Tonificazione e dispersione alla ricerca dell’equilibrio

I meccanismi che conducono alle malattie rappresentano, secondo la medicina cinese, il risultato di processi complessi che possono essere ricondotti – per semplificare al massimo – all’evoluzione della lotta tra Zheng Qi (Qi giusto, corretto) e Xie Qi (Qi perverso).

La medicina cinese attribuisce grande importanza alle condizioni dello Zheng Qi ed è per questo che presta molta attenzione alle pratiche di prevenzione e coltivazione della vita.

Rafforzare Zheng Qi, protegge, infatti, dall’eventualità di ammalarsi, ovvero dalla possibilità di veder penetrare Xie Qi (il patogeno).

In altri termini: se lo Zheng Qi è forte, il Qi e il Sangue sono abbondanti, la difesa è solida, il fattore patogeno non riesce a penetrare facilmente nell’organismo.

Se lo Zheng Qi è, invece, insufficiente, questa è una condizione che favorisce l’insorgere di una malattia.

Pieno e Vuoto

Ho già introdotto il concetto di Pieno e Vuoto energetico in un precedente articolo.

Riassumendo quello che ci interessa in questa sede, abbiamo che:

  • lo stato di Pieno indica una supremazia del fattore patogeno, oppure uno stato in cui Xie Qi (il patogeno) e Zheng Qi (la nostra energia “buona”, quindi l’antipatogeno) sono allo stesso modo forti, vale a dire che l’antipatogeno è abbastanza forte da opporre resistenza al patogeno. In questa situazione si hanno sintomi acuti (per esempio febbre alta)
  • lo stato di Vuoto indica, invece, un’insufficienza di Zheng Qi, ovvero uno stato in cui le funzioni di Qi, Sangue, Liquidi organici, Meridiani e Zang fu sono indebolite e la capacità di opporsi a Xie Qi è minore. In queste circostanze la lotta tra patogeno e antipatogeno difficilmente ha toni acuti e mostra, invece, segni di insufficienza e debolezza

Gli stati di Vuoto (indicati anche come “sindromi di Insufficienza” o di Deficit) si osservano generalmente negli anziani, nelle persone di costituzione debole, nelle malattie croniche o nelle fasi finali delle patologie (esaurimento e indebolimento delle difese dell’organismo).

I sintomi più frequenti di queste situazioni sono astenia, palpitazioni, dispnea da sforzo, pallore del volto, iperdiaforesi, diaforesi notturna, calore dei “cinque centri”, freddolosità e ipotermia degli arti.

Gli stati di Pieno (indicati anche come “sindromi di Eccesso”) si osservano, invece, generalmente nelle fasi iniziali e centrali delle patologie causate da fattori patogeni esterni oppure da accumulo di Tan, alimenti, liquidi, Sangue etc. nell’organismo.

La lotta tra Zheng Qi e Xie Qi può dar luogo, quindi, a quadri di “Pieno” o di “Vuoto”. Nella pratica, tuttavia, questa situazione così netta è molto rara e più spesso si incontrano quadri che potremmo definire misti, in cui Vuoto e Pieno sono in stretta correlazione.

Due esempi tipici di quadri misti sono i seguenti:

  • una persona anziana o debilitata mostra sintomi da raffreddamento. In questa situazione abbiamo spesso una condizione mista in cui si ha l’Insufficienza (o Vuoto) di base nella persona e l’Eccesso (o Pieno) dato dall’aggressione del patogeno esterno
  • una forte febbre (Eccesso o Pieno) arriva ad attaccare i Liquidi organici. Questo crea un’insufficienza (Vuoto), pur all’interno di un quadro di eccesso (Pieno)

Tonificare in caso di Vuoto disperdere in caso di Pieno

In un precedente articolo abbiamo già visto come, secondo la medicina cinese, la malattia sia risultato di uno squilibrio tra Yin e Yang.

Questo squilibrio può consistere in una Insufficienza/Deficit oppure in un Eccesso.

In presenza di questo squilibrio, la medicina cinese suggerisce, in modo se vogliamo molto semplice, di procedere come segue:

  • in caso di Insufficienza “riempire il Vuoto” (tonificare)
  • in caso di Eccesso “svuotare il Pieno” (disperdere)

Semplificando al massimo, possiamo dire che la tonificazione incrementa la nostra energia “buona” e la funzionalità, per esempio, dei nostri Zang fu (organi e visceri) mentre, al contrario, la dispersione abbassa l’iperfunzionalità ed espelle quel che è in più e danneggia la nostra energia “buona” (per esempio nel caso di un fattore patogeno).

La scelta rispetto al tonificare o disperdere è una scelta importante ed è compito del medico-operatore di medicina cinese, a seguito ad una valutazione energetica.

Da questa scelta dipenderà, a sua volta, la scelta della strategia di trattamento da adottare (scelta delle tecniche, dei Meridiani, dei punti…).

Tonificare o disperdere con la digitopressione

I concetti di tonificazione e dispersione rientrano negli aspetti più pratici ed operativi della medicina cinese, in tutte le tecniche che la contraddistinguono (agopuntura, tuina, alimentazione energetica, fitoterapia, qi gong).

In generale, possiamo in altri termini dire che tutte le tecniche della medicina cinese, in un certo senso, hanno l’obiettivo di agire in tonificazione o in dispersione stimolando l’energia individuale al fine di recuperare o mantenere un equilibrio.

 

L’esempio del tuina (massaggio energetico cinese)

I concetti di tonificazione e dispersione sono oggetto di apposite lezioni in ogni scuola di tuina. Rappresentano le fondamenta della pratica del massaggio energetico cinese.

Tonificazione e dispersione rappresentano lo “strumento” e la “strategia” attraverso la quale si va a stimolare un determinato agopunto o Meridiano.

Ma che differenza c’è a livello pratico tra queste due “strategie”?

In linea generale, possiamo considerare che tonificazione e dispersione sono profondamente  legate ad alcuni parametri come la natura delle tecniche, la forza e la durata della stimolazione (di breve o di lunga durata), le caratteristiche della stimolazione (leggera o superficiale), l’intensità (leggera o profonda) e così via.

E’ opportuno precisare che questi parametri vanno considerati non in modo assoluto ma in modo relativo.

La stimolazione “forte” o “leggera”, per esempio, può essere definita solo in alla costituzione fisica del ricevente e non in assoluto.

Tenendo conto di questo aspetto sempre valido, possiamo riassumere gli aspetti principali utilizzati comunemente per distinguere le tecniche di dispersione da quelle di tonificazione:

Tonificazione Dispersione
Superficiale Penetrante
Durata lunga Durata breve
Forza meno intensa Forza più intensa
Lenta Veloce
Direzione oraria Direzione antioraria
Tecnica durante espirazione Tecnica durante inspirazione

E’ evidente che ciascuno degli aspetti contenuti nella tabella ha senso soprattutto se considerato nella sua relazione con gli altri.

