Il Dao femminile: il tempo ciclico dell’andata e del ritorno

Con la parola Dao (道, a volte trascritta in italiano come Tao) nel pensiero cinese taoista si intende la via naturale che seguono le cose, se lasciate alla loro spontaneità. Quale sarebbe allora il Dao femminile?

Come donna, questa è una domanda che mi sono posta e che sicuramente non ha una risposta facile: ognuna di noi infatti è diversa per carattere, costituzione, famiglia di nascita, inclinazioni, attitudini.

Se c’è un tratto comune che ci lega tutte, però, è la nostra fisiologia, che è segnata da una serie di qualità e caratteristiche specifiche e proprie solo di noi donne.

In questo articolo vorrei analizzare il Dao femminile dal punto di vista della medicina cinese, che ha sempre dato grande importanza alla fisiologia della donna.

 

Il Dao femminile: nutrire con il sangue, ritmare con il qi

Come per tutti gli esseri viventi, la fisiologia della donna è basata sull’equilibrio fra yin e yang, i due principi alla base di tutto ciò che esiste, complementari e opposti, in perpetua alternanza: buio e luce, basso e alto, riposo e attività, ricezione e azione, radicamento e movimento, materia e energia, inverno e estate, freddo e caldo, morte e nascita, contrazione e espansione…

Come si esprimono e si armonizzano però questi due principi così universali nella fisiologia della donna?

In medicina cinese si dice che l’equilibrio femminile è basato sulla relazione fra qi (“energia”) e sangue:

  • Qi: la sostanza-energia unitaria dell’organismo. Indica in particolare le funzioni fisiologiche di organi e visceri, oltre che l’energia della persona e la capacità di comunicazione, movimento, riscaldamento, protezione, attivazione, distribuzione, produzione di tutte le sostanze del corpo (vedi Qi, “energia”: funzione, trasformazione, comunicazione).
  • Sangue: la sostanza liquida e rossa che scorre all’interno dei vasi, mossa dal qi; secondo la medicina cinese, non ha solo proprietà nutrienti e umidificanti, ma è anche in grado di sostenere e radicare la nostra vita mentale, psichica ed emotiva (shen).

Il sangue è la sostanza fondamentale per la donna: è infatti indispensabile per nutrire l’utero, sostenere la crescita del feto in caso di gravidanza, permettere la produzione del latte materno.

Tutte noi donne abbiamo un rapporto diretto con il sangue, di cui facciamo esperienza ogni mese durante il ciclo mestruale.

Molte di noi sono infastidite da questo momento, alcune addirittura si sentono sporche (anche per motivi culturali, che hanno radici millenarie).

Per la medicina cinese, invece, il sangue mestruale non ha nulla di sporco, ma è semplicemente sangue “vecchio”, non più utile all’organismo, che esce per lasciare posto al nuovo.

Il sangue quindi è la base della nostra fisiologia, ma non è sufficiente da solo per garantirla. Il sangue infatti se lasciato a se stesso come tutti i liquidi tende a ristagnare e a raccogliersi in basso: c’è bisogno del qi (“energia”) per muoverlo, distribuirlo, spingerlo fuori quando è necessario… insomma, per dargli un ritmo.

Si dice infatti che l’equilibrio della donna è basato sul sangue, ma è ritmato dal qi, che permette il compimento e la regolarità delle fasi e dei cicli femminili: prima mestruazione, ritmo mensile del ciclo, fasi della gravidanza, inizio e svolgimento della menopausa.

 

fisiologia femminile

Il tempo ciclico: il Dao femminile nelle mestruazioni

Il Dao femminile è basato su fasi e cicli molto evidenti: il tempo della donna non è lineare (come quello del pensiero moderno), ma ciclico (come quello del pensiero antico, non solo cinese).

