Torace, respiro ed emozioni. Aspetti simbolici e psicosomatici

torace respiro

Torace, respiro ed emozioni sono tra loro strettamente connessi.

In questo articolo vedremo gli aspetti simbolici e psicosomatici connessi a questo distretto corporeo.

Il torace (dal latino thorax, greco ϑώραξ, “corazza, torace”) è la regione del tronco compresa tra il collo e l’addome (definizione Treccani).

Al torace corrisponde la gabbia toracica, ovvero quella parte del nostro corpo che contiene ossa e muscoli con specifica funzione di proteggere il cuore e i polmoni.

Sappiamo tutti che torace è il centro del respiro ma anche il centro dell’espressione verbale.

E’, infatti, grazie al respiro generato nel torace e alla colonna d’aria che viene espulsa a livello della glottide, che nasce la voce.

Il torace nella tradizione popolare

Il torace è la “dimora del cuore” e, quindi, nel senso comune, è la dimora delle emozioni.

Il torace (o anche il petto) è per questo considerato, a livello popolare:

  • il luogo di concentrazione del sentimento (“avere in petto”)
  • il luogo di raccolta del senso di responsabilità ed individualità (“battersi il petto” in segno di pentimento).

Altri riferimenti rintracciabili nei detti popolari si riferiscono al ruolo del torace nella fonazione (“do di petto” inteso come virtuosismo nel canto e quindi, per traslato, come simbolo di azione brillante, ben riuscita) e al suo essere esposto nell’azione quando questa viene intrapresa con determinazione e risolutezza (“prendere di petto” un problema o una persona).

Tra i modi di dire più diffusi riguardanti il petto-torace troviamo:

  • avere in petto”: avere in animo, avere in mente, vedendo il petto come sede del cuore e quindi dei sentimenti. Usato principalmente per un sentimento, ma anche per un’idea, un’intenzione, soprattutto se non si esterna o che non si vuole rivelare agli altri
  • battersi il petto”: pentirsi, manifestare pentimento riconoscendo le proprie responsabilità. Richiama il gesto dei penitenti mentre ripetevano il “Domine non sum dignus”. Permane ancora nella preghiera cattolica in cui si confessano genericamente i propri peccati assumendosene la colpa davanti a Dio
  • do di petto”: si riferisce ad un’azione brillante, particolarmente ben riuscita. Deriva dal canto, al do acuto della voce di tenore, e allude alla difficoltà dell’emissione vocale di questa nota
  • prendere di petto”: affrontare direttamente e con decisione una persona, un problema, una situazione e così via. Sottintende l’intenzione di risolvere una questione sospesa, di arrivare a un chiarimento, di mettere fine a qualcosa, pur sapendo di andare così incontro alla possibilità di liti o fatiche

Il linguaggio del corpo tra psicologia sociale e psicosomatica

L’aspetto culturale ha, indubbiamente, un ruolo significativo nella capacità di comunicazione non verbale di quest’area corporea.

Forza, superiorità, sensualità

Nella cultura occidentale, in particolare, la zona toracica tende ad essere esaltata per esprimere forza, superiorità o anche sensualità.

Il sesso maschile ama esibire dei pettorali robusti.

torace

Il sesso femminile, di contro, sceglie abiti che possano valorizzare il décolleté, ritenuto in grado di valorizzare la propria femminilità.

torace, respiro emozioni

Non solo.

Ci sono altri numerosi aspetti significativi nella comunicazione non verbale relativa a questo distretto corporeo.

Atteggiamenti psichici ed emozioni

L’ampiezza delle spalle e della cassa toracica, la postura, la tonicità – o la atonicità – e il modo in cui viene mosso il torace sono in grado di comunicare – silenziosamente ma efficacemente – atteggiamenti psichici ed emozioni.