Per esempio, l’idea della tecnica con direzione oraria per ottenere una tonificazione e direzione antioraria per la dispersione (per esempio nella pressione rotatoria) è un concetto relativo.

Non è, infatti, solo il senso (orario/antiorario) ad imprimere uno stimolo tonificante o disperdente, ma la combinazione di questo con gli altri fattori. Non ultimo, un fattore aggiuntivo di cui ancora non abbiamo parlato. Questo fattore è l’intenzione.

L’uso dell’intenzione durante il trattamento energetico è di fondamentale importanza ed è una sorta di “ingrediente segreto” in grado di potenziare l’effetto della tecnica.

Se sei interessato ad approfondire quest’ultimo aspetto, ti invito a leggere questi miei due articoli sul tema:


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Tosse con catarri, respiro corto, oppressione al torace. Come aiutarci con la medicina cinese in autotrattamento

tosse con catarro

I catarri sono disturbi piuttosto comuni nella stagione invernale. Si creano in modo piuttosto veloce, spesso dopo un raffreddamento o un’influenza, ma a volte anche indipendentemente da questi.

Anche se arrivano velocemente, impiegano, al contrario, molto tempo per andarsene via e richiedono un trattamento paziente e consapevole.

I catarri possono avere diversa intensità e, nei casi gravi, arrivare a rendere difficoltoso il respiro, con senso di oppressione toracica e tosse insistente, a volte associandosi anche ad asma.

Il catarro dal punto di vista della medicina cinese

In medicina cinese il catarro rappresenta un patogeno determinato dall’accumulo di liquidi torbidi e densi.

Le caratteristiche del catarro sono tali da impedire i movimenti armonici del Qi e dei liquidi organici. Questo impedimento può essere di diversa intensità, ma interferisce sempre ed in ogni caso con il benessere della persona sia da un punto di vista fisico che da un punto di vista psichico.

L’ottundimento derivante dai catarri e dall’impedimento al libero fluire, infatti, può generare sia sintomi fisici (respiro corto, oppressione toracica…) che sintomi che potremmo definire psico-emotivi (agitazione, senso di intontimento, difficoltà nel pensare e nell’elaborare i ragionamenti).

Tutta la nostra energia, in altre parole, subisce un rallentamento o una “ostruzione” tanto da generare difficoltà di elaborazione.

Non solo.

Questa ostruzione, nel tempo, può generare anche Calore interno, con ulteriore difficoltà anche a livello emotivo, tanto che la persona può sentirsi in una condizione di particolare agitazione.

La medicina cinese ritiene che sia di fondamentale importanza mantenere libere le vie di scorrimento del Qi e considera il libero ed armonico fluire una prerogativa fondamentale.

Sul rispetto di questo principio fondamentale si basano, per esempio, anche le antiche arti di coltivazione della vita cinesi come il qi gong e il taijiquan.

Quando viene impedito il libero fluire, l’energia subisce dei rallentamenti, delle stasi e delle deviazioni con possibilità di sviluppare condizioni di squilibrio anche importanti.

Possiamo, quindi, in un certo senso dire che l’azione dei catarri sulla nostra energia va a minare una di quelle che è una priorità energetica per la medicina cinese: la condizione di libero ed armonico fluire dell’energia nel nostro organismo.

Questo ha effetti sia fisici che psichici in virtù della connessione corpo-mente che è un principio di base della medicina cinese.

Come si generano i catarri

Parliamo in questa sede dei catarri a livello del Polmone.

Per quanto nella loro forma acuta siano connessi all’invasione di patogeno esterno, da un punto di vista energetico i catarri, in particolare quelli cronici, sono connessi ad una disarmonia interna, in particolare ad un difetto dell’attività di trasformazione e di trasporto dei liquidi da parte dell’Organo Zang Milza-pancreas.

Per questo, in medicina cinese, si dice che

la Milza genera i catarri e il Polmone li contiene

Ne deriva che la nostra attenzione, in presenza di catarri, deve essere rivolta non solo al Polmone (che direttamente manifesta il disturbo), ma anche e soprattutto alla Milza che ne costituisce la radice.

Il rapporto tra Milza e Polmone è uno dei tanti esempi che la medicina cinese ci offre spiegando che il disturbo che lamentiamo è per lo più solo una manifestazione ed è necessario risalire alla “radice” dello squilibrio per risolverlo veramente.

Nel caso dei catarri, la radice di cui tener conto per risolvere in modo definitivo il disturbo, è l’energia di Milza in deficit.

Come abbiamo visto in un articolo precedente, l’energia di Milza può risentire dell’esposizione eccessiva o prolungata a patogeni esterni come il Freddo e l’Umidità oppure anche di abitudini alimentari circa i ritmi con cui ci alimentiamo e gli alimenti che scegliamo quotidianamente.

Questi aspetti devono essere tenuti in massimo conto se si vuole prevenire i catarri o favorire la loro eliminazione.

Cosa fare in presenza di catarri

In presenza di catarri, l’obiettivo principale è quello di dissolvere i catarri stessi e favorire la discesa del Qi di Polmone e il suo armonico diffondersi nell’intero organismo.

Questa azione può essere favorita dalla stimolazione di alcuni agopunti e, aspetto da non trascurare, da una particolare attenzione all’alimentazione dal punto di vista dell’approccio energetico cinese.

Si tenga presente che la caratteristica stessa del patogeno (vischiosità, pesantezza, permanenza…) richiede costanza per ottenere l’eliminazione.

Il trattamento dei catarri (tan) non è, quindi, cosa veloce e rapida e richiede pazienza.

Agopunti da stimolare per eliminare i catarri dal Polmone

Gli agopunti da stimolare per favorire l’eliminazione dei catarri sono numerosi, soprattutto se si ragiona in termini professionali, in termini, cioè, di combinazione di agopunti e stimolazione dei Meridiani.

La combinazione migliore dei punti da trattare sarà scelta in base alla persona e al suo quadro individuale che presenterà, come sempre in medicina cinese, tratti caratteristici e unici.

In linea con l’obiettivo divulgativo di questo articolo, non troverai di seguito un elenco di punti e combinazioni, ma l’indicazione di trattamento di un unico agopunto in moxibustione.

Questa stimolazione, ultimamente testata da me anche personalmente e con ottimi risultati, ha un’azione nell’eliminazione dell’Umidità interna molto energica, soprattutto con riferimento al Jiao superiore (o riscaldatore superiore, ovvero parte del corpo a cui appartiene il Polmone stesso).

L’uso di SP3 Taibai per eliminare l’Umidità nel Jiao superiore

Come abbiamo spiegato precedentemente in questo articolo, i catarri sono contenuti nel Polmone ma sono originati da Milza-pancreas in deficit.

Il principio generale alla base del trattamento proposto è che se si tonifica la Milza si rafforza anche l’energia del Polmone favorendo l’eliminazione dei catarri (nella teoria dei cinque Elementi si dice che “la Terra genera il Metallo”.