Se pensiamo allo svolgimento temporale della nostra vita, infatti, questo è scandito dal ritmo quasi mensile dei nostri cicli mestruali: mestruazione, fase post mestruale, ovulazione, fase premestruale, nuova mestruazione… sono altrettante tappe lungo le quali ci muoviamo e che segnano il ripetersi di cambiamenti non solo a livello fisico, ma anche a livello emotivo e mentale.

Le acque lunari – le mestruazioni – sono il cuore della fisiologia della donna e della ginecologia, uno strumento basilare con cui l’essere femminile – corpo e mente – si esprime all’esterno in un messaggio… (Gulì, Le acque lunari)

La medicina cinese riconosce da sempre l’esistenza di quattro fasi del ciclo, con caratteristiche opposte e complementari:

  • fase mestruale (“del sangue”) – giorni 1-7: è il momento in cui il vecchio esce per fare posto al nuovo. Secondo la medicina classica di stampo taoista, l’impulso all’avvio del ciclo viene dato dal polmone che per la medicina cinese si occupa di “espellere il vecchio e prendere il nuovo”.  A livello fisico infatti il ciclo mestruale è considerato il momento in cui l’utero si svuota, per preparasi a riempirsi di nuovo e ad accogliere un’eventuale nuova vita. A livello emotivo avviene la stessa cosa: come ho accennato sopra, il sangue nutre e àncora la nostra parte emotiva e con l’uscita mensile del sangue noi donne possiamo liberarci di emozioni “vecchie” e indesiderate. Questo è uno dei motivi per cui con l’inizio delle mestruazioni il nervosismo che spesso accompagna la fase premestruale sparisce
  • fase post mestruale (“dello yin”) – giorni 8-14: è il momento in cui l’utero, ormai vuoto, inizia a riempirsi di sostanze yin, ossia nutrienti, umidificanti, fertilizzanti: liquidi, sangue nuovo (che corrisponde alla crescita dell’endometrio), tiangui (“rugiada celeste”, ritenuta indispensabile alla fertilità femminile). In questa fase la donna è particolarmente ricettiva e capace di accogliere, sia a livello fisico che a livello mentale ed emotivo. L’ottavo giorno del ciclo è considerato il più fertile, perché corrisponde al momento di massimo vuoto dell’utero, in cui la capacità di accogliere e lasciar annidare più elevata. Per il pensiero cinese, infatti, il vuoto è un prerequisito indispensabile per generare la vita e per vivere con pienezza.
  • ovulazione: non è una vera e propria fase, ma un momento di passaggio fra il massimo dello yin (utero “pieno” di sostanze fertili, ricettivo, ma in quiete) e il massimo dello yang (utero “attivato” e riscaldato per fare germogliare ed evolvere la nuova vita). È un momento delicato, in cui la parola chiave è trasformazione.
  • fase post ovulatoria (“dello yang”) – giorni 15-21: la trasformazione ha avuto luogo: quiete e umidificazione lasciano il posto a movimento e aumento del calore (visibile nei picchi della temperatura basale) per permettere lo sviluppo dell’embrione in caso di fecondazione. In questo momento le nostre energie e la nostra capacità di essere attive e creative sono al loro massimo.
  • fase premestruale (“del qi”) – giorni 22-28: se il concepimento non è avvenuto, il qi (“energia”) si raccoglie nella zona dell’utero e si prepara a spingere fuori il sangue “vecchio”, per iniziare un nuovo ciclo. In un certo senso, è un momento di attesa e di preparazione, che però non deve essere troppo statico e quieto per non smorzare il dinamismo indispensabile per chiudere il ciclo in corso e iniziane uno nuovo.

Attraverso la nostra esperienza mestruale stiamo ricamando la nostra creatività (Alexandra Pope)

Anche se siamo culturalmente abituate a vedere l’inizio di qualcosa come un’espressione di massimo dinamismo e positività, mentre la chiusura di un ciclo ci sembra sempre triste, negativa e priva di energie, è interessante pensare a come il nostro ciclo femminile ribalti questo stereotipo.

