Deficit dello Yin in medicina cinese. Sensazione di calore, sudorazione notturna, secchezza

secchezza

Il concetto di deficit in medicina cinese

Il termine deficit (detto anche insufficienza o vuoto energetico) in medicina cinese indica, sostanzialmente, una situazione in cui l’energia vitale che rappresenta le attività funzionali dell’organismo (detta Zheng Qi) è inadeguata.

In una situazione di deficit, le funzioni di Qi, Sangue, Liquidi organici, Meridiani e Zang fu sono indebolite e la capacità del nostro organismo di opporsi ai patogeni è minore.

Questo generalmente si manifesta, nel nostro organismo, con segni di debolezza ed insufficienza e difficilmente si manifesta con segni di tipo acuto.

Una tipica condizione di deficit energetico è quella osservabile osservabile nelle persone definite “di costituzione debole”, nelle malattie croniche, negli stadi finali di importanti patologie o anche, frequentemente e con caratteristiche tipiche, nel processo fisiologico di invecchiamento.

Fattori che favoriscono il deficit energetico

I fattori che predispongono ad un deficit energetico, sia che si tratti di un deficit di tipo Yin che di un deficit di tipo Yang, sono molteplici:

deficit dello yin

Tutti questi fattori provocano danni al Qi, al Sangue, ai Liquidi organici e turbano, inevitabilmente, l’equilibrio Yin-Yang nel nostro organismo, causando l’indebolimento dello Zheng Qi.

L’equilibrio e lo squilibrio Yin-Yang nel nostro organismo

In condizioni normali, tra Yin e Yang sussiste un rapporto di reciproca inibizione, di reciproco sostegno e reciproca trasformazione, che ne garantisce l’equilibrio.

Qualora uno dei due Elementi subisca una riduzione sostanziale o un rallentamento funzionale, necessariamente non potrà più limitare l’elemento opposto e nascerà uno squilibrio (malattia).

Yin e yang non sono termini “vuoti” ma si applicano alla nostra fisiologia.

Infatti, Jing, Qi, Sangue, Liquidi organici nonché Organi e Meridiani nei loro aspetti strutturali e funzionali, possono essere classificati, ognuno a suo modo, all’interno delle grandi categorie Yin e Yang.

La ritirata di Yin o di Yang si manifesta, pertanto, nel nostro organismo, con la riduzione delle attività fisiologiche del Qi, del Sangue, dei Liquidi organici e di altre preziose sostanze di base e si esprime con la riduzione o lo squilibrio delle funzioni fisiologiche degli Organi e dei Meridiani.

Deficit dello Yin. Che cos’è?

In medicina cinese il deficit dello Yin (o insufficienza dello Yin)  indica una sofferenza delle sostanze vitali più “materiali” del nostro organismo, ovvero:

  • Jing
  • Sangue
  • Liquidi organici

Questa sofferenza da parte delle sostanze vitali Yin del nostro organismo si traduce con l’incapacità, per lo Yin stesso, di  controllare e limitare lo Yang, il quale risulta, quindi, relativamente sovrabbondante.

Per questo effetto di “abbondanza relativa” dello Yang, il diminuire dello Yin si manifesta, nel nostro organismo, con una condizione di iperattività funzionale (eccesso relativo dello Yang) con, associate, caratteristiche di insufficienza (deficit effettivo dello Yin).

In sostanza, quando le sostanze Yin non sono sufficienti per svolgere la loro funzione di nutrimento e idratazione e la loro funzione calmante e sedativa, si ha nell’organismo un quadro di Calore da insufficienza in cui lo Yang non è, di per se, in eccesso, ma è sovrabbondante in relazione allo Yin che è diminuito.

deficit dello yin

Questa situazione potrà condurre a manifestazioni caratteristiche da “calore vuoto” come:

  • febbricola (specialmente nel pomeriggio-sera)
  • sensazione di “calore ai cinque centri
  • dimagrimento
  • volto arrossato
  • sudorazione notturna
  • secchezza
  • sensazione di sete persistente

In presenza del deficit dello Yin, in sostanza, ci troveremo in una situazione in cui potremmo avere manifestazioni di calore. Di fatto, tuttavia, non si tratterà del calore (Yang) in  eccesso, ma dell’aspetto materiale e rinfrescante (Yin) in deficit.