Per approfondire questa teoria leggi il mio libro “Medicina tradizionale cinese. Teorie di base per i primi passi“).

A questo principio generale, si aggiunge un’azione specifica del punto trattato in dispersione con la tecnica della moxibustione.

Nella mia esperienza, infatti, l’uso della moxibustione sull’agopunto scelto, SP3 Taibai, apporta un significativo beneficio riducendo i catarri cronici nel Polmone, con effetto benefico anche in presenza di eventuale difficoltà a respirare/asma associati ai catarri.

Esattamente la stessa tecnica di autotrattamento è utile in presenza di sintomi alla testa come intontimento, confusione, pesantezza (anche questi associati ad una condizione di Umidità interna).

Il punto SP3 Taibai

SP3 Taibai è un importante punto di tonificazione dell’energia di Milza (punto sorgente del Meridiano, punto Terra).

Si colloca sul piede, sul lato mediale dell’alluce, potero-inferiormente all’articolazione metatarso-falangea, nell’area in cui la pelle cambia da pelle plantare a pelle dorsale.

Tecnica di stimolazione

La tecnica di stimolazione del punto SP3 Taibai da scegliere per ottenere l’effetto voluto è la tecnica di moxibustione.

Per ottenere l’effetto desiderato, l’agopunto SP3 Taibai va stimolato per alcuni minuti con una tecnica di dispersione, prima il punto di sinistra e poi quello di destra.

La moxibustione è una tecnica complementare della medicina cinese.

Il suo utilizzo più comune è di tipo professionale in quanto, al di là dell’esecuzione della tecnica (di per sé non eccessivamente complessa), occorre conoscere gli agopunti su cui viene applicata per evitare errori e pericolose semplificazioni.

Se non hai mai praticato la moxibustione ti invito a:

Per entrare nel vivo della pratica, se non ci sono operatori di medicina cinese e non hai nessuno con cui confrontarti, ti invito a considerare, infine, anche il corso online “Protagonista del tuo benessere” . Qui parliamo di moxibustione nella teoria e nella pratica ed esploriamo anche molte altre tecniche della medicina cinese.

Il ruolo dell’alimentazione per drenare l’Umidità interna secondo la medicina cinese

La medicina cinese pone grande attenzione al cibo considerandolo, nel lungo periodo, alla stessa stregua del farmaco.

Tonificare Milza

Come abbiamo già considerato in un articolo precedente, tra gli alimenti più dannosi per l’energia di trasformazione e diffusione di Milza troviamo il consumo abituale e/o eccessivo di zuccheri, latte e latticini, farine bianche e prodotti industriali.

Anche gli alimenti crudi, seppur salutari, possono creare difficoltà all’energia di Milza che ama, invece, cibi caldi, cucinati e più facili da metabolizzare.

In presenza di catarri è utile integrare nella propria alimentazione alimenti utili ad allontanare i catarri risolvendo l’Umidità interna.

Sono utili per esempio molte spezie (timo, cannella, coriandolo…), le agliacee (aglio, porro, cipolla).

E’ utile, inoltre, consumare con costanza gli alimenti tonici di Milza, in modo da favorire il drenaggio dell’Umidità interna da un lato e, dall’altro, ridurre l’ulteriore accumulo.

Sono ideali, in tal senso, i cereali in chicco come il riso, l’avena e il mais.  Tra i pesci l’acciuga, il merluzzo, la carpa, il persico e la sogliola. Tutti i legumi. Tra le verdure preferire verdure dolci come patate, zucche e zucchine, carote, fagiolini… Pasti regolari, cotti e caldi e non eccessivamente abbondanti.

Eliminare i catarri/tan

Un’altra azione da ricercare nell’alimentazione è quella di eliminazione dei catarri/tan. A tal fine, ti indico un paio di alimenti che non dovrebbero mai mancare nella tua giornata se hai catarri. Ovviamente sempre con moderazione e osservando passo-passo le reazioni sulla tua energia.

Il primo è il ravanello rosso. Di sapore piccante e dolce, il ravanello rosso ha azione su Polmone, Milza-pancreas e stomaco.

Muove il Qi e lo dirige verso il basso con azione aggiuntiva di purificazione del Calore interno e trattamento dei Tan-Calore (catarri densi e vischiosi, difficili da espettorare, di colore giallo-verde).

Per queste azioni, il ravanello è, tra l’altro, indicato anche in presenza di faringite, mal di gola e in presenza di epistassi (sangue dal naso) (Calore a livello del Polmone). Preciso che del ravanello si mangiano anche le foglie 😉

Il secondo alimento che ti indico è quello che, in realtà, non è un vero e proprio alimento ma, nella nostra cultura, è un prodotto da scartare.

Si tratta delle bucce del mandarino o, in alternativa delle bucce dell’arancio o del limone… in ogni caso bucce di agrume NON trattato.

Queste bucce sono preziose per muovere i catarri/tan ed eliminarli.

Ti consiglio di lavare la frutta spazzolandola sotto l’acqua corrente e asciugare la frutta prima di sbucciarla. Le bucce potrai farle seccare al sole oppure vicino al camino/termosifone e potrai conservarle a lungo.

Sarà utile utilizzarle in decotto tutti i giorni, meglio se 2-3 volte al giorno, eventualmente anche con una piccola aggiunta di zenzero fresco e un cucchiaino scarso di miele.

 

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Vento interno in medicina cinese. Tremori, tic, vertigini e molto altro

vento interno

In medicina cinese, l’organismo umano viene visto come microcosmo nel macrocosmo.

All’interno del microcosmo uomo, vengono prese in considerazione leggi di regolazione ed equilibrio simili a quelle tipiche della natura.

Parliamo quindi, per esempio, di patogeni come il Calore, il Freddo, l’Umidità che, oltre ad essere presenti nell’ambiente naturale, si manifestano anche nel microcosmo uomo presentando aspetti caratteristici tipici.

Tra questi patogeni c’è il Vento.

Così come il Vento esterno (quello che conosciamo in natura), il Vento interno (che si manifesta nel nostro organismo).

Come in natura, il Vento interno ha caratteristiche estremamente Yang, è imprevedibile, inafferrabile e “muove” con un’intensità che può essere anche molto forte.

L’impetuosità del Vento disturba il libero fluire del Qi e del Sangue e provoca disturbi di diverso tipo che possono essere anche di importante gravità.

vento interno

Caratteristiche del Vento interno

Per quanto si riscontrino manifestazioni anche molto diverse tra loro per le caratteristiche e l’intensità, il Vento interno in medicina cinese rimanda spessissimo ad una disarmonia dell’Organo Zang Fegato.

Il Fegato è un Organo con energia estremamente Yang, con tendenza al dispiegamento e all’elevazione.

Appartiene all’Elemento Legno, a cui è associata la primavera (il passaggio stagionale che segna il passaggio dallo Yin dell’inverno allo Yang dell’estate, quindi stagione con energia di forte attivazione) e al Vento come agente climatico.