La fase di massima attivazione, infatti, è quella terminale del ciclo mestruale, mentre quella iniziale corrisponde a un graduale spostarsi verso la quiete. Questo accade proprio perché il tempo del Dao femminile non è lineare (inizio – svolgimento – fine definitiva), ma circolare (inizio – svolgimento – fine – inizio – svolgimento…): per chiudere e riaprire servono molta più energia e dinamismo che per cominciare da zero.

In termini di medicina cinese, è un continuo e fluido passaggio dal massimo dello yin al massimo dello yang e ritorno.

Il ciclo è quindi un po’ l’emblema del nostro essere donne ed esprime la nostra potenziale capacità di lasciare andare e ricominciarci più e più volte, fisiologicamente.

flusso mestruale

Il flusso senza ostacoli del Dao femminile

Il movimento descritto qui sopra si svolge quindi ininterrottamente fra due stati opposti e complementari, fluido e senza ostacoli: in questo modo il ciclo femminile si sviluppa appieno e può essere caratterizzato da benessere, consapevolezza e fertilità.

Per la medicina cinese, infatti, i prerequisiti per la generazione (fisica e mentale / psichica) sono principalmente tre:

  • il vuoto (cui abbiamo accennato prima) come stato in cui tutto può manifestarsi, senza alcun ingombro a limitare le possibilità
  • il nutrimento, che nella donna corrisponde al sangue
  • il libero flusso, ossia l’assenza di ostacoli al movimento naturale e spontaneo

Questo è vero sia per la nostra componente mentale / psichica / emotiva (shen), perché le idee e la consapevolezza possono manifestarsi appieno solo se mente e cuore sono sgombri da schemi mentali rigidi, pensieri fissi, emozioni che richiamano tutta la nostra attenzione, sia per la nostra componente fisica.

In altre parole, il nostro ciclo mestruale sarà fisiologico solo

  • se l’utero non è ingombro (di residui di sangue “vecchio” non espulso, di freddo penetrato dall’esterno, di corpi estranei come la spirale…)
  • se c’è sufficiente nutrimento (la giusta quantità di sangue, veicolata dalla giusta quantità di qi)
  • se il flusso del qi e del sangue è libero, senza ostacoli

Quando una di queste condizioni non è soddisfatta, ecco che compaiono dolore o ritmo alterato (cicli corti, cicli lunghi, cicli irregolari).

La medicina cinese, infatti, ritiene che non sia normale avere dolore o disturbi vari al ciclo, che è l’espressione fisiologica della nostra femminilità.

Quando il flusso non è libero (perché l’utero non è vuoto, perché qi e sangue non hanno forza sufficiente per scorrere o perché il movimento del qi è bloccato a livello sistemico) ecco quindi che compaiono sindrome premestruale, ciclo doloroso o irregolare, assenza di mestruazioni, perdite fra un mestruo e l’altro, difficoltà a concepire, eccetera.

Per ritornare a uno stato fisiologico bisognerà inquadrare la “radice”, ossia capire perché l’equilibrio si è rotto grazie alla valutazione energetica in medicina cinese.

Le motivazioni possono essere diverse: un disequilibrio degli organi e visceri, emozioni non bilanciate, stile di vita non adatto o errori di alimentazione, penetrazione di fattori climatici / ambientali a livello dell’utero…

Rimuovere le cause (modificando abitudini, alimentazione e stile di vita) e agire sulla disarmonia (con trattamenti tuina e pratica del qigong, ad esempio) aiuta a ripristinare un flusso libero e, quindi, a vivere l’intero ciclo mestruale senza malessere.

La libertà del flusso, caratteristica chiave del Dao femminile, è fondamentale non solo per il ciclo mestruale, ma per tutti gli aspetti della fisiologia della donna, ad esempio il concepimento, la gravidanza e l’ingresso in menopausa.

menopausa

La menopausa: il movimento di ritorno del Dao femminile

Se nella nostra cultura la menopausa è vista come una sorta di capolinea della vita di una donna e discussa solo per i suoi antipatici “effetti collaterali” (vampate, secchezza, ansia, rallentamento del metabolismo, calo del desiderio, perdita di tono della pelle…), per la medicina cinese è invece un altro aspetto in cui si esprime il libero flusso del Dao femminile.