Come evidenziano gli psicologi psicosomatici:

  • in presenza di rabbia, il petto potrà mostrarsi gonfio e “tronfio”
  • in presenza di ansia, la respirazione si farà alta e il petto si alzerà e si abbasserà velocemente o anche in modo irregolare, sospendendo il respiro
  • in caso di paurail busto potrà essere scosso da tremori e le spalle potranno essere sollevate, come a proteggersi, il torace potrà essere gonfio, come per assicurarsi abbastanza aria
  • nell’eccitazione emotiva o sessuale, il busto potrà apparire molto tonico e proteso in avanti
  • al contrario, nella rilassatezza, il corpo sarà generalmente adagiato su uno schienale o, in caso di posizione eretta, apparirà disteso, ostentando un respiro lento e regolare.

La forma del torace

Un aspetto interessante riguarda anche l’osservazione della “forma” del torace.

L’area del torace, infatti, può presentare – sia anteriormente che posteriormente, quindi in corrispondenza dell’area dorsale – asimmetrie, ipo-iperertrofie, tensioni, blocchi etc i quali possono essere il risultato di un determinato vissuto emozionale.

Il blocco e la corazza muscolare. Reich e Lowen

Su questo specifico aspetto, riflessioni assai significative ci derivano da Reich e da Lowen.

Dai loro studi emerge, infatti, il fatto che quando subiamo qualche aggressione emotiva e proviamo sofferenza, la zona anteriore del torace si contrae come per proteggere il cuore.

Questo genera progressivamente quella che Reich definisce la “corazza muscolare” sia davanti (protezione dalla sofferenza) che dietro (difesa rispetto all’aggressività degli altri) che, anche, al di sotto, a livello del diaframma, il quale, a sua volta, si irrigidisce.

Questa tensione o blocco a livello muscolare genera un blocco ancora più ampio, a livello di capacità e possibilità di comunicare le proprie emozioni, nonché, anche, a livello di capacità nell’eseguire in modo pieno e fluido l’atto respiratorio.

Le caratteristiche morfologiche del torace (ampio, rigido, rilassato, rigonfio…) si dimostrano strettamente connesse, quindi, alle caratteristiche funzionali dell’atto respiratorio (unità o meno della cassa toracica, del diaframma e dell’addome) e, secondo Lowen, si connettono anche alle caratteristiche dell’Io:

“osserviamo se il petto è ampio, se è rigido o morbido e rilassato. Un torace rigonfio è invariabilmente concomitante con un Io gonfiato (…) d’altro canto, un petto morbido, sebbene connesso a maggiori sensazioni, non è necessariamente un segno di buona salute; si trova in certi caratteri impulsivi con struttura pregenitale. Quella che cerchiamo è una struttura rilassata in cui i movimenti respiratori mostrino l’unità della cassa toracica, del diaframma e dell’addome nell’inspirazione e nell’espirazione”(Lowen, Linguaggio del corpo, p.90)

Il respiro come connessione e scambio

E veniamo quindi, in tal modo, al secondo aspetto importante che riguarda quest’importante area corporea: il respiro.

torace

Il respiro rappresenta, tecnicamente, il movimento ritmico di immissione e di emissione dell’aria per mezzo del quale si attua il processo della respirazione.

Un’azione automatica e naturale che costituisce il mezzo di connessione, comunicazione e scambio tra l’interno (Io) e l’esterno (l’ambiente, l’altro da me).

Nell’esecuzione dell’atto respiratorio, il torace gestisce la sua funzione in modi sempre diversi a seconda di fattori ambientali ed emozionali.

Il respiro e il rapporto con il mondo

La difficoltà nel rapporto con il mondo, con l’altro da sé, può rendere difficoltosa la respirazione, in particolare con riferimento all’atto inspiratorio che rappresenta l’accoglienza e la ricezione.

Allo stesso tempo, la paura fa gonfiare il torace per assicurare “abbastanza aria” e infondere sicurezza.