Il Vento interno è caratterizzato da movimenti involontari ed improvvisi come, per esempio, tic, tremori, vertigini.

In casi gravi, manifestazioni di Vento interno per la medicina cinese sono anche la perdita di coscienza, l’emiplegia e l’epilessia.

Aspetti tipici del Vento interno possono essere riassunti nei punti seguenti:

  • movimento: il Vento è di natura Yang. La sua energia può manifestarsi con movimenti involontari nel corpo (tremori, contrattilità, epilessia, convulsioni, ictus, vertigini…)
  • tendenza a migrare e a cambiare: i sintomi possono spostarsi nel corpo, compaiono rapidamente e altrettanto rapidamente possono cambiare in modo non prevedibile (dolori migranti, rush cutanei, prurito..)

Come nasce il Vento interno?

Il Vento interno può svilupparsi a partire da alcune condizioni energetiche, laddove queste si protraggono a lungo o si esprimono con particolare intensità.

Queste condizioni possono essere sintetizzate nei punti seguenti:

  • il Calore estremo tipico delle malattie febbrili: il Calore entra nello strato del Sangue e genera il Vento. Le manifestazioni possono riguardare, oltre alla febbre alta, il delirio e le convulsioni di varia intensità
  • la risalita di Yang epatico. La prevalenza dello Yang direziona verso l’alto l’energia del Fegato. E’ tipico, in questo caso, il manifestarsi di capogiri, irritabilità, cefalea (orbitaria o temporale, aree connesse ai Meridiani di Fegato e Colecisti), ipoacusie, tremori, emiplegia o paraplegia. Questa condizione spesso si associa ad un Vuoto di Yin di Rene e Fegato
  • il Fuoco di Fegato. Il Fuoco, al suo culmine, consuma i liquidi organici e sviluppa il Vento interno. Quadri variamente associati a questo possono essere il Vuoto di Yin o anche il Fuoco di Cuore (in quest’ultimo caso le emozioni possono avere un ruolo importante)
  • il Deficit di Sangue o il Deficit di Yin del Fegato. In entrambe queste condizioni, si verifica la situazione di un importante Vuoto che “consente il Pieno”, ovvero consente il manifestarsi dell’Eccesso (il Sangue e lo Yin costituiscono energie costitutive “materiali” e nutritive). I sintomi tipici in questo caso sono intorpidimento, vertigini, visione offuscata, tremolii leggeri (detti da “Vento della zampa di pollo”)

Ad eccezione del Calore estremo, tipico delle malattie febbrili nei bambini, la condizione di Vento interno è piuttosto caratteristica comune dell’anziano.

Il Vento interno è, del resto, il quadro energetico prevalente associato anche all’ictus e al Parkinson, comuni nella terza età.

vento interno

Cosa fare in presenza di Vento interno?

In medicina cinese il trattamento in presenza di Vento interno si rivolge alla radice di questa disarmonia.

Ad essere trattato, in sostanza, non è il Vento interno in sé e per sé, ma il quadro energetico che lo genera.

Sarà compito dell’operatore/agopuntore trattare con tuina/agopuntura la condizione energetica evidenziata in fase di valutazione energetica.

tuina

Si tratterà, quindi, di eliminare il Calore estremo oppure di abbassare lo Yang epatico ribelle, ridurre il Fuoco di Fegato oppure, ancora, tonificare il Deficit di Sangue o di Yin.

Ognuno di questo quadri richiede un approccio differente sia per quanto riguarda la scelta dei Meridiani energetici da trattare, sia per quanto riguarda gli agopunti da stimolare sia, infine, per quanto riguarda gli alimenti da favorire o da limitare ai fini del riequilibrio.

Anche lo stile di vita, a volte, può avere un ruolo importante nella determinazione dei diversi quadri energetici. Per questo motivo l’operatore/agopuntore concentrerà l’attenzione sulla persona a 360 gradi indicando gli eventuali aspetti critici e suggerendo eventuali aggiustamenti che possono riguardare anche la quotidianità della persona.

 

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Gua Sha. Introduzione ai principi e alla tecnica

guasha

Il gua sha è una tecnica complementare della medicina cinese comunemente insegnata nell’ambito dei corsi triennali da operatore tuina e agopuntura.

Gua significa “strofinare”, “applicare una pressione-scorrimento”, Sha indica la reazione superficiale del sangue richiamato dall’utilizzo della tecnica.

A cosa serve il gua sha?

Le indicazioni del gua sha sono numerose.

E’ innanzitutto utile per ridurre il dolore grazie ad una regolarizzazione della circolazione sull’area trattata.

Questa tecnica aumenta di quattro volte la microcircolazione dei tessuti superficiali e può ridurne l’infiammazione (Nielsen, 2016, “Gua Sha. Una tecnica tradizionale per la pratica moderna”, p.122).

Può aiutare a ridurre la febbre e a rilassare le tensioni anche emozionali.

Ha applicazione in numerose situazioni energetiche e disagi comuni, da disturbi all’apparato respiratorio al mal di testa.

Diffusione del gua sha in occidente

Il gua sha una tecnica tutto sommato poco diffusa in occidente, almeno poco diffusa a confronto con altre tecniche complementari come, per esempio, la moxibustione e la coppettazione di cui si parla molto più spesso e che addirittura sono arrivate ad essere “di moda” in molti ambienti ispirati al benessere, anche se non in chiave energetica cinese.

Non è chiaro il motivo per cui il gua sha è al momento meno diffuso di altre tecniche complementari.

Potremmo pensare che questo dipende dal fatto che la sua pratica genera segni piuttosto evidenti sulla pelle, ma questo possiamo dirlo anche della coppettazione.

Potremmo pensare che la sua pratica richieda una certa abilità, ma questo vale anche per le altre tecniche (pensiamo alla coppettazione con o senza fuoco).

Non escluderei il fatto che il gua sha sia meno diffuso per un discorso strettamente culturale, di scarso gradimento rispetto ai “raschiamenti” che, seppure assolutamente assolutamente moderati ed indolori, possono suggestionare le persone inesperte in quanto favoriscono manifestazioni a volte molto vistose.

Ciò che si osserva, infatti, dopo un trattamento con gua sha, è il comparire di più o meno piccole petecchie rosse (a volte marroni, bluastre o rosso scuro) sulla pelle.

Le petecchie in questione sono transitorie e mostrano “l’extravasazione di sangue nel letto capillare causata dal gua sha, misurata come aumento della microperfusione superficiale” (Nielsen et al. 2007).

Il trattamento non è doloroso e il ricevente ottiene, anzi, una sensazione di vigore e attivazione.

 

La tecnica del gua sha

Il gua sha è praticato con uno strumento smussato e arrotondato.

In Cina è diffuso l’uso del cucchiaio di ceramica come strumento comune, oppure attrezzi di corno di bufalo o giada.

guasha

Il trattamento si esegue sulla pelle adeguatamente cosparsa di olio utile a lubrificare la zona da trattare.