Il movimento ciclico caratteristico del ciclo mestruale, infatti, si applica a tutta la nostra vita di donne: dalla nascita fino alla morte.

E’ caratterizzato da un’andata (prima mestruazione, maturità fisica e sessuale con ciclo mestruale) e da un ritorno (premenopausa e menopausa), in cui il sangue è presente sempre ma in modi diversi, a volte esplicitamente e a volte implicitamente.

Il corpo della donna comunica attraverso il sangue. Esso irrompe nella vita dell’adolescente, si nasconde nel tempo della maternità, si ritira come la bassa marea nell’età della “meditazione” (Gulì, Le acque lunari, p. 94)

Secondo la medicina cinese, infatti, la menopausa non corrisponde a un momento in cui viene meno “ciò che ci rende donne” (la fertilità), ma al contrario è un meccanismo di auto protezione messo in atto dal nostro organismo per dedicare interamente a noi stesse le risorse che abbiamo generosamente elargito durante tutta la nostra vita, dalla prima mestruazione in avanti.

La donna, che per decenni ha perso sangue e sostanze yin ogni mese, inizia a tenere per sé le proprie riserve, in modo da non consumarle eccessivamente in vista dell’invecchiamento.

Il movimento di ritorno del Dao femminile è proprio questo:

  • quando ancora non abbiamo il ciclo mestruale il sangue viene tenuto all’interno e destinato alle necessità di un organismo in crescita e in maturazione (fase di “chiusura”, yin)
  • dopo la prima mestruazione, il sangue si manifesta all’esterno e la donna è pronta ad accogliere, se lo desidera, un’eventuale gravidanza, donando in questo caso il proprio sangue al feto che accoglie in sé (fase di “apertura”, yang)
  • con la menopausa, il sangue viene di nuovo tenuto all’interno e destinato alle necessità dell’organismo tipiche di questa fase della vita (nuova “chiusura”, yin)

Non sarebbe realistico dire che durante la menopausa si ha la stessa vitalità dell’infanzia… ma è anche vero che chi arriva a questo momento senza “disturbi collaterali” ha a propria disposizione molte più energie di prima, dal momento che la cessazione del ciclo mestruale permette di sospendere la perdita mensile di qi (“energia”) e sangue.

La menopausa dovrebbe essere quindi caratterizzata da un leggero miglioramento della propria qualità di vita a livello fisico e da un netto miglioramento delle energie mentali ed emotive, che sono più legate al sangue.

La realtà, nella società italiana moderna, è invece che spesso si vive l’ingresso in menopausa non solo con un senso di lutto, ma anche in modo travagliato per i tanti disturbi che l’accompagnano e che rendono la vita più difficile.

Per la medicina cinese, questi sono un segno che nell’equilibrio femminile qualcosa non è in armonia e, quindi, il rapporto fra sangue e qi (“energia”), fra yin e yang non è più ben regolato. In altre parole, il libero fluire che caratterizza la fisiologia della donna non è più così libero e questo si manifesta con fastidi fisici e mentali.

Naturalmente, è sempre possibile recuperare l’equilibrio: l’autotrattamento specifico, ad esempio, è un ottimo modo per agire sulle cause dei disturbi della menopausa e per entrare in contatto con noi stesse.

Ritagliarci uno spazio per lavorare sul nostro corpo è la maniera migliore per ricollegarci al Dao femminile, alle nostre risorse interne e per riprendere di nuovo tempo e spazio per lasciar fluire la nostra vitalità senza ostacoli.

Francesca Cassini

Operatrice e insegnante di Tuina

www.benesseredonne.it/

 

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