Una tipica situazione che esprime questo squilibrio è quello tipico delle “vampate” della menopausa, una fase della vita della donna in cui lo Yin inizia a diminuire, lasciando lo spazio ad un esubero relativo di Yang. Allo stesso modo, si possono manifestare disturbi del sonno, ansia e agitazione, tutti espressione di un “calore vuoto”.

Deficit dello Yin. Quali sono le cause?

Le cause che possono determinare il deficit dello Yin nel nostro organismo sono diverse, ognuna con un impatto a sua volta diverso a seconda del quadro energetico della persona. Possiamo sintetizzare le cause principali del deficit dello Yin nei fattori successivi:

  • l’attacco allo Yin da parte di un fattore patogeno di tipo Yang (per esempio il calore estivo che consuma i nostri liquidi organici)

deficit dello yin

deficit dello yin

  • le malattie che consumano la componente liquida Yin (per esempio febbre elevata, ripetuti episodi di emorragia, vomito, diarrea, iperdiaforesi…)

deficit dello yin

deficit dello yin

  • uso inappropriato e/o prolungato nel tempo di tonici dello Yang o del Qi (riscaldanti e in alcune condizioni potenzialmente lesivi dello Yin)

Prevenire il deficit dello Yin nel nostro organismo

Il nostro organismo vive una condizione energetica di costante trasformazione.

Secondo la medicina cinese, il benessere si percepisce quando questa condizione corrisponde ad un “equilibrio dinamico” tra l’energia Yin (materia, forma, idratazione) e l’energia Yang (dinamismo, attivazione, calore) sono tra loro bilanciate.

deficit dello yin

Nel caso in cui lo Yin o lo Yang siano in eccesso o in difetto, si crea uno squilibrio che si manifesta inevitabilmente alla nostra attenzione con sintomi di diverso tipo.

In queste condizioni sarà indispensabile porre rimedio adottando uno stile di vita adatto a tonificare lo Yin e a non consumarne ulteriormente.

Sarà utile, se non indispensabile, favorire il riposo notturno, allontanarsi da situazioni stressanti ed emotivamente non desiderabili, adottare una alimentazione mirata a rafforzare lo Yin nel nostro organismo.

In relazione a quest’ultimo aspetto, saranno da favorire alimenti leggermente umidificanti (contrastano la secchezza e favoriscono l’accrescersi dello yin) come uova, formaggi (se tollerati), molluschi.

Saranno, inoltre, da eliminare o ridurre il più possibile alimenti riscaldanti come le carni ovine, spezie come il pepe, il peperoncino, il caffè, gli alcolici e stimolanti di ogni genere (cacao e cioccolata amara…).

deficit dello yin

Saranno da favorire, infine, cotture “Yin”, quindi al vapore o bollito, limitando al massimo cottura alla griglia o arrosto e i cibi affumicati.

 

© Laura Vanni 2018

 

Leggi anche:


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

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Sette risposte sull’ansia dalla medicina cinese

ansia in medicina cinese

Quattro giorni fa ho pubblicato il mio video dal titolo “Come ridurre l’ansia con la digitopressione” ed ho ricevuto molti quesiti interessanti.

Ti sei perso il video? Puoi recuperare guardandolo ora, prima di continuare a leggere. Eccolo qui:

In questo articolo rispondo a vostri sette quesiti  in tema di ansia.
Pronti? Via!

Sette risposte sull’ansia dalla medicina cinese

1) DA COSA DIPENDE LANSIA SECONDO LA MEDICINA CINESE?

Intanto dobbiamo definire cosa intendiamo con il termine “ansia”, visto che siamo abituati a parlarne intendendo situazioni a volte anche diverse.

Nel contesto del nostro video, facciamo rientrare nella categoria dell’ansia manifestazioni come instabilità emotiva, paura, irrequietezza, panico, agitazione generale, preoccupazione costante (specie se ossessiva e immotivata).