Scrive al riguardo Lowen:

“il torace gonfio è una difesa contro il senso di panico, che è in relazione con la paura di non riuscire ad assicurarsi abbastanza aria. Allorché una persona in queste condizioni fa uscire completamente l’aria, ha un momento di panico, al quale reagisce inspirando e gonfiando di nuovo il torace. Il torace gonfio, mantiene un’ampia riserva di aria per misura di sicurezza. Il soggetto ha paura di abbandonare tale senso illusorio di sicurezza. D’altro canto chi ha paura di protendersi verso il mondo attivamente ha difficoltà nell’inspirare”(Lowen, Espansione e integrazione del corpo in bioenergetica, p.32)

L’aspetto funzionale (atto respiratorio) e quello fisico-morfologico (aspetto e forma del torace) entrano in tal modo in connessione profonda tra loro.

Questi due aspetti, inoltre, sono in connessione, a loro volta, con le caratteristiche psico-emotive dell’individuo (Giacconi).

Di fatto, sia un’ipo-espansione sia un’iper-espansione del torace suggeriscono una mancata consapevolezza rispetto al proprio respiro, il quale subisce condizionamenti in base a fattori di contesto, e costituiscono premessa di squilibrio a più livelli.

Oppressione toracica e fatica a respirare. Il punto di vista energetico

Uno dei disturbi più diffusi a livello toracico è indubbiamente la dispnea (difficoltà a respirare) con senso di oppressione toracica che può arrivare al dolore.

torace

In letteratura si evidenzia come questa condizione si associ a due condizioni tipiche:

  • un blocco o stasi a livello del torace, spesso associata a condizioni emozionali molto intense di vulnerabilità  (ansia, paura…)
  • un torace iper-espanso, in condizioni di aggressività e impetuosità. In questo caso l’energia si blocca al livello del petto generando un senso di pienezza che si può manifestare a livello psichico (ansia) e fisico (ipertensione).  La postura con l’iperestensione del torace favorisce, inoltre, l’irrigidimento del ventre e del diaframma, bloccando il contatto con l’intestino. Le emozioni che hanno inizio nel ventre faticano così ad ascendere attraverso il petto, restano compresse, non riescono ad essere trasformate ed espresse in parole, azioni, emozioni manifeste

In medicina cinese queste condizioni di difficoltà a livello del torace possono essere comuni a diversi quadri. Per differenziare tra questi quadri ed intraprendere il giusto percorso di trattamento  è indispensabile la valutazione da parte di un medico-operatore di medicina cinese.

Un agopunto che spesso può essere di aiuto in queste condizioni è PC6 Neiguan, localizzato  tre dita in linea sopra la linea del polso. Il punto si trova sotto al terzo dito, al centro, tra i tendini.

toracetorace, respiro emozioni

La stimolazione di questo agopunto va fatta con il pollice, cercando di “entrare” un po’ tra i tendini. L’ideale quindi è utilizzare la parte più vicina alla punta del pollice (apice del polpastrello).

Possiamo stimolare il punto con delle pressioni semplici ripetute (premo-lascio) oppure con una pressione rotatoria.

Stimolato con costanza, PC6  aiuta ad “aprire il torace”, a muovere il Qi e il Sangue ed ha, inoltre, azione calmante (calma lo Shen)

Al minuto 2.35 del video seguente dedicato alla digitopressione in caso di ansia, puoi vedere la localizzazione e la stimolazione in autotrattamento di questo agopunto.

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© Laura Vanni 2018



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Alleviare il dolore alle spalle con i punti riflessi

medicina cinese

Il dolore alle spalle può sopraggiungere per motivi diversi, anche non di origine traumatica, ed è sempre bene rivolgerci al proprio medico di fiducia per un parere nel caso di un dolore persistente.

La spalla è la parte dell’organismo umano che connette l’arto superiore e il tronco.

Può compiere numerosi movimenti:

  • adduzione (l’avvicinamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • abduzione (l’allontanamento dell’arto dall’asse mediano del corpo)
  • rotazione,

La maggior parte degli animali  di specie diversa da quella umana non può compiere questi movimenti, molti dei quali connessi proprio all’impegno nel compiere un’azione.

Le spalle e la comunicazione sociale

Le spalle costituiscono un’area di grandissima comunicazione sociale.

Si trovano tra il torace ed elementi altamente espressivi come le braccia e le mani: tutti aspetti collegati al fare, al dare, al ricevere e al comunicare.

