo stesso modo, dobbiamo  favorire la circolazione di Qi (e Sangue) a livello locale.

In più, è necessario intervenire sulla causa.

Per esempio se il muro umido in casa dipendesse da una perdita idraulica ripareremmo il tubo.

Nel nostro caso la riparazione del tubo è nella “riparazione” della nostra capacità di elaborare e trasformare il cibo e diffonderlo in tutto l’organismo.

L’Organo protagonista di questo processo in medicina cinese è la Milza.

Una difficoltà da parte di quest’organo genera accumulo di Umidità interna. In più genera uno stato di Deficit che favorisce la penetrazione del Vento, del Freddo e dell’Umidità nel nostro organismo.

Anche per il dolore alle articolazioni, quindi, è utile intervenire con l’alimentazione, eliminando drasticamente tutti gli alimenti eccessivamente umidificanti come latticini, zuccheri (anche quelli di alcuni frutti come agrumi in quanto la loro energia “fresca” è controindicata soprattutto in inverno) e cibi freddi o crudi.

Altro aspetto è connesso al movimento, che andrà sempre favorito per consentire al Qi e al Sangue di fluire e all’organismo di attivare le proprie risorse di riparazione e preservare anche, nel contempo, le altre articolazioni (“la porta che si apre tutti i giorni non scricchiola”).

dolore alle articolazioni

Agopuntura e tuina possono, inoltre, sostenere efficacemente l’organismo nella risoluzione del problema tonificando l’energia in deficit e “disperdendo” quella in eccesso.  Questo sia a livello locale, agendo nell’area interessata alla stasi quando possibile, sia a livello distale, mediante punti e zone riflesse.

Molto utile anche l’impiego dellauricoloterapia e della riflessologia facciale vietnamita. Quest’ultima utilizzabile facilmente anche quotidianamente, in autotrattamento, previo consiglio e supporto di un operatore qualificato.

dolore alle articolazioni

Un ultimo aspetto riguarda l’equilibrio emozionale a cui è necessario prestare attenzione sempre, e non solo per salvaguardare le articolazioni.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese

 

Azione della curcuma secondo la medicina cinese

curcuma in medicina cinese
Secondo la medicina cinese la curcuma ha un’energica azione nel muovere il Sangue, rompendone le eventuali stasi.
Come vedremo più avanti, questa sua azione energetica la rende particolarmente indicata in presenza di dolori nel corpo o di raffreddamento.
Questo non la rende, necessariamente, una panacea o una spezia da utilizzare sempre ogni giorno.
Proprio per la sua azione energetica vigorosa, infatti, la curcuma potrebbe essere controindicata in alcune condizioni, nonostante si possano elencare numerosi benefici indicati dalla tradizione occidentale.

Effetti benefici della curcuma secondo la tradizione occidentale

E’ sufficiente cercare su google per leggere notizie sulle numerose virtù della curcuma. Vengono, infatti, comunemente riconosciute alla curcuma proprietà:
  • antiossidanti
  • disintossicanti
  • antiinfiammatorie
La curcuma viene, inoltre, citata come rimedio in caso di disturbi intestinali, malattie cardiovascolari, colesterolo alto, problemi mestruali e – addirittura – in caso di depressione.
curcuma

Effetti benefici della curcuma secondo la tradizione cinese

Dal punto di vista della dietetica cinese la curcuma ha proprietà di:

  • muovere il sangue e rompere eventuali stasi (azione sul dolore)
  • disperdere il vento-umidità (raffreddamento o tensioni muscolari da penetrazione di patogeno esterno)

