Dolore come malattia?

Nella nostra cultura il dolore viene considerato come il risultato indesiderato e inaspettato di movimenti impropri, di lunghe ore passate al computer o un “male necessario” a causa dell’età avanzata. Rappresenta, quindi, qualcosa di maligno, “estraneo” al proprio corpo, che arriva “da fuori” e ne condiziona la libertà.

Secondo la medicina cinese il dolore – alla pari di altri “disturbi” – rappresenta una manifestazione (sintomo) la cui radice (causa) va ricercata avendo come riferimento la persona nella sua interezza, non solo la parte del corpo dolente.

L’attenzione è rivolta non al sintomo, ma alla causa, ovvero alla “radice”.

In medicina cinese si dice che “dove c’è dolore c’è stasi, dove c’è stasi c’è dolore”.

Ogni  volta che c’è un dolore nel corpo, quindi, c’è anche una stasi di Energia (Qi) e/o Sangue e viceversa.

Questa stasi rappresenta una sorta di “blocco”, di “interruzione” che impedisce il regolare fluire dei Soffi. In chiave simbolica può rappresentare un messaggio profondo che richiama l’attenzione ed offre alla persona un’occasione evolutiva.

Per questo è necessario prestare attenzione al dolore, non affrettarsi ad eliminarlo ma cercare di “capirlo”.

Risolvere il dolore, infatti, può significare “sbloccare” l’Energia e risolvere – di conseguenza – anche altri malesseri emozionali profondi e a volte non consapevoli.

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