Per quanto nella comunicazione non verbale il ruolo principale sia attribuito alla mimica facciale (espressioni del volto), le spalle offrono un ulteriore importante sistema di comunicazione non verbale.

Si pensi, per esempio all’atto di “alzare le spalle” (“fare spallucce”) come eloquente atteggiamento di disinteresse rispetto ad una situazione.

L’atteggiamento delle spalle costituisce, inoltre, un segnale sociale in grado di rivelare agli altri le nostre emozioni e il nostro benessere generale.

Il modo di atteggiare le spalle esprime propensione alla dominanza piuttosto che alla sottomissione.

Alcuni antropologici (D. Morris, D. Givens) hanno, per esempio, evidenziato come le spalle ampie (con forma a “V”) comunichino forza, autorevolezza, vigore e per questo risultano maggiormente attraenti, al punto da condizionare la moda (si pensi all’uso degli spallini imbottiti per alcune giacche).

alleviare dolore alle spalle

Le spalle nella tradizione popolare

Nell’imaginario popolare, le spalle rappresentano una parte del corpo estremamente robusta e resistente, su cui si può contare per caricare eventuali pesi fisici e non solo fisici (si pensi ai modi di dire come “avere le spalle grosse”, “gettare sulle spalle…”).

Dall’analisi dei modi di dire popolari possiamo individuare tre dimensioni di significato simbolico particolarmente interessanti che rappresentano le spalle come:

  1. luogo corporeo in cui si concentra il carico fisico ed emozionale (avere le spalle grosse, avere sulle spalle, gravare sulle spalle…)
  2. espressione di capacità/incapacità di prendere in carico (avere le spalle quadre/avere le spalle tonde)
  3. efficace canale di comunicazione non verbale (alzare le spalle/fare spallucce)

Altri modi di dire si riferiscono in vario modo alle spalle prevalentemente come distretto corporeo che decide l’attenzione o la consapevolezza del soggetto (“voltare le spalle”, “agire dietro le spalle”, “guardarsi alle spalle”, “gettarsi alle spalle”) o la blocca a volte drammaticamente (“avere le spalle al muro”).

Elenco dei modi di dire riguardanti le spalle:

  • alzare le spalle / fare spallucce / stringersi nelle spalle: manifestare impotenza e rassegnazione, indifferenza o noncuranza
  • assalire alle spalle: colpire a tradimento
  • avere la testa sulle spalle: essere responsabili, riflessivi, affidabili
  • avere le spalle al muro: essere in una posizione di difficoltà, dalla quale non si può sfuggire. Essere impossibilitati ad agire liberamente
  • avere le spalle grosse: essere in grado di sopportare disagi, fatiche, responsabilità ma anche dolori, frustrazioni, incarichi gravosi
  • avere le spalle quadre: essere affidabile, solida, non lasciarsi fuorviare da elementi emozionali o simili, come una persona dalle spalle robuste non barcolla sotto un carico
  • avere le spalle tonde: non aver voglia di lavorare. Chi ha le spalle tonde non può portare grossi carichi, scivolerebbero via
  • avere sulle spalle: sopportare un peso, una responsabilità
  • dietro le spalle: all’insaputa di qualcuno, in sua assenza. Agire dietro le spalle (in modo che l’interessato non venga a saperlo), ridere alle spalle (beffarsi di qualcuno)
  • fare da spalla: aiutare qualcuno, sostenerlo, dare il proprio appoggio
  • gettare sulle spalle: addossare a qualcuno responsabilità o fatiche
  • gettarsi dietro le spalle: dimenticare qualcosa, non pensarci più
  • gravare sulle spalle, vivere alle spalle di qualcuno: essere un peso per qualcuno
  • guardarsi alle spalle: stare in guardia, cautelarsi di fronte ad attacchi a sorpresa
  • voltare le spalle: fuggire voltando le spalle al nemico, girarsi per non guardare più in faccia una persona, abbandonare o disconoscere qualcuno con cui non si vogliono più avere rapporti. Anche abbandonare qualcuno nel momento del bisogno

alleviare dolore alle spalle

Le spalle in psicosomatica

In psicologia psicosomatica, le spalle rappresentano la nostra capacità di portare i fardelli.