Il trattamento avviene tramite una pressione-scorrimento unidirezionale che viene ripetuta con ritmo e regolarità su una superficie ben definita e lubrificata grazie allo strumento smussato.

La pressione-scorrimento consente di far emergere gli arrossamenti/petecchie che poi scompaiono in 1-3 giorni. Questi arrossamenti (sha) segnalano la liberazione del patogeno e sono, quindi, un risultato positivo e da ricercare.

Anche le caratteristiche dello sha sono aspetti di cui tener conto:

  • uno sha rosso chiaro indica, per esempio, calore di penetrazione recente
  • uno sha rosso scuro una stasi di calore più intensa
  • uno sha bluastro indica freddo e stasi.

La pratica della tecnicha gua sha a fini professionali necessita di una formazione ad hoc.

Piccole applicazioni di gua sha possono, tuttavia, essere utilizzate anche in autotrattamento per migliorare il proprio benessere in determinate specifiche condizioni.

Nella pratica del gua sha non si ha, di norma, fuoriuscita di sangue; questo rende la tecnica sicura anche da un punto di vista igienico.

E’ consigliabile, comunque, osservare sempre le più adeguate attenzioni igieniche (disinfezione regolare degli attrezzi utilizzati in primis).

Quando è controindicato il gua sha

Il gua sha non deve essere utilizzato in aree del corpo lesionate, in cui sono presenti abrasioni o contusioni, su rush cutanei, eczemi, brufoli o nei.

Non deve essere inoltre utilizzato sull’addome di donne in gravidanza.

Gua sha in autotrattamento

In un successivo articolo esploreremo il tema dell’autotrattamento con il gua sha.

Per essere sicuro di non perderlo iscriviti alla newsletter. Riceverai con regolarità direttamente nella tua posta i link degli articoli pubblicati generalmente ogni 2-3 settimane.

Un’unità extra dedicata al guasha è, inoltre, in programma anche per il corso online Protagonista del tuo benessere.  Le unità extra sono a disposizione di tutti gli iscritti in ogni momento perché il corso non scade e da diritto ad usufruire di tutti gli aggiornamenti.

 

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Problemi di memoria secondo la medicina cinese

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Secondo la medicina cinese, la memoria di eventi e informazioni avviene principalmente grazie all’energia di tre organi Zang: Milza, Rene e Cuore.

In particolare, ad avere un ruolo prioritario sono gli aspetti psichici connessi a ciascuno di questi tre organi ovvero:

  • lo Yi della Milza
  • lo Zhi del Rene
  • lo Shen del Cuore

Tipi di memoria

La memoria non è tutta uguale. Possiamo, infatti, distinguere almeno tra due principali tipi di memoria:

  • la memoria cosiddetta esplicita (dichiarativa), che riguarda le informazioni che cerchiamo di ricordare volutamente (per es. quando cerchiamo di ricordare il nome di qualcuno). Questo tipo di memoria può essere episodica (ricordi di eventi personali a breve o a lungo termine) o semantica (ricordi di fatti generali come anche informazioni storiche e di cultura generale)
  • la memoria implicita (procedurale) che riguarda informazioni che ricordiamo inconsciamente come, per es., la memoria di gesti per compiere azioni coordinate o la memoria di una canzone. Appartiene a questo tipo di memoria anche la memoria muscolare (per es. ricordare come si va sui pattini)

Abbiamo poi una distinzione che riguarda la scala temporale e che si riferisce quindi alla:

  • memoria degli eventi recenti
  • memoria degli eventi remoti

disturbi memoria

Organi Zang coinvolti nella memoria e i loro aspetti psichici

Lo Yi di Milza

La Milza presiede la capacità di concentrarsi e memorizzare utile nello studio e nell’apprendimento.

Lo Yi di Milza rappresenta il pensiero, la riflessione. E’ responsabile del pensiero che si applica così come avviene nello studio.

Quando l’energia di Milza è in equilibrio, lo Yi è stabile e ciò consente capacità di concentrazione e di memorizzazione nello studio.

Quando l’energia di Milza è in deficit lo Yi sarà instabile e ci potranno essere problemi di memorizzazione nello studio e problemi di concentrazione.

disturbi memoria

Lo Zhi di Rene

Il Rene è responsabile della memorizzazione degli eventi recenti.

Lo Zhi del Rene rappresenta la “volontà” associata al Rene. Questa “volontà” coinvolge moltissimi aspetti di grande importanza, ma per ciò che ci riguarda in questo articolo implica la memorizzazione, ovvero la capacità di trattenere le informazioni a lungo nel tempo.

Quando l’energia del Rene è insufficiente, si riduce la capacità di trattenere le informazioni recenti nella memoria.

disturbi memoria

Lo Shen del Cuore

Il Cuore ha una connessione con la memorizzazione degli eventi del passato remoto. Questa funzione del Cuore di richiamare alla mente è detta intelletto (Ling Shu).

disturbi memoria

Lo Shen del Cuore ha un ruolo centrale anche per la memoria implicita (ricordare abilità, azioni da compiere per eseguire un compito…) mentre Yi e Zhi sono molto connessi alla memoria esplicita (ricordare fatti, esperienze, nomi…).

 

Dimenticare eventi recenti e ricordare eventi remoti. Il caso tipico dell’anziano

I tre Organi Zang Milza, Rene e Milza e le loro funzioni con riferimento alla memoria sono strettamente connesse tra loro.

Una riflessione su tutte può essere quella tipica di chi dimentica eventi accaduti recentemente (per esempio cosa ho mangiato oggi?) ma ha ben in mente eventi remoti (per esempio eventi legati alla gioventù negli anziani).

Come abbiamo visto, in medicina cinese i Reni nutrono il Cervello (mare del midollo) e influenzano la memoria a breve termine nel quotidiano (memorizzazione degli eventi recenti).

Al Cuore è invece affidata la capacità di ricordare eventi remoti.

In età avanzata, il Jing del Rene non nutre più il Cervello a sufficienza e per questo nella persona anziana si ha spesso amnesia di eventi recenti mentre permane la memoria degli eventi remoti (connessi al Cuore Shen).

La memoria può essere influenzata anche da Flegma e Stasi sanguigna che impediscono il nutrimento del Cervello. Anche questo può essere un caso frequente negli anziani. In queste situazioni si manifestano anche vertigini, confusione, sensazione di pesantezza

Quadri energetici prevalenti nelle difficoltà di memoria

Come noto, la medicina cinese non tratta malattie ma squilibri energetici.

Non tratta, quindi, le difficoltà di memoria, ma lo squilibrio energetico specifico del singolo individuo che genera la difficoltà di memoria.

I quadri energetici connessi alle difficoltà di memoria possono essere diversi e per differenziare tra questi è necessaria una valutazione individuale attraverso le tecniche tradizionali della medicina cinese (tra cui analisi di polsi e lingua).