In medicina cinese le emozioni sono “movimenti del Qi”, sono eventi fisiologici, sono una risposta dello Shen agli stimoli del mondo esterno.

I movimenti del Qi possono alterarsi: il Qi può andare controcorrente, disperdersi, annodarsi, esaurirsi, diventare disordinato… tutto questo ha manifestazioni a livello fisico (Yin) ed emotivo (Yang).

Poiché in medicina cinese corpo e mente sono uniti e complementari (Yin e Yang), nell’espressione dell’ansia, dal punto di vista cinese, è coinvolta l’energia di diversi Organi: Milza, Fegato, Reni e Cuore soprattutto.

Partiamo dal presupposto che in medicina cinese ogni Organo ha un’emozione associata.

Per gli Organi appena citati abbiamo la preoccupazione per la Milza, la rabbia per il Fegato, la paura per i Reni.

Al Cuore si associa l’emozione della gioia ma ancor di più, in questo contesto, ci interessa il ruolo del Cuore come sede dello Shen (mentale, emozionale), centrale nel regolare gli aspetti psichici ed emozionali.

Mi è impossibile in questa sede entrare nel dettaglio energetico delle disarmonie che possono condurre ad una sensazione di ansia. Provo però, a fare un esempio che possa essere compreso da tutti.

Immaginiamo una pentola piena di acqua.

Mettiamo la pentola sul fuoco. Il nostro obiettivo è tenere l’acqua in caldo ma evitare che si consumi evaporando.

Se regoliamo troppo alta la fiamma, il fuoco (Yang) tenderà velocemente a consumare l’acqua (Yin).

Anche se la fiamma non è troppo intensa, del resto, il calore del fuoco (Yang) nel tempo tenderà comunque a consumare l’acqua (Yin), anche se potremmo, per esempio, decidere di aggiungere nuova acqua per riportare l’equilibrio.

Nel nostro corpo Yin e Yang sono in relazione tra loro più o meno come l’acqua e il fuoco nell’esempio della pentola.

Le pratiche energetiche cinesi (tuinaqi gong, alimentazione energetica…) sono finalizzate a mantenere in equilibrio queste due energie, come faremmo con l’acqua nella pentola. Sono utilizzate per “abbassare la fiamma” se in noi c’è troppo calore, oppure per aggiungere acqua se questa si è consumata in eccesso.

Lo squilibrio tra Yin e Yang può verificarsi con un eccesso di Yang (fiamma troppo alta con conseguente calore) o con un deficit di Yin (acqua che si è consumata, quindi fa aumentare comunque il calore percepito).

In entrambi i casi quello che risulterà a livello “soggettivo” sarà uno sbilanciamento verso il Fuoco e il Calore che nel nostro organismo si traduce a livello emozionale con agitazione, irrequietezza e – per l’appunto – ansia generalizzata.

2) COSA POSSO FARE OLTRE AI PUNTI INDICATI NEL VIDEO PER RIDURRE L’ANSIA?

La medicina cinese offre, oltre ai sistemi di trattamento mediante il tuina (massaggio energetico “padre” del più famoso shiatsu e padre anche del sistema di trattamento che stai imparando dal video) o l’agopuntura, anche altri strumenti che variano dalla fitoterapia alla dietetica cinese al qi gong.

Quest’ultimo, in particolare, si dimostra molto efficace nel favorire l’attenzione del praticante su mente, corpo e respiro e per questo può essere un valido strumento aggiuntivo nel percorso di riduzione dell’ansia.

3) PER QUANTO TEMPO DEVO STIMOLARE I PUNTI?

Non esiste una regola matematica per stabilire esattamente il tempo di stimolazione degli agopunti. Non esiste un valore assoluto, perché il lavoro con l’energia non si fa con l’orologio davanti.

Ognuno di noi è diverso e ognuno di noi ha tempi diversi.

Per questo non posso darti una regola precisa. La regola sei TU, le tue sensazioni e l’ascolto che piano piano riuscirai ad avere sul tuo corpo e la tua energia.