La curcuma muove il Sangue e rompe le eventuali stasi

In medicina cinese si dice che:
“Se (il qi) non circola c’è dolore, se c’è dolore allora (il qi) non circola” (bú tōng zé tòng, tòng zé bú tōng)
Secondo la medicina cinese, nel nostro organismo il qi scorre in modo fluido e armonico.
Nel momento in cui questo movimento fluido si interrompe per un qualsiasi ostacolo (contratture e rigidità muscolari, traumi, catarri, freddo che blocca in superficie…), subentra una sensazione di dolore.
Il dolore, quindi, è il segno che c’è una stasi di qi.
Quando la stasi si riduce e il qi torna a circolare, il dolore si riduce.
Il dolore può avere diversi gradi di intensità a seconda della gravità della stasi. Inoltre, il qi è il “motore del sangue”.
Per questo, una stasi di qi grave può condurre facilmente alla stasi di sangue, riconoscibile per il dolore intenso e trafittivo.
curcuma in medicina cinese
Questa azione di mobilizzazione della curcuma spiega perché essa venga indicata spesso per il trattamento dei dolori articolari e muscolari (stasi di Qi e Sangue).
Questa stessa proprietà energetica rende, inoltre, la curcuma indicata anche in presenza di mestruazioni dolorose.
Muovendo il sangue, infatti, la curcuma disperde le stasi anche a livello uterino e favorisce il flusso.
In più la curcuma ha azione anche in presenza di dismenorrea (ciclo doloroso) per via dell’azione che la curcuma ha sul Qi: lo muove, lo diffonde in modo armonico e lo dirige verso il basso.
curcuma

La curcuma disperde il Vento-Umidità

Un ulteriore aspetto energetico utile da conoscere su questa preziosa spezia è la sua azione nel disperdere il Vento-Umidità.
Questo ne fa un utile alleato anche in caso di  tensioni muscolari da patogeno esterno o nei primi sintomi di raffreddamento, in quanto aiuta a disostruire i canali.
Quest’ultima azione è comune anche allo zenzero, come ho avuto modo di scrivere qualche tempo sul sito Medicina Cinese News fa parlando proprio di raffreddamento.
curcuma in medicina cinese

Attenzione alle controindicazioni della curcuma

Si ritiene che la quantità adeguata di curcuma equivalga a circa 2 cucchiaini al giorno.
La curcuma può essere impiegata nei cibi (a fine cottura) quotidianamente ma, se consumata in eccesso, può provocare nausea e disturbi intestinali.
Il consumo in eccesso di curcuma può, inoltre, interferire con i farmaci anticoagulanti aumentandone l’effetto.
L’utilizzo della curcuma è, infine, controindicato in presenza di calcoli biliari.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese

Alleviare la tensione muscolare cronica al collo con i punti riflessi

tensione muscolare collo

La tensione muscolare cronica al collo è uno dei disturbi più comuni.

Uno di quei fastidi che, per così dire,  “non si negano a nessuno”, seppure con livelli diversi di limitazione motoria ed intensità dal punto di vista del dolore.

Tensione muscolare cronica al collo

Di fatto, questa zona è sottoposta a molteplici stimoli e micro traumi e, a volte, paga il conto di una serie di squilibri posturali o di abitudini errate.

Aspetti socio-psicologici associati alla tensione muscolare cronica al collo

Quali sono i fattori che possono influire sulla tensione muscolare cronica al collo?

In molti si sono fatti questo interrogativo e non è possibile rispondere in modo semplice e uguale per tutti.

Personalmente sono sempre stata molto attratta dagli aspetti socio-psicologici, forse per via della mia formazione di sociologo antecedente a quella in medicina cinese.

La lettura di Lowen mi ha aperto molti orizzonti in proposito.  Le assonanze con quanto c’è nei suoi scritti e quanto c’è nel mio lavoro di operatore di medicina cinese mi hanno portato, qualche anno fa, a scrivere un articolo proprio sul rapporto tra bioenergetica, tuina e qi gong.

In questo articolo iniziamo ad approfondire la dimensione simbolica ed emozionale connessa al collo ed esploriamo l’aiuto che può darci la medicina cinese.

Il collo nell’immaginario popolare

Il collo rappresenta una zona corporea di vitale importanza ed incarna, in un certo senso,  nella nostra cultura soprattutto messaggi connessi all’urgenza/difficoltà e all’esercizio di potere.

L’analisi dei modi di dire popolari che si riferiscono al collo, infatti, riconduce a due dimensioni principali che sono (in ordine di importanza/frequenza):

  1. Collo come zona di emergenza, distretto corporeo per lo più connesso ad una condizione di allarme, difficoltà ed urgenza (essere nei guai fino al colloavere il cappio al colloessere immersi fino al colloavere il fiato sul collorompersi l’osso del collo, a rotta di collo, obtorto collo)
  2. Collo come zona di espressione dell’autorità, distretto per esercitare la proprio potere sugli altri (tirare il colloprendere per il collo)

tensioni muscolari croniche

Il collo in medicina cinese

Nell’ottica energetica della medicina cinese, il collo costituisce un’importante connessione tra gli Organi Zang e gli orifizi a loro corrispondenti, ovvero: tra la bocca e lo stomaco, le orecchie e i Reni, il naso e il Polmone, l’occhio e il Fegato.

