L’attività sportiva: approccio occidentale e cinese a confronto

L’approccio occidentale

In occidente siamo abituati a considerare lo sport come attività sempre benefica, in grado di  allenare ed irrobustire i muscoli anche in modo mirato.

Gli allenamenti sono programmati in modo da aumentare lo sforzo. Si punta molto sulla resistenza, cercando di superare ogni volta di un poco il proprio limite. In tal modo si cerca di potenziare ulteriormente le abilità acquisite.

In quest’ottica la “salute” viene misurata in base alla forza muscolare e ai risultati sportivi sempre più brillanti nella pratica e nella competizione.

L’approccio cinese

Secondo la medicina cinese l’allenamento muscolare eccessivo può risultare dannoso per la nostra energia.

Sudare e stressare l’organismo con l’attività sportiva intensa può, inoltre, non essere un’attività adatta a chiunque.

Per esempio, in presenza di un deficit di Qi e Sangue, oppure in età avanzata, questo tipo di impegno per l’organismo è decisamente sconsigliabile e pone le premesse di indebolimento dell’organismo.

Ogni “stagione” della vita può richiedere, in ogni caso, un approccio diverso ed un esercizio diverso per la nostra energia. Sarà diverso quindi, per esempio, l’esercizio utile e benefico per l’energia di un bambino (puro Yang) e quello per l’energia di un adulto o, anche, di un anziano. Ancora diverso potrà essere l’esercizio richiesto per migliorare il benessere nel caso di un uomo o di una donna a seconda delle proprie fasi di vita.

Allenamento come ricerca di equilibrio

L’allenamento fisico secondo la medicina cinese è una pratica finalizzata in gran parte al rilassamento (autoascolto e riduzione di tensioni croniche involontarie…) e all’uso controllato e consapevole del corpo (equilibrio, propriocezione…).

Nell’approccio cinese, un muscolo contratto e teso ostacola il flusso del Qi e ne causa il ristagno. Con il Qi, anche il Sangue ha problemi di circolazione e questo causa uno stress continuo su legamenti, tendini e articolazioni.

L’attività fisica dovrebbe, pertanto, essere finalizzata si ad irrobustire il corpo ma – ancor prima – a bilanciare la mente, riducendo le aree di tensione e favorendo un percorso di consapevolezza psico-fisica.

 

Allenamento in pratica: il Qi gong e Taijiquan

Nella cultura cinese la pratica sportiva è molto centrata sull’esercizio individuale con il Taijquan e il Qi gong. Entrambe queste discipline – ognuna a suo modo – forniscono un’occasione di allenamento quotidiano basato sul respiro, la consapevolezza del corpo e il rilassamento della postura.

L’attività fisica dal punto di vista della medicina cinese rappresenta uno  strumento  per favorire una circolazione energetica più armonica, riducendo stasi e tensioni e conducendo sempre più saldamente il Qi verso il basso (dantien inferiore).

A tal fine,  un alleato importante è il respiro, il quale aiuta a portare il Qi verso il basso e a sciogliere stasi e tensioni. Quando la muscolatura si rilassa e il Qi scende, il respiro si abbassa e guadagna il dantien diventando sempre più profondo e calmo.

 


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