Inizia con 2-3 minuti per punto. Se i punti sono dolenti trattali con maggiore delicatezza e morbidezza, ma trattali comunque.

Quando parliamo di autotrattamento parliamo di stimolazioni energetiche da parte di persone non necessariamente “addette ai lavori”.

Se non sei un operatore specializzato poniti in una condizione di “ascolto” rispetto al tuo corpo e ai punti che stai stimolando.

Cerca di dedicarti a questa attività per pochi minuti ma in “assoluta presenza”, attenzione e “intenzione”. Nel tempo potrai valutare le tue sensazioni e trovare il “giusto tempo” per te.

4) DEVO STIMOLARE I PUNTI SU TUTTE E DUE LE BRACCIA O NE BASTA UNA?

Gli agopunti dei meridiani principali sono tutti simmetrici e vanno stimolati sui due lati del corpo.

Nel caso del video in oggetto, sono quindi simmetrici sulle due braccia i punti HT7 (Meridiano di Cuore) e PC6 (Meridiano di Pericardio).

Il punto Yintang fa eccezione perché è collocato sulla linea centrale del corpo. Non appartiene, inoltre, ai meridiani principali, ma è un punto “Extra” (extrameridiano).

5) I PUNTI DEVO STIMOLARLI OGNI GIORNO OPPURE “AL BISOGNO”?

L’utilizzo dei punti “al bisogno” è sempre valido ed efficace. Se la condizione di ansia è cronica o, comunque, ricorrente, il consiglio è di stimolarli ogni giorno, con costanza, per un periodo di tempo minimo di una settimana.

6) POSSO STIMOLARLI MENTRE GUARDO LA TV, DOPO CENA?

La cosa migliore sarebbe dedicarsi all’autotrattamento senza distrazioni anche se nelle nostre abitudini occidentali è a volte psicologicamente molto difficile tenersi occupati con “una cosa per volta”. Questo però sarebbe necessario in questo caso…

Infatti non stai “spingendo un bottone” ma stai interagendo con alcune parti di te molto profonde. Questo vale soprattutto nel caso di questo video, perché il “bersaglio” della stimolazione è a livello di Shen (mentale, emozionale) ed è proprio Shen che deve essere presente quando ti dedichi a “lui”.

E’, quindi, importante “essere presenti a se stessi” e usare l’energia che è nell’intenzione, cercando di concentrarsi sul gesto e sul “sentire”, ponendo attenzione anche al respiro, alle eventuali tensioni muscolari etc. Evita di stimolare gli agopunti subito dopo i pasti.

7) DOPO QUANTO TEMPO POSSO INIZIARE A SENTIRE GLI EFFETTI DELL’AUTOTRATTAMENTO?

Il trattamento energetico non è un “farmaco”. Non esiste un tempo esatto per l’azione dei punti, ognuno di noi è diverso dall’altro nella capacità di “ricevere il messaggio” della stimolazione e nella capacità di elaborarlo energeticamente.

Al di là di questa premessa generale, se ben stimolati, questi punti hanno azione generalmente già subito dopo la loro stimolazione. In alcuni casi si inizia a percepire il beneficio anche durante l’autotrattamento stesso.


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Ridurre l’ansia con la digitopressione (con video)

ridurre ansia

Ridurre l’ansia con la digitopressione è possibile, a patto di non considerare la digitopressione come la soluzione a tutti i nostri problemi di ansia.

A tutti noi può capitare di vivere un periodo di forte stress, con sensazioni emotive a volte anche molto importanti come ansia, inquietudine, nervosismo, insonnia

Certamente queste sensazioni possono renderci la vita molto difficile, possono farci star male psicologicamente ed anche fisicamente, impedirci di essere sereni, godendo di quello che la vita può donarci.

ridurre l'ansia

In queste situazioni iniziamo a cercare un rimedio che ci faccia sentire tranquilli, rilassati.

Questo è perfettamente normale.

Allo stesso tempo, però, dovremmo essere consapevoli del fatto che, sensazioni emotive a base di ansia e inquietudine sono generalmente una sorta di “campanello di allarme”.