Rappresentano la nostra capacità di sostenere il peso delle responsabilità, il carico di problemi.

La zona del trapezio può essere coinvolta, in particolare, in presenza di emozioni connesse a paura, la quale promuove una tendenza a tenere sollevate le spalle.

Altra condizione emotiva connessa ad un coinvolgimento del trapezio deriva dall’attitudine a farsi carico di incarichi e responsabilità eccessivi, eventualmente anche a seguito della paura stessa (paura di un rifiuto, paura della reazione dell’altro di fronte ad una nostra richiesta di aiuto).

Secondo Giacconi, spalle rigide e inarcate possono essere collegate all’interiorizzazione della paura e alle modalità con cui l’individuo “carica” su di sé le proprie responsabilità, cercando di non mostrare la propria sensibilità e iperproteggendosi dalla sofferenza emotiva.

dolore alle spalle

Anche Fiammetti, similmente, indica come spalle rientrate, in avanti o sollevate possano tradurre lo stato mentale e il carattere introverso o estroverso dell’individuo.

Lowen nella sua analisi distingue diverse condizioni emotive in grado di manifestarsi nell’atteggiamento delle spalle siano queste retratte, rialzate, squadrate e così via:

la posizione e la motilità delle spalle sono significative per le funzioni dell’Io quanto le gambe e il bacino lo sono per le funzioni sessuali. Si possono facilmente discernere parecchie attitudini. Le spalle retratte rappresentano la collera repressa, il trattenersi dall’impulso di colpire; le spalle rialzate sono connesse alla paura; le spalle quadrate esprimono principalmente un atteggiamento virile nell’assumersi le proprie responsabilità; le spalle ricurve comunicano il senso di un peso, di un fardello” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Nell’interpretazione di Lowen, le spalle e le braccia sono il mondo in cui ci muoviamo, lo strumento attraverso il quale siamo in grado di manipolare e modificare il mondo come meglio è per noi.

La portata e l’estensione delle braccia può, quindi, rappresentare una misura dell’Io:

poiché nei primati la funzione fondamentale delle braccia è di allungarsi per prendere o dare, per afferrare o colpire, la portata e la qualità dell’estensione sono una misura dell’Io” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Il dolore alle spalle

In considerazione degli aspetti simbolici connessi a questo distretto corporeo, il dolore apparentemente immotivato alle spalle potrebbe indicare, in chiave psicosomatica, che stiamo portando un peso eccessivo, siamo sovraccarichi di lavoro o di responsabilità.

dolore alle spalle

Può, quindi, far interrogare su alcuni aspetti della propria vita come:

  • mi sento sotto stress?
  • Mi sento sovraccaricato di responsabilità, aspettative, incarichi?
  • Mi faccio carico dei problemi degli altri (familiari, amici…) al punto di sentirmi responsabile, con le mie scelte, della loro felicità? (Rainville).

La tensione in questa zona può, inoltre, rimandare ad una sofferenza a carico di una rabbia trattenuta:

“Molti individui hanno gravi tensioni muscolari nella parte superiore della schiena e nelle spalle. Queste tensioni sono connesse alla repressione della rabbia e non possono essere sciolte finché gli impulsi repressi non trovano espressione.”(Lowen, Arrendersi al corpo p.85).

Diversi autori segnalano, inoltre, come problemi a livello delle spalle non restino circoscritti a quest’area con la manifestazione del dolore ma possano arrivare ad interessare le funzioni respiratorie:

Le spalle hanno un ruolo importante nella motilità del torace, perché il cingolo scapolare si estende dalla colonna vertebrale attraverso i muscoli romboidi fino allo sterno attraverso i muscoli pettorali e quindi i disturbi del cingolo scapolare influenzano la funzione respiratoria” (Lowen il linguaggio del corpo p.90).

Come alleviare il dolore alle spalle con la riflessologia in autotrattamento

La riflessologia può venire in aiuto per alleviare il dolore alle spalle.