Quest’area è una vera e propria “cerniera” (“cerniera cervicale“), ristretto punto di passaggio  tra il corpo e la testa, luogo di raccordo tra il cervello (“Mare del midollo”) e midollo spinale.

Da un punto di vista meridianico, il collo è attraversato da numerosi Meridiani principali e dai due Meridiani straordinari che hanno agopunti propri: il Ren Mai e Du Mai (quest’ultimo di particolare importanza anche per aspetti inerenti la “struttura” e la postura, in quanto localizzato a livello della colonna vertebrale in tutta la sua lunghezza, vertebre cervicali incluse).

Da un punto di vista energetico possiamo certamente dire, prima di tutto, che la tensione muscolare cronica nell’area  del collo ed il movimento ridotto che ne deriva riducono fortemente il flusso di energia tra il corpo e la testa.  Allo stesso tempo, una circolazione energetica difficoltosa nei Meridiani interessati a questa zona, può generare tensione e dolore.

Il collo e le emozioni

Una circolazione energetica rallentata o bloccata a livello del collo ha come conseguenza non solo il dolore (“dove c’è stasi c’è dolore”), ma anche tutta una serie di effetti a livello del sistema corpo-mente.

Tra questi effetti ci sono quelli connessi alle emozioni, considerate anch’esse –  dalla medicina cinese – “movimenti di Qi”.

Lungo il collo transita l’energia che ascende dal ventre e dal petto.

Il passaggio dal ventre o dal petto attraverso il collo in direzione della testa è considerato dal punto di vista energetico anche un passaggio di “elaborazione” e “trasformazione”: le emozioni (che la medicina cinese attribuisce agli organi e ai visceri, ciascuno per propria competenza, vedi tabella successiva) diventano consapevoli e si manifestano con il pensiero o la parola.

In tal senso, le tensioni muscolari a livello del collo possono bloccare queste emozioni nel loro percorso verso l’alto, generando uno stato di allarme.

Tensione muscolare cronica al collo

In altri contesti energetici, questo concetto lo leggiamo anche in Lowen quando in Bioenergetica scrive:

una gola stretta e un collo contratto possono effettivamente bloccare il passaggio di qualsiasi sentimento. In questi casi il cuore è relativamente isolato, chiuso alla comunicazione” (Lowen)

Da questo blocco può nascere, oltre a rigidità muscolare, anche cefalea tensiva e dolori muscolari.

Secondo questa lettura, l’obiettivo inconsapevole ed incontrollabile sarebbe quello di inibire gli stimoli che salgono dal basso: non lascio che le mie emozioni più profonde arrivino alla testa diventando consapevoli e richiedendo, a quel punto, un’azione coerente con esse (cambiamento).

Per far ciò, oltre a bloccare l’energia che ascende, si troveranno altre soluzioni:

l’agire non sarà il prodotto del sentire (emozione) ma sarà il prodotto della “testa” senza che questa abbia potuto ricevere il messaggio dal Cuore e dagli altri organi (agire razionale, agire morale)” (Giacconi).

Organi Zang ed emozioni associate secondo la medicina cinese

Organo Zang

Emozione

Fegato

Rabbia

Cuore

Gioia

Milza

Preoccupazione

Polmone

Tristezza

Rene

Paura

Il collo nella psicosomatica

La connessione tra emozioni e tensione muscolare cronica è ormai assodata in ambito psicologico.

Dal punto di vista neurovegetativo è, infatti, ormai noto che determinati tipi di tensioni emotive favoriscono la tensione della muscolatura striata.

Questa tensione si concentra in determinati distretti corporei e l’area del collo è particolarmente interessata da questo meccanismo, con manifestazioni che si concentrano soprattutto alla base del cranio e che a volte possono formare

“un anello al punto di congiunzione del capo e del collo, che funziona come un cappio” (Lowen).

In psicosomatica, il collo assume il senso di colpa e l’autorecriminazione, la negazione, la testardaggine, la scarsa flessibilità.

A livello simbolico, l’attività della cerniera cervicale permette i movimenti di rotazione della testa e si connette per questo alla possibilità di esplorare e conoscere il mondo, guardare più aspetti e prospettive di una determinata situazione, orientarsi, anche grazie la percezione consentita da sensi collocati proprio a livello della testa (percezione di suoni, immagini, odori).