Sono il segnale che “qualcosa non va”, che qualcosa non è per così dire “coerente” con quelle che sono le nostre aspettative o, anche, seppure inconsapevolmente, con la nostra natura più profonda.

Affrontare l’ansia

Affrontare nel modo più efficace questo tipo di disagio richiede la volontà di “entrare” in profondità in noi stessi, cercare di comprendere i motivi alla base del disagio e lavorare per cambiare, migliorando la propria condizione.

Alcuni intraprendono questo percorso grazie all’aiuto degli amici, altri trovano risposte nella lettura di molti libri, altri ancora ricorrono al supporto qualificato di uno psicoterapeuta o alla pratica di discipline psicocorporee.

ridurre ansia

In ogni caso, è chiaro per tutti che, al fine di superare definitivamente una condizione cronica di ansia, agitazione e nervosismo, è necessario comprendere il fattore (o i fattori) che “innescano” questa  condizione come risposta “fisiologica” di disagio.

Nessuna ansia potrà, infatti, essere definitivamente risolta finché questo fattore non sarà “disinnescato”.

Agopunti utili in caso di ansia

In medicina cinese l’ansia rappresenta uno squilibrio energetico che genericamente possiamo definire uno squilibrio tra yin e yang. Nelle “Domande e risposte sull’ansia in medicina cinese” puoi approfondire questo concetto di squilibrio/equilibrio in caso di ansia.

Quello di cui invece parliamo in questo articolo riguarda tre agopunti che possono aiutarci a ridurre questo squilibrio energetico che, indipendentemente dai casi, ci fa sentire instabili emotivamente, in apprensione e agitazione continua.

Si tratta di agopunti  molto famosi per la loro capacità di “calmare lo Shen”, ovvero, l’aspetto mentale ed emozionale.

Quello di Shen è un concetto cinese molto ampio e profondo.

Possiamo semplificare qui dicendo che “calmare lo Shen” significa favorire una condizione mentale ed emotiva di equilibrio, riducendo gli stati di ansia mentale ed agitazione.

Gli agopunti più utili per calmare lo Shen sono i seguenti:

Nel video che segue imparerai a localizzare questi punti energetici e vedrai qual è la tecnica per stimolarli in caso di ansia. Dopo il video ricordati di iscriverti al mio Canale YouTube per essere sempre aggiornato!

 


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Punta della lingua rossa. La medicina cinese dice che…

punta lingua rossa

La punta della lingua rossa può indicare la presenza di quello che la medicina cinese definisce un “Fuoco di Cuore”.

Punta della lingua rossa e Cuore

La punta della lingua rossa non indica assolutamente una cardiopatia!

In medicina cinese il Cuore ha funzioni che in parte coincidono con le funzioni attribuite dalla medicina occidentale (per es. il Cuore anche in medicina cinese governa il sangue…), in parte riguardano aspetti più ampi relativi, in particolare, all’aspetto mentale ed emozionale.

La tradizione medica cinese dice che

il Cuore ha la carica di Signore e di Maestro, emana lo splendore degli Spiriti (…). Quando il Maestro diffonde la sua luce, i sudditi sono tranquilli“.

Il Cuore è  “sede dello Shen” (dimensione psichica) e risente fortemente di tensioni emotive intense o eccessivamente prolungate nel tempo.

Proprio queste tensioni e problemi emozionali (ansia cronica, preoccupazione costante, depressione) possono generare nel tempo Fuoco nel Cuore con sintomi anche importanti come:

  • palpitazioni
  • irrequietezza e agitazione
  • insonnia, sonno disturbato da sogni

punta della lingua rossa

In questa situazione la punta della lingua (area riflessa del Cuore) tende a diventare rosa e si possono anche manifestare ulcerazioni (della bocca e della lingua, specie in punta).

Altri segni associati possono essere il viso rosso, la sensazione di sete persistente, la bocca amara e la  sensazione di calore.

Cosa fare se si ha la punta della lingua rossa?