In autotrattamento, è particolarmente utile la stimolazione di alcune aree riflesse del viso e dell’orecchio.

Nella riflessologia facciale vietnamita Dien Chan una delle aree più importanti in relazione alle spalle coincide con l’area subito al di sopra delle sopracciglia.

alleviare dolore alle spalle

In presenza di dolore alle spalle è utile stimolare quest’area massaggiandola con le dita, con pressione e sfregamento.

In tal modo si favorirà la mobilizzazione del Qi e del Sangue nell’area delle spalle, ovvero l’area riflessa corrispondente.

Una seconda area riflessa utile da stimolare in autotrattamento è quella auricolare, nella zona contrassegnata dal cerchio rosso nella foto.

dolore alle spalle

Quest’area può essere stimolata più volte al girono con le dita, pinzando e massaggiando l’orecchio fino ad arrossamento e percezione di calore intenso.

© Laura Vanni 2018



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.


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La schiena e la sua energia

schiena

La schiena, o “dorso”,  coincide con la parte posteriore del corpo umano.

E’ formata dalla colonna vertebrale, situata sulla linea mediana del corpo: una “pila” di segmenti ossei articolati tra loro da dischi cartilaginei interposti: le vertebre.

Le vertebre hanno dimensione diverse: più piccole in alto (vertebre cervicali e toraciche), più grandi in basso (vertebre lombari, sacrali e coccigee), dove la funzione di sostegno del peso corporeo è più importante.

Sono in numero di 33-34 distinte in cervicali (7), toraciche o dorsali (12), lombari (5), sacrali (5) e coccigee (4-5).

Mentre le vertebre cervicali, dorsali e lombari restano tra loro indipendenti, le vertebre sacrali e le coccigee si saldano a costituire il sacro e il coccige.

schiena ed energia

La schiena come colonna a sostegno della nostra vita

La funzione prioritaria della schiena è chiara già a partire dalla sua denominazione quando parliamo di colonna vertebrale.

Il termine “colonna” fa, infatti, chiaramente riferimento all’azione di sostegno e di supporto verticale tipica di questo apparato.

La colonna vertebrale è l’asse più importante del corpo, un vero e proprio pilastro osseo e muscolare che offre vitalità e resistenza.

La tradizione popolare riconosce alla colonna – e, più genericamente, alla schiena – la capacità di esprimere concetti di grande intensità:

  • forza e vigore: la forza della schiena si associa alla capacità di eseguire lavori duri e faticosi (fisici ma no solo), fino allo stremo delle forze (“spaccarsi la schiena”)
  • rassegnazione e sottomissione: la schiena senza forza esprime l’incapacità di ribellarsi e reagire, quindi il piegarsi al potere o alla prepotenza altrui, con atteggiamento generalmente umile, sottomesso (“curvare la schiena”)
  • debolezza, fragilità: la schiena è la zona “nascosta” del corpo, quella su cui abbiamo inevitabilmente poca attenzione e controllo ed è per questo associata ad una zona bersaglio nel tradimento e nell’inganno (“pugnalare alla schiena”), alla fuga e all’abbandono nel momento del bisogno (“voltare la schiena a qualcuno”)

La schiena dal punto di vista psicosomatico

Da un punto di vista psicosomatico, la schiena viene associata comunemente a queste aree di significato espresse dalla tradizione popolare, in particolare le prime due:

  1. forza e vigore vs  rassegnazione e sottomissione
  2. capacità di sopportare carichi non solo fisici, ma anche emozionali, ciò anche a scapito, a volte, dell’aspetto funzionale, con possibili (frequenti) manifestazioni di dolore, tensione muscolare cronica e così via.

La schiena, con le sue caratteristiche morfologiche e funzionali, assume un ruolo molto importante nella psicoterapia a mediazione corporea, come l’analisi bioenergetica.