Ad utilità degli operatori, si riportano di seguito segni e sintomi associati a tre quadri estremamente ricorrenti in presenza di difficoltà di memoria:

  1. il deficit di Qi e Sangue di Cuore e Milza
  2. il deficit di Yin di Cuore e Rene con Calore Vuoto
  3. il deficit di Qi di Milza e di Sangue di Milza

Deficit di Qi e Sangue di Cuore e Milza

  • memoria scarsa per eventi lontani nel tempo
  • insonnia
  • ansia
  • tendenza a spaventarsi facilmente
  • capogiri
  • palpitazioni
  • pallore
  • astenia
  • debolezza muscolare
  • lingua pallida e sottile

Deficit di Yin di Cuore e Rene con Calore Vuoto

  • memoria scarsa in generale
  • insonnia/ sonno disturbato da molti sogni
  • ansia
  • irrequietezza
  • capogiri
  • palpitazioni
  • sensazione di calore alla sera
  • sudorazione notturna
  • urine scarse e scure / feci secche
  • lingua rossa con fissurazione di cuore

Deficit di Qi di Milza e di Sangue di Milza

  • difficoltà di concentrazione (per es. nello studio)
  • appetito scarso
  • stanchezza
  • gonfiore addominale dopo i pasti
  • debolezza agli arti
  • feci molli
  • mestruazioni scarse nelle donne
  • lingua pallida

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Artrosi. Il punto di vista della medicina cinese

artrosi medicina cinese

L’artrosi è una malattia reumatica e, per la precisione, è un processo degenerativo cronico caratterizzato da lesioni della cartilagine articolare. Il processo non coinvolge solo la cartilagine, ma colpisce l’intera articolazione e conosce momenti in cui i disturbi sono più acuti.

L’artrosi è una delle patologie reumatologiche più diffuse, soprattutto in età avanzata. Si pensi che, tra gli over 75enni, il 68,2% delle donne e il 48,7% degli uomini dichiara di soffrire di artrosi/artrite (indagine Istat 2014).

artrosi medicina cinese

Fattori che si associano in modo significativo al rischio di sviluppare artrosi sono, oltre all’età, il sesso, il sovrappeso, i fattori genetici e metabolici.

I sintomi dell’artrosi sono essenzialmente il dolore e la limitazione di movimento e di funzione, gonfiore. La diagnosi medica si basa prevalentemente su sintomi ed esame radiologico.

L’artrosi in medicina cinese

Come sappiamo, in medicina cinese non si parla di “malattie” allo stesso modo della medicina occidentale, ma si parla di quadri energetici a partire dai quali si manifestano alcune malattie (come, per esempio, l’artrosi appunto).

La malattia in medicina cinese rappresenta infatti, in un certo senso, la parte più visibile di uno squilibrio che va rintracciato e trattato nella “radice” (quadro energetico).

Parlando di quadri energetici, i quadri interessati in caso di artrosi sono diversi, a seconda delle situazioni.

La valutazione energetica effettuata attraverso le tecniche tradizionali cinesi (tra cui l’esame di polsi e lingua) è lo strumento indispensabile per definire il quadro energetico di riferimento di caso in caso.

Altri elementi utili per differenziare le situazioni possono essere domande relative al dolore (vedi oltre “un approccio energetico all’artrosi”).

 

Sindrome ostruttiva dolorosa

Un quadro energetico piuttosto tipico per l’artrosi è quello che in medicina cinese viene definito “sindrome ostruttiva dolorosa”. In medicina cinese si dice se c’è dolore c’è stasi e se c’è stasi c’è dolore.

Questa situazione rimanda ad una ostruzione o blocco del flusso del Qi e del Sangue nei Meridiani e questa ostruzione determina dolore.

artrosi medicina cinese

In questa situazione possiamo avere a che fare con una condizione aggiuntiva di Calore interno. In questo caso avremo manifestazioni associate come gonfiore, sensazione di calore, miglioramento con l’esposizione al freddo.

Il protrarsi nel tempo di una situazione di questo tipo può degenerare in una situazione più grave che porta alla formazione di quelli che in medicina cinese vengono definiti tan (mucosità).

I tan sono fattori patogeni interni che ostruiscono ulteriormente la circolazione dell’energia e tendono a bloccare ulteriormente i Meridiani peggiorando il quadro dei sintomi.

In questa fase le manifestazioni associate sono anche la deformazione ossea e delle articolazioni, con dolore ancora più intenso.

 

Stasi di Qi

Un quadro di base caratteristico di condizioni non troppo avanzate e non troppo dolorose è quello di una Stasi di Qi.

Nella Stasi di Qi il dolore tende a migliorare con il movimento e a peggiorare con il riposo.

Può peggiorare, inoltre, con lo sforzo fisico oppure in condizioni di freddo esterno in quanto in entrambi i casi queste azioni possono rafforzare la contrazione/stasi di energia.

Per un approccio energetico all’artrosi

Di fronte a quella che definiamo artrosi, la medicina cinese dedica ampia attenzione all’osservazione.

Domande fondamentali sono:

  • qual è il patogeno che causa il blocco?
  • che tipo di dolore è?
  • in quali situazioni si manifesta?
  • è associato al clima?
  • peggiora o migliora con il movimento?

Alla luce della risposta a queste domande, potrà essere più chiaro allo specialista (medico agopuntore, medico specializzato nella fitoterapia cinese, operatore tuina…) quale approccio adottare al fine di migliorare il dolore e la qualità della vita della persona.

 

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Come drenare l’Umidità interna con alimentazione e autotrattamento

La medicina cinese considera l’uomo come microcosmo all’interno del macrocosmo. Nella fisiologia umana risuonano, quindi, le energie del mondo naturale e, tra queste, risuonano anche energie cosmiche come per esempio il Freddo, il Calore, il Vento, l’Umidità

L’Umidità interna è uno dei patogeni interni più difficili da risolvere. Abbiamo già visto le sue caratteristiche tipiche e le sue manifestazioni nell’uomo in un precedente articolo.

In questo articolo vedremo come possiamo aiutare il nostro organismo a prevenire o contrastare l’Umidità interna.

Parleremo prevalentemente di alimentazione energetica aggiungendo alcuni consigli di automassaggio dei punti energetici.

 

Umidità interna e le sue manifestazioni nell’uomo

Agopuntori e operatori tuina sanno che l’Umidità interna è un fattore patogeno estremamente comune. Deriva da una disarmonia interna anch’essa piuttosto diffusa, ovvero dal deficit di Qi di Milza, e/o dall’esposizione eccessiva all’Umidità esterna.

Sappiamo già che tra gli aspetti caratteristici dell’Umidità interna abbiamo senso di pesantezza (stanchezza, pesantezza degli arti o della testa, confusione mentale…), torbidità (urine, perdite vaginali, malattie della pelle…) e vischiosità.