In caso di punta della lingua rossa, bisogna innanzi tutto accertare la presenza di un Fuoco di Cuore mediante una valutazione energetica compiuta da una persona qualificata (medico agopuntore o operatore professionale tuina).

Per trattare alla radice il problema si può ricorrere ad una qualsiasi delle branche della medicina cinese, singolarmente o in combinazione tra loro.

Il tuina, l’agopuntura, la fitoterapia, il qi gong e l’alimentazione energetica sono tutte pratiche estremamente utili per favorire un riequilibrio energetico.

Anche l’autotrattamento dei punti dei Meridiani e l’alimentazione possono essere molto utile per favorire la riduzione del Calore interno ed accelerare il processo di riequilibrio.

Calmare lo Shen

Autotrattamento in digitopressione

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Un agopunto importante da stimolare per calmare lo Shen è HT7 Shenmen.

La stimolazione di questo agopunto aiuterà a purificare il Fuoco di Cuore e a “Calmare lo Shen”, ovvero ridurre i sintomi legati allo stress, all’ansia e alla tensione emozionale.

Se hai la punta della lingua rossa o anche, semplicemente, stai attraversando un periodo particolarmente stressante, stimolalo anche più volte al giorno.

In questo video, intorno al minuto 2,26, puoi vedere bene la localizzazione e la tecnica di stimolazione:

Alimentazione

Per quanto riguarda l’alimentazione, in presenza di punta della lingua rossa, la dietetica cinese consiglia di nutrirsi con cibi rinfrescanti e umidificanti.

Sono da preferire cibi di Natura Fredda o Fresca, meglio se di Sapore Amaro. Tra le verdure favorire cicoria, insalata belga, scarola, tarassaco, crescione, bietola, cetrioli; frutta; bevande come te verde, camomilla, yogurt se tollerato. Limitare le carni; preferire il pesce, soprattutto quello di natura più Fredda come polpo, seppia, granchio, vongole.

Da preferire cotture  Yin (bollitura, vapore… No a grigliate o cotture molto “essiccanti”).

punta della lingua rossa

Da evitare in modo assoluto cibi di natura tendenzialmente o decisamente Calda (caffè, alcool, quasi tutte le spezie, aromi, agliacee, cibi essiccati…).

© Laura Vanni 2018


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medicina cinese



Avvertenza

La medicina cinese non è una pratica sanitaria. I disturbi citati nei miei articoli vengono considerati esclusivamente da un punto di vista energetico. I trattamenti eventualmente indicati si intendono come trattamenti energetici per favorire il riequilibrio dell’organismo e il benessere generale della persona a 360 gradi. Le indicazioni in termini di alimentazione vanno intese nell’accezione energetica della medicina cinese. Le sequenze di autotrattamento eventualmente  illustrate NON devono intese come terapia di cura, per la quale dovete rivolgervi al medico.

KI1 Yongquan, la fontana zampillante. Un punto per ansia, insonnia e ipertensione

KI1 Yongquan

KI1 Yongquan: il primo punto del meridiano Principale del Rene

KI1 Yongquan è il primo agopunto del Meridiano del Rene.

Il Meridiano del Rene, nel suo percorso esterno percorre la parte interna-posteriore della gamba e risale frontalmente, in prossimità della linea centrale del corpo, terminando al torace.

Conta, in tutto, 27 agopunti.

ki1 Yongquan

KI1 Yongquan: indicazioni in medicina cinese

Secondo la medicina cinese questo agopunto è molto importante per:

  • ridurre il Calore da Deficit di Yin
  • tonificare lo Yin
  • calmare lo Shen
  • trattare le manifestazioni di risalita dello Yang epatico
  • trattare il Vento interno.

Tutte queste definizioni sono ben chiare agli “addetti ai lavori” ma possono essere difficili da comprendere da chi non conosce la medicina cinese.

Cerchiamo quindi di spiegare quando è utile stimolare questo agopunto utilizzando termini più “occidentali”.

Questo è un piccolo compromesso per riuscire a capirci perché, in realtà, da un punto di vista teorico, non è esattamente corretto riferire agopunti a “malattie” definite in senso occidentale.