Il collo rappresenta anche, in secondo luogo, la capacità di esprimere umiltà, chinando il capo o anche – in un’accezione dai risvolti più problematici – l’atto di sottomettersi (Rainville).

In tal senso, i problemi al tratto cervicale sono associati da alcuni autori ad una condizione in cui la persona rifiuta di vedere le cose da diverse prospettive (ruotare la testa consente del resto di osservare il mondo, spaziando a 180 gradi) oppure situazioni di umiliazione e sconfitta.

Indipendentemente dalla causa, da un punto di vista strettamente meccanico queste tensioni muscolari – se protratte nel tempo – si cronicizzano rendendo il collo rigido e progressivamente sempre più limitato nei suoi movimenti.

Nel tempo, questa stessa tensione muscolare cronica – spesso estesa alla muscolatura paravertebrale e del trapezio – può arrivare a generare problemi strutturali molto importanti come la rettilineizzazione del rachide cervicale, con la riduzione o la perdita della normale lordosi di questo tratto della colonna vertebrale, fino ad arrivare a vere e proprie discopatie (Bagnoli, Squaiella).

Rimedi della medicina cinese per la tensione muscolare al collo

In presenza di tensione muscolare cronica al collo, la medicina cinese offre diversi rimedi. Vediamo di seguito la ginnastica energetica (qi gong), il massaggio tuina e l’autotrattamento dei punti riflessi.

Ginnastica energetica

Gli esercizi di ginnastica energetica sono finalizzati a favorire il rilassamento muscolare e – nel tempo – a consentire lo sblocco della cerniera cervicale.

Si tratta di esercizi eseguiti lentamente, portando attenzione e consapevolezza alla zona interessata, stimolando nel contempo l’energia dei Meridiani coinvolti a seconda dei casi.

Uno degli esercizi di qi gong che appartengono agli “otto pezzi di broccato” lavora in modo specifico sulla zona cervicale e può essere di grande aiuto nel tempo per mantenere libere le vertebre cervicale e ridurre le stasi in questa zona.

Tensione muscolare cronica al collo

Tensione muscolare cronica al collo
Esercizio tratto dal libro “Otto pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese”

Massaggio tuina e autotrattamento riflesso

Attraverso il massaggio tuina è possibile  portare consapevolezza sulle principali aree di tensione muscolare e “sciogliere” i nodi più importanti.

Inoltre, è possibile stimolare agopunti e canali energetici interessati riducendo la stasi di Qi e sangue e riducendo, quindi, la sensazione di  dolore.

I Meridiani direttamente interessati dal trattamento in presenza di tensione muscolare cronica al collo sono generalmente quelli di vescica urinaria e vescica biliare, con estensione ai Meridiani Yang del braccio (grosso e piccolo intestino, sanjiao).

Oltre al trattamento da parte di un operatore professionale, possiamo fare molto anche in autotrattamento, ricorrendo alla riflessologia facciale e alla riflessologia auricolare.

Come alleviare il dolore al collo con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore al collo.

Così come abbiamo visto già nel caso delle spalle, è possibile stimolare alcune zone riflesse del viso e dell’orecchio corrispondenti alla riflessologia facciale vietnamita e alla riflessologia auricolare.

Nella riflessologia facciale vietnamita una delle aree più importanti in connessione con il collo e l’area cervicale corrisponde all’area al centro delle sopracciglia.

tensione muscolare cronica collo

In presenza di tensione muscolare o rigidità al collo è molto utile stimolare questa zona massaggiandola con le dita oppure utilizzando un piccolo strumento arrotondato (per esempio una matita nel lato opposto alla punta).

Questa stimolazione avrà un’azione di mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area del collo e nel tempo gioverà anche alla sensazione di dolore, riducendola.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dai cerchi rossi nella foto.

tensione muscolare cronica collo

Quest’area corrisponde al collo e all’area cervicale e può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.

Considerata la prossimità, questo autotrattamento  dell’area corrispondente al collo può essere associata all’autotrattamento dell’area corrispondente alle spalle apportando beneficio (vedi articolo sull’autotrattamento della zona delle spalle).

© Laura Vanni 2018


Gli Otto Pezzi di Broccato. Esercizi per il benessere dalla medicina cinese

otto pezzi di broccato

Acquista il libro su Amazon
(formato cartaceo ed e-book)

Leggi le recensioni



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.