Collo nella tradizione popolare

Il collo, nell’uomo e in altri vertebrati,  è rappresentato dalla parte superiore e ristretta del tronco, su cui s’articola e si muove la testa, che il collo unisce al torace (Treccani).

Questa è una zona tanto circoscritta quanto “densa” di contenuti fisiologici e simbolici.

All’osservazione possiamo definire il collo come un “cilindro” posto tra le spalle atto a sostenere la testa.

collo nella tradizione popolare

E’ una struttura che, per quanto apparentemente fragile, assolve funzioni strutturali estremamente impegnative.

Non solo sorregge la testa, ma soprattutto ammortizza in modo molto efficiente ogni sollecitazione esterna a due livelli:

  • dinamica (vibrazioni durante il movimento o in auto, cadute, movimento durante l’attività sportiva…)
  • statica (posture protratte, posizioni disfunzionali durante il lavoro e così via).

Dal punto di vista anatomico, questo “ponte” tra la testa e il tronco contiene il tratto cervicale, composto da sette vertebre (da C1 – detta “Atlante” per la sua funzione di “sostenere la testa” – a C7).

In più contiene numerosi apparati e vasi sanguigni di prioritaria importanza per la vita, di connessione tra cuore e cervello (vene giugulari, arterie carotidi, e vertebrali) e altri importanti apparati (laringe, carotidi, tiroide…).

Tutto ciò rende questa zona – che è di estensione così limitata – un importantissimo “fulcro” energetico.

Il collo nella tradizione popolare

collo nella tradizione popolare

Il collo nella tradizione popolare emerge, più o meno consapevolmente, come zona zona vitale di grande importanza.

Di ciò rendono ben conto modi di dire come:

  • “rompersi l’osso del collo”, facendo riferimento all’esperienza ultima e fatale che rende impossibile la vita
  • “avere il cappio al collo”, cioè essere in una situazione senza via d’uscita, bloccati se non addirittura minacciati e, comunque, a rischio di vita per soffocamento)
  • “avere il fiato sul collo”, ovvero sentirsi incalzati, non liberi di esprimere i propri ritmi, schiacciati dalla fretta o dalla presenza opprimente di qualcuno o qualcosa che impone regole non condivise).

Per comprendere meglio il significato culturale del collo nell’immaginario collettivo ho individuato i modi di dire più diffusi che hanno come oggetto il collo.

Numerose definizioni le quali – come vedremo poco più avanti – possono, comunque, essere ricondotte a tre dimensioni principali.

Il collo nella tradizione popolare nella pratica: i modi di dire più diffusi:

  • a rotta di collo: molto velocemente, di gran fretta, precipitosamente. È preso dal gergo dei cavalieri, nel quale andare a rotta di collo significa andare al galoppo veloce
  • avere il cappio al collo: essere in una situazione disperata, senza via di uscita
  • avere il fiato sul collo: subire una pressione da parte di qualcuno che ci mette fretta, ci incalza
  • essere nei guai fino al collo: avere moltissimi problemi, talmente tanti che se avessero consistenza concreta arriverebbero all’altezza del collo
  • gettarsi al collo di qualcuno: Abbracciare. In senso lato, fare bella accoglienza a qualcuno, o anche perdonarlo. Rimanda all’idea di affidarsi con fiducia, trovare il senso di sicurezza, così come il bambino fa con la mamma quando, appunto, le si aggrappa al collo
  • immerso fino al collo: molto concentrati in quello che si sta facendo, riferito in genere allo studio o a lavori di concetto. Detto di problemi o cose spiacevoli, averne in quantità
  • obtorto collo: letteralmente con il collo storto è una locuzione latina in uso nel linguaggio comune per indicare l’accettazione, contro la propria volontà, di imposizioni esterne. Si può tradurre con “malvolentieri” o “perché costretto” o “giocoforza”
  • prendere per il collo: indurre qualcuno a piegarsi al proprio volere, ricorrendo a metodi coercitivi. Si riferisce soprattutto al campo economico, e in particolare a quei casi in cui viene indotta una situazione creditizia sempre più pesante per il debitore, che però non può fare altro che pagare. L’immagine è quella della persona che rischia di essere progressivamente soffocata dalle mani di chi gli sta stringendo la gola
  • rompersi l’osso del collo: l’osso del collo indica la zona cervicale e si rappresenta la vita. Perdere la vita
  • tirare il collo: uccidere, soprattutto se si tratta di un pollo. Usato pure come minaccia scherzosa. In senso lato, mettere in grave difficoltà economica, e se riferito a un meccanismo e in particolare a un motore, costringerlo a sforzi molto alti.
    el caso di una bottiglia significa invece stapparla, e generalmente berla tutta. Deriva dal modo più comune per uccidere i volatili da cortile
  • gettarsi al collo: gettarsi di slancio e trasporto tra le braccia di qualcuno, cercando protezione e accoglienza (come un bambino)

Per quanto i modi di dire che riguardano il collo nella tradizione popolare siano molto numerosi, possono essere raggruppati in tre gruppi.

Classificazione dei modi di dire per aree di significato (in ordine di importanza/frequenza):

  1. Collo come zona di emergenza, distretto corporeo per lo più connesso ad una condizione di allarme, difficoltà ed urgenza: essere nei guai fino al collo, avere il cappio al collo, essere immersi fino al collo, avere il fiato sul collo, rompersi l’osso del collo, a rotta di collo, obtorto collo
  2. Collo come zona di espress
  3. ione dell’autorità, distretto per esercitare la proprio potere sugli altri: tirare il collo, prendere per il collo
  4. Collo come area del perdono, della resa e dell’accoglienza: gettarsi al collo

Il collo

I problemi a livello di questo tratto corporeo possono andare dal torcicollo al dolore cervicale con estensione al braccio o alla scapola fino a sintomi più vaghi come nausea, vertigini, emicranie, cefalee e così via.

Tutti questi problemi sono di rilievo non solo per il disagio che causano, ma anche perché coinvolgono una zona (testa e collo) fondamentale per tutto il nostro assetto posturale.

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E’ questa, infatti, una sorta di “bilanciere” per il nostro corpo, in grado di determinarne l’assetto generale, creando eventualmente disarmonie che nel tempo possono essere difficilmente recuperabili.

Nei prossimi post approfondiremo questo aspetto esplorando quelli che – secondo la psicologia psicosomatica – sono gli aspetti simbolici delle difficoltà motorie e della contrattura muscolare cronica in questa zona.

Esploreremo, inoltre, dal punto di vista dell’energetica cinese, gli aspetti più significativi connessi alla riduzione del flusso energetico tra il corpo e la testa.

[continua]

 


1 commento su “Collo nella tradizione popolare

  • Consegue che a livello del collo deve avvenire una giunzione tra donatore e ricevente che non si limita all unione meccanica di organi, ma richiede il ristabilirsi di una continuita tra monconi di assoni del donatore e del ricevente.

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