In condizioni di Umidità interna, i liquidi corporei non vengono trasportati efficacemente e si accumulano; si creano facilmente tumefazioni e gonfiori, lo Yangqi (la nostra energia di attivazione e trasformazione) viene danneggiato ed ostacolato con ulteriore aggravamento del quadro energetico complessivo.

A seconda dei casi, l’Umidità si manifesterà per esempio con:

  • pienezza e pesantezza addominale, nausea, vomito, bocca impastata… (Umidità nello stomaco e nella Milza)
  • difficoltà nella minzione con urine torbide e dolore leggero o senso di pesantezza alla vescica… (Umidità nella vescica)
  • pienezza e pesantezza addominale, feci molli con muco… (Umidità negli intestini)

L’Umidità può essere responsabile di manifestazioni dermatologiche (eczema, pelle con sensazione di impastamento), di disordini mestruali se coinvolge l’Utero (leucorrea, mestruazioni dolorose o con sanguinamenti a metà ciclo mestruale…) e altre manifestazioni ancora.

 

Umidità-Freddo, Umidità-Calore

L’Umidità, conformemente alla sua natura Yin, è spesso connessa al Freddo. Può, tuttavia, associarsi anche al Calore, nonostante quest’ultimo abbia natura Yang.

In linea generale possiamo dire che:

  • l’Umidità-Freddo è pesante, tende a discendere a stagnare e a causare accumuli in basso
  • l’Umidità-Calore tende invece a salire. Il Calore resta invischiato nell’Umidità senza poterla dissolvere e stagna con l’Umidità stessa all’interno del nostro organismo con sintomi sia di Umidità che di Calore

 

Alimentazione da favorire in presenza di Umidità interna

L’alimentazione costituisce lo strumento principale per prevenire, contrastare e i quadri di Umidità interna.

In presenza di Umidità interna, gli obiettivi dell’alimentazione dal punto di vista energetico andranno in due direzioni:

  • drenare e dissolvere l’Umidità
  • disperdere il Freddo oppure purificare il Calore a seconda dei casi

 

Drenare e dissolvere l’Umidità

Per drenare e dissolvere l’Umidità sarà indispensabile inserire nella propria alimentazione alimenti con capacità drenante e diuretica, stimolando allo stesso tempo l’Organo Zang Milza nelle sue funzioni di trasformazione dell’Umidità stessa (ti ricordo che abbiamo parlato degli alimenti per tonificare il Qi di Milza in un articolo precedente).

In presenza di Umidità interna la medicina cinese consiglia di evitare alimenti come zucchero, dolci e dolciumi, latticini in genere, cibi grassi, alimenti a base di farine specie se lievitate, frutta solo con moderazione.

Come abbiamo visto, l’Umidità si presenta molto spesso associata a Freddo o a Calore. In questi casi, oltre a trattare l’Umidità, è necessario quindi trattare anche il Freddo o Calore associati.

Ai cibi che trattano l’Umidità, quindi, occorrerà aggiungere in base al quadro energetico:

  • alimenti riscaldanti e piccanti in presenza anche di Freddo
  • alimenti rinfrescanti e preferibilmente amari in presenza anche di Calore

 

Umidità-Freddo

L’Umidità-Freddo si manifesta nell’organismo con dolori articolari o lombari fissi, feci molli o diarrea, lingua con abbondante patina biancastra…

Evitare

  • cibo crudo o freddo
  • quanto sopra indicato per il quadro generale di Umidità

Favorire

  • cibi diuretici (segale, mais in chicchi, asparagi, porcini, azuki, piselli, fava cotta, cavolo, rapa, caffè)
  • spezie calde ed erbe aromatiche (cannella, cardamomo, zenzero secco, peperoncino, anice, rosmarino, prezzemolo, erba cipollina)
  • cotture abbrustolite o con alcool
  • cibo cotto e caldo (anche a colazione)
  • mangiare lentamente, non in eccesso, ad intervalli regolari

Umidità-Calore

L’Umidità-Calore si manifesta nell’organismo con senso di costrizione e pesantezza in tutto il corpo: a livello muscolare, articolare e in particolare alla testa con senso di distensione.

Sete senza desiderio di bere, feci asciutte e maleodoranti (quando prevale il Calore) o molli con difficoltà alla defecazione, urine scarse e gialle con difficoltà all’emissione, lingua con abbondante patina grassa e giallastra… questi sono tutti indizi da prendere in considerazione che fanno pensare ad un quadro di Umidità-Calore.

Evitare

  • spezie riscaldanti (pepe, peperoncino, zenzero)
  • caffè, alcolici
  • aglio, peperone rosso…
  • fritti, cibi abbrustoliti, tostati, arrosto
  • quanto sopra indicato nel quadro generale di Umidità

Favorire

  • cibi attivi nel drenare Umidità-Calore tra cui avena, grano saraceno, miglio, orzo, bietole, carciofo, cicoria di campo, lattuga, tarassaco, rucola, sedano, cavolo rapa, salvia, origano…
  • associare alimenti diuretici e rinfrescanti tra cui amaranto, ceci, piselli, zucchine…
  • utile il sapore amaro per purificare il Calore (borraggine, radicchio, valeriana, scorza di limone…)
  • ritmi regolari nei pasti, moderazione nelle quantità

Automassaggio dei punti energetici

Nel lavoro dell’agopuntore e dell’operatore tuina c’è il trattamento energetico dei Meridiani e di alcuni specifici punti di essi scelti in base al quadro.

In presenza di Umidità, agopunti importanti sono sicuramente questi due punti:

  • SP6 Sanyinjiao
  • SP9 Yinlingquan

 

SP6 Sanyinjiao

SP6 è il sesto agopunto del Meridiano di Milza (SP) ed è uno dei punti più importanti per trasformare l’Umidità, soprattutto jiao inferiore, oltre ad essere anche un agopunto molto importante per tonificare il Sangue.

Il punto si trova 3 cun (pollici) sopra l’apice del malleolo interno, dietro al bordo interno tibiale.

 

SP9 Yinlingquan

SP9 è il nono agopunto del Meridiano di Milza (SP) ed è l’agopunto principale sul Meridiano per eliminare l’Umidità nel jiao inferiore (disuria, leucorrea, diarrea, edemi…).

Il punto si trova in una depressione sul bordo inferiore del condilo mediale della tibia, con ginocchio flesso.

Localizzare i punti e trattarli

Per la localizzazione dei punti, oltre ad utilizzare un atlante, puoi fare una ricerca in internet inserendo il nome del punto  (per esempio “SP6 Sanyinjiao”).

Entrambi i punti suggeriti in questo articolo possono essere stimolati con il pollice con pressioni e pressioni rotatorie per 3-5 minuti. Se non hai mai praticato autotrattamento con la digitopressione, ti consiglio di leggere questo mio articolo.