Ti spiego subito perché.

Malattie e sindromi. Facciamo chiarezza

La medicina cinese, a differenza della medicina occidentale, non parla di “malattia” ma di “manifestazioni” generate da quadri energetici detti “sindromi”.

Tra malattia e sindrome c’è una relazione di questo tipo:

  • ad una malattia in senso occidentale possono corrispondere diverse sindromi cinesi (per esempio un mal di testa-malattia è diverso da un altro mal di testa, ovvero può dipendere da cause-sindromi diverse)
  • ad una sindrome cinese possono corrispondere diverse malattie occidentali (per esempio mal di testa, vomito, ipertensione (malattie) possono essere tutte manifestazioni di una medesima causa-sindrome che detta “risalita dello Yang epatico”)

Di fronte ad una persona che lamenta un disturbo, quindi, la prima cosa da fare è capire da cosa dipende il disturbo, ovvero qual è il quadro energetico di riferimento (sindrome).

ki1 Yongquan

Questo è possibile ricorrendo ad una valutazione energetica personalizzata (comprensiva di analisi dei polsi e della lingua).

Detto questo, è evidente che non è possibile indicare “i punti da usare per questo o quel problema-malattia” perché tutto dipende dal quadro-sindrome che c’è sotto.

Allo stesso tempo, però, possiamo individuare alcune situazioni tipiche a livello occidentale in cui è molto frequente l’utilità di determinati agopunti in virtù delle sindromi spesso associate ad esse.

Per approfondire il concetto di salute-malattia in medicina cinese leggi il mio articolo “salute e malattia in medicina cinese”.

Allora? Quando è utile stimolare KI1 Yongquan?

Nel caso di KI1 Yongquan, possiamo individuare alcune situazioni in termini “occidentali” in cui la stimolazione è indubbiamente consigliata e utile.

Queste situazioni sono riconducibili alle seguenti manifestazioni, le quali rimandano prevalentemente ai quadri energetici indicati nel paragrafo sopra (“indicazioni in medicina cinese”):

  • ansia e agitazione
  • manifestazioni di calore al viso soprattutto durante le ore serali
  • sete (soprattutto serale e notturna)
  • ipertensione
  • insonnia
  • vertigini
  • spasmi…

La stimolazione di KI1 Yongquan è molto utile anche per ridurre i fastidi tipici della menopausa (“vampate di calore”, agitazione…). Questo grazie alla sua azione di tonificazione dello Yin e della sua capacità di ridurre il Calore Vuoto che deriva dal suo Deficit.

Come stimolare KI1 Yongquan

Il modo più pratico per stimolare il punto è quello di utilizzare una comune pallina da tennis oppure una pallina di gomma dura di dimensione uguale o più piccola.

Per stimolare il punto collocare la pallina e premere  progressivamente e utilizzando il peso del corpo in base alla sensazione-sensibilità personali.

Non è necessario premere troppo a fondo provocando dolore ma, anzi, è necessario raggiungere una sensazione di pressione piacevole, progressiva, coordinando la pressione con il respiro.

Un’idea potrebbe essere:

  • contare fino a quattro mentre si espira lentamente e si preme portando lentamente il peso del corpo sulla pallina
  • contare fino a quattro mentre si inspira lentamente e si solleva il peso del corpo dalla pallina

KI1 Yongquan

Come piccola routine quotidiana è, inoltre,  molto utile utilizzare questa stessa pallina facendola rotolare sotto la pianta del piede:

  • prima con pressione uniforme
  • poi con pressione differenziata nei vari punti della pianta del piede (avampiede, centro del piede, tallone, zone interne ed esterne lateralmente).

Ciò consente di stimolare diverse aree connesse ad organi interni ed apparati, favorendo il riequilibrio energetico generale secondo i principi della di riflessologia plantare.

E’ bene ripetere questa pratica almeno due volte al giorno se si hanno i disturbi indicati sopra. Utile la stimolazione serale, soprattutto in presenza di insonnia o ansia.