Scrive Lowen:

Quale importante elemento strutturale del corpo, la debolezza della spina dorsale deve riflettersi in un grave disturbo della personalità. L’individuo con la spina dorsale curva non può avere la forza dell’Io di una persona la cui spina dorsale è dritta. D’altro canto, la rigidità della spina dorsale, mentre aumenta la forza per sorreggersi, diminuisce la flessibilità. Inoltre, tali individui spesso provano dolore nella parte inferiore della schiena” (Il linguaggio del corpo).

schiena

La schiena dal punto di vista energetico

Dal punto di vista energetico, la colonna vertebrale è il “tronco dell’albero”, il pilastro che unisce Cielo e Terra e sul quale si costruisce la nostra intera struttura.

Rappresenta l’asse verticale dell’individuo, gli offre solidità fisica e psichica e riflette il suo generale equilibrio Yin-Yang: l’eccessiva convessità implica un eccesso di Yang, mentre la concavità esasperata indica un accumulo di Yin.

Nella tradizione taoista, la schiena costituisce una sorta di “scala a pioli” lungo la quale si strutturano le esperienze della vita e si realizza il passaggio dell’uomo nella sua crescita spirituale, dalla Terra verso il Cielo.

Grazie alla sua solidità, in altri termini, la schiena indica la struttura lungo la quale “ascendere”, crescere spiritualmente andando dalla Terra verso il Cielo.

In quanto asse portante, con la sua caratteristica di flessibilità, la colonna simboleggia la “resistenza come adattamento” piuttosto che la “resistenza come rigidità”.

Rappresenta la necessità di porsi in modo dinamico di fronte alle avversità e alle difficoltà, rispondendo con un continuo aggiustamento alle sollecitazioni esterne (movimenti di inclinazione, flessione e rotazione…).

La schiena e i Meridiani energetici

Se entriamo nel dettaglio dei Meridiani energetici, la schiena si rivela un luogo denso di contenuti.

Lungo la colonna vertebrale corre il Meridiano straordinario Du Mai, che riconduce all’“individualità” e all’espressione di Sé.

Grazie all’attività della cerniera lombo-sacrale – area corrispondente al punto GV4 Mingmen (Porta della Vita) – del resto, riusciamo, da bambini, a metterci in piedi e a camminare iniziando ad esplorare il mondo, avviando il processo di individualità che proseguirà poi – in vario modo – per tutta la vita.

Subito a fianco del Meridiano straordinario Du Mai corre il Meridiano Principale di vescica urinaria Zu Tai Yang.

Questo Meridiano è il più lungo dei dodici Meridiani principali:

  • lungo il suo ramo interno – poco distante dalla colonna e ad esso parallelo – ha localizzati importanti punti riflessi (“punti comando”) di tutti gli Organi Zang e visceri Fu (punti Shu del dorso)
  • lungo il suo ramo esterno – parallelo al primo ramo ed in linea con il margine interno delle scapole – ha altrettanti importanti punti connessi agli stessi organi (secondo alcuni autori inerenti all’energia (jing) acquisita, secondo altri alle emozioni connesse agli organi associati).

La schiena come luogo simbolico espressione della propria individualità

Tenuto conto di ciò, possiamo, quindi, dire che la schiena contiene da un punto di vista energetico le informazioni riguardanti un individuo (Meridiano di vescica urinaria) e la sua guida nel personale processo di individuazione (Meridiano Du Mai).

Turbe in un determinato tratto della colonna possono, quindi, essere indizio di sofferenza fisica, psichica (conscia ed inconscia) così come anche di problemi viscerali.

Per finire, la colonna vertebrale ha una funzione – oltre che di sostegno dell’intera struttura uomo – anche di protezione del midollo spinale, importante ramificazione del sistema nervoso centrale che passa al suo interno.

Il midollo in essa contenuto ha un’importanza prioritaria in medicina cinese, in quanto è classificato tra i cosiddetti “Visceri straordinari”, connessi al processo di crescita ed evoluzione individuale (trasformazione dell’essenza Jing in Shen).

Ciò rafforza ulteriormente l’immagine della schiena come luogo simbolicamente connesso all’espressione della propria individualità e della sua costante trasformazione.

© Laura Vanni 2018


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro“Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese



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La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.