Sia per la localizzazione che per il trattamento di questi agopunti e di molti altri ti invito anche a partecipare ai miei seminari in diverse località d’Italia (iscriviti alla newsletter per essere sempre informato) oppure ad iscriverti al corso on line “Protagonista de tuo benessere” in cui si parla di autotrattamento dei Meridiani e di molto altro.

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Umidità interna: un ostacolo e un rallentamento per la nostra energia

In medicina cinese c’è di base una grande attenzione al mondo naturale. Il concetto è che nell’uomo valgono le stesse leggi che valgono in natura, nel rispetto di un principio che connette il microcosmo al macrocosmo.

Coerentemente con questo principio, così come in natura, anche all’interno dell’uomo si manifestano patogeni come il Vento, il Freddo, l’Umidità, il Calore… generando disturbi di diverso tipo.

Le caratteristiche di questi patogeni all’interno dell’organismo, richiamano molto da vicino le caratteristiche tipiche dei “patogeni esterni”.

Per cui: il Freddo avrà azione di blocco sulla nostra energia danneggiando potenzialmente lo Yang, il Calore la dinamizzerà e tenderà a consumare lo Yin, il Vento si manifesterà in modo improvviso e a volte violento…

In questo articolo approfondiamo il discorso dell’Umidità interna, patogeno interno estremamente diffuso e connesso a molti disturbi tipici del nostro tempo.

 

L’Umidità come fattore climatico

L’Umidità come fattore climatico viene assegnato, dalla medicina cinese, all’Elemento Terra e costituisce un fattore patogeno di rilievo per l’Organo Zang Milza associato a questo Elemento.

L’Umidità è un fattore climatico per lo più fatto corrispondere dalla tradizione cinese alla tarda estate (un periodo in cui fa ancora caldo ma inizia anche a piovere).  Tipico spesso anche  dei periodi di cambio stagione.

 

L’Umidità esterna e la sua interazione con il Qi

L’Umidità è un fattore patogeno di tipo Yin, in quanto è legata all’acqua e crea pesantezza. Ha la tendenza ad ostacolare i movimenti del Qi e provocare ostruzione e stasi.

Come fattore Yin, l’Umidità attacca facilmente la nostra energia Yang.

In particolare, l’aggressione di Umidità esterna disturba la funzione del Qi della Milza di trasformazione e distribuzione, conducendo alla produzione di Umidità interna con sintomi quali diarrea, urine scarse, edema.

 

Umidità esterna e Umidità interna

In medicina cinese l’Umidità esterna e l’Umidità interna sono strettamente collegati.

L’esposizione prolungata o eccessiva all’Umidità esterna disturba l’energia di Milza, ne rallenta e ne ostacola il lavoro e causa una disarmonia che, a sua volta, produce Umidità interna.

Questo attacco da parte dell’Umidità esterna è tanto più temibile e vigoroso quanto più il quadro energetico individuale è di deficit del Qi di Milza.

Milza in deficit produce, essa stessa, una condizione di accumulo e Umidità.

 

Manifestazioni tipiche di Umidità interna

Pesantezza

Importante caratteristica dell’Umidità è la pesantezza.

Le manifestazioni collegate all’Umidità interna presentano, per questo, spesso sintomi di “pesantezza” come

  • cefalea “a casco” (testa pesante, come se appunto si indossasse un casco)
  • sensazione di pesantezza al corpo e agli arti (tende ad accumularsi nella parte bassa del corpo provocando gonfiori a caviglie e gambe in particolare).

Torbidezza

Altra caratteristica tipica dell’Umidità è la torbidezza.

Questa caratteristica di mancata limpidità si manifesta in diversi modi:

  • quando interessa soprattutto il jiao inferiore, si manifesta a livello delle urine, che diventano più abbondanti e torbide o con leucorrea nelle donne.
  • quando interessa l’intestino crasso si ha diarrea con la caratteristica sensazione che l’evacuazione non sia mai completa.
  • quando interessa, invece, la parte alta dell’organismo (volto) si può avere la sensazione di  avere il “viso sporco” e “impastato”.

Tendenza alla discesa

Altra caratteristica dell’Umidità è la tendenza alla discesa. L’Umidità attacca, infatti, prevalentemente le parti Yin del corpo (in basso) ed è prevalentemente localizzata, quindi, nelle parti inferiori dell’organismo (edema degli arti inferiori, leucorrea, diarrea, urine torbide…).

Viscosità e tendenza alla stagnazione

L’Umidità tende, oltre che alla pesantezza e alla torbidezza, anche alla viscosità (collosità) e alla stagnazione (permanenza).

Queste altre caratteristiche hanno due principali conseguenze:

  • nelle manifestazioni dovute all’Umidità interna c’è una maggiore densità delle secrezioni
  • le manifestazioni dovute all’Umidità interna si presentano spesso come recidive e come malattie resistenti, di più difficile guarigione

 

Azione dell’Umidità nel nostro organismo

In linea generale, penetrando nell’organismo, l’Umidità blocca l’ascesa dei principi nutritivi, creando turbe del Sangue e dell’energia difensiva (Wei Qi).

Per quanto in medicina cinese non si possa generalizzare, c’è da dire che spesso la presenza di Umidità interna è la radice di manifestazioni come la dermatite seborroica, il catarro bronchiale e la diarrea.

Se l’Umidità si associa al Vento e al Freddo, diventa la causa più frequente di reumatismi.

Altro aspetto da considerare è quello della combinazione tra patogeni.

Penetrando nell’organismo, infatti, l’Umidità interagisce con la nostra energia e può avere trasformazioni a seconda che penetri in un organismo di tipo Yang o di tipo Yin.

Nel primo caso tenderà a trasformarsi in Umidità-Calore (sete senza desiderio di bere, dolore addominale e diarrea con bruciore anale nell’evacuazione, minzione bruciante, lingua con patina viscosa e gialla); nel secondo caso, tenderà a trasformarsi in Umidità-Freddo (dolori articolari, dolore addominale e diarrea senza desiderio di bere, lingua con patina viscosa e bianca…).

 

Umidità esterna ed interna a confronto

Riassumiamo di seguito le caratteristiche tipiche dell’Umidità esterna e dell’Umidità interna

L’Umidità esterna:

  • Yin
  • Densa, pesante, torbida, stagnante
  • Tendente al basso
  • Causa di ostruzione e stasi di Qi
  • Attacca lo Yang Qi
  • Danneggia la Milza

L’Umidità interna:

  • Malattie recidive e/o persistenti
  • Astenia, pesantezza generale
  • Oppressione toracica, gonfiore addominale
  • Dolore e gonfiore articolare, edema
  • Urine torbide, feci pastose, densità delle secrezioni

 

L’Umidità interna è uno dei patogeni interni più difficili da risolvere.

Il trattamento coinvolge la persona a 360 gradi e per un lungo periodo di tempo.

Le strategie da mettere in campo in termini di alimentazione energetica, automassaggio e digitopressione saranno oggetto di un prossimo articolo, la prossima settimana.

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Leggi anche l’articolo su come drenare l’umidità interna


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