Sensazioni ed effetti

Se non hai mai premuto sotto la pianta del piede probabilmente questo esercizio ti farà sentire un po’ di indolenzimento o dolore.

E’ del tutto normale e questa sensazione tende a diminuire fino a scomparire del tutto continuando nella pratica.

Questa sensazione di dolore segnala, in un certo senso, il fatto che il tuo piede “ha bisogno” di essere stimolato e massaggiato. Il dolore, infatti, in medicina cinese, segnala la presenza di una stasi di energia che è bene “muovere” per favorire il riequilibrio.

Tieni presente che, oltre al primo punto del Meridiano del Rene, con la pallina stimoli direttamente o indirettamente anche importanti aree muscolari-tendinee del piede.

Questa è una zona del corpo spesso dimenticata, nonostante il grande incarico di sostenere il peso di tutto il corpo e di compiere azioni solo apparentemente semplici come correre o camminare.

Quindi, massaggiare la pianta del piede con la pallina ha molti effetti benefici dal punto di vista energetico in relazione alle manifestazioni viste sopra. In più, ha effetti benefici anche dal punto di vista “meccanico” (su muscoli e articolazioni) e propriocettivo.

Prova a prendere questa piccola sana abitudine quotidiana e ti accorgerai della differenza!

ki1 Yongquan

 


Per avvicinarti alla teoria della medicina cinese leggi il mio libro “Medicina Tradizionale Cinese. Teorie di base per i primi passi”

medicina cinese

HT7 Shenmen in digitopressione in caso di ansia e stress (con video)

HT7 Shenmen

HT7 Shenmen è uno dei punti utilizzati in agopuntura in presenza di quadri energetici connessi ad ansia e stress.

Si tratta di un agopunto del Meridiano principale del Cuore, uno dei 12 Meridiani che percorrono il nostro corpo dall’alto al basso e viceversa.

Secondo la medicina cinese, il nostro corpo è percorso, internamente ed esternamente, da una complessa rete di linee energetiche chiamate Meridiani lungo i quali sono collocati numerosi agopunti.

Ogni Meridiano ha collegamenti diretti ed indiretti con determinati organi interni ed apparati.

Inoltre, poiché in medicina cinese mente e corpo sono parte della stessa natura e non sono separati, ogni Meridiano ha connessioni sia fisiche che emozionali.

Queste funzioni possono essere alterate nel caso in cui il flusso energetico nel Meridiano stesso sia difficoltà (in Deficit o in Eccesso).

In questo caso, la persona avrà disturbi e manifestazioni più o meno gravi che in occidente chiamiamo “malattia”.

HT7 Shenmen, porta dello Shen

Tra tutti gli agopunti (365 su sui percorsi dei Meridiani principali, più alcuni agopunti extra meridiano), il settimo punto del Meridiano del Cuore (HT7 Shenmen, Porta dello Shen) è tra i più importanti per trattare lo Shen (Mente/Spirito).

Localizzazione

HT7 Shenmen è localizzato contro il bordo radiale del tendine del muscolo flessore ulnare del carpo, come mostrato nella foto successiva.

HT7 Shenmen

Tecnica di trattamento

Nel video successivo ti spiego meglio la localizzazione di questo agopunto e il modo migliore per stimolarlo con le dita (minuto 2,24).

Quando stimolare HT7 Shenmen

La stimolazione del punto HT7 Shenmen è utile quotidianamente in periodi di stress ed è importante anche nei momenti di ansia acuta, per recuperare prima possibile calma e serenità.

E’ indicato anche in caso di insonnia,  con una stimolazione preferibilmente serale.

HT7 Shenmen può essere, inoltre, di aiuto prima di un esame, per aiutare a superare quella che potremmo definire ansia da prestazione o ansia anticipatoria.

Se non hai già letto il mio articolo dedicato all’ansia e al suo trattamento in digitopressione che ti consiglio leggerlo ora (“Ridurre l’ansia con la digitopressione“).

 

“Medicina Tradizionale Cinese.
Teorie di base per i primi passi”, Laura